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martedì 5 ottobre 2010

Tecnologie esotiche

E’ risaputo che alcuni degli oggetti volanti non identificati, avvistati nei cieli di tutto il mondo, sono in realtà velivoli terrestri sperimentali o segreti.

Il giorno 1 gennaio 2007, alle ore 4.57 di notte un testimone, ad Isola della Scala (Verona), scorse alcuni ordigni di forma triangolare in volo a bassa quota e diretti verso Sud-Est. Il 5 settembre del 2005, alle 3:00 di notte, un automobilista, sempre di Isola della Scala, aveva notato una scia bianco-verdastra. Il 7 febbraio 2008, alle ore 21:57, un giornalista di una testata nazionale vide “una gigantesca capocchia di fiammifero”, mentre solcava il cielo della Valpantena da Est verso Ovest. Aveva circa le dimensioni della luna piena, emanava un colore verdastro ed era circondato da un alone bianco gassoso. “Lasciava dietro di sé una scia lunga e sottile”, osservò il cronista.

Riteniamo che i testimoni si siano imbattuti in aerei chimici che, a causa dell’oscurità, furono scambiati per strani velivoli. Le scie colorate si spiegano, ricordando che i vari elementi e composti chimici, a contatto con l’aria, reagiscono, generando effetti cromatici. All'alba ed al tramonto le chemtrails possono assumere tinte e riflessi particolari.

Nel caso del primo avvistamento, si potrebbe congetturare che furono osservati velivoli militari riconducibili al modello Aurora, il ricognitore strategico ipersonico in grado di volare a Mach 5. Aurora, dalla forma di triangolo isoscele, è il prodotto di una tecnologia statunitense molto sofisticata non estranea, però, all’allora U.R.S.S. Infatti il generale sovietico Alexander Yefimov, nel gennaio del 1988, in un’intervista rilasciata al redattore di una rivista militare bulgara, affermò che un loro aereo ipersonico presentava una configurazione triangolare. Era dotato di doppia unità propulsiva e privo del compartimento di guida.

Le descrizioni di molte testimonianze corrispondono alle caratteristiche di Aurora: una per tutte, si può rammentare la dichiarazione di Chris Gibson, ingegnere britannico in servizio nell’agosto 1989 sulla Galveston Key, una piattaforma petrolifera nel Mare del Nord. Gibson vide un aereo cisterna (tanker) KC-135 rifornire in volo un apparecchio scuro e senza contrassegni a forma di triangolo isoscele, mentre due F-111 controllavano l’operazione.

Come si può constatare, le tecnologie militari sono avveniristiche. Ne abbiamo avuto la riprova di recente, quando è stato ripreso il solito aereo della morte. Nel video intitolato “The wing sprayer tanker - A wing-chemtrails sprayer compared with KC-10 case” (dal min. 1:40), si può rilevare attorno al velivolo intento a rilasciare una lunga tossica scia venata da iridescenze, una sorta di alone, una bolla, come fosse uno scudo protettivo (un campo elettromagnetico?). Non si tratta né di un riflesso né di un’aberrazione nella ripresa. E’ l’indizio di una tecnologia sui cui scopi si può elucubrare. E’ la prova che l’aereo immortalato è impegnato in un’operazione clandestina di aerosol per cui sono messi in campo i ritrovati tecnici più impensabili.





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