venerdì 16 marzo 2007

Scie chimiche marine alias shiptrails (di Zret & Straker)

Clicca per ingrandire Absit iniuria verbis

Tempo fa mi imbattei in alcuni forum statunitensi che denunciavano il problema delle shiptrails, ossia le scie chimiche rilasciate con imbarcazioni apposite. Sinceramente mi parve una notizia non molto attendibile, poiché pensavo che i criminali, ideatori dell’operazione chemtrails, ritenessero più che sufficiente spargere veleni con gli aeroplani.

A distanza di qualche mese, debbo ricredermi: le mappe satellitari, nonostante a volte siano censurate o goffamente ritoccate, mostrano sia strane e sinuose formazioni, che ricoprono gli oceani, sia aloni biancastri che difficilmente possono essere interpretati come nebbie marine. Nella fattispecie, nelle mappe del giorno 15 marzo 2007, si poteva distinguere una “nube" a ridosso della costa ligure di ponente ed, adiacente ad essa, un anomalo pennacchio di eguale densità (vedi foto), mentre il giorno successivo la stessa area fotografata dal satellite, è rappresentata da un riquadro montato in modo maldestro (risalente a foto di altra data), in cui i fenomeni sopra descritti, non sono più osservabili. Queste shiptrails sono state avvistate soprattutto al largo della California e del Portogallo. È incredibile come appaiono nelle fotografie satellitari: le scie marine generano tutto intorno uno strato opaco affine all’alone che il fiato forma su uno specchio.

A conferma di quanto rilevato, il giorno 15 marzo, abbiamo assistito ad un fenomeno sconcertante: sul mare di colore lattiginoso e sulla costa prospicente il porto di Sanremo (vedi fotografia ingrandibile), si notava una formazione simile ad un immenso batuffolo d’ovatta. Pressoché immobile, questo ammasso densissimo assumeva un profilo ondulato e non assomigliava per nulla a quelle caligini o brume che, in particolari condizioni di umidità e temperatura, aleggiano sul mare o sui laghi.(1) Ovviamente il fenomeno deve essere compreso e studiato, ma non mi sorprenderei affatto, se si scoprisse che è la conseguenza di un’altra criminale idea escogitata dall’infame sinarchia. Sospetta è comunque l'inspiegabile sostituzione, per opera dei responsabili N.A.S.A., di quella porzione di foto satellitare che avvalora le osservazioni compiute in loco.

Già qualche sacerdote della “scienza”, il cui numero è abnorme (Infinitus est numerus stultorom), sostiene che tali strisce sono dovute a fenomeni di condensazione (sic): dalle cappe delle navi fuoriuscirebbero fumo e vapore, un vapore che, invece, di dissolversi, per qualche bizzarra legge della natura, permane a creare nastri del tutto simili alle scie velenose che solcano il cielo. Presto qualche “scienziato” pontificherà, affermando che il fenomeno delle contrails è possibile anche a 100 metri dal livello del mare e con qualsiasi valore termico, di pressione e di umidità. D’altronde la scienza, come la storia, è scritta dai vincitori e dai laureati, loschi figuri avvezzi a mentire, a falsare i dati, a propalare corbellerie come, ad esempio, quella clamorosa relativa all’"effetto serra". Da Visconti a Tozzi, da Mercalli ad Elena e Guidi, solo per citare alcuni impostori asserviti al sistema, è tutto un pullulare di pubblicazioni menzognere o inutilmente erudite, di interventi sui mass media, destinati al popolino ignorante che pende dalle labbra di questi mistificatori, la cui reputazione immeritata è pari solo alla loro vomitevole sicumera.

Per completare il quadro, occorre riportare l’eloquente testo della newsletter di Focus, il puerile e scialbo bollettino della scienza-spazzatura ad usum Delphini. “Per salvare la Terra non basta inquinare meno. Dovremo affidarci a ciclopici progetti: isole artificiali di ghiaccio, schermi spaziali, navi per vaporizzare il mare e creare nuvole... Fantascienza? C'è chi dice di no”.

Udite, udite! Navi per vaporizzare il mare e creare nuvole! Focus ha gettato la maschera, perché, per usare un vocabolo caro a Catullo, (mi si perdoni la volgarità, ma pagina lasciva, vita proba) gli brucia il… culum.



(1) Le nebbie che si formano sugli oceani e presso le coste sono definite nebbie d’avvezione. L’aria calda ed umida, proveniente da una superficie marina riscaldata, giungendo verso terra, una superficie più fredda, diminuisce la sua temperatura fino a condensarsi; per questo motivo le nebbie si formano sui litorali che guardano verso la direzione del vento che contribuisce al trasporto dell’aria. Il calore del sole disperde queste nebbie, soprattutto durante la stagione estiva.


Clicca qui per visionare la mappa satellitare AERONET al link originale.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

AddThis