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martedì 19 luglio 2016

Mezzi di distrazione di massa e mezzi di distruzione di massa



Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata.

E’ diventato ormai impossibile rincorrere la cronaca con il suo turbinio di eventi, ora reali ora falsi ora metà reali e metà falsi. Molti fruitori, ad esempio di fronte ai “fatti” di Nizza occorsi il 14 luglio 2016, vorrebbero capire se davvero sono morte delle persone oppure no.

In primis, sarebbe auspicabile che uomini e donne imparassero da soli, per mezzo del discernimento e consultando le poche fonti disponibili, fonti da vagliare con attenzione certosina, a giungere alle loro conclusioni, senza attendere che la versione ufficiale sia smentita e smontata da qualche volenteroso autore della Rete. Questo perché, una volta apprese le strategie e le finalità del sistema (sempre le stesse), si può e si deve in maniera autonoma analizzare l’avvenimento per stabilire con un buon grado di probabilità se sia stata un’”operazione falsa bandiera” oppure no. Disamine di questo tipo aguzzano lo spirito d’osservazione, affinano l’ingegno, aiutano a pensare in maniera divergente.

Basterebbe anche solo applicare il principio della sineddoche per attingere risultati soddisfacenti. Ad esempio, se nel caso nizzardo, si è dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che sul teatro del vaudeville, si trovavano dei manichini, dobbiamo ancora ipotizzare che sia stata perpetrata una strage vera? Che senso ha portare dei fantocci sul luogo di un’effettiva carneficina? Principio della sineddoche significa che un elemento fittizio rende fittizio (la parte vale per il tutto) l’intero accadimento. Se tuttavia non si è convinti di ciò, indagando con pazienza, si possono reperire altre incongruenze che fanno saltare la ricostruzione dei media mainstream.

Come abbiamo già scritto, le contraddizioni e le palesi incoerenze dei vari inside job si spiegano almeno con due motivazioni: da un lato le farse, anche se inverosimili, sono efficaci per i loro ideatori, visto che il popolino, rimbecillito dal calcio e dalle schermaglie della pseudo-politica, crede a tutto quanto è ammannito dalla fielevisione e dagli scartafacci di regime. Perché cambiare metodo, se funziona? Dall’altro l’evidente rozzezza di sceneggiature siffatte è anche una sfida per vedere fino a che punto la massa è disposta a lasciarsi plagiare e se qualcuno all’interno del gregge si può scuotere dal letargo. Non avviene quasi mai, ma tant’’è: altro che dissonanza cognitiva, siamo al cospetto dell’ignoranza definitiva!

Ricordato che i vari attentati (autentici o spuri che siano) sono usati dalla feccia mondialista per perseguire gli scopi ormai arcinoti, vorremmo sottolineare un altro aspetto: codesto pullulare di false flag, colpi di stato, losche trame, scandali politici e finanziari simili a bolle di sapone, clamorose inchieste giudiziarie destinate a spegnersi, catture di mafiosi latitanti da anni… serve a creare scompiglio. Si alimentano interminabili discussioni su soggetti su cui non si dovrebbe discutere, accertato il carattere fraudolento degli organi di “informazione” e di chi orchestra fatti e notizie. Soprattutto la sarabanda mira a distogliere l’attenzione dai problemi urgenti e concreti, primo fra tutti la geoingegneria clandestina con annessi e connessi.

Infatti, mentre sono proiettate ogni giorno pellicole di quart’ordine, la biosfera è morsa dai disastri meteo-climatici con siccità croniche, nubifragi, contaminazioni di ampie aree, estinzioni di numerose specie viventi, crollo della produzione agricola, incremento delle patologie più disparate…

Mentre sono allestite codeste atellane, l’Europa è sconvolta nei suoi equilibri demografici e socio-economici con l’attuazione del nefasto piano Kalergi; gli Stati Uniti sono gettati sull’orlo della guerra civile e della legge marziale; epidemie, carestie e guerre affliggono numerose regioni del pianeta.

Mentre sono messe in scena le tragicommedie, il gioco delle coalizioni e dei cambi di alleanza nello scacchiere internazionale definisce assetti sempre nuovi, comunque utili a scatenare un conflitto su larga scala.

Dunque, in occasione del prossimo spettacolo teatrale, cerchiamo di non perdere la bussola, cerchiamo di non confondere un film dell’orrore con l’orrore del mondialismo, quello sì reale.

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