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lunedì 1 agosto 2016

Sai che cosa significa S.A.I.?



La sigla “S.A.I.” sta per Stratospheric aerosol injection, ossia diffusione di particolato nella stratosfera: la S.A.I. è una fra le foglie di fico con cui il sistema prova a nascondere o, per lo meno, a ridimensionare le attività in corso di geoingegneria clandestina-scie alias chimiche. Ufficialmente la S.A.I. è presentata come un progetto volto a mitigare il solito inesistente riscaldamento globale da CO2, riflettendo parte della radiazione solare verso lo spazio: l’albedo, ottenuta in questo modo, riverbererebbe una quota comunque minima dell’energia proveniente dal Sole. In tale contesto depistante e menzognero vanno lette le recenti dichiarazioni dell’attuale Direttore della C.I.A., John Brennan, che considera la geoingegneria un’opzione auspicabile, sebbene dispendiosa e foriera di squilibri geopolitici.

Assistiamo al solito tentativo per opera di certi settori istituzionali di convincere la popolazione che taluni "trattamenti" per la nostra atmosfera sono, oltre che legittimi, necessari e solo in quest'ottica vanno interpretate le dichiarazioni di Brennan. Sono discorsi che Giulietto Chiesa pare (o finge?) non aver compreso: infatti il "riscaldamento globale" da CO2 non esiste. La sua esegesi deve essere rigettata, poiché, volontariamente o meno, avvalora la balzana tesi dei geoingegneri e cioè che disperdere nanoparticolato di alluminio e vetro nella stratosfera sarebbe azione da intraprendere per “salvare la Terra”. Sino a quando non si prendono le distanze dalla frode del "global warming" dovuto al biossido di carbonio o ai raggi cosmici (sic!), si porta solo acqua al mulino dei globalizzatori che, invece, intendono trasformare il pianeta in una gigantesca fornace.



La stratosfera è la parte dell’atmosfera terrestre che comincia a 15 km di altitudine circa: NON è la zona in cui si compie la stragrande maggioranza delle operazioni chimiche che sono eseguite, infatti, a quote medio-basse o basse (nella troposfera) là dove una scia di condensa non si può assolutamente formare. [1] [2]

Visto che, però, l’obiettivo del complesso militare-industriale riguarda il dominio completo della biosfera sotto ogni profilo ad ogni latitudine… ed altitudine, è evidente che, attraverso droni, sono dispersi composti tossici pure nella stratosfera per ottenere un capillare controllo dei processi atmosferici e climatici. D’altronde anche la ionosfera è ubicata a quote elevate ed è oggetto di pesanti e rovinose manipolazioni per mezzo dei riscaldatori ionosferici (o impianti H.A.A.R.P.).


[1] La stratosfera è la zona che alle medie latitudini ha inizio intorno ai 15 km di altitudine e termine con un sottile strato a caratteristiche costanti (stratopausa) verso i 50 km. La stratosfera è contraddistinta da un progressivo aumento della temperatura cinetica; vi si generano le correnti a getto e le più elevate concentrazioni di ozono; in essa si disintegra completamente la maggior parte dei meteoriti e si formano le nubi madreperlacee.

[2] La troposfera (dal greco:τροπος, modo, mutazione, cambiamento) è la fascia sferoidale aeriforme dell'atmosfera che si trova a diretto contatto con la superficie terrestre, di spessore variabile a seconda della latitudine: ai poli è spessa solamente 8 km mentre raggiunge i 16-20 km all'equatore.

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lunedì 6 luglio 2009

H.A.A.R.P.: una serie televisiva toglie il velo del progetto militare



La rete televisiva statunitense N.B.C. manderà in onda, tra il 26 luglio ed il 2 agosto, una serie dedicata a H.A.A.R.P. La serie è presentata come una "realtà nascosta dietro la finzione", quindi si inserisce nello stesso solco del film Toxic skies in cui la fiction è un pretesto per denunciare un problema concreto.

Ricordiamo che cos'è H.A.A.R.P.

Il termine H.A.A.R.P. è da leggersi per esteso come “High-frequency Active Auroral Research Project” (Progetto attivo aurorale di ricerca ad alta frequenza) ed è stato oggetto di numerose controversie già fin dai suoi inizi, ovvero dalla metà degli anni ’80.

La nascita di H.A.A.R.P. risale al 1987, quando il consulente dell'Atlantic Richfield Corporation (A.R.C.O.), il fisico Bernard J. Eastlund, applicò le sue intuizioni derivate da un brevetto dell'inventore serbo Nikola Tesla (1856-1943) denominato "Metodo ed apparecchiatura per l'alterazione di una regione dell'atmosfera, ionosfera e/o magnetosfera terrestre" numerato U.S. Patent #4.686.605.

L'installazione principale del progetto H.A.A.R.P. si trova in Alaska a Gakona, 150 miglia circa a nord-est di Anchorage. La scelta di questo sito è stata dettata da tre motivi principali:

- la sua vicinanza al Polo e quindi alla zona di concentrazione delle linee magnetiche del nostro pianeta;
- la presenza di notevolissime fonti energetiche naturali nel sottosuolo;
- la sua distanza da centri urbani.

Il programma H.A.A.R.P. ha portato o porterà alla costruzione di un sistema di 365 antenne, alte 22,5 metri capaci di trasmettere con l'obiettivo di migliorare le comunicazioni militari, con un raggio d'energia ad alta frequenza nella ionosfera.

La ionosfera è quella parte di regione atmosferica che inizia sui 50 Km d'altitudine e termina intorno agli 800 Km. Il brevetto militare è così registrato: "Creazioni di lenti ottiche dalla condensazione dell'atmosfera in grado di liquefare il sistema di guida dei missili balistici nemici; messa a punto di antenne virtuali nella stratosfera per agevolare le comunicazioni con i sommergibili nucleari sul fondo degli oceani".

In verità queste antenne possono scoprire laboratori nucleari sotterranei e per giunta far esplodere bombe nemiche nei silos di alloggio. Soprattutto possono modificare le condizioni climatiche in zone specifiche del globo. Al giorno d'oggi, esistono circa 400 brevetti collegati al progetto H.A.A.R.P. e la maggioranza di loro è costituita da progetti offensivi, cioè da armi di aggressione.

Il Professor Alessio Di Benedetto ricorda che con H.A.A.R.P. si possono ottenere i seguenti risultati:

- influire in maniera drastica sul tempo atmosferico;
- provocare terremoti e maremoti;
- interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali;
- generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva;
- eseguire la tomografia della Terra;
- irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità;
- eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.



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