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sabato 11 aprile 2009

Phoenix Block: "Chemtrails"

Phoenix Block è un gruppo statunitense di Naples (Florida), composto da Andrew Jaffe (voce solista), Steve Schoeffler (chitarrra, tastiere), Tony Catania (basso; già collaboratore di Lenny Kravitz e di Lionel Ritchie), Darrel Nutt (batteria). L'album di esordio si intitola Chemtrails: il disco è "una raccolta di canzoni che amalgamano la scrittura creativa di Steve Schoeffler con le capacità tecniche di Tony Catania. Il prodotto finale è un rock elettronico e melodico".

Sulla copertina della produzione spicca in primo piano il quartetto, mentre sullo sfondo, affinché non sorgano dubbi, è immortalato un intrico di scie tossiche. Significativo che il gruppo di Naples abbia deciso di scegliere come title track la canzone Chemtrails: è un messaggio molto chiaro che si aggiunge, amplificandolo, all'appello ad aprire gli occhi, un appello lanciato da altri artisti come Beck, per limitarci agli Stati Uniti.

Il prossimo 15 aprile la band terrà un concerto allo Sway Lounge (Naples). Sarà un'occasione per denunciare le operazioni di aerosol clandestino nei cieli di quasi tutto il mondo?

Intanto, per rimanere nella Virginia Company, Mr Obama, grazie ai suoi perniciosi collaboratori e consiglieri, lascia intendere che le irrorazioni chimico-biologiche diventeranno necessarie per salvare (sic) il pianeta dal cosiddetto "effetto serra". Che esempio di nobile altruismo! Che lodevole sollecitudine! Naturalmente i folli progetti che implicano la diffusione di "particelle inquinanti" nell'atmosfera sono, da più di un decennio, una triste realtà. Naturalmente l'obiettivo di raffreddare il pianeta, riflettendo il 2 per cento circa della luce solare, è solo una scusa per legalizzare operazioni che mirano a tutt'altro: al controllo-sfoltimento della popolazione ed alla militarizzazione del pianeta.

I governi agiscono SEMPRE contro i cittadini ed ogni loro iniziativa, presentata come strumento per il bene pubblico, è un'arma letale.



Ho aspettato troppo a lungo per rendermi conto del loro gioco
Ho cercato così tanto di distogliere lo sguardo

I cieli che una volta erano blu adesso sono velati di grigio
Ti raccontano menzogne e ti spingono via

Sfrecciano sopra la mia testa, sfrecciano sopra la mia testa
mi sento come se fossi morto, smettetela di sfrecciare sopra la mia testa

Il malessere si diffonderà, le nuvole mostreranno
Il potere ti controlla, non puoi scappar via

Sfrecciano sopra la mia testa, sfrecciano sopra la mia testa
mi sento come se fossi morto, smettetela di sfrecciare sopra la mia testa
Non posso scappare

Sfrecciano sopra la mia testa, sfrecciano sopra la mia testa
mi sento come se fossi morto, smettetela di sfrecciare sopra la mia testa

Ho visto le scie, sì, ho visto il veleno irrorato
Siamo stati ingannati, siamo stati fuorviati. Smettetela di sfrecciare sopra la mia testa.


Traduzione di Corrado Penna


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sabato 21 marzo 2009

Beck: Chemtrails (Modern Guilt)



"Non posso credere a quanto abbiamo visto fuori oggi
Tu ed io guardavamo gli aerei passare
Vicino al mare
Così tanta gente
E' già affogata

Tu ed io guardiamo un oceano di persone
che tentano di non affogare

Così tanta gente
Dove va?

Tu ed io guardiamo un cielo pieno di scie chimiche
Questo è il mondo cui apparteniamo
Posso nutrire ancora una speranza nonostante questi sfregi
Ma posso vedere che in queste notti le navi affondano
Vicino al mare inghiottito dal Male

Ormai siamo annegati
Tu ed io guardiamo il mare
pieno di persone
ormai affogate

Così tanta gente
Dove va?

Tu ed io colpiti da un bianco male

Guardiamo gli aerei mentre passano
Le scie chimiche sono ciò cui apparteniamo
Ecco dove saremo quando moriremo nella corrente

E quando ci arrampicheremo verso un foro nel cielo"


Ringraziamo Mr. Jones per la segnalazione.



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mercoledì 31 dicembre 2008

"Chemtrails" di Beck

Modern guilt, "Colpa moderna" è l'ultimo album del cantante e musicista statunitense Beck. Il disco, tra i più venduti negli Stati Uniti si segnala, poiché l'artista ha dedicato una canzone alla scie tossiche intitolata Chemtrails. Quanti, dopo aver ascoltato il pezzo, collegheranno la denuncia del testo alle cicatrici che sfregiano il cielo di tutto il mondo? La coraggiosa denuncia di Beck sarà compresa nella sua desolante verità? I rischi sono i soliti: l'assuefazione all'orrore, la rassegnazione, lo sbando. No! Il motivo di Beck non è il ghiribizzo di un eccentrico, ma il tentativo di svegliare le persone, prima che esse affondino nelle sabbie mobili dell'ignavia. Impresa vana? Il testo di Chemtrails (ne riportiamo la traduzione), con le sue accorate iterazioni e la tragica dialettica tra il cielo sventrato ed il mare dell'indifferenza, colpisce nel segno, nonostante la semplicità delle frasi, appena lacerate da qualche dolente metafora.

Proponiamo anche la recensione di Modern guilt, scritta da Riccardo Bertoncelli: si noti che il CD è stato pubblicato da un'etichetta indipendente. Purtroppo il critico non accenna alla canzone Chemtrails. Si sa: le scie sono sempre argomento scomodo.


"Non posso credere a quanto abbiamo visto fuori oggi
Tu ed io guardavamo gli aerei passare
Vicino al mare
Così tanta gente
E' già affogata

Tu ed io guardiamo un oceano di persone
che tentano di non affogare

Così tanta gente
Dove va?

Tu ed io guardiamo un cielo pieno di scie chimiche
Questo è il mondo cui apparteniamo
Posso nutrire ancora una speranza nonostante questi sfregi
Ma posso vedere che in queste notti le navi affondano
Vicino al mare inghiottito dal Male

Ormai siamo annegati
Tu ed io guardiamo il mare
pieno di persone
ormai affogate

Così tanta gente
Dove va?

Tu ed io colpiti da un bianco male

Guardiamo gli aerei mentre passano
Le scie chimiche sono ciò cui apparteniamo
Ecco dove saremo quando moriremo nella corrente

E quando ci arrampicheremo verso un foro nel cielo
"


Lo gnomo torna nel sottobosco da dove era venuto una quindicina d'anni fa e dove gli era già piaciuto rientrare per qualche vacanza. Fuor di metafora, Beck lascia il disastrato mondo delle majors e consegna la sua fantasia ad una piccola etichetta indipendente, la XL, che già aveva ospitato Thom Yorke nel suo viaggio solistico e, di recente, Jack White "narratore" - ormai è chiaro, le ditone dei mega discografici sono troppo "-one" per riuscire ad afferrare senza rompere le belle, fragili menti della nuova generazione. Il passaggio avviene con uno dei più interessanti dischi del signor Hansen, sulla carta e non solo: c'è più sostanza rispetto agli ultimi (controversi) Guero e The information e soprattutto c'è l'avvincente idea di un'alleanza con Danger Mouse, uno dei produttori più geniali e in tune della nostra epoca.

Uno dei modi di ascoltare il disco è proprio quello di provare ad isolare i fili, di radiografare i vari pezzi cercando quanto di Beck e quanto invece del Topo. Fatica sprecata, avvisiamo subito: è tutto strettamente intrecciato, è un irresistibile travolgente zampillio di rumori, effetti, campanellini, filtri, macchie. Quello che viene è un disco consapevolmente caotico, che mima la confusione della nostra epoca.[...]

Non fatevi confondere dal brano d'apertura, Orphans, una delizia hippie che sarebbe stata bene su Mutations: è una dolce meraviglia, appunto, ma c'entra poco con il clima dell'album. Ascoltate invece Gamma Ray, l'ansiosa Replica e Walls, dove si campiona un oscuro singolo del '68 francese, Amour, vacances et baroque.

Leggi qui la recensione pubblicata dal sito delrock.it





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