giovedì 8 febbraio 2007

Speciale di Discovery channel sulle scie chimiche

Il 22 febbraio prossimo Discovery channel manderà in onda un’inchiesta sulle scie chimiche. Il titolo, Chemical contrails, è ambiguo: è come se si dicesse “legno metallico”. Tuttavia il programma televisivo potrebbe rivelarsi utile per consentire a milioni di cittadini statunitensi e canadesi di conoscere un problema abnorme e gravissimo che la stragrande maggioranza delle persone ignora. È prevista anche la partecipazione depistante di disinformatori di professione, bugiardi patentati al soldo dei potenti. Si spera che, nonostante ciò, malgrado l’azione censoria e mistificatoria intrinseca ai media ufficiali, qualche verità filtri. Riporto l’annuncio pubblicato da Will Thomas sul suo sito.

Dopo più di otto anni di controversie e di censura, Discovery channel ha deciso di far entrare nei salotti di tutto il Nord America, il tema delle scie chimiche. Lo speciale andrà in onda sabato 22 febbraio, alle ore 21:00.

Il regista si chiede: “Che cosa contengono veramente i residui del carburante e che cosa determina il fatto che quelle scie permangano a lungo e si incrocino sino a formare una spettrale coltre che modifica il tempo ed influisce sulla nostra salute?” Queste scie persistenti emesse dagli aerei e che sono state viste da milioni di persone “sono potenzialmente tossiche e create intenzionalmente, come parte di un’operazione segreta di modificazione climatica o di sperimentazioni di armi meteorologiche?”

Per rispondere a tali domande, i giornalisti ed i curatori del programma Best evidence hanno condotto un’inchiesta durata mesi, interpellando “esperti ed osservatori di entrambi i fronti” affinché presentino i risultati relativi a decenni di esperimenti relativi alle modificazioni climatiche. Attraverso interviste a ricercatori come William Thomas e molti altri, grazie anche alle dichiarazioni di disinformatori, la trasmissione promette di essere il primo spettacolare reportage sulle scie chimiche.

mercoledì 7 febbraio 2007

Enciclica del papa sulle scie chimiche (articolo di Paolo)

Da questa mattina piove discretamente in Padania. Ogni volta che piove, ormai da alcuni anni, mi sento di gridare al miracolo, ma, al tempo stesso, penso che, se così avviene, è perchè hanno spento le macchine.

Naturalmente cade pioggia avvelenata e sporca un po’ per colpa delle polluzioni industriali e soprattutto per i soliti sali di bario ed alluminio nonché per tutto il resto che ci finisce dentro.
Se la mia coscienza grida al miracolo, essa non si fa però alcuna illusione, poiché sa benissimo qual è il destino che attende tutti: una spaventosa siccità alla quale si accompagnerà la carestia. Del resto gli Illuminati lo dicono senza ambagi e senza ritegno, come abbiamo sentito dalla bocca del consigliere dell'arcisatanico Donald Rumsfeld.

Da molte settimane in Padania c'è la nebbia o meglio lo smog (una finta nebbia composta prevalentemente dalle porcherie che si addensano e condensano nell'atmosfera). Così i tankers nazi-illumi-vaticani possono portare avanti la loro opera di irrorazione i più indisturbati possibile. Scendono a quote inferiori a quelle usuali - anche di molto - e rallentano il passo cosicché il rombo dei jet si avverte distintamente al di sopra delle pseudo-nubi e della foschia onnipervadente. Li avverto distintamente dalla mia stanza da letto il mattino presto, prima di alzarmi (la mia casa si trova sulla perpendicolare di una aerovia frequentatissima da codesti delinquenti).

Se in capo ad alcune ore subentra una schiarita, il cielo manifesta il solito aspetto lattescente, 'chimico', carico di quella patina a smeriglio a tutti noi nota. E la gente così continua a non accorgersi di nulla.
Sì, è vero: probabilmente hanno mutato la composizione di certe irrorazioni. Alcune, anche se non tutte, appaiono più evanescenti. Tuttavia, in giorni di intensa attività delle aviocisterne, non si nota poi questa gran differenza fra la prassi attuale e quella del passato.

A questo punto mi chiedo: dove sta la gerarchia della Chiesa Romana così impegnata a difendere la vita in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue manifestazioni? Essa, a parole, non perde occasione per difendere i diritti dei viventi. E allora perchè mai tutti codesti innamorati degli esseri umani non si prendono la briga di denunciare l'immane scempio perpetrato ai danni delle loro adorate pecorelle?

La risposta è semplice: perché sono consenzienti e conniventi. Ma vogliamo che i vertici del Cattolicesimo non lo sappiano, loro che, con la loro rete di informatori e di spioni, ne sanno una più del diavolo?

Se così non fosse, che me lo dimostrino e che B16 (l'abbreviativo mi ricorda tanto la sigla di un bombardiere americano) pubblichi l'Enciclica De caelo chymico cum suis maleficiis ac veneficiis.

E così gli ho dato pure lo spunto su come intitolarla. Ma possiamo stare ben certi che tale documento per loro scagionatorio non lo vedremo mai.

martedì 6 febbraio 2007

Highlander

Messaggio 2 Feb 2007, 11:03 - Milena Gabanelli - Gentili forumisti inquietati dalle questioni "scie chimiche", credo che sarebbe opportuno considerare il fatto che siete ospitati non in uno spazio monotematico ed esclusivamente a voi dedicato. Quindi: grazie per averci sensibilizzato, ma da ora in poi siate così gentili da limitare la vostra presenza sul sito di Report (magari dirottatela sul vostro sito). Con questo intervento esprimo il disagio di molti utenti che preferirebbero non vedere lo spazio piovrizzato da un unico tema.

Vi invito quindi a variare la discussione... non mi pare manchino argomenti. Come certamente sapete, ogni tanto qualcuno usa linguaggi da luogo privato, costringendoci ad intervenire. Il senso del limite ( sia nel numero di interventi, che nei toni di replica) fa la diferenza fra qualcosa di costruttivo e qualcosa di inutile... e le cose inutili non fanno mai una bella fine.

Fra qualche giorno la nostra home page cambierà. In attesa della nuova serie pubblicheremo alcune segnalazioni sulle quali sarebbe opportuno partisse adeguata campagna: cominceremo con gli incidenti sul lavoro e la legge sulla responsabilità d'impresa.

Grazie a tutti coloro che contribuiranno.

Milena Gabanelli


Messaggio 5 Feb 2007, 16:07 - Team Community - Vorremmo dare un'indicazione, sperando che sia accolta dagli utenti. Vista anche la richiesta della Redazione, chiederemmo agli utenti interessati a parlare di scie chimiche, di spostare la discussione nel forum di Gaia. La redazione di Report pensiamo abbia tutti gli elementi per valutare questa vostra segnalazione, quindi reiterarla in questo forum non ha senso. Nel forum di Gaia, dove c'è un moderatore esperto dei fenomici fisici del pianeta e di quelli meccanici dell'uomo che li influenzano, la conversazione sarebbe portata avanti con più fruttuosi risultati probabilmente.

Vi chiediamo di aprire quindi lì un topic, che linka a questo, che poi sarebbe successivamente chiuso.

grazie.

Absit iniuria verbis


Oltre 50.000 letture, 361 pagine, 3606 interventi. La discussione più letta in assoluto su un forum RAI e presente da oltre un anno sul forum di Report è stata definitivamente chiusa ed i suoi frequentatori sono stati "di forza" trasferiti sul poco visitato forum di "Gaia": il pianeta che vive" (io direi... che muore). Siamo stati quindi sfrattati e portati nel limbo del "geologo" col piccone. Questo "fa onore" alla RAI ed alla redazione di Report, nonché alla Gabanelli stessa, che è l'artefice del golpe censorio (alla faccia della paladina delle verità scomode!). Io penso che un'azione del genere possa anche dare spunto per un esposto/denuncia per aver violato le norme che garantiscono il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, secondo il dettato costituzionale (art.21). In termini legali, la cosa è meno semplice, ma il reato si ravvisa benissimo. Alla RAI ed a chi manovra questi fili sporchi di sangue, dava fastidio la visibilità di quel trhead. La verità non si sia mai che venga a galla.

Non è un problema. Abbiamo fatto crescere quella discussione noi attivisti contro le scie chimiche e faremo la stessa cosa con il nuovo, sino a quando, ignobilmente, ci sfratteranno anche da lì.

Tutti dovrebbero vergognarsi. Siamo la generazione che osserva sbigottita ed impotente un panorama fosco presentarsi all'orizzonte, in puro stile "Highlander II". E' un mondo oscurato artificialmente, un mondo controllato. E' una realtà cupa e violenta, dove vincono i poteri forti e dove la censura, mascherata in mille stupidi modi, la fa da padrona.

Noi siamo e saremo la spina nel fianco di costoro che ci avvelenano, che distruggono gli ecosistemi e che ci vogliono portare alla rovina. Noi siamo i nemici da combattere. Noi siamo i nemici da zittire (Gabanelli docet). Ma noi non ci arrenderemo mai ed ostacoleremo il vostro sordido strapotere in tutti i modi. Non ci sconfiggerete! Siete tristi individui, stolti omuncoli venduti al sistema che, per una sedia, vi scannate tra colleghi e che anteponete vili questioni di "sopravvivenza di casta" alla salute vostra e dei vostri figli. Miei cari signori... meritate tutto il mio/nostro disprezzo.

Come sempre, nella storia dell'umanità, il bene avrà la meglio sul male. Pennivendoli di regime, vigliacchi servi del potere... Preparate le valigie per l'inferno!

Ah... ma siamo ancora in un paese democratico?

Siccità ed altri disastri

Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia.

Andrew Marshall, consigliere di Donald Rumsfeld



Giorno dopo giorno le previsioni elaborate negli anni scorsi si adempiono. Mi riferisco, in particolar modo, a due temi: l’allarme degli “scienziati” in relazione ai pericoli connessi al riscaldamento globale, per la cui mitigazione si consigliano operazioni chimiche, come lo spargimento di alluminio nell’atmosfera, col fine di riflettere la luce solare; il problema della siccità.

Per quanto riguarda il primo punto, non passa giorno in cui i telegiornali o i quotidiani del regime nazista, non lancino accorati proclami circa il cosiddetto “effetto serra”, ripetendo le menzogne e le fandonie di “esperti” collaborazionisti. Si vuole, in realtà, spaventare la popolazione, come la si sgomenta con il terrorismo e con altre minacce spesso create ad hoc. Si intende legittimare l’operazione di avvelenamento, con la scusa di contrastare i cambiamenti climatici. Si vogliono demonizzare gli automobilisti, costringendoli a cambiare la propria vettura con modelli che sarebbero meno inquinanti, tartassandoli in modo esoso. Non solo, si proibisce ai cittadini, sovente lavoratori, di usare il proprio mezzo in molti centri urbani, con la scusa delle polveri sottili. Avete capito che il pm10 è senza dubbio nocivo, ma mai quanto le dosi industriali di sostanze venefiche sparse ogni giorno impunemente dagli aerei della morte, sostanze cui sono mescolati agenti patogeni, come virus, batteri, viron?

Perché bisogna leggere sui forum ed altrove gli stolti atti di dolore di gentucola che agogna l’autoflagellazione, rinunciando a questo o a quello, invocando misure sempre più restrittive contro il traffico veicolare? In questo modo il popolino si illude di poter tutelare la salute e l’ambiente, di cui ai “politici” non interessa alcunché.

Perché bisogna leggere sui forum ed altrove le litanie di coloro che non capiscono per quale motivo l’installazione di impianti per l’energia solare e per altre forme di energia rinnovabile e non inquinante continui a non essere finanziata e favorita dallo stato? Volete capire che qualsiasi iniziativa in tal senso è boicottata ed osteggiata, con mille pastoie burocratiche, perché le energie alternative presentano molteplici “svantaggi”: non contaminano l’ambiente, a differenza del nucleare, inoltre danneggiano gli interessi economici delle multinazionali, affrancando da una dipendenza nei confronti dei colossi petroliferi.

Volete capire che, anche se inconcepibile ed assurdo, il fine ultimo dei potenti è quello di devastare e di ammorbare il pianeta terra, di falcidiare la popolazione mondiale, dopo averla affamata ed assetata. A Londra, a Washington ed in alcune città australiane, l’acqua “potabile” è ottenuta dalle acque reflue, dopo essere stata sottoposta a vari processi (filtraggio, decantazione, aggiunta di elementi chimici…).(1) È questa l’acqua che vogliono darci a bere: l’acqua di fogna, dopo aver deliberatamente diffuso nell’aria i maledetti sali di bario che assorbono l’umidità atmosferica.

Ce la faranno pure pagare… profumatamente.

(1) Per la precisione il prezioso liquido, è sottoposto a decantazione/sedimentazione; l'effluente è trattato con policloruro di alluminio/solfato di alluminio e polielettroliti per aggregare i solidi in sospensione, si procede poi con la flocculazione (aggregazione di particelle di precipitato) e fatto sedimentare. L'acqua è poi filtrata e successivamente ossigenata/ozonizzata, viene quindi trattata con letti a carbone attivo; infine disinfettata. Spero che si capisca perché ha caratteristiche organolettiche che non la rendono molto simile all'ambrosia, purtroppo. L'ideale sarebbe non inquinare le fonti e le falde, spesso in modo deliberato con le scie chimiche.

sabato 3 febbraio 2007

Neve arancione ad Omsk: le scie chimiche colpiscono ancora

Il quotidiano moscovita "Pravda" ha diffuso ieri una notizia divulgata anche da varie agenzie di stampa. Il giornale ha, infatti, pubblicato un articolo intitolato "Fiocchi di neve arancione ad Omsk". L’evento è un’ulteriore prova di quanto sia estesa a quasi tutto il mondo l’infame operazione scie chimiche. Un mio amico l’anno scorso si recò in Cina per motivi di lavoro. Egli rimase esterrefatto, allorché vide dal finestrino dell’aereo su cui viaggiava, una sterminata ragnatela di scie velenose che fluttuava sopra la taiga siberiana.

Queste sono dunque le conseguenze del deliberato avvelenamento della biosfera: è il caso di dire che tutto il mondo è paese. Apparentemente contrapposti sul piano strategico, militare ed economico, Stati Uniti e Russia, con Belzebush ed il figlio di Putin, i vili, sordidi maggiordomi del grande burattinaio, si stringono la mano, quando si tratta di insozzare il pianeta con le loro maledette scie. Tutti coloro che sono inclini a schierarsi con questo o con quello, riflettano su questa unità di intenti, che affratella i governi di quasi tutte le nazioni del mondo. Non agiranno più saggiamente, se, abbandonata la “compagnia malvagia e scempia, faranno parte per sé stessi”?


Inquietante e rivelatore di una connessione con le chemtrails il riferimento a macchie oleose.

Ci si abitui a leggere tra le righe: nel penultimo capoverso l’articolista, anche se fra i denti, ammette l’irrorazione chimica. L’autore del pezzo riporta una possibile spiegazione del fenomeno: “Potrebbe trattarsi di una sostanza sprigionata deliberatamente nell'atmosfera da qualche azienda.” Sostituiamo al condizionale l’indicativo, invece di "azienda", scriviamo "governi" e ci avvicineremo alla verità. Chi ha orecchie per intendere…


La notte del 31 gennaio, nella provincia di Omsk, Siberia occidentale, è caduta neve di un insolito color arancione. Il fatto anomalo ha riguardato 49 centri abitati, dalla superficie complessiva di circa 1500 metri quadri popolati da circa 27.000 persone. Come riferito da alcuni testimoni oculari che hanno assistito all’insolito avvenimento, si tratta di fiocchi di neve con sfumature che svariano dal giallo chiaro all'arancione e che presentano macchie oleose, dall'odore simile a quello della muffa.


La sezione di Omsk del Ministero per l'emergenza della Federazione Russa ha precisato che, al momento, non sono stati riscontrati sintomi di peggioramento della salute della popolazione coinvolta. Ad Omsk è previsto l'arrivo da Mosca di una squadra di specialisti che, entro breve tempo, analizzeranno l'insolita neve oltre a stabilirne il livello di pericolosità per la salute della popolazione.

Gli specialisti del Ministero dell'emergenza, nel frattempo, hanno raccomandato alla popolazione dei 49 centri abitati interessati dall'insolito fenomeno di non toccare la neve, oltre a non usarla per usi domestici e di limitare inoltre le uscite degli animali domestici.

Due le ipotesi formulate finora dalle autorità locali: potrebbe trattarsi di una sostanza sprigionata deliberatamente nell'atmosfera da qualche azienda o fuoriuscita per un'avaria da una delle tante industrie della zona.

Lo stesso fenomeno si è poi ripetuto il giorno successivo nella vicina provincia di Tomsk, mentre alcuni mesi fa nella zona industriale di Krasnojarsk avevano fatto la propria comparsa fiocchi di neve dal colore verde.


Leggi qui l'articolo sulla Pravda.

venerdì 2 febbraio 2007

Dov'eri? Lettera aperta alla Dottoressa Gabanelli

Messaggio 2 febbraio 2006 - Forum RAI di Report, 11:03 - Gentili forumisti inquietati dalle questioni "scie chimiche", credo che sarebbe opportuno considerare il fatto che siete ospitati non in uno spazio monotematico ed esclusivamente a voi dedicato. Quindi: grazie per averci sensibilizzato, ma da ora in poi siate così gentili da limitare la vostra presenza sul sito di Report (magari dirottatela sul vostro sito). Con questo intervento esprimo il disagio di molti utenti che preferirebbero non vedere lo spazio piovrizzato da un unico tema.Vi invito quindi a variare la discussione...non mi pare manchino argomenti.Come certamente sapete, ogni tanto qualcuno usa linguaggi da luogo privato, costringendoci ad intervenire. Il senso del limite ( sia nel numero di interventi, che nei toni di replica) fa la diferenza fra qualcosa di costruttivo e qualcosa di inutile ...e le cose inutili non fanno mai una bella fine.Fra qualche giorno la nostra home page cambierà. In attesa della nuova serie pubblicheremo alcune segnalazioni sulle quali sarebbe opportuno partisse adeguata campagna: Cominceremo con gli incidenti sul lavoro e la legge sulla responsabilità d'impresa. Grazie a tutti coloro che contribuiranno.


Milena Gabanelli





Necesse est ut veniant scandala (Matteo, 18, 7) E' necessario che il male non rimanga nascosto.

Dov’eri, quando il volto del cielo veniva sfregiato da orribili cicatrici, trasformato nel sembiante terreo di un cadavere? Dov’eri, quando l’acqua era amara di veleni e la terra isterilita? Dov’eri quando gli alberi intristivano, tendendo rami scheletrici nell’aria grigia e spettrale? Dov’eri, quando gli animali languivano per la sete e l’inedia, vagando tra lande inaridite, sotto un sole esangue? Dov’eri quando bambini, uomini e donne si ammalavano di morbi atroci, ignoti? Dov’eri quando i loro corpi si coprivano di piaghe purulente e di bolle? Dov’eri quando si gridava la verità, sgradita, terribile, ma pur sempre verità? Dov’eri quando si denunciava il genocidio, quando si attentava alla vita, alla salute ed ai più elementari diritti? Dov’eri quando cialtroni e bugiardi, travestiti da esperti o da paladini della democrazia, vomitavano vituperi, diffamazioni e minacce pur di ridurre al silenzio chi dimostra, in questo mondo di vigliacchi, di ipocriti e di profittatori, inconcussa dignità, coraggio leonino, disinteressata benevolenza?

Solo ora Milena, fai sentire la tua voce querula, ma non per una pur tardiva resipiscenza. No, per continuare a gettare fumo negli occhi, preannunciando inchieste su temi senza dubbio scottanti, ma che non creano neppure una screpolatura nel poderoso muro dell’omertà e della connivenza.

Ad ognuno il suo ruolo: come distingueremmo la verità, se qualcuno non la nascondesse? Ad ognuno il suo ruolo: come potremmo essere arsi dalla sete di giustizia, se non regnasse l’iniquità? Noi sappiamo qual è il nostro compito ed abbiamo scelto. Forse un giorno ti unirai a noi. Il Cielo non voglia che quel giorno giunga, quando sarà ormai troppo tardi.



Qui
si può leggere il mellifluo ed ambiguo messaggio della Dottoressa Milena Gabanelli, da cui è scaturita questa lettera aperta.

giovedì 1 febbraio 2007

L'effetto serra non esiste

Pennivendoli, “meteorologi”, scemenziati continuano a cianciare di “effetto serra”, il vero capro espiatorio di tutti i cambiamenti climatici, il deus ex machina per “spiegare” fenomeni come il riscaldamento globale, la siccità, l’aumento del numero e dell’intensità degli uragani… Ebbene l’”effetto serra”, nei termini in cui lo descrivono i media di regime, non esiste.

In verità, per effetto serra, si deve intendere la conservazione dell’energia termica che il Sole irradia sulla Terra e che è causata dall’azione di assorbimento selettivo dell’atmosfera. La luce della nostra stella riscalda il pianeta durante le ore di insolazione, ma, per le proprietà dei gas che formano l’atmosfera, non si disperde altrettanto facilmente durante le ore notturne. Il risultato è che la superficie terrestre tocca una temperatura media di equilibrio più elevata di quella dello spazio e la vita può prosperare su Gaia. Se, però, l’opacità dell’atmosfera al calore irraggiato dalla superficie si accresce, in modo eccessivo, per via di alcune sostanze, si ha un incremento dei valori termici. È importante ricordare che nell’ambiente “scientifico” e tra i comuni mortali, si definisce “effetto serra” un fenomeno che è poco attinente con quanto accade nelle serre. Fu il fisico britannico John Tyndall (1820-1893) a scoprire che il biossido di carbonio (CO2) è paragonabile al vetro, perché lascia passare le radiazioni luminose, ma scherma quelle termiche. La luce che entra in una serra e giunge fino al suolo, che è di colore scuro, viene assorbita. Dopodichè il terreno comincia a sprigionare invisibili radiazioni calorifiche. Quando tali radiazioni colpiscono il vetro sono riflesse verso l’interno sicché si forma una trappola per il calore.

Un altro fisico, Robert W.Woods, (1868-1955) nel 1909 dimostrò che la spiegazione di Tyndall non era esatta. Woods costruì una serra di salgemma: il salgemma è trasparente alla luce, ma lascia filtrare anche il calore. Nella serra così costruita non si sarebbe dovuto osservare il greenhouse effect: invece l’aumento di temperatura fu ugualmente rilevato, sebbene di poco inferiore a quello registrato nelle serre di vetro. Woods dimostrò che il calore viene imprigionato grazie al fatto che l’aria racchiusa nelle strutture non può circolare liberamente, con moti di convezione.(1) L’effetto descritto da Tyndall esiste, ma contribuisce pochissimo all’innalzamento della temperatura. Quanto accade nelle serre ed attorno a Gaia dovrebbe essere definito “effetto aria” o “effetto atmosfera”.

Il riscaldamento globale è una fenomeno reale, ma è dovuto solo in minima parte alle emissioni di gas serra, poiché altri sono i fattori che lo provocano: il cambiamento della risonanza Schumann, l’irradiazione di onde elettromagnetiche a bassisima frequenza attraverso H.A.A.R.P., le scie chimiche. Prima, però, di soffermarsi sulle reali cause del global warming, occorre evidenziare una contraddizione che mina tutte le pseudo-argomentazioni circa l’”effetto serra”. Se veramente, come raccontano i “meteorologi”, i “fisici” dell’atmosfera ed i loro pusillanimi e ripugnanti portavoce, il fenomeno fosse soltanto dovuto ai gas serra e non alle scie chimiche, per quale motivo le precipitazioni sono diminuite? Ad un incremento dei valori termici, dovrebbe corrispondere una maggiore traspirazione ed evaporazione, fenomeni alla base della formazione di corpi nuvolosi carichi di umidità, nubi che, in concomitanza di particolari condizioni fisico-chimiche, portano piogge, nevicate e grandinate. Orbene, l’aumento della temperatura globale è rilevabile, ma le precipitazioni sono sempre più rare, a causa dello spargimento nell’atmosfera di sali di bario, dalle proprietà igroscopiche, ossia di assorbimento dell’umidità. Moltissime volte sono stati visti, fotografati e filmati cumuli e cumulonembi gonfi di umidità: queste nubi sono state rapidamente dissolte, in seguito al passaggio di velivoli che li hanno inseminati con sali di bario.

L’incremento dei valori termici planetari è una manifestazione che alcuni ricercatori ritengono naturale e legata a cicli climatici.

Già nel III millennio a.C. circa, come appurato dall’ingegner Giovanni Vinci e da altri, si ebbe un optimum climatico. Allora popoli indoeuropei vivevano a latitudini settentrionali, tra la Danimarca e la Norvegia, dove le condizioni climatiche e pedologiche erano relativamente adatte ad alcune forme di agricoltura e di allevamento. Quando il clima diventò, via via più rigido, gli Indoeuropei sciamarono in ondate successive verso sud, nell’Europa centrale e mediterranea, dove, col passare del tempo, si mescolarono con le popolazioni autoctone.

Nell’XI secolo d.C. i Normanni, in seguito ad una mitigazione delle circostanze climatiche, si diressero, con le loro agili e veloci imbarcazioni, verso nord, approdando in Islanda ed in Groenlandia. In Groenlandia fu possibile praticare per alcuni decenni l’agricoltura e l’allevamento, prima che il clima divenisse più freddo.

Il problema deve quindi essere visto in modo del tutto diverso: l’incremento della temperatura non è, se non in misura trascurabile, una conseguenza delle attività economiche e di un modello di “sviluppo” errato, ma un esito del cambiamento della risonanza Schumann, esito accentuato e catalizzato da H.A.A.R.P. e dalle scie velenose.

I perversi fini della maledetta sinarchia sono i seguenti: falcidiare la popolazione, inquinare la biosfera, determinare sconvolgimenti climatici, causare la siccità in modo da appropriarsi delle residue e sempre più preziose risorse idriche e per commercializzare sementi o.g.m. resistenti all’aridità, introdurre nuove tasse per fingere di combattere il riscaldamento globale, in realtà deliberatamente acuito ed accelerato.



(1) La convezione è una forma di propagazione del calore caratterizzata dal fatto che ogni trasferimento di calore è accompagnato da spostamento di materia. In fisica dell’atmosfera, si può avere una convezione intensa, una leggera oppure una limitata alla media troposfera.

Fonti:

Scienze naturali, Milano, 2005, a cura di M. Tozzi, s.v. effetto serra
G. Vinci, Omero nel Baltico, Roma, 1995
Zret, Effetti dello spargimento di sali di bario, 2006
Id.,
Focus su focus, 2006


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lunedì 29 gennaio 2007

Gli untori

Tempo fa lessi alcuni commenti di visitatori di siti che avevano pubblicato articoli sulle scie chimiche in cui si ipotizzava la diffusione di agenti biologici per mezzo dell’irrorazione. Questi lettori esprimevano i loro dubbi circa la possibilità di diffondere batteri e virus che sarebbero sottoposti a temperature molto elevate. Queste perplessità hanno il loro fondamento: un conto è diffondere particolato contenente alluminio, bario, torio radioattivo etc. con i dispositivi erogatori installati sugli aerei della morte; un altro è spargere agenti biologici.

Se si riflette, però, l’obiezione relativa alle notevoli temperature è facilmente confutabile: esistono batteri in grado di adattarsi a condizioni repulsive. Recentemente sono stati scoperti microrganismi che “vivono a più di tre chilometri sotto la superficie terrestre, a 64 gradi Celsius di temperatura, nutrendosi di solfati ed idrogeno. Gli scienziati, che hanno scoperto i batteri nelle viscere di una miniera d'oro in Sudafrica, sono rimasti sbalorditi e hanno esultato: è la prova che forme di vita possono esistere in condizioni assai più proibitive di quanto si pensasse.

- Questi organismi vivono felicemente là sotto, isolati e irraggiungibili, con la capacità di adattarsi in pratica a qualsiasi avversità -, ha commentato il biologo Terry Hazen, uno degli autori della scoperta, del Lawrence Berkeley National Laboratory negli U.S.A. Il racconto di come sia stata rintracciata la colonia sotterranea e le sue caratteristiche, è stato pubblicato su Science.

I ricercatori si sono spinti in mezzo alle rocce della più profonda miniera di tutta l'Africa, la Mponeng, in un'area ad un centinaio di chilometri ad ovest di Johannesburg. Le rocce fratturate in antichità hanno lasciato filtrare acqua che ha formato piccole pozze ad una temperatura che, sul fondo, raggiunge i 64 gradi. Le rocce hanno un'età che viene stimata intorno ai 3 miliardi di anni e l'acqua antica che vi si trova, secondo gli studiosi, è rimasta isolata dalla superficie terrestre per milioni di anni. La datazione è stata accertata, analizzando la presenza di gas nobili come neon, krypton e argon. I microbi che si muovono in quelle acque, lontani per milioni di anni da qualsiasi forma di luce, si nutrono di solfati e di idrogeno che vengono scissi dall'acqua grazie alla radioattività dell'uranio presente nell'area.(…)

Per la geologa Lisa Pratt, dell’Indiana University, i batteri aprono nuovi scenari su ciò che gli scienziati immaginano in ordine alla adattabilità delle forme di vita.

Microbi abituati a proliferare in condizioni proibitive sono stati trovati in passato in una molteplicità di ambienti diversi: nei geyser del parco di Yellowstone, per esempio, o in vulcani in eruzione sul fondo degli oceani, nei deserti delle Ande, in sostanze acide o nel ghiaccio eterno dei poli… Le conclusioni dei biologi sono il frutto di un decennio di studi sui batteri estremi e sono ora al centro dell'attenzione anche della N.A.S.A., che le ritiene importanti per le proprie ricerche su forme di vita nel Sistema solare”.

Queste e altre scoperte dimostrano che non sempre l’ossigeno è necessario per la vita: ad esempio, esistono dei batteri che tollerano solo minime quantità di ossigeno (forme microaerobiche), altri addirittura devono restare completamente nel substrato privo di aria (forme anaerobiche). Si conoscono anche specie aerobiche o anaerobiche-facoltative, specie cioè che possono vivere sia con ossigeno sia senza.

Occorre anche soffermarsi su un altro inquietante aspetto del problema: in seguito alle ricerche condotte negli Stati Uniti ed altrove, si è appurato che, con le scie velenose, sono diffusi anche polimeri. (1) Come ricorda il neurologo, Dottor Edward Spencer, queste fibre polimeriche resistono a temperature superiori a 1.700 gradi Fahreneit! Sono quindi adatti all’incapsulamento di agenti patogeni che altrimenti sarebbero uccisi da valori termici elevati. Il Dottor Spencer, la tossicologa Ildegarde Staninger ed altri ricercatori correlano il morbo di Morgellons a questi filamenti spesso di colore azzurro e fosforescenti che fuoriescono dalle ulcere degli sventurati pazienti. La dottoressa Staninger precisa che “materiali polimerici sono usati dall’industria delle nanobiotecnologie per incapsulare i viron, ossia virus geneticamente modificati, da una a cento cinquanta volte più piccoli dei virus. Le analisi istologiche hanno rivelato la presenza di tubicini di vetro e di silicone, in pazienti in cui non erano mai state impiantate protesi di silicone nel seno o in altre parti del corpo”.

So che le conclusioni di questo articolo potranno sembrare inverosimili ed assurde, ma bisogna ricordare che i “progressi” compiuti nell’ambito delle biotecnologie e delle nanotecnologie, in questi ultimi decenni, sono inimmaginabili oltre che spaventosi. Ogni anno vengono stanziati fondi ingenti per le sperimentazioni in questi campi. Ovviamente i fini sono perversi: militari e di controllo demografico, attraverso la diffusione di patologie sempre più orribili ed invalidanti.


(1) I polimeri sono sostanze, naturali o sintetiche, di solito organiche, formate da un insieme di molecole di elevate dimensioni e peso molecolare; ciascuna di queste è, a sua volta, formata dalla ripetizione di molte piccole unità strutturali unite con legami covalenti a costituire la catena polimerica. I polimeri sintetici hanno trovato molteplici usi industriali, grazie alle loro caratteristiche fisico-chimiche. Il moplen, ad esempio, ha proprietà quali la notevole resistenza meccanica ed ai solventi organici nonché un alto punto di fusione. Esistono polimeri conduttori, resi tali introducendo in essi particolari composti. La loro conducibilità può rasentare quella dei metalli.


Fonti:

Anonimo, Scoperti batteri estremi che vivono 3 km sottoterra, 2006

Enciclopedia di astronomia e cosmologia, a cura di J. Gribbin, Milano, 2005, sotto la voce inerente ed il lemma CHON

Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. polimeri

C. Mc Faden, U.S.A.: una strana malattia della pelle, 2006, traduzione di Straker

E. Spencer, La causa del morbo di Morgellons, 2007

Scienze naturali, a cura di M. Tozzi, Milano, 2005, s.v. Bacteryophyta o Schyzomicetes.

Zret, Morgellons: nuove acquisizioni e conferme, 2006

sabato 27 gennaio 2007

Il rapporto USA suggerisce che della polvere riflettente potrebbe ridurre il caldo

Avevamo preannunciato che alcuni organi avrebbero cominciato a rilasciare informazioni in merito alle scie chimiche, ammettendo, anche se con mille infingimenti e dissimulazioni, la loro esistenza, ma attribuendo la mortale attività all’esigenza di attenuare il global warming od alla necessità di ripristinare lo strato d’ozono ormai deteriorato. È vero l’esatto contrario! È questa probabilmente la “verità” che sarà ammannita alle masse, quando non si potrà più nascondere l’operazione: se ne trarrà pretesto per introdurre una nuova imposta atta ufficialmente a finanziare la preservazione della biosfera, in realtà volta a sovvenzionare l’avvelenamento su scala planetaria. L'articolo, magistralmente tradotto da _*PrinceOfPeace*_, è una riprova di quanto affermato tempo addietro.

David Adam, corrispondente sull'ambiente
sabato 27, gennaio, 2007
The Guardian

Smog su Phoenix, Arizona – Photograph: Deirdre Hamill/AP

Il Guardian ha appreso che il governo USA vuole che gli scienziati sviluppino una tecnologia per bloccare la luce solare, come ultimo argine per fermare il riscaldamento globale. Il governo USA afferma che la ricerca di tecniche come giganteschi specchi spaziali o polvere riflettente pompata nell'atmosfera sarebbe una "importante assicurazione" contro le crescenti emissioni ed ha esercitato pressioni per tale strategia, come raccomanda un importante rapporto dell'ONU sul cambiamento climatico; la prima parte di esso sarà pubblicata venerdì.

Gli USA hanno anche tentato di deviare il rapporto ONU, preparato dall'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico), dalle sue conclusioni, che sosterrebbero un nuovo trattato mondiale sul clima, basato su obiettivi obbligatori per ridurre le emissioni, come quelli perseguiti da Tony Blair. Gli USA hanno anche preteso che la bozza del rapporto fosse cambiata per enfatizzare i benefici degli accordi volontari ed includere critiche al Protocollo di Kyoto, l'attuale trattato cui l'amministrazione statunitense si oppone.

Il rapporto finale dell'IPCC, scritto da esperti di tutto il mondo, formerà la base dei negoziati internazionali per produrre un nuovo trattato sulle emissioni per sostituire quello di Kyoto, la cui prima fase terminerà nel 2012. Ai governi mondiali fu data una bozza del rapporto l'anno scorso, insieme con l'invito a commentarla.

Il Guardian ha avuto una copia della risposta statunitense, la quale afferma che l'idea d'interferire con la luce solare dovrebbe essere inclusa nell'agenda dei politici: questo è il capitolo principale che introduce ogni rapporto dell'IPCC. Il rapporto dice: La modifica dell'irraggiamento solare potrebbe essere un'importante strategia, se non si riuscisse a ridurre le emissioni. La stima delle conseguenze relative all'applicazione di tale strategia è un'importante assicurazione che dovrebbe essere espletata. Si tratta di un'importantissima possibilità da prendere in considerazione".

In precedenza, gli scienziati avevano stimato che se meno dell'1% dei raggi solari fosse respinto indietro, nello spazio da cui proviene luce solare, si potrebbe compensare il riscaldamento generato da tutti i gas-serra emessi fin dall'inizio della rivoluzione industriale. La possibili tecniche comprendono la messa in orbita di uno schermo gigante, migliaia di minuscoli palloni riflettenti; oppure microscopiche goccioline di solfato, pompate nell'alta atmosfera, ad imitazione degli effetti raffreddanti di un'eruzione vulcanica. La bozza dell'IPCC diceva che tali idee erano "speculative, incalcolabili e con potenziali effetti collaterali ignoti".

La proposta USA si basa sui punti di vista di decine di ufficiali governativi ed è accompagnata da una lettera a firma Harlan Watson, negoziatore anziano su questioni climatiche al Dipartimento di stato americano. La proposta USA lamenta che la bozza dell'IPCC sia "Kyoto-centrica" e vuole includere la ricerca degli economisti che hanno fatto osservare "fino a quale grado una cornice come quella di Kyoto richieda notevoli fondi investimenti.
Inizia nel modo seguente: "Una debolezza del protocollo di Kyoto, comunque, è che alcuni dei più grossi emettitori di gas-serra non hanno ratificato l'accordo" e chiede: "E' questa l'unica debolezza da menzionare? Ce ne sono altre?"

La proposta USA insiste anche (nel modo in cui è formulata), sull'inefficacia di alterare degli accordi volontari, usando un'espressione come "un certo numero di essi ha avuto impatti significativi", e lamenta che "il rapporto tende a sovrastimare o mettere in evidenza gli effetti negativi del cambiamento climatico". La proposta USA dà anche maggiore enfasi circa le responsabilità dei paesi in via di sviluppo.

Il rapporto IPCC si compone di tre sezioni. La prima verte sulla scienza del cambiamento climatico e sarà presentata venerdì. Più tardi, nel corso dell'anno corrente, seguiranno le sezioni sull'impatto e la mitigazione del cambiamento climatico, in cui gli USA vogliono includere riferimenti alla tecnologia "blocca-sole".

I probabili contenuti del rapporto sono stati un "segreto di Pulcinella" da quando l'amministrazione Bush mise la bozza su Internet, in aprile. Il rapporto scientifico della prossima settimana dirà che c'è il 90% di possibilità che l'attività umana stia riscaldando il pianeta e che le temperature medie globali saliranno da 1.5 gradi C a 5.8 gradi C durante questo secolo; dipende dalle emissioni. La risposta USA mostra che gli Statunitensi accettano queste affermazioni, ma non sono d'accordo con una conclusione più incerta: quella secondo la quale l'innalzamento delle temperature ha reso più potenti gli uragani.

Clicca qui per leggere il documento pubblicato sul guardian.

Alcuni possibili rimedi contro le conseguenze delle scie chimiche

Nota bene: si precisa che i suggerimenti di questo articolo non sostituiscono in alcun modo e per nessun motivo i rimedi e le indicazioni del proprio medico.

Di fronte all’ormai annoso problema delle scie chimiche, è un errore un atteggiamento rinunciatario: le sostanze sparse dai maledetti velivoli sono dannose, poiché, in primo luogo, aggrediscono il sistema immunitario, indebolendolo.

Tuttavia, secondo studi di medici e di ricercatori, tra cui Ken Adachi, esistono dei rimedi più o meno efficaci. Conviene perciò ricorrere a terapie naturali ed a tecniche come la visualizzazione, per rafforzare le difese dell’organismo, seguendo comunque i consigli e le prescrizioni del proprio medico, qualora insorgano dei disturbi.

È possibile documentarsi sui vari metodi di cura qui.

Si legga anche l'articolo di Giovanni Peccarisio, Rapporto sulle scie chimiche

venerdì 26 gennaio 2007

Strumenti di guerra batteriologica sviluppati segretamente nei laboratori degli Stati Uniti (di Sherwood Ross)


Il più dispendioso e grandioso progetto di ricerca che sia mai stato tentato nell’ambito delle armi batteriologice, ha conosciuto un notevole sviluppo sotto la presidenza Bush, in violazione dei trattati internazionali, come la convenzione di Ginevra del 1925, che bandisce gli agenti biologici.

Questo programma, che coinvolge i più mortali ed abominevoli agenti patogeni, molti dei quali potrebbero diffondere epidemie, è stato condotto in segreto senza un’adeguata supervisione ed in flagrante sprezzo delle norme dell’N.I.H.

113 tra università, laboratori del governo, di strutture sanitarie e di aziende private, sono implicati in progetti di ricerca riguardanti le armi batteriologice ed hanno rifiutato di rivelare al pubblico le loro attività, come richiesto dalle leggi federali. Questa è l’accusa di un comitato di sorveglianza.

Invece di por fine a queste operazioni, tuttavia, gli istituti nazionali della salute di Bethesda, l’agenzia del governo, con la supervisione di questi laboratori, permette loro di continuare nelle ricerche. Si tratta di un atteggiamento curioso per un ente che si autodefinisce l’amministratore della ricerca medica per la nazione.

Dalla California al New Jersey, da Boston a San Antonio, spesso nel cuore delle aree più densamente popolate, i laboratori che producono armi biologiche, generosamente finanziati con 20 miliardi di dollari dall’amministrazione Bush sin dal 2001, stanno proseguendo nella sperimentazione di agenti biologici come il visus dell’influenza spagnola, il batterio dell’antrace, la tularemia, la febbre della Rift valley. Secondo la voce comune, in alcuni di questi laboratori, le misure di sicurezza sono inadeguate per proteggere le persone dall’esposizione ad agenti patogeni.

Secondo le leggi degli Stati Uniti, i beneficiari dei fondi federali per le ricerche biotecnologiche, devono osservare delle istruzioni dettate dall’N.I.H. Queste norme includono l’obbligo di tenere dei verbali degli incontri delle commissioni istituzionali per la tutela della salute, al fine di descrivere la loro attività ed i loro programmi. In certi casi, queste commissioni non hanno mai organizzato nemmeno un incontro. In altri casi, i verbali redatti sono privi di sostanza.

Le loro operazioni, in diverse circostanze, sono state tenute segrete, secondo il comitato di sorveglianza Sunshine Project di Austin, in Texas, un’associazione che tenta di proteggere la popolazione dai rischi degli esperimenti biotecnologici. La convenzione sulle armi biologiche, che gli Stati Uniti fiirmarono, proibisce la ricerca nel campo delle armi biologiche offensive. Tuttavia, se il lavoro è svolto in segreto, le armi progettate a scopi offensivi potrebbero essere tenute nascoste. Negli anni ’30, l’esercito giapponese occultò il suo piano segreto di guerra batteriologica come progetto per la depurazione delle acque.

Dal momento che i laboratori governativi operano in un ambito di ricerca duplice (la sperimentazione sugli agenti patogeni ha sia applicazioni offensive sia difensive), Edward Hammond, del Sunshine Project, riferisce di aver incontrato gravi problemi con questo sistema, che include esperimenti rischiosi attuati con misure di sicurezza dubbie o inadeguate, con commissioni inefficienti e compiacenti e con altri problemi simili.

Francis Boyle, un esperto di diritto internazionale dell’università dell’Illinois, è ancora più esplicito. Egli definisce le commissioni universitarie “uno scherzo ed una frode che non garantiscono protezione ad alcuno”. Boyle, che ha steso una legge sulle armi biologiche contro il terrorismo, nel 1989, promulgata dal Congresso, afferma che il Pentagono “sta ora marciando per combattere e vincere la guerra biologica”, secondo la strategia nazionale dei due Bush, adottata “senza un dibattito pubblico”.

Lo scorso 7 novembre 2006, Hammond ha sporto denuncia contro la dottoressa Amy Patterson, direttrice dell’ufficio di biotecnologia dell’N.I.H., citando 113 istituzioni “per inosservanza delle norme dell’N.I.H.”, soprattutto per aver rifiutato di redigere i verbali degli incontri.

“Assecondare questa richiesta non è soltanto obbligatorio, secondo le norme dell’N.I.H., ma anche un dovere morale delle istituzioni che conducono le ricerche, come quelle sul DNA e su agenti biologici che potrebbero danneggiare la popolazione”. Ha aggiunto Hammond. Egli ha scritto alla Patterson: “L’inadempienza rilevata per opera di queste istituzioni, dovrebbe implicare un’interruzione dei finanziamenti”.

La dottoressa Patterson, apparentemente, aveva delle difficoltà nell’ottenere informazioni dai laboratori che sono sul libro paga federale. Il 6 dicembre 2004, ella diramò un promemoria alle università coinvolte nella ricerca, in cui si affermava che l’adempimento delle norme dell’N.I.H. è da considerarsi critico per la ricerca e per la formazione di un comitato istituzionale per la protezione del personale, dell’ambiente e della salute pubblica.

Sin dall’ 11 settembre 2001, le aziende biotecnologiche, i laboratori militari, le università statali e private degli Stati Uniti, dell’Australia e del Sud Africa, hanno usufruito di finanziamenti abnormi dal governo federale.

Quanto è grande l’affare? Sul luogo del reato, la Southwest foundation for biomedical research di San Antonio (Texas), ha ammassato 6.000 tra scimpanzè, babbuini ed altri primati, per le cui spese di mantenimento i contribuenti versano sei milioni di dollari all’anno. La S.F.B.R. compie esperimenti genetici su primati e custodisce, nei suoi laboratori, alcuni fra i più pericolosi virus, come l’ebola ed il lassa.

Inoltre il Battelle National Biodefence Institute di Columbus (Ohio), ha appena ricevuto duecentocinquanta milioni di dollari dal dipartimento della sicurezza nazionale, per svolgere l’analisi della difesa biologica nell’ambito del centro di Fort Detrick, secondo il Washington Post del 25 dicembre 2006. In precedenza, nel luglio del 2006, il Washington Post riportò che molto di quello che si respira nel centro potrebbe essere ignorato dalla stessa amministrazione Bush. Il B.N.B.I. non rispetta le direttive dell’I.B.C., afferma Sunshine.

“Alcune delle ricerche confluiscono in una zona grigia che costeggia i bordi di un trattato internazionale riguardante la produzione di armi biologiche”, riporta il Washington Post. “L’amministrazione smentisce queste rivelazioni, insistendo che il lavoro è puramente difensivo e legale. Ha inoltre rifiutato le richieste avanzate da osservatori indipendenti di una supervisione circa le attività del dipartimento”.

Il quotidiano ha citato Milton Leitenberg, un esperto di armamenti dell’università del Maryland, che ha affermato: “Se vedessimo delle persone impegnate in questo tipo si ricerca, dovremmo arguire che i trattati sulle armi biologiche sono stati violati. Non si può gridare a tutto il mondo che l’Iran e la Corea del Nord perseguono programmi nucleari su cui si sa poco, quando da noi succede tutto questo”.

Il Washington Post riporta che l’operazione dovrebbe comprendere un’area di circa 160.000 piedi quadrati ed uno staff di 120 persone. Il quotidiano aggiunge: “La storia di Fort Detrick, come centro in cui erano custoditi germi, getta una lunga ombra sul nuovo laboratorio. Quando Fort Detrick costrinse il Pentagono ad abbandonare il programma di armi biologiche, diventò un punto di attrazione per le proteste contro la guerra del Vietnam”. In laboratori come questi, gli scienziati possono creare nuove malattie di fronte alle quali non abbiamo difese. Queste armi, una volta usate, sono notoriamente difficili da controllare e potrebbero diffondere epidemie destinate ad indebolire ed a spaventare le popolazioni civili.

Hammond crede che esistano circa 400 agenti biologici in tutti i laboratori degli Stati Uniti, alcuni dei quali incontrano inattese difficoltà, quando devono ottemperare alle leggi. David Perlin, presidente del Public Health Research Institute di Newark (New Jersey), ha affermato che l’F.B.I. ha chiesto a tale istituto di aderire ad un accordo affinché non siano resi pubblici i dati relativi agli agenti patogeni custoditi nelle installazioni.

Quelli che tendono a sminuire il lassismo dell’N.I.H., a proposito delle regolamentazioni, devono solo ricordare gli episodi delle lettere all’antrace spedite ai rappresentati democratici del Congresso e ad alcuni giornalisti, nell’ottobre 2001. Si ritiene che il batterio dell’antrace sia prodotto a Fort Detrick(1), sebbene non se ne abbia certezza, poiché l’F.B.I. non ha mai perseguito i colpevoli. Da allora, la notevole proliferazione di questi laboratori, sotto l’amministrazione Bush, ha creato nuovi addetti nel settore delle armi batteriologiche, in alcuni casi studenti. Quattro addetti di Fort Detrick sono morti dopo aver lavorato in questi laboratori.

La mancanza di trasparenza riguarda la storia segreta della C.I.A. e del Pentagono, che usarono i cittadini statunitensi come cavie. La pubblicazione “Rogue State”, di William Blum, ricorda che per più di due decenni “furono condotti test nell’atmosfera, che esposero milioni di cittadini ad enormi nuvole contenenti pericolosi batteri e sostanze chimiche.

Tra il 1949 ed 1969, l’esercito statunitense sperimentò la diffusione di elementi chimici e batteri su 239 aeree popolate, comprese la regione di San Francisco, di New York e di Chicago, senza avvisare la popolazione e senza prendere precauzioni per la salute. Il Pentagono sottopose migliaia di militari della marina ad irrorazioni, per verificare le conseguenze delle armi batteriologiche.

Miscele ancora più micidiali furono vendute segretamente al dittatore irakeno Saddam Hussein, per la sua guerra contro l’Iran. Washington negò tale fornitura, ma Robert Fisk ha riportato, nel quotidiano britannico “The Independent” del 31 dicembre 2006 che “dal 1985 e negli anni seguenti, le industrie belliche degli Stati Uniti, vendettero armi biologiche all’Iraq, con l’approvazione del governo (presidenza Reagan), incluso l’antrace”. Fisk riporta il resoconto di un testimone oculare che vide, su un convoglio militare adibito ad ospedale, dei feriti provenienti dal fronte, al confine tra Iran ed Iraq.

“Vidi centinaia di soldati iraniani che perdevano sangue e muco dalle vie respiratorie. Le carrozze erano così piene di gas, che dovetti aprire i finestrini. Le braccia ed i volti dei feriti erano pieni di bolle. In seguito, altri rigonfiamenti apparvero sulla pelle. Molti erano gravemente ustionati. Questi stessi gas furono, in seguito, usati contro i Curdi”.

Così, l’amministrazione Reagan, che promosse un’escalation nella ricerca sulle armi biologiche e che vendette armi batteriologiche a Saddam Hussein, prese il posto, negli oscuri annali della storia, di Benito Mussolini, i cui aviatori sparsero gas mostarda sugli Etiopi e del Giappone, sotto l’Imperatore Hirohito, il cui esercito imperiale uccise, con armi biologiche, migliaia di civili cinesi.

Grazie al loro basso costo, le armi biologiche sono state definite gli ordigni nucleari dei poveri. Tuttavia il loro potenziale distruttivo è enorme. Jeremy Rifkin, autore del saggio “The biotech century”, osserva, basandosi su uno studio del governo del 1993, che “Il rilascio 200 libre di spore di antrace con un aereo su Washington, potrebbe uccidere tre milioni di persone”.

Le operazioni segrete dei laboratori, potrebbero essere un po’ meno minacciose, se l’amministrazione Bush non avesse condotto una battaglia per demolire il sistema di ispezioni internazionali. Jackiee Cabasso, direttrice esecutiva del Western States Legal Foundation, Hoakland, California, avvertì che “l’anno scorso (2001) da soli gli Stati Uniti hanno affossato il sistema internazionale di ispezioni di questi laboratori, un sistema che avrebbe consentito di assicurare un uso non offensivo dei dispositivi biologici. Gli Stati Uniti, con improntitudine, stanno ora espandendo il loro programma, soprattutto in installazioni segrete”.

Secondo Boyle, il presidente Bush ha sabotato il protocollo di verifica del B.W.C., che era sul punto di conseguire risultati decisivi. Egli ha affermato che gli Stati Uniti hanno l’intenzione di procedere nella ricerca, nelle sviluppo e nella sperimentazione di programmi biologici criminali ed illegali.

Boyle è l’autore di “Biowarfare and terrorism”. Elisa Harris, ex funzionaria per il controllo delle armi sotto la presidenza Clinton, ha affermato che l’amministrazione stanzierà altri capitali, poiché gli Stati Uniti hanno combattuto con le unghie e con i denti per contrastare la comunità internazionale che cercava di rafforzare i trattati sulle armi batteriologiche.

Fra le aziende farmaceutiche inadempienti rispetto alle richieste di trasparenza, avanzate dall’N.I.H., bisogna ricordare le seguenti:

Abbott Laboratories of Abbott Park and Worchester, Agencourt Bioscience Corp.; Antibody Science, Inc.; BASF Plant Science, Bristol-Myers Squibb and its Pharmaceutical Research Institute of Connecticut; Centocor, Inc.; Chiron; Discovery Genomics Inc.; DuPont Central Research and Development; Embrex, Inc.; Genentech, Inc., Genzyme Corp. of Cambridge and Framingham, Mass.; GlaxoSmithKline, Merck & Co., Inc. and its Rahway, N.J., research site; Integral Molecular; Introgen Therapeutics; L2 Diagnostics LLC; Merck & Co. Inc., West Point; Merck Research Laboratories, Rahway, N.J.; Meridian Bioscience Inc.; Monsanto Co. Mystic, Conn., research; New Link Genetics; NovaFlora, Inc.; NovoBiotic Pharmaceuticals; OSI Pharmaceuticals; Pfizer Inc., and Pfizer Pharmaceuticals of St. Louis, Roche Bioscience, Schering-Plough Research Institute; SelectX Pharmaceuticals; Serono Research Institution; Third Wave Technologies; and Vaxin, Inc. Federal entities involved include the Center for Disease Control, the Walter Reed Army Medical Center, VA hospitals in Stratton, Va.; the Jerry Pettis Memorial hospital and the VA Pittsburgh Healthcare System. Also, the Idaho National Laboratory, Lawrence Livermore National Laboratory, the Oak Ridge National Laboratory, Plum Island Animal Disease Center of the U.S. Department of Homeland Security, the U.S. Department of Agriculture, Walter Reed Army Institute of Research and Navy Medical Research Center.

Altri beneficiari dei finanziamenti includono l’ AERAS Global TB Vaccine Foundation, Battelle, CBR Institute for Biomedical Research, Inc.; Children’s Hospital Oakland Research Institute, Children’s National Medical Centre, Cincinnati Children’s Hospital Medical Centre, Columbus Children’s Research Institute, Hadassah Medical Organization, Lovelace Respiratory Research Institute, Memorial Sloan-Kettering Cancer Centre, Mystic Aquarium & Institute for Exploration, e Scripps Clinic.

Tra le università inadempienti, bisogna annoverare le seguenti: Alabama A&M, Albany Medical College, Ball State, Brigham Young, Bucknell, Central Michigan, Drexel College of Medicine, Hackensack University Medical Centre, Hunter College, Indiana State University, Purdue University, Loma Linda, Missouri State, New York Medical College, Queens College of City University of New York.

Inoltre Rider, Rockefeller University, Rosalind Franklin University of Medicine and Science, South Dakota State University, St. John’s University, State University of New York at Binghamton, Brockport, and Buffalo; Towson, Robert Wood Johnson Medical School(UMDNJ), and University Medical Centre of Southern Nevada. Ed ancora, le università dell’Arizona, California a San Francisco, Maryland, Massachusetts, Miami, Florida.; Mississippi; Puerto Rico, Rhode Island, Southern Mississippi, Texas at Arlington and San Antonio, Tulsa, Utah State, Wake Forest, Washington University in St. Louis, Western Kentucky e Wilkes.

Hammond ha affermato che non ha ancora ricevuto una formale risposta alla sua lettera dello scorso novembre 2006. Ha aggiunto: “Dubito che arriverà”. All’N.I.H. era stato chiesto di rispondere alle contestazioni contenute in questo articolo, ma non l’ha ancora fatto.

Insomma, il più dispendioso ed abnorme programma di ricerca nel campo delle armi batteriologiche sta procedendo sotto la presidenza Bush, in evidente violazione dei trattati internazionali, come la convenzione di Ginevra del 1925, che bandisce le armi biologiche. Che cosa aggiungere? L’uso delle armi biologiche fu un mezzo, che nel 1767 decimò le tribù dei nativi americani, mentre oggi è evidente che in questo feroce ambito si sviluppa la politica nazionale. Questo programma, che coinvolge alcuni dei più mortali ed orribili patogeni, molti dei quali potrebbero diffondere epidemie, è stato condotto in segreto, senza un’adeguata supervisione ed in flagrante violazione delle norme sancite dall’N.I.H. Perché?

Fonte: http://www.uruknet.info/

Sherwood Ross è un reporter ed editorialista statunitense. Il suo indirizzo di posta elettronica è sherwoodr1@yahoo.com



Di seguito, i due filmati che documentano la creazione di un patogeno, da diffondere in atmosfera e che sembra essere la causa del Morbo di Morgellons.

Silent Superbug Video 1 (part one)
http://www.youtube.com/watch?v=EhIIDc1raSM
Silent Superbug Video 2 (part two)
http://www.youtube.com/watch?v=Z2rg25fXd9s

mercoledì 24 gennaio 2007

Scie chimiche: brevetti e documenti (di Marco Giacometti)

L’accurato articolo che pubblichiamo, frutto dello studio di Marco Giacometti, valido utente del forum di sciechimiche.org, è la dimostrazione che è possibile intervenire sulle condizioni atmosferiche e climatiche del pianeta, attraverso lo spargimento di sostanze chimiche, di irradiazione di onde elettromagnetiche, di sistemi laser. Gli stralci dei brevetti riportati si riferiscono alla possibilità di mitigare il cosiddetto “effetto serra”, che bisognerebbe definire “effetto atmosfera”, o all’opportunità di ricucire gli strappi dell’ozonosfera. Naturalmente si tratta di vere e proprie mistificazioni: ammesso e non concesso che tali sistemi siano efficaci, si tratta di rimedi peggiori del male. Diffondere nell’atmosfera alluminio ed acido solforico per riflettere la radiazione elettromagnetica proveniente dal Sole, ha conseguenze gravissime per gli equilibri ecologici di Gaia e per la vita stessa dei suoi abitanti. Non è poi assolutamente credibile che i potenti, del tutto insensibili ai temi ambientali, spendano somme ingentissime per risolvere problemi come il global warming che, tra l’altro, non è dovuto, se non in minima parte, alle emissioni di CO2. In realtà, i brevetti sono stati usati per un’attività mirante ad aggravare il riscaldamento del pianeta, a deteriorare lo strato di ozono, nell’ambito dei folli piani per il controllo delle risorse residue e per la dominazione di una popolazione mondiale malata, affamata e ridotta allo stremo delle forze. Un‘ultima nota: la Raytheon, citata nel primo capoverso, è una delle più importanti industrie belliche mondiali. Essa appartiene al Vaticano.

SCIE CHIMICHE: BREVETTI E DOCUMENTI di Marco Giacometti

Nel tentare di dare una spiegazione plausibile al fenomeno scie chimiche, ci si ritrova di fronte a numerosi brevetti e documenti che descrivono tecniche e metodologie da attuare per il raggiungimento di diversi scopi.

Uno dei brevetti più interessanti è “Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming” (Irrorazione della stratosfera con agenti Welsbach per la riduzione del riscaldamento globale), brevetto numero 5003186, anno 1991, commissionato da “Hughes Aircraft Company”, una società del gruppo General Motors. Nel 1992 la GM Hughes Electronics acquistò dalla General Dynamics il settore missilistico. Nel 1997 avvenne la fusione del settore difesa con Raytheon, società leader per la produzione di materiale bellico, radar, tankers, armi elettromagnetiche. Un metodo di riduzione del riscaldamento atmosferico dovuto all'effetto serra, deriva da uno strato di gas nell'atmosfera che assorbe la radiazione infrarossa, disperdendo particelle molto piccole di un materiale all'interno dello strato dei gas.

Il materiale della particella è caratterizzato dall'emissività o la riflettività che dipende dalla lunghezza d'onda, in quanto il materiale ha alte emissività in ordine alla radiazione negli spettri infrarossi visibili e di alta lunghezza d'onda, ed emissività bassa nello spettro infrarosso di bassa lunghezza d'onda, per cui le particelle molto piccole forniscono i mezzi per convertire l'energia termica infrarossa in alta radiazione infrarossa, che verrà irradiata nello spazio. Il materiale contiene uno o più ossidi dei metalli, l'ossido di alluminio, ossido di torio; le particelle sono disperse, irrorando la stratosfera con una quantità di particelle ad un’altitudine compresa tra sette e tredici chilometri sopra la superficie della terra: il formato delle particelle è nella gamma di dieci - cento micron: la sostanza (materiale Welsbach) contiene un materiale refrattario.

Una risoluzione proposta al problema del riscaldamento globale consiste nell'irrorazione dell'atmosfera con particelle metalliche. Una tecnica per irrorare le particelle metalliche era di aggiungere particelle molto piccole al combustibile degli aerei di linea, così che siano emesse dagli scarichi dei motori una volta in cui l'aereo si trova ad altitudine di volo. Mentre questo metodo aumenterebbe la riflessione della luce visibile proveniente dallo spazio, le particelle metalliche intrappolerebbero la lunghezza d'onda della radiazione “blackbody” (radiazione del corpo nero, superficie ideale, postulata dalla fisica classica, che ad una data temperatura irraggia il massimo di energia per unità di area e per ogni lunghezza d'onda e che può assorbire tutta la radiazione che incide su di esso) rilasciata dalla Terra, e potrebbe dare luogo ad un netto aumento del riscaldamento globale.

È quindi oggetto della presente invenzione fornire un metodo per la riduzione del riscaldamento globale dovuto a quello che impropriamente è chiamato “effetto serra”, consentendo al calore di fuoriuscire attraverso l'atmosfera. Il metodo comprende l'irrorazione dello strato di gas serra con una quantità di sostanze in piccole particelle. Tali sostanze possono includere la classe di materiali note come sostanze Welsbach; gli ossidi di metallo, per esempio, ossido di alluminio, sono inoltre adatti allo scopo. Lo strato di gas serra si estende approssimativamente tra sette e tredici chilometri sopra la superficie della terra. L'irrorazione della stratosfera avviene all'interno di questo strato. Le particelle sospese nella stratosfera diffuse offrono un meccanismo per convertire la radiazione del corpo nero emessa dalla terra a lunghezze d'onda infrarosse, così che questa energia di calore può essere reindirizzata nello spazio oltre la stratosfera, riducendo con ciò il riscaldamento globale dovuto all'effetto serra.

I materiali refrattari conosciuti hanno una funzione termica di emissività che è fortemente dipendente dalla lunghezza d'onda. Per esempio, i materiali possono avere alta emissività (ed assorbimento) alle alte lunghezze d'onda infrarosse, alta emissività nella lunghezza d'onda visibile ed emissività molto bassa alle lunghezze d'onda intermedie. Se un materiale che ha quelle caratteristiche di emissività ed un corpo nero sono esposti ad energia IR di intensità uguale, il radiatore termico selettivo emetterà la radiazione visibile con alta efficienza (se il raffreddamento della radiazione predomina), cioè, il radiatore termico selettivo sembrerà più luminoso del corpo nero. Questo effetto è conosciuto come “effetto Welsbach”, ed è comunemente usato nelle lanterne a gas in commercio. I gas serra sono nella stratosfera ad una altitudine di sette - tredici chilometri. Ciò suggerisce che l’ irrorazione delle particelle dovrebbe essere eseguita ad un’altitudine nell'ordine di 10 chilometri. Le particelle possono essere disperse da un aereo irroratore; una tecnica esemplare può essere tramite carburante per quanto riguarda le particelle metalliche. Una volta che le particelle molto piccole sono state disperse nell'atmosfera, possono rimanere in sospensione fino ad un anno.
Method and apparatus for altering a region in the earth's atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere (Metodo ed apparato per alterare una regione nell'atmosfera, ionosfera, e/o magnetosfera) Brevetto numero 4686605 a cura di Eastlund Bernard J., anno 1987.
In questo brevetto si descrive come modificare una zona dell'atmosfera tramite particolari antenne (vedi H.A.A.R.P.) poste sulla superficie terrestre trasmettendo radiazioni elettromagnetiche attraverso la zona desiderata. Viene anche descritto un altro metodo per raggiungere il medesimo scopo, iniettando particelle cariche tramite satelliti equipaggiati con appositi acceleratori. Per facilitare la propagazione, vengono rilasciate nella magnetosfera “nuvole” di bario. La potenzialità di tali operazioni è illimitata; può essere impiegata per distruggere qualsiasi tipo di comunicazione terrestre, spaziale e marina, sia in campo civile sia militare. Questo metodo viene anche usato per creare una barriera per missili ed aerei ostili, i quali possono venire distrutti tramite la generazione di raggi elettromagnetici, semplicemente modificando la lunghezza d'onda della radiazione. Si crea così un vero e proprio sistema d'arma planetario. Questo sistema è in grado di modificare il clima, deviando il flusso dei venti nella parte alta dell'atmosfera ed alterando l'assorbimento dei raggi solari tramite la creazione di “piume” di particelle atmosferiche che fungono da lenti rifrangenti. Si possono incrementare artificialmente le concentrazioni di ozono e nitrogeno nell'atmosfera, per diminuire (o aumentare...) l'”effetto serra”. All'interno del brevetto si descrive anche la possibilità di controllare i movimenti magneto-tellurici. Questa tecnologia può essere impiegata come detonatore per apparecchiature nucleari, eliminando cosi altri sistemi di detonazione più “ingombranti” o “visibili”.
Altra pubblicazione interessante è ”Policy Implications of Greenhouse Warming: Mitigation, Adaptation, and the Science Base” http://www.nap.edu/catalog/1605.html, Il testo risale al 1992 a firma COSEPUP (The Committee on Science, Engineering, and Public Policy) http://www7.nationalacademies.org/cosepup/. COSEPUP è composto da numerosi professori universitari statunitensi e da Uma Chowdhry, del Centro ricerche e sviluppo DuPont Company. In questo volume di quasi 1000 pagine, vengono analizzate metodologie e costi per arginare il riscaldamento globale. Tra le numerose pagine, cito quelle di particolare interesse.
Pag. 59, capitolo Geoengineering (si analizzano i metodi per diminuire le temperature arginando i raggi solari):
Schermatura solare
Specchi spaziali: posizionare 50,000 100-km2 di specchi nell'orbita della terra per riflettere la luce del sole entrante.
Polvere nella stratosfera: usare apparati o palloni per mantenere una nube di polvere nella stratosfera aumentando la riflessione della luce solare.
“Bolle” stratosferiche: disporre miliardi di aerostati alluminati e carichi d’idrogeno nella stratosfera per fornire uno schermo riflettente.
Polvere nella bassa stratosfera: Utilizzare un aereo per mantenere una nube di polvere nella bassa stratosfera per riflettere la luce solare.
Fuliggine nella bassa stratosfera: diminuire l’efficienza della combustione dei motori dell’aereo che vola nella bassa stratosfera per mantenere una nube sottile di fuliggine al fine di intercettare la luce solare.

Stimolazione nubi: bruciare zolfo in navi o in centrali elettriche per formare l'aerosol del solfato per stimolare le nubi marine basse in modo da riflettere la luce solare.
Stimolazione della Biomassa dell'oceano: disperdere ferro negli oceani per stimolare la generazione dell’assorbimento di biossido di carbonio, tramite il fitoplancton.
Rimozione Clorofluorocarburo (CFC) atmosferico: uso del laser per distruggere CFC nell'atmosfera.
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Un'altra opzione per l'attenuazione del riscaldamento globale sarebbe di provare a controllare l'equilibrio globale di radiazione, limitando la quantità di radiazione ricevuta dal sole. Ciò può essere attuato, aumentando la riflettività della terra, cioè, l'albedo. La proposta di imbiancare i tetti delle abitazioni avrebbe un certo effetto, ma soltanto una frazione dell’incidenza della radiazione solare raggiunge la superficie della terra. Una modifica sostanziale dell'albedo avrebbe più effetto se eseguita nell'atmosfera. Secondo Ramanathan (1988), un aumento nell'albedo planetaria di appena 0.5 per cento è sufficiente a dimezzare l'effetto di un raddoppio del CO2. La disposizione di uno schermo nell'atmosfera o nell'orbita bassa della terra, potrebbe presentarsi in diverse soluzioni: si potrebbe cambiare la quantità o le caratteristiche di annuvolamento. Lo schermo potrebbe prendere la forma di un “foglio continuo” o potrebbe essere diviso in tanti “specchi” o in una nube di polvere.
Stratospheric dust
Anche se l'opzione della polvere nello spazio non sembra essere ragionevole, i calcoli dei tempi di permanenza della polvere di 0.2-µm oltre i 20 - 40 chilometri sono dell'ordine di 1 - 3 anni (Hunten, 1975). Sembra essere correntemente accertato che gli aerosol vulcanici rimangono nella stratosfera per parecchi anni (Kellogg e Schneider, 1974; Ramaswamy e Kiehl, 1985). Uno schermo può essere generato nella stratosfera, aggiungendo polvere alla polvere stratosferica naturale per aumentare nettamente la relativa riflessione di luce solare. Un'alternativa alla polvere è un aerosol di acido solforico, l'altro componente naturale principale dell’opacità stratosferica. La polvere sembra la scelta migliore perché è simile alla polvere del terreno e non ha effetti eccessivi, se non di precipitare naturalmente nella troposfera, anche tramite le piogge.

Tuttavia Budyko (1982) suggerisce l'uso di aerosol di acido solforico, che può essere generato dalla combustione dello zolfo in situ, con conseguente biossido di zolfo (SO2), che assorbirà automaticamente l'acqua atmosferica, provocando goccioline di soluzione acido-solforica. Descrive la quantità richiesta di acido solforico per ridurre la radiazione totale dell’ 1 per cento in 600.000 t.

Questo è meno d'un decimo della quantità valutata di polvere. Budyko continua a precisare che la quantità di zolfo richiesta da bruciare nella stratosfera per produrre l'aerosol è 200.000 t, o possibilmente circa il 40 per cento di questo, secondo la quantità di acqua che potrebbe essere assorbita dall'aria. Così i requisiti della quantità hanno potuto essere soltanto un settimo - un terzo di quello valutati per acido solforico in sé. Inoltre descrive in 2 anni la permanenza dell'aerosol nella stratosfera. Comunque, il requisito massimo di Budyko è molto di meno di quello che si usa per stimare il costo del materiale ed alzare i requisiti. I costi dello zolfo sono circa $0.05/pound ed ammettiamo meno di $0.25/pound per la polvere; i costi per creare la barriera solare, usando l'aerosol di acido solforico nella stratosfera, sarebbero più bassi di quelli che sono valutati per la polvere, usando le valutazioni di Budyko.

La polvere nel modello del Kiehl e di Ramaswamy è distribuita fra 10 e 30 chilometri nella stratosfera, uniformemente sopra il globo. L'effetto reale sulla forzatura radiativa di una distribuzione globale di polvere supplementare, sarebbe maggiore al livello basso che alle alte latitudini, perché buona parte della luce solare è più efficace alle basse latitudini per motivi geometrici. Ciò farebbe diminuire le variazioni di temperatura dall’Equatore al polo e può avere qualche effetto sull’intensità del tempo. Presumibilmente, questo effetto può anche essere studiato con i modelli globali del clima.
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…Un’altra possibilità è semplicemente di affittare un aereo commerciale per trasportare la polvere all’altezza massima di volo, dove verrà distribuita. Per fare un preventivo di spesa, un presupposto semplice è che la stessa quantità di polvere sopra la stratosfera funzionerebbe per la tropopausa (lo strato fra la troposfera e la stratosfera). I risultati possono essere calibrati per altri importi. Le osservazioni formulate circa l'effetto possibile di polvere sull’ozono stratosferico, si applicano pure all’ozono nella bassa stratosfera, ma non nella troposfera. L'altezza della tropopausa varia con la latitudine e con la stagione dell'anno.
…Ciò dà un costo un po' più alto di $1 per tonnellata-miglio per trasporto. Se una missione di distribuzione della polvere richiede l'equivalente di un volo di 500 miglia (circa 1.5 ore), il costo della polvere è $500/t ed ignorando la differenza fra le tonnellate inglesi e metriche, un costo di $0.50/kg di polvere. Se 1010 chilogrammi devono essere trasportati ogni 83 giorni, (la polvere fornita cade allo stesso tasso della fuliggine), sarà richiesta una quantità maggiore di 5 volte quella del 1987 (tonnellata-miglia). La domanda se il velivolo dedicato potrebbe volare per distanze più lunghe allo stesso tasso di efficienza, dovrebbe essere studiata. Tuttavia, se il requisito è di attenuare le emissioni del 1989 degli Stati Uniti di CO2, 500 volte meno polvere è necessaria, il costo è circa $10 milioni all'anno e l'esecuzione richiederebbe circa 1 per cento delle tonnellata-miglia impiegate nel 1987. Se il 10 per cento delle tonnellata-miglia usate nel 1987 fosse impiegato, il sistema potrebbe attenuare il CO2 di 80 Gt. Questi costi dovrebbero probabilmente essere aumentati dal costo della polvere trasportata (stima, $0.50/kg) e dei sistemi di rilascio nel velivolo, ma i tassi di trasporto superiori alla media potrebbero probabilmente essere mitigati.
…è proposto che le emissioni di CCN dovrebbero essere liberate sopra gli oceani, che il rilascio dovrebbe produrre un aumento nell'albedo degli stratocumuli soltanto e che le nubi dovrebbero rimanere alle stesse latitudini sopra l'oceano dove l'albedo di superficie è relativamente costante e piccola. Albrecht (1989) valuta che approssimativamente un 30 per cento di aumento in CCN sarebbe necessario per aumentare l'opacità o l'albedo frazionaria delle nubi marine degli stratocumuli del 4 per cento. La nube di stratocumuli idealizzata da Albrecht, ha uno spessore di 375 m., un “tasso dell'acquerugiola” di 1 millimetro al giorno e un raggio medio della gocciolina di 100 millimetri, supponendo che ogni gocciolina è costituita dalla coalescenza di 1000 più piccole goccioline. Il tasso a cui i CCN sono esauriti dal suo modello è 1000/cm3 al giorno. Di conseguenza, circa 300/cm3 al giorno (30 per cento di 1000) di CCN supplementare dovrebbe essere scaricato al giorno alla base della nube per consentire un aumento di 4 per cento nell'opacità. Ciò suppone che l'atmosfera perturbata inoltre rimarrebbe sufficientemente vicino alla saturazione nelle vicinanze del CCN che l'annuvolamento supplementare sarebbe formato sempre dal numero di CCN incrementato.
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È stato suggerito che laser estremamente potenti potrebbero essere utilizzati per distruggere CFC’s troposferici (Stix, 1989). Enormi quantità di laser inviati ad altezza delle montagne, lancerebbero intensi raggi infrarossi nell'atmosfera. I fasci laser distruggerebbero selettivamente le molecole del clorofluorocarburo nell'atmosfera con il processo di dissociazione del multifotone. Considerata la bassa concentrazione atmosferica dei CFC’s (meno d'una parte per miliardo in volume), tutto il processo per rimuoverlo deve essere altamente selettivo. Ovvero, il processo non può permettersi di sprecare energia in reazioni che coinvolgono alcune molecole lontane e più abbondanti "non-CFC" nell'atmosfera. Lo schema proposto del laser dipende in primo luogo dall'individuazione delle fasce di assorbimento massimo della luce laser da parte delle molecole di CFC.

In secondo luogo, all'interno di queste fasce, si devono individuare finestre spettrali dove l'assorbimento della luce laser delle molecole non-CFC nell'atmosfera è virtualmente assente. I risultati dei computer che sfruttano una sezione trasversale infrarossa estesa gas-atmosferica, suggeriscono che una trasmissione del 90 per cento oltre percorsi di 50 km., sarebbe possibile attraverso atmosfere asciutte. In secondo luogo, all'interno di queste fasce, si devono trovare '' finestre spettrali" dove l'assorbimento della luce laser nell'atmosfera delle molecole “non-CFC” è virtualmente assente. Molti schemi dipendono dall'effetto della polvere supplementare (o possibilmente della fuliggine) nella stratosfera o stratosfera molto bassa che respinge la luce del sole.

Tale polvere può essere trasportata nella stratosfera attraverso vari mezzi, sparata con cannoni o razzi o essere trasportata da aerostati ad aria calda od idrogeno. Queste possibilità appaiono fattibili, economiche e capaci di mitigare l'effetto di molto CO2 equivalente per anno come noi desideriamo. Trasportare polvere o fuliggine, nella tropopausa o nella bassa stratosfera con un aereo può essere limitato, a basso costo, alla mitigazione da 8 a 80 Gt di CO2 equivalente per anno.

Tali sistemi probabilmente potrebbero essere attivati all'interno di un anno o due dalla decisione, e gli effetti della mitigazione comincerebbero immediatamente. Poiché la polvere ricade naturalmente, se la dispersione di polvere si dovesse interrompere, gli effetti della mitigazione cesserebbero in circa 6 mesi per la polvere (o fuliggine) trasportata nella tropopausa e circa in un paio d’anni per la polvere trasportata nella media stratosfera. Tale polvere avrebbe un effetto visibile, specialmente al tramonto e all’alba, e riscalderebbe la stratosfera nella zona della polvere.

© Marco Giacometti

martedì 23 gennaio 2007

Quando gli errori sono più di una coincidenza

di Etleboro Emilia Romagna

Il sistema di antenne imputato della generazione di microonde ELF e del DOR (Deadly Orgone Energy – energia orgonica morta o disorganizzante)


La maggiore diffusione degli strumenti HiTech sta portando ad un continuo proliferare di sistemi di antenne nelle zone più disparate per la trasmissione mediante wireless delle informazioni. Questi sistemi vengono spesso identificati come la causa scatenante della produzione di onde ELF e DOR, quindi destinate al controllo mentale della popolazione ed alla produzione di “Bioenergia” con effetti negativi sulla stessa. Sono affermazioni a cui è difficile dare una spiegazione obiettiva e soprattutto una dimostrazione ineccepibile. Senza particolari strumentazioni, è tuttavia possibile compiere un’analisi (anche se non troppo particolareggiata), sulla disposizione di queste antenne ed evidenziarne eventuali incoerenze soprattutto in ambito economico in modo da dimostrare che hanno ben altri scopi.

Bisogna sapere che quando vengono progettate “le strade dell’energia”, quindi i sistemi di tralicci con i cavi per il trasporto dell’energia elettrica, si fa un budget di spesa. Quindi in fase di progettazione è importante usare quanti meno tralicci possibili e ricorrere a tralicci che costino meno, in relazione ai fattori di resistenza per reggere il peso dei cavi. Ora si può ragionare per analogia, riferendosi al sistema di antenne che, da un po’ di tempo a questa parte, è considerato come apparato di trasmissione dati per l’internet wireless (antenne Directional Log Periodic).
Dai dati raccolti dalle ditte produttrici, questi tipi di antenne vengono commercializzate come “antenne Log-Periodic presentanti un elevato guadagno direzionale e le cui prestazioni permettono la connessione dove le distanze sono significative”. Quindi, come i sistemi di trasmissione telefonica, dovrebbero avere un raggio di azione di diversi chilometri e vengono adoperati proprio per tale motivo. Inoltre tali antenne vengono collocate ad una distanza l’una dall’altra pari a circa il doppio della distanza del raggio di azione, per cui le distanze indicate dai produttori si raddoppiano in relazione a tale osservazione. Fatte queste considerazioni, possiamo considerare una città a caso, identificare sistemi di antenne comunicanti tra loro, riportare le posizioni su una cartina ed individuare le distanze.

La città che abbiamo scelto è Rimini, e nella cartina sottostante vengono riportate le posizioni; ogni posizione verrà correlata da un foto, in modo da darne un’identificazione univoca.


Posizione delle torri di trasmissione

Poiché la cartina è correlata di scala, è possibile notare le distanze tra gli apparati, che si aggirano intorno ad un valore medio di un chilometro - soprattutto considerando le torri 2, 3 e 4 - e di conseguenza, dislocate come se avessero un raggio di azione intorno ai 500 metri. Queste misure erano già state notate, ma mai comprovate mettendo le posizioni in relazione tra loro e mettendo il tutto nero su bianco.


E’ chiaro che tale dislocazione è antieconomica: ritarderebbe cioè nel tempo un rientro economico a causa del maggiore numero di apparati che viene utilizzato. Per chiarire: nessuna azienda farebbe un ragionamento analogo, perché cercherebbe di sfruttare al massimo degli apparati che possono funzionare benissimo su lunghe distanze. Per esempio, una compagnia telefonica, non userebbe gli apparati più costosi, per ottenere una maggiore banda passante, in modo da garantire il servizio anche durante i picchi di trasmissione nelle festività, ma si limiterebbe a garantire il traffico che si registra durante il 99% dell’anno, senza considerare i picchi.

Altre considerazioni possiamo fare sulle ditte produttrici, considerandone una che opera in ambito italiano (forse l’unica, è da constatare) come la Calearo. Questa ditta non si limita alla produzione di antenne, ma fornisce ai comuni sistemi di video sorveglianza, sistemi Smart Card basati su tecnologia RFID, speciali sistemi d’antenna per le forze dell’ordine ed i servizi pubblici (polizia, vigili del fuoco, taxi, ambulanze) e fornisce tutti i sistemi di integrabilità ed interoperabilità con le strutture informatiche esistenti (videosorveglianza su rete UMTS/HSDPA). Essa da sola può creare un piccolo grande fratello e, nel contempo, l’azienda mantiene stretti contatti con importanti istituti internazionali, come testimonia, ad esempio, la relazione con la Ohio State University, che sta informatizzando con sistemi wireless gli istituti scolastici dello Stato. Questa università ha studiato questo tipo di impianti, come le connessioni wireless per la videosorveglianze ed internet, per il controllo sulle masse basandosi sulle frequenze bioelettriche.

Possono essere queste delle piccole coincidenze in riferimento alle tecnologie impiegate ed alla disposizione degli apparati di antenne, tuttavia questo modo di disporre le antenne sta diventando molto frequente, soprattutto in America, e non crediamo che siano tutte delle coincidenze. Sarà forse un errore intenzionale.

Inoltre sappiamo bene che la maggiore concentrazione di antenne con un alto rendimento sulle lunghe distanze, avrà ancor più efficacia sulle distanze più contenute rispetto alla potenza di trasmissione e quindi vi sarà un maggiore flusso di onde. il ravvicinamento tra le antenne, senza un’apparente spiegazione economica e senza una necessità di copertura è in ogni caso controproducente e dannoso per la salute delle persone che si trovano in quelle zone.

Se la posizione delle antenne non ha una spiegazione tecnica né economica - infatti la logica avrebbe dettato altri criteri di disposizione - allora vuol dire che hanno un altro obiettivo. Come giustificare questo maggior costo? Se queste antenne producono onde ELF, potrebbero influire in maniera negativa sulle persone, considerando che il corpo umano è una macchina bioelettrica: possono, infatti, influire sullo stato biopsichico delle persone sino ad influire sul comportamento.

La nostra domanda dunque è la seguente: perché avete disposto in questo modo tali antenne, qual è il loro vero scopo?

A questo punto ciò che all’inizio sembrava essere uno svantaggio economico (maggior costo) potrebbe diventare esattamente il contrario, poiché tutto il sistema sembrerebbe essere stato ottimizzato in funzione di una molteplicità di variabili prima non considerate. E’ un po’ come per tutte le scelte dei veri padroni del mondo. La guerra, per esempio, ha una molteplicità di “vantaggi”: indebolisce economicamente i popoli, fa arricchire con la vendita delle armi e limita la crescita esponenziale della popolazione mondiale. Il vantaggio in questo caso specifico è molto soggettivo, visto che con questi apparati informatici siamo sempre più controllati e quindi controllabili.
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