
Al via in Italia il percorso che porterà alle sperimentazioni delle frequenze 5G. Lo scorso 5 maggio l'Agcom ha approvato la delibera (delibera n. 231/18/CONS) che regola le procedure per l'assegnazione e le regole di uso delle frequenze per il 5G. Sono rimasti inascoltati sia il documento con il quale circa 180 scienziati e medici di trentacinque paesi hanno voluto sottolineare i rischi del 5G sia la richiesta di moratoria avanzata da Isde a livello nazionale e internazionale.
Nelle audizioni precedenti la stesura della delibera, si legge addirittura che è stata da alcuni operatori “richiamata l'attenzione del regolatore sugli stringenti limiti alle emissioni elettromagnetiche presenti in Italia, limiti che potrebbero porre un freno allo sviluppo degli impianti radio”, richiedendo “una revisione dell'attuale normativa”, nonostante questa, sulla base di numerosissime ed autorevoli evidenze scientifiche, non sia già ora assolutamente in grado di tutelare la salute umana e benché le leggi siano da rivedere, al contrario, in senso enormemente più restrittivo.
Con l'avvio delle “sperimentazioni”, circa quattro milioni di Italiani saranno esposti a campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità e potenza sino ad ora inesplorate su così ampia scala. Sottovalutare o ignorare il valore delle evidenze scientifiche disponibili non appare eticamente accettabile. Come osservato da Lorenzo Tomatis, ciò “equivale ad accettare che un effetto potenzialmente dannoso di un agente ambientale possa essere determinato solo a posteriori, dopo che quell'agente ha avuto tempo per causare i suoi effetti deleteri”.
Per queste ragioni Isde intende rinnovare la richiesta di una moratoria per l'esecuzione delle “sperimentazioni 5G” su tutto il territorio nazionale sino a quando non sarà adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario (Ministero dell’ambiente, Ministero della salute, Ispra, Arpa, dipartimenti di prevenzione), fino a quando non saranno messe in atto valutazioni preliminari di rischio, secondo metodologie codificate nonché un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari sule persone esposte che dovrebbero in ogni caso essere opportunamente informate dei potenziali rischi.
Fonte: leggilanotizia.it
[1] Le nubi (igroscopiche ed elettroconduttive - smart clouds, secondo definizione U.S.A.F.) si interfacciano con le torri GWEN poste a terra, facilitando la propagazione delle mortali microonde.

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