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giovedì 7 ottobre 2010

Nexus a Focus

Qui fert auxilium malis, post tempus dolet, Chi aiuta i malvagi, alla fine se ne pentirà. (Fedro)

“Chemtrails, nuages ou épandage?” (Chemtrails: nuvole o irrorazioni?) è il titolo del criminale articolo pubblicato sul numero 70 di Nexus France, mesi agosto-settembre. L'"inchiesta", a firma di tale Pryska Ducoerjoly, sedicente giornalista indipendente e naturopata, segna il definitivo salto del fosso per opera della blasonata rivista “alternativa”. Un nostro valentissimo collaboratore scrive a proposito dell'atroce dossier in oggetto: "Già il titolo mi aveva insospettito: nell'articolo, diviso in tre parti, i chemtrails fighters sono messi alla berlina e la Ducoerjoly sostiene che le scie chimiche coincidono con il fenomeno di trasformazione delle scie di condensa in cirri, ampiamente descritto nella letteratura scientifica (sic). Viene poi dato ampio spazio all'intervento di Olivier Boucher, dirigente dell'Ufficio meteorologico, secondo cui l'idea delle scie chimiche non sta in piedi. L'autrice ammette che le scie chimiche a bassa quota sono sospette, ma, se esistono testimonianze, soprattutto negli Stati Uniti, di aerei che volano a bassa quota, sono marginali (sic). Un ingegnere interpellato commenta: 'Non si può escludere che siano stati condotti esperimenti di questo tipo (tests militari di irrorazione, n.d.r.), ma i cirri che vediamo in cielo, conseguenza del passaggio degli aerei, sono un fenomeno ordinario e naturale'. Viene menzionato il recente convegno tenutosi a Gand, in Belgio, (è stato un simposio organizzato da frange mascherate della disinformazione, n.d.r.), ma solo per rimarcare che il rapporto denominato 'Caso Orange', non è riuscito a provare l'esistenza delle scie chimiche e che comunque è stato rifiutato il termine 'chemtrails'.

Nella stessa conferenza di Gand è stato presentato il documentario 'Bye Bye, blue sky', del regista ed editore francese Peter Pasini, in cui sono spiegate chiaramente le differenze tra scie di condensa e scie chimiche, con interviste a vari ricercatori indipendenti (Rosalie Bertell, Rosalind Peterson, Rosario Marcianò, Corrado Penna...)", ma la “giornalista” non vi accenna neppure”.

Come interpretare l'inquietante deriva di Nexus? La rivista è ormai irrimediabilmente infiltrata: si è data risonanza all'articolo di una pseudo-giornalista che, per il suo reportage, intervista solo famigerati disinformatori, "scienziati" bugiardi asserviti al sistema, ignorando del tutto la voce e le denunce di ricercatori ed attivisti di tutto il pianeta. Nondimeno, poiché Nexus vuole mantenere una vernice di credibilità, la Ducoerjoly, in un approfondimento riferisce degli esperimenti condotti dall'aviazione britannica tra il 1949 ed il 1970, quando sull'ignara popolazione, i velivoli militari rilasciarono antrace, zolfo e cadmio-zinco. E' questa, però, solo una furba strategia. La scrittrice in questo modo lascia passare il seguente messaggio: una volta i militari erano un po' birichini, ma oggi sono diventati buoni, molto buoni.

Non manca un evanescente e lacunoso box dedicato a H.A.A.R.P. Insomma un colpo al cerchio ed uno alla botte, nell'ambito di un articolo ambiguo, squilibrato e pieno di idiozie. Vi risparmieremo di riportare tutte le sconvolgenti sciocchezze sull'”effetto serra”, sul traffico aereo aumentato (non è vero!
) in questi ultimi anni, sui cirri di bassa quota formati da cristalli di ghiaccio, sugli archi chimici spacciati con infinita improntitudine per cani solari, sui timidi progetti di geoingegneria contro il riscaldamento globale… E’ la solita solfa da pubblicazione di regime, con lo stesso linguaggio contraffatto e stereotipato: dimmi come scrivi e ti dirò chi sei. E' così ammucchiato un campionario della più becera disinformazione che sprofonda nell'ignoranza abissale, là dove il vapore acqueo è definito un inquinante (sic)! Il bario, l'alluminio, l'etilene dibromuro, i batteri, le spore fungine... dove sono finiti? Eclissate dal demone onnipresente, il biossido di carbonio! Vergogna! Mille volte vergogna! Almeno omologhi articoli, come quelli su Focus, benché con toni derisori e delinquenziali, accennavano agli studi di William Thomas.

Se colleghiamo la spaventosa degenerazione di Nexus France alla contemporanea involuzione di Nexus Italia, vediamo qualcosa di più che una semplice coincidenza temporale. Si legge, tra le righe, un progetto che data forse da quando fu creata la rivista, la cui edizione originale è quella australiana: acquisire, un po’ alla volta, con alcuni articoli obiettivamente validi e controcorrente, la stima di lettori ostili alla propaganda dei media ufficiali, per insinuare in dosi omeopatiche e con paziente lentezza mezze verità e plateali menzogne. E’ una reputazione immeritata ed acquisita con metodi capziosi: sono metodi tipici dei servizi, noti per la loro capacità di mimetizzarsi in ogni dove, come camaleonti pronti a divorare l’insetto con la lingua retrattile.

Oggi, questo espediente editoriale, psicologico e comunicativo culmina nello sproloquio dell’ineffabile Ducoerjoly. La maschera è stata gettata… e non è un bel vedere.





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CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

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