domenica 12 novembre 2006

Il Rapporto Iron Mountain: guerra, terrorismo, scie chimiche

Il Rapporto Iron Mountain è un testo pubblicato nel 1967, il cui titolo completo è Report from Iron mountain on possibility and desiderability of peace. Il libro fu curato da un giornalista indipendente, Leonard Lewin, che scrisse la prefazione dove è spiegato che il testo è un documento governativo ultrasegreto, i cui presupposti risalgono alla presidenza Kennedy.

Lewin ci informa che, nel 1965, fu formato un Gruppo di Studio Speciale al quale l’esecutivo statunitense commissionò un’inchiesta sulla reale possibilità di una pace mondiale e sull’effettiva utilità di tale condizione.

Il Gruppo, composto da studiosi e ricercatori di alto livello accademico, dopo mesi di lavoro, consegnò al governo il Rapporto che fu detto da Iron Mountain dal nome della località, un rifugio antiatomico segreto presso New York, in cui si erano incontrati gli scienziati.

Le conclusioni cui il Gruppo pervenne sono agghiaccianti: per la stessa sopravvivenza delle forme statali, per la loro conservazione e rafforzamento, per l'economia mondiale, la pace non è desiderabile ed è, al contrario, necessaria una situazione di conflitto costante, in mancanza del quale è necessario ricorrere ad una serie di surrogati della guerra.

La guerra è "la principale delle forme strutturanti della società"; essa "rappresenta nella macchina dell'economia una specie di volano che, con la sua inerzia, controbilancia i progressi della produzione"; essa garantisce il potere politico, ogni potere politico, poiché "l'autorità di base di uno stato sui cittadini risiede nel suo potere militare".

Lo stato di belligeranza non ha solo funzioni di controllo politico ed economico, ma anche sociale, ecologico, culturale. In una società da tempo immemorabile fondata sulla violenza - così concludono gli studiosi del Gruppo - la guerra è l'anima stessa della società: eliminando i conflitti, occorrerebbe ridisegnare tutta la società in un’inedita chiave di collaborazione, tolleranza, comprensione.

Dunque, che cosa fare? Come rispondere alle masse che, istintivamente, anelano alla pace? Il Gruppo additò varie risoluzioni: ad esempio, si può imporre un’economia di guerra ma con altri fini. Ciò accadde con la corsa allo spazio delle due superpotenze, negli anni ‘60 e ‘70 del XX secolo. La sfida tra Unione sovietica e Stati Uniti per il predominio dello spazio non si prefisse alcuno scopo pratico, se non quello di imporre ai bilanci statali delle spese colossali.

La frenetica competizione per la creazione di arsenali nucleari perseguì il medesimo fine: miliardi di dollari furono sottratti all’edilizia pubblica, all'istruzione, alla sanità, alla previdenza sociale per essere destinati alle industrie belliche. Il tutto fu giustificato con la folle pretesa di garantire sicurezza alla nazione: ecco il più emblematico esempio di succedaneo della guerra.

Un altro espediente è di formidabile attualità: inventare "nemici sostitutivi", creare cioè un avversario che non esiste, ma dal quale si dichiara di doversi difendere. Scrive il G.S.S.: "Le minacce fittizie dovrebbero non solo apparire vere, ma essere credute tali con incrollabile convinzione e tale convincimento dovrebbe essere rafforzato dal sacrificio di esistenze umane in numero non insignificante". È evidente una spaventosa anticipazione con quanto accadde il giorno 11 settembre del 2001 e con gli attentati successivi del 3 11 e del 7 7. Migliaia di innocenti furono massacrati per creare la certezza che incombe la minaccia di Goldstein, alias Osama bin Laden.

Dal giorno dell’attentato alle Torri gemelle orchestrato da Compagnia di Gesù, C.I.A., Mossad, il mondo occidentale “combatte” un nemico fittizio perfetto, proprio come il Rapporto da Iron Mountain suggeriva. Il terrorismo è lo spauracchio agitato sempre più spesso. Per “sconfiggerlo” si giustificano tutte le nefandezze e le atrocità che appena un lustro addietro sarebbero apparse almeno imbarazzanti.

I capi di governo, i ministri ed i servizi segreti diffondono, con cadenza quasi regolare, comunicati che prevedono imminenti attacchi, giurando che i terroristi islamici sono spietati, agguerriti ed organizzati.

I governi ed i servizi di “intelligence” si gloriano compiaciuti, ricordando gli attentati che avrebbero sventato; ma, se si considerano questi eventi oltre le menzognere versioni ufficiale che i media di regime accolgono come vangelo, ci si accorge che sono solo ciniche montature.

Oltre a proporre la carta del terrorismo di stato attribuito, però, a fantomatiche organizzazioni fondamentaliste musulmane, il documento individua altri due strumenti per diffondere paura ed angoscia tra le popolazioni: la minaccia di un’invasione aliena e l’inquinamento deliberato dell’ambiente. La contaminazione degli ecosistemi con sostanze rilasciate nella biosfera, nell’ambito di un’operazione ad hoc, è la punta di diamante del documento non solo perché causa inquietudine nelle persone, ma anche poiché esplica la diabolica volontà di distruggere il pianeta. Poco o punto importa, infatti, agli Oscurati se certe malattie anche gravi sono sempre più diffuse: essi, sin dagli anni 50 del XX secolo, dispongono di efficaci farmaci pure antitumorali. Poco o punto importa loro, se Gaia è inquinata, deturpata, avvelenata: essi, essendo adepti di sette luciferine, godono quando possono distruggere ed insudiciare il creato.

Secondo alcuni ricercatori, il Rapporto è un falso elaborato da Lewin: tuttavia, anche fosse un testo apocrifo, la sostanza del problema non cambia, giacché la relazione prefigura, con precisione orwelliana, gli scenari attuali con l’operazione “scie chimiche” che segna l’acme del progetto di asservimento di un’umanità già istupidita e ridotta ad un gregge spaventato.


Fonti:

Anonimo, “Anche lo spazio va negato ai nemici” Nuova dottrina Bush sull’orbita terrestre, 2006
G. Cosco, Il rapporto segreto da Iron Mountain e le sue conclusioni agghiaccianti, 2003
Straker, Scie chimiche: interventi terrestri ed interferenze aliene, 2006
Zret, Lebesraum, 2006
Zret, The Vatican connection, 2006
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