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giovedì 1 marzo 2018

Terapia d'urto



La strepitosa, dirompente intervista rilasciata dall’intrepido ed integerrimo Enrico Gianini è davvero un punto di svolta nella denuncia del crimine per antonomasia, la biogeoingegneria assassina alias chemtrails (scie chimiche in italiano). Non è la prima volta in cui un tecnico aeroportuale, con competenza, argomenti inoppugnabili e dati concreti acquisiti sul campo, rivela l’inconfessabile, ossia le diverse sfaccettature del genocidio in atto, sia quelle più evidenti sia le implicazioni recondite della “guerra climatica”: è la prima volta in cui ciò accade in Italia. La travolgente testimonianza è un passo decisivo, nei confronti del quale gli interventi e gli articoli dell’opposizione tradizionale sono mormorii sovrastati dal rumore assordante della disinformazione mainstream.



Abbiamo di recente ascoltato alcuni contributi di giornalisti e scrittori dissidenti in merito all’attuale degradato quadro socio-politico ed economico: ne abbiamo tratto motivi di enorme, anzi infinita delusione. In primo luogo, se nell’analisi non si colloca al primo posto la geoingegneria clandestina, non si avanza di un millimetro. E’ come se si volesse costruire un grattacielo di cento piani con mattoni di fango. Inoltre tali disamine o sono ancorate a schemi logori pseudo-marxiani (è il caso del bolsissimo Giulietto Chiesa) o, pur lucide ed incisive, si attestano su orizzonti già arcinoti. Si ripete che la “democrazia” è ormai avviata verso la dittatura, dolce alla Huxley, o feroce alla Orwell, per mezzo delle solite strategie adottate dagli apparati per orientare, circuire e spaventare l’opinione pubblica: la dialettica para-hegeliana problema, reazione, risoluzione; il totalitarismo per gradi; il trauma causato dalle crisi economiche, la distorsione delle notizie, le crociate boldriniane contro la verità e via discorrendo.

In fondo, anche senza chiamare in causa Elias Canetti, Edward Bernays, Julian Huxley, il Gruppo Tavistock etc., ci si può riferire ad Alessandro Manzoni che, nei “Promessi sposi”, aveva già intuito quasi tutto rispetto alle tecniche adottate dagli oppressori: la Realpolitik, la collusione tra magistratura e governanti, il ricorso, per opera delle classi dirigenti, alla demagogia, la guerra come costante nello scacchiere internazionale…





Non sappiamo se sia più imbarazzante o deprimente ascoltare certe disquisizioni di un temporeggiatore quale Giulietto Chiesa (in confronto Quinto Fabio Massimo era fulmineo) che ciancia di immigrazione non controllabile (sic!), di riscaldamento climatico (sic!!!), di asse Cina-Russia contro l’Occidente, come se ogni “Stato non fosse una dittatura” (A. Gramsci). Sono argomenti buoni per intrattenere l’uditorio, per illuderlo che esista ancora un dissenso, quello di Pandora Tv, nome quanto mai emblematico e rivelatore.



Ad un livello senza dubbio superiore collochiamo le disamine di Enrica Perrucchietti: sono ricognizioni precise, icastiche, ma ottime più per scrivere libri che per svegliare le coscienze, se esistono ancora coscienze. Per una rivoluzione copernicana, infatti, servono le azioni vulcaniche di Enrico Gianini, serve la brutale franchezza di chi dichiara che Massimo Mazzucco (un esempio fra i numerosi) e compagnia cantante appartengono al negazionismo, molto più di Paolo Attivissimo e sodali. E’ necessario l’ardimento di chi non si trincera dietro l’ambigua dicitura “free vax,” perché sa esprimere apertis verbis la sua strenua, implacabile contrarietà alle iniziative di un sistema irriformabile, in quanto squisitamente satanico. E’ necessaria quindi una terapia d’urto e non il consueto borborigmo di pseudo-attivisti e falsi informatori indipendenti.



Ascriviamo al novero di un’”opposizione voluta ed autorizzata dal sistema” (G. C. Argan) anche tutte quelle voci “controcorrente” di partiti e partitini che hanno presentato le loro liste in occasione dell’ormai prossima buffonata ed abbuffata elettorale: i movimenti che paiono critici dell’establishment, ne sono parte costitutiva, se non per adesione all’ideologia dominante, per codardia, convenienza e vanagloria. Si consideri – anche qui solo a titolo di esempio (ab uno disce omnes, da uno solo capirai tutti, Virgilio) - l’articolo negazionista (datato 2016) circa la geoingegneria illegale, pubblicato dal padre (Luigi Di Stefano) del candidato di CasaPound, Stefano, sul sito del movimento. Povero Ezra Pound, un intellettuale di incredibile spessore associato a certi personaggi… Che pensare poi di Nogeoingegneria, il sito che sta alla lotta alle chemtrails come Matteo Renzi sta all’inglese?

Una donna che ama adornarsi con monili e gioielli, quando decide di fare un po’ di repulisti, si sbarazza della bigiotteria. Ebbene, innumerevoli portali “anti-sistema”, innumerevoli penne “anti-sistema” (pure Diego Fusaro), sono come bigiotteria di cui, prima o dopo, ci si sbarazza. E Byoblu? Meglio Scooby-Doo.



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venerdì 21 aprile 2017

Errata corrige



Dopo anni di divulgazione, purtroppo sono ancora diffusi alcuni luoghi comuni a proposito della geoingegneria clandestina ed addentellati. Pur nella consapevolezza di ripetere in parte contenuti su cui abbiamo altre volte indugiato, riteniamo opportuni alcuni richiami.

• La geoingegneria illegale non è in alcun modo legata all’esigenza di ridurre il cosiddetto riscaldamento globale (che è una truffa) e le emissioni di biossido di carbonio in atmosfera. Tutti gli inconcludenti discorsi incentrati su tale nesso sono fumo negli occhi, il tentativo maldestro di giustificare operazioni che hanno preminenti scopi strategici e demografici.

• Non è vero che le scie chimiche preannunciano o causano le piogge: spesso, dopo intense inseminazioni igroscopiche, cadono misere precipitazioni che sarebbero state, invece, copiose, se non fossero stati aggrediti i fronti perturbati. Quando l’area anticlonica è possente, è inevitabile che qualche goccia qua e là cada o che si scatenino violenti nubifragi in aree circoscritte.

• Le attività di avvelenamento globale non sono compiute per mezzo di misteriosi velivoli privi di contrassegni, ma quasi sempre attraverso aerei di linea (passeggeri e cargo), usando sia carburanti speciali sia composti chimici ad hoc.

• La geoingegneria bellica non è un insieme di progetti che devono essere ancora attuati, ma una deleteria prassi quotidiana da almeno una trentina d’anni.

• Non è corretto affermare che solo i paesi aderenti alla N.A.T.O. sono sottoposti agli attacchi chimici e biologici: tutti gli Stati che dispongono dell’aviazione militare e sono attraversati da rotte civili sono, in misura maggiore o minore, coinvolti nelle operazioni in esame. Si può anzi asserire senza tema di smentita che, essendo l’O.N.U. a gestire l’Agenda 21, ossia lo sfoltimento di alcuni gruppi della popolazione mondiale con il pretesto di proteggere le risorse naturali, ogni nazione, dal momento che aderisce al criminale apparato internazionale, è bersagliata.

• Non è vero che gli scienziati adoperano solo il termine “geoingegneria”, disdegnando il lessema “chemtrails” (in italiano reso con la dicitura “scie chimiche”): lo stesso Herndon impiega entrambi i vocaboli, considerandoli equivalenti ed intercambiabili da un punto di vista concettuale, in quanto riferiti comunque ad una sistematica distruzione dell’ambiente ed all’intossicazione degli esseri viventi. L’arsenico è e resta un veleno, anche se lo chiami “essenza di bergamotto”.

• E’ una falsità ribadire che la comunità scientifica (quella vera, non la fanatica setta dei negazionisti a cottimo) ignora la biogeingegneria assassina: scienziati e ricercatori (biologi, medici, climatologi, fisici, chimici, botanici, storici, glottologi… ) che l’hanno sviscerata e la denunciano sono in numero considerevole!

• Non è esatto ripetere che si ignora chi abbia ideato e perpetri il genocidio noto anche come “scie chimiche”: si conoscono le multinazionali che si trovano nella cabina di regia [le corporations agro-alimentari (in primis la Monsanto e la Dupont), le industrie farmaceutiche (Bayer, Merk), quelle belliche (Raytheon etc.), gli enti per lo studio e la protezione (sic) degli ecosistemi e della salute (N.O.O.A., C.D.C. etc.), istituzioni “scientifiche” (N.A.S.A.), ministeri, governi, strutture militari (D.A.R.P.A.)... Le associazioni “ambientaliste” (in Italia Lega ambiente, Italia nostra, Greenpeace, F.A.I. etc.), quando non gestiscono direttamente la propaganda e la pericolosa disinformazione, contribuiscono a creare una cortina fumogena per confondere l’opinione pubblica e per dirottare il dibattito inerente a temi ambientali sul falso problema del biossido di carbonio. Anche gli scopi sono arcinoti: per rinfrescare la memoria circa strategie ed obiettivi, rimandiamo al volume “Scie chimiche: la guerra segreta”, 2015, all’omonimo documento-video ed al recente “Scie chimiche: tutti devono sapere!”, 2017.

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