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martedì 9 dicembre 2008

Campi elettromagnetici e sindrome di Quirra

Pubblichiamo un articolo sulla sindrome di Quirra. "E' questa la dicitura con cui sono raggruppate gravi patologie (tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin) diffuse nel Sarrabus, sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 80 km da Cagliari. Sorge qui la più grande base N.A.T.O. del Mediterraneo, il più vasto poligono sperimentale interforze d'Europa. E' una presenza oscura, lì da più di trent'anni, chiusa e inquietante con i suoi strani bersagli per le esercitazioni sparsi sul litorale o negli altopiani dell'entroterra".

Almeno sin dal 1977, in quest'area, comprendente i comuni di Villaputzu, con la tristemente nota frazione di Quirra, e di Perdasdefogu, sono numerose le morti per malattie tumorali e le nascite di bimbi con malformazioni orribili.

Quasi tutte le vittime operavano all'interno del poligono di tiro per un’azienda, la Vitrociset, che si occupa della manutenzione delle apparecchiature interne, o abitavano nelle campagne circostanti. Le persone colpite, per lo più soldati e pastori, appartengono a tutte le fasce tutte le età. Le analisi ed i prelievi del terreno hanno rilevato la presenza di uranio impoverito, di cesio 136 e tungsteno.

In questi ultimi tempi, è stato accertato che le patologie riscontrate, sono collegabili non alla radioattività degli elementi chimici sopra citati, ma alle nanoparticelle che, non trovando, a causa delle loro ridottissime dimensioni, idonee barriere nell'organismo, penetrano nel cervello, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole linfatiche con effetti devastanti".

Il testo correla la casistica delle patologie alle microonde emesse dal potente impianto radar della zona: certo, questo è molto probabile, ma i campi elettromagnetici appaiono una concausa, poiché le nanoparticelle svolgono il loro pernicioso ruolo.


Ringraziamo l'amico A.P. per la segnalazione



Rilevata la presenza di campi elettromagnetici nella banda delle microonde (frequenza superiore ai 3 GHz) in prossimità di abitazioni e di aree coltivate nella zona di Quirra (comune di Villaputzu, CA), in prossimità del poligono militare

Nelle prime due settimane di Maggio 2007 si è svolta nella zona di Quirra (comune di Villaputzu, CA) in prossimità del poligono militare, una indagine ambientale finalizzata a rivelare l’eventuale presenza di campi elettromagnetici e la possibile esposizione della popolazione.

Si è trattato senz’altro di un’indagine preliminare, limitata nello spazio e nel tempo, finanziata da privati cittadini e da associazioni e avente come finalità la tutela della salute umana.
La ricerca è stata fortemente penalizzata dalla totale assenza di informazioni, da parte dei militari, riguardo alle attrezzature di telecomunicazione e radar impiegate dal poligono e alla natura e all’intensità delle loro emissioni.

Ciò nonostante, grazie all’altissima qualità delle attrezzature impiegate (seppure per un breve periodo di tempo), è stato possibile evidenziare la presenza di campi elettromagnetici in prossimità di abitazioni e di aree coltivate durante il periodo delle esercitazioni. É stato inoltre possibile stabilire che l’emissione avviene nella banda delle microonde, a frequenze superiori ai 3 GHz, e che dunque con ogni probabilità è originata dai radar utilizzati dal poligono.

La totale ignoranza riguardo alle caratteristiche essenziali delle sorgenti dei campi rivelati impedisce però di determinare quale sia la loro effettiva intensità.
Per i campi osservati è stato comunque possibile fissare almeno un limite inferiore: ad esempio siamo sicuri che in prossimità del bar di Quirra, l’intensità campo rivelato la mattina del 4/5/07 non era inferiore a 1.4± 0.4 V/m . Le incertezze legate alla non-conoscenza della frequenza e della forma degli impulsi sono però molto grandi, e nulla vieta di pensare che in quel sito il livello effettivo di campo possa essere, ad esempio, dieci o venti volte superiore.

In definitiva, per poter proseguire le indagini, è necessario conoscere le caratteristiche essenziali delle sorgenti dei campi osservati (ubicazione, potenza, frequenza di funzionamento, guadagno d’antenna, etc.). In assenza di queste informazioni è praticamente impossibile ottenere una stima quantitativa dei campi elettromagnetici presenti in zona e del livello di esposizione della popolazione.
La natura variabile nello spazio e nel tempo dei campi osservati (verosimilmente legati alle attività del poligono) impone inoltre che ulteriori rilevazioni vengano effettuate attraverso una rete fissa di misurazione.

Al momento non è stato possibile neppure stabilire se e dove vengano superati i limiti di legge stabiliti per l’intensità dei campi di microonde (6 V/m).

Quindi il sospetto che i campi elettromagnetici di altissima frequenza possano avere un ruolo nell’insorgenza anomala di tumori emolinfatici tra la popolazione che vive e/o lavora in prossimità del poligono (la cosiddetta sindrome di Quirra) è perfettamente giustificato.

Tanto più che nella zona è già stata rilevata la presenza di inquinanti chimici (le nanoparticelle evidenziate negli studi della Dottoressa Gatti) e non è affatto escluso che i campi e.m. possano agire come un co-fattore, né che effetti di reciproca promozione tumorale possano potenziarsi reciprocamente.



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mercoledì 10 gennaio 2007

Campi elettromagnetici e malattie neurodegenerative

Lo studio che pubblichiamo instaura una correlazione tra onde a bassa frequenza ed alcune patologie neurodegenerative, contribuendo con dati significativi alla ricerca in un settore medico-scientifico, del quale si interessò qualche anno addietro il Prof. Corrado Malanga, in un articolo intitolato Onde letali. Le ricerche in tale ambito abbisognano ancora di conferme e di ulteriori sperimentazioni, ma sembra difficile negare che esista un nesso tra campi elettromagnetici ed equilibri biofisici. Nello studio, non si tiene conto nemmeno delle onde comprese tra 4 e 14 hz, poiché il docente universitario, non è evidentemente a conoscenza del fenomeno chemtrails. HAARP e scie chimiche ancora una volta svolgono il loro dannoso ruolo.

Premessa

I vari tipi di sclerosi, il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer sono malattie neurologiche caratterizzate da processi neurodegenerativi a decorso progressivo, la cui sintomatologia clinica differisce per la particolare localizzazione della degenerazione neuronale: per esempio, nelle sclerosi sono colpiti i neuroni motori cortico-spinali e spino-bulbari, il che dà luogo ad un'atrofia muscolare progressiva che si estende dagli arti ad altri distretti muscolari. Si osservano spesso casi clinici di sovrapposizione delle tre malattie le quali, anche dal punto di vista epidemiologico, mostrano alcune somiglianze, quali l'incremento di incidenza con l'età e trends storici in aumento, anche in Italia. Dal punto di vista istologico, i processi neurodegenerativi consistono in lesioni non specifiche (un invecchiamento precoce di alcune popolazioni neuronali), genericamente indicative di stress cellulare. In tutti i tipi di malattie neurodegenerative, le indagini immunocitochimiche rivelano la presenza di una o più alterazioni comuni.

Per questi motivi è stato suggerito un meccanismo patogenetico comune alle tre malattie, a partire da un danno primitivo ai neuroni della neocorteccia cerebrale, con una possibile rilevanza nel processo patogenetico dello stress ossidativo: con ciò si indicano le conseguenze citopatologiche di un bilancio sfavorevole tra concentrazione intracellulare di radicali liberi e capacità della cellula di neutralizzarli, a causa di un aumento della produzione endogena di radicali liberi, pe rvia di una diminuzione delle sostanze neutralizzanti e/o in seguito ad una diminuzione della capacità di riparare il danno ossidativo prodotto dai radicali liberi sulle macromolecole cellulari. L'analogia delle caratteristiche patologiche, cliniche ed epidemiologiche suggerisce l'esistenza di fattori di rischio genetici ed ambientali comuni ai diversi tipi di malattie neurodegenerative. In sostanza, le evidenze scientifiche suggeriscono per le tre principali malattie neurodegenerative un meccanismo patogenetico comune, lunghi periodi di latenza tra induzione e manifestazione chimica, ed una eziologia multifattoriale risultante dall'interazione tra fattori di rischio ambientali e accentuata suscettibilità genetica individuale.

Ad esempio, per la sclerosi laterale amiotrofica, nel 20% dei casi familiari il difetto genetico consisterebbe in mutazioni a carico del gene che esegue la codifica per l'enzima rame-zinco super-ossido-dismutasi, mentre, tra i fattori ambientali correlati con l'eziologia della malattia neuronale sono stati identificati il “fallout” radioattivo legato alla sperimentazione di armi nucleari in Giappone negli anni '50-'60 e le concentrazioni “indoor” di radon nel Regno Unito, determinate negli anni '81-'89. Questo quadro di riferimento spiega perché, nell'ambito delle rassegne sugli effetti a lungo termine (in particolare cancerogenetici) delle esposizioni elettromagnetiche, in particolare di quelle industriali a bassissima frequenza (ELF) a 50-60 Hz, vengono di norma inclusi anche gli studi epidemiologici sulla relazione tra esposizioni a campi ELF ed incidenza di malattie neurodegenerative, in particolare sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o malattie del motoneurone (MMN) nell'insieme, morbo di Alzheimer (MA) e morbo di Parkinson (MP).

Dati epidemiologici

Si riassumono le conclusioni delle principali e più recenti rassegne sull'argomento, alle quali si rimanda per la documentazione delle indagini citate. Il rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) (Lagorio et al., 1998) che, nonostante sia il più datato, riporta con molti paricolari il maggior numero di dati sull'argomento con un esame critico e commenti largamente più approfonditi, cita 8 indagini epidemiologiche sul rischio di SLA (o di MMN nell'insieme) in relazione ad esposizioni professionali ad ELF, indagini pubblicate nel periodo 1986-1998. Come indicato dai dati riepilogati in Tab. 30 del suddetto rapporto e come commentato in dettaglio nel testo, in quasi tutti i casi esaminati si evidenzia un aumento del rischio di sviluppare SLA o MMN tra gli esposti rispetto ai controlli, con aumenti del rischio fino a 4-6 volte e con intervalli di confidenza al 95% in molti casi statisticamente significativi (limite inferiore dell'intervallo maggiore di uno, oppure p<0,05).> 1 microTesla; “medio” = 0,2-1 microTesla; “basso” = <= 0,1 microTesla). Lo stesso rapporto documenta 7 indagini epidemiologiche sul rischio di MA e 4 indagini sul rischio di MP in relazione all'esposizione professionale a campi ELF. Anche per queste malattie, soprattutto per la MA, si riscontrano aumenti del rischio relativo consistenti (fino a 10-20 volte rispetto ai controlli), spesso statisticamente significativi. In conclusione, secondo gli autori, gli studi con le migliori caratteristiche metodologiche confermano l'associazione tra esposizione a campi ELF e malattie neurodegenerative. Il rapporto del National Institute of Enviromental Health Sciences (NIEHS, 1999), pur essendo successivo a quello dell'ISS, prende in esame solo 3 studi epidemiologici sul rischio di SLA da esposizioni professionali ELF, uno solo dei quali evidenzia un aumento significativo del rischio, e 5 studi sulla MA, tutti con incremento del rischio, in 4 dei quali l'incremento è statisticamente significativo. La conclusione del NIEHS è che “diversi studi hanno suggerito associazioni tra esposizioni occupazionali ELF e malattie neurodegenerative, specificatamente SLA e MA”. Il rapporto dell'International Agency for Research on Cancer (IARC, 2002) prende in esame 5 studi sul rischio di SLA in esposizioni professionali a campi ELF, due dei quali “mostrano un evidente aumento della mortalità per SLA negli esposti, che è molto improbabile sia dovuto al caso”. Cita poi 5 studi sul rischio di MA i quali “se considerati nel loro insieme, mostrano un'associazione tra aumentata incidenza di MA ed esposizione professionale ELF”. Secondo il rapporto dell'ISS, “sono stati recentemente suggeriti possibili meccanismi d'azione dei campi ELF nella patogenesi delle malattie neurodegenerative. Potrebbero essere implicate alterazioni del flusso degli ioni Calcio attraverso le membrane cellulari. Potrebbe anche trattarsi di un effetto indiretto mediato da un'influenza dell'esposizione a campi magnetici sulla secrezione di melatonina, sostanza prodotta dall'epifisi e rilasciata in risposta alla scomparsa della luce solare e implicata in molteplici funzioni neuro-endocrine e dotata di elevate proprietà antiossidanti”. Secondo il NIEHS, i possibili meccanismi d'azione dei campi ELF sarebbero soprattutto due: la diminuita produzione di melatonina e le alterazioni del sistema immunitario. Nelle esposizioni residenziali è stata, infatti, riscontrata una riduzione della sintesi di melatonina, associata a livelli di campo magnetico misurati nella camera da letto ed anche in quelle professionali si trova spesso un'aumentata escrezione urinaria di metaboliti della melatonina, come conseguenza di un' aumentata degradazione di questo ormone. I dati sull'animale sono contrastanti, ma, quando si trova un effetto, questo consiste in una diminuzione della sintesi della melatonina. Gli autori citano anche numerosi studi che hanno evidenziato modificazioni dell'elettroencefalogramma prodotte da esposizioni ELF, con varie conseguenze neurocomportamentali e, su sistemi sperimentali, alterazioni dei sistemi di transduzione dei segnali neuronali, in particolare della sensibilità dei neurorecettori e dei neurotrasmetittori cerebrali. Tra i meccanismi biofisici ipotizzati sulla base di alcuni dati esperimentali, si annovera anche la possibilità che i campi ELF possano interagire con particelle metalliche presenti nelle matrici biologiche (p.es. Ferro e Rame) alterandone la funzionalità. Anche la IARC segnala casi di riduzione della sintesi di melatonina nell'uomo in esperimenti di irradiazione ELF in laboratorio e, soprattutto, in esposizioni professionali, anche a livelli di campo magnetico relativamente modesti (0,3-1 microTesla; in genere > 0,2 microTesla). Viene anche sottolineato che, almeno in alcune specie animali, la riduzione della sintesi di melatonina provocata dall'irradiazione ELF si accompagna ad un aumento del danno ossidativo a carico del DNA e ad alterazioni della risposta immunitaria. Inoltre la IARC cita un notevole numero di studi sperimentali (su ratti e topi) che mettono in evidenza significative alterazioni provocate da irradiazioni ELF sui sistemi di transduzione dei segnali neuronali e sul sistema immunitario: gli effetti comprendono la diminuzione del numero dei linfociti, le variazioni nelle sottopopolazioni linfocitarie, e la riduzione delle difese immunitarie in seguito ad inibizione dell'espressione dei recettori per l'interleuchina e della proliferazione delle cellule-T.

Queste ed altre osservazioni sono state riprese ed aggiornate in una importante monografia dell'ISS (Vanacore et al., 2004) dedicata agli effetti neurocomportamentali provocati dai campi ELF. Un paragrafo è riservato agli effetti immunitari di esposizioni ELF in soggetti esposti a valori di campo magnetico compresi tra 0,2 e 6,6 microTesla, tra i quali i seguenti: leucopenia, riduzione significativa di alcune sottopopolazioni linfocitarie, incremento delle cellule “natural killer” circolanti, riduzione significativa dei linfociti B, dei livelli ematici e della produzione sotto stimolo mitogenico di interferon-gamma nel sangue periferico. Questi dati evidenziano un legame tra esposizione ELF e risposta immune, probabilmente mediata dal sistema neuroendocrino. Un altro paragrafo è dedicato agli effetti delle esposizioni ELF sulla melatonina, la cui secrezione risulta alterata in molte condizioni patologiche, tra le quali alcune malattie neurodegenerative (MA, SLA, MMN). Secondo gli autori, studi recenti su soggetti con esposizioni ambientali o lavorative a 50-60 Hz suggeriscono che un'esposizione cronica a campi ELF possa influire sulla secrezione della melatonina, con effetti “a cascata” su molti processi fisiologici dipendenti da questo ormone, tra i quali l'invecchiamento, la modulazione del sistema immunitario, l'inibizione della crescita tumorale, lo sviluppo di disturbi neurocomportamentali e di malattie neurodegenerative.

CONCLUSIONI

- Numerosi dati epidemiologici, riportati da importanti rassegne internazionali, indicano un aumento del rischio di contrarre malattie neurodegenerative (in particolare sclerosi laterale amiotrofica e malattie del motoneurone nell'insieme, morbo di Alzheimer e morbo di Parkinson) in soggetti esposti professionalmente a campi elettromagnetici a bassissima frequenza (ELF: 50-60 Hz). In parecchi casi l'aumento del rischio è statisticamente significativo e si verifica a livelli di campo magnetico confrontabili con quelli presenti in alcune situazioni residenziali (0,2-5,0 microTesla).

- Sono stati identificati alcuni possibili meccanismi biologici d'azione dei campi elettromagnetici che potrebbero essere alla base dell'induzione di malattie neurodegenerative, eventualmente in associazione con fattori genetici predisponenti, in particolare quelli di seguito indicati:

1) alterazioni della sintesi dell'ormone epifisario melatonina, sostanza implicata nel controllo di molteplici funzioni neuro-endocrine;

2) induzione di “stress ossidativo” con conseguente aumento dei danni prodotti da radicali liberi sulle macromolecole biologiche;

3) modificazioni della permeabilità della membrana cellulare e conseguente alterazione del flusso di ioni biologicamente importanti, in particolare del Calcio;

4) modificazioni dell'attività elettrica cerebrale e della permeabilità della membrana emato-encefalica con conseguenti danni ai neuroni cerebrali e alterazioni del funzionamento dei neurorecettori e neurotrasmettitori cerebrali;

5) alterazioni del sistema immunitario.

In conclusione, tenuto conto della valenza che viene data agli studi sopra citati, ritengo probabile una correlazione causale tra esposizioni ambientali a campi elettromagnetici a bassissima frequenza (ELF: 50-60 Hz) e malattie neurodegenerative, in particolare per quanto riguarda le varie forme di sclerosi caratterizzate da alterazioni dei motoneuroni.

Padova, 10 Ottobre 2006 Prof. Angelo Gino Levis
ANGELO GINO LEVIS

Nato a Venezia nel 1937, laureato in Scienze Biologiche nel 1961. Dal 1963 al 1971 Prof. Incaricato e Docente di Citologia; dal 1966 Libero Docente in Genetica e Biologia Cellulare; dal 1971 Professore Ordinario e Docente di Citologia e successivamente di Citogenetica e di Mutagenesi Ambientale presso la Facoltà di Scienze mm.ff.nn. dell'Università di Padova. Docente del corso di Teratogenesi da Agenti Chimici presso la Scuola di Specializzazione in Tossicologia Medica (Fac. di Medicina) e, fin dalla sua istituzione, del Dottorato di Ricerca in Biologia Evoluzionistica dell'Università di PD. Nella stessa Università, dal 1978 al 1993, è stato Direttore prima dell’Istituto e poi del Dipartimento di Biologia. Invitato dall'OMS–Organizzazione Mondiale della Sanità presso l’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione a far parte dei gruppi di lavoro sulla tossicologia genetica dei metalli (I.A.R.C. vol. 23, 1980; vol. 49, 1990). È stato membro permanente, fin dalla fondazione (1977), della Commissione Tossicologica Nazionale del Ministero della Sanità. Socio dell'Associazione Genetica Italiana, co-fondatore nel 1983 dell'Associazione Italiana di Biologia Cellulare e nel 1991 della Società Italiana di Mutagenesi Ambientale. Membro del Comitato Scientifico di vari Centri Interdipartimentali ed Interuniversitari di Ricerca di Tossicologia e di Cancerogenesi Ambientale, e della rivista internazionale “Intern. J. of Environ. and Pollution”, pubblicata nel Regno Unito. E' autore di 375 pubblicazioni scientifiche su problemi di genetica cellulare e di mutagenesi ambientale, oltre a diverse monografie, più di metà delle quali sulle più qualificate riviste internazionali (1).

Dopo aver eseguito, negli anni '80, le prime perizie in Italia sui rischi sanitari correlati all' esposizione residenziale ad elettrodotti, dal pensionamento si dedica allo studio ed alla divulgazione degli effetti biologici e sanitari dei campi elettromagnetici e, nel 2002, ha partecipato alla fondazione dell'International Commission for the Electro-Magnetic Safety (ICEMS). Ha partecipato alla fondazione dell’Associazione di Promozione Sociale A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog), della quale è stato Presidente e, ora, è Vice-Presidente (www.applelettrosmog.it).

(1) Nature; Exptl. Cell. Res; Cancer Res.; Brit.J.Cancer; Radiation Res.; ,Progr.Biochem.Pharmacol.; Biochim. Biophys. Acta; Europ.J.Biochem.; Experientia; Chemico-Biol.Interact.; Mutation Res.; Toxicology; Carcinogenesis; Cancer Letters; Teratog.Carcinog.Mutag.; Environ.Molec.Mutag.; Europ.J.Cancer Prev.; Intern. J. Environ. Pollution; Intern.J.Environ. Health Res.; Environ.Technol.; Intern. J. Occup. Med. Toxicol. ecc.

Riferimenti Bibliografici (nell'ordine di citazione)

1. Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.), 1998. S. Lagorio, P. Comba, L. Iavarone, A Zapponi: "Tumori e malattie neurodegenerative in relazione all'esposizione a campi elettrici e magnetici a 50/60 Hz: rassegna degli studi epidemiologici"; 162 pag., 208 voci bibliografiche. Rapporti ISTISAN 98/31, Roma.

2. National Institute of Enviromental Health Sciences/ National Institute of Health (NI.E.H.S./ N.I.H), 1999. Health effects from exposure to power-line frequency electric and magnetic fields; 89 pag. 320 voci bibliografiche. N.I.H publication N° 99-4493; Research Triangle Park, N.C., U.S.A.

3. International Agency for Research on Cancer (I.A.R.C.), 2002. IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans, Vol.80: Non - ionizing radiation, Part 1. Static and extremely low frequency (ELF) electric and magnetic fields; 395 pag., 845 voci bibliografiche. W.H.O./I.A.R.C., Lyon, France.

4. Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.), 2004. N. Vanacore........, F. Gobba........ e P. Comba: "Approccio metodologico multidisciplinare allo studio degli effetti neurocomportamentali associati all'esposizione al campo magnetico a 50 Hz; 61 pag., 174 voci bibliografiche. Rapporti ISTISAN 04/1, Roma.


r.s. a cura della redazione ECplanet
http://www.ecplanet.com/canale/salute-7/tossicologia-94/1/0/28515/it/ecplanet.rxdf

domenica 9 ottobre 2016

iPhone - cuffie senza fili: un altro attacco alla salute



Pubblichiamo un articolo inerente ai danni alla salute causati dai campi elettromagnetici. Il tema non esula dalla questione di cui ci occupiamo, la biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche (chemtrails): è arcinoto ed assodato, infatti, che esiste un nesso, una micidiale sinergia tra composti tossici e frequenze elettromagnetiche.

Con squilli di fanfare, la Apple ha annunciato che l'iPhone 7 sarà disponibile con auricolari senza fili, abbandonando i tanto vituperati cavi sempre aggrovigliati degli auricolari convenzionali. Il nuovo modello denominato "AirPods," sarà resistente all'acqua e, nelle parole dell’Amministratore delegato della società, Tim Cook, è il primo passo per un "futuro wireless" (sic).

Tuttavia gli esperti mettono in guardia, ricordando che questi iPhone possono facilmente prendere fuoco e che emettono radiazioni pericolose all’origine di tumori cerebrali. L'iPhone comunicherà via Bluetooth direttamente con l’auricolare di destra che invierà un segnale Bluetooth separato all’auricolare di sinistra. Ciò significa che la radiazione che trasporta il segnale passa direttamente attraverso il cervello dell'utente.

Secondo la Apple, tutti i dispositivi Bluetooth emettono radiazioni a radiofrequenza (RFR) entro i limiti guida fissati dalla Federal Communications Commission (FCC), ma, secondo Joel Moskowitz della UC Berkeley School of Public Health e più di 200 scienziati che studiano gli effetti dei campi elettromagnetici sull’organismo, i limiti guida della FCC non sono affidabili.

"Stiamo scherzando con il fuoco," ha affermato Moskowitz "Siamo sul punto di installare un dispositivo a microonde vicino all’encefalo”. […]

Tradizionalmente, gli scienziati hanno sostenuto che le radiofrequenze non veicolano abbastanza energia per causare danni alle cellule ed al D.N.A., a differenza di quanto accade con le energie ionizzanti, quali quelle dei raggi X e delle radiazioni nucleari. Tuttavia ionizzanti o meno, una mole imponente di studi dimostra gli effetti negativi sulla salute dell'uomo e di altri esseri viventi esposti a radiofrequenze. […] Contrariamente alle affermazioni di rappresentanti del settore, gli studi hanno evidenziato che le radiofrequenze sono nocive. Per esempio, esse degradano la barriera emato-encefalica, consentendo in tal modo alle tossine di passare nel cervello. Questa è una delle maggiori preoccupazioni.

Anche se non conosciamo i rischi a lungo termine relativi all’uso dei dispositivi Bluetooth, perché qualcuno dovrebbe inserire dispositivi a microonde che irradiano campi elettromagnetici nelle orecchie, quando esistono modi più sicuri per usare un telefono cellulare? Nondimeno anche senza Bluetooth, qualsiasi uso del telefono cellulare è pericoloso. I telefoni cellulari funzionano anche tramite radiofrequenze, così come i contatori “intelligenti” e la connessione Internet wireless.

Un altro meccanismo attraverso il quale le radiofrequenze possono causare problemi di salute - tra cui il cancro - è stato identificato in uno studio del 2015 pubblicato sulla rivista “Biology elettromagnetics and Medicine”. I ricercatori hanno scoperto che le energie elettromagnetiche possono indurre stress ossidativo, una condizione in cui le difese dell’organismo sono indebolite, con la proliferazione di radicali liberi, molecole che danneggiano le cellule ed il D.N.A. e che sono considerate tra le principali cause di neoplasie, malattie cardiache, demenza e di numerosi altri problemi di salute.

In effetti, tutti gli studi che hanno dimostrato preoccupazioni per la salute in ordine alle radiazioni del telefono cellulare, si applicano ugualmente al Bluetooth e quindi all’AirPods della Apple. Così i potenziali acquirenti dovrebbero essere preoccupati per i risultati dello studio Interphone finanziato dall’industria nel 2010: il dossier ha rilevato aumenti drammatici del rischio di tumori cerebrali, del nervo acustico e neoplasie della ghiandola parotide tra le persone che avevano impiegato telefoni cellulari per dieci anni o più nonché rischi ancora più elevati tra coloro che hanno cominciato ad usare il cellulare prima dei vent’anni. All'inizio di quest'anno, scienziati provenienti da tutti gli Stati Uniti si sono radunati in una conferenza pediatrica a Baltimora per dichiarare che non è più in corso alcun dibattito sul legame tra tumori cerebrali e campi elettromagnetici. "Le prove sono schiaccianti: i cellulari sono all’origine di tumori encefalici", ha dichiarato il dottor Devras Davis, presidente della Environmental health trust.

Fonte: Naturalnews.


NIH National Toxicology Program Cell Phone Radiofrequency Radiation Study

Traduzione a cura di Tanker enemy. Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

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domenica 5 aprile 2009

Bruxelles lancia l'allarme sull'inquinamento elettromagnetico

L'articolo che proponiamo, tratto dal sito Megachip, è un campanello d'allarme sul pericolo costituito dai campi elettromagnetici artificiali: in verità, i ripetitori che vengono installati in ogni dove, soprattutto - non è un caso - vicino ad asili, scuole, ospedali, abitazioni..., più che alle esigenze della telefonia mobile, servono al controllo mentale, a causare varie malattie tra la popolazione (anche tumori). Non dimentichiamo che i sistemi wireless, ossia basati sulla trasmissione di segnali senza filo, sono funzionali alla "gestione" delle nano-strutture distribuite con le scie chimiche. Queste nano-strutture, causa del morbo di Morgellons, ricevono ed inviano segnali trasmessi nell'etere. L'allarme lanciato dai parlamentari europei si riferisce solo alla punta del'iceberg ed ai fini ufficiali della tecnologia in oggetto. Risulta ambigua anche la richiesta di un Piano territoriale per lo sviluppo delle antenne, quando sarebbe necessario smantellarne la maggior parte.

Ringraziamo la gentilissima Giovanna D., cofondatrice del Comitato Tanker enemy, per la segnalazione.



"Telefoni G.S.M., Wi-fi e reti elettriche emettono onde elettromagnetiche potenzialmente rischiose per la salute, specie per i giovani". Il Parlamento europeo sollecita la revisione dei limiti dell'esposizione della popolazione e la pubblicazione di una guida sulle opzioni che la riducono. Chiede poi di allontanare i ripetitori ed i tralicci da scuole e ospedali, di pubblicare mappe sull'esposizione, di condividere antenne etrasmettitori tra gli operatori, di avviare campagne di sensibilizzazione e di rafforzare la ricerca.



Approvando con 559 voti favorevoli, 22 contrari ed 8 astensioni la relazione di Frédérique RIES (Alde/Adle, Be), il Parlamento osserva anzitutto che i campi elettromagnetici "esistono in natura e sono sempre stati presenti sulla terra", ma l'esposizione è aumentata costantemente a causa della domanda di elettricità e dell'avvento di tecnologie senza filo più avanzate. Esorta a rivedere ed a informare il Parlamento circa il fondamento scientifico e l'adeguatezza dei limiti fissati dalla raccomandazione relativa alla limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz. Gli stati membri e gli enti locali e territoriali sono anche "invitati a creare un sistema unico di autorizzazione all'installazione di antenne e ripetitori nonché ad inserire tra i piani di urbanizzazione anche un Piano territoriale per lo sviluppo delle antenne".

Infine, esorta la Commissione e gli stati membri ad aumentare i finanziamenti per la ricerca. Propone quindi alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di impiegare i finanziamenti delle reti transeuropee nel settore dell'energia per esaminare gli effetti dei campi elettromagnetiche a frequenze molto basse, segnatamente nelle linee elettriche. I deputati propongono di inserire nella politica dell'Unione europea sulla qualità dell'aria lo studio degli elettrodomestici "senza filo", ad esempio il Wi-fi per l'accesso ad Internet ed il telefono digitale chordless "Dect", che espongono i cittadini a un'emissione continua di microonde.

Tratto da: www.rainews24.it
Leggi qui l'articolo pubblicato su Megachip



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martedì 30 giugno 2015

Il wi-fi sta uccidendo gli alberi: lo dimostra un recente studio



Una recente ricerca riguardante gli effetti delle radiazioni wi-fi sugli alberi - sì, gli alberi - indica che i nostri amici di legno possono essere molto più vulnerabili di noi. Gli alberi non possono nemmeno godere dei benefici delle connessioni wi-fi (sic).

L’indagine, condotta dall'Università di Wageningen (Paesi Bassi), ha accertato che la flora in aree ad alta attività wi-fi (zone urbane, in particolare) è affetta da sintomi che non possono essere legati ad attacchi batterici né virali. I sintomi più frequenti sono il “sanguinamento”, fessure nella corteccia, la morte di parte del fogliame ed anomalie nella crescita.

Per verificare l'ipotesi secondo cui i danni sono provocati dai campi elettromagnetici, i ricercatori olandesi hanno usato dei frassini, esponendoli a vari tipi di radiazioni per tre mesi. I frassini esposti ai segnali wi-fi hanno mostrato segni rivelatori di danni da radiazioni elettromagnetiche, tra cui una specie di scintillio sulle foglie, sintomo che indica la loro morte imminente. Nei Paesi Bassi, circa il 70 per cento degli alberi urbani soffre di “avvelenamento” da campi elettromagnetici: cinque anni fa era il 10 per cento.

Naturalmente, gli alberi in ambienti rurali o montani non sono colpiti (non ne saremmo così sicuri, n.d.t.), ma le piante decidue in tutto il mondo occidentale potrebbero essere un giorno o l’altro interessate dal problema.

I ricercatori hanno in programma diverse altre ricerche per comprendere le ripercussioni precise delle radiofrequenze sulla vita vegetale. Nel frattempo, gli specialisti non suggeriscono alcuna risoluzione preliminare.

Fonte: popsci.com

A proposito delle conseguenze del binomio scie chimiche-campi elettromagnetici su tutti gli esseri viventi, si legga W. Thomas, “Le scie chimiche, il wireless e tu”, fondamentale articolo di cui è riportato uno stralcio nel volume "Scie chimiche - La guerra segreta", 2015 n.d.t.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 5 marzo 2013

Le scie chimiche, il wireless e tu (articolo di William Thomas)

La prossima volta in cui userete un cellulare e vedrete i pennacchi delle scie chimiche, potreste decidere di terminare la chiamata. Se individuerete dei ripetitori, dei trasmettitori sui tetti o linee ad alta tensione di alimentazione nell’arco di un miglio della vostra posizione, potreste desiderare di sgomberare la zona immediatamente. Una volta a casa, si sarà tentati di disconnettere in modo permanente tutti i dispositivi wireless, tra cui computer e router "always-on", i supporti per i telefoni chordless, perché quello che si vede nel cielo è ciò che si respira. E’ probabile che stiate respirando bario da più di un decennio.


Il bario conduce l’energia elettromagnetica

La colpa è del Capitano James Kirk. Da quando il capitano Kirk fu teletrasportato sulla superficie di un pianeta alieno ed estrasse il suo comunicatore portatile, tutti ne desiderarono uno. Le compagnie telefoniche ci ammannirono i cellulari, insieme con i messaggi compulsivi, i video in streaming, i giochi telematici ed i servizi bancari on line, insomma la Rete e molto altro ancora.

Ci sono voluti più di vent’anni per connettere il primo miliardo di abbonati, ma solo altri quaranta mesi di tempo per collegare il secondo miliardo. Il 3.000.000.000 utente è entrato in possesso del cellulare appena ventiquattro mesi dopo.

Mai prima nella storia umana tanti uomini hanno abbracciato una tecnologia così rischiosa e così in fretta. Solo a Toronto sono installate 7.500 torri di telefonia mobile. Negli Stati Uniti sono oltre 190.000.

Telefoni cellulari e "reti cellulari" sono definiti così non in modo casuale. Ogni trasmissione distrugge le cellule direttamente. Gli esseri umani sono sistemi bioelettrici. I nostri cuori e cervelli sono regolati da segnali interni bioelettrici. I campi elettromagnetici artificiali sono in grado di interagire con i processi biologici fondamentali nell’organismo umano, affermano gli specialisti di “BioInitiative”.

Come sostiene l’esperto di tecnologie militari, Barry Trower, un oceano invisibile di onde elettromagnetiche, di onde radio, di frequenze radar e di trasmissioni televisive, di stazioni radiobase, di reti intelligenti e di cavi elettrici aerei sommerge tutto quanto: edifici, elettrodomestici, pioggia, neve, vetro. Le onde elettromagnetiche sono veicolate dal particolato conduttivo deliberatamente disperso nella biosfera.

Tu sei un’antenna

Un essere pieno d'acqua in posizione verticale è un'antenna. Dal momento che tutti gli elettroni in movimento generano corrente elettrica, tutte quelle onde elettromagnetiche, inondando la nostra vita di tutti i giorni, passano nel nostro corpo, in cui ognuno di essi produce una corrente elettrica. Queste correnti elettriche indotte modificano la carica con cui il nostro organismo, inteso come realtà bioelettrica, opera per mantenere la nostra salute e vitalità.


Cefalea e wireless

I mal di testa sono causati dalle microonde: esse sono particolarmente dannose poiché attraversano la barriera emato-encefalica. [Electronics Australia Magazine Feb/00]

Con un decimillesimo di watt, la barriera emato-encefalica si apre e le proteine del sangue all'interno interrompono segnali del cervello ed iniziano ad uccidere le cellule cerebrali. Un telefono cellulare trasmette tipicamente a 2 watt.

Dopo soltanto due minuti di impiego d’un telefono cellulare o seduti vicino a un router wireless oppure ad un notebook collegato in wireless o ad un telefono senza fili, si altera l’attività elettrica degli ioni calcio nella barriera emato-encefalica. In questo modo le proteine e le tossine del sangue entrano nel cervello. Il Dr. Leif Salford ha trovato un "numero impressionante di cellule neuronali morte”, in conseguenza di una singola chiamata al cellulare.

Non bisogna stupirsi: si determinano difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, comportamento aggressivo, invecchiamento accelerato, una ridotta capacità di apprendimento e la demenza, il morbo di Alzheimer ad esordio precoce, il Parkinson, fibromialgia, sclerosi multipla e gliomi (tumori cerebrali).

"Esiste una forte evidenza che le microonde sono associate all'invecchiamento accelerato (morte cellulare e cancro) depressione, suicidio, impeti di collera, violenza, in primo luogo attraverso l'alterazione dell’equilibrio degli ioni di calcio nelle cellule e lo squilibrio della melatonina nonché della serotonina", scrive il ricercatore neozelandese, Dr. Neil Cherry, esperto in elettrosmog.

Così lontano così cattivo

Mentre centinaia di milioni di tossicodipendenti wireless insistono sul fatto che nulla di negativo sta accadendo, gli effetti di questa piaga invisibile si aggravano. Negli Stati Uniti, un bambino su sei soffre attualmente di disturbi neurologici. Con le reti 4G tanto decantate e con i nuovi dispositivi LTE, "che producono una forma d'onda in grado di massimizzare l'assorbimento di radiazione per 3-6 anni", scrive Simon Best, la situazione peggiora di giorno in giorno.

Se l’elettrosmog fosse visbile, esso creerebbe una nebbia, simile a quella che copre ed ammorba Shangai. Basta aggiungere il micro-particolato della geoingegneria ed una persona su tre può aspettarsi di contrarre l'asma.

Le basse frequenze sono direttamente connesse all’epidemia di demenza che minaccia di far fallire il Canada, gli Stati Uniti e gran parte del mondo nel giro di pochi decenni.

"Il problema delle cure mediche è un disastro che va di là da tutto ciò che è stato affrontato durante l’intera storia dell'umanità", dichiara il Dottor Barry Greenberg di Toronto.

"Il sistema dell’assistenza sanitaria è destinato alla bancarotta entro il 2050, se non si troverà un modo per ritardare o trattare la malattia di Alzheimer", dichiara l’esperta statunitense, Kathleen Sebelius.

A più di un bambino su dieci negli Stati Uniti è diagnosticato un deficit di attenzione ed iperattività.

L’aumento del 6000% di diagnosi di autismo negli ultimi anni va di pari passo con la proliferazione di reti wireless e di vari gadget elettronici.

Il periodo 1980-2000 ha visto un incremento di quasi il 50% del numero di nuovi casi di tumori maligni al cervello.

Chi comincia ad usare i dispositivi senza fili a qualsiasi età si può aspettare un rischio del 500% di sviluppare il cancro al cervello entro dieci anni - anche prima per i bambini. L’uso di telefoni cellulari e di chordless è ancora più nocivo.

“Il rischio che i tumori all’encefalo si conclamino in utenti di cellulari entro dieci anni, anche se possono avere una una latenza di quaranta, è profondamente inquietante" dichiara preoccupata la Dottoressa Devra Davis. [[MSN 7 Giugno / 04; Globe & Mail 24 settembre / 10]


Addio, bambini

Fino al 16% delle coppie in America settentrionale sta già sperimentando l'infertilità: è quasi un raddoppio dal 1992. Nella città di Nuova Dheli, costellata di antenne per i cellulari, una coppia su quattro non riesce a concepire, dopo aver provato per due anni o più. I gameti maschili sono indeboliti e danneggiati. Al ritmo attuale, il numero dei gameti maschili precipiterà a zero entro il 2048.


Barium blues

Quasi dall'inizio della scoperta delle scie chimiche, Clifford Carnicom ha cominciato a documentare alti livelli di sali di bario reattivi che cadevano e cadono dal cielo su Santa Fe, Nuovo Messico. Carnicom ha sostenuto che questi sali stanno rendendo il suolo conduttivo.

Aveva ragione. Nell'autunno del 2002, un paesaggista cominciò a notare nella città di Edmonton che sia i fiori sia gli alberi manifestavano gravi carenze nutrizionali. Norme precise pongono come limite per la conducibilità elettrica un valore non superiore ad 1 nei terreni locali, ma Dave Dickie ha esaminato campioni di terreno, rilevando valori 4,6-7 volte superiori al limite massimo ammissibile.

Dickie si chiede se i livelli elevati di conducibilità nel terreno, dovuti ai metalli, possano essere all’origine della clorosi. Test di laboratorio su campioni di neve raccolti in un contenitore sterilizzato hanno confermato elevati livelli di alluminio e di bario.

Le piante ed i pesci morti in California denotano livelli anormalmente elevati di bario e di alluminio. A Lake Shasta, Francis Mangels, biologo che ha lavorato per il Servizio forestale statunitense per trentacinque anni, osserva – ci ricorda Dane Wingington - che l'alcalinità del suolo è superiore al normale di dieci volte, a causa dell’ossido di alluminio.

Dane Wigington riferisce che i normali livelli di ossido di alluminio della neve nel Monte Shasta sono di mezza unità. L’alluminio ammissibile nell'acqua potabile è di 50 unità. Le autorità hanno portato questo limite a 1.000 unità di alluminio. Le analisi condotte dall’E.P.A. sulla neve del Monte Shasta (California) hanno individuato 61.100 unità!

Nel luglio 2001 i funzionari dello stato della California ancora non riuscivano a spiegare per quale ragione i livelli di bario fossero quasi raddoppiati dal 1991. Non erano in grado di giustificare elevati livelli di bario nel suolo e nell'acqua, quando l'inquinamento industriale da bario è quasi del tutto scomparso.

Nel marzo del 2002, due scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory presso la base di Wright Patterson (aviazione militare), hanno rivelato al pluripremiato giornalista Bob Fitrakis di essere stati coinvolti in due programmi di irrorazione aerea. Sono diffusi ossidi di alluminio in atmosfera per riflettere la luce solare in entrata e mitigare il riscaldamento globale (versione di copertura, n.d.t.). E’ attuata anche la dispersione di stearato di bario per agevolare le comunicazioni militari "oltre l'orizzonte", la mappatura tridimensionale del territorio e per le trasmissioni radar (Progetto R.F.M.P. e sottotprogetto V.T.R.P.E.). [1] I due scienziati hanno anche confermato che le trasmissioni H.A.A.R.P. vengono usate per deviare la corrente a getto.

Nel 2008, un servizio televisivo di una rete, la KSLA della Louisiana, ha focalizzato l’attenzione sul bario, che la stazione ha definito "marchio di garanzia delle scie chimiche." Le analisi condotte per conto della KSLA denotano livelli di bario di 6,8 ppm, ovvero "più di sei volte la soglia già tossica fissata dall'E.P.A.". Il Dipartimento della qualità ambientale della Louisiana ha confermato che gli ingenti tassi di bario erano "molto insoliti".

Due anni più tardi, i livelli di alluminio e bario hanno subito un’impennata pure in Arizona. Le seguenti prove di laboratorio indicano quante volte sono superati i limiti consentiti per legge:

Alluminio: 15.8x
Bario: 5,3 x


Clifford Carnicom afferma ora che la quantità di bario nella nostra atmosfera supera di otto volte il livello considerato sicuro per gli esseri umani. Gli animali più piccoli sono semplicemente spacciati. Siamo prossimi ad una grande sesta estinzione.


Malattie connesse alle scie chimiche ed alle microonde

Embrioni, feti, neonati e bambini sono particolarmente vulnerabili agli impulsi dei segnali wireless, che penetrano direttamente attraverso gli organismi in rapido sviluppo ed attraverso il cervello.

"I bambini che sono stati esposti a telefoni cellulari prima e/o dopo la nascita tendevano ad avere una maggiore prevalenza di sintomi emotivi, problemi comportamentali, disattenzione, iperattività e problemi con i coetanei", spiega il Professor Kjell Mild, svedese, esperto in elettrosmog. I bambini e gli adolescenti hanno cinque volte più probabilità di sviluppare il cancro al cervello (gliomi ed astrocitomi), se usano i telefoni cellulari.

Le patologie dovute alle microonde suscitano preoccupazione nei paesi in cui sono state introdotte le tecnologie wireless. "Hot spot" sono Svezia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Austria, Grecia ed Israele.

I dati raccolti dal governo svedese hanno appurato che l'introduzione della tecnologia cellulare a livello nazionale nel 1997 ha coinciso con un aumento allarmante del cancro alla prostata, di tumori cerebrali, di melanomi e neoplasie polmonari. Ha anche provocato un’epidemia di Alzheimer, incidenti stradali, elevati tassi di assenza per malattia e patologie cardiache soprattutto fra i bambini e gli adolescenti.

250.000 Svedesi sono oggi invalidi a causa di malattie collegate alle microonde. Le scie chimiche sono naturalmente diffuse anche nei paesi succitati.

Le patologie provocate dalla perniciosa sinergia microonde-scie chimiche sono le seguenti:

• dolori articolari
• attacchi d’asma
• cefalee feroci
• improvvisi capogiri
• eruzioni cutanee e piaghe
• disturbi gastro-intestinali
• tosse secca persistente
• incapacità di concentrarsi o di ricordare anche cose semplici
• aritmie cardiache

"I telefoni cellulari hanno goduto di un’eccezionale libertà per opera delle atorità preposte alla protezione della salute e dell’ambiente", ha commentato il Dottor John Wargo, professore di rischio ambientale all'Università di Yale. Proprio come le scie chimiche.


Il bario: vicini al baratro

Dopo aver ricevuto alcuni riconoscimenti europei per i suoi progetti inerenti all’uso dell’energia solare, l'ex attivista di “Greenpeace”, Werner Altnickel, ha cominciato a denunciare la Geoingegneria come tecnica ufficialmente volta a rallentare i cambiamenti climatici, ma che sta rendendo l’atmosfera sempre più elettroconduttiva (La verità è la seguente: è proprio la Geoingegneria ad essere all'origine degli attuali sconvolgimenti climatici, n.d.t.).

Sulla base di un’attività nota come V.T.R.P.E., l'U.S.A.F. continua a diffondere bario nell'atmosfera per le trasmissioni militari oltre l’orizzonte. Anche se le onde wireless commerciali non sono condotte come segnali coerenti assieme alle chemtrails che sono, invece, specificamente "sintonizzate" su frequenze H.A.A.R.P., tutte le operazioni commerciali a radio frequenza e le microonde creano comunque una sinergia con la miscela bario-stronzio delle scie chimiche.

Se pensate che questo coacervo di radiazioni elettromagnetiche sia fin troppo dannoso per ogni organismo, avete ragione. Già nel 1971, un documento recentemente declassificato della Marina statunitense indicava più di 2.300 studi che descrivono gli effetti sulla salute delle radiazioni a microonde. Oggi più di 6.000 ricerche epidemiologiche collegano i campi wireless ed altre frequenze elettromagnetiche a più di 122 effetti biologici.

Il bario altamente conduttivo delle scie chimiche propaga e rafforza le trasmissioni militari, creando “strati conduttivi” che amplificano i livelli già pericolosamente alti di radiofrequenza e microonde, originate dagli onnipresenti trasmettitori UMTS, dagli apparati radio-televisivi, dai radar civili e militari e dalle cosiddette "reti intelligenti".

Il ricercatore della Pioneer, Dottor George Carlo, ha guidato la prima vasta ricerca sulle radiazioni wireless per conto della Motorola dal 1993 al 1999, ma ha perso i finanziamenti a causa delle sue allarmanti scoperte.

In una comunicazione ad un altro ricercatore, il dottor Carlo asserisce: “Le radiazioni elettromagnetiche tendono a creare una sinergia con i pesticidi, le scie chimiche, i vari inquinanti etc. Sono insulti al sistema immunitario che si impegna in una forte compensazione biologica per tentare di rintuzzare questo attacco. I campi elettromagnetici fiaccano la capacità di ripristinare l’equilibrio biochimico, per cui l’essere vivente soccombe in modo più rapido". [Vedi “The Age of wireless” di William Thomas]


E adesso?

Le cose non stanno migliorando. Mentre le nazioni dell'Unione europea cominciano a promulgare delle norme per ridurre l'esposizione alle sorgenti wireless (eccetto l’Italia, n.d.t.) sulla scorta dello studio condotto da “BioInitiative”, il lancio globale del wireless per i contatori intelligenti (l’autore si riferisce all’Energy box, n.d.t.) e le loro reti di supporto a microonde rischiano di spingere i livelli di esposizione di là da ogni sopportazione umana. [Tyee 9 agosto /2011]

L'esposizione a radiazioni a microonde ed onde radio, provenienti da questi contatori, è involontaria e costante. Infatti, a differenza dei telefoni cellulari e di altri apparecchi wireless, non è possibile disattivare i contatori intelligenti. Questi apparati emettono frequenze pericolose quasi ininterrottamente, giorno e notte, sette giorni su sette. Esiste un programma per l’installazione di 603 milioni di contatori intelligenti in tutto il mondo: nel corso dei prossimi cinque anni aumenterà a dismisura l’elettrosmog a causa di miliardi di nuovi trasmettitori, mentre la geoingegneria diventerà ancora più implacabile.

“L'esposizione ai campi elettrodinamici è sempre maggiore”, sottolinea il Dottor Poki Namkung, amministratore della Santa Cruz County Health. "Non esistono norme di sicurezza in grado di difenderci dall’esposizione a lungo termine a campi elettromagnetici o a fonti multiple”.

Per gestire tutto il traffico wireless dei contatori intelligenti ed aggiornare costantemente le applicazioni Android di quarta generazione LTE a 4GHz, sono stati elevati i limiti di emissione, mentre, in questo modo, si limitano ulteriormente le nostre capacità di difesa.

(Una norma contenuta nel “decreto sviluppo” approvato dal Governo italiano nello scorso ottobre 2012, innalza del 70% i limiti degli impianti di telefonia mobile e del 30% quelli di radio e televisioni. Sarà così possibile navigare in Internet con il proprio smartphone e questo porterà ad una “necessaria invasione” di nuove antenne. Sulla scorta di ciò, verranno installati 15-20.000 nuovi impianti nei prossimi due anni, n.d.t.).

La bassa frequenza del protocollo 4G LTE vanta ancora più alti "tassi di penetrazione" in edifici e negli organismi viventi, rispetto alle microonde di frequenza più alta. Infine è già prossimo il protocollo 5G.

Ad oggi, nessuna agenzia o organizzazione sta esaminando gli effetti delle scie chimiche elettricamente conduttive sui centri abitati, già sature di trasmissioni elettromagnetiche.

Per gli abitanti delle città e sempre più anche per i residenti nelle zone rurali, l'esposizione giornaliera alle radiazioni è più di 100 milioni di volte superiore a quella rilevabile ai tempi dei nostri nonni. Come scrive Simon Best: "Certo, se i telefoni cellulari fossero stati un nuovo farmaco, non sarebbero mai usciti dal laboratorio".


Scie chimiche e campi elettromagnetici sono sinergicamente collegati

Dal mese di ottobre 2002, l’appello di Friburgo è stato firmato da oltre 6.000 medici ed operatori sanitari che chiedono al governo tedesco di rivedere gli standard di sicurezza per i wireless e di vietare i telefoni portatili (chordless).

Sulla base dall’allarme di Friburgo, il Rapporto di “BioInitiative” denuncia che 165 milioni di Europei soffrono di disturbi cerebrali: il Consiglio europeo ha stabilito che i telefoni cellulari ed i computers con connessione wireless ad Internet rappresentano un serio rischio per la salute umana. Nel maggio 2011, il Consiglio d'Europa ha iniziato a rimuovere tutti i dispositivi Wi-Fi dalle scuole. [Reuters 4 settembre / 11; Telegraph 24 maggio / 11]

Oggi gli esperti di campi elettromagnetici di caratura internazionale come il Dottor George Carlo, il Dottor Olle Johansson, il Dottor Leif Salford, il Dottor Neill Cherry, il Dottor Robert Becker, il Dottor David Carpenter e molti altri stanno pubblicamente lanciando l’allarme. Essi avvertono che saturare il nostro pianeta con onde elettromagnetiche di differente lunghezza e frequenza porterà alla decerebrazione degli esseri viventi, all’infertilità maschile e femminile e infine all'estinzione della razza umana.

Ciò è destinato ad accadere, se non si riuscirà ad arrestare la mortale sinergia tra la dispersione di composti elettroconduttivi e l’irradiazione di campi elettromagnetici.


William Thomas 21 febbraio 2013

Traduzione per Tanker Enemy a cura di Antonio e Rosario Marcianò - Fonte: Geoengineeringwatch.org

Leggi QUI l'articolo originale in versione PDF.


[1] La dispersione nell'atmosfera di metalli elettroconduttivi ed igroscopici, soprattutto il bario, si lega ad un sistema integrato che implica l'uso di aerei AWACS, di satelliti in orbita geostazionaria e di radar VLF ed ELF a terra. Gli AWACS sono dotati, dal 2003, grazie ad un contratto con la società MITRE, di sofisticate apparecchiature elettroniche che consentono di riprodurre il territorio in modalità tridimensionale. Ci riferiamo al Progetto RFMP, un programma appunto basato sulla connessione tra diffusione di sali di bario e specifiche esigenze legate alle comunicazioni radar e satellitari di ultima generazione, atte alla scansione e mappatura elettronica di intere regioni a fini strategici. Il progetto della Marina militare statunitense RFMP, ovvero "Pianificatore delle frequenze radio di missione", è il nome di sistema dato ad un gruppo di programmi informatici. Uno dei sottoprogrammi, nell'ambito di tale sistema, è il VRTPE che consente di osservare su un monitor il campo di battaglia in una configurazione tridimensionale. Il sistema RFMP dipende dai satelliti per ricavare e caricare le immagini del terreno di combattimento, per poi combinarle con l'immagine ripresa a terra, producendo così rappresentazioni tridimensionali. Il sistema RFMP funziona adeguatamente solo sull'acqua e lungo le linee di costa, ma non sulle masse terrestri, perché il radar per operare al meglio, ha bisogno di condizioni atmosferiche particolari. I militari hanno risolto questo problema, impiegando squadriglie di aerei che rilasciano nell'atmosfera una miscela di sali di bario, così da creare un canale per le frequenze radio. Ciò produce un ambiente adatto alla trasmissione di onde radio per il sistema RFMP/VRTPE.


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domenica 29 aprile 2007

PROGETTO PANDORA - Sviluppo di armi non letali e devastazione ambientale

Dagli anni '60 ad oggi, i programmi finalizzati all'annichilimento psichico del nemico, militare e civile.

Sebbene il diffondersi di armi ad onde di frequenza, bioenergetiche o psicotroniche sia stato a lungo ignorato dai mezzi d'informazione, negli ultimi decenni scienziati e ricercatori hanno scritto volumi e prodotto documentazioni sugli sviluppi e sull'impiego di sistemi d'arma "non-letali". Libri, articoli e saggi non specialistici, a disposizione del pubblico, coprono quattro decadi, dimostrando l'esteso interesse delle Forze armate e delle agenzie d'intelligence USA e dell'ex Unione Sovietica nella materia. Il Dott. Richard Cesaro, direttore dell'Advanced Sensor Program (Programma Sensori Avanzati),del Defence Advanced Research Projects (Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata della Difesa - DARPA) USA, venne ingaggiato nel 1965 per dare il via ad un progetto denominato inizialmente Pandora e negli anni seguenti noto come Progetto Bizarre.

Sul lavoro, cui collaboravano specialisti del calibro di Allan Frey, Joseph Sharp, James C. Lin, R.J. MacGregor, Milton Zaret, Ross Adey, Janet Healer, Sam Koslov, è stato generalmente mantenuto un rigoroso silenzio. Al Progetto Pandora, finanziato da tasse governative, presero parte oltre ai servizi segreti, istituzioni militari ed accademiche, corporazioni ed agenzie private. Prima, durante e dopo gli anni 1965-70 i cardini del programma erano:

Impiego a distanza delle microonde per interferire con le funzioni neuro-elettriche umane e provocare effetti sul sistema nervoso centrale.
Utlizzo delle microonde per creare specifici effetti sugli organi, come disfunzioni cardiache, lesioni o necrosi dei tessuti interni con distruzione delle funzioni metaboliche.
Manipolazione dei campi elettromagnetici per provocare il condizionamento a distanza, operando sulla sfera emotiva. Inducendo ad esempio iper-eccitazione, stress subliminale, intemperanze comportamentali, aumento di suggestionabilità, tramite inibizione delle funzioni più elevate, ecc.
Il Progetto Pandora analizzò le possibili applicazioni delle frequenze biologiche come "input informativi" diretti (di sentimenti o di emozioni) e per rinforzare i ritmi cerebrali associati con il condizionamento e l'elaborazione di dati. Vennero, inoltre, studiati e potenziati i diversi metodi di trasmissione delle frequenze elettromagnetiche e di microonde, senza dover disporre di un equipaggiamento situato in prossimità del bersaglio (v. box Persinger).

Guerra psichica

Nel libro "Mind Wars" (Guerre Mentali, 1984) dell'ex corrispondente dal Pentagono Ronald M. McRae, si legge: "Determinate combinazioni di ampiezza e di continuità delle radiazioni elettromagnetiche esterne, comprese nel raggio di frequenza delle onde cerebrali, sono capaci di aggirare il meccanismo sensoriale esterno di alcuni organismi, inclusi gli esseri umani, e di stimolare direttamente le strutture neurali di livello più elevato nel cervello. Questa stimolazione mentale elettronica produce cambiamenti mentali a distanza, come allucinazioni e simili…".
Per McRae, poiché i livelli di energia sono minimi nelle radiazioni a frequenza estremamente bassa (Extremely Low Frequency-ELF), il cervello può confondere il segnale esterno con il proprio, imitarlo (un processo noto come allenamento bioelettrico) e rispondere ai cambiamenti. In un articolo di Robert O. Becker del Gennaio 1992, intitolato "Electromagnetism and Psi Phenomena" (Elettromagnetismo e fenomeni Psi) pubblicato sul "The Journal of the American Society for Psychical Research", Becker espone: "La conoscenza delle frequenze magnetiche operative e dei meccanismi per codificare informazioni all'interno di esse, consentirebbe di inserire informazioni direttamente nella coscienza senza che una persona ne sia consapevole: le probabilità che tale potere venga usato nel modo sbagliato sono enormi"

Il geniale inventore e scienziato Nikola Tesla dichiarava in un'intervista per il New York Times, già nel Novembre 1915,che in un prossimo futuro le guerre sarebbero state condotte con l'uso di onde elettriche al posto degli esplosivi. Nove anni più tardi, un articolo comparso sulla Colorado Springs Gazette riportò che lo scienziato "aveva inventato il primo raggio letale invisibile, capace di bloccare gli aeroplani in volo…". Tutta la documentazione relativa alle ricerche ed agli esperimenti di Tesla è in possesso dell'esercito USA, come conferma lo scrittore Michael Hutchinson nel suo libro "Megabrain" del 1986: "Il governo americano, fin dal 1940, ha condotto un'intensa ricerca nel campo della 'guerra psichica', applicando tecnologie alla mente." Non sorprende dunque, come riporta l'americana Linda Hunt nel suo libro "Secret Agenda", che l'esercito USA reclutasse scienziati tedeschi del calibro di Kurt Rahr nel Settembre 1947 perché lavorassero sui progetti segreti nel campo delle frequenze elettroniche. Eppure Rahr era un nazista e rappresentava "una minaccia assoluta per la sicurezza degli Stati Uniti".

Dispositivi anti-sommossa

Prendiamo la seguente notizia apparsa sull'Earth Island Journal ed intitolata "Blinded by the Light" (Abbagliati dalla Luce): "Il Laser Focus World riferisce che la compagnia Lockheed Sanders ha sviluppato un'arma 'difensiva' laser destinata all'esercito. Oltre ad abbacinare i soldati nemici in azione, il PLQ-5 può anche venire applicato ad un fucile M-16 ed essere usato come 'congegno anti-sommossa' per immobilizzare contestatori civili". Alle lunghezze d'onda cui è sensibile l'occhio, il non-letale PLQ-5 può risultare dannoso e potenzialmente mortale quanto un proiettile. Sono armi in grado di accecare migliaia di rivoltosi in pochi secondi, agendo in maniera simile allo scanner per i codici a barre in uso nei supermercati.

In base ai programmi per la difesa, l'Esercito degli Stati Uniti avrebbe iniziato a dotare le truppe di armi laser nel 1995. Il 30 Giugno del 1992 venne pubblicato "The Soldier as a System" (Il soldato come sistema), dove si dichiarava che: "Il ramo Ricerche e Tecnologia dell'esercito sponsorizzava 42 laboratori e centri di ricerca e sviluppo, impiegando approssimativamente 10.000 scienziati ed ingegneri. Il budget annuale di 1,3 miliardi di dollari è solo una piccola parte dell'intera spesa per la ricerca sostenuta dal Dipartimento della Difesa (DoD)".
Del resto, esperti, giornalisti ed ex-ufficiali dei servizi segreti concordano su un punto: armi cosiddette non-letali esistono già da tempo e verrebbero impiegate su "bersagli" americani e stranieri, sia in contesti militari che civili.

Nei primi anni '90: nelle desolate lande del New Mexico e negli Stati del Michigan e del Texas, un fenomeno inspiegabile avrebbe sconvolto la tranquilla vita della gente. Qualcosa sembrava pulsare nei cuori delle persone, qualcosa che tormentava i residenti con insonnie, emicranie, nausee e disturbi nervosi, che scomparivano "magicamente" non appena ci si allontanava dalla zona interessata. Il fenomeno divenne noto come "The Sound", Il Suono. La Fondazione Phoenix, guidata dal direttore esecutivo Jim Moore, nel 1992 venne convocata dagli abitanti di Taos, una cittadina del New Mexico, per indagare sull'origine del Sound. Dana Hougland, ingegnere del suono della David L. Adams Associates Inc. di Denver e membro della Fondazione, intervenne con il proprio equipaggiamento e dopo attenti rilevamenti identificò il suono come una potente pulsazione a frequenza passante da 17 a 70 hertz. Negli Stati Uniti, l'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha classificato tali frequenze come "psicoattive", sottolineandone i pericolosi effetti biologici. Le ripercussioni furono gravi sia per gli abitanti, sia per i giornalisti di un giornale locale che vennero dissuasi con minacce telefoniche e lettere minatorie ad insistere da ulteriori ricerche.

Tutti i tentativi di localizzare la fonte del fenomeno, apparso improvvisamente nel Giugno '91, fallirono. Il ricercatore Bill Hamilton è convinto dell'esistenza nel sottosuolo degli USA di enormi basi, dove militari lavorerebbero congiuntamente ad esperimenti segreti. È possibile che tali installazioni abbiano a che fare con il suono? In effetti, Moore si accorse, posizionando una mappa delle aree interessate dal fenomeno su una cartina delle presunte basi sotterranee, che le località coincidevano quasi perfettamente! Una, presso Groom Lake [] nel Nevada. Hamilton ritiene che il governo abbia ideato un'arma - ad onde elettromagnetiche a frequenze estremamente basse (ELF) - testandola sulla popolazione ignara come possibile strumento di controllo mentale. In base ai rilevamenti tecnici, il Suono risultava simile in maniera preoccupante al cosiddetto Segnale Woodpecker: una pulsazione psicoattiva, frutto di studi segreti della guerra fredda, irradiata globalmente dai Sovietici ad una frequenza di 10 hertz e capace di sconvolgere le comunicazioni via satellite, i voli aerei e persino il clima.

Qualcosa di molto simile al famigerato "Moscow Signal", forse usato sull'ambasciata americana di Mosca fin dal 1963, che provocò un impressionante aumento dei casi di cancro e di anomalie fetali tra il personale. Due ambasciatori morirono di cancro, ed un terzo, Walter Stoessel, si dimise perché gravemente ammalato. Fu allora che il presidente Kennedy autorizzò l'Operazione Pandora [], un'indagine top-secret i cui risultati non sono mai stati divulgati. La Fondazione Phoenix, attraverso il FOIA, ha ottenuto dalla CIA e dalla DIA (Defense Intelligence Agency) dei documenti declassificati che provano come gli USA abbiano sviluppato tale tecnologia per usarla come arma "per plasmare il comportamento umano in maniera consona ai piani della nazione". Argomentazioni del genere aprono uno squarcio su una tematica largamente ignorata: i black programs, finanziati dall'establishment politico militare.

Gravi sintomi neuropatologici

Il 18 Settembre 1990 una ferrea cintura di segretezza si richiuse attorno alle ricerche militari americane sugli effetti biologici delle radiazioni dei campi elettromagnetici (EMF). Secondo Moore lo studio in questo settore è stato classificato per "ragioni di sicurezza nazionale". La Fondazione Phoenix in anni di ricerche ha costituito un vasto archivio di dati ed informazioni sull'uso indiscriminato di privati cittadini americani come cavie da laboratorio. Gli esperimenti sui campi elettromagnetici si sarebbero dunque svolti in tutta la nazione, con disastrose e forse irreversibili ripercussioni sulla salute pubblica.

Le ragioni della negazione sistematica degli effetti ELF, stando alla Fondazione Phoenix, risiederebbero nella stretta cooperazione fra militari e industria elettronica. Lo prova un rapporto della DIA, recentemente declassificato, intitolato "Effetti Biologici delle Radiazioni Elettromagnetiche nei Paesi Euroasiatici Comunisti", redatto dall'Agenzia Medica ed Informativa dell'Esercito nel Marzo 1976. Risulta sconvolgente, nel paragrafo finale del capitolo: "Tendenze, Conclusioni e Previsioni", scoprire come tutte le potenziali disastrose conseguenze descritte nel documento e addossate ai comunisti, in realtà venissero originariamente condotte da Allen Frey - pionere nella ricerca degli effetti delle microonde sul sistema nervoso e comportamentale. Nel paragrafo si afferma: "Sebbene non sia stata identificata nessuna attività di ricerca, svolta nei Paesi euroasiatici comunisti, chiaramente o direttamente collegata ad un programma militare di armi offensive, gli scienziati sovietici sono perfettamente consapevoli dei possibili effetti biologici delle radiazioni di microonde a basso livello, applicabili quali armi offensive. La loro ricerca sulla percezione interiore del suono ha un enorme potenziale di sviluppo quale sistema capace di disorientare o distruggere gli schemi comportamentali del personale militare o diplomatico; esso potrebbe venire usato in maniera ugualmente efficace quale strumento per gli interrogatori".

I Sovietici studiavano quindi i mutamenti psicofisiologici e metabolici, nonché le alterazioni delle funzioni cerebrali derivanti dall'esposizione a frequenze di radiazioni elettromagnetiche, rilevandone gli effetti fisiologici. Fra questi, infarto indotto e alterazione della barriera sangue-cervello: le neurotossine del sangue si incrociano, causando nell'individuo gravi sintomi neuropatologici e il decesso. Si ipotizza inoltre un legame tra le radiazioni ELF e lo sviluppo dell'AIDS, in quanto tali radiazioni distruggono il sistema immunitario.
Il paragrafo seguente è ancora più agghiacciante: "Il potenziale per lo sviluppo di una varietà di applicazioni contro la persona viene suggerito da ricerche pubblicate nell'URSS, nell'Europa dell'Est e in Occidente. Suoni e probabilmente anche parole che sembrano provenire dal cervello sono in realtà indotti da modulazioni di segnali a densità elettriche molto basse."

Armi di sbarramento

Secondo il rapporto DIA i Sovietici avrebbero continuato gli esperimenti nel campo della percezione del suono e "i risultati di tali ricerche potrebbero avere applicazioni militari qualora i Sovietici sviluppassero metodi per influenzare o distruggere il comportamento umano".
Nella primavera del 1973 il Dott. Charles C. Sharp ed alcuni suoi colleghi del Walter Reed Army Institute of Research testarono sul cervello umano la ricezione di messaggi da una trasmissione a impulsi di microonde. Seduto in un ambiente insonorizzato, Sharp riuscì a riconoscere parole modulate trasmesse attraverso un audiogramma (rappresentazione grafica delle onde sonore percepibili) emanate all'interno della stanza ad una frequenza di microonde di circa due gigahertz. Nonostante una porzione del rapporto sia rimasta segreta, il resto indicherebbe il coinvolgimento degli USA nello sviluppo di tali armi da diversi anni. Uno studio pubblicato nel 1972 dall'U.S. Army Mobility Equipment Research and Development Center, intitolato "Analisi delle Microonde quali possibili Armi di Sbarramento" conclude, testualmente, così:

Con la tecnologia e l'equipaggiamento attualmente disponibili è possibile approntare un sistema di sbarramento a microonde, trasportabile su camion, che immobilizzi completamente il personale militare nemico che si trovi allo scoperto.
Esiste un forte potenziale per l'attuazione di un sistema a microonde capace di rallentare o immobilizzare il personale militare all'interno dei veicoli.
Con l'attuale tecnologia non risulta ancora possibile approntare un sistema a microonde capace di distruggere il tipo di materiale rinforzato di cui sono costituiti i carri armati.
C'è di più. L'esercito USA, durante la Guerra del Golfo, posizionò potenti sistemi di amplificazione in pieno deserto "dai quali non usciva alcun suono!". Circa 20.000 veterani reduci del conflitto soffrono tuttora dei sintomi causati dall'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti: dolori ai denti, alle mascelle e alle giunture, stanchezza cronica, malattie della pelle, sistema immunitario distrutto e via di seguito.

L'effetto Sechenov

Nei primi anni '60 la CIA avvicinò il dott. Milton Zaret, un oftalmologo di New York che aveva avuto accesso ad alcuni incartamenti riservati sul Progetto Pandora, un'indagine, dai risultati ancora oscuri, riguardante l'irraggiamento di microonde da parte dei Sovietici contro l'ambasciata USA a Mosca negli anni '60. Il dottor Zaret fu sottoposto ad una raffica di domande sulle sue ricerche inerenti le cataratte indotte dall'esposizione a microonde e sul suo parere circa la possibilità di manipolare il comportamento umano compiendo una sorta di lavaggio del cervello mediante microonde. In base ai documenti della CIA sugli esperimenti sovietici Zaret stilò un rapporto in cui scrisse: "Nella ricerca del blocco sovietico sugli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, l'enfasi è posta principalmente sulle aberrazioni neurofisiologiche o comportamentali. Queste possono essere di tipo inibitorio o eccitatorio; il luogo d'azione primario può essere il sistema nervoso centrale o periferico e gli effetti potrebbero essere reversibili o irreversibili. Sebbene i vari rapporti possano sembrare, a prima vista, una massa di dati confusi e contraddittori, in realtà se ne può trarre uno schema logico, ordinato e significativo. I fattori base da tenere sempre presenti sono:

Le radiazioni di microonde sono di natura elettromagnetica e sono delle radiazioni non ionizzanti (al contrario delle radiazioni nucleari, che hanno quindi effetti diversi)
Il sistema nervoso funziona come una rete di comunicazione elettronica, normalmente schermata o protetta da campi elettromagnetici esterni
Quando vengono creati dei campi elettromagnetici straordinari intorno agli elementi neurali, ciò può produrre delle anomalie neurologiche organiche o funzionali."
Zaret disse che la ricerca sovietica aveva scoperto che i campi pulsanti (come quelli che appaiono presso le linee ad alta tensione) erano più efficaci delle radiazioni continue, nel danneggiare gli schemi del sistema nervoso.
"Per quanto riguarda le radiazioni non termiche, essi credono che il campo elettromagnetico indotto dalle microonde colpisca la membrana cellulare e ciò risulta in un aumento dell'eccitabilità o in un aumento nel livello di sollecitazione delle cellule nervose. In caso di una esposizione ripetuta o continuata, l'aumento di eccitabilità porta ad uno stato di esaurimento delle cellule della corteccia cerebrale. Ciò finisce per produrre l'effetto di inibizione 'Sechenov' che si manifesta con l'eliminazione dei riflessi condizionati positivi ovvero del comportamento."
Negli studi riguardanti l'effetto dei campi generati dalle linee ad alta tensione su esemplari di cellule umane, sono stati ottenuti gli stessi risultati.

Strumenti di sorveglianza globale

In un articolo del National Enquirer (22.6.1976), si legge che fin dal 1973 la Advanced Research Projects Agency (ARPA) aveva sponsorizzato un progetto per la realizzazione di una macchina in grado di leggere la mente a distanza, decifrando le onde magnetiche del cervello. Uno scienziato dichiarò che l'obiettivo finale del programma era quello di esercitare il controllo sul cervello umano, studiando i vari aspetti del problema. Aspetti che sono stati analizzati al Massachusetts Institute of Technology, all'Università di New York, all'Università della California di Los Angeles ed al National Aeronautics and Space Administration's Ames Research Center della base aerea militare di Moffett in California.

Il 19 Novembre 1976, in una lettera scritta da Robert L. Gilliat (Assistente Generale e Consigliere per la Salute, le Potenzialità Umane e gli Affari Pubblici del Dipartimento della Difesa) e pubblicata nel libro di Paul Brodeur "The Zapping of America", il Governo conferma che tale macchina esiste effettivamente: "Come dichiarato nella mia precedente lettera del 12 Novembre 1976, le informazioni che ho ricevuto dall'Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata sostengono che la macchina in questione esiste, ma non è in realtà capace di leggere le onde cerebrali di chiunque, bensì solo dei volontari che collaborano alla sperimentazione con tale apparecchio, nei vari laboratori coinvolti nella ricerca". Ma quali certezze, si domanda Moore, hanno gli Americani che questo congegno venga utilizzato dal governo solo su persone consenzienti e non come cavie da laboratorio completamente all'oscuro? Le implicazioni sono sconvolgenti. È tecnologicamente possibile che l'intera rete elettrica della nazione sia stata e venga tuttora usata non solo come mezzo di controllo mentale "conformemente ai piani nazionali" (come dichiarato in un documento top-secret sottoposto dall'ex Direttore della CIA, Richard Helms, alla Commissione Warren sull'assassinio Kennedy, nel 1964) ma anche come strumento di "sorveglianza" nazionale.

È forse irrazionale credere che tale arma possa essere utilizzata su scala mondiale e sull'intera popolazione ignara? William Bise, direttore del Pacific Northwest Center for the Study of Non-Ionizing Radiation di Portland (Oregon), ha redatto un intrigante rapporto intitolato "Risposta del sistema nervoso umano alle interferenze da frequenze radio indotte" nel quale descrive alcuni esperimenti condotti su volontari. Ne risulta che reazioni del sistema nervoso umano possono essere indotte non solo tramite frequenze radio a modulazione pulsante, ma anche attraverso onde continue a livelli di energia sostanzialmente inferiori a quelli esistenti in ambiente urbano. Non è quindi possibile ignorare l'esistenza di una ennesima e potenziale minaccia. Una "nuova" varietà di spionaggio e sabotaggio politico-militare ed industriale teso al condizionamento e all'assassinio selettivo, a profonde ed insidiose invasioni della privacy, a pratiche totalitarie nell'educazione delle masse con conseguenti e disastrose alterazioni del sistema psichico ed ecologico.

In poche parole, al controllo e alla sottomissione totale dell'essere umano, insita nel disegno del Nuovo Ordine Mondiale tanto caldeggiato dai suoi fautori.

Ecco un link che prova come il Progetto Pandora è adoperato anche nelle carceri italiane
http://www.ristretti.it/areestudio/territorio/vari/pandora.htm


mercoledì 9 luglio 2008

Le microonde: arma contro la biosfera (Seconda parte)

Secondo il ricercatore Tom Sutter, i due elementi dell'acqua possono combinarsi e riverberarsi contro un quarzo piezoelettrico, le cui emissioni elettriche alimentano il magnetron. In questo modo si produce energia termica ed elettrica. Secondo Sutter, molti pittogrammi nei campi di grano raffigurano dei magnetron: essi codificherebbero un sistema per la produzione di energia. Già tre anni fa, chi scrive intuì che alcuni agroglifi inerivano ai campi magnetici, in particolar modo il celebre pittogramma di Avesbury. Siamo forse vicini alla comprensione del nesso tra onde elettromagnetiche, quarzo ed ossido di bario, "protagonisti" delle irrorazioni chimiche e delle irradiazioni attuate con sistemi di antenne.

Questa sinergia tra onde ed elementi chimici, come ritiene anche il meteorologo californiano Scott Stevens, è presumibilmente all'origine di anomalie di vario tipo: nubi dalle forme grottesche, innaturali, improvviso disfacimento di cumuli, aumento repentino delle temperature, inaridimento della pelle [1] anche tra persone giovani e che non sono amanti dell'abbronzatura. Da non trascurare la sgradevole sensazione che molti provano di essere all'interno di un forno... a microonde. Spesso il cielo sembra una superficie che riflette la luce sicché anche quando il sole è offuscato dalla patina chimica, i suoi raggi abbagliano. L'emissione di campi elettromagnetici artificiali influisce anche sul volo dei migratori che, per orientarsi, usano il magnetismo terrestre nonché sui cetacei. In quest’ultimo caso, è dimostrato che balene e delfini perdono l’orientamento a causa dei radar di sommergibili e navi. Le microonde sono adoperate anche nei sistemi radar.

Se le emissioni radio scindono il legame tra l'ossigeno e l'idrogeno nella molecola dell'acqua, i sistemi che emettono microonde, possono essere impiegati per ridurre l'umidità, anche senza ricorrere ad elementi chimici ad hoc? Questo spiegherebbe per quale motivo i valori igrometrici risultino sovente inferiori alle medie stagionali registrate in passato, pur in assenza di chemtrails. La scorsa estate, nelle diverse regioni italiane, si è rivelata piuttosto asciutta (i disinformatori dovrebbero spiegare come sia possibile, in tali condizioni, la formazione di contrails) oltre che, come è ovvio, poverissima di precipitazioni pure nel mese di agosto, mese un tempo in cui si scatenavano frequenti acquazzoni e temporali. Sappiamo che gli apparati progettati e costruiti ufficialmente per lo studio (sic) della troposfera e della ionosfera, in realtà propagano impulsi di differente frequenza e lunghezza, nell'ambito della trasmissione di segnali a fini militari, per lo stordimento mentale della popolazione e per arrecare danni alle strutture cellulari degli organismi viventi. Tuttavia le radiofrequenze potrebbero anche essere uno strumento di modificazione meteorologica: ancora una volta rileviamo una perfetta, diabolica sinergia tra impianti che irradiano onde e scie velenose. La modificazione meteorologica deve essere intesa soprattutto come presupposto per la creazione di un medium atmosferico elettroconduttivo, simile al plasma, quindi ionizzato.

Nell’articolo di Luigi Bignami, intitolato Dieci milioni di dollari agli esperimenti di Jurg Keller, si mettono in correlazione campi elettromagnetici e manipolazione meteorologica.

“La novità rispetto ad altri tentativi è che non servono nuvole, ma si agisce sulle molecole. L'Australia lancia il progetto. Pioggia di critiche della comunità scientifica: rischioso e forse inutile.

Va subito detto che quanto proposto dal governo australiano ha già trovato un forte dissenso di gran parte della comunità scientifica e dall'Organizzazione Mondiale Meteorologica. Il perché è presto detto: se quanto ipotizzato da un ricercatore australiano, Jurg Keller dell'Università del Queensland diverrà realtà, per la prima volta l'uomo sarà realmente in grado di trasformare il "tempo" a suo piacimento, in particolare sarà in grado di ottenere la pioggia dal cielo sereno. Keller ha già ottenuto un finanziamento di 10 milioni di dollari dal governo dell'Australia, per dare il via ai primi esperimenti.

Con una nuova tecnologia, infatti, lo scienziato tenterà di creare nuvole di pioggia, partendo dal un cielo totalmente privo di nubi e generando ioni (gli ioni sono atomi o molecole a cui è stato tolto un elettrone e diventano così reattivi al punto da cercarsi l'un l'altro) nell'atmosfera. Questa metodologia è totalmente diversa da quelle sperimentate finora, che usano particolari sali che, sparsi nelle nubi, permettono l'aggregazione delle goccioline d'acqua già presenti. Una tecnologia è già usata da lungo tempo in Australia e anche in alcuni Paesi del Medio Oriente, anche se i risultati non sono mai stati molto interessanti.

Spiega Keller: "La ionizzazione dell'aria avverrà attraverso un apparecchio posto a terra che darà modo alle molecole del vapore acqueo presenti naturalmente nell'atmosfera di attirarsi l'un l'altra. Ad un certo punto saranno le molecole stesse ad unirsi tra loro come avviene normalmente e da ciò si creeranno le nubi e quindi le piogge". Al momento non si sa nulla della macchina in grado di ionizzare l'aria, ma si pensa che sia un sistema che produce dei campi elettrici nell'aria. La metodologia non è del tutto nuova a livello teorico, in quanto già nel passato se ne parlò in Russia, ma ufficialmente sembra che non sia mai stata sperimentata”.


Leggi qui la prima parte. Leggi la terza parte.


[1] Si rileva un particolare fenomeno di invecchiamento cutaneo più veloce del normale in pazienti sottoposti ad osservazione e non ci fermiamo solo a livello della cute, ma anche a livello muscolare e quindi, è ipotizzabile, anche degli organi interni.



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