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martedì 23 ottobre 2018

Il governo dello spavento

Sono ormai quasi trent’anni che ci ammorbano con le scie tumorali en plen air e in piena vista, ma che cos’è cambiato? Niente. Sono segni nei cieli che la stragrande maggioranza della popolazione ignora. La gente è presa dai problemi quotidiani: il mutuo da pagare, la pagella del figlio, l’aumento della benzina… per preoccuparsi d’altro. Il sistema controlla tutto, anche gli anticorpi del sistema stesso. Per questo è probabile che siamo in un vicolo cieco.



Per comprendere l'attuale, agghiacciante parossismo delle attività di biogeingegneria criminale, bisogna occuparsi, anche se con infinito disgusto, del governo Conte. In primo luogo deprime constatare quanti sono numerosi gli accaniti sostenitori di questo esecutivo. Lungi da noi appoggiare i predecessori di Conte, cioè Gentiloni, Renzi, Letta, Monti e criminali simili, ma gli attuali governanti non sono migliori! Tutt'altro. Eppure leggiamo panegirici di Salvini, di Di Maio e, mutatis mutandis, di Trump: è vero che sono in conflitto con le logge reazionarie, ma sono pur sempre o massoni o pu-pazzi appoggiati dalle logge "progressiste". Lo stesso Trump, lo schizofrenico succubo del genero, Jared Kushner, influente sionista, si sta adoperando affinché scoppi la Terza guerra mondiale. Nonostante ciò, è acclamato da una parte dell'opinione pubblica, illudendosi che il biondo sia il salvatore degli Stati Uniti, paese sempre e comunque devastato dalla guerra climatica e non solo.

Nel migliore dei casi Salvini, Di Maio, la Grillo e tutti gli altri fantocci sono dei demagoghi, omuncoli che promettono mari e monti, abbindolando i cittadini, mentre perseguono la stessa agenda mondialista degli scellerati che li hanno preceduti. Conte? Pare uno scelto a caso per fungere da portavoce dei consoli, Di Maio e Salvini, oppure, in questa goffa riedizione del secondo triumvirato, assomiglia a Lepido, il triumviro inetto ed insignificante che presto fu esautorato dagli scaltri e spregiudicati Antonio e Ottaviano. Conte? Una sagoma di cartone.

Molti pensano che le alluvioni che hanno colpito di recente l’Italia meridionale ed insulare siano degli attacchi sferrati da poteri forti (Unione europea, Banca centrale europea etc.) ai danni degli attuali governanti e la loro politica volta a limitare l’immigrazione indiscriminata, a favore del popolo e delle classi più deboli. Mai interpretazione fu più sbagliata. E’ ovvio che è solo propaganda: di là da qualche reboante proclama contro stranieri e burocrati europei, il tandem Salvini-Di Maio [1] è del tutto in linea con il modus operandi delle oligarchie, di cui sono burattini. E’ come il teatro dei pupi: un paladino di Carlo Magno combatte contro il campione musulmano, ma il puparo è uno solo.

L’esecutivo Conte non è dunque vittima di aggressioni esterne, come non lo fu con la demolizione controllata del ponte Morandi, ma è complice, esecutore di progetti criminali: i disastri meteorologici servono, oltre che a danneggiare l’agricoltura, a convincere quel settore recalcitrante dell’opinione pubblica che il cosiddetto “riscaldamento globale” è una realtà, che è provocato dal biossido di carbonio e dai cittadini con la loro condotta sconsiderata. Non dimentichiamo che i grillini sono spesso pseudo-ambientalisti, fautori della decrescita infelice e sciocchezze simili (sciocchezze molto pericolose). Il loro obiettivo è l’abolizione della proprietà privata, a cominciare da quella dell’automobile per creare una società ipertecnologica e massificata. I pentastellati sono fautori del 5G, delle vaccinazioni obbligatorie, di tutte le pratiche più immorali che mente “umana” possa concepire. Il loro obiettivo è l’edificazione di un Nuovo ordine mondiale, di una dittatura planetaria in cui gli individui sono ridotti ad entità digitali… ed i Leghisti si accodano.

Governo del cambiamento? Sì, in peggio. Cambiamenti? Gli incendi dolosi dei centri per lo smaltimento dei rifiuti continuano. L’agenda digitale continua. Le diffamazioni degli agenti alle dipendenze dei ministeri continuano. I tribunali continuano a condannare innocenti come Massimo Bossetti. Il fisco esoso continua a scorticare i contribuenti… Nessun problema è stato risolto, perché i buffoni non intendono risolverlo. La frizione tra Italia e Bruxelles rientra nei loro piani, attraverso crisi ad hoc. Il loro motto è “destabilizzare per stabilizzare”, ossia indebolire l’euromoneta e la stessa compagine europea per preparare il terreno adatto ad un sistema totalitario globale. Teo e Gigetto sono tra i più alacri coltivatori del podere.

[1] Salvini, quando era al Parlamento europeo presentò un'interrogazione sulla geoingegneria illegale ed ora che è ministro dell'inferno è già la seconda volta che si esibisce in battute patetiche circa le scie chimiche. E' un traditore e un pagliaccio.

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mercoledì 19 settembre 2018

Una Hollywood planetaria



Scrive il filosofo Jean Baudrillard: “E’ nella sfera dell’informazione che si vede più chiaramente l’evento cortocircuitato dal suo ritorno-immagine immediato. L’informazione è sempre già data. In caso di catastrofe, i giornalisti ed i fotoreporter sono sul posto prima dei soccorsi. Se potessero, ci sarebbero già prima della catastrofe – e la cosa migliore sarebbe addirittura inventare o provocare l’evento per avere la precedenza, se non l’esclusiva. Intercorre una grossa differenza tra l’evento che avviene (che avveniva) nel tempo storico e quello che avviene nel tempo reale dell’informazione. Alla pura gestione dei flussi e dei mercati sotto il segno di una deregulation planetaria, corrisponde l’evento mondiale o piuttosto il non-evento mondializzato: i Mondiali di calcio, l’anno 2000, la morte della Principessa Diana, Matrix etc. Che questi eventi siano o non siano fabbricati, ad orchestrarli è l’epidemia silenziosa delle reti di informazione: fake events”. J. Baudrillard, Il patto di lucidità o l’intelligenza del Male, 2006).

Il pensatore francese coglie nel segno: nella società attuale l’avvenimento in sé perde rilevanza empirica per slittare nella sfera della finzione e della simbologia. Così un accadimento come il crollo del viadotto Morandi presto trapassa nella dimensione mediatico-romanzesca con ampio ricorso ad espedienti narrativi: crisis actors, filmati dove gli automezzi compaiono dal nulla e scompaiono come in una pellicola di fantascienza, aggiunta di aneddoti… E’ paradossale che il fatto, arricchito di ingredienti fantastici ed inverosimili, sia recepito ancora dalla massa teledipendente come fatto e non come opera narrativa.

Non si rintraccia solo l’esigenza, per opera del sistema, di nascondere la verità, annebbiando l’avvenimento dietro una cortina fumogena di stratagemmi romanzeschi, ma soprattutto la necessità di confezionare un evento che promuova una serie di reazioni nell’opinione pubblica in un effetto domino. Una branca della Glottologia è la Pragmatica, il settore che studia gli atti determinati dalla comunicazione: il linguaggio non è volto solo a trasmettere messaggi, bensì a provocare un feedback.



Ci si esprime per ordinare, per commuovere, per convincere, per ammonire, per ottenere qualcosa, persino per spaventare: nel mondo odierno in cui la comunicazione si realizza per lo più attraverso le immagini, anzi per mezzo di rutilanti ma vuoti simulacri, i media ufficiali enfatizzano nel racconto aspetti iconici e cromatici di grande impatto emotivo: l’autocarro della Basko, la rosa tatuata su una spalla di uno dei feriti (?), la sequenza reiterata del ponte con i monconi, i resoconti immaginosi dei “testimoni”… Di là dagli interessi politici, strategici ed economici, interessi che l’orchestrazione del collasso implica, si afferma il bisogno di penetrare nel subconscio creando delle scosse psicologiche del tutto equivalenti a quelle procurate dai colpi di scena che costellano un teleromanzo o un lungometraggio d’azione. Ha ragione Baudrillard: oggigiorno la tragedia, ad esempio una guerra, ha perso il suo carattere di massacro reale per fissarsi nel “puro calco della teoria e della pratica cinematografiche. Ciò cui assistiamo, annichiliti sulle nostre poltrone, non è come un film, ma è precisamente un film” con adeguati sceneggiatura, montaggio, regia. […] “La guerra sul terreno diviene un gigantesco effetto speciale, il cinema diviene il paradigma della guerra e noi la immaginiamo ‘reale’, quando è solo lo specchio della sua essenza cinematografica”.



Quali sono le risposte che la Hollywood planetaria, il complesso dei media mainstream, mira a conseguire? In primo luogo un atteggiamento rinunciatario, l’assuefazione al Male, l’insensibilità, l’acquiescenza: così si possono tranquillamente incendiare le foreste primarie, perpetuare lo sfruttamento dei diseredati, sterminare e snaturare etnie, portare all’estinzione migliaia di specie animali e vegetali, ammorbare la biosfera con le chemtrails, senza che alcuno reagisca; la vera reazione che gli apparati si prefiggono è la NON-REAZIONE. Uomini ridotti a larve, ad automi, asserviti ad una tecnologia non neutra come un coltello, che si può usare per uccidere o per tagliare un frutto, ma in sé dannosa, anzi mortale (si pensi al 5G).

Qual è la via d’uscita, se esiste? Baudrillard suggerisce di sabotare in ogni modo possibile la téchne. Il neo-luddismo che egli propugna ci porterebbe ad un’era pre-industriale in cui perderemmo quasi tutte le comodità per recuperare un barlume di coscienza. Il suo consiglio, però, naufraga se è diretto a chi non interessa un fico secco della coscienza, perché non sa neppure che cosa sia.



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giovedì 30 agosto 2018

Crollo del ponte Morandi: chi ha deciso la demolizione controllata e perché



14 agosto 2018, ore 11:36, il ponte Morandi crolla rovinosamente, seminando morte e distruzione.

Alle 11:44 un dipendente Ansaldo, animatore del "Festival della scienza" di Perugia, Davide Di Giorgio, pubblica un breve video nel quale si intravede una sequenza del crollo. La traccia pare artefatta, con un audio aggiunto successivamente, tanto che la voce presente nel filmato non sembra la stessa del "testimone", intervistato da Fanpage.it.



Alle 17:54 del 14 agosto, Rosario Marcianò pubblica un post nel quale fa notare come sia particolarmente strano che colui che ha pubblicato l'unico video disponibile della tragedia di Genova sia un collaboratore di soggetti "antibufale" come i gestori della pagina Facebook denominata "No alle pseudoscienze". Nel suo profilo riassuntivo si legge:

Technical Service Desk presso Ansaldo Energia
Precedentemente Help Desk/Technical Support presso Selex ES
Precedentemente Animatore scientifico presso Festival della Scienza


Nell'arco di pochi secondi il contributo è rimosso ed il profilo del Davide Di Giorgio è oscurato. Alle 17:57 Marcianò ripubblica i contenuti rimossi da Facebook, ma è troppo tardi, poiché il profilo del Di Giorgio è stato modificato e le informazioni relative ad Ansaldo energia ed al Festival della scienza, sono scomparse. Ora si legge solo un generico riferimento alla città di Genova e ad un gruppo dialettale teatrale, prima assente. Curioso anche il dettaglio che, come nel caso di alcuni soggetti orbitanti intorno al false flag del Bataclan, la pagina di questo soggetto non abbia pubblicato nulla né prima né dopo gli eventi di Genova. Un "profilo dormiente" dunque, già pronto alla bisogna.



Due giorni prima dei fatti del 14 agosto le due webcam del viadotto sul Polcevera, le cui immagini sono visionabili in diretta, sono rimosse e, subito dopo il crollo del ponte Morandi, filtrano le prime voci su inesplicabili anomalie che hanno impedito di registrare le fasi del collasso, prima, durante e dopo. A tal proposito, il Procuratore capo della Procura di Genova, Dottor Francesco Cozzi, il 17 agosto, dichiara: “Ci sono stati dei problemi nelle videoregistrazioni della società Autostrade. Non posso dire che ci siano materiali di grande rilevanza o utilità. Il maltempo incideva sulla cattiva qualità delle immagini. La mancanza delle immagini vera e propria o l’interruzione delle immagini è dovuta, a quanto è dato di capire, a sconnessioni sulla rete dovuta al fenomeno sismico, al crollo insomma. In poche parole, un black out”. E le immagini immediatamente precedenti al disastro? Non è dato sapere...



Il giorno prima, sempre il Procuratore Capo Cozzi [1] conferma l'acquisizione dei filmati delle videocamere di Autostrade al momento del crollo che - asserisce - "dovranno essere esaminate al più presto dai colleghi e dai consulenti tecnici". Queste immagini ci sono o no?

Comunque sia, così come nel caso della distruzione delle Torri gemelle e del Pentagono il giorno 11 settembre 2001, in cui le uniche immagini disponibili si rivelarono poi essere solo il frutto di animazioni in CGI, anche in questo frangente le uniche riprese disponibili sono quelle del dipendente Ansaldo, Davide Di Giorgio. Ciò è da ritenersi un po' strano ed induce a pensar male. In effetti, i flash nonché la sequenza di crollo paiono la conseguenza di una demolizione controllata. Infatti le prime testimonianze si riferiscono a "lampi" e "boati" cui è seguito il collasso della struttura. Queste importanti dichiarazioni non sono state riportate dai media manistream e tanto meno prese in minima considerazione dagli inquirenti e non solo! Il 29 agosto l'agenzia ANSA scrive:

"Una bolla d'aria all'interno del tirante di calcestruzzo che avrebbe corroso e arrugginito i cavi di acciaio all'interno dello strallo. E' il primo scenario che i consulenti della procura di Genova ipotizzano come una delle possibili cause del crollo del ponte Morandi, avvenuto lo scorso 14 agosto e che ha provocato la morte di 43 persone. Il difetto sarebbe sorto durante la fase di "iniezione" del cemento che ingloba i trefoli, i cavi in acciaio. Le indagini dei pm si sono sin da subito orientate sul cedimento degli stralli. Già negli anni '80, lo stesso ingegnere Riccardo Morandi, in uno studio commissionato da Autostrade, aveva sottolineato corrosioni più sul lato mare che su quello monti. Una degradazione, scriveva Morandi, "più rapida di quello che ci si potesse aspettare".

Quindi i togati genovesi sono già orientati nell'avvalorare (chiudendo la questione) la tesi del cedimento di uno o più dei tiranti (stralli) che, sul viadotto Morandi, avevano funzione di rinforzo, al fine di smorzare le oscillazioni, ma che non erano preponderanti per sorreggere l'impalcato stradale, in quanto questo era prefabbricato ed autoreggente. La velocità nello scartare altri scenari e la propensione per il cedimento strutturale porta a legittimi sospetti di volontà di insabbiamento. Ciò anche alla luce delle dichiarazioni dell'Ingegner Enzo Siviero. Egli non esclude la possibilità della demolizione pianificata, poiché - poiché l'esperto afferma - le modalità del crollo suffragano questa congettura, in considerazione degli enormi interessi internazionali in gioco ed anche ricordando l'omicidio Mattei. Qui l'intervista. A queste precise asserzioni il Procuratore Capo Cozzi commenta in modo sprezzante: "Ipotesi deliranti".



Non è poi da trascurare che, nella mattinata del 14 agosto, la perturbazione che attraversava la Liguria e che avrebbe dovuto interessare il Ponente, fu spinta su Genova, determinando un fenomeno piovoso caratterizzato da una notevole attività elettrica. Ivi si sono accumulati decine di millimetri di pioggia in un lasso di tempo brevissimo, limitando così la visibilità a poche decine di metri. Il crollo del ponte Morandi proprio quella mattina potrebbe non essere casuale, tanto che molti cittadini testimoni dei fatti scambiarono i flash determinati dalle cariche esplosive (che anticiparono di pochi istanti il collasso della struttura) per folgori temporalesche. Anche la forte pioggia facilitò la demolizione, in quanto la nube piroclastica (dovuta alle cariche di dinamite deflagrate) e che fu scagliata a centinaia di metri di distanza dai piloni del ponte, fu in breve abbattuta dall'acqua copiosa che continuava a scendere.



Le tracce di "carbonizzazione" del cemento armato, proprio nei punti del suo "cedimento", confermano ulteriormente l'ipotesi della demolizione controllata. D'altronde nella notte precedente, sotto la pioggia, operai furono visti lavorare con alacrità sotto il viadotto, intenti a praticare fori nel cemento. Fori utili al collocamento delle ultime cariche? Era stato dato il via all'operazione? Certo è che la preventiva rimozione (sul sito di Autostrade per l'Italia) delle webcam che riprendevano la sezione di ponte, poi crollata due giorni dopo e cioè il 14 agosto, è quantomeno sospetta!




Il quadro si riempie di interrogativi e se i sospetti si sono subito orientati su "Società autostrada per l'Italia" di Benetton, a freddo e dopo una più ampia valutazione dello scenario internazionale, non si è tanto lontani dalla verità, quando si pensa ad una regia diversa e sovranazionale, soprattutto alla luce delle decisioni dell'Unione europea in merito alla "mobilità militare". Infatti il 28 marzo 2018 la Commissione Europea ha varato un piano che prevede la messa in sicurezza o la sostituzione dei ponti non idonei a sostenere un traffico massiccio di mezzi militari, nell'ambito di azioni di difesa contro la "minaccia russa".

Sulla pagina ufficiale dell'Unione europea si legge:

[...] "La politica per le infrastrutture e il settore degli investimenti offrono opportunità per una maggiore sinergia tra le esigenze civili e militari. Entro il 2019 la Commissione individuerà le sezioni della rete transeuropea di trasporto utilizzabili per il trasporto militare e i potenziamenti necessari da realizzare sulle infrastrutture esistenti (ad esempio l'altezza o la capacità portante dei ponti). Sarà elaborato un elenco prioritario di progetti. La Commissione prenderà in considerazione la possibilità di un sostegno finanziario supplementare dell'UE per questi progetti, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale".

Le continue diatribe tra istituzioni, popolazione, associazioni ambientaliste etc. che impedivano la rapida sostituzione dello strategico nodo stradale, hanno indotto i vertici del Governo ombra ad intervenire obtorto collo? Qualcuno ha deciso di portarsi avanti con il lavoro?

[1] Nel novembre 2017, quando mi recai per la seconda volta alla Corte d'appello di Genova per l'udienza di ricusazione del Giudice Varalli, che presiedeva il procedimento a mio carico nel quale, udite udite, il testimone chiave per l'accusa era lo stalker seriale Angelo Nigrelli (wasp) fu proprio Cozzi ad intervenire, in luogo del PM assegnato inizialmente per l'udienza. Fu lui a stroncare la mia richiesta di ricusazione asserendo che il sottoscritto aveva precedenti per rapina (una schifosa menzogna). Quindi si può ben comprende in che modo ed attraverso quali soggetti determinate questioni vengono affrontate per tacitare la verità.


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domenica 11 luglio 2010

Muore giovane durante una partita di calcio: la tragedia diventa un giallo

Pubblichiamo una cronaca circa il decesso di un giovane ligure. La prematura morte potrebbe essere stata provocata da un filamento identificabile con le fibre collegate al Morgellons? Le notizie sono frammentarie e mancano aggiornamenti sulle possibili cause della tragedia, ma pare che qualcosa di inquietante sia accaduto.

Aveva lo stomaco perforato da un piccolo oggetto filiforme, lungo circa mezzo centimetro, il giovane di vent'anni, Nicolò Scotto, di Ceranesi (Genova), morto all’improvviso la sera di sabato scorso (26 giugno 2010), mentre giocava a calcetto con alcuni amici a Campomorone (Genova). È il sorprendente esito dell’autopsia compiuta questa sera (29 giugno) dal professor Francesco Ventura. Non si è trattato, quindi, di un improvviso attacco cardiaco, come si era pensato in un primo momento. Il frammento trovato nello stomaco del giovane sarà ora sottoposto a nuovi esami microscopici per accertarne la natura. La piccola perforazione gastrica, di circa quattro millimetri, aveva anche provocato un’emorragia. I familiari del giovane hanno riferito al medico legale che Nicolò Scotto non stava bene da alcuni giorni: era più stanco del solito ed era pallido. A questo punto la Procura della Repubblica proseguirà l’inchiesta per accertare le cause della morte, inizialmente attribuite ad un infarto.


Fonte: Il Secolo XIX




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