martedì 14 luglio 2026

Cieli di plastica e fisica sbugiardata: perché il sistema ha hackerato la nostra atmosfera

Il mistero della pioggia che non c'è più

Il blu cobalto è sparito. Al suo posto, una nebbia chimica, lattiginosa e persistente che la fisica ufficiale non riesce a spiegare — o forse è proprio la scienza a sbugiardare il sistema. Viviamo sotto un soffitto bianco che non scarica pioggia, nonostante il caldo atroce e l'afa soffocante. Vi siete mai chiesti perché le leggi della natura sembrano sospese? La risposta non è nei talk show, ma tra le righe di manuali strategici e nei grafici ufficiali dell'ARPAL. Esiste una discrepanza brutale tra la narrazione del "cambiamento climatico" e la realtà documentale: una guerra invisibile all'umidità combattuta sopra le nostre teste.

Radar vs. nuvole: la pulizia etnica dell'umidità

Per i vertici militari, le nuvole non sono vita, sono "rumore". Nel testo tecnico di Robert A. Ball, “The fundamentals of aircraft combat survivability”, la verità emerge con una freddezza disarmante: l'ossigeno ed il vapore acqueo sono ostacoli che attenuano i segnali radar. Sopra i 10 GHz, l'atmosfera diventa un muro. Progetti come l'R.F.M.P. (Radio Frequency Mission Planner) ed il suo braccio operativo, il Sottoprogetto V.T.R.P.E., hanno un obiettivo brutale: eliminare le "idrometeore" (pioggia, neve, nebbia) per permettere una mappatura elettronica tridimensionale del territorio senza interferenze.

Ball è chirurgico nel descrivere il problema:

"Precipitazioni in atmosfera sotto forma di pioggia, neve e nebbia possono ridurre significativamente i segnali radar così come contribuiscono al rumore di fondo. [...] Il tasso di attenuazione sia in caso di una lieve pioggia sia di nebbia fitta è di circa 0,1 dB / km per un segnale a 10 GHz radar. Di conseguenza il segnale sarà ridotto di 10 dB dopo aver percorso 100 km".

È come cercare di vedere attraverso una tenda bagnata: i militari preferiscono distruggere la tenda. Stiamo assistendo allo smantellamento programmato dell'idrosfera per ottimizzare la precisione di un sensore. Una follia tecnologica che sacrifica l'equilibrio della biosfera per il dominio dello spettro elettromagnetico.

Il paradosso della Liguria: quando la fisica di Clausius-Clapeyron fallisce

La fisica dell'atmosfera ha una regola aurea: l'equazione di Clausius-Clapeyron. Essa stabilisce che per ogni grado Celsius di aumento della temperatura, l'atmosfera trattiene il 7% di vapore acqueo in più. In teoria, più caldo significa più evaporazione e, dunque, piogge più abbondanti. Ma i dati ufficiali ARPAL sulle tendenze climatiche in Liguria rivelano un "andamento chiastico" — un incrocio della morte dove le linee divergono invece di seguirsi.

Osservando il grafico delle tendenze regionali (1965-2026), dove il dato finale rappresenta una proiezione di tendenza ormai consolidata, i numeri gridano vendetta:
* Febbre Regionale: la temperatura media è passata dai 14.4°C del decennio 1965-1975 ai 15.8°C previsti per il 2020-2026, con un aumento netto di +1.4°C/+1.6°C.
* Emorragia Idrica: nello stesso arco temporale, le precipitazioni medie annue sono crollate da 1050mm a soli 820mm.
* Il grande arido: il bilancio idrico è in contrazione del 10-15%, con picchi del 22% nel lungo periodo. La siccità si polarizza ferocemente nel Ponente ligure, con piogge concentrate in eventi rari e distruttivi.

Se la temperatura sale e la pioggia sparisce, la fisica è stata hackerata. L'unica spiegazione scientificamente onesta è l'introduzione di una "variabile esterna": aerosol chimici che impediscono al vapore di condensare naturalmente.

Il segreto del 1943: ottant'anni di menzogne Ci propinano la favola che le scie persistenti siano un "inevitabile" effetto collaterale dei motori moderni. Menzogne. I documenti militari rivelano che già nel 1943, durante i raid della Seconda Guerra Mondiale su Schweinfurt e Regensburg, l'aviazione sapeva perfettamente come occultare i propri velivoli.

La storia ufficiale è stata riscritta per coprire il presente:

"Le scie di condensazione (contrails) e le fiamme di scarico dei motori venivano soppresse per rendere più difficile l'individuazione precoce in aria".
Se ottant'anni fa potevano eliminare le scie per ragioni tattiche, perché oggi il cielo ne è solcato da parte a parte? La risposta è ovvia: oggi le scie servono. Le dichiarazioni di N.A.S.A. e F.A.A. sull'inevitabilità del fenomeno sono palesemente false. Non sono "incidenti" della fisica, ma operazioni deliberate. La tecnologia per il cielo azzurro esiste dal secolo scorso; se oggi è bianchiccio, è perché qualcuno ha deciso così.

Sali di bario e biosfera: il costo del deserto artificiale

Per ottenere questo "vuoto spinto" radar, vengono disperse sostanze altamente igroscopiche: sali di bario e gel di silicio. Queste polveri agiscono come spugne chimiche, prosciugando l'umidità dell'aria prima che possa diventare pioggia. Il risultato è un olocausto ambientale silenzioso.
L'arroganza militare sta distruggendo la biosfera:

* Soffocamento vegetale: gli alberi, privati dell'umidità atmosferica che dovrebbero assorbire dalle foglie, si ammalano e deperiscono.
* Siccità indotta: l'agricoltura viene messa in ginocchio da un inaridimento artificiale che non ha nulla di "naturale".
* Cortina fumogena: mentre il pianeta brucia, una masnada di negazionisti e politici compliacenti erige un muro di disinformazione per impedire al pubblico di capire che il nemico è sopra le loro teste.

Conclusione: verso un futuro artificiale? Siamo passati dal cielo azzurro e colmo di nuvole paffute dei nostri padri ad una caligine polverosa e sintetica. Questa metamorfosi non è un caso, ma il risultato di operazioni polivalenti: la "pulizia" dell'atmosfera è un requisito tecnologico per la mappatura totale ed il controllo militare, venduto al pubblico sotto la comoda etichetta del riscaldamento globale antropico.
I dati ARPAL ed i manuali strategici non lasciano spazio a dubbi: il clima è stato sequestrato per scopi tecnologici. Siamo davvero pronti ad accettare un pianeta arido, chimicamente alterato e mappato fino all'ultimo centimetro, in cambio della nostra stessa sopravvivenza biologica? La prossima volta che guarderete quel cielo lattiginoso, ricordatevi: non è tempo che cambia, è il complesso militare-industriale che sta lavorando.

🔷 Scarica QUI e condividi il Dossier in formato PDF.
🔷 Scarica QUI e condividi il Dossier in formato Powerpoint.
🔷 DA GIUGNO 2006 AUTONOMIA ED INDIPENDENZA. IL TUO SOSTEGNO E' DECISIVO. SOSTIENI ANTONIO E ROSARIO MARCIANO'. SOSTIENI TANKER ENEMY. AIUTACI A SOSTENERE LE SPESE LEGALI. CLICCA QUI.
🔷 Nota: nel caso la donazione tramite la piattaforma Donorbox non dovesse avere buon fine, scrivete a: sostienitankerenemy@gmail.com

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 29 giugno 2026

La genesi delle grandine: facciamo chiarezza

Il "cloud seeding" (inseminazione delle nubi) è una tecnica di modifica meteorologica che stimola artificialmente le precipitazioni. Viene attuato disperdendo nelle nubi sostanze come ioduro d'argento o ghiaccio secco. Queste particelle fungono da nuclei di condensazione, favorendo la formazione di gocce d'acqua o cristalli di ghiaccio abbastanza pesanti da cadere al suolo. Il "Cloud Seeding" è regolamentato dalla legge Galli n°36 del 1994 ( https://acesse.one/pqtwxai ).

Questo metodo di modifica artificiale delle condizioni meteorologiche è assurto ad immeritata notorietà grazie alle informazioni del Maresciallo (in riserva) Roberto Nuzzo, il quale, avendo avuto la possibilità di parlarne più volte in oltre quattrocento puntate sul canale TV "Telecolor", ha spesso associato l'inseminazione delle nubi temporalesche alle ormai famose "scie chimiche. Nulla di più errato e forviante. Infatti il "cloud seeding" è un'attività marginale e non sempre è la causa delle "bombe d'acqua", in quanto i nubifragi sono bensì provocati dal "TMC-65" ( https://www.tankerenemy.com/search?q=TMC-65 ), in sinergia con le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse (scie chimiche). Ma allora qual è la genesi delle violente grandinate?

Le "nubi da bel tempo", dette tecnicamente Cumulus humilis, si formano quando il suolo riscaldato dal sole fa salire l'aria umida. Salendo, l'aria si espande, si raffredda e condensa in piccoli batuffoli bianchi con una base piatta. Raggiungono la massima estensione nelle ore più calde e si dissolvono in serata.

La formazione di queste nubi segue un processo ciclico e preciso, legato alla dinamica dell'atmosfera:

Riscaldamento del suolo:

Nelle giornate di sole, i raggi solari riscaldano la superficie terrestre.

Moti convettivi:

L'aria a contatto con il suolo si riscalda, diventa più leggera e inizia a salire verso l'alto (sotto forma di "bolle" o correnti termiche), portando con sé vapore acqueo.

Condensazione:

Salendo di quota, la pressione atmosferica diminuisce, l'aria si espande e la sua temperatura cala. Raggiunto il "punto di rugiada" (o livello di condensazione), il vapore acqueo si trasforma in microscopiche goccioline d'acqua, rendendo visibile la nuvola.

Base piatta:

La parte inferiore della nuvola appare piatta perché è esattamente l'altezza in cui la temperatura scende abbastanza da far iniziare la condensazione.

Dissolvimento serale:

Quando il sole tramonta, il suolo si raffredda, le correnti ascensionali cessano ed i cumuli tendono a svanire rapidamente, lasciando il cielo sereno.

Il fattore "X" che nessuno considera: la diffusione aerea di composti igroscopici

Durante le ore diurne (ma anche di notte) il sorvolo a bassa quota di vettori (in gran parte civili) - che bruciano carburanti speciali - determina la formazione di stratificazioni artificiali, spacciate per cirri d'alta quota e definite dall'aeronautica militare italiana "innocue velature" o "velature alte in quota". In realtà si tratta di stratificazioni che stanziano a non più di 2.000 metri di altitudine ed inducono effetto serra, ovvero intrappolano la radiazione infrarossa ed impediscono il raffreddamento della bassa troposfera. La contestuale distruzione dei cumuli da bel tempo che, come abbiamo visto, si sviluppano durante le giornate soleggiate e la cui umidità viene catturata dalle "innocue velature" (le scie chimiche), provoca un ulteriore anomalo incremento delle temperature. Questo meccanismo perverso viene spacciato per "cambiamento climatico" da CO2, ma è la diretta conseguenza della geoingegneria militare. Qui ribadiamo che le cosiddette "scie chimiche" non sono da confondersi con il "Cloud Seeding", in quanto hanno obiettivo cruciale opposto: impedire le precipitazioni piovose ed ottimizzare l'atmosfera per la propagazione delle comunicazioni in altissima frequenza (banda Ka).

Il termostato della Terra: il potere dimenticato delle nubi

Secondo il Nobel John Clauser, il vero motore del clima terrestre non sono i gas serra, ma un meccanismo termostatico naturale basato sulle nuvole. Questo processo regola la temperatura attraverso la riflettività della luce solare: quando la copertura nuvolosa è densa, la luce viene respinta nello spazio raffreddando il pianeta; quando diminuisce, il calore aumenta.

Le temperature globali dipendono direttamente dal ciclo solare e, soprattutto, dalla presenza delle nubi. Clauser è categorico nel criticare l'approccio dell'IPCC:

"La Terra ha le nuvole e non possiamo ignorarlo. Io sostengo che ogni tipo di nuvola fornisce automaticamente un meccanismo termostatico di riflettività della luce solare che controlla fortemente il clima e la temperatura della Terra. L'IPCC afferma di essere certa che il meccanismo dominante sia quello della CO2 ma io affermo che è assurdo".

Perché la nuvolosità naturale sta quindi scomparendo? Non si tratta di un fenomeno un fenomeno naturale, ma il risultato di operazioni di geoingegneria clandestina. L'obiettivo consiste nell'eliminazione della copertura nuvolosa naturale per uno scopo preciso: facilitare le comunicazioni via etere in alta frequenza.

La causa? Le onde radio ad alta frequenza "non vanno d'accordo con l'acqua" contenuta nelle nubi. Per questo motivo, attraverso attività di aerosol condotte in gran parte da velivoli commerciali, si interviene per dissolvere le nuvole. Questo intervento umano diretto produce:

* Riscaldamento localizzato: non dovuto all'effetto serra, ma alla rimozione del "termostato" naturale.
* Siccità e desertificazione: una conseguenza intenzionale dell'interferenza pesante sul ciclo dell'acqua.

Il paradosso della eliminazione delle "nubi da bel tempo" (Cumulus humilis)

A causa delle operazioni di aerosol clandestine, che inducono effetto serra, le temperature aumentano in modo anomalo e, soprattutto, i valori termici non calano durante le ore notturne (assenza di "escursione termica), motivo per cui, di giorno in giorno, si avrà un netto peggioramento della situazione, innescando un meccanismo termodinamico che produrrà le condizioni ideali per la produzione di devastanti grandinate. Le forti grandinate, dunque, da che cosa dipendono?

Il meccanismo che determina la formazione della grandine

I cumulonembi (celle ad incudine) si formano quando masse d'aria calda ed umida salgono rapidamente nell'atmosfera (correnti ascensionali) a causa dell'instabilità termica. Salendo, l'aria si raffredda, condensando l'umidità in nubi a sviluppo verticale che possono raggiungere oltre i 10 km di altezza.

Il processo di formazione si articola in tre fasi ben distinte:

Fase di sviluppo (Cumulo congesto):

L'aria calda sale, formando nubi a torre. All'interno, violente correnti portano vapore acqueo oltre il livello di condensazione.

Fase di maturità (Incus): La cima della nube raggiunge la tropopausa, dove l'aria non può salire ulteriormente e si espande orizzontalmente, assumendo la caratteristica forma a incudine. All'interno si scontrano acqua, ghiaccio e grandine, generando cariche elettriche (fulmini) e precipitazioni intense.

Fase di dissolvimento:

Le correnti discendenti (fredde) prevalgono su quelle ascendenti, privando la nube della sua alimentazione e causando l'esaurimento del temporale.

La grandine si forma all'interno dei cumulonembi, le grandi nubi temporalesche, grazie a forti correnti d'aria verticali. Le correnti spingono le gocce d'acqua verso l'alto fino a zone con temperature sotto lo zero, dove congelano. Il ciclo di salite e discese fa accumulare strati di ghiaccio, finché il peso del chicco supera la spinta del vento.

Il processo completo si articola in tre fasi:

Formazione del nucleo:

Forti correnti ascensionali portano le goccioline d'acqua oltre la quota dello zero termico, facendole congelare in piccoli cristalli di ghiaccio.

Accrescimento a strati:

Il ghiaccio viene trascinato su e giù nella nube dai venti; ad ogni passaggio incontra umidità ed altre goccioline che si attaccano e congelano, formando strati concentrici (proprio come una cipolla).

Caduta al suolo:

Quando il chicco diventa troppo pesante per essere sostenuto dalla corrente ascensionale, precipita al suolo sotto forma di grandinata.

Approfondimenti:

- "Il Nobel John Clauser smaschera il dogma: la crisi climatica è un falso ed il segreto è nelle nuvole" ( LINK )
- "CLIMA E BUROCRAZIA: PERCHÉ IL DDL "CIELI BLU" È UNA LEGGE INUTILE (E SCRITTA MALE) CHE REGOLA CIÒ CHE GIÀ ESISTE" ( LINK )

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 22 giugno 2026

Clima e burocrazia: perché il DDL "cieli blu" è una legge inutile (e scritta male) che regola ciò che già esiste

Nelle ultime settimane, bacheche e linee di conversazione si sono riempite di appelli per firmare una proposta di legge di iniziativa popolare denominata DDL "Cieli Blu". L'obiettivo dichiarato dai promotori? Introdurre un "divieto di modificazione artificiale delle condizioni meteorologiche" all'interno dello spazio aereo italiano per combattere la geoingegneria. C'è però un enorme cortocircuito normativo su cui nessuno vi sta informando: questa iniziativa è inutile, perché la materia è già regolata in Italia da oltre trent'anni!

D’altronde l’Italia ha disciplinato il “Cloud seeding” (spesso citato dai promotori del “DDL cieli blu” scambiandolo erroneamente per le “scie chimiche”), prendendo spunto dai decreti di altri Paesi – come il celebre “Real Decreto 849/1986” in Spagna – e quindi si ignora che l'Italia ha fatto esattamente la stessa cosa decenni fa, con strumenti giuridici addirittura ben più solidi e strutturati. Il problema, piuttosto, è come sono applicate queste norme!

Non dimentichiamo poi che esiste una legge internazionale, ratificata dallo Stato italiano. E’ la Legge 29 novembre 1980, n. 962: è il provvedimento italiano che ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione ENMOD (Adottata a New York il 10 dicembre 1976). Il trattato internazionale vieta formalmente l'uso di tecniche di modifica ambientale a fini militari o ostili, ovvero qualsiasi manipolazione dei processi naturali (clima, tettonica a zolle, ecosistemi) per causare distruzione o danni.

Punti chiave della Convenzione

Divieto assoluto:

È illegale impiegare tecniche di modificazione ambientale che abbiano effetti diffusi, duraturi o gravi come mezzo di guerra o per qualsiasi scopo ostile.

Tutela dell'ambiente:

L'accordo mira a proteggere gli ecosistemi, l'atmosfera e il suolo dagli attacchi bellici non convenzionali.

Deroghe per scopi pacifici:

La convenzione non impedisce l'uso di tecniche di modificazione ambientale per scopi pacifici (es. meteorologia o prevenzione di calamità naturali).

Struttura del Provvedimento

La legge si compone di due articoli principali: autorizzazione alla ratifica (Art. 1) concessa al Presidente della Repubblica.

Ordine di esecuzione (Art. 2) che dà piena validità ed efficacia al testo ufficiale della Convenzione all'interno dell'ordinamento italiano.

L'accordo internazionale allegato alla legge interdice agli Stati membri di usare tecniche di ingegneria ambientale capaci di causare effetti distruttivi, di vasta portata, duraturi o gravi come mezzo di distruzione, danno o pregiudizio per un altro Stato.

Tra i fenomeni inclusi nel divieto rientrano le alterazioni deliberate dei seguenti fattori:

- Dinamiche atmosferiche (es. modifica delle piogge o creazione di tempeste).
- Forze geologiche (es. provocazione artificiale di terremoti o tsunami).
- Processi della biosfera e della ionosfera.

## 🏛️ Il precedente:

La Legge Galli (36/1994) ed il monopolio di Stato

Nel nostro Paese, il controllo giuridico su qualsiasi alterazione dell'acqua – compresa la sua fase aerea e atmosferica – è stato sancito storicamente dalla Legge Galli (Legge 5 gennaio 1994, n. 36).

Il principio cardine della legge italiana è chiarissimo: tutte le acque, comprese quelle meteoriche e sotterranee, appartengono al demanio pubblico. Di conseguenza, nessun privato o ente può pensare di modificare artificialmente il ciclo idrologico (ad esempio, stimolando la pioggia o disperdendo la grandine a protezione dei raccolti) senza una pianificazione, un monitoraggio ed una concessione esplicita per opera dello Stato. Chiunque agisca al di fuori di questo perimetro, commette già oggi un reato o un illecito amministrativo gravissimo.

Oggi, i principi della Legge Galli sono confluiti interamente nel Decreto Legislativo 152/2006 (Codice dell'Ambiente), che continua a blindare la gestione delle risorse ambientali sotto il controllo delle Autorità di Bacino e dei Ministeri competenti.

## Il parallelismo con la Spagna

Il funzionamento è identico a quello del tanto citato articolo 3 del [Real Decreto 849/1986 spagnolo], che è ciclicamente decontestualizzato sulle reti sociali. In Spagna come in Italia, la legge stabilisce che la fase atmosferica può essere modificata solo dallo Stato o da chi è espressamente autorizzato, ufficialmente per scopi di utilità pubblica (come i sistemi antigrandine agricoli). Questo è l'effetto DELETERIO delle deroghe, presenti anche nel “DDL cieli blu”!

La legge attuale serve - in teoria - ad impedire che l'attività meteorologica di un privato finisca per sottrarre pioggia o danneggiare le colture dei territori vicini. La regolamentazione esiste gia, è attiva e funzionerebbe, se fosse solo applicata con criterio ed onestà.

## 📄 Perché il DDL "Cieli Blu" è una proposta fallimentare

Analizzando il testo del [DDL "Cieli Blu" depositato in Cassazione], i problemi saltano subito all'occhio:

1. È pleonastico: chiede di vietare qualcosa che è già sottoposto al monopolio ed all'autorizzazione esclusiva dello Stato. Non introduce tutele reali, ma crea solo ridondanza normativa. Oltretutto il “Clouds Seeding” classico è un’attività marginale, che ha un relativo impatto sulle condizioni meteo. Infatti la stimolazione delle piogge, ad oggi, è basata su tecnologie ben diverse e ben più distruttive, come il più volte menzionato “generatore di celle temporalesche” o “creatore di nubifragi”, il famigerato TMC-65.

2. È scritto in modo raffazzonato: il testo contiene formulazioni vaghe e giuridicamente deboli, ricalcando la terminologia tipica delle mozioni di protesta piuttosto che la precisione richiesta da un testo legislativo.

3. IlDDL cieli bluprevede alcune deroghe, il che vanifica ogni sforzo finalizzato allo STOP della geoingegneria militare sul nostro territorio, in quanto le attività igroscopiche (cioè quelle che prosciugano l'atmosfera) sarebbero certamente giustificate ed autorizzate per motivi strategici e di sicurezza nazionale.

4. Manca di scientificità: confonde la normale regolamentazione delle attività atmosferiche (come il “cloud seeding” o i cannoni antigrandine) con le “inseminazioni igroscopiche delle nubi basse” (le scie chimiche o smart clouds), che hanno scopi del tutto opposti all'inseminazione volta a favorire le piogge, rischiando solo di legittimare le attività attualmente in corso che - lo ricordiamo - hanno obiettivi economici (controllo delle risorse agricole ed alimentari: si ricordi che Black rock, Vanguard e State street monopolizzano da sole circa l'80 per cento dell'economia mondiale, dalla finanza usuraia all'industria bellica, dalla gestione dei dati tramite "intelligenza artificiale" all'industria farmaceutica), strategici (ottimizzazione delle comunicazioni in banda Ka) e sono la diretta causa non solo della siccità, ma anche dei nubifragi, in quanto l’impedimento delle piogge in alcune aree determina temporali violenti in residue zone circoscritte. Vedi equazione di Clausius-Clapeyron. Si può approfondire qui e qui.

5. Il disegno di legge di iniziativa popolare non è incardinato nella ratio giuridica italiana, poiché è una mera trasposizione di leggi approvate in due Stati della Repubblica stellata, la Florida ed il Tennessee, dove sono state promulgate norme per disciplinare e proibire eventuali esperimenti meteorologici, non le operazioni di geoingegneria militare che anzi si sono intensificate, giacché gli Stati Uniti sono in guerra con l'Iran o comunque impegnati in azioni strategiche che richiedono la diffusione di metalli elettroconduttivi nella biosfera. Si ricordi che molto probabilmente Cuba sarà occupata e la Groenlandia finirà nell'orbita statunitense.

6. Il DDL in esame è un diversivo rispetto a problemi abnormi che, invece, dovrebbero essere affrontati o almeno resi noti all'opinione pubblica e che si esacerberanno nei prossimi mesi: la spirale inflazionistica, il crollo della produzione agricola causata dalla siccità artificiale, la possibile entrata in guerra dell'Italia a fianco dell'Ucraina contro la Federazione russa con il rischio che sia ripristinata la leva obbligatoria. Naturalmente gli Italiani sono distratti dai mondiali di calcio, pensano alle vacanze estive e agli apericena: non sono consapevoli che da un giorno all'altro potrebbero essere mandati al fronte per diventare carne da cannone. La gente non ha capito che siamo sull’orlo dell’abisso: quando i negozi ed i supermercati saranno vuoti e quando i prezzi dei generi alimentari saranno astronomici e quando per acquistare sarà obbligatorio usare la moneta europea accreditata su un conto bloccato per un motivo o per un altro, allora forse comprenderà che le questioni attuali, prima fra tutte quale partito-civetta sostenere in vista prossime elezioni, erano quisquilie.

Inoltre i promotori del DDL "cieli blu” fanno riferimento al “Solar management”, ovvero all’oscuramento del sole per contrastare un inesistente “riscaldamento globale”, ma si tratta di un errore madornale, in quanto la supposta dispersione di particelle di vetro in atmosfera, dovrebbe essere attuata ad elevatissime quote (dai 14.000 ai 16.000 metri), mentre le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse si attuano a quote comprese tra i 2.000 ed in 5.000 metri. D’altronde un aereo che incrocia a 16.000 metri di altitudine non può essere visibile.

Non solo! E’ importante evidenziare che, attualmente, le attività di geoingegneria militare sono già strutturate in modo tale da essere facilmente occultate, giacché la dispersione di composti chimici in bassa atmosfera si sviluppa anche attraverso la combustione di carburanti speciali, come il letale JP8 della N.A.T.O., di cui usufruiscono anche i vettori civili. Eventuali controlli sugli aeromobili, oltretutto, non evidenzierebbero particolari ed evidenti modifiche, in quanto la geoingegneria può essere implementata in modo efficace anche solo bruciando carburante.

Quando osserviamo un cielo azzurrino, ma senza una sola nuvola da bel tempo (cumuli), significa che la troposfera è stata additivata di manganese (additivo MMT della Enichem). Motivo per cui l’assenza di scie persistenti o non persistenti (comunque non contrails) non è affatto segno di fermo delle attività, ma indice di una forma astuta di dissimulazione. Quindi un cielo blu non è sinonimo di atmosfera naturale.

## ⚖️ In conclusione

Sostenere raccolte firme basate su una strisciante disinformazione mascherata da zelante attivismo o sulla mancata conoscenza delle leggi vigenti non aiuta la causa. L'Italia non ha bisogno di nuovi divieti scritti male; ha semmai bisogno di applicare con rigore e trasparenza le ottime norme di tutela ambientale che possiede già dal secolo scorso. Prima di firmare una proposta di legge, ricordiamoci sempre di aprire la Gazzetta Ufficiale e di leggere quello che ci chiedono di sottoscrivere.

Qui il link diretto al testo della [Legge Galli su ISPRA]

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 10 giugno 2026

Il caso Marcianò ed il mistero Solesin: cinque verità scomode che sfidano la versione ufficiale del Bataclan

1. Introduzione: il confine sottile tra memoria e ricerca della verità

Esiste un momento, nella storia recente delle democrazie occidentali, in cui la verità processuale smette di essere un accertamento dei fatti per trasformarsi in un dogma di Stato. È in questa zona grigia, dove il dubbio diventa reato, che si consuma la vicenda di Rosario Marcianò. Non parliamo di un semplice attivista della rete, ma di un uomo condannato al carcere — dodici mesi di reclusione senza condizionale — per aver osato incrinare una narrazione cristallizzata nel dolore collettivo. Il caso riguarda Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana ufficialmente vittima della strage del Bataclan del 13 novembre 2015. Ma cosa accade quando i documenti, le immagini e le testimonianze iniziali divergono radicalmente dal verdetto finale? Questa analisi non vuole profanare una memoria, ma sollevare una questione etica fondamentale: è possibile che la verità dei fatti sia stata sacrificata sull'altare della stabilità istituzionale?

2. Takeaway 1: gli scatti "sconcertanti" di "Getty Images" ed il paradosso delle probabilità

Il primo tassello di questa indagine ci porta alle ore 01:15 del 14 novembre 2015. Mentre il mondo osserva sgomento le immagini di morte provenienti dal teatro Bataclan, un fotografo israeliano immortala tre scatti ad alta risoluzione, poi regolarmente messi in vendita sul portale internazionale Getty Images. La didascalia è asettica: "Una donna viene evacuata a seguito di una sparatoria a Parigi". Eppure, osservando quelle foto, la figura che emerge non corrisponde al profilo di una vittima nel bel mezzo di un massacro. La donna ritratta appare in perfetta salute, serena, quasi estranea all'orrore circostante.

La somiglianza con Valeria Solesin è talmente marcata da apparire sovrapponibile. Qui sorge la necessità di una riflessione che trascende la semplice percezione visiva: quale sarebbe la probabilità statistica che una "sosia perfetta" di Valeria Solesin si trovasse esattamente di fronte al Bataclan proprio in quell'ora e in quelle circostanze? Se la versione ufficiale vuole Valeria già morente o deceduta all'interno del locale, chi è la donna serafica che attraversa l'obiettivo del fotografo israeliano? Come sottolineato nelle analisi documentali:

"La donna ripresa somiglia moltissimo a Valeria Solesin. Si tratta di una sosia? Quante probabilità ci sono che una ragazza del tutto somigliante a Valeria Solesin fosse stata coinvolta nella strage del Bataclan?".

3. Takeaway 2: il verdetto dell'Intelligenza artificiale e la sfida della fisiognomica

Per sottrarre il dibattito alla faziosità del giudizio umano, è stata chiamata in causa la tecnologia neutrale. Attraverso l'uso di Claude AI, è stata condotta un'analisi fisiognomica comparativa tra le fotografie di Valeria Solesin risalenti al 2009 e gli scatti catturati davanti al Bataclan nel 2016. Il divario temporale di sette anni è un parametro cruciale per testare la coerenza dei tratti somatici. I risultati dell'algoritmo non lasciano spazio a interpretazioni ambigue: l'affinità stimata tra i due volti si attesta in un range compreso tra il 95% e il 98%.

L'intelligenza artificiale ha isolato e confrontato la struttura ossea del naso, la forma e la posizione degli occhi, la curvatura delle sopracciglia e l'ovale del viso, confermando che, nonostante il naturale invecchiamento ed i diversi contesti di illuminazione, si tratta "dello stesso individuo". Siamo di fronte ad un paradosso tecnologico: mentre la giustizia italiana condanna chi dubita della morte, una macchina, programmata per il riconoscimento oggettivo, conferma l'identità della persona ritratta come viva e presente in contesti successivi alla strage. È la collisione tra un algoritmo matematico e una verità giudiziaria che si pretende indiscutibile.
4. Takeaway 3: la metamorfosi delle testimonianze ed il ruolo di Andrea Ravagnani

Uno dei punti più oscuri riguarda la trasformazione radicale della narrazione fornita dai testimoni oculari e dalle autorità. Nelle ore immediatamente successive all'attentato, la versione era univoca: Valeria era dispersa. Andrea Ravagnani, il fidanzato, dichiarava di aver perso le sue tracce durante il caos del "fuggi fuggi". Esiste un dettaglio ancora più specifico, riportato dal funzionario del consolato Sergio Fiocco, secondo cui un'amica avrebbe visto Valeria ferita, ne avrebbe preso la borsa e il cellulare per poi scappare, lasciando la ragazza senza documenti. Per tre giorni, la Farnesina ha sostenuto ufficialmente che Valeria non figurava tra le vittime negli ospedali né nella lista dei morti.

Poi, improvvisamente, avviene il cambio di rotta. La versione "dispersa" scompare per lasciare spazio ad un racconto drammaticamente diverso: Valeria non sarebbe mai stata persa di vista, ma sarebbe morta dissanguata tra le braccia di Andrea dopo un'agonia interminabile sul pavimento del teatro.

"Valeria Solesin è morta tra le braccia del suo fidanzato... Questa è la versione definitiva. Gli inquirenti non si chiedono il perché delle versioni diametralmente opposte".

Questa metamorfosi testimoniale, avvenuta dopo tre giorni di silenzio istituzionale, solleva interrogativi inquietanti. Perché il fidanzato e gli amici hanno inizialmente parlato di "tracce perse" se la ragazza era spirata tra le loro braccia? Perché la borsa era con un'amica mentre la versione finale descrive un abbraccio protettivo fino all'arrivo delle teste di cuoio?
5. Takeaway 4: coincidenze logistiche ed il "Timing" del terrore

L'analisi forense del Bataclan non può prescindere dalle anomalie logistiche che sembrano suggerire una sceneggiatura predefinita. La mattina stessa di venerdì 13 novembre 2015, appena undici ore prima dell'attacco, le organizzazioni di pronto soccorso parigine avevano tenuto un'imponente esercitazione intitolata "Attentat multisite par fusillade", simulando esattamente sparatorie simultanee in più punti della città. Martin Hirsch, capo dell'Assistenza Pubblica (AP-HP), si disse stupito per la "coincidenza". Parallelamente, emergono collegamenti con figure del calibro di Eric de Rothschild (presidente dell'SPDCJ), in relazione ad avvertimenti preventivi circolati nella comunità ebraica circa un imminente attacco di massa.

A questo si aggiunge la tempistica della vendita del teatro: i fratelli Laloux, proprietari del Bataclan per quarant'anni, cedettero l'immobile l'11 settembre 2015, trasferendosi in Israele soli due mesi prima della tragedia. Infine, la rapidità della rivendicazione: Rita Katz, direttrice del SITE [1], riuscì ad individuare e pubblicare le rivendicazioni dell'ISIS alle ore 00:53, appena trenta minuti dopo l'attacco. Questi elementi, presi singolarmente, potrebbero apparire come fatalità; visti nel loro insieme, compongono un mosaico che sfida le leggi della probabilità e suggerisce un'organizzazione che trascende l'improvvisazione terroristica.
6. Takeaway 5: la "Giustizia" "farsa" e la condanna di Marcianò

La parabola giudiziaria di Rosario Marcianò rappresenta, forse, il capitolo più dolente. La condanna a 12 mesi di reclusione e la richiesta di risarcimento salita a 147.000 euro non sono solo l'esito di un processo per diffamazione, ma il risultato di quello che molti osservatori definiscono un "processo politico". Il rinvio a giudizio di Marcianò è avvenuto attraverso una violazione procedurale non trascurabile: l'interrogatorio del Pubblico Ministero nel febbraio 2020 si è svolto in totale assenza del difensore dell'imputato.

Ai sensi dell'articolo 415 bis del Codice di Procedura Penale, tale violazione avrebbe dovuto rendere nullo l'intero procedimento. Invece, il sistema ha proceduto spedito verso una condanna senza condizionale, con l'evidente obiettivo di proteggere la credibilità delle istituzioni e soffocare sul nascere qualsiasi documentazione che mettesse in luce le falle della versione ufficiale. Quando la procedura legale viene calpestata per blindare una verità di Stato, il processo smette di essere un esercizio di giustizia per diventare uno strumento di censura.

7. Conclusione: oltre il velo del silenzio

Il caso Marcianò-Solesin non è solo una cronaca di discrepanze fotografiche o anomalie testimoniali; è lo specchio di una crisi democratica profonda. Quando lo Stato reagisce al dubbio documentato non con la chiarezza delle prove, ma con la forza della carcerazione, il costo della ricerca della verità diventa insostenibile per il singolo cittadino. La percezione della realtà viene filtrata da un'esigenza di sicurezza nazionale che non ammette repliche.

Il silenzio imposto per legge e le sentenze emesse in violazione dei codici non cancellano le ombre che, a quasi dieci anni di distanza, continuano ad avvolgere quella notte parigina. Resta una domanda che nessuna aula di tribunale ha ancora avuto il coraggio di affrontare seriamente: se Valeria Solesin fosse davvero viva, chi dovrebbe chiedere la verità allo Stato?

[1] L'acronimo SITE, in ambito di sicurezza e intelligence, fa riferimento al SITE Intelligence Group (Search for International Terrorist Entities). Si tratta di un'organizzazione privata con sede negli Stati Uniti che monitora e analizza le attività e le comunicazioni online dei gruppi terroristici e di organizzazioni estremiste a livello globale.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 1 giugno 2026

Geoingegneria clandestina - La guerra al cielo: strategie militari ed aerosol chimici

Introduzione: Il mistero del cielo bianco

Vi è mai capitato di osservare un’alba tersa, sotto un cielo blu cobalto, per poi vederlo degradare in poche ore in una coltre lattiginosa, opaca e priva di profondità? Non è un fenomeno meteorologico naturale, ma il risultato di un processo sistematico. Chi osserva con occhio critico ha imparato a notare come i cumuli naturali, nubi che dovrebbero gonfiarsi d’umidità, sembrino letteralmente "evaporare" o sfilacciarsi al passaggio di velivoli che rilasciano scie persistenti. Perché il nostro orizzonte è diventato un laboratorio a cielo aperto? Questa non è una raccolta di suggestioni, ma un’indagine basata su documenti militari declassificati, evidenze di fisica atmosferica e analisi spettrometriche condotte da laboratori accreditati. È tempo di squarciare il velo del "negazionismo tecnico" attraverso i fatti.

1. La guerra elettronica contro le nuvole: Il radar ha bisogno di "pulizia"

Il principale movente dietro l'apparente accanimento contro le formazioni nuvolose risiede nelle necessità della moderna sorveglianza elettronica. Come spiegato magistralmente da Robert A. Ball nel testo "The Fundamentals of Aircraft Combat Survivability", l'atmosfera non è un mezzo neutro: l'ossigeno, il vapore acqueo e le idrometeore (pioggia, neve, nebbia) attenuano drasticamente i segnali radar, specialmente a frequenze superiori ai 10 GHz.

Per ottenere una mappatura elettronica 3D del territorio accurata, i militari hanno sviluppato protocolli specifici come il Progetto R.F.M.P. ed il relativo sottoprogetto V.T.R.P.E. L'obiettivo è "ripulire" l'aria dal "rumore di fondo" delle nubi naturali. Per farlo, vengono dispersi sali di bario igroscopici e gel di silicio, sostanze capaci di prosciugare l'umidità ambientale e "seccare" l'atmosfera, ottimizzando la propagazione dei segnali.

"Le precipitazioni in atmosfera sotto forma di pioggia, neve e nebbia possono ridurre significativamente i segnali radar così come contribuiscono al rumore di fondo. [...] Il tasso di attenuazione sia in caso di una lieve pioggia sia di nebbia fitta è di circa 0,1 dB/km per un segnale a 10 GHz radar." — Robert A. Ball, "The Fundamentals of Aircraft Combat Survivability".

2. "Owning the Weather 2025": un piano declassificato, non una teoria

Esiste un documento ufficiale dell'U.S. Air Force, risalente al 1996 e intitolato "Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025". Non si tratta di letteratura speculativa, ma di un piano strategico declassificato che delinea la volontà di controllare i fenomeni atmosferici entro l'anno 2025/2026.

Il documento identifica nel Capitolo 4 l'inseminazione igroscopica (hygroscopic seeding) come la tecnica primaria per la modifica meteorologica deliberata. Oltre alla soppressione delle precipitazioni, il piano descrive lo sviluppo delle "Smart Clouds": nubi artificiali composte da particelle intelligenti capaci di navigare autonomamente per bloccare i sensori ottici e i radar nemici. Ciò che osserviamo oggi — coperture stratificate che sostituiscono sistematicamente le nubi naturali — coincide esattamente con gli scenari proiettati per questo biennio.

3. La "Prova del Cumulo": Perché la fisica smentisce le versioni ufficiali

La narrativa istituzionale tenta spesso di ricondurre ogni scia persistente a semplici cristalli di ghiaccio (contrails). Tuttavia, la fisica elementare impone paletti insuperabili: una scia di condensazione può formarsi solo sopra gli 8.000 metri, con umidità relativa ≥ 70% e temperature inferiori ai -40°C.

La "prova del cumulo" smentisce definitivamente questa versione. Sono stati documentati innumerevoli sorvoli (come il caso del quadrimotore Ilyushin Il-76 a Sanremo) in cui i velivoli producono scie persistenti a quote comprese tra 3.000 e 5.000 metri. [1] Attraverso l'uso di un riferimento scalare — in questo caso un gruppo di tortore (apertura alare nota di 47-55 cm) immortalate nello stesso fotogramma — è stato possibile calcolare con precisione la quota. Considerando il gradiente adiabatico standard, a 3.000 metri la temperatura è ampiamente sopra lo zero; inoltre, il velivolo è stato filmato mentre attraversava un cumulo da bel tempo (la cui base si colloca tra 600 e 2.000 metri). A tali quote e temperature, la condensazione è fisicamente impossibile: la scia è necessariamente composta da particolato solido irrorato deliberatamente.

4. Nanoparticelle organiche: Il "punto cieco" scoperto dal N.O.A.A.

Una clamorosa conferma indiretta della saturazione atmosferica programmata è arrivata nel giugno 2026. Uno studio condotto dagli scienziati Ming Lyu (CIRES) e della N.O.A.A., pubblicato su Science, ha rivelato una "sorprendente abbondanza" di nanoparticelle organiche nella bassa stratosfera. Queste particelle (diametro inferiori a 0,1 micrometri) sono rimaste invisibili ai satelliti per decenni, ma oggi occupano il 90% della superficie di reazione chimica dell'atmosfera.

Lo studio evidenzia come queste particelle siano legate direttamente al traffico aereo, che rilascia precursori gassosi direttamente in quota, eludendo i lunghi processi di trasporto dalla superficie. È la "pistola fumante" che collega le emissioni aeronautiche alle "Smart Clouds" previste dall'U.S.A.F.: un aerosol invisibile che altera la chimica dell'ozono e le dinamiche climatiche, rappresentando un fattore di rischio sistematico finora ignorato dai modelli informatici ufficiali.

5. Cosa respiriamo davvero: analisi chimiche e tossicità

Le analisi di laboratorio su campioni fisici certificano una realtà inquietante. I dati provenienti dallo studio istituzionale A-PRIDE (ETH Zurigo) e dai rapporti del centro Analytika (accreditato ISO 17025), analisi a suo tempo commissionate dal giornalista indipendente Rosario Marcianò, mostrano una discrepanza enorme tra il carburante vergine ed i residui ambientali.
Non meno allarmante è la qualità dell'aria all'interno dei velivoli. Il rapporto Analytika 150629 ha rilevato nei cockpit e nelle cabine un cocktail di sostanze neurotossiche e cancerogene: benzene (Gruppo 1 IARC), toluene, Xileni, ftalati (interferenti endocrini) e tricresilfosfati (TCP) derivanti dalla degradazione termica dell'olio dei motori (Mobil Jet Oil II).

"I risultati sono assolutamente preoccupanti per un'aria supposta respirabile. I prodotti di degradazione termica dei tricresilfosfati potrebbero essere ancora più pericolosi dei composti originari." — Dr. Bernard Tailliez, Direttore del Centro Analytika

Conclusione: una nuova consapevolezza atmosferica

La convergenza dei dati è ormai incontrovertibile: la pianificazione militare del 1996 descriveva esattamente ciò che i sensori della NOAA hanno scoperto nel 2026. Le leggi della fisica smentiscono la tesi delle "scie di condensa" a bassa quota, mentre le analisi chimiche certificate ISO 17025 confermano la presenza di metalli pesanti e agenti neurotossici nell'aria che respiriamo, dentro e fuori dagli aerei.

Di fronte a prove che provengono da fonti accademiche, istituzionali e militari, la "dissonanza cognitiva" non è più un'opzione accettabile. Il cielo è cambiato, e con esso la chimica della vita stessa. Quanto ancora possiamo permetterci di ignorare l'evidenza tecnologica che sovrasta le nostre teste? Siamo pronti a chiedere trasparenza assoluta per l'aria che respiriamo?

[1] Per approfondire scarica QUI lo studio in formato PDF.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 29 maggio 2026

Valori termici e precipitazioni in Liguria negli ultimi decenni: una singolare anomalia

Sia l’insegnamento di Scienze sia quello di Storia e Geografia nel biennio degli istituti superiori comprendono una parte destinata allo studio del ciclo dell’acqua. E’ tema alla base della cultura generale, come gli altri processi: il ciclo del carbonio e quello dell’azoto. Il ciclo dell’acqua implica, tra le altre cose, che la crescita delle temperature è direttamente proporzionale all’incremento delle precipitazioni medie. Temperature più elevate significano più evaporazione ed una maggiore evaporazione consuona o dovrebbe consuonare con un aumento degli accumuli idrici.

In Fisica, questo fenomeno è regolato dall’equazione di Clausius-Clapeyron: essa stabilisce che, per ogni grado Celsius di aumento della temperatura, l’atmosfera può trattenere circa il 7% in più di vapore acqueo.

Nondimeno, analizzando i dati forniti dall’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure), possiamo notare che questa proporzionalità non è rispettata. Anzi la quasi sovrapponibilità delle linee indicanti i valori è sostituita da un andamento chiastico dei tracciati.

Dal 1965 ad oggi, i valori termici annuali in Liguria sono cresciuti di circa +1,4° C/+1,6 °C. Questo riscaldamento ha alterato in modo significativo soprattutto il microclima costiero, dove si registra oggi un incremento lineare delle “notti tropicali” - con minime stabilmente superiori ai 20° C - ed un sensibile surriscaldamento del Mar Ligure, le cui temperature superficiali estive lambiscono ormai i 29-30° C.

Sul fronte delle precipitazioni, il bilancio idrico complessivo mostra, invece, un’inattesa contrazione, quantificabile in una media del 10-15 per cento, per quanto concerne i volumi idrici annuali, in più con una forte polarizzazione geografica – il Ponente ligure è più arido rispetto al Levante - nonché cronologica. La diminuzione considerata nel lungo periodo è di circa il 21-22 per cento.

Infine la stima dei dati e delle loro oscillazioni nel corso degli ultimi decennî permette d’individuare due aspetti critici: l’anomala diminuzione delle precipitazioni ed il crollo dei giorni piovosi con temporali, rovesci ed acquazzoni che si sono concentrati in eventi brevi, rari e di eccezionale intensità. E’ una tendenza che contraddice le leggi fisiche sottese al ciclo idrico, dunque ai fenomeni concatenati e noti come evaporazione-traspirazione, condensazione, precipitazione. Sono irregolarità che si spiegano solo adottando il metodo scientifico, il cui presupposto è l’osservazione.

Studio di P. F. C. per Tanker Enemy

Di seguito il grafico esplicativo. Clicca sull'immagine per ingrandirla.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...