lunedì 30 ottobre 2006

Sciopero fiscale sul canone RAI

Considerato che la RAI è un servizio pubblico e visto che l'ente televisivo nazionale è ormai al corrente da tempo del problema relativo alle scie chimiche (chemtrails), invitiamo tutti gli abbonati a non corrispondere il canone finché la redazione giornalistica della RAI non deciderà di dedicare non un servizio al tema, ma un approfondimento quotidiano col fine di informare il maggior numero di utenti possibile circa l'operazione scie chimiche con tutte le sue implicazioni relative alla salute, al clima, all'ambiente, alle attività economiche (agricoltura, turismo...). Se la RAI non ottempererà al suo ruolo di servizio pubblico, i cittadini dovranno sentirsi del tutto esonerati dal pagamento del canone, fatta salva la possibilità di chiedere il rimborso delle somme precedentemente versate ed illecitamente introitate dalla RAI, i cui giornalisti, tra l'altro, non hanno rispettato, con tale condotta, il loro codice deontologico.

Aderite numerosi a tale iniziativa!

N.B. Si precisa che alla RAI dovrà essere inoltrata una lettera in cui si chiarisce che, poiché l'ente radiotelevisivo è venuto meno al suo ruolo istituzionale di servizio pubblico, avendo ignorato le reiterate e circostanziate segnalazioni degli utenti circa il problema delle scie chimiche, il cittadino sente il preciso dovere di esimersi dalla corresponsione del canone. Dunque la decisione di non versare il balzello dovrà essere motivata adeguatamente: sarà opportuno citare nella missiva tutti i documenti ufficiali in cui sono menzionate le scie chimiche (petizione dell'europarlamento, interrogazioni parlamentari, Space preservation act...) in modo da sottolineare la grave inadempienza dei giornalisti, il cui comportamento è altresì una palese violazione del loro codice deontologico. La documentazione e relativa missiva dovranno essere spedite tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.




Firmato ZRET e STRAKER

Come proteggersi dalle insidie della RAI: le cose da conoscere. Clicca QUI.

Chi ha un blog o un proprio sito web, può inserire, se vuole, il bottone che rimanda all'articolo che spiega l'iniziativa.

La Vostra collaborazione è di primaria importanza. Bisogna costringere la RAI ad affrontare l'argomento.

Il codice da incollare nella propria home page...

Scaricare il codice da
QUI. Firma la petizione per abolire il canone RAI.

RAI condannata per i solleciti sul canone

Un giudice di Pace ha deciso che inseguire con solleciti un non-abbonato che non vuole abbonarsi non è cosa buona né giusta. Riconosciute le pressioni indebite di quelle minacciose missive.

4 commenti:

  1. iniziativa interessante. ma spiegatemi meglio il da farsi. cioè bisogna auto-sospendere il pagamento dandone motivazione scritta?

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  2. Certamente. Nel sospendere il pagamento, bisogna motivarlo. In ogni caso... per i dettagli, posteremo a breve.

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  3. Chi ha un blog o un proprio sito web, può inserire, se vuole, il bottone che rimanda all'articolo che spiega l'iniziativa.

    La Vostra collaborazione è di primaria importanza. Bisogna costringere la RAI ad affrontare l'argomento.

    Il codice da incollare nella propria home page...

    Scaricare il codice da QUI.

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  4. Tutti i documenti disponibili sono sul nostro blog, dal quale poi è affluita la maggior parte delle informazioni verso molti forum ed altri siti web. Altra documentazione può essere reperita al seguente link, sempre gestito da noi...

    Clicca qui

    Per quanto riguarda l'iniziativa: "No Chemtrails, No feed", è abbastanza semplice. Basta motivare la decisione con una lettera da inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Nella lettera si deve chiarire che il pagamento del canone viene solamente sospeso sino a quando la TV di Stato non inizia a trasmettere notiziari e programmi divulgativi (ripetuti giornalmente), al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema correlato alle operazioni di aerosol chimico/biologico. Il tutto chiarendo che la RAI ha il dovere civico di informare e che se non informa, viene a cadere il suo status di servizio pubblico, con conseguente perdita di legittimità della richiesta del relativo canone.

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