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sabato 31 maggio 2008

Collisione tra due aerei chimici nei cieli della Sila?

Nel cielo della Sila si sono scontrati degli aerei chimici? Stando ad alcuni testimoni, subito smentiti dalle autorità, parrebbe di sì: d'altronde spesso i tankers compiono spericolate manovre e recentemente abbiamo immortalato due velivoli che entravano quasi in rotta di collisione. Non si può escludere dunque che a volte occorrano degli incidenti: è naturale, però, che il compito di Carabinieri, dei vertici dell'esercito etc. è quello di insabbiare. Pertanto non possiamo attenderci che la verità sul presunto incidente provenga da fonti ufficiali. Due aspetti della questione meritano di essere rimarcati: i testimoni oculari si sono riferiti ad apparecchi che incrociavano a bassa quota (l'altitudine non elevata è peculiare di molti aerei della morte) e di aver udito una forte deflagrazione; è credibile che le persone in oggetto abbiano avuto le traveggole? Inoltre appare ironico che l'Aeronautica militare intervenga, con tanta sollecitudine, per intercettare un innocuo cargo della Lufthansa che avrebbe perso il contatto radio, quando migliaia di velivoli clandestini scorrazzano indisturbati nei cieli di tutta l'Italia. Invitiamo gli abitanti della zona a raccogliere informazioni sull'accaduto ed eventualmente a riferircele, al fine di tentare di stabilire se l'assordante fragore udito nella zona è stato causato dal bang prodotto dai caccia supersonici (la normativa vigente, tra l'altro, vieta di superare la barriera del suono a bassa quota) o se è stato provocato dalla collisione dei tankers. Ringraziamo il gentilissimo Ivan per la preziosa segnalazione.

Cosenza - Voci che si rincorrono a descrivere scenari apocalittici e, invece, il tutto si è sgonfiato nel più classico dei modi. All’inizio un forte boato avvertito nella Sila cosentina ed a Cosenza ha provocato allarme e fatto scattare la procedura di emergenza e di soccorso con un codice rosso per l’ospedale di Cosenza ed i mezzi del 118.

L’allarme è cessato dopo le 11, dopo che mezzi di polizia, finanza e carabinieri, impiegati per l’emergenza, hanno accertato e scartato l’ipotesi di un incidente aereo così come denunciato dai tanti testimoni oculari che hanno visto sorvolare a bassa quota tre aerei. Il boato, secondo quanto è emerso dalle verifiche, sarebbe stato determinato dal superamento del muro del suono ( bang) per opera di due velivoli militari in operazione di controllo militare sulla zona. Il cessato allarme ha fatto rientrare la mobilitazione che era scattata nell’ospedale di Cosenza per il ricovero di eventuali feriti.


Aggiornamento del 2 giugno 2008

Ci giunge la seguente testimonianza:

Dopo il chiarimento di ieri pomeriggio, ancora stasera ho sentito storie di ordigni caduti in un lago della Sila e di segreti militari... Non so, in Italia tutto è possibile e spesso la realtà supera l'immaginazione, soprattutto quando di mezzo ci sono i poteri militari, ma in questo caso...

Racconto solo ciò che ho visto la mattina di venerdì. Lavoro a Cosenza, in area centrale, ed al boato siamo usciti, con altri colleghi, per vedere che cosa stesse accadendo. In cielo, molto alte, tre scie d'aereo: due parallele (con una un po' più avanzata), veloci in modo impressionante (considerando anche l'altezza), e dirette a Nord-Est; la terza di un velivolo molto più lento, plurimotore, diretto a Sud-Est, che incrociava le scie lasciate dagli altri aerei molto più veloci.
Le scie erano lineari, senza alterazioni o cambi di direzione, in un'area di cielo sgombro da nuvole.

Trovo la spiegazione fornita plausibile; semmai mi chiedo se fosse stato realmente necessario superare il muro del suono o se si sia trattato di un eccesso di zelo dei piloti o dei loro superiori, per una esercitazione "particolare".
Io ho raccontato ciò che ho visto, ma si tratta solo di una visuale di meno di due minuti e sarei curioso di sapere se qualcuno ha visto altro...


Inoltre leggiamo la seguente notizia, comparsa su nuovasibaritide.it e che riporta l'annullamento della tradizionale cronoscalata automobilistica “Coppa Sila”. Possibile un collegamento con una collisione tra tankers chimici e della quale non si vuol rendere conto alla popolazione.

Riportiamo il testo in questione:

Trebisacce - Energica presa di posizione dell’avv. Gaetano Parise contro l’annullamento della Cronoscalata Automobilistica “Coppa Sila”.

Scritto da Pino La Rocca, 01-06-2008 12:04


Non è dato sapere quali siano le reali motivazioni che hanno portato all’annullamento della tradizionale cronoscalata automobilistica “Coppa Sila”, che ormai aveva un suo posto consolidato nel calendario nazionale delle corse automobilistiche di montagna, fatto sta che la sua cancellazione ha suscitato molte reazioni tra i piloti e soprattutto tra gli appassionati di questo genere di sport che ogni anno si portavano, molti con le famiglie, sui tornanti della Sila per assistere alla gare e per fare un tuffo in una natura per fortuna ancora incontaminata.

Se ne fa portavoce l’avv. Gaetano Parise di Trebisacce, appassionato di questo sport e sostenitore di una scuderia che annovera tra i suoi piloti il pluridecorato Rocco Aragona, il quale affida ad una nota polemica la difesa “di una delle gare più belle e gloriose d’Italia, annullata all’ultimo momento quando – così scrive Parise – scuderie, piloti e appassionati avevano già assunto impegni (anche economici).
Perciò la Calabria rimane sempre ultima della classe.

Chi scrive – argomenta ancora Parise – non è a conoscenza dei reali motivi che hanno portato all’annullamento della gara, me se fosse vero che la “colpa” è dell’intransigenza degli ambientalisti, bisognerebbe invitare questi “talebani” ad intervenire con la stessa solerzia quando in Sila si legittimano selvagge speculazioni edilizie, incendi dolosi, condotte idriche abusive, realizzazioni di mega-villaggi turistici fantasmi, per non parlare delle discariche a cielo aperto che mettono a rischio la flora e la fauna tipica di tutto l’altopiano silano.

A questo proposito Parise ricorda le cronoscalate più importanti (Abetone, Terminillo, Etna, Bondone), che ogni si disputano regolarmente nelle più rinomate località turistiche d’Italia con il sostegno e la fattiva collaborazione delle Amministrazioni Locali e che da sempre richiamano l’attenzione e la partecipazione di migliaia di persone, con ricadute favorevoli per il turismo di montagna, la promozione territoriale e l’economia di quelle zone.

“Perché – conclude l’avv. Ninni Parise – coloro i quali risultano impotenti di fronte alla criminalità organizzata, alla malasanità, al malaffare, alla disoccupazione, al degrado economico-sociale e culturale di un’intera regione, diventano invece ferrei tutori dell’ordine e della legalità pur di impedire lo svolgimento di una competizione automobilistica così seguita dalla gente?”.


Pino La Rocca


Fonte: Calabrianotizie.wordpress.com



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lunedì 11 maggio 2009

La verità sull’incidente aereo nei cieli della Sila del maggio 2008


Questo articolo è stato aggiornato dopo la sua prima pubblicazione.

Il 31 maggio 2008 scrivemmo: “Nel cielo della Sila si sono scontrati degli aerei chimici? Stando ad alcuni testimoni, subito smentiti dalle autorità, parrebbe di sì: d'altronde spesso i tankers compiono spericolate manovre e recentemente abbiamo immortalato due velivoli che entravano quasi in rotta di collisione. Non si può escludere dunque che a volte occorrano degli incidenti: è naturale, però, che il compito di Carabinieri, dei vertici dell'esercito etc. è quello di insabbiare.

Pertanto non possiamo attenderci che la verità sul presunto incidente provenga da fonti ufficiali. Due aspetti della questione meritano di essere rimarcati: i testimoni oculari si sono riferiti ad apparecchi che incrociavano a bassa quota (l'altitudine non elevata è peculiare di molti aerei della morte) e di aver udito una forte deflagrazione; è credibile che le persone in oggetto abbiano avuto le traveggole? Inoltre appare ironico che l'Aeronautica militare intervenga, con tanta sollecitudine, per intercettare un innocuo cargo della Lufthansa che avrebbe perso il contatto radio, quando migliaia di velivoli clandestini scorrazzano indisturbati nei cieli di tutta l'Italia”.

Il 2 giugno dello stesso anno, raccogliemmo questa testimonianza:

Dopo il chiarimento di ieri pomeriggio, ancora stasera ho sentito storie di ordigni caduti in un lago della Sila e di segreti militari... Non so, in Italia tutto è possibile e spesso la realtà supera l'immaginazione, soprattutto quando di mezzo ci sono i poteri militari, ma in questo caso...

Racconto solo ciò che ho visto la mattina di venerdì. Lavoro a Cosenza, in area centrale, ed al boato siamo usciti, con altri colleghi, per vedere che cosa stesse accadendo. In cielo, molto alte, tre scie d'aereo: due parallele (con una un po' più avanzata), veloci in modo impressionante (considerando anche l'altezza), e dirette a Nord-Est; la terza di un velivolo molto più lento, plurimotore, diretto a Sud-Est, che incrociava le scie lasciate dagli altri aerei molto più veloci. Le scie erano lineari, senza alterazioni o cambi di direzione, in un'area di cielo sgombro da nuvole".

A distanza di circa un anno, Italo Romano del sito Oltrelacoltre, ha riportato una notizia trasmessa dal TG2, edizione delle 13.30 del giorno 8 maggio 2009. In un servizio realizzato da Riccardo Giacoia, è stato riferito di un gruppo di motociclisti enduro, che durante un giro tra le pendici silane si è imbattuto in uno strano oggetto, molto simile al muso di un aereo. L’intervistato, che ha chiesto di restare nell’anonimato, ha fornito alcuni dati importanti: sul relitto metallico, secondo il centauro, si legge un numero di matricola che ricondurrebbe ad un’azienda che fabbrica carlinghe per aerei militari. La Magistratura ha aperto un'inchiesta sulla base del ritrovamento.



E' molto probabile che il rottame dell'aeromobile appartenga ad un tanker schiantatosi al suolo in seguito ad una collisione con un altro velivolo. Ciò conferma le testimonianze della prima ora che descrivevano uno scontro tra aerei. Ne consegue che la versione ufficiale, relativa ad un presunto scramble di un cargo della Lufthansa, era del tutto falsa, come sospettammo. Stando alle fonti di regime, due caccia avevano intercettato l'aereo della Lufthansa: infrangendo la barriera del suono, gli intercettori avevano prodotto il caratteristico bang che aveva spaventato la popolazione del luogo.

Fu una versione menzognera, piena di lacune e di incongruenze: la scoperta fortuita del rottame, per opera di un motociclista calabrese, conferma, invece, le testimonianze oculari. E' presumibile che i militari intervenuti in loco per occultare le prove dell'incidente, abbiamo sepolto dei rottami, ma, in seguito alle copiose piogge cadute in Calabria nei mesi scorsi, la terra che ricopriva il muso dell'aereo è stata dilavata così che il rottame è riaffiorato. E' questa la prova regina che due velivoli precipitarono nei cieli della Sila, a causa di una collisione: anche gli aerei chimici ogni tanto cadono.


NOTA: Prevedendo che il video con il servizio della RAI sarebbe stato rimosso, subito dopo la pubblicazione dell'articolo, abbiamo provveduto a registrarlo in via precauzionale. Questa rimozione è molto significativa: se il video non fosse stato dirompente, i censori non sarebbero intervenuti con tanta tempestività. Ora il documento può essere visto sul nostro blog.





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venerdì 25 luglio 2008

Volo 747 Qantas: ancora una collisione?

Atterraggio emergenza volo Qantas a Manila per squarcio sotto l'ala

(A.N.S.A.) - Manila, 25 luglio - Un Boeing 747, della compagnia aerea australiana Qantas, ha compiuto oggi un atterraggio d'emergenza all'aeroporto di Manila, nelle Filippine. L'aereo, decollato da Londra con 350 passeggeri e sedici membri di equipaggio e diretto a Melbourne, è dovuto atterrare a causa di uno squarcio creatosi nella fusoliera, in prossimità dell'attaccatura dell'ala destra. Lo hanno riferito i responsabili della Qantas e dell'aeroporto di Manila, precisando che l'incidente non ha provocato feriti.

Ancora ignote le cause dell’avaria, verificatasi poco dopo il decollo. I passeggeri, passati attraverso l’incredibile esperienza hanno raccontato di aver udito all’improvviso un forte boato e di aver quindi visto aprirsi nella fusoliera, all’altezza della prima classe, una fenditura enorme dalle dimensioni paragonabili a quelle di un furgoncino, attraverso la quale hanno cominciato a essere risucchiati detriti, ma anche effetti personali dei presenti. Nel frattempo, le maschere ad ossigeno sono state espulse dagli alloggiamenti, mentre il 747 perdeva drasticamente quota, piombando in basso da quota 12.000 a 6.000 metri.

Stando ad un servizio sull’incidente, andato in onda durante il telegiornale di RAIUNO delle ore 13:30, tra le ipotesi dell’incidente è contemplata anche quella secondo la quale il velivolo è stato colpito da un oggetto ignoto, non segnalato dai radar. Un U.F.O., nel senso letterale del termine (Unidentified Flying Object), si è quindi reso protagonista di un ennesimo episodio di collisione con un aereo di linea? E' un'ipotesi, al momento, non scartabile, anche se l'incidente del Boeing 747 potrebbe essere ascrivibile ad un semplice cedimento strutturale. D'altronde sappiamo che la manutenzione è l'ultima delle preoccupazioni delle compagnie, da quando gli aerei passeggeri vengono impiegati per assolvere anche insospettabili funzioni di irrorazione chimico-biologica lungo le migliaia di aerovie commerciali, in appoggio agli altri velivoli impegnati nella diffusione di metalli, di composti chimici e di agenti patogeni a quote inferiori.

Articoli correlati:


Fonti:

http://www.ansa.it/
http://www.repubblica.it/
http://centroufologicotaranto.wordpress.com/



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sabato 14 ottobre 2006

Nemesi

La corda troppo lasca non suona; la corda troppo tesa si spezza. (Siddharta Gautama)

Il giorno 11 ottobre scorso, il quotidiano moscovita Pravda ha riportato la seguente notizia: ”Nei cieli della città russa di Kursk, due aerei militari in fase di esercitazione, si sono scontrati fra loro. I velivoli sono stati lievemente danneggiati. Nessuno dei due piloti è rimasto ferito nell'incidente. Una volta esaminata la pellicola estratta dalle apparecchiature, gli esperti della base di Kursk hanno scoperto due sfere fosforescenti che volavano non lontano dai due caccia entrati in collisione.

Entrambi i piloti hanno successivamente dichiarato che ricordano un momento nel quale tutt’e due hanno perso completamente il controllo dell'altro aereo, cosa che ha poi causato la collisione, sebbene i due aerei volassero uno davanti all'altro. Gli esperti quindi sono giunti alla conclusione che gli U.F.O. (?) sono in grado di influire sul cervello dei piloti. Da tempo, all'interno delle Forze aeree russe, i racconti a proposito degli U.F.O. non vengono più ritenuti storielle o fantasie”.

Il 23 maggio del 2006 l’A.N.S.A. riferì di due F-16 precipitati in Sardegna, al largo di Cagliari, mentre stavano compiendo una missione di addestramento nel quadro dell’esercitazione multinazionale Spring flag. Lo Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana rilasciò il seguente comunicato: “Ieri sera intorno alle 22:15, durante una missione di addestramento, nell’ambito dell’esercitazione Spring flag 06, si sono persi i contatti con due velivoli F-16 dell’Aeronautica militare italiana. È stato quindi allertato il servizio di soccorso che è subito intervenuto nella zona delle operazioni. Alle 24: 00, la direzione dell’esercitazione ha confermato l’avvenuto recupero di entrambi i piloti, in buone condizioni di salute, per opera di un elicottero AB-212 della Squadriglia Sar (Ricerca e soccorso) di Decimomannu”.

I due piloti, appena si accorsero del contatto tra gli aerei, ebbero il tempo di usare il sistema di eiezione per poi ammarare con il paracadute.

Da notare, in primo luogo, le affinità tra i due incidenti: in ambo i casi, si trattava di esercitazioni ed i piloti sono usciti incolumi. Di entrambi gli eventi le cause non sono state accertate, anche se per la collisione nei cieli di Kursk si è ventilata l’ipotesi di un’interferenza extraterrestre. Da rilevare, inoltre, che il quotidiano moscovita che, in questi ultimi tempi, sta dedicando particolare attenzione ai temi ufologici, ha anche pubblicato alcuni articoli ”circa avvistamenti di U.F.O. a Mosca ed in Crimea. Il Direttore del Centro di ricerche ufologiche presso l'Accademia per la sicurezza nazionale della Federazione Russa, Valerij Uvarov, ha congetturato che gli O.V.N.I. siano la causa di molti disastri aerei avvenuti nella zona, riferendosi in particolar modo al caccia dell’aviazione ucraina precipitato nei pressi di Leopoli.

Sempre la Pravda riporta la notizia secondo la quale le autorità di Himki, cittadina ad una ventina di chilometri dalla capitale russa, hanno deciso di convocare una riunione straordinaria, in seguito ad una comunicazione ufficiale ricevuta dalla direzione dell'aeroporto internazionale di Mosca "Sheremetevo", inerente alla comparsa nella zona di alcuni oggetti volanti non identificati.
La nota della direzione dell'aeroporto moscovita informa che tali ordigni creano problemi alle manovre dei piloti, mettendo a repentaglio la sicurezza dei velivoli sia in fase di decollo sia di atterraggio. Il presidente della provincia di Mosca ha perciò chiesto alla direzione territoriale amministrativa del distretto di Shodnya-Firsanovka di far luce sul quanto accaduto.

Questi episodi potrebbero essere inquadrati in una strategia esterna tesa ad ostacolare i famigerati voli chimici? In caso affermativo, tale lodevole attività di contrasto è circoscritta all’ex Unione sovietica oppure, sebbene i media di regime, come è ovvio, tacciano, è svolta anche in altri stati?

È accertata la presenza di ordigni, per lo più sferici, di natura sconosciuta in concomitanza con le perniciose azioni di irrorazione: fotografie, video e numerose testimonianze lo comprovano. Resta da stabilire quale ruolo giochino questi misteriosi oggetti”.

Recentemente abbiamo ripreso un velivolo che, mentre percorreva un corridoio peculiare dei voli chimici, in direzione sud ovest-nord est, improvvisamente ha deviato, tracciando un’inconsueta rotta serpeggiante. L’analisi del filmato ha consentito di individuare un ordigno che, in modo repentino, incrocia l’aereo chimico, il cui pilota sembra essere stato costretto ad un’improvvisa manovra evasiva, dopo aver forse rilevato, si presume, sul radar di bordo la presenza dell’oggetto.

Non si può escludere che qualcuno, irritato dalle nefaste operazioni chimiche per motivi che non è il caso qui di indagare, stia ricorrendo a qualche avvertimento. Bisogna ricordare che tale attività si svolge su scala mondiale ed è ormai quotidiana: infatti alle squadriglie militari, a mio parere, impegnate più spesso nell’irrorazione che in esercitazioni, si sono aggiunti aerei civili, perché da sola l’aviazione militare dei vari paesi non è sufficiente per intervenire in quasi tutto il pianeta, 365 giorni l’anno o poco meno.

Se gli avvelenatori non dovessero desistere, è congetturabile che le Star nations, come le definisce il Dottor Richard Boylan, decidano di ricorrere a misure più persuasive?


Fonti:

G. Federici, Il mistero degli F-16 precipitati in Sardegna, in Area 51, n. 9 giugno 2006
Pravda, Sui cieli di Kursk scontro tra due aerei militari a causa di un U.F.O., 2006
A. Worthington,
Irrorazione ed armi elettromagnetiche nell’era della guerra nucleare, 2006, traduzione di Zret e Straker, note tradotte da Marzian.

Riporto per esteso la rivelatrice nota 35. "I pochi dipendenti della compagnia aerea che erano al corrente del Progetto Cloverleaf furono tutti sottoposti a controlli del loro passato e, prima di esserne informati, ci fecero firmare accordi di non-divulgazione in cui sostanzialmente si dichiarava che se avessimo detto a chiunque quanto sapevamo, saremmo stati incarcerati... Ci dissero che il governo avrebbe pagato la nostra compagnia, insieme ad altre, per rilasciare speciali agenti chimici da aerei commerciali... Quando chiedemmo loro perché non si limitassero ad equipaggiare gli aerei militari per rilasciare questi agenti chimici, dichiararono che non c'erano abbastanza aerei militari disponibili per rilasciare agenti chimici su una base così ampia come doveva essere fatto... Poi qualcuno chiese perché tutta queste segretezza. I rappresentati del governo dichiararono in seguito che se l'opinione pubblica avesse saputo di aerei in volo che stavano rilasciando agenti chimici nell'aria, i gruppi ambientalisti avrebbero scatenato un inferno e chiesto la fine dell'irrorazione".
Zret, Voli chimici ostacolati?, 2006

venerdì 28 giugno 2013

Singolare incidente aereo in Cina

Che cosa sta avvenendo nei nostri cieli? Alcuni lo sanno bene, purtroppo. Ogni giorno stormi di velivoli a tutte le quote e latitudini incrociano per disperdere composti tossici. E’ un bel traffico! Lo spazio aereo è congestionato: alle sterminate legioni degli aerei chimici si aggiungono i vettori civili e le unità militari. Così non ci dobbiamo stupire se ogni tanto un aereo rischia una collisione, anche perché lassù saettano pure oggetti “particolari”… Singolare il sinistro occorso ad un aereo di una compagnia cinese.

4 Giugno 2013 Zhengdu, Cina - Dieci minuti dopo il decollo del volo dell’Air China dal Zhengdu Shuangliu International Airport diretto a Guangzhou, un "corpo estraneo sconosciuto ha colpito il muso della Air 757, l causando una grossa ammaccatura nel radome”.

Il Zhengdu Shuangliu International Airport è un grande scalo che serve Zhengdu, capoluogo della provincia di Sichuan. Zhengdu, con i suoi 14 milioni di abitanti, è la quarta città più popolosa della Cina. L'aeroporto si trova a circa 16 chilometri (10 miglia) a sud-ovest del centro di Zhengdu ed è l'hub (punto di intersezione di varie rotte, n.d.t.) per Air China, Zhengdu Airlines e Sichuan Airlines.

Dopo l'impatto ad alta quota (26.246 piedi, ossia 8.000 metri circa) con il corpo estraneo sconosciuto, i piloti della compagnia Air China hanno virato per atterrare nell’aeroporto di Zhengdu, dove i tecnici hanno riferito di non aver trovato alcuna evidenza di uno scontro con un volatile. Nessun volatile raggiunge gli 8.000 metri di quota e non sono state reperite tracce di sangue sull’ammaccatura. Il 6 giugno è stata diramata la versione ufficiale per “spiegare” l’accaduto. AviationInspector.com afferma che la causa dell’incidente va ricondotta ad un "bird strike" verificatosi venti minuti dopo il decollo a 26.000 piedi di altitudine. Prima o dopo, la verità verrà a galla, perché le bugie hanno le gambe corte e... le ali.


Fonte: earthfiles.com

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giovedì 17 giugno 2010

Sfere di luce ed incidenti aerei

I foo fighters del XXI secolo

L'articolo che proponiamo, basato su fonti militari francesi, riguarda un misterioso fenomeno su cui molti testimoni e ricercatori nel campo delle chemtrails si interrogano, ossia la frequente concomitanza tra i voli di aerei chimici e l'apparizione di sfere. Il tema è molto intricato: evitando speculazioni ed ipotesi, ci limitiamo a rendere conto di una manifestazione che risale almeno alla Seconda guerra mondiale, quando globi luminosi furono avvistati da piloti statunitensi, britannici e tedeschi.

Dominique Weinstein appartiene al Centro nazionale francese per gli studi sugli U.F.O., G.E.I.P.A.N. Egli ha analizzato trecento casi di fenomeni aerei non identificati (U.A.P.) che sono stati riportati in tutto il mondo da piloti militari e civili nell’arco temporale che va dal 1947 al 2007. Di questi casi, trentanove hanno implicato effetti elettromagnetici. Quindici aerei hanno perso le comunicazioni radio, nove hanno subito danni alle bussole magnetiche (una di queste due ha misurato ed indicato direzioni opposte), sette radio bussola automatici [1] hanno smesso di funzionare. Inoltre sei aerei hanno mostrato problemi meccanici; in cinque velivoli militari sono stati riscontrati diversi problemi con il sistema d’armamento; tre hanno avuto avarie elettriche. In tutti i casi, le conseguenze sono state temporanee e, quando il foo fighter ha lasciato la zona, tutto è tornato alla normalità.

L’87% di questi incontri si è verificato a quota di crociera. Conferme radar o rilevazioni temporanee dei globi sono state registrate in centoquarantasei casi. L’81% di questi incidenti è stato rilevato dagli apparati radar. Weinstein ha individuato centoventidue casi contraddistinti da un'elevata possibilità di incidenti aerei. Trenta eventi hanno coinvolto una sfera in rotta di collisione, altri venti hanno riguardato passaggi molto vicini alla fusoliera del velivolo. Ventiquattro piloti hanno dovuto compiere manovre evasive e tre incontri su cinquanta hanno causato feriti tra i passeggeri.

Nel caso di Frederick Valentich, risalente al 1978, il pilota morì e l'aereo fu distrutto. Per il direttore esecutivo del N.A.R.C.A.P., Ted Roe, gli eventi più complicati non vengono catturati dai radar, soprattutto quando si tratta di sfere. Roe ha esaminato centoventi casi che hanno coinvolto quarantaquattro sfere all’interno del territorio degli Stati Uniti (nel 1966 in Florida durante la campagna elettorale per il governatore, Haydon Burns ordinò al pilota del suo aereo di inseguire due globi luminosi che erano sopra la loro rotta, ma i foo fighters scomparvero rapidamente durante la manovra).



Solo quattro di questi quarantaquattro eventi sono stati osservati dai radar di terra, ma quindici sono stati registrati come missili potenziali. In quattro casi, i piloti hanno inviato segnali con i fari per allertare della presenza delle sfere. "A causa del basso tasso di sopravvivenza in caso di collisione aerea e di registrazione attraverso i radar di vari oggetti durante questi eventi” - ha avvertito Ted Roe nella sua relazione - "non si può affermare con certezza che le sfere volanti non sono state i principali fattori di disastri aerei." Molti di questi casi sono stati archiviati diversi decenni addietro, ma, secondo i ricercatori del N.A.R.C.A.P., Carlos Guzman ed Aphonso Salazar, alcune sfere hanno accompagnato aerei commerciali in Messico.



C’è abbastanza materiale da analizzare, ma ottenere accesso a certi documenti è un'altra questione. "La conoscenza non è conoscenza, se si incorre nel cover-up" - ha dichiarato Ted Roe che, insieme con Haines, ex scienziato della N.A.S,A., sta redigendo un dossier per il "Progetto Sfera". "Questo è per me un esperimento. La scienza è un processo graduale. Se si fosse agito nel modo giusto già alcuni decenni orsono, non sarebbe necessario avere un grosso incidente per richiamare l’attenzione del pubblico".


Articolo correlato: Rimini, avvistate sfere di luce sopra l'aeroporto "Fellini", 2010

Fonte:
C.U.T.


[1]Aviation Dictionary: radio compass

An airborne direction finder operating in a medium frequency in conjunction with nondirectional beacons or radio stations operating in a medium wave. The system consists essentially of a loop aerial superimposed with a selsyn system to remove 180° ambiguity.




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sabato 11 ottobre 2008

Boato nel Vesuviano: caccia F16 intercettano un aereo libico sospetto?

Si susseguono strani episodi nei cieli: le versioni ufficiali si riferiscono a caccia militari che, per intercettare velivoli "sconosciuti" e privi del piano di volo (?), superano la barriera del suono, generando il caratteristico bang. Un aereo libico sospetto sarebbe stato al centro, nel cielo sopra Napoli, di uno di questi eventi. La versione ufficiale non convince, poiché è sempre identica e, tutte le volte, non solo in contraddizione con le testimonianze dei cittadini, ma anche priva di riscontri.


La versione ufficiale recita:

Due forti boati uditi dagli abitanti dell'area vesuviana e di diversi quartieri di Napoli, in apparenza provenienti dalla zona del Vesuvio, hanno fatto arrivare decine di telefonate ai vigili del fuoco questa mattina intorno alle 8.15 anche dalla provincia.

Poi si è scoperta la verità (sic!). Il boato è stato provocato da due caccia F16 che hanno superato la velocità del suono, provocando il cosiddetto bang supersonico, durante l'intercettazione di un velivolo sospetto.

I due velivoli, dello Stormo di Trapani, erano decollati in seguito alla segnalazione di un velivolo sconosciuto, perché senza regolare piano di volo. Stava tornando da un volo di rifornimento in Ciad nell'ambito della missione europea Eufor.

Durante le fasi dell'intercettazione i due F16 hanno raggiunto e superato la velocità del suono, provocando il bang supersonico. Il velivolo intercettato, secondo quanto ricostruito dall'Aeronautica, risultava sia sconosciuto, sia privo del piano di volo. Gli enti civili del traffico aereo hanno dunque subito allertato la catena militare e, alle 7:18, è stato dato l'ordine di "scramble", cioè di decollo immediato su allarme. Dal 37/o Stormo dell'Aeronautica di Trapani - dopo sei minuti, alle 7:24 - si sono alzati in volo due caccia F16.

L'aereo nel frattempo era stato identificato, ma il pilota aveva fornito dati non chiari (?). Inoltre, informato che era oggetto di una intercettazione, ha fatto sapere che avrebbe cambiato rotta, confermando il suo atteggiamento sospetto. Il velivolo è stato raggiunto sulla direttrice Foggia-Napoli alle 7:45 e in pochi minuti è stato scortato fino a nord delle isole Tremiti, fuori dallo spazio aereo nazionale. Cessato l'allarme i due F16 sono tornati alla base.


I boati uditi dalla popolazione non saranno, invece, stati causati da una collisione tra tankers, visto l'intenso traffico chimico? In effetti le prime notizie trasmesse dalla radio nazionale indicavano una collisione in volo tra due aerei!

Ogni volta in cui si odono questi fragori assordanti, militari e protezione civile forniscono le stesse rassicuranti dichiarazioni.

Si può udire, però, un bang generatosi a 40.000 piedi (12.000 metri circa) così forte da suscitare panico tra gli abitanti o il suono da quella quota non dovrebbe risultare attuttito?

La velocità del suono nell'atmosfera diminuisce con l'altitudine perché la pressione dell'aria diminuisce.

Infine non è stata mostrata, come nei casi precedenti, alcuna fotografia del presunto aereo intercettato che sarebbe stato un Ilyushin 76 di fabbricazione russa. Inoltre appare inverosimile la necessità di raggiungere la velocità del suono (circa 1200 km/h - Mach 1) per intercettare un velivolo che non supera i 780 km/h di velocità massima. Come nei casi precedenti, le autorità ci ammanniscono una versione non plausibile, se consideriamo la contraddizione tra le testimonianze e, subito dopo, la solita storiella dell'intercettazione per opera di caccia. Chissà perché poi tutti quei velivoli impegnati nelle operazioni clandestine di aerosol, quelli sì davvero senza piano di volo e non rilevati dai radar, non vengono nemmeno presi in considerazione dal controllo aereo nazionale.


La NASA continua ad effettuare studi mirati a ridurre l'intensità dei bang sonici. Nel programma del 2004 denominato "Shaped Sonic Boom Demonstration project", un team composto da tecnici NASA del Langley Research Center e del Dryden Flight Research Center insieme alla ditta aeronautica Northrop Grumman, hanno portato avanti sperimentazioni presso la Edwards AFB sui profili aerodinamici di un F5-E per esplorare i margini di diminuzione del fenomeno, nell'ottica di poter rendere possibile agli aerei di nuova generazione il volo supersonico anche su aree abitate.

Nell'ottobre 2005, Israele utilizzò degli aerei F-16 per creare dei boom sonici sulla striscia di Gaza come metodo di guerra psicologica. La pratica fu condannata dalle Nazioni Unite. Una fonte dell'intelligence israeliana riportò che la tattica fu adottata per contrastare il supporto da parte della popolazione civile ai gruppi armati Palestinesi, specialmente quelli che lanciavano i razzi Qassam verso i centri abitati israeliani. Nello stesso articolo veniva riportato il controverso rapporto di uno psichiatra palestinese che denunciava come i boom sonici avessero prodotto seri effetti sulla salute dei bambini di Gaza, inducendo ansietà, panico, diminuzione della concentrazione e del rendimento scolastico, oltre ad un aumento degli aborti spontanei. Il rapporto è stato contestato dalla parte opposta ed accusato di assenza di credibilità scientifica e riscontri clinici.



Fonti iconografiche e scientifiche tratte da Wikipedia.

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venerdì 4 settembre 2015

Piogge artificiali attraverso la forza di gravità

Il fisico brasiliano Fran De Aquino ha di recente depositato un brevetto per la produzione di precipitazioni, usando la forza gravitazionale. De Aquino giustamente ricorda che l’intervento sui fenomeni atmosferici è da tempo una realtà. Dobbiamo, però, ricordare che quasi sempre oggigiorno le operazioni di “guerra climatica” sono finalizzate a causare spaventosi periodi siccitosi interrotti da violenti nubifragi: quale governo o potere sovranazionale mira a risolvere i problemi delle nazioni, piuttosto che a provocarli e ad esacerbarli? A quale apparato può interessare la generazione di piogge per arginare l’aridità? Di seguito l’abstract del brevetto di De Aquino.

La modificazione del tempo è il complesso di azioni intenzionali volte a manipolare o ad alterare i fenomeni atmosferici. La forma più comune di modificazione meteorologica è la produzione artificiale di pioggia. Esperimenti di produzione artificiale di precipitazioni risalgono al XIX secolo e sono in corso in molte parti del mondo. (Vedi A. A. Chernikov, Artificial rainfall, Central aerological observatory, 2012, Roshydromet, Russia) Diversi paesi spendono milioni di dollari in programmi di pioggia indotta. Nel 2011 la Cina investì 150 milioni di dollari in un unico programma regionale di pioggia programmata. Gli Stati Uniti, al confronto, spendono circa 15 milioni di dollari l'anno.

Qui mostriamo un nuovo processo per la produzione di pioggia artificiale. Una regione di bassa pressione è prodotta nella troposfera terrestre, usando il controllo della gravità. Le nuvole sono attratte da questa regione e quindi si crea una formazione imbrifera di notevoli dimensioni. Durante il processo di compressione della nube, le stille d'acqua diventano sempre più grosse attraverso la collisione e la coalescenza così che acquistano velocità di caduta sufficiente a raggiungere il suolo come pioggia.


Maranhao State University, Dipartimento di Fisica, S.Luis / MA, Brasile. Diritto d'autore
© 2015 Fran De Aquino. Tutti i diritti riservati.

Ringraziamo l’amico Ron per la segnalazione.

Fonte: academia.edu

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domenica 7 giugno 2015

Geopolitica e geoingegneria clandestina: il caso del Texas (articolo di Michael Thomas)



L’alluvione che ha colpito il Texas è stato un evento meteorologico artificiale volto ad implementare l’Agenda 21?

Michael Thomas, nell’articolo di cui abbiamo tradotto le parti salienti, instaura un collegamento tra geoingegneria proditoria e geopolitica: le chemtrails sono un’arma polivalente utile per costringere paesi, popoli e governi recalcitranti ad accettare, con le buone o le cattive, le politiche globalizzatrici. A ragione, nei recenti nubifragi abbattutisi sul Texas e sulla California, l’autore, che forse tende ad enfatizzare il ruolo e la moralità dei poteri locali, intravede la longa manus della funesta amministrazione Obama dietro la quale, a sua volta, opera un deleterio Governo ombra mondiale. In Sardegna si scatenò un inferno d'acqua dopo che la Giunta regionale aveva deciso di abolire l'I.V.A. nell'isola... Una coincidenza?

L'alluvione del millennio colpisce Austin, Houston, Dallas, San Marcos ed altre città del Texas. Le piogge eccezionali cadute nella seconda metà di maggio sul Texas e l'inizio dell'esercitazione denominata “Jade helm” non possono essere una coincidenza. Ci si deve porre una domanda: il diluvio texano è stato un evento meteorologico naturale o artificiale?

Se le immagini satellitari hanno qualcosa da rivelare su questa bizzarra inondazione in tutto lo Stato, esse ci informano su qualcosa di anomalo. La “colonna” nera che si vede sopra il Texas, l’Oklahoma, il Kansas ed il Nebraska non è per nulla naturale: è squadrata, angolosa e rettilinea.



Quello che forse è la caratteristica più distintiva di questo avvenimento atmosferico geoingegnerizzato è il fatto che ha mantenuto la sua integrità strutturale per diversi giorni. [...] In poche parole, questi modelli climatici e le dinamiche ad essi sottese non esistono in natura.

Si può individuare un nesso tra geoingegneria clandestina e geopolitica? Riteniamo di sì. Austin (capitale del Texas, n.d.t.) è in rotta di collisione con Washington, da quando Barack Obama è stato eletto presidente. Sia l'ex governatore, Rick Perry, sia l'attuale governatore, Greg Abbott, sono una spina nel fianco del presidente Barack Obama (Barry Soetoro), di cui non condividono le politiche inerenti all'immigrazione dal Messico, alla riforma sanitaria (la cosiddetta “Obamacare”), al programma di vaccinazioni obbligatorie etc. Il Texas, per la sua stessa natura, ha spesso rivendicato l'indipendenza dalla Federazione.

L'esercitazione “Jade helm” e l'uso deliberato del Texas come area di sosta per le unità federali sono iniziative che hanno indotto il governatore Greg Abbott ad ordinare alla guardia nazionale texana di seguire da vicino le operazioni. Tale decisione del governatore sottolinea il livello di profonda diffidenza che divide Washington da Austin.

E’ importante capire che chiunque, in ogni dove e in qualsiasi momento può diventare vittima della guerra meteorologica e climatica. Non esiste città o Stato, nazione o continente che siano immuni da tale armi. Non esiste alcuna giurisdizione libera dai dettami dei globalisti, fautori del Nuovo ordine mondiale.

L'attuale Governo ombra planetario ha molti mezzi a sua disposizione con i quali far rispettare la sua volontà ed attuare i suoi progetti.



Ricordiamo che il Texas mira a staccarsi dall'Unione. [...] Nel caso del Texas, l'amministrazione Obama è stata assente ingiustificata durante la pluriennale siccità che ha afflitto ed affligge molte aree e stati, quali la California. Invece di sostenere le popolazioni locali durante le terribili emergenze, Washington le sfrutta, tenendole in ostaggio, prima di dichiarare lo stato di calamità “naturale”. I fondi immediatamente necessari per affrontare in tempo reale i problemi non arrivano o sono parcellizzati in quantità ridicole, del tutto insufficienti.

La Casa Bianca coglie ogni occasione per dominare qualsiasi Stato che cerca di spiegare le ali o di esercitare le proprie funzioni di governo con integrità ed autonomia.

Fonte: themillenniumreport


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domenica 7 dicembre 2008

Gli asteroidi: un altro pretesto per la militarizzazione dello spazio

Recentemente Giovanni Caprara ha pubblicato un articolo sul pericolo che sarebbe costituito dagli asteroidi per la Terra. Nel testo, intitolato Sulla Terra cadono più asteroidi di quanto si pensasse, l'autore scrive:

"La Terra è bersagliata da meteoriti e da asteroidi molto più intensamente del previsto. La notizia non è confortante, ma certo rimette in discussione altre valutazioni «più tranquille» riguardanti in particolare gli asteroidi. Premettiamo che ogni anno sulla Terra piove una grande quantità di materiale siderale valutata intorno alle 220 mila tonnellate. E’ un numero gigantesco, ma che non fa paura perché si tratta per lo più di materiale di piccole, se non piccolissime dimensioni che non crea problemi. Ma ora i conti sono contestati dai ricercatori dell’Università canadese di Alberta, dopo le nuove osservazioni eseguite vicino a Whitecourt ad ovest di Edmonton (Alberta) di un cratere meteoritico di duecento chilometri di diametro. Il risultato è frutto di un analisi delle fotografie aeree esistenti compiuta con un particolare software creato per identificare proprio gli impatti cosmici. Il programma, in parole povere, riesce a distinguere tutte le anomalie superficiali che dall’alto emergono portando a ricostruire l’esistenza di eventuali crateri nascosti e alterati dall’evoluzione del territorio.

Nuove stime - «Applicando la nuova tecnologia – nota Chris Herd che ne ha guidato la realizzazione – dimostreremo che gli impatti sul Pianeta sono stati ben più numerosi nel passato e di conseguenza dovremo rivedere anche le stime per il futuro». Ogni tanto il cielo è percorso da qualche meteora molto luminosa, come è accaduto il 20 novembre scorso: la taglia dell’oggetto in quel caso era analoga ad una scrivania. «Le chances che oggi abbiamo di essere colpiti da un meteorite sono quasi incalcolabili», precisa Herd. Tra i nuovi mezzi da impiegare nello studio del territorio figura un radar Lidar. Conoscere il numero di crateri esistenti è essenziale, secondo lo scienziato. Finora, dalle indagini compiute dal 1950 sino ad oggi, i crateri conosciuti censiti dal Geological Survey of Canada sono 160 in tutta la Terra ed il loro diametro massimo arriva a 297 chilometri. «Ad esempio –osserva Herd – un asteroide con dimensioni in grado scavare un cratere di 200 chilometri come quello che abbiamo analizzato ad Whitecourt dovrebbe cadere ogni 10 milioni di anni, ma questo è un calcolo riferito agli impatti noti per gli ultimi 10 mila anni, senza contare quelli caduti in oceano dei quali non sappiamo nulla: mari e oceani ricoprono il 70 per cento del pianeta». Dunque non resta che indagare meglio e rifare conti più precisi, sperando nella fortuna".

La notizia si collega, per così dire, preannunciandola ad un'agenzia di stampa, del 3 dicembre 2008, che recita: "La comunità internazionale deve cooperare per prepararsi ad affrontare l'eventuale minaccia dell'impatto di un asteroide sulla terra. A lanciare l'allarme non è uno scienziato pazzo, ma una seria (sic) commissione delle Nazioni Unite che a febbraio 2009 chiederà aiuto all'Assemblea Generale.

Come riporta il sito web della B.B.C. il professor Richard Crowther, leader della Association of Space Explorer (A.S.E.) il mondo deve studiare un'eventuale missione per intercettare un asteroide che potrebbe finire in rotta di collisione con la Terra. Il prof Crowther ha ricordato l'impatto 65 milioni di anni fa che cancello i dinosauri o il più recente schianto di Tunguska in Siberia nel 1908 che causò incendi su un'area di 2.000 kmq. (E' questa solo un'ipotesi sul disastro di Tunguska e neppure la più accreditata, anzi, n.d.r.) La prima emergenza potrebbe verificarsi entro 20 anni, quando l'asteroide Apophis passerà vicino alla terra come una possibilità su 45.000 che si scontri con il nostro pianeta. Al momento una soluzione non esiste. L'unica ipotizzata, già sfruttata da Hollywood, è quella di lanciare un'astronave carica di esplosivo (sic) contro l'asteroide per distruggerlo, romperlo in pezzi piu' piccoli o, quanto meno, deviarne la traiettoria".

Ora, ci sembra piuttosto sospetta questa enfasi sulla presunta minaccia rappresentata da Apophis e da altri corpi celesti: subito vengono in mente le parole di Carolin Rosin. Nel testo Il triangolo della morte, scrivevamo: "La Rosin fu il primo manager donna delle Industrie Fairchild e portavoce per Wernher Von Braun negli ultimi anni di vita del fisico. Fondò l'Istituto per la sicurezza e cooperazione nello spazio esterno a Washington e testimoniò di fronte al Congresso in più occasioni in merito agli armamenti per lo spazio. Von Braun rivelò alla Dottoressa Rosin l'esistenza di un piano per giustificare la spesa per le guerre stellari, organizzando una finta aggressione extraterrestre. Era inoltre presente alle riunioni nel `70 quando fu progettato il piano d'azione per la guerra del Golfo degli anni `90.

Il 9 maggio 2001 (si noti la data al di sopra di ogni sospetto) Carolin Rosin testimoniò in relazione ai metodi adottati dal governo occulto da decenni, volto a pianificare una politica del terrore attraverso la costruzione a tavolino di una triade di pericoli da contrastare per mezzo dell'instaurazione di un unico esecutivo mondiale di tipo totalitario: conclusasi la fittizia guerra fredda con il blocco sovietico, sarebbe stata la volta del terrorismo islamico, quindi degli asteroidi e infine sarebbe stata giocata la carta degli extraterrestri malvagi ("The last card", ripeté parecchie volte la Dottoressa Rosin). Come possiamo constatare dagli eventi occorsi, l’agenda è proprio questa. Il futuro dell'umanità viene deciso con decenni di anticipo ed il tutto senza che i popoli se ne avvedano".

Purtroppo la nostra memoria è molto labile e siamo costretti a rinfrescarla continuamente, riascoltando la testimonianza di Carolin Rosin che citava, nell'ordine, come spauracchi della sinarchia i seguenti:

- terrorismo islamico;
- asteroidi;
- falsa invasione aliena.

Potremmo evidenziare un'approssimazione nell’oracolo della portavoce di Werner Von Braun, ossia non necessariamente i tre stratagemmi sono disposti secondo una linea cronologica, ma potrebbero essere anche usati in modo più o meno simultaneo, secondo un sinistro programma basato sul Melius abundare quam deficere. Per conseguire i suoi innominabili scopi, la Cabala, mentre non ha ancora rinunciato all'arma degli atti sanguinari (si ricordi la strage di Mumbai del 26-11-2008), ha già cominciato ad infondere l'ansia per l'impatto degli asteroidi. Chi ci assicura che il governo occulto non disponga già della tecnologia per deviare corpi celesti verso il nostro pianeta, al fine di alimentare nell'opinione pubblica il timore per l'impatto di un asteroide? L'asteroide caduto ad Edmonton in Canada fu diretto sulla Terra?

Si tratta naturalmente di mere speculazioni, ma in tutta questa "sceneggiatura" alcuni aspetti non quadrano: in primo luogo, la comunità "scientifica" di solito incline a minimizzare minacce reali o presunte, qui addirittura invoca l'intervento dell'O.N.U. Non è possibile dimenticare che l'O.N.U. è istituzione globalista per eccellenza, sebbene sotto le parvenze dell'organizzazione che promuove la pace e la cooperazione tra gli stati.

Consideriamo poi tutto il dispiegamento militare al suolo, nell'atmosfera e nello spazio, formato da basi, potentissimi sistemi radar, droni, aerei chimici, satelliti, stazioni orbitanti: è credibile che questo dispiegamento sia solo volto a contrastare alcuni paesi e ad intercettare e a disintegrare asteroidi? La micidiale sfera ellettromagnetica e chimica che avvolge Gaia è uno scudo per i meteoriti o un'arma costruita contro i nemici del governo occulto? Siamo seri: da un lato l'O.N.U. e la comunità accademica si preoccuperebbero di deviare qualche pietra spaziale per proteggere l'umanità e, dall'altro, la falcidiano o vi diffondono malattie con conflitti, chemtrails, virus creati in laboratorio, onde elettromagnetiche, alimenti transgenici... E' per lo meno contraddittorio: riconosciamo che la storia degli asteroidi è quasi esclusivamente un pretesto per la militarizzazione dello spazio e per la creazione di un unico e dispotico esecutivo mondiale.

Occorre comunque riconoscere che, nel quadro delineato, la costruzione di installazioni sotterranee assumerebbe un significato: le basi sarebbero e sarebbero state scavate affinché le élites possano mettersi in salvo da qualche cataclisma conseguente ad uno schianto di un corpo celeste. Tuttavia gli avvertimenti della Rosin e l'abitudine alla menzogna dei media di regime inducono, se non a scartare questa ipotesi, almeno ad affiancarla ad altre più esaustive.

Sembra che l'obiettivo precipuo sia quello di diffondere la paura che è sempre un ottimo strumento di controllo e di coercizione e, oggi giorno, la paura non fa più novanta, ma... 2012.



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mercoledì 27 giugno 2007

Dimensioni olografiche dell'operazione "scie chimiche"

Se viceversa, continuò Tweedledee, così fosse, potrebbe essere e se così non fosse, non sarebbe; ma dato che non è, non si dà. (L. Carrol)

Alcuni testimoni e ricercatori del fenomeno "scie chimiche" si sono trovati di fronte a manifestazioni sconcertanti e misteriose da cui è scaturita una ridda di ipotesi su un possibile aspetto olografico dell'operazione. Sono stati, infatti, visti strani velivoli privi di ali, oggetti simili a missili e sfere, tutti mentre rilasciavano le ormai tristemente note scie tossiche.

La questione deve, a mio parere, essere sviscerata con grande prudenza per evitare di formulare congetture avventate. In primo luogo, occorre ricordare che cos'è l'olografia. Si tratta di una tecnica che consente di generare un'immagine fotografica tridimensionale, usando la riflessione di radiazioni monocromatiche coerenti (per esempio, il laser) per formare un fronte di onde interferenti ottenuto, dirigendo il fascio di radiazioni contemporaneamente verso l'oggetto e la sua immagine riverberata in uno specchio. L'ologramma così creato possiede una reale e non illusoria tridimensionalità, a differenza di quanto avviene con le immagini dei videogiochi: infatti, se nella fotografia olografica si trova un oggetto che ne nasconde un altro che gli sta dietro, si può spostare la testa per vedere l’oggetto coperto, come si farebbe nella realtà. Tecniche particolari permettono di realizzare ologrammi anche con la luce bianca, meglio se irradiata da una sorgente puntiforme.

Sono forse ologrammi alcuni degli ordigni avvistati? Ad un esame delle foto e dei filmati che li ritraggono, si deduce che tali aerei appaiono privi di ali in quanto queste parti sono spesso colorate di celeste o di grigio. Sono colori che tendono a mescolarsi con lo sfondo del firmamento. Inoltre bisogna ricordare il fenomeno dell'inazzurrarsi delle tinte: quanto più un oggetto è lontano, tanto più esso tende ad assumere una sfumatura azzurrognola, a causa dell'atmosfera. Si aggiunga che la nebbia chimica, risultato di irrorazioni pressoché quotidiane, crea una grisaille in cui tutto sfuma e diviene indistinto: ecco allora che di un aereo non si distinguono alcune parti (ali, alettoni, impennaggi) a tal punto da sembrare, essendo visibile solo la carlinga, un missile. Questa è una strategia di mimetismo piuttosto efficace, soprattutto quando i testimoni dei voli sono persone inconsapevoli, non in grado di distinguere tra una contrail ed una chemtrail.(1)

L'atmosfera poi non è un medium trasparente: di un velivolo a duemila-quattromila metri di quota non si discernono facilmente tutti i particolari.

Sono state notate ed immortalate pure delle sfere da cui fuoriuscivano scie: dubito si tratti degli stessi oggetti velocissimi che talora evoluiscono attorno agli aerei o li incrociano, quasi in rotta di collisione. Si può constatare una somiglianza formale tra le sfere irroranti e quelle che sono, invece, presumibilmente non terrestri. Le prime, però, sono piuttosto lente ed hanno un movimento alquanto uniforme e regolare, senza quelle repentine e formidabili accelerazioni, senza il moto ora a foglia morta ora zigzagante ora mulinante tipico delle sfere aliene.

Inoltre il rombo degli apparecchi, facilmente udibile a causa delle loro basse quote di volo, tradisce la loro natura oggettiva, a meno che non si tratti di immagini tridimensionali sonore.(2) Ciò mi pare improbabile.

Con queste osservazioni, non voglio certo escludere la possibilità che si stiano sperimentando sistemi per la proiezione di ologrammi: d'altronde il chimico Michael Castle, impegnato da anni sul fronte dell’improba ma doverosa battaglia contro le irrorazioni velenose, riferisce che l'esercito statunitense sta già usando tecnologie per la produzione di immagini virtuali che richiedono di disseminare l’atmosfera con particolati metallici, tra cui bario, alluminio e rame. La dichiarazione del dottor Castle, che ha letto ed esaminato una mole imponente di documenti declassificati, suffraga quella che ormai è molto più di una semplice ipotesi: è possibile, con le attuali tecnologie, creare degli enormi ologrammi o qualcosa del genere.

In siffatto contesto, l’operazione di avvelenamento della biosfera potrebbe essere anche uno stratagemma per occultare attività (ai satelliti nemici) ancora più nefande ed inimmaginabili, così come la costruzione o l’ampliamento (Vicenza docet) di basi militari sub divo nasconde spesso la realizzazione di installazioni segrete nelle viscere della terra e addirittura sotto i fondali marini. La congettura olografica, per ora, è sostenuta da alcuni labili indizi, ma, in futuro, si potrebbe rinvenire qualche altro elemento per provarla con un buon margine di plausibilità.

Il sito www.orbwar.com mostra numerose fotografie di chemtrails, di U.F.O. e di sfere volanti.(3) L’autore degli studi propone la teoria dell’aviogetto olografico. Certi velivoli, dai cui erogatori provengono le scie, assumerebbero forme differenti: ora quella di un aereo ora quella di un globo. Se questa teoria fosse confermata, ci dovremmo poi domandare quale sia l’intento di tale tattica metamorfica: forse instillare il dubbio (o la convinzione?) negli osservatori che a diffondere i veleni nell’atmosfera siano le stesse star nations che, con le loro presunte sonde sferiche, sembrano talora interferire, anche se quasi sempre in modo molto blando, con le operazioni di aerosol?
Il quadro è assai misterioso, inquietante e controverso: inoltre chiama in causa aspetti tecnologici avveniristici, percettivi e forse paranormali, su cui, in questa ricerca non indugio, per evitare di mettere troppa carne al fuoco.

Si potrebbe concludere, lasciando, però, aperta la possibilità di formulare altre supposizioni anche divergenti, opinando che lo scopo non sia quello di "dipingere" aerei o sfere nel cielo, (anche le scie allora sarebbero olografiche?), ma quello di saturare l'atmosfera di sostanze atte a creare le condizioni fisico-chimiche per la proiezione di sequenze "cinematografiche" molto realistiche, come paventato, ad esempio, da David Icke. Forse tale proiezione potrà assumere caratteri del tutto verosimili, allorché la risonanza Schumann avrà toccato i 12 hz al secondo. Allora, secondo gli scienziati, sarà impossibile per le persone, stabilire la differenza tra “realtà” e finzione. Allora, se prima non accadrà un miracolo, saremo perduti.



(1) Si badi che il criterio della non persistenza = scia di condensazione vs persistenza = scia chimica, è forviante, essendo appurato che molte strisce velenose sono effimere. Infine, come vedremo in un prossimo articolo, alcune irrorazioni non sono visibili.

(2) Tra l'altro, il rumore permette di stabilire con una buona approssimazione la distanza dei velivoli dall'osservatore.

(3) Il termine orbs per denotare le sfere è improprio: per orb s'intende un fenomeno diverso. Tuttavia l'autore dei testi del portale succitato lo usa per indicare i globi di cui stiamo trattando.



Fonti:

Cieliazzurri, Orbwar, 2007
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005 s.v. olografia
D. Icke, Il segreto più nascosto, Diegaro di Cesena, 2001, p. 598
R. Zamperini, La cellula madre e l’energia del tempo, Diegaro di Cesena, 2006, p. 126

sabato 8 settembre 2007

MD-80.it: la saga delle menzogne continua

Abbiamo già in diverse occasioni confutato le risibili argomentazioni dei cosidetti "esperti" che fanno capo al sito MD-80.it., motivo per cui non eravamo molto inclini ad affrontare ancora l'argomento, ma in certi casi bisogna fare delle eccezioni.

A questa pagina il... "sagace articolista", trovandosi di fronte ad una imbarazzante evidenza, rappresentata da velivoli aviocisterna ripresi senza emettere alcuna scia "di condensa", costruisce una frase atta, secondo lui, a smontare definitivamente la questione "scie chimiche". Come? Semplice! Arrampicandosi sugli specchi, come al solito! Il genio dell'aeronautica, infatti, scrive...

"Durante le fasi di rifornimento, le contrails possono disturbare non poco le operazioni. Infatti gli aerei che si avvicinano al Tanker rischiano di essere investiti dalle contrails e i piloti si ritrovano a volare alla cieca all’interno di queste nubi fastidiosissime (Sic!) (ricordiamo che il rifornimento in volo si effettua a vista pilotando manualmente fino all’aggancio col ricettacolo). Le contrails sono quindi un grosso pericolo durante le fasi di “refueling”, perché rischiano seriamente di far perdere contatto visivo con l’aereo cisterna, come se il pilota si trovasse a volare dentro una fitta nebbia. Con gli aerei così vicini, un rischio di collisione per “annebbiamento” porterebbe ad una catastrofe (il Tanker è pieno zeppo di carburante), per cui si cerca di evitare quasi sempre, per motivi di sicurezza, il rifornimento in volo a quote dove si generano scie di condensazione.

Nelle immagini qui sotto si vedono operazioni di rifornimento in volo. Notare in tutte le immagini l’assenza di scie di condensazione, a testimonianza che queste delicatissime operazioni vengono effettuate possibilmente a quote più basse tali da non permettere il formarsi di contrails fastidiose
".


Se veramente questi piloti da simulatore di volo sapessero di che cosa parlano, non scriverebbero castronerie come: "Durante le fasi di rifornimento, le contrails possono disturbare non poco le operazioni. Infatti gli aerei che si avvicinano al Tanker rischiano di essere investiti dalle contrails ed i piloti si ritrovano a volare alla cieca all’interno di queste nubi fastidiosissime [...]"

Infatti i velivoli attrezzati per il rifornimento in volo dei caccia militari, sono forniti di dispositivi posti in posizione idonea a non generare turbolenze che potrebbero impedire il solo avvicinamento degli aeroplani, contrails o meno. Alla faccia degli esperti! Si vede che l'articolista non ha mai pilotato nemmeno un deltaplano.

Ma non è qui che mi voglio soffermare, bensì su un altro errore (voluto?)... sì, voluto, dell'articolista. Si osservino bene le fotografie inserite sul sito MD-80.it. Notate qualcosa? Le aviocisterne ed i caccia si trovano al di sopra delle nubi. Nella prima foto si tratta di "Cumuli da bel tempo" della famiglia di nubi a sviluppo verticale. Nella seconda foto più in basso, i velivoli sorvolano degli "Stratocumuli", anch'essi facenti parte della famiglia di nubi a sviluppo verticale. La caratteristica comune a queste formazioni nuvolose è quella di trovarsi generalmente ad altitudini comprese tra i 1.200 ed i 2.300 metri.

Clicca QUI per ingrandire lo schema sottostante.

Raffronto tra le quote dei tankers chimici e le nubi basseRaffronto tra le quote dei tankers chimici e le nubi basseOra osservate la foto qui di seguito...

Il tanker chimico sorvola l'aera d'intervento al di sotto degli stratocumuli!

Domanda: a quale quota si trova il tanker? Ma allora, se questo velivolo, come mille altri tankers chimici in giro per il mondo, percorre lo spazio di cielo al di sotto delle nuvole definite proprio "Nubi basse", poiché comprese tra 1.200 e 2.200 metri, come mai emettono scie, quando invece nelle foto mostrate da MD-80.it, le aviocisterne, come è normale che sia, non generano nessuna scia di condensazione?

La risposta è banale, ma è bene chiarirlo: quei velivoli che osservate al di sotto delle nubi basse, volano talmente bassi che non potrebbero mai emettere alcuna scia di condensa. Lo affermano proprio su MD-80.it! Vi cito di nuovo la frase... "Nelle immagini qui sotto si vedono operazioni di rifornimento in volo. Notare in tutte le immagini l’assenza di scie di condensazione, a testimonianza che queste delicatissime operazioni vengono effettuate possibilmente a quote più basse tali da non permettere il formarsi di contrails fastidiose".

Se per i redattori del "pregevole" articolo su MD-80.it, sono a quote basse gli aerei riprodotti nelle due foto, a maggior ragione lo sono quelli che riprendiamo SEMPRE noi, mentre volano al di sotto delle medesime nubi che, invece, nelle fotografie proposte da MD-80.it sono al di sotto delle aviocisterne! Qualcosa non quadra... vi pare?

E' quindi chiaro che gli aerei che vedete emettere scie nei nostri cieli (persistenti o meno), sono impegnati in operazioni clandestine di aerosol chimico/biologici e le palesi menzogne che vengono pubblicate, in Rete e su riviste "specializzate", ne sono la prova concreta. Lo abbiamo dimostrato una volta di più. Essi vi ingannano con metodi spicci e dozzinali, perché hanno una bassa stima dei lettori e dei cittadini. Ricordate che, se tutto ciò prosegue ancora in modo del tutto indisturbato, è anche responsabilità vostra, che fornite troppo credito ai bugiardi e che scambiate un titolo universitario per garanzia di verità.

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