martedì 8 maggio 2012

Kodiak (Alaska): uccisi due uomini che lavoravano agli apparati radio

Circa un mese addietro, due tecnici in un'installazione militare dell'Alaska sono stati assassinati. Il duplice omicidio, la cui notizia è stata riportata da Guido Olimpio, potrebbe essere collegato ad attività segrete, le cosiddette 'black operations', compiute nelle basi dell'Alaska. Non è la prima volta in cui tecnici e scienziati coinvolti in progetti inerenti la genetica, la "difesa", le esplorazioni spaziali etc. sono stati eliminati, spesso inscenando dei suicidi. D'altronde la cittadina in cui è stato perpetrato il delitto non è molto distante da Gakona. A Gakona è ubicato l'impianto H.A.A.R.P. , una struttura i cui scopi vanno ben oltre lo "studio" della ionosfera. Guido Oliimpio, da buon giornalista organico al sistema, non ventila l'ipotesi che, invece, ci sembra più plausibile...

WASHINGTON - Un duplice delitto in una base militare è un fatto raro e lo è ancora di più, se dopo una settimana l’F.B.I. sembra ancora brancolare nel buio. Un mistero in un’area remota, l’isola di Kodiak, in Alaska, un avamposto sulla direttrice che porta allo stretto di Bering.

I FATTI - È la mattina del 12 aprile. In un padiglione della stazione che assiste aerei e navi vengono trovati i cadaveri di James Hopkins, 41 anni, tecnico elettronico e Richard Belisle, 51 anni. I due lavoravano nell’installazione della Guardia costiera statunitense e si occupavano di apparati radio. Infatti i loro corpi erano in un edificio, conosciuto come T2, che è usato come deposito per le antenne. Uno dei tanti in un complesso che ospita circa 60 persone. Per l’F.B.I. - che ha inviato una sua squadra sull’isola - potrebbero essere stati assassinati all’alba o durante la notte. Ma da chi?

LE IPOTESI - Gli investigatori sono stati cauti nel dare informazioni: sembra esclusa la pista del terrorismo (sic) e in apparenza non manca nulla dalla base. Di sicuro c’è un killer in circolazione e gli abitanti di Kodiak, dopo tutti questi giorni di interrogativi e supposizioni, non si sentono affatto tranquilli. Ci si chiede che cosa voglia dire l’F.B.I., quando sostiene che non vi sono minacce per la popolazione. L’omicida ha forse lasciato l’isola? Domanda alla quale non è stata data risposta. A rendere particolare la storia è lo scenario. Siamo all’interno di una stazione della Guardia Costiera che appartiene ad una base più grande, con oltre 4500 militari. La zona è sorvegliata da guardie e telecamere a circuito chiuso. Ognuno deve portare un tesserino di riconoscimento, dunque non è facile per un estraneo infiltrarsi. A meno che l'omicida non abbia rubato un badge o sia riuscito ad eludere la sorveglianza.

ALLARME - C’è poi la questione centrale: il movente. Si è trattato di un affare personale tra le vittime e il killer? Una vendetta di un collega? Qualcuno che è stato sorpreso nel magazzino ed ha reagito in modo brutale? Tutto è possibile e, come raccontano i media americani, le ipotesi si intrecciano con i timori dei 13 mila abitanti. Lunga 160 chilometri e larga, nel punto più ampio, 96 km, Kodiak è un posto tranquillo. C’è una sola attività sull’isola: la pesca e sono rinomati i granchi ai quali è dedicato un festival annuale. Dunque, vita semplice sconvolta da un assassinio per ora misterioso.

Fonte: corriere.it


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