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giovedì 28 maggio 2009

Bang sonico su Firenze: l'ennesima menzogna

E' il 27 maggio 2009, secondo le varie testimonianze, tra le 11,30 e le 12:04 in diversi centri urbani (Firenze, Scandicci, Gattatico, Carpi, Modena, Pisa, Bologna, Lama Mocogno, Pavullo nel Frignano) uno o più assordanti boati hanno creato panico ed allarme. In alcuni casi è stata segnalata addirittura la rottura dei vetri delle finestre. Alcune scuole sono state evacuate.

Come ormai consuetudine, le autorità si sono subito affrettate a fornire la solita banale spiegazione: "Si è trattato del bang sonico provocato da due caccia in missione di scramble" e questa volta l'aeronautica militare ha voluto strafare, fornendo un dettagliato resoconto dei fatti. Leggiamo il testo riportato sul sito dell'Aeronautica militare e poi vediamo insieme quali sono le numerose incongruenze in questa ennesima storia di disinformazione.

DUE CACCIA EUROFIGHTER INTERCETTANO UN VELIVOLO DEL MONTENEGRO

Il velivolo militare, un Cessna 551, in volo da Cannes (Francia) a Vienna (Austria) è stato intercettato mercoledì 27 maggio in seguito al transito sullo spazio aereo nazionale senza adeguata autorizzazione

Mercoledì 27 maggio alle ore 11,49 locali due caccia Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto sono decollati, su ordine di ‘scramble’ dal Comando Operativo delle Forze Aeree (COFA)/CAOC 5 di Poggio Renatico (Ferrara) e sotto il controllo del 21° Gruppo Radar A.M. di Poggio Ballone (Grosseto) e dell’11° Gruppo Radar A.M. di Poggio Renatico, per intercettare un velivolo militare Cessna 551 del Montenegro in volo da Cannes (Francia) a Vienna (Austria) che attraversava lo spazio aereo nazionale senza l'adeguata autorizzazione. Per raggiungere il velivolo in transito è stato necessario percorrere dalle 11,55 alle 12,04 un tratto a volo supersonico tra la zona a sud di Firenze e Reggio Emilia.

L’intercettazione è avvenuta alle ore 12,10 a 15 miglia ad ovest di Rovereto (Trento), dove il velivolo è stato identificato. I caccia Eurofighter hanno scortato poi il velivolo fino al confine dello spazio aereo nazionale, a circa 30 miglia a nord di Belluno, per far successivamente rientro al 4° Stormo dove sono atterrati alle ore 13,03 locali.

Lo “scramble” è in gergo tecnico il decollo immediato di caccia intercettori che sotto la guida dei controllori della difesa aerea si dirigono verso un velivolo “sospetto” per accertare visivamente l’identità e per scortarlo fino ai limiti dello spazio aereo italiano. Nella maggior parte dei casi, si tratta di aeromobili che non rispondono a prestabiliti requisiti, non hanno le previste autorizzazioni al sorvolo dello spazio aereo nazionale o perdono le comunicazioni con gli organi del controllo del traffico aereo o divergono dalla rotta prevista senza validi motivi.

L'Aeronautica Militare assicura la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale per 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, tramite un sistema di radar, velivoli e sistemi missilistici, integrato sin dal tempo di pace con quelli degli altri paesi appartenenti alla NATO. Oltre che dal 4° Stormo di Grosseto, il servizio di decollo immediato e di intercettazione nei casi di allarme è svolto dal 36° Stormo di Gioia del Colle (Bari), pure equipaggiato con aerei Eurofighter, dal 5° Stormo di Cervia e dal 37° Stormo di Trapani, dotati invece di aerei F-16.

http://www.aeronautica.difesa.it/

Consideriamo ora le varie anomalie.

1) I caccia intercettori hanno percorso in 9 minuti (secondo le dichiarazioni ufficiali) circa 100 km tra Firenze e Bologna e circa 300 km tra Grosseto e Rovereto (Trento). In pratica i due Typhoon hanno compiuto l'intero tragitto ad una media di 845 km/h e quindi ben al di sotto della velocità necessaria (1.200 km/h circa) per la produzione del bang sonico. Inoltre i 100 chilometri percorsi tra Firenze e Bologna in 9 minuti, sempre attenendosi alle dichiarazioni ufficiali, dimostrano che i due intercettori hanno percorso tale distanza ad una velocità media di 666 km/h. A maggior ragione, nemmeno in questo caso, se mai hanno volato davvero due Typhoon, i caccia possono essere stati la causa delle deflagrazioni.

2) Il Cessna 551 è un velivolo di tipo "Executive" che raggiunge una velocità di crociera di 746 km/h. Ammettendo anche un notevole ritardo nella procedura di scramble (pur sempre deprecabile), non si comprende come sia possibile che il Cessna 551 sia stato raggiunto solo una volta arrivato sui cieli di Rovereto, visto che gli intercettori, secondo quanto dichiarato, hanno raggiunto e superato la velocità del suono. In pratica ha percorso indisturbato mezzo nord Italia. Se fosse stato un caccia ben più veloce? Avrebbe potuto compiere il giro dell'intero territorio italiano!

Anche sullo schierato e fazioso forum di MD-80.it sono stati inseriti alcuni interventi in cui si esprimono delle perplessità.

sblanzio il 27 mag 2009, 19:17 scrive:

"Se il Citation è entrato "senza adeguata autorizzazione" nello spazio aereo italiano provenendo da Cannes, anche senza conoscere nel dettaglio la rotta dell'a/m secondo la logica l'ingresso dovrebbe essere avvenuto al confine con la Francia meridionale.
Possibile che con i nostri "potenti mezzi" non siamo riusciti a intercettarlo prima che arrivasse su Trento? Se la destinazione era Vienna, praticamente si è fatto 3/4 di volo indisturbato. E se invece fosse stato un volo dirottato con intenzioni non propriamente pacifiche?"

support_5 (sedicente controllore di volo) il 27 mag 2009, 21:45 osserva:

"Anche se è partito da Cannes avrà comunque fatto un piano di volo con congruo anticipo, quindi quel volo si conosceva ancora prima che partisse. Se il piano di volo "scappa" senza che nessuno se ne accorga, i dati di quel volo vengono comunque ricevuti da Milano acc almeno 10 minuti prima dell'ingresso nella fir, quindi quel volo poteva essere intercettato ben prima di quanto lo sia stato realmente.

Particolari tipi di voli, per attraversare il territorio italiano hanno bisogno di un'autorizzazione. Può accadere che tale autorizzazione non sia stata richiesta; quando tutto funziona a dovere l'aereo senza autorizzazione non viene proprio fatto entrare nello spazio aereo italiano, nel senso che la difesa aerea, vedendo che il piano di volo di quel particolare velivolo interessa l'Italia e non ha autorizzazione, nega allo stesso l'ingresso. A volte succede che il piano di volo non viene analizzato attentamente e quindi non ci si accorge della mancanza dell'autorizzazione. Poco male, perchè i dati di quel volo vengono trasferiti al primo acc italiano almeno 10 minuti prima dell'ingresso, quindi la difesa ha tutto il tempo per accorgersene ed agire di conseguenza. Onestamente stamattina non so cosa si sia inceppato nel meccanismo, questo è il motivo per cui ho detto che, a mio avviso la difesa non ci ha fatto una bella figura".

3) L'aeronautica montenegrina dispone dei seguenti velivoli:

Attack J-22, G-4, Mi-24, SA.342 GAMA
Fighter MiG-29, MiG-21Bis
Interceptor MiG-21Bis
Reconnaissance MiG-21M, MiG-21R, IJ-22, INJ-22,SA.341 HERA
Trainer Utva 75, G-4, NJ-22
Transport An-2, An-26, YAK-40, Falcon 50, Learjet 25, Mi-8

Air Force of the Federal Republic of Yugoslavia / Serbia and Montenegro
http://en.wikipedia.org/

Come potete notare, l'aeronautica del Montenegro non possiede alcun Cessna 551. Come la mettiamo?


A queste semplici osservazioni aggiungiamo un'importante testimonianza:


"Caro [...], cercherò di essere concisa. Ti segnalo questa cosa perchè mi ha particolarmente turbata ed alla quale non sono in grado di dare una spiegazione.

Ieri mattina, al parcheggio del supermercato, in un cielo quasi blu per il vento della notte precedente, vedo due scie enormi salire in verticale verso il cielo. La sensazione è come se fossero partite da terra, andavano velocissime, ma soprattutto non riuscivo a vedere l'aereo che le generava.

Ho provato a fotografare col mio telefonino nuovo, del quale non conoscevo ancora l'utilizzo. Mi sono poi accorta di aver registrato un video, in cui trovi alcuni fotogrammi chiari.

1) Le due scie che salgono (da zona collinare Reggio-Parma)

2) A circa 30 secondi le due scie hanno iniziato a viaggiare in orizzontale per poi avvicinarsi moltissimo tra loro. Ad un certo punto, nel fotogramma, vedi che una scia perde di intensità fino a sparire. Nel punto in cui ha perso di intensità si è sentito un gran botto, seguìto poi da un secondo botto dopo pochi secondi.

3) Alla fine del filmato, vedi solo una scia orizzontale nel cielo che va in direzione Mantova.


Insomma, ieri mi è preso un vero colpo.

Ciao e grazie

(Lettera firmata)

Reggio Emilia"



In conclusione possiamo affermare, con assoluta certezza, che anche l'episodio del 27 maggio nei cieli tosco-emiliani non è da ascriversi ad un semplice bang sonico. I dati lo confermano. Inoltre l'area di percezione dei boati è spostata ad ovest dell'autostrada A1 e quindi si evidenzia che il punto d'origine della deflagrazione si trova a circa 50 miglia dal percorso ideale compiuto, secondo l'Aeronautica militare italiana, dai caccia intercettori.

Quale ipotesi possiamo formulare alla luce dei frequenti episodi simili che in questi mesi occorrono in varie parti d'Italia, ma anche all'estero?

La testimonianza sopra riportata, il filmato nonché altre testimonianze raccolte in questi ultimi mesi, in relazione ad altri fatti analoghi, sempre "giustificati" come bang sonici, ci inducono a pensare che i velivoli droni impegnati nelle missioni di aerosol clandestine vengono abbattuti in volo, allorquando presentano dei problemi che metterebbero a rischio la segretezza delle operazioni. Ciò si è probabilmente verificato sulla Sila, sui cieli liguri pochi giorni fa ed in occasione di altri episodi che la cronaca ha descritto in passato come bang sonici.


Si ringrazia M.R. per la fattiva collaborazione, per il materiale e per le indagini in loco compiute.



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sabato 23 maggio 2009

Boato a Sanremo ed a Taggia: che cosa è accaduto veramente?

Un boato è stato sentito nel primo pomeriggio nell'imperiese. Secondo alcune segnalazioni sembra che il forte suono sia stato avvertito principalmente nell'area di Taggia, dove, in via cautelativa, sono state evacuate alcune scuole. Qualche attimo di paura per i più piccoli, ma nessuna conseguenza. Sembra che il rumore sia stato provocato da un aereo che ha superato la barriera del suono.

Stefano Michero (SanremoNews)


Le scuole elementari di Taggia sono state evacuate, intorno alle 16:10 di ieri, in seguito ad una forte esplosione, che ha scatenato il panico in tutta la città e che, molto probabilmente, è stata provocata da un aereo che ha superato la barriera del suono. La notizia trapela soltanto oggi che, a mente fredda, si è capito che poteva trattarsi di un falso allarme. Ieri, tuttavia, insegnanti e dirigenti scolastici, udita la forte deflagrazione e temendo che potesse trattarsi di un ordigno, di un terremoto o di qualche altra calamità, hanno applicato il piano di emergenza, facendo uscire i ragazzi in tre punti diversi della scuola. Una decina di minuti dopo sono stati fatti rientrare. Preoccupazione anche da parte dei genitori dei piccoli alunni, molti dei quali attendevano i loro figli fuori da scuola, per il termine delle lezioni, che, alla vista dell'evacuazione, hanno temuto il peggio.

Fabrizio Tenerelli (Riviera24.it)

Sono questi i due trafiletti pubblicati dalla stampa locale on line. In questo modo è stata riportata la notizia circa un assordante boato udito il giorno 20 maggio 2009 alle ore 16:06 in un'area piuttosto ampia della provincia di Imperia. Il fragore è stato, infatti, avvertito nei comuni di Sanremo, Taggia, S. Stefano al mare ed ha allarmato la popolazione. La spiegazione ufficiale, facilmente prevedibile e riferita negli scarni articoli sopra inseriti, è stata la seguente: un aereo ha infranto la barriera del suono, provocando il tipico bang.

L'episodio è occorso nell'ambito della solita ed intensa attività di irrorazione chimico-biologica: mentre decine di velivoli incrociavano nei cieli della zona, si sono visti, più o meno in concomitanza con il tonitruante rumore, due Piaggio P-180 Avanti dell'Aeronautica militare in formazione che, rilasciando delle scie chimiche semicircolari, hanno sorvolato Sanremo e Taggia. Qualche testimone ha sentito il frastuono ed ha scorto un piccolo velivolo che generava una scia. Da rilevare che alcuni bagnanti di Bussana e di Arma di Taggia, di lì a qualche minuto dall'evento, hanno notato una sostanza giallognola (zolfo?) che, ricadendo dal cielo, si vedeva galleggiare a pochi metri dalla battigia.


Quali altre ipotesi si possono proporre circa il singolare avvenimento?

- I Piaggio P-180 sono intervenuti per una singolare operazione di aerosol (vedasi foto).

- Alcuni intercettori si sono levati in volo per abbattere un aereo chimico in avaria, prima che precipitasse. In questo caso il boato è da collegare al velivolo abbattuto e la ricaduta della polvere gialla (zolfo?) è da associare a quanto viene solitamente disperso in atmosfera insieme con altri elementi e composti.

- Il P-180 raggiunge una velocità massima di 754 km/h, velocità di gran lunga inferiore a quella necessaria per superare il muro del suono, perciò si può escludere che il bang sia stato provocato da due caccia. Semmai è plausibile che sia avvenuto un incidente in quota tra velivoli impegnati nelle attività chimiche. Ciò sarebbe coerente con la ricaduta di materiale al suolo.


Infine esiste un’altra spiegazione, ma, almeno per ora, preferiamo non accennarvi neppure. La versione ufficiale, alla luce delle testimonianze e della documentazione fotografica, non appare credibile. Come per i fatti nei cieli della Sila, prima o poi, l’episodio in oggetto probabilmente sarà ricostruito nella sua reale dinamica.


Rivolgiamo un invito ai gentilissimi lettori: se qualcuno ha scattato fotografie o realizzato dei filmati dell'episodio, saremo lieti di pubblicare il materiale. Garantiamo il più rigoroso anonimato.

Ringraziamo l'amica Giovanna, cofondatrice del Comitato Tanker Enemy, per le preziose informazioni forniteci.



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lunedì 11 maggio 2009

La verità sull’incidente aereo nei cieli della Sila del maggio 2008


Questo articolo è stato aggiornato dopo la sua prima pubblicazione.

Il 31 maggio 2008 scrivemmo: “Nel cielo della Sila si sono scontrati degli aerei chimici? Stando ad alcuni testimoni, subito smentiti dalle autorità, parrebbe di sì: d'altronde spesso i tankers compiono spericolate manovre e recentemente abbiamo immortalato due velivoli che entravano quasi in rotta di collisione. Non si può escludere dunque che a volte occorrano degli incidenti: è naturale, però, che il compito di Carabinieri, dei vertici dell'esercito etc. è quello di insabbiare.

Pertanto non possiamo attenderci che la verità sul presunto incidente provenga da fonti ufficiali. Due aspetti della questione meritano di essere rimarcati: i testimoni oculari si sono riferiti ad apparecchi che incrociavano a bassa quota (l'altitudine non elevata è peculiare di molti aerei della morte) e di aver udito una forte deflagrazione; è credibile che le persone in oggetto abbiano avuto le traveggole? Inoltre appare ironico che l'Aeronautica militare intervenga, con tanta sollecitudine, per intercettare un innocuo cargo della Lufthansa che avrebbe perso il contatto radio, quando migliaia di velivoli clandestini scorrazzano indisturbati nei cieli di tutta l'Italia”.

Il 2 giugno dello stesso anno, raccogliemmo questa testimonianza:

Dopo il chiarimento di ieri pomeriggio, ancora stasera ho sentito storie di ordigni caduti in un lago della Sila e di segreti militari... Non so, in Italia tutto è possibile e spesso la realtà supera l'immaginazione, soprattutto quando di mezzo ci sono i poteri militari, ma in questo caso...

Racconto solo ciò che ho visto la mattina di venerdì. Lavoro a Cosenza, in area centrale, ed al boato siamo usciti, con altri colleghi, per vedere che cosa stesse accadendo. In cielo, molto alte, tre scie d'aereo: due parallele (con una un po' più avanzata), veloci in modo impressionante (considerando anche l'altezza), e dirette a Nord-Est; la terza di un velivolo molto più lento, plurimotore, diretto a Sud-Est, che incrociava le scie lasciate dagli altri aerei molto più veloci. Le scie erano lineari, senza alterazioni o cambi di direzione, in un'area di cielo sgombro da nuvole".

A distanza di circa un anno, Italo Romano del sito Oltrelacoltre, ha riportato una notizia trasmessa dal TG2, edizione delle 13.30 del giorno 8 maggio 2009. In un servizio realizzato da Riccardo Giacoia, è stato riferito di un gruppo di motociclisti enduro, che durante un giro tra le pendici silane si è imbattuto in uno strano oggetto, molto simile al muso di un aereo. L’intervistato, che ha chiesto di restare nell’anonimato, ha fornito alcuni dati importanti: sul relitto metallico, secondo il centauro, si legge un numero di matricola che ricondurrebbe ad un’azienda che fabbrica carlinghe per aerei militari. La Magistratura ha aperto un'inchiesta sulla base del ritrovamento.



E' molto probabile che il rottame dell'aeromobile appartenga ad un tanker schiantatosi al suolo in seguito ad una collisione con un altro velivolo. Ciò conferma le testimonianze della prima ora che descrivevano uno scontro tra aerei. Ne consegue che la versione ufficiale, relativa ad un presunto scramble di un cargo della Lufthansa, era del tutto falsa, come sospettammo. Stando alle fonti di regime, due caccia avevano intercettato l'aereo della Lufthansa: infrangendo la barriera del suono, gli intercettori avevano prodotto il caratteristico bang che aveva spaventato la popolazione del luogo.

Fu una versione menzognera, piena di lacune e di incongruenze: la scoperta fortuita del rottame, per opera di un motociclista calabrese, conferma, invece, le testimonianze oculari. E' presumibile che i militari intervenuti in loco per occultare le prove dell'incidente, abbiamo sepolto dei rottami, ma, in seguito alle copiose piogge cadute in Calabria nei mesi scorsi, la terra che ricopriva il muso dell'aereo è stata dilavata così che il rottame è riaffiorato. E' questa la prova regina che due velivoli precipitarono nei cieli della Sila, a causa di una collisione: anche gli aerei chimici ogni tanto cadono.


NOTA: Prevedendo che il video con il servizio della RAI sarebbe stato rimosso, subito dopo la pubblicazione dell'articolo, abbiamo provveduto a registrarlo in via precauzionale. Questa rimozione è molto significativa: se il video non fosse stato dirompente, i censori non sarebbero intervenuti con tanta tempestività. Ora il documento può essere visto sul nostro blog.





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lunedì 9 giugno 2008

Incidente sulla Sila: inverosimile la versione ufficiale

Fa acqua da tutte le parti la spiegazione ufficiale degli eventi del 30 maggio 2008, allorquando decine di testimoni hanno udito un forte boato nei cieli della Sila ed hanno quindi avvistato chiaramente due aerei volare a bassa quota (secondo alcune testimonianze gli aerei erano tre).

La vicenda, come spesso accade in questo paese, è stata prontamente ridimensionata, ma molti aspetti dei fatti occorsi inducono a pensare che nei cieli della Sila non sia affatto accaduto quanto riportato dagli enti ufficiali.

Leggiamo il comunicato delle autorità militari, così come è riferito dalla testata Web nuovacosenza.com...



Visualizzazione ingrandita della mappa

Sarebbe stato il bang supersonico di due caccia F16 dell'Aeronautica militare, in volo per intercettare un velivolo sospetto, a provocare l'allarme negli abitanti della Sila cosentina. Secondo quando si è appreso dalla stessa Aeronautica militare, due F16 sono decollati stamani da Trapani per intercettare un cargo Lufthansa che aveva perso il contatto radio. Con una corsa supersonica, che si è sviluppata soprattutto nel sud della penisola, si sono diretti verso l'aereo sospetto che, però, nel frattempo, aveva ristabilito le comunicazioni. L'allarme è quindi cessato e i due caccia sono atterrati alla base di Gioia Del Colle per fare rifornimento. L'Airbus 300 Cargo della compagnia di bandiera tedesca Lufthansa - ricostruisce l'Aeronautica militare - era decollato questa mattina da Milano Linate per Atene quando, alle 8.29, ha perso il contatto radio con gli enti del controllo del traffico aereo di Padova. A questo punto è scattato l'ordine di 'scramble' (decollo immediato su allarme) da parte del Comando operativo delle Forze aeree Poggio Renatico (Ferrara). Vengono interessati gli F-16 del 10/o Gruppo di volo di Trapani che, mentre erano in volo diretti a intercettare il velivolo civile, ricevono però l'ordine di "skip it", cioé di cessata esigenza, poiché l'Airbus era riuscito a ristabilire il contatto radio con gli enti del controllo di Brindisi. I due velivoli militari sono quindi atterrati presso il 36/o Stormo di Gioia del Colle per il rifornimento di carburante necessario per il rientro a Trapani. I due 'Viper', così sono chiamati gli F-16 nel gergo aeronautico internazionale, "si sono diretti verso il velivolo Lufthansa attraversando i cieli dell'Italia meridionale a velocità supersonica - spiegano allo Stato maggiore dell'Aeronautica - nel tentativo di raggiungere l'obiettivo nel minor tempo possibile". Quello di oggi è il quinto 'scramble' del 2008. Il primo a gennaio e poi tre ad aprile. Nella maggior parte dei casi, si tratta di aerei che non rispondono a determinati requisiti, non hanno le previste autorizzazioni al sorvolo dello spazio aereo nazionale o perdono le comunicazioni con gli organi del controllo del traffico aereo o, ancora, divergono dalla rotta prevista senza validi motivi.


Di seguito gli elementi che non quadrano nella vicenda.

a) Il fantomatico Airbus 300 Cargo, decollato da Milano e diretto ad Atene sorvola a bassa quota la Sila. Ci si chiede come sia possibile che il velivolo, ancora distante centinaia di chilometri da Atene, stia già sorvolando la regione calabrese, fuori dalla quota di crociera e quindi con consumi maggiori.

b) La rotta ufficialmente indicata dal Cargo della Lufthansa non è la più breve verso la destinazione.

c) Si riporta che siano intervenuti due caccia per intercettare l'Airbus 300 tedesco. Gli aerei sono decollati da Trapani (Sicilia) e quindi hanno percorso non più di 500 km per raggiungere l'obiettivo, ma si afferma che sono dovuti atterrare alla base di Gioia del Colle per fare rifornimento al fine di rientrare alla base. Leggiamo, però, sul sito dell'Aeronautica militare italiana, che i Lockheed Martin F16ADF "Fighting Falcon" in dotazione alle nostre forze aeree, hanno un'autonomia massima di trasferimento di ben 3.900 km! Perché sono dovuti atterrare a Gioia del Colle per approvigionarsi di carburante? Infatti, anche non considerando un pieno carico di carburante (per mezzo del serbatoio supplementare), i due caccia erano in grado benissimo di ritornare alla base di Trapani, senza dover procedere ad alcun rifornimento. Per quale motivo hanno pensato di giustificare lo scalo a Gioia del Colle? Per quale motivo non si sono impiegati subito gli aerei del XII Gruppo Caccia Intercettori di Gioia del Colle, più vicini alla zona di intervento?

d) Il supposto bang supersonico viene udito da cittadini di Cosenza, in una zona nella quale gli F-16, essendo ormai giunti sull'obiettivo, avrebbero invece dovuto essere già a velocità inferiori a mack 1. Leggiamo, infatti, quanto segue: "Gli F-16 si sono diretti verso il velivolo Lufthansa, attraversando i cieli dell'Italia meridionale a velocità supersonica - spiegano allo Stato maggiore dell'Aeronautica - nel tentativo di raggiungere l'obiettivo nel minor tempo possibile". E' mai possibile che il bang supersonico non sia stato sentito nei cieli della Sicilia, lungo un percorso di massima velocità e sia stato invece udito sulla Sila, laddove i velivoli intercettori avrebbero dovuto essere in condizioni di volo di identificazione del velivolo sospetto? Non sarebbe più logico pensare al superamento del muro del suono lungo la rotta proveniente da Trapani e non sulla verticale di Cosenza? Tra l'altro, secondo le normative vigenti, il volo ultrasonico è vietato a bassa quota e sopra i centri abitati.

Free Image Hosting at www.ImageShack.use) L'area interessata dagli eventi pare essere una "Restricted area", una zona interdetta ai voli civili, come si evince dalle mappe ufficiali dei corridoi aerei commerciali. Dunque è alquanto improbabile che in quella zona incrociasse un cargo della Lufthansa, così come dichiarato dalle autorità.

f) Il primo giugno 2008, senza alcuna motivazione, viene annullata la tradizionale cronoscalata automobilistica “Coppa Sila”, che ormai aveva un suo posto consolidato nel calendario nazionale delle corse automobilistiche di montagna.

Noi ci chiediamo: "Nessun velivolo chimico viene mai intercettato, pur non segnalando mai la sua posizione. Per quale motivo si sarebbe quindi attuato uno scramble per un cargo che, per pochi minuti, non invia dati sulla sua posizione?". Ammettiamolo: questo è un paese di bugiardi che amano prendersi gioco dei cittadini e gli episodi della Sila sono un valido esempio di come sia tuttora possibile ingannare la popolazione con una serie di menzogne ben confezionate ed alle quali neppure un bambino darebbe credito. Eppure le operazioni clandestine di aerosol proseguono indisturbate, con il beneplacito delle istituzioni e non è escluso che l'episodio della Sila sia da ricondurre ad un incidente tra tankers chimici.


Sec. 91.133 - Restricted and prohibited areas.

(a) No person may operate an aircraft within a restricted area (designated in part 73) contrary to the restrictions imposed, or within a prohibited area, unless that person has the permission of the using or controlling agency, as appropriate.

(b) Each person conducting, within a restricted area, an aircraft operation (approved by the using agency) that creates the same hazards as the operations for which the restricted area was designated may deviate from the rules of this subpart that are not compatible with the operation of the aircraft.



Corbelli: Il Ministro La Russa chiarisca i fatti

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, fa riferimento ''a quanto accaduto questa mattina nel cielo della Sila e ancora adesso - afferma - avvolto nel mistero, nonostante le tardive e poco convincenti versioni ufficiali''. Corbelli chiede, in particolare, alla Procura della Repubblica di Cosenza ''di aprire una immediata inchiesta e di procedere nei confronti, per adesso di ignoti, per le ipotesi di reato di procurato allarme sociale, pericolo e minaccia alla incolumità pubblica (mancata strage)''. Il leader di Diritti civili chiede inoltre che il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, chiarisca immediatamente nelle sedi istituzionali preposte la verità sui gravi e misteriosi fatti di oggi in Calabria. L'esperienza del Mig libico caduto sui monti di Castelsilano, in Sila, nel luglio del 1980, insegna che le versioni ufficiali in questi casi sono assai lontane dalla realtà. Quanto accaduto questa mattina in Sila è un fatto gravissimo. Si è allarmata un'intera provincia e si sono mobilitati centinaia di uomini delle forze dell'ordine e del 118. Non solo: si è rischiato che gli aerei (2-3?) in caso di incidenti potessero, abbattendosi nel territorio calabrese che stavano sorvolando, procurare una vera e propria strage. Per queste ragioni è assolutamente indispensabile e doveroso che la competente Procura della Repubblica di Cosenza apra subito un'inchiesta ed accerti e, nel caso, persegua ogni eventuale responsabilità penale a tutti i livelli, nel rispetto della legge''. ''I cittadini calabresi - conclude Corbelli - hanno il diritto di sapere cosa è realmente successo questa mattina nei cieli della Sila. Vogliamo conoscere la verità sulle cause di quel boato e su quegli aerei sfrecciati sull'altopiano Silano, che a molti ignari e spaventati spettatori è sembrata una sorta di operazione di guerra (solo simulata?)''.


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