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mercoledì 15 agosto 2012

For eyes only

Alcuni ricercatori ricordano che tutto quanto è attinente l’Ufologia è avvolto in un impenetrabile segreto. Questo è vero: militari e servizi di “intelligence” appartenenti ai principali paesi nel mondo si adoperano per occultare prove e testimonianze che riguardano avvistamenti di oggetti volanti non identificati, incontri con entità aliene, abductions etc. Non solo, migliaia di disinformatori sono addestrati per ridimensionare o negare casi significativi, screditare i ricercatori non allineati, intimidire i testimoni. Il cover up è dunque la prassi: inaugurato negli anni ‘40 del XX secolo, è proseguito sino ad oggi, sempre più monolitico, nonostante qualche timida (e strumentale) apertura.

A ben vedere, però, all’interno della poderosa roccaforte eretta per nascondere le verità inerenti alla xenologia, si trova un sancta sanctorum ancora più inaccessibile: è la questione “Biogeoingegneria”. Perché tutta questa censura? E’ una forma di segretezza talmente rigida che spiega per quale motivo le misure di controllo attuate ai danni degli ufologi sembrano bazzecole, quando sono confrontate con le persecuzioni perpetrate nei confronti di chi si occupa di scie chimiche. Se si escludono quegli studiosi che toccano nervi scoperti (coinvolgimento di militari in rapimenti e sparizioni inesplicabili, basi sotterranee, elicotteri privi di contrassegni, misteriose mutilazioni animali ed umane… ), all’Ufologia ed ai suoi esponenti si riserva di solito un trattamento a base di scherno e di sufficienza. Ben più feroci sono le misure adottate contro gli studiosi nel campo delle chemtrails. Ben più distruttiva è la denigrazione che facilmente culmina nella calunnia.

Dunque la Biogeoingegneria va oltre l’above top secret: veramente coincide con gli arcana imperii. Questo significa che le implicazioni climatiche, economiche, strategiche, pur importanti, non sono la chiave dell’enigma. Per provare a scioglere il nodo di Gordio, è necessario trascendere la visione della scienza materialista e reazionaria, il mero empirismo, per cominciare a definire i contorni di una realtà che non si può né investigare con gli strumenti tradizionali né percepire con i cinque sensi.

Non è sufficiente chiamare in causa cambiamenti genetici e piani di egemonia mondiale: oltre la degradazione del D.N.A. e la fondazione di una dittatura planetaria, si cela qualcos’altro… I dati raccolti, le acquisizioni, i collegamenti e gli addentellati lasciano intravedere in filigrana uno scenario che oltrepassa i confini dell'esperienza ordinaria, là dove ciò che è vitale per i dominatori è mortale per l’umanità ed il pianeta.

Qui per “vitale” e “mortale” non si intende solo quello che riguarda il piano fisico.

Articolo correlato: M. Baiata, U.F.O., segretezza e killer dell'informazione, 2012

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CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 1 agosto 2012

Come si cambia...

Riproponiamo due lettere inviate a suo tempo dall’egregia Teresa Barazzetti al quotidiano telematico locale, “Sanremonews”: le missive costituiscono una denuncia netta ed irrevocabile della Geoingegneria clandestina (alias “scie chimiche”) su Sanremo. La stessa lettrice, però, qualche mese addietro, nell’ambito di una controversia di cui non vogliamo qui occuparci, pubblicò sul blog del coniuge un articolo in cui ritrattava i suoi convincimenti in ordine alle attività di Geoingegneria, affermando di aver preso un abbaglio. La Signora Barazzetti, checché se ne pensi, è persona lucida ed abituata ad osservare. Così risulta tanto più singolare questo suo cambiamento di rotta, un’inversione che non commentiamo in nessun modo, lasciando ai lettori il compito di interpretare fatti e comportamenti.

"L'Epifania si porta via tutte le feste, ma ci porta tante, ma tante impressionanti scie chimiche ad infestare cielo, aria e terra con la loro appestante presenza e lo spray venefico che ci irrorano in quantità industriale. 'Prego signori, venghino!' era l'invitante proposta degli imbonitori da fiera della nostra infanzia: tanto più onesti nel mostrarci sia pur fasulle meraviglie da baraccone dei tanti fanfaroni prezzolati che ci invitano a guardare: televisione, campionati di corruzione mascherati da sport, pornospettacoli spacciati per varietà e fiction che hanno la pretesa di raccontare la vita e le opere di persone dabbene, ahiloro! riducendoli a nanodimensione. Il fine di tutto questo è che, più guardiamo dentro la scatola magica, meno ci guardiamo intorno e ancora meno o proprio per niente alziamo gli occhi al cielo per vedere cosa accade. Temo fortemente che in molti abbiano perso la funzione di alzare la testa, anche in senso metaforico, e che si limitino a poter guardare solo il soffitto sdraiati sulla poltrona del dentista!

Quando, i contemporanei, squallidi imbonitori di oggi, insieme agli innumerevoli pifferai di Hamelin, la smetteranno di riempirci gli occhi e le orecchie di fumo narcotico, avremo ancora la capacità di vedere e di sentire? E quella di ragionare da uomini liberi? Se li lasciamo fare ancora un po' mentre continuano a sostenere con affettata nonchalance che il cielo è popolato da tante 'belle e buone', comunque innocue scie di condensazione, temo che le speranze di recupero diventeranno sempre più scarse. Ma si vive meglio allarmandosi, cercando di sapere e capire cosa stia effettivamente accadendo ed eventualmente esprimendo il proprio dissenso, oppure anchilosandosi il collo guardando nella sola direzione a molti più congeniale, cioè verso terra? Facile la risposta: preoccupiamoci della spazzatura nelle strade (sacrosanto!), ma non sorge mai il dubbio che l'imbonitore moderno suoni la fanfara di Napoli per focalizzare l'attenzione e distrarre dalla spazzatura che insudicia abbondantemente i cieli sopra le nostre teste? E così sia!".
Lettera pubblicata sul quotidiano On-Line Sanremonews


"Faccio riferimento alla lettera del lettore Andrea e ne sono piacevolmente sorpresa anche se, parlando delle famigerate scie chimiche che, da tempo ormai, imperversano nei nostri cieli e sulle nostre teste, il termine 'piacevolmente' è sicuramente fuori luogo. Tuttavia, se finalmente qualcuno si prende il disturbo di alzare gli occhi al cielo per domandarsi che cosa stia succedendo e perché, ritengo sia comunque un passo avanti nella ricerca di risposte a domande che si fanno pressanti ed a cui nessuno ritiene di dover rispondere.

Negare il fenomeno è un'offesa alla intelligenza della gente che ritiene di avere il sacrosanto diritto di chiedere e di avere risposte sensate e veritiere. In un programma sull'argomento, trasmesso da Odeon Tv molto recentemente, l'inquietante argomento veniva trattato con serietà e competenza nel corso di due puntate e l'intervento telefonico di un funzionario dell'E.N.A.C., addetto alla sicurezza dei voli, interpellato sull'argomento, escludeva categoricamente che la massiccia comparsa di scie nei nostri cieli fosse dovuta ad un aumento dei voli civili in quanto, come chiaramente precisato, l'aviazione civile è strettamente controllata sotto l'aspetto delle emissioni inquinanti.

Allora, come cittadini abbiamo il diritto di avere delle risposte serie e il dovere di chiederle insistentemente, soprattutto quando ci rendiamo conto che, a domande serie, viene risposto con menzogne e, per sdrammatizzare, con facezie del tutto inopportune. Vogliamo sapere da chi di dovere, ossia dalle autorità Civili e Militari tenute a farlo, chi sono e da chi sono mandati i numerosissimi aerei che sorvolano i nostri territori ed i nostri mari, perché lo fanno e che cosa fanno. Ricordo poi che i nostri Sindaci sono tenuti, per l'incarico istituzionale che ricoprono, a tutelare la salute dei loro amministrati: da quali sostanze sono composte le scie rilasciate dagli aerei non identificati? Costituiscono un pericolo per la salute pubblica? C'è chi assicura di sì e allora vogliamo informarci ed informare, cari Signori?"

Carlo Alessi http://www.sanremonews.it/

Venerdì 07 dicembre 2007 ore 09:31

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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 9 agosto 2011

Max Bernabovi, un disinformatore per il popolo bove

Infiltrati, agenti provocatori e cellule dormienti

La disinformazione italiana ha il fiato corto. Nonostante il notevole dispendio di forze, uomini in incognito (spesso identificati e quindi resi innocui), denaro pubblico a iosa, la questione "geoingegneria clandestina" o più semplicemente "scie chimiche" è ormai il segreto di Pulcinella. A niente sono valsi i fiumi di fango, diffusi per mezzo di blog, forum, canali You-Tube e Facebook, tutti indirizzati al discredito, alla calunnia ed alla diffamazione degli attivisti che più degli altri si sono esposti in prima persona per informare nel modo opportuno la popolazione sul genocidio in corso. Ormai sono anni, eppure questi agenti da quattro soldi non sono riusciti a convincere.

Il finanziatore del programma di disinformazione (il Ministero dell'Interno) si è allora chiesto quale altro stratagemma potesse essere escogitato per conseguire lo scopo e così, prendendo spunto dalle tecniche tipiche delle operazioni di Polizia all'interno dei gruppi dissidenti e durante le proteste, è ricorso agli infiltrati, agli agenti provocatori o alle cellule dormienti. Si tratta di soggetti che si intrudono tra i comitati, le associazioni, i gruppi di attivisti che operano in Rete e sul territorio ed acquisiscono fiducia, operando nel classico modo che ognuno di noi in buona fede si aspetta: per il bene della comunità e contro i cosiddetti "avvelenatori". Eccoli quindi che si adoperano nell'organizzazione di conferenze, manifestazioni di piazza, raccolta di firme e quant'altro, lavorando in modo intensivo sulla Rete, con l'obiettivo di ottenere consenso.

In questi anni abbiamo portato alla luce verità scomode ed abbiamo smascherato diversi gatekeepers anche di "alto" livello. Spesso si trattava di persone non prive di astuzia, quasi insospettabili nonché con un curriculum di tutto rispetto.

Non è il caso di Massimiliano Bernabovi, i cui atteggiamenti appaiono subito sconsiderati, sopra le righe, ridicoli e non degni di attenzione. Sappiamo, però, che non bisogna sottovalutare nemmeno i pazzi, soprattutto quando iniziano ad istigare altri a delinquere ed anche perché il Bernabovi sembra sentirsi con le spalle coperte, proprio come altri suoi colleghi.

Chi è, però, Max Bernabovi? Sino a poche settimane fa, non sapevamo nemmeno chi fosse. Un giorno tuttavia ci avvisano che costui scrive su Facebook e sui suoi blog che noi di Tanker Enemy lo staremmo ingiuriando. Sottovalutiamo lo scapestrato e le sue azioni, così lasciamo correre per alcuni giorni. Si calmerà, pensiamo, visto che sul suo conto non abbiamo mai scritto una sola riga. D'altronde... chi lo conosce?

Passa il tempo e la situazione si complica, poiché molti nostri amici e collaboratori vengono coinvolti nella querelle. Tra questi Corrado Penna, Ivana Mannino, Daniele Fois ed altri attivisti di punta che qui non menzioniamo per brevità.

Max Bernabovi usa documenti pubblicati da Tanker Enemy, li modifica e li spaccia per suoi, affermando che siamo noi che glieli abbiamo plagiati. Organizza raccolte di firme, mentre scrive che la nostra petizione non è valida (Quale? Noi non abbiamo mai raccolto firme e ci siamo sempre mostrati scettici sull'utilità delle sottoscrizioni), organizza una conferenza con relativa manifestazione di piazza per settembre, così da seminare confusione, visto che è stato programmato un sit-in per novembre 2011.

Max Bernabovi ci attacca direttamente, anche se con frasi sconnesse e grottesche, dando l'idea di essere uno squinternato. Tuttavia capiamo che la sua non è solo stupidità, quanto pure una fine strategia ispirata dall'alto: infatti egli, nei suoi deliranti articoli, promuove, una per una, le pagine (già segnalate da noi alla magistratura) piene di infami contenuti del tartagliante Fioba (Massimo Della Schiava), di Orsovolante (Fulvio Turvani), di Armando De Para (Andrea Rampado, mentore del disinformatore camuffato, Tom Bosco, direttore di Nexus e di Puntozero), genxha (Matteo Boglione) etc., dipingendoli come vittime indifese dei nostri fantomatici crimini. Non solo! A dargli manforte, arriva, udite udite... Axlman in persona, famigerato negazionista che interviene solo nelle situazioni critiche o se deve redarguire i suoi subordinati. Una coincidenza? Non si direbbe.

Per tornare quindi alla domanda: "Chi è Max Bernabovi?", possiamo rispondere, in assoluta tranquillità, che si tratta di un altro dei già numerosi soggetti al soldo dello Stato. E' un individuo goffo e stralunato che ha un incarico preciso: favorire l'implosione del movimento contro le attività di aerosol clandestine dal suo interno, istigando alla discordia e generando caos. Ovviamente è un vano tentativo il suo, ma è bene che si conosca chi si arrabatta sulla Rete per tentare di arginare la marea della vera informazione. Certamente viene da ridere, quando si constata che il sistema è costretto a reclutare personaggi scalcinati e svitati come il povero Max. Basta, infatti, guardarlo in faccia per capire che ha qualche rotella fuori posto. Non ci stupiamo più di tanto, però, considerando i figuri al "potere" che non sono certo meno sconvolti.


Una nota a margine:

Che cosa dire dello spregevole axlman? Possiamo solo augurargli la fine di Berlusconi e del suo governo commissariato. I tempi sono maturi.

Articolo correlato: C. Penna, Lo pseudo-attivista contro le scie chimiche Max Bernabovi sale sul carro dei disinformatori, 2011



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