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mercoledì 9 dicembre 2020

Mascherine supertossiche e scie tossiche: curiosi parallelismi

Siamo al corrente del fatto che indossare la mascherina è insalubre e potenzialmente letale, poiché causa ipercapnia ed ipossia. Portare la mascherina può anche provocare malattie del sistema respiratorio [1] (polmoniti batteriche). Si consideri poi che le museruole immesse sul mercato contengono biossido di titanio e fluoro. Ma non basta! Ora spunta un rapporto di analisi che evidenzia che, nelle mascherine fornite dall'amorevole Stato, ai docenti, al personale A.T.A. ed agli allievi di ogni ordine e grado, sono presenti anche vari metalli tra cui alluminio, bario, cromo, ferro, manganese, nichel, rame, zinco. Tra l'altro, coincidono con gli ingredienti tipici delle famigerate "scie tossiche". Singolare coincidenza... Non è poi così difficile capire perché da decenni siamo avvelenati con questi metalli diffusi in ogni dove.

E’ tutto interconnesso: da alcuni anni, si decanta la possibilità di somministrare farmaci (anche pseudo-vaccini che modificano il corredo genetico) a distanza e di dosarli, usando apposite frequenze. Insomma, un quadro inquietante qui appena tratteggiato. Approfondiremo il tema, appena possibile.

[1] Occorre, infatti, considerare che l'uso della mascherina causa ipercapnia ed acidosi, determinati dall'aumento di CO2 nel sangue e che riducono la saturazione di ossigeno nel sangue, esponendo il soggetto con maggiore facilità ad ogni tipo di aggressione batterica o virale. Questo ancor più in individui che sono affetti da difficoltà respiratorie per motivi cardiaci, broncopolmonari anche a genesi allergica o psicosomatica. L'acidità favorisce inoltre lo sviluppo di cellule tumorali. Sono frequenti anche cefalea e capogiri, indotti da questo stato. Infine l'umidità che si forma al di sotto della mascherina è in grado di produrre dermatiti micotiche e di aumentare l'eventuale carica batterica e/o virale altrimenti inerte, poiché essa si accumula negli alveoli polmonari del soggetto.

Qui la schermata di parte del rapporto di analisi. NOTA: Il committente ed il laboratorio sono stati volutamente oscurati su richiesta degli interessati.

Articolo correlato: I compagni di BaAl

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venerdì 1 luglio 2016

Radiofrequenze e neoplasie

Ha proprio ragione William Thomas ad individuare una letale sinergia tra campi elettromagnetici e composti tossici nel suo fondamentale testo “Le scie chimiche, il wireless e tu”. Un recente studio, proveniente da una prestigiosa istituzione medica, conferma quanto sostengono, da lustri esperti e ricercatori indipendenti. Un’unica osservazione: dubitiamo che occorrano 300.000 euro per stabilire ciò che è assodato; semmai meriterebbero 300.000 schiaffoni quelli che ignorano o negano una correlazione tra radiofrequenze e patologie e chi permette questo genocidio elettromagnetico.



Radiofrequenze e cancerogenesi: esiste un nesso secondo l’Istituto Ramazzini di Bologna da decenni partner del National Toxicology Program. La direttrice, Fiorella Belpoggi ha asserito: “Le conclusioni del nostro studio sono fondamentali per confermare ed eventualmente rafforzare in tempi brevi i risultati ottenuti dal NTP”. Il presidente Simone Gamberini: 'Servono 300.000 euro per concludere lo studio entro il 2017'”.

Bologna, 3 giugno 2016 - Lo statunitense National Toxicology Program (NTP), il più grande laboratorio al mondo per lo studio di sostanze cancerogene attraverso modelli sperimentali, ha appena concluso un importante studio sulle radiofrequenze della telefonia mobile. La ricerca mette in discussione l’adeguatezza degli attuali limiti espositivi. I risultati confermano che l’esposizione a radiazioni emesse dai telefoni cellulari e dalle antenne causa tumori maligni del cervello e rari tumori maligni delle cellule neuriniche del cuore (Schwannomi maligni).

È importante sottolineare che già negli studi epidemiologici sugli utenti compulsivi di telefoni cellulari era stato osservato un aumento dei tumori encefalici e di quelli delle cellule neuriniche dei nervi della testa, in particolare del nervo acustico. Infatti, nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibili cancerogeni.

L’NTP intrattiene da decenni rapporti di collaborazione con l’Istituto Ramazzini e in questo ambito l’Istituto bolognese, situato nel Castello di Bentivoglio, ha cominciato nello stesso periodo dell’NTP uno studio sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche generate dalle stazioni radiobase della telefonia mobile, usando un sistema espositivo validato dagli stessi tecnici NTP, per riprodurre l’esposizione ambientale ad antenne della telefonia mobile a 50, 25, 5, 0 V/m. […]

Le conclusioni del nostro studio sono fondamentali per confermare ed eventualmente rafforzare in tempi brevi i risultati ottenuti dal NTP – sottolinea la dottoressa Fiorella Belpoggi che dirige il Centro di ricerca dell’Istituto –. Questo permetterà alle Agenzie preposte di procedere con la rivalutazione dei rischi (come no… n.d.r.) correlati all’impiego del cellulare, ai sistemi wireless ed alle stazioni radiobase della telefonia mobile, in particolare nelle categorie a rischio quali i bambini e le donne in gravidanza”.

Fonte: ramazzini.org


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giovedì 20 febbraio 2014

Tecnologie abilitanti per sistemi di monitoraggio aeroportuale

Pubblichiamo l’abstract di uno studio inerente agli apparati di monitoraggio alll’interno degli scali aerei. Il linguaggio è tecnico, ma il disegno complessivo non è così difficile da comprendere. I sistemi illustrati nel testo riguardano l’implementazione di tecnologie radar di nuova generazione funzionanti in banda Ka, frequenze nel range delle microonde. Naturalmente questi sistemi sono connessi all’installazione di impianti ad hoc che, irradiando potenti campi elettromagnetici, provocano patologie più o meno gravi. Tali tecnologie esigono che l’atmosfera sia resa elettroconduttiva, donde la diffusione di nanoparticolato metallico, chiave di volta della geoingegneria clandestina. Si noti nel punto 2 la citazione dei MEMS, i microelectromechanical systems, ossia la cosiddetta “polvere intelligente” o ‘smart dust.



Scopo del progetto è la ricerca industriale necessaria allo sviluppo ed alla messa a punto di tecnologie abilitanti orientate alla realizzazione di componenti microelettronici e microelettromeccanici per trasmissione e ricezione rispondenti ai requisiti di larga banda, alta potenza, alta velocità ed alta integrazione nonché dei relativi packaging orientati alla specifica applicazione.

Il futuro dei sistemi di monitoraggio dello spazio aereo ed aeroportuale, secondo le indicazioni emergenti dal mercato di riferimento, passa attraverso la realizzazione di sistemi radar multifunzione di nuova concezione, basati su array di antenne elettronicamente attive gestite attraverso la fase del segnale di sorgente (MPAR = Multifunction Phased Array Radar), in quanto questa tipologia di nuovi sistemi radar consentirà di sostituire almeno cinque diverse tipologie di radar oggi usati: i radar rotanti (MRCR = Mechanically Rotating Conventional Radar), i radar di sorveglianza dello spazio aereo (ASR = Air Surveillance Radar), i radar di sorveglianza del traffico aereo (ARSR = Air Route Surveillance Radar), i radar ad effetto doppler per la sorveglianza delle condizioni atmosferiche locali (TDWR = Terminal Doppler Weather Radar), i radar di previsione meteorologica noti come NEXRAD.

Tale capacità è legata alla possibilità, insita in un radar MPAR di definire, attraverso la sua caratteristica di formatura digitale del fronte d'onda RF (radiofrequenza, n.d.r.), più fasci di microonde ciascuno con controllo dell'apertura e della declinazione del lobo principale di radiazione, in modo tale da inseguire contemporaneamente diversi bersagli con un fronte d'onda adattabile al bersaglio stesso.

Lo sviluppo di radar MPAR richiede la messa a punto di numerose tecnologie abilitanti sia a livello di componenti sia di integrazione del sistema. Il presente progetto si propone di intervenire sullo sviluppo delle seguenti tecnologie abilitanti.

1) Tecnologie di progettazione, simulazione, realizzazione del back-side di dispositivi attivi a larga banda per alta potenza trasmissiva che siano destinati a diventare lo stato dell'arte dei dispositivi di potenza a microonde per MMIC HPA, in particolare tecnologie di back-side per dispositivi HEMT in GaN/AlGaN epitassiale su substrati di Carburo di Silicio e Silicio a bassa resistività termica.

2) Tecnologie di progettazione, simulazione, realizzazione e test di componenti complessi necessari al controllo in fase degli array di antenne riconfigurabili che sono il cuore pulsante del radar MPAR, in particolare phase shifter a 5 o 6 bit basati su RF Switch in tecnologia MEMS operanti con bassa perdita di inserzione e con alto isolamento RF fino a frequenze della banda Ka, anche qui componenti destinati a svolgere il ruolo di nuovo stato dell'arte per ciò che concerne dispositivi di switching integrabili in MMIC.

3) Tecnologie per packaging innovativo dei dispositivi RF attivi e passivi sviluppati con i due passi precedenti, quindi packaging su substrati ceramici ad alta conducibilità termica per i dispositivi attivi di potenza a larga banda, ivi compresi i packaging in HTCC AlN multistrat packaging microelettronico 0-level per i dispositivi complessi di controllo della fase del segnale RF con tecnologia che consenta un facile assemblaggio del componente sulle board di integrazione e packaging a basso costo su substrati polimerici flessibili per i componenti che abbiano requisiti di dissipazione di potenza meno stringenti.


Fonte: ponrec.it

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