martedì 19 dicembre 2006

Gli U.F.O. dietro il velo (seconda parte)

Alcune sostanze delle scie, insieme con un sistema come il G.W.E.N., un apparato di trasmettitori installati nel territorio statunitense che, in caso di attacco nucleare, dovrebbero servire come generatori di energia di emergenza, ed in sinergia con i radar del N.O.R.A.D., potrebbero influire sullo spettro elettromagnetico.

Ancora una volta, mi pare che il fulcro del problema sia costituito dall’elettromagnetismo: il campo magnetico terrestre si sta affievolendo; la radiazione elettromagnetica sta cambiando; l’attività della nostra stella si sta intensificando e toccherà il culmine nel 2011-2012. Sono cambiamenti che investono il nostro pianeta, ma anche il sistema solare e la galassia. Tra queste varie manifestazioni, l’indebolimento della bolla elettromagnetica mi pare implichi sviluppi degni di nota: questa cortina elettromagnetica, secondo Giuliana Conforto, nasconde delle zone d’ombra in cui forse si annidano alieni ostili e dove viaggiano le loro astronavi. Se il velo dovesse essere lacerato, questi extraterrestri sarebbero scoperti: si scorgerebbe una realtà occultata da tempo immemorabile, dove “dèi” oscuri tengono le fila della cospirazione globale. Forse si potrebbero percepire anche quelle dimensioni in cui dimorano civiltà evolute ma elusive, la cui esistenza è stata ed è negata da disinformatori per i quali è necessario che l’umanità si convinca che gli alieni sono tutti malvagi in modo da convogliare la paura e l’odio contro il nemico pubblico numero uno. Siamo ormai abituati a questo gioco di specchi in cui i carnefici si atteggiano a perseguitati ed a paladini della libertà, mentre popoli ed individui demonizzati sono le vere vittime, i capri espiatori.

In questo contesto di mutamenti e di possibili rivelazioni, si situa l’operazione “scie chimiche” con tutti i suoi, per molti versi ancora ignoti scopi o, meglio, con un aspetto essoterico anche se sempre nefando, ormai sviscerato e di non ardua comprensione, e con aspetti esoterici, nascosti ai più, tra i quali il tentativo disperato di preservare la coltre elettromagnetica onde non si apra il sipario sulla matrice. In parole più semplici: la diffusione nell’atmosfera, nella troposfera, ma specialmente nella ionosfera, di sali di bario, di alluminio e di quarzo potrebbe essere volta a cucire, con queste sostanze dalle proprietà piezoelettriche, gli strappi del “tessuto” elettromagnetico. A tal fine, si rivela fondamentale l’azione di H.A.A.R.P. che, infatti, coincide con un’emissione di onde a bassa ed a bassissima frequenza? Queste onde, che riscaldano l’atmosfera, potrebbero anche ricoprire la medesima funzione?

“Per quanto attiene alla sinergia tra H.A.A.R.P. e scie chimiche, bisogna verificare la possibilità di un loro influsso non solo sul DNA e sui bioritmi, ma anche sulla percezione, quel processo conoscitivo complesso che comprende, unificandole, una molteplicità di sensazioni, intese come dati della coscienza sensibile, e le riferisce ad un oggetto distinto dal percipiente e dagli altri oggetti. I più recenti indirizzi postgestaltici hanno insistito sul carattere ipotetico della percezione: le percezioni sono punti di vista, ipotesi sull’oggetto, suscettibili di cambiamenti, modificazioni, rettifiche. Alla luce della natura articolata della percezione, implicante elementi biologici e psichici, essendo un quid che collega soggetto ed oggetto, in un’interazione costante e biunivoca, non appare poi così assurdo il timore dell’attuazione di progetti come il Blue beam, consistente nella proiezione olografica di figure collegate alla religione e di oggetti volanti per inscenare una falsa invasione aliena.


Leggi qui la prima parte.


Le fonti del presente studio saranno indicate in calce all'ultima parte.
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