martedì 2 gennaio 2007

La causa del morbo di Morgellons (articolo del Dottor Edward Spencer)

Qualora la Pravda.ru od altre testate decidessero di pubblicare il seguente articolo (come già accaduto), si prega di citare le fonti ed il traduttore.


Edward Spencer è un neurologo che, da più di trent’anni, opera in California. È membro del Berkeley City Council. Il suo articolo, pur non contenendo elementi nuovi rispetto agli studi che abbiamo già pubblicato sul Morgellons, va segnalato perché conferma purtroppo la diffusione della sindrome; inoltre contiene un curioso riferimento a “polvere intelligente” da considerarsi con ogni probabilità uno strumento nanotecnologico. Sebbene il medico non vi accenni, è quasi certo che il Morgellons è legato alla nefasta operazione “scie chimiche”, con cui sono diffusi i filamenti di polimeri sui quali si sofferma il neurologo. Da rilevare, infine, che i casi della sindrome sono più numerosi nelle aree sottoposte a pesante irrorazione.


Una malattia molto strana è tra noi: è il Morgellons. Negli Stati Uniti i casi registrati sono ormai 20.000, con picchi in California meridionale e nell’area del Golfo del Messico. Esistono ormai numerosi elementi in grado di dimostrare che tale patologia è associata alle nanotecnologie, in particolare alle nanofibre. La National Science Foundation definisce nanofibre quelle di dimensioni pari a 100 nanometri o inferiori.

Come sintomi il Morgellons presenta affaticamento, difficoltà di concentrazione ed altri sintomi neurologici. Questi sintomi sono associati alla presenza di sottilissime fibre che escono dalla pelle e che causano prurito intenso e lesioni cutanee. Tali fibre inoltre si muovono sotto il derma. Non esiste purtroppo alcuna terapia ed i medici, che non hanno nessuna familiarità con questa sindrome, tendono ad ignorarla. I pazienti sono etichettati come persone che soffrono di disturbi psichiatrici, ma i medici non hanno esaminato né la pelle né i filamenti, prima di formulare questa superficiale diagnosi. I filamenti blu che ho esaminato hanno un’estremità color oro e non bruciano neppure se sottoposti ad una temperatura di 1700 gradi Fahreneit. Niente di simile ai capelli che, se bruciati, sprigionano un odore caratteristico. I capelli inoltre hanno una struttura cellulare. Il Dottor Janovy ha stabilito che non sono né cellule né parassiti, ma nanomacchine veicolate, come sostiene anche la Dottoressa Hildegarde Staninger, da insetti: infatti le avvisaglie della malattia sono precedute dalla percezione di una puntura di insetto. Sono punture di insetti che provengono dai sistemi fognari.

Il Dottor Randy Wymore dell’Università dell’Oklahoma ha mandato dei campioni di fibre all’FBI, ma nulla di simile è stato trovato negli archivi forensi. Un contatto nella Naval Intelligence ha suggerito di guardare alla “polvere intelligente”. Il National Register of Enviromental Professionals ha creato un’unità di intervento per indagare sulle possibili cause ambientali della malattia. Ho chiesto al Berkeley City Council di intervenire presso l’Università della California affinché usino le loro risorse tecniche ed intellettuali per studiare questa malattia. Sotto la saggia guida di Wall Street e delle compagnie assicurative, la medicina negli Stati Uniti è precipitata in un sorprendente stato di degenerazione. La reazione del Center for Desease Control è letargica. Un semplice microscopio elettronico consente di vedere la struttura di queste fibre ed uno strumento come questo dovrebbe essere in dotazione di tutti gli ospedali. Ovviamente abbiamo urgente bisogno di terapie.



Traduzione di Zret.


Leggi qui l'articolo in inglese.

6 commenti:

  1. Non ho ancora sentito parlare di casi di tale malattia nel nostro Paese. Trattasi di una malattia davvero grave e dalla patogenesi ignota ma quest'ultima -qualora individuata- dovrebbe appunto riservare sorprese. Evidentemente qualcosa di pensato e costruito in laboratorio, un pò come il virus HIV,il virus Ebola, il virus della SARS o influenza aviaria e così via. Non c'è limite alla fantasia diabolica degli agenti del Nuovo Ordine Mondiale e dei loro suggeritori alieni. Sono tutte malattie gravissime che,ahimè, non conoscono terapia ( guarda caso).

    Salve ,Paolo

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  2. Anche questa è una malattia creata in laboratorio. Quando eravamo bimbi, ci dicevano che gli scienziati (meglio scemenziati)lavorano per debellare le malattie e per migliorare le condizioni dell'umanità. Chi poteva immaginare che fosse una patetica fola?
    Ciao e grazie.

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  3. Ciao Paolo. Pensa che, ufficialmente, nemmeno negli states vi è un solo malato. Dalle segnalazioni dell'associazione statunitense malati di Morgellons, invece, il quadro disegnato è nettamente differente ed anche l'Europa fa la parte da leone (si fa per dire): le vittime del morbo sono presenti anche nel vecchio continente, Italia compresa. Ovvio che la cosa è ancora sottaciuta da medici ed istituzioni. Ma per quanto tempo potranno ancora offuscare la verità?

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  4. Ciao Marzian, sto leggendo degli articoli sulla polvere "intelligente": è qualcosa di atroce, di mostruoso, parto di menti insane di "scienziati" collusi con i potenti.

    Ho scritto tre volte alla Pravda, ma non mi hanno risposto.
    Ciao!

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  5. Ci vorrebbe un bell'articolo sugli spregiudicati metodi di approvvigionamento degli articoli della Pravda...

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  6. Batteri geneticamente modificati fabbricano polimeri meglio delle industrie

    Alimentando i batteri modificati di Escherichia Coli con sostanze contenenti zolfo, ricercatori tedeschi sono riusciti a realizzare un procediemento tentato per mezzo secolo senza successo.

    Il batterio Escherichia Coli geneticamente modificato produce biopolimeri sulfurici, la cui realizzazione arriva dopo 50 anni di tentativi falliti dell'industria chimica. Autore del lavoro, che sarà pubblicato su Nature Materials, è Alexander Steinbuchel con i suoi collaboratori dell'Istituto di microbiologia dell'Università di Monaco.

    I ricercatori hanno inserito nel batterio tre geni, e l'Escerichia coli è diventato così produttore di polimeri termoplastici, tecnicamente chiamati politioesteri. Gli scienziati hanno ottenuto i politioesteri semplicemente alimentando i batteri modificati con sostanze contenenti zolfo, che normalmente non fanno parte della loro dieta.

    Secondo i ricercatori, alcuni di questi polimeri possono essere usati nelle applicazioni mediche, grazie alla loro biocompatibilità e degradabilità. Gli scienziati affermano che i politioesteri possono resistere alla degradazione anche ad alte temperature. Il loro prossimo obiettivo è di conoscere tutte le proprietà di questi nuovi polimeri per valutare la gamma completa di applicazioni possono avere.

    13 dicembre 2002


    Nota: nel 2002 si registrano i primi casi di morgellons. Le fibre che fuoriescono dalle ferite sono polimeri che resistono al fuoco.

    Fonte: Newton-Corriere

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