mercoledì 9 agosto 2006

Mari amari

Le sostanze nocive rilasciate dagli aerei nell’ambito della funesta operazione scie chimiche, come è ovvio, non solo, prima o poi ricadono al suolo, inquinando il terreno e le falde freatiche, ma precipitano nei mari e negli oceani. Bisogna chiedersi con quali conseguenze. Occorrerebbero degli studi di biologi marini per stabilire l’eventuale rapporto tra elementi chimici delle scie da un lato, acidificazione delle acque marine e proliferazioni di alghe dall’altro.

Sono noti i casi di intossicazione di cui sono stati vittime alcuni bagnanti genovesi ricoverati per controlli medici, dopo aver accusato malori in spiaggia, nella zona di mare prospiciente la zona di levante di Genova, oggetto immediato di un'ordinanza di divieto della balneazione che ha interessato le spiagge comprese nel tratto di mare tra Punta Vagno e Bogliasco, per un periodo di almeno tre giorni. All'ospedale Galliera tutte le persone visitate hanno riferito sintomi identici: difficoltà respiratorie e dolori addominali. Analisi cliniche hanno rivelato un elevato numero di globuli bianchi. "I sintomi restano per tutti gli stessi”, ha dichiarato alla stampa Giacomo Zappa, medico del pronto soccorso del Galliera, “leucocitosi con sintomi accessori quali secrezione della mucosa, dispnea, congiuntivite. Voglio sottolineare che non sono sintomi imponenti, gravi o preoccupanti e vengono tutti trattati con una terapia adeguata di aerosol addizionato a glucocorticoidi”.

L'A.R.P.A.L. (Agenzia Regionale per la “Protezione” dell'Ambiente della Liguria) ha analizzato le acque delle spiagge dove si occorso il fenomeno: le analisi eseguite nella mattinata del 18 luglio a Quinto Bagnara, presso la spiaggia del Bai di Quarto e ai Bagni San Nazaro, hanno evidenziato la massiccia presenza di un'alga unicellulare tropicale, la Ostreopsis ovata. Si tratta di una fioritura particolarmente abbondante che può avvenire in presenza di condizioni favorevoli e si esaurisce in pochi giorni, secondo l’A.R.P.A.L. “Ostreopsis”, si legge in una nota A.R.P.A.L., “è una specie di origine tropicale già osservata in numerose occasioni in tutto il Mediterraneo. Recentemente sono stati registrati analoghi casi in varie regioni italiane e l’ARPAL sta studiando già da diversi anni il fenomeno. L'effetto più comune sull'uomo è dovuto all'inalazione dell'aerosol che si forma in presenza di concentrazioni particolarmente elevate e per azione del moto ondoso: i sintomi sono principalmente a carico dell'apparato respiratorio".

Appartenente alla famiglia delle Dinoficee, l’Ostreopsis ovata vive in ambienti dalle temperature elevate ed in presenza di abbondante luce: per questa ragione si sviluppa soprattutto sotto costa nei primi metri d’acqua dalla riva. Vive sul fondale sopra altre alghe: è perciò bentonica ed epifita. Si nutre di sali di azoto e fosforo: proprio l’eccessiva concentrazione di questi elementi (per lo più legata agli scarichi delle acque di fogna mal depurati), è una condizione necessaria per le fioriture come quella di Genova.

Laura Forni, biologa marina, avverte: “Si tratta di episodi che diventeranno sempre più frequenti, fino a trasformarsi nella normalità. Il problema è globale, legato ai mutamenti climatici causati dal surriscaldamento del pianeta dovuto all’effetto serra e al buco nello strato di ozono. I nostri mari si stanno ‘tropicalizzando’ e, purtroppo, le specie marine tropicali, adattate a condizioni estreme, rilasciano spesso tossine, neurologiche o cardiologiche, più o meno pericolose. Alcune di queste tossine, tra l’altro, potrebbero entrare nella catena alimentare, come è già successo per le sostanze tossiche prodotte dall’uomo e scaricate in mare, ad esempio i metalli pesanti. Si tratta di un fenomeno naturale, quindi, ma le radici dei mutamenti climatici vanno comunque ricercate nei comportamenti umani a livello planetario”.

In questi ultimi tempi, alcuni biologi marini hanno anche rilevato un’abnorme diffusione della Pfiesteria piscicida che è un organismo marino appartenente ai dinoflagellati responsabile del fenomeno della marea rossa. L’organismo si nutre di sangue: i pesci attaccati da questa protista presentano ferite sanguinolente. L’alga produce delle neurotossine che, inalate, provocano intorpidimento, paralisi, perdita della memoria, coma e morte. In origine, è stato molto difficile identificarla, in quanto si presenta sotto forme molto diverse, tanto da sembrare di volta in volta appartenere a specie diverse.

Dagli elementi raccolti è stato, già negli anni passati, evidenziato un nesso tra aumento della temperatura marina e presenza di nutrienti (fosfati) nelle acque da un lato, diffusione di alghe che secernono tossine, dall’altro. I fosfati sono sali degli acidi fosforici, il cui componente precipuo, il fosforo, costituisce un elemento essenziale per lo sviluppo delle piante e quindi anche delle alghe. È dunque in atto una sempre maggiore eutrofizzazione, ossia una condizione delle acque superficiali connotata da un aumento di sostanze nutritive (fosfati e composti azotati), per lo più di origine antropica.

Si dovrebbe escludere, stando ai dati in possesso, una relazione diretta tra scie velenose ed eutrofizzazione, avendo le sostanze implicate (alluminio, bario, quarzo, torio, silicio…) altre conseguenze sugli ecosistemi: nondimeno è possibile individuare un legame tra aumento della temperatura nella biosfera, causato dalla disseminazione di alluminio e di quarzo, e la proliferazione di certe alghe marine. Siamo in presenza di un effetto collaterale dell’operazione scie chimiche o l’irrorazione degli oceani, testimoniata dalle eloquenti immagini delle carte satellitari, è volta non solo ad interferire sulla formazione dei fronti e delle perturbazioni, ma anche a danneggiare i biomi marini?

Infine il terribile morbo di Morgellons potrebbe avere tra le sue cause la Pfiesteria piscicida, visto che alcuni dei sintomi riscontrati sono, in parte, simili alle ulcere osservate sui pesci aggrediti da questo organismo unicellulare?

Comunque sia, ci troviamo ancora una volta di fronte al deterioramento degli equilibri ambientali ed alla mala fede degli “scienziati” che, ignorando sia la variazione della risonanza Schumann sia la perniciosa operazione “scie chimiche”, addebitano quasi tutte le responsabilità dei cambiamenti subiti dalla biosfera ai gas serra, lamentando l’insipienza delle istituzioni. Non è insipienza, non è colpa, ma dolo e criminale premeditazione.


Fonti:

Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, sotto le voci dinoflagellati, eutrofizzazione, fosfati
D. Frati, Alghe tossiche: l’allarme di Genova è solo l’inizio, 2006
Mencio, Acqua, batteri, microalghe, effetto serra: vita o morte?, 2006
Scienze naturali, a cura di M. Tozzi, Milano, 2005, s.v. algae
Zret, Scie chimiche: un fenomeno inquietante, 2005


Ringraziamento

Intendo esprimere la mia gratitudine al validissimo ed attento Mencio, per aver condotto delle accurate ricerche dei cui risultati mi sono avvalso in questo articolo.
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