sabato 14 ottobre 2006

Nemesi

La corda troppo lasca non suona; la corda troppo tesa si spezza. (Siddharta Gautama)

Il giorno 11 ottobre scorso, il quotidiano moscovita Pravda ha riportato la seguente notizia: ”Nei cieli della città russa di Kursk, due aerei militari in fase di esercitazione, si sono scontrati fra loro. I velivoli sono stati lievemente danneggiati. Nessuno dei due piloti è rimasto ferito nell'incidente. Una volta esaminata la pellicola estratta dalle apparecchiature, gli esperti della base di Kursk hanno scoperto due sfere fosforescenti che volavano non lontano dai due caccia entrati in collisione.

Entrambi i piloti hanno successivamente dichiarato che ricordano un momento nel quale tutt’e due hanno perso completamente il controllo dell'altro aereo, cosa che ha poi causato la collisione, sebbene i due aerei volassero uno davanti all'altro. Gli esperti quindi sono giunti alla conclusione che gli U.F.O. (?) sono in grado di influire sul cervello dei piloti. Da tempo, all'interno delle Forze aeree russe, i racconti a proposito degli U.F.O. non vengono più ritenuti storielle o fantasie”.

Il 23 maggio del 2006 l’A.N.S.A. riferì di due F-16 precipitati in Sardegna, al largo di Cagliari, mentre stavano compiendo una missione di addestramento nel quadro dell’esercitazione multinazionale Spring flag. Lo Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana rilasciò il seguente comunicato: “Ieri sera intorno alle 22:15, durante una missione di addestramento, nell’ambito dell’esercitazione Spring flag 06, si sono persi i contatti con due velivoli F-16 dell’Aeronautica militare italiana. È stato quindi allertato il servizio di soccorso che è subito intervenuto nella zona delle operazioni. Alle 24: 00, la direzione dell’esercitazione ha confermato l’avvenuto recupero di entrambi i piloti, in buone condizioni di salute, per opera di un elicottero AB-212 della Squadriglia Sar (Ricerca e soccorso) di Decimomannu”.

I due piloti, appena si accorsero del contatto tra gli aerei, ebbero il tempo di usare il sistema di eiezione per poi ammarare con il paracadute.

Da notare, in primo luogo, le affinità tra i due incidenti: in ambo i casi, si trattava di esercitazioni ed i piloti sono usciti incolumi. Di entrambi gli eventi le cause non sono state accertate, anche se per la collisione nei cieli di Kursk si è ventilata l’ipotesi di un’interferenza extraterrestre. Da rilevare, inoltre, che il quotidiano moscovita che, in questi ultimi tempi, sta dedicando particolare attenzione ai temi ufologici, ha anche pubblicato alcuni articoli ”circa avvistamenti di U.F.O. a Mosca ed in Crimea. Il Direttore del Centro di ricerche ufologiche presso l'Accademia per la sicurezza nazionale della Federazione Russa, Valerij Uvarov, ha congetturato che gli O.V.N.I. siano la causa di molti disastri aerei avvenuti nella zona, riferendosi in particolar modo al caccia dell’aviazione ucraina precipitato nei pressi di Leopoli.

Sempre la Pravda riporta la notizia secondo la quale le autorità di Himki, cittadina ad una ventina di chilometri dalla capitale russa, hanno deciso di convocare una riunione straordinaria, in seguito ad una comunicazione ufficiale ricevuta dalla direzione dell'aeroporto internazionale di Mosca "Sheremetevo", inerente alla comparsa nella zona di alcuni oggetti volanti non identificati.
La nota della direzione dell'aeroporto moscovita informa che tali ordigni creano problemi alle manovre dei piloti, mettendo a repentaglio la sicurezza dei velivoli sia in fase di decollo sia di atterraggio. Il presidente della provincia di Mosca ha perciò chiesto alla direzione territoriale amministrativa del distretto di Shodnya-Firsanovka di far luce sul quanto accaduto.

Questi episodi potrebbero essere inquadrati in una strategia esterna tesa ad ostacolare i famigerati voli chimici? In caso affermativo, tale lodevole attività di contrasto è circoscritta all’ex Unione sovietica oppure, sebbene i media di regime, come è ovvio, tacciano, è svolta anche in altri stati?

È accertata la presenza di ordigni, per lo più sferici, di natura sconosciuta in concomitanza con le perniciose azioni di irrorazione: fotografie, video e numerose testimonianze lo comprovano. Resta da stabilire quale ruolo giochino questi misteriosi oggetti”.

Recentemente abbiamo ripreso un velivolo che, mentre percorreva un corridoio peculiare dei voli chimici, in direzione sud ovest-nord est, improvvisamente ha deviato, tracciando un’inconsueta rotta serpeggiante. L’analisi del filmato ha consentito di individuare un ordigno che, in modo repentino, incrocia l’aereo chimico, il cui pilota sembra essere stato costretto ad un’improvvisa manovra evasiva, dopo aver forse rilevato, si presume, sul radar di bordo la presenza dell’oggetto.

Non si può escludere che qualcuno, irritato dalle nefaste operazioni chimiche per motivi che non è il caso qui di indagare, stia ricorrendo a qualche avvertimento. Bisogna ricordare che tale attività si svolge su scala mondiale ed è ormai quotidiana: infatti alle squadriglie militari, a mio parere, impegnate più spesso nell’irrorazione che in esercitazioni, si sono aggiunti aerei civili, perché da sola l’aviazione militare dei vari paesi non è sufficiente per intervenire in quasi tutto il pianeta, 365 giorni l’anno o poco meno.

Se gli avvelenatori non dovessero desistere, è congetturabile che le Star nations, come le definisce il Dottor Richard Boylan, decidano di ricorrere a misure più persuasive?


Fonti:

G. Federici, Il mistero degli F-16 precipitati in Sardegna, in Area 51, n. 9 giugno 2006
Pravda, Sui cieli di Kursk scontro tra due aerei militari a causa di un U.F.O., 2006
A. Worthington,
Irrorazione ed armi elettromagnetiche nell’era della guerra nucleare, 2006, traduzione di Zret e Straker, note tradotte da Marzian.

Riporto per esteso la rivelatrice nota 35. "I pochi dipendenti della compagnia aerea che erano al corrente del Progetto Cloverleaf furono tutti sottoposti a controlli del loro passato e, prima di esserne informati, ci fecero firmare accordi di non-divulgazione in cui sostanzialmente si dichiarava che se avessimo detto a chiunque quanto sapevamo, saremmo stati incarcerati... Ci dissero che il governo avrebbe pagato la nostra compagnia, insieme ad altre, per rilasciare speciali agenti chimici da aerei commerciali... Quando chiedemmo loro perché non si limitassero ad equipaggiare gli aerei militari per rilasciare questi agenti chimici, dichiararono che non c'erano abbastanza aerei militari disponibili per rilasciare agenti chimici su una base così ampia come doveva essere fatto... Poi qualcuno chiese perché tutta queste segretezza. I rappresentati del governo dichiararono in seguito che se l'opinione pubblica avesse saputo di aerei in volo che stavano rilasciando agenti chimici nell'aria, i gruppi ambientalisti avrebbero scatenato un inferno e chiesto la fine dell'irrorazione".
Zret, Voli chimici ostacolati?, 2006

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