sabato 27 gennaio 2007

Il rapporto USA suggerisce che della polvere riflettente potrebbe ridurre il caldo

Avevamo preannunciato che alcuni organi avrebbero cominciato a rilasciare informazioni in merito alle scie chimiche, ammettendo, anche se con mille infingimenti e dissimulazioni, la loro esistenza, ma attribuendo la mortale attività all’esigenza di attenuare il global warming od alla necessità di ripristinare lo strato d’ozono ormai deteriorato. È vero l’esatto contrario! È questa probabilmente la “verità” che sarà ammannita alle masse, quando non si potrà più nascondere l’operazione: se ne trarrà pretesto per introdurre una nuova imposta atta ufficialmente a finanziare la preservazione della biosfera, in realtà volta a sovvenzionare l’avvelenamento su scala planetaria. L'articolo, magistralmente tradotto da _*PrinceOfPeace*_, è una riprova di quanto affermato tempo addietro.

David Adam, corrispondente sull'ambiente
sabato 27, gennaio, 2007
The Guardian

Smog su Phoenix, Arizona – Photograph: Deirdre Hamill/AP

Il Guardian ha appreso che il governo USA vuole che gli scienziati sviluppino una tecnologia per bloccare la luce solare, come ultimo argine per fermare il riscaldamento globale. Il governo USA afferma che la ricerca di tecniche come giganteschi specchi spaziali o polvere riflettente pompata nell'atmosfera sarebbe una "importante assicurazione" contro le crescenti emissioni ed ha esercitato pressioni per tale strategia, come raccomanda un importante rapporto dell'ONU sul cambiamento climatico; la prima parte di esso sarà pubblicata venerdì.

Gli USA hanno anche tentato di deviare il rapporto ONU, preparato dall'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico), dalle sue conclusioni, che sosterrebbero un nuovo trattato mondiale sul clima, basato su obiettivi obbligatori per ridurre le emissioni, come quelli perseguiti da Tony Blair. Gli USA hanno anche preteso che la bozza del rapporto fosse cambiata per enfatizzare i benefici degli accordi volontari ed includere critiche al Protocollo di Kyoto, l'attuale trattato cui l'amministrazione statunitense si oppone.

Il rapporto finale dell'IPCC, scritto da esperti di tutto il mondo, formerà la base dei negoziati internazionali per produrre un nuovo trattato sulle emissioni per sostituire quello di Kyoto, la cui prima fase terminerà nel 2012. Ai governi mondiali fu data una bozza del rapporto l'anno scorso, insieme con l'invito a commentarla.

Il Guardian ha avuto una copia della risposta statunitense, la quale afferma che l'idea d'interferire con la luce solare dovrebbe essere inclusa nell'agenda dei politici: questo è il capitolo principale che introduce ogni rapporto dell'IPCC. Il rapporto dice: La modifica dell'irraggiamento solare potrebbe essere un'importante strategia, se non si riuscisse a ridurre le emissioni. La stima delle conseguenze relative all'applicazione di tale strategia è un'importante assicurazione che dovrebbe essere espletata. Si tratta di un'importantissima possibilità da prendere in considerazione".

In precedenza, gli scienziati avevano stimato che se meno dell'1% dei raggi solari fosse respinto indietro, nello spazio da cui proviene luce solare, si potrebbe compensare il riscaldamento generato da tutti i gas-serra emessi fin dall'inizio della rivoluzione industriale. La possibili tecniche comprendono la messa in orbita di uno schermo gigante, migliaia di minuscoli palloni riflettenti; oppure microscopiche goccioline di solfato, pompate nell'alta atmosfera, ad imitazione degli effetti raffreddanti di un'eruzione vulcanica. La bozza dell'IPCC diceva che tali idee erano "speculative, incalcolabili e con potenziali effetti collaterali ignoti".

La proposta USA si basa sui punti di vista di decine di ufficiali governativi ed è accompagnata da una lettera a firma Harlan Watson, negoziatore anziano su questioni climatiche al Dipartimento di stato americano. La proposta USA lamenta che la bozza dell'IPCC sia "Kyoto-centrica" e vuole includere la ricerca degli economisti che hanno fatto osservare "fino a quale grado una cornice come quella di Kyoto richieda notevoli fondi investimenti.
Inizia nel modo seguente: "Una debolezza del protocollo di Kyoto, comunque, è che alcuni dei più grossi emettitori di gas-serra non hanno ratificato l'accordo" e chiede: "E' questa l'unica debolezza da menzionare? Ce ne sono altre?"

La proposta USA insiste anche (nel modo in cui è formulata), sull'inefficacia di alterare degli accordi volontari, usando un'espressione come "un certo numero di essi ha avuto impatti significativi", e lamenta che "il rapporto tende a sovrastimare o mettere in evidenza gli effetti negativi del cambiamento climatico". La proposta USA dà anche maggiore enfasi circa le responsabilità dei paesi in via di sviluppo.

Il rapporto IPCC si compone di tre sezioni. La prima verte sulla scienza del cambiamento climatico e sarà presentata venerdì. Più tardi, nel corso dell'anno corrente, seguiranno le sezioni sull'impatto e la mitigazione del cambiamento climatico, in cui gli USA vogliono includere riferimenti alla tecnologia "blocca-sole".

I probabili contenuti del rapporto sono stati un "segreto di Pulcinella" da quando l'amministrazione Bush mise la bozza su Internet, in aprile. Il rapporto scientifico della prossima settimana dirà che c'è il 90% di possibilità che l'attività umana stia riscaldando il pianeta e che le temperature medie globali saliranno da 1.5 gradi C a 5.8 gradi C durante questo secolo; dipende dalle emissioni. La risposta USA mostra che gli Statunitensi accettano queste affermazioni, ma non sono d'accordo con una conclusione più incerta: quella secondo la quale l'innalzamento delle temperature ha reso più potenti gli uragani.

Clicca qui per leggere il documento pubblicato sul guardian.

4 commenti:

  1. Bravo Zret,
    il cappello che hai scritto all'articolo è molto efficace.
    Purtroppo mi trovo nella posizione di condividere con altri, qui, quel certo pessimismo che ci fa dire: non ce la faremo ad informare abbastanza gente da creare una coscienza del problema tale che molti capiranno che le scie non sono una bella cosa. Mentre basteranno una o due trasmissioni divulgative e positive in tivvù, perché la maggioranza ci creda, che le irrorazioni sono per il bene di tutti.

    Il popolo è ipnotizzato. Al massimo riescono a star concentrati su quello che conoscono. Una cosa, un problema... totalmente nuovo, non riescono a vederlo!
    Come gli indigeni, quando arrivarono vicino alla costa le 3 navi di Colombo.....
    Non le vedevano proprio, le navi!!!
    Non erano "educati" a vederle.
    Fu lo sciamano, per primo, che notò delle increspature ANOMALE sulla superficie del mare. Aguzzando la vista (e la coscienza...) riusci' a vederle. Poi aiutò gli altri della tribù a vedere le navi.
    Insegnò loro come vederle.

    O almeno.... questa è una storia che raccontano nel film "What the bleep do we know". C'è su Youtube.

    Quindi.... quanti si chiedono qualcosa sulla vera natura della realtà?
    Pochi, vero?

    ciao Zret,
    resistenza!

    *_PrinceOfPeace_* (PoP)

    RispondiElimina
  2. Bravo Zret,
    il cappello che hai scritto all'articolo è molto efficace.
    Purtroppo mi trovo nella posizione di condividere con altri, qui, quel certo pessimismo che ci fa dire: non ce la faremo ad informare abbastanza gente da creare una coscienza del problema tale che molti capiranno che le scie non sono una bella cosa. Mentre basteranno una o due trasmissioni divulgative e positive in tivvù, perché la maggioranza ci creda, che le irrorazioni sono per il bene di tutti.

    Il popolo è ipnotizzato. Al massimo riescono a star concentrati su quello che conoscono. Una cosa, un problema... totalmente nuovo, non riescono a vederlo!
    Come gli indigeni, quando arrivarono vicino alla costa le 3 navi di Colombo.....
    Non le vedevano proprio, le navi!!!
    Non erano "educati" a vederle.
    Fu lo sciamano, per primo, che notò delle increspature ANOMALE sulla superficie del mare. Aguzzando la vista (e la coscienza...) riusci' a vederle. Poi aiutò gli altri della tribù a vedere le navi.
    Insegnò loro come vederle.

    O almeno.... questa è una storia che raccontano nel film "What the bleep do we know". C'è su Youtube.

    Quindi.... quanti si chiedono qualcosa sulla vera natura della realtà?
    Pochi, vero?

    ciao Zret,
    resistenza!

    *_PrinceOfPeace_* (PoP)

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  3. Ciao PoP. I primi da rieducare sarebbero i giornalisti. E' per colpa loro se il resto della popolazione dorme, mentre viene avvelenata. I giornalisti dovrebbero fare la parte dello shamano ed invece seguono vigliaccamente le direttive dei carnefici. Bell'affare! Che mondo di mota.

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  4. Un problema percettivo si associa a quello cognitivo, come hai notato acutamente tu, PoP. Essi non vedono né guardano: i sensi sono ottenebrati e la loro mente è controllata. Non sono metafore: è proprio così.
    Tuttavia non demordiamo! Forse il velo si squarcerà. Ciao e grazie.

    RispondiElimina

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