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giovedì 5 marzo 2026

Manipolare il codice della vita con la luce: quattro rivelazioni sul nuovo ed inquietante programma "GO" della D.A.R.P.A.

Siamo giunti alla fine della privacy biologica? Immaginate un mondo in cui il vostro codice genetico non sia più un santuario protetto dalla barriera fisica della pelle, ma un database accessibile e modificabile a distanza, senza che ve ne accorgiate. Il nuovo programma “Generative Optogenetics” (GO) della D.A.R.P.A. non è solo l'ultima frontiera della bioingegneria; è il tentativo di trasformare l'essere umano in un hardware programmabile tramite impulsi luminosi. Questa iniziativa promette di eliminare la necessità di aghi o vettori virali, sostituendo la materia con l'informazione pura e sollevando interrogativi inquietanti su chi deterrà, in ultima analisi, le "chiavi di accesso" al nostro D.N.A.

1. Il Concetto di "Trasferimento di informazioni"... il cuore tecnologico del progetto GO” risiede in quello che la D.A.R.P.A. definisce "trasferimento di informazioni senza massa" (massless information transfer). Si tratta di un cambio di paradigma totale: se la medicina tradizionale si affida a molecole fisiche per indurre cambiamenti nel corpo, la tecnologia “GO” utilizza segnali ottici — impulsi luminosi complessi e controllati con precisione — per istruire le cellule a scrivere autonomamente nuove sequenze di D.N.A. e R.N.A.

Il vantaggio operativo è dirompente: mentre i metodi di laboratorio convenzionali richiedono giorni per la sintesi e l'espressione genetica, il programma GO punta a completare il processo in poche ore, bypassando quelli che la D.A.R.P.A. definisce i "templi genetici" naturali, ovvero le strutture biologiche che solitamente limitano la velocità dell'espressione genica.

“GO mira a creare una macchina molecolare che possa essere espressa nelle cellule viventi e fornire un meccanismo per trasdurre informazioni genetiche trasmesse senza massa tramite segnali ottici nelle sequenze di acidi nucleici (D.N.A. e/o R.N.A.).”

Questa capacità di operare "senza massa" rappresenta un salto logistico senza precedenti, ma anche un incubo per la sicurezza: un segnale ottico non può essere intercettato o sequestrato come un flacone di un virus sintetico, rendendo la modifica biologica virtualmente invisibile.

2. Un'interfaccia diretta tra computer e celluleLa tecnologia “GO” stabilisce un ponte diretto e privo di contatti tra il software di progettazione genetica e la cellula bersaglio. In questo scenario, l'organismo vivente diventa un'estensione periferica di un computer. La programmazione remota avviene tramite fasci di luce a specifiche lunghezze d'onda, inviati come "segnali di esplosione luminosa" temporizzati con estrema precisione.

Questa interfaccia elimina i limiti della distanza e della vicinanza fisica. Non c'è bisogno di somministrare farmaci; basta che la luce colpisca il corpo per attivare la sintesi nucleotidica. Per la biotecnologia, questa è una rivoluzione assoluta: il passaggio da una disciplina basata sulla chimica a una basata sulle frequenze e sulla segnalazione remota, dove il codice della vita viene compilato ed eseguito come un software su un sistema operativo biologico.

3. L'ombra del settore militare: arma o cura?Nonostante le promesse di guarigione ultrarapida, il programma “GO” nasce all'interno del Pentagono, un dettaglio che la nostra analisi critica non può ignorare. Esiste il rischio concreto che questa tecnologia diventi un pezzo pregiato dell'armeria di "armi d'assalto" della D.A.R.P.A. La possibilità di alterare D.N.A. o R.N.A. a distanza apre scenari da guerra biopolitica, dove individui "scomodi" o ingiustamente dichiarati nemici dello Stato potrebbero essere colpiti senza lasciare traccia fisica.

Numerosi informatori e scienziati hanno già lanciato l'allarme sul potenziale uso oppressivo di queste frequenze. Tra questi spiccano figure come l'ex ingegnere della C.I.A. Robert Duncan, il Dott. Nick Begich, il Dott. Daniel Lebowitz, la fisica di Oxford Katherine Horton, oltre ad attivisti ed esperti di sicurezza come Sarina Wallace e Brian Kofron. Molti di loro denunciano come tali tecnologie possano essere celate dietro legislazioni sulla sicurezza nazionale, agendo come strumenti di psicotronica o radiazioni di grado 6G per alterare stati mentali e fisici.

Le principali preoccupazioni etico-militari riguardano:

Mutazioni indotte: Il rischio che la tecnologia venga usata per provocare deliberatamente malattie letali, come il cancro, attraverso effetti mutageni mirati su singoli individui.

Assalto neurologico e comportamentale: L'uso di segnali ottici per modificare l'espressione genica nel cervello al fine di alterare il comportamento o lo stato mentale dei soggetti senza il loro consenso.

Sperimentazione occulta: Il timore che, data la natura "senza massa" del segnale, queste armi energetiche possano essere testate sulla popolazione civile da postazioni remote, rendendo impossibile ogni forma di difesa o denuncia.

4. Oltre la medicina: agricoltura ed industria programmabileL'ambizione del programma GO non si ferma alla salute umana. La D.A.R.P.A. punta a creare un vero e proprio "compilatore di acido nucleico", una sorta di sistema operativo universale per la vita. Questo strumento permetterebbe di trasformare l'agricoltura e l'industria manifatturiera in settori "programmabili" via software.

Attraverso sensori di luce specifici, sarà possibile attivare "mattoni" di D.N.A. o R.N.A. su richiesta, personalizzando la produzione biologica in tempo reale. In agricoltura, ciò potrebbe significare la modifica istantanea delle colture per rispondere a parassiti o cambiamenti climatici; nell'industria, la creazione di materiali biologici con proprietà specifiche dettate da un codice digitale. La medicina personalizzata diventerebbe così un servizio remoto: il trattamento non sarebbe più una prescrizione in farmacia, ma un'istruzione genetica inviata via luce per correggere errori o potenziare funzioni biologiche con una scalabilità mai vista prima.

Ci dirigiamo senza remore verso un'evoluzione gestita via software? Il programma “Generative Optogenetics” della D.A.R.P.A. ci mette davanti ad una scelta epocale. La promessa è quella di una medicina capace di reagire a nuove minacce in poche ore, eliminando le lungaggini della somministrazione fisica. Tuttavia, il rischio ammesso dalla stessa agenzia — che definisce il progetto ad "alto rischio e alta ricompensa" — è quello di un controllo biologico totale e potenzialmente invisibile.

Mentre ci avviciniamo ad un futuro di "evoluzione gestita via software", la volatilità di questa tecnologia impone una vigilanza senza precedenti. Siamo pronti per un mondo in cui il nostro codice genetico può essere riscritto da un raggio di luce programmato da un computer?

Fonte: renegadetribune.com

Ringraziamo l'amico Nicola Giannoni per la segnalazione dell'articolo.

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martedì 28 giugno 2016

Thrust: “Intelligenza” artificiale per il controllo capillare della Rete e per neutralizzare i dissidenti



Il Pentagono ha collaborato con la D.A.R.P.A. e con altre agenzie per creare un’Intelligenza artificiale (A.I.), in grado di inviare messaggi su social media per individuare e neutralizzare potenziali minacce per il sistema.

Il sistema si avvale di algoritmi predittivi per determinare quando ricorrere ad una forza letale. Con Jade Helm 15, è cominciata una nuova era, l'era dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie predittive per "mappare il dominio umano". Ora, solo un anno dopo, questo campo è fortemente in espansione. Il Pentagono intende infiltrarsi nei gruppi dei social media come Facebook, Twitter o Google per eseguire un’analisi di ciascun utente. Entro 48-72 ore, il programma, denominato Thrust, individuerà minacce e vulnerabilità del comportamento di un individuo. Attraverso disamine cognitive avanzate, sarà enucleata la personalità con i suoi i tratti, attitudini, preferenze, debolezze.



In passato, per localizzare una "minaccia" il governo sguinzagliava degli agenti. Oggi non è così più. La visione di questa nuova tecnologia è la seguente: "Combattenti umani in sinergia con strumenti informatici ed interfacce cognitivamente ingegnerizzate progrediranno, sfruttando le esperienze e le condivisioni degli utenti” […]

Il "dominio umano" sarà drenato ed infiltrato attraverso l'”intelligenza” artificiale per estrarre le informazioni delicate e sensibili dalle piattaforme di condivisione. I tentativi del Pentagono di generare un”’intelligenza” artificiale per l'analisi dei social media non sono una novità. Ad esempio, la grande esercitazione della N.A.T.O. denominata Trident Junction 2015, è stato il primo tentativo (riuscito) di estrapolare dati sensibili dai social media. […] Con Jade Helm l'esercito ha lavorato su tecnologie predittive per esaminare i comportamenti degli Statunitensi; documenti declassificati lo confermano.



L'analisi predittiva delle intenzioni e delle azioni umane (in stile “Minority report”, la pellicola distopica ispirata ad un omonimo racconto di Philip K. Dick, n.d.t.), non sarà condotta solo su coloro che sono sospettati di "terrorismo", ma sui numerosi utenti e fruitori delle reti sociali. Già è stato impiegato negli Stati Uniti un codice cromatico per “marchiare” gli oppositori in caso di proclamazione di legge marziale, il blu per i pericoli meno gravi ed il rosso per quelli più rilevanti. I dissidenti, le cui cassette della posta sono state contrassegnate con il rosso, potranno essere eliminati; gli oppositori indicati con il blu sono destinati ai campi di concentramento dell’infame F.E.M.A. ed alla rieducazione.

Decisivo in questo apparato di controllo capillare sarà il settore delle biotecnologie, egemonizzato dal Dottor John Tangney, direttore della Human and bioengineered systems division. Questo Dottor Stranamore è impegnato nella creazione del “marchio della Bestia”. Non basta! Il governo è in procinto di implementare una tecnologia per leggere il pensiero. Non è fantasia: la D.A.R.P.A. sta lavorando su quello che è chiamato B.C.I., interfaccia cervello-computer (in inglese “brain computer interface”, n.d.r.), una specie di modem cerebrale, per trasmettere i contenuti mentali a vari dispositivi collegati. Le periferiche saranno controllate dai pensieri (onde cerebrali, n.d.t.) piuttosto che dagli arti.

Benvenuto nel nuovo mondo! La tecnologia è il futuro del genere umano e significa veramente la fine delle libertà personali. Tutti in fila con le profezie dell’Apocalisse.

Il documento declassificato si può scaricare qui.



Fonte: freedomfightertimes.com


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venerdì 12 dicembre 2014

Un documento della N.A.S.A. preannuncia la guerra biologica attraverso gli aerosol

Il documento della N.A.S.A., l’agenzia militare in pallide sembianze scientifiche, "Future strategic issues future warfare", redatto da Dennis Bushnell, dimostra che le scie chimiche oltrepassano l’obiettivo di dominare il tempo ed il clima per mezzo di bario ed alluminio. Le operazioni di biogeoingegneria si rivelano come una guerra contro l'umanità e la natura.

Lo scienziato Clifford Carnicom dieci anni addietro identificò nel fall out delle scie chimiche filamenti autoreplicanti legati al morbo di Morgellons. Quanti altri patogeni sono dispersi nella biosfera oggigiorno? Un ceppo dell’Ebola (ne esiste il brevetto statunitense, n.d.t.) è forse già diffuso nell’ambiente? Il virus Ebola, insieme con altre armi biologiche, è espressamente menzionato nel testo curato da Bushnell.

Bushnell è scienziato capo presso il Langley Research Center della N.A.S.A. Egli cominciò a lavorare nel centro nel 1963, attratto dal programma lunare Apollo. Oggi trascorre buona parte del suo tempo a studiare sistemi di controllo del traffico aereo e le reazioni nucleari a bassa energia.

Il documento in oggetto fu presentato da Bushnell nel luglio 2001, solo un paio di mesi prima dell’inside job risalente al giorno 11 settembre 2001. Molte delle informazioni che sembravano fantascienza nel 2001 sono ora divenute una tragica realtà, un'operazione militare contro il popolo statunitense e le altre nazioni del mondo.

Droni, armi a microonde, biotecnologia, Intelligenza artificiale, robotica e numerosi altri temi sono illustrati e discussi nel volume.

Deborah Tavares nel 2013 ha presentato e spiegato le inquietanti previsioni della società tecnotronica vagheggiata da Bushnell.

Alcuni anni fa un racconto preannunciava, attraverso alcuni stratagemmi narrativi, lo scenario descritto da Bushnell.

Fonte: chemtrailsplanet.net

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martedì 24 maggio 2011

Il codice Cesare

Johannes Mario Simmel è autore di un romanzo intitolato "Il codice Cesare" (“Und Jimmy ging zum Regenbogen”), 1970.

"Nella Vienna del 1969, Valerie Steinfeld avvelena uno scienziato argentino, Raphaelo Ananda. Il figlio di Ananda, Manuel giunge nella capitale austriaca per tentare di scoprire le circostanze misteriose che circondano la morte del padre. Suo primo passo è la visita alla tomba dell'assassino e proprio qui un agente lo sta aspettando, pronto ad ucciderlo, ma l'agguato è provvidenzialmente sventato. Manuel comincia allora le sue indagini e viene a sapere che il genitore ha escogitato una formula chimica da cui si può ricavare un'arma letale per tutta l'umanità e che ha ceduto la sua invenzione a varie potenze europee. Il giovane si ritrova così invischiato nella rete dei servizi segreti internazionali che giocano senza scrupoli con la vita...".

Nella rocambolesca trama si intrecciano storie di ispettori corrotti, di agenti spietati, di sicari, di prostitute, di pervertiti, di un fanatico collezionista d'arte, di un'affascinante donna paralitica, regista di ogni specie di orge.

L'opera di Simmel si colloca in un punto di intersezione tra verità e fantasia. Nella breve prefazione del libro l'autore precisa: "Il presente romanzo si basa su fatti realmente accaduti in una grande città della Germania occidentale tra il 1934 ed il 1965. Per salvaguardare le persone innocenti coinvolte nella storia, l'azione viene trasferita in un altro periodo (1938-1969) ed in una diversa città, Vienna, estranea a tali avvenimenti. Le leggi, i paragrafi, i decreti, i memorandum, i rapporti e così pure parte delle trasmissioni della B.B.C. sono stati trascritti integralmente. Tutti gli eventi reali, le persone ed i nomi sono stati cambiati in modo che nessuno vi si potesse riconoscere".

Attraverso un'invenzione narrativa quanto mai realistica, lo scrittore veicola contenuti molto scabrosi ed attuali: “Il codice Cesare” si aggiunge così alla moltitudine di romanzi e pellicole che "profetizzano" il futuro, ossia i tetri tempi che stiamo vivendo. E' evidente che Simmel unì nell'ormai lontano 1970 un notevole fiuto alla consultazione di fonti giuste sì da aprire una breccia nel muro della segretezza. E' un muro dietro cui si estende una sorta di sulfureo mondo parallelo, in cui agiscono servizi segreti internazionali, vertici di eserciti, scienziati psicopatici, governi occulti, in una ridda di orribili esperimenti partoriti nel Terzo Reich e poi diffusi, attraverso l'"Operazione Odessa" e l'"Operazione Paperclip", un po' in tutto il pianeta.

Nel capitolo "L'interrogativo", lo scrittore dissemina una serie spaventosa di rivelazioni sulle armi chimiche e batteriologiche: "Peste nera, vaiolo, carbonchio, febbri cerebrali, dissenteria, cancro, febbre gialla, linfagite epizootica, tetano, tifo, psittacosi, botulismo, epatite, malattia di Bang, febbre del Queensland... Circa 160 malattie gravi vengono preparate per l'umanità nei laboratori dell'Est e dell'Ovest. Per esempio, 30 grammi dell'agente patogeno della febbre del Queensland si diceva potessero infettare 28 milioni di persone. Due ditali pieni di Botulinus-Toxin sarebbero stati in grado di uccidere la popolazione di mezza Europa; meno di mezzo chilo sarebbe sufficiente ad annientare la popolazione di tutta la terra. E per di più in tutto il mondo si compivano ricerche su batteri, tossine, armi B (biologiche) e si producevano. Ed inoltre in tutto il mondo si lavorava alle armi C (chimiche). All’Est ed all’Ovest vengono fabbricati gas tossici che sono infinitamente più potenti di quelli usati nella prima guerra mondiale... Vengono prodotti agenti neurotossici e vengono anche testati. Sono prodotte sostanze che distruggono i raccolti, sono creati certi ormoni e certe specie di funghi che bruciano la vegetazione di una vasta zona e rendono il terreno sterile.

Nel 1961 gli Stati Uniti d’America quintuplicarono il bilancio per lo sviluppo di tali armi [...]. Il Pentagono pagava 400 milioni di dollari per defolianti che dovevano diradare la giungla del Vietnam. Gli Statunitensi avevano costruito per 75 milioni di dollari un centro di ricerche, Fort Derrick, vicino a Washington. I Britannici compivano esperimenti soprattutto a Porton Dow. La Russia ed i paesi d’oltrecortina sapevano mantenere meglio il segreto sui loro laboratori. Il microbiologo Ehrenfried Petras, fuggito dalla Germania Occidentale, aveva raccontato nel 1968 alla televisione della Germania Est che anche la Repubblica federale tedesca, per incarico degli Statunitensi, partecipava all’incremento delle sostanze B e C e che essi avrebbero affidato in futuro tali incarichi a molte nazioni. All’Est succedeva la stessa cosa. Il servizio segreto statunitense informava che circa un sesto dell’armamento in dotazione ai paesi d’oltrecortina era composto da materiale chimico”.

Come spargere elementi chimici nocivi e gli agenti patogeni? Sempre all’interno dello stesso capitolo, troviamo la risposta: “L’AP Sette (il veleno ideato da Ananda, n.d.r.) è l’aerosol ideale: può essere spruzzato sotto forma di pioggia nella grandezza di un granello di polvere in dosi di un micron, da aerei, razzi, sonde. Le gocce così piccole penetrano in un secondo negli alveoli dei polmoni”.

Questo è veramente il modo in cui sono investiti i denari dei contribuenti: per creare armi e dispositivi micidiali atti a decimare l’umanità ed a distruggere il pianeta, in un’ebbrezza di morte. Tutte le energie sono profuse sempre per nuocere, mai per giovare. Gli esecutivi, avvezzi all'usura, al veneficio ed all'omicidio, sono i peggiori nemici dei cittadini.

Qualcuno è ancora tanto ingenuo da credere che le istituzioni si interessino del bene comune?



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