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sabato 12 dicembre 2020

Ritratto dell'attivista, ossia del dissidente (seconda parte)

Goethe scrive che “il mondo progredisce solo grazie a coloro che si oppongono”. Ecco perché la nostra società si è arenata, anzi regredisce ogni giorno di più, giacché regna il conformismo: pochi si oppongono, non tanto per obbedire al Diktat del “pensiero” unico, ma per abbracciarne entusiasti la vuota ideologia. E’ davvero un’ideologia vuota, in quanto neppure animata da impulsi vitali, per quanto diabolici e distorti, come quelli che infiammarono gli animi di gerarchi e sudditi nei regimi totalitari.

E’ una Ideenkleid strumentale costruita solo per soggiogare e circuire l’individuo massificato: non esprime una concezione del reale, sia pure nefanda. Viene a taglio un messaggio che abbiamo ricevuto da un amico: “Si è tentati di ridere dei tanti movimenti e associazioni che confidano nelle denunce, raccolte firme, petizioni e quant'altro, rivolte ai giudici e ai tribunali contro questo regime e i suoi soprusi. Tuttavia la Storia ci insegna anche che, prima o poi, questi regimi crollano e arriva per tutti la resa dei conti. Questo anche grazie a quei pochissimi che in ogni campo, nonostante tutto, rimangono incorrotti e continuano a fare il loro lavoro con coscienza. Oggi i potenti e gli arroganti credono che il loro trionfo sia prossimo, ma sono sicuro che, proprio quando saranno lì lì per mettere l'ultima carta sulla vetta, tutto il castello crollerà rovinosamente su di loro. [...] Il Signore in cui credo sta proprio dalla parte di chi è perseguitato e calunniato, essendolo stato anche Lui fino alla croce”. Questo messaggio evoca i campioni del nostro tempo, i guerrieri della luce, rispetto ai quali i pusilli rivelano tutta la loro infimità.

Consideriamo en passant il problema delle "vaccinazioni" più o meno obbligatorie: quanti oggi si sgolano contro le inoculazioni coatte, dichiarano che mai e poi mai si faranno iniettare una miscela tossica nelle vene! Li vediamo già in coda per ricevere la loro dose di “antidoto”: quando non essere vaccinati significherà non poter acquistare né vendere, tutta la loro determinazione a combattere contro la dittatura pseudo-sanitaria diventerà acquiescenza. Li vediamo già docili come agnelli pronti per essere macellati. I vili, i traditori sono legioni.

La società è guasta non solo a causa dei depravati, che, in fondo, sono una minoranza, ma a motivo di tutti quei mediocri, quegli ignavi che di per sé non sono malvagi, ma inetti, perché non si schierano, perché non prendono posizione, perché non osano avversare chi comanda. L’uomo non è solo antiquato, come osserva il filosofo tedesco Anders, essendo stato sostituito dalla tecnologia, dagli automi e dagli androidi che sono più efficienti, più produttivi, più veloci. L’uomo – dicevamo – non è solo antiquato, è anche castrato: gli è stata sottratta l’energia vitale, è stato privato persino dell’istinto di autoconservazione.

Ridotto ad un’ombra di sé stesso, ad una larva l’uomo di oggi si aggira fra le macerie di un mondo insensato. Il senso è stato sostituito dalla chiacchiera (Heidegger docet), da discorsi fatui su argomenti futili; il senso è stato surrogato da appendici tecnologiche, miseri, anche se rutilanti ammennicoli dati in cambio dell’autenticità…

Crediamo che in tempi remoti, come attestano molte tradizioni, l’umanità fosse migliore, poi fu pervertita. Qualcuno obietterà: si cerca un capro espiatorio, per deresponsabilizzare l’umanità. No, non la deresponsabilizziamo, ma ridimensionamo il suo ruolo, nel bene e nel male. Diversamente ci si allinea alla pericolosa retorica dei mondialisti che mirano a decimare la popolazione, pure con i loro diabolici “immunizzanti”, perché la considerano uno sbaglio di natura. Sono gli stessi che delirano di “immunità di gregge”. Certo, perché considerano il popolo un gregge, le cui pecore agiscono e reagiscono in modo gregario. Purtroppo i farabutti intendono non solo macellare le pecore più mansuete, ma soprattutto sgozzare le pecore nere. Fuor di metafora, gli scellerati al governo colpiscono in modo indiscriminato per sbarazzarsi di quei pochi intelligenti che smascherano le ignominiose nefandezze del sistema, per eliminare i pochi resistenti che svergognano i criminali travestiti da benefattori. Ecco, mai generalizzare: accanto agli stolti, tra gli stolti, non con gli stolti, il cui numero è infinito, come ci insegna Seneca, vive anche qualche individuo accorto. Esistono gli omunculi, ma anche gli Uomini; esistono le donnicciole, ma anche le Donne.

Leggi qui la prima parte: Ritratto dell'attivista, ossia del dissidente (prima parte)

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