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lunedì 29 aprile 2024

Analisi dell'acqua piovana confermano la diffusione in atmosfera dei soliti metalli killer - Geoingegneria clandestina sotto accusa

Nel mese di marzo 2024 pubblicammo sul nostro canale Telegram i risultati delle analisi condotte da un laboratorio bosniaco (risalenti al 2022), le quali evidenziavano la presenza dei soliti metalli killer (alluminio, bario, litio etc.) anche nella sabbia trasportata dai venti in quota dal Sahara africano sino al Continente europeo. La prima colonna di valori indica i valori di riferimento che dovrebbe avere la vera sabbia del Sahara, mentre la seconda colonna mostra i valori effettivi misurati da un campione prelevato dall'automobile. I soliti fact-checkers subito obiettarono che non solo si trattava di analisi datate (2022!), ma che non si poteva verificare come i campioni fossero stati raccolti. Insomma... i negazionisti governativi inventano sempre qualcosa e naturalmente si arrampicano sugli specchi, nel patetico tentativo di smentire quanto cittadini consapevoli e svegli, svolgendo indagini a proprie spese, rendono noto. Cosa che andrebbe certamente fatta dalle autorità, anziché lasciare l'onere al singolo, ma su questo aspetto caliamo un velo pietoso.

Certo è che appare discutibile contestare dei risultati di analisi, provenienti peraltro da un laboratorio certificato, solo perché queste non sono state condotte in Italia e perché non risalenti al 2024, ma due anni prima. Come se ciò inficiasse in qualche modo sulla rilevanza delle informazioni raccolte, che sono pur sempre valide e d'altronde nel mondo sono stati condotti, in oltre un ventennio, centinaia di test che portano immancabilmente ai medesimi risultati, motivo per cui quanto è stato da noi riportato non costituisce altro che ulteriore conferma: qualcuno diffonde in troposfera nanoparticelle di metalli neurotossici (e non solo) e queste poi sono rilevate analizzando campioni di terra ed acqua.

Senza alcun dubbio è interessante il materiale reso pubblico dall'avvocato ed attivista bosniaco Mirnes Ajanovič. La presunta sabbia del Sahara è ben lontana da quella caduta in varie occasioni sull'Europa, poiché quella vera è caratterizzata da parametri e composizione noti, che il laboratorio ha messo nel test, confrontando i valori di riferimento della sabbia del Sahara con quelli ottenuti dal campione prelevato. La prima colonna di valori indica i valori di riferimento che dovrebbe avere la vera sabbia del Sahara, mentre la seconda colonna mostra i valori effettivi misurati da un campione prelevato dalla superficie di un'automobile. I valori misurati sono letteralmente come estratti da un film dell'orrore e non dal Sahara. L'igroscopico alluminio supera il volume di riferimento nella sabbia del deserto di 728 volte nella tabella, l'arsenico supera il limite di 44 volte ed il bario supera il limite di 660 volte. Il ferro ha superato il limite 23 volte, il piombo 8 volte, lo zinco 64 volte. Ma lo shock ed il colpo più grande è il valore di nichel misurato: il volume di nichel nel campione rimosso dall'auto ha superato il volume di riferimento di nichel nella sabbia del deserto di ben 2.500 volte il limite di nichel ritenuto normale. Se lo esprimiamo in percentuale, allora è un eccesso del 250.000% del limite totale.

Ma veniamo ai risultati delle analisi di campioni di acqua piovana, questa volta eseguite da un laboratorio italiano certificato, il cui nome è stato da noi obliterato per ovvii motivi di sicurezza (così come le generalità del committente). Il rapporto conferma quanto è stato evidenziato da altre decine di referti pubblicati nel mondo, compresi quelli bosniaci, ovviamente. Non v'è da stupirsi, poiché tutto quello che viene disperso clandestinamente in atmosfera da velivoli commerciali e militari, inevitabilmente ricade al suolo, con la sabbia o con la pioggia!

Nella scheda ( LINK ) possiamo notare che l'alluminio, tra gli altri, ha livelli di 239 microgrammi, abbondantemente oltre la soglia di riferimento. Sono presenti anche stronzio, cesio, litio, cobalto, bario, cadmio, piombo. Un micidiale cocktail, non c'è che dire...

NOTA: i parametri di riferimento per gran parte di questi elementi sono assenti, poiché il Governo, nel 2023, ha dato disposizione che non vengano più forniti.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 21 gennaio 2020

Francia: è allarme per i valori di alluminio e bario nell’acqua piovana



Sono allarmanti i risultati relativi all’analisi dell’acqua piovana in Francia. Essi dimostrano almeno due fatti: che, se l’Italia è afflitta da infiniti mali, all’estero non va meglio; che la contaminazione da alluminio, bario etc. può solo derivare dai “lanzichenecchi” del cielo. Fuor di metafora, mentre si impedisce ai cittadini di circolare con le automobili, con la scusa del superamento dei parametri inerenti alle polveri sottili, mentre tra un po’, in perfetto stile orwelliano, sarà vietato fumare anche all’aperto, si continua ad ignorare che sono, senza ombra di dubbio e senza tema di smentita, i voli civili a riversare tonnellate di inquinanti in atmosfera. Ci riferiamo sia al traffico aereo “normale” sia alle criminali operazioni chimiche (si legga alla voce chemtrails) che si susseguono ormai ininterrotte da decenni. [1] Ecco i VERI responsabili di una contaminazione planetaria e capillare. Lo studio d’oltralpe rivela che nelle idrometeore il bario ha conosciuto un incremento del 100 per cento! Per Paolo Attivissimo e gli altri fanatici adepti della setta negazionista, il tutto si deve alle cartiere di Fabriano… Come no!

Allarme per quanto riguarda l’acqua piovana. Come segnalato da Condividilo.org, sono state di recente compiute analisi ad hoc in Francia. Nell'acqua piovana, nell’arco di pochi mesi, i livelli di alluminio, bario, stronzio e titanio sono cresciuti in modo esponenziale. Tutto è nato da un'analisi condotta dal laboratorio Qualio di Besançon.

L’analisi dell’acqua piovana raccolta nell’arco di otto mesi nello stesso luogo ed in condizioni analoghe ha evidenziato livelli spaventosi di vari elementi tossici. Gli esiti degli esami suscitano grande preoccupazione, in quanto attestano un aumento pari all’800% dei livelli di alluminio, un incremento del 100% del tasso di bario, stronzio e titanio. Gli analisti sono al lavoro per capire motivi (sono illustrati nel saggio Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi, 2019) e conseguenze della situazione. Nel frattempo è in corso un iter istituzionale che potrebbe aprire un caso nazionale.

Fonte:

Acqua piovana, scatta l'allarme: +800% di alluminio e 100% di bario

[1] Lombardia ed Emilia-Romagna sotto una cappa chimica deliberatamente diffusa. Ecco le prove satellitari.

VareseNews scrive: "Le elaborazioni grafiche di Arpa Lombardia parlano chiaro: una cappa tossica si estende su mezza Lombardia e “copre” anche mezza provincia di Varese, dalla pianura di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno su su fino a Varese (è indicata dai colori rosso e rosso scuro). Solo verso la montagna le cose migliorano davvero" ed il titolo è ancora più chiaro: "Inquinamento alle stelle, una cappa tossica da Milano a Varese". Ma... c'è un "ma": la mappa di Sat 24 mostra chiaramente che "qualcuno" ha intenzionalmente diffuso gli inquinanti denunciati da VareseNews come da altri media mainstream. Solo che costoro, come tanti pari loro, dormono! I satelliti non mentono. Le riprese di Sat24 evidenziano, oltre all'intensa attività aerea di aviodispersione, un'alquanto sospetta colonna di fumi che si generano dal nulla e che si diffondono rapidamente su una vasta area circostante, trasportati dal vento, che oggi soffiava in direzione Nord-Sud.



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sabato 18 novembre 2017

Viaggiare in aereo? Una specie di roulette russa



Pubblichiamo una cronaca che si commenta da sé: si inquadri l'accaduto, ricordando la cosiddetta "sindrome aerotossica", a sua volta collegata all'ecoterrorismo governativo, noto anche come biogeoingegneria clandestina.

16 novembre 2017. Malpensa: paura su un aereo velivolo della Easyjet. Fumo in cabina dopo il decollo: componenti dell'equipaggio intossicati

Un volo della compagnia EasyJet, decollato da Malpensa (Milano) e diretto a Malaga, in Spagna, è stato costretto ad un atterraggio di emergenza nel primo pomeriggio, in quanto nella cabina di pilotaggio si era creato del fumo sulla cui causa si stanno ancora compiendo accertamenti (Sì... come no... n.d.r.).

L'aereo, su cui era imbarcato il solo personale di bordo, era partito alle 13:45 e, pochi minuti dopo, ha segnalato alla torre di controllo la presenza del fumo (fume event in inglese, n.d.r.), chiedendo il permesso di atterrare. Cosa che è avvenuta poco dopo le 14:00. I componenti dell'equipaggio sono stati portati in infermeria, perché presentavano i sintomi di un'intossicazione.

Fonte: msn.com

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Il caso Germanwings. Perché è precipitato.

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domenica 19 marzo 2017

Studio del norvegese Harald Kautz-Vella sulla geoingegneria clandestina



Ci è stato segnalato un monumentale studio inerente alla geoingegneria clandestina alias scie chimiche (in inglese chemtrails). L’autore del saggio, “The chemistry in contrails”, 2014 (titolo in cui il termine contrails è usato per diplomazia) è il ricercatore norvegese Harald Kautz-Vella.

E’ impossibile riassumere una ricerca tanto approfondita ed articolata: ci limitiamo a notare, riservandoci di tradurre alcune parti salienti, appena sarà possibile, che il testo trova il suo abbrivo in un’indagine circa i danni constatati alle colture ed alle conifere in Norvegia. Il suolo risulta contaminato in particolare da composti del bario, dello stronzio, dell’alluminio e del titanio. Le nanoparticelle di questi composti possono rimanere in sospensione anche fino a diciotto mesi, per poi ricadere con le piogge. A causa delle loro ridottissime dimensioni, possono inoltre attraversare le membrane cellulari delle foglie e dell’apparato radicale, intaccando i tessuti delle piante. Inoltre i nano-cristalli di titanio e di bario, che non sono solubili e che si accumulano nella catena alimentare, hanno proprietà piezoelettriche. Secondo l’autore, gli effetti piezoelettrici annullano la frequenza dei biofotoni scambiati con il DNA della pianta, responsabile della regolazione della divisione cellulare. Ciò interferisce con la crescita della flora, rendendola vulnerabile soprattutto all’attacco di funghi, anche a prescindere dalla più o meno elevata quantità di metalli nel terreno e nell’acqua. [1]

ll libro, che conferma in toto quanto acquisito in questi anni sia sotto il profilo empirico sia per quanto attiene alle motivazioni recondite, per così dire esoteriche, della “guerra climatica”, si riallaccia tra le altre cose agli studi del compianto Dottor Mark Purdey, il primo a correlare l’encefalite spongiforme alla dispersione nell’ambiente di bario, stronzio ed argento.

Queste sono le premesse di un dossier che spazia dalle applicazioni militari al Morgellons, dall’analisi dell’agenda transumanista, dal terraforming all’”Intelligenza” artificiale, con rigore scientifico e con consapevolezza di quanto la battaglia dell’umanità (quella minoranza che ancora possiamo reputare davvero umana), contro il genocidio globale, se sarà perduta, sarà anche l’ultima.

[1] Il termine "biofotoni" indica il fenomeno di emissione di energia luminosa (debole e permanente) per opera dei tessuti viventi. Ogni cellula emette segnali specifici, propri e caratteristici (come ogni persona possiede una voce particolare, un suo accento e parla la sua lingua). La teoria dei biofotoni, insegnata dal fisico Popp, sulle tracce di un'intuizione del russo Gurwitsch (1922), offre la credibile interpretazione (avvalorata da molteplici esperimenti) del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita ed anche delle alterazioni che portano alla malattia, sia un evento fisico di natura informazionale e quindi elettromagnetica (frequenze modulate).

Fonte: Aquarius-technologies

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martedì 17 maggio 2016

Mercurio nella nebbia di San Francisco (articolo di Cassius Kamarampi)



E' stato recentemente riportato che il mercurio è stato rilevato all’interno della nebbia a San Francisco. Il mercurio è altamente tossico anche in basse concentrazioni, tra l’altro inibisce la sintesi nel cervello delll'aminoacido L-glutammina. Ancora una volta la spiegazione dei media mainstream per una notizia così importante ci pare carente. Infatti un articolo del San Jose Mercury News riferisce: “Mentre una piccola quantità di mercurio è naturalmente presente negli ecosistemi, è il mercurio emesso principalmente da impianti alimentati a carbone ad aver trovato la sua strada negli oceani. Con l’evaporazione il mercurio finisce nell’aria, quindi nella nebbia”.

Il mercurio è, però, uno degli elementi usati nelle operazioni clandestine di geoingegneria, come dimostrato, ad esempio, dal fisico nucleare Marvin J. Herndon. Nel suo studio Herndon dimostra che il materiale di base per le attività chimiche è costituito dalle ceneri leggere: esse contengono mercurio e metalli (bario, alluminio, stronzio, cadmio etc.) reperiti con le analisi del suolo, dell'aria e dell'acqua. In particolare i test eseguiti sull’acqua piovana hanno accertato la presenza in quantità abnormi di alluminio e bario.

Gli esami eseguiti dal laboratorio Mc Campbell Inc. nel mese di aprile 2016 attestano la presenza dei seguenti elementi, tutti tipici delle chemtrails:

• Alluminio
• Bario
• Cadmio
• Stronzio
• Titanio
• Terbio [1]

I sintomi di coloro che hanno otturazioni al mercurio e di chi è esposto alle irrorazioni criminali sono simili: lo asserisce Russ Tanner di Global Skywatch.

La sintomatologia comprende una serie di disturbi più o meno gravi. Il mercurio è neurotossico: per questo è all’origine di depressione, perdita di memoria, deficit di attenzione, ansia, sindrome ossessiva compulsiva, iperattività, ronzio nelle orecchie (tinniti). E questa è soltanto la classica punta dell’iceberg.



[1] Il terbio è un metallo grigio-argenteo, morbido, malleabile, duttile. E’ adoperato nei laser, nei dispositivi a semiconduzione, negli stabilizzatori di celle a combustibile che funzionano a temperatura elevata. È’ abbastanza stabile in aria, ma si ossida lentamente e reagisce con acqua fredda. Il terbio non ha alcun ruolo biologico, può essere leggermente tossico a seguito di ingestione. I composti del terbio sono molto irritanti, se entrano in contatto con occhi e pelle. La sua tossicità non è stata investigata in modo approfondito. (n.d.t.)

Fonte: activistpost

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sabato 6 febbraio 2016

Dannazione! Non ho perso l’aereo...



La sindrome aerotossica colpisce ancora

Viaggiare in aereo diventa giorno dopo giorno sempre più pericoloso sia per piloti ed assistenti di volo sia per gli ignari passeggeri: la sindrome aerotossica ha colpito ancora, questa volta su un volo della American Airlines. Ormai siamo al paradosso: per nascondere il problema e per depistare, le autorità hanno deciso di controllare i bagagli dei viaggiatori. Ogni commento è superfluo.

Gli "inquirenti" stanno cercando di capire che cosa abbia causato malori improvvisi al personale di bordo ed ai passeggeri di un aereo dell’American Airlines diretto da Londra a Los Angeles, costringendo il pilota ad invertire la rotta ed a ritornare nello scalo di partenza per un atterraggio di emergenza. È successo ieri sera (28 gennaio 2016): il Boeing 777-300 stava sorvolando la città di Keflavik, in Islanda, quando una voce in filodiffusione ha dichiarato un “allarme sanitario” a bordo, annunciando che sarebbero tornati nel Regno Unito.

Almeno tra le sette e le tredici persone sono state colpite da uno strano malore, di cui ancora si ignorano le cause. Appena atterrati ad Heathrow, i passeggeri hanno raccontato gli attimi di panico vissuti in volo. “Eravamo già in viaggio da due ore e mezzo – ha ricordato al “Mirror” Lee Gunn – quando all’improvviso hanno chiesto se ci fosse un medico a bordo o personale sanitario, per soccorrere coloro che non si erano sentiti bene”.



Vigili del fuoco e paramedici sono intervenuti immediatamente, mentre i bagagli imbarcati sull’aereo sono stati sequestrati e controllati da parte delle autorità che non hanno dato ai proprietari nessuna spiegazione sulle ragioni alla base della confisca, anche se è stato specificato che è da escludere l'ipotesi terrorismo.

A bordo viaggiava anche la boyband “Race the horizon”, finalista del programma televisivo “Britain’s got talent” nel 2012. Uno fra gli esponenti del gruppo, Kris Evans, ha dichiarato ai media locali di aver visto “intorno a lui gente collassare: addirittura una hostess è svenuta vicino al suo posto. Inizialmente tutti pensavano che ci fosse qualcosa nell’aria condizionata, poi si è diffuso il panico”.

Analisi condotte dagli investigatori negli attimi immediatamente successivi all’atterraggio hanno rilevato la presenza di “elevati livelli di sostanze non specificate” nell’aria all’interno della cabina. Gli inquirenti che indagano sull’accaduto, infatti, non hanno rivelato ulteriori particolari. Anche l’American Airlines è stata abbastanza vaga nel comunicato diramato poco dopo l’incidente. “Tutti i componenti dell’equipaggio – si legge - stanno bene ed anche i passeggeri. Nessuno di loro ha richiesto, una volta rientrati a Londra, ulteriori cure mediche”. Fatti alloggiare la notte scorsa in un albergo della City, tutti coloro che erano diretti a Los Angeles potranno partire regolarmente questo pomeriggio.

Fonte: ilmessaggero



SOSTIENI TANKER ENEMY CON UN TUO CONTRIBUTO - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili). Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici. Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.

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venerdì 23 ottobre 2015

La vergognosa rimozione dell’articolo referato scritto dal geofisico Michael J. Herndon



A fine estate 2015 lo scienziato di San Diego (California) Michael J. Herndon ha pubblicato uno studio inerente alla geoingegneria clandestina su una rivista scientifica, previa disamina del testo che è risultato rispondente a criteri di scientificità ed obiettività. Subito, però, si sono scatenate le mute rabbiose dei disinformatori: su pressione di codesti personaggi, in primis Mick West di contrailscience.com, l’articolo è stato rimosso, ma Herndon non deflette e denuncia gli attacchi volti a far espungere il suo articolo. La vicenda è esemplare e ricorda l’episodio dell’accademico italiano, L.Z., che, collaborando con la Dottoressa Hildegarde Staninger, elaborò un’indagine sui filamenti polimerici, collegandoli alle chemtrails. Intimidazioni più o meno velate convinsero lo specialista a tirare i remi in barca…

La rivista scientifica “Enviromental research and public health” ha rimosso l’articolo di J. Marvin Herndon, studio inerente alla geoingegneria clandestina. Alcuni responsabili della rivista hanno affermato che si è scoperto che l’articolo del geofisico conteneva errori e mancava di rigore scientifico (sic!!!).

Il documento è stato pubblicato nel mese di agosto ed è stato integrato da un comunicato stampa in cui Herndon ha asserito che "le conseguenze per la salute pubblica sono profonde, compresa l'esposizione ad una molteplicità di metalli tossici pesanti e no (tra cui l’alluminio) ed elementi radioattivi. Sono composti molto nocivi che sono inalati o che entrano nell’organismo attraverso il derma”.

Il comunicato stampa comprendeva numerose fotografie che immortalano le famigerate scie chimiche, quelle che la Federal Aviation Administration (ed altri enti governativi dediti alla disinformazione più scandalosa, ad esempio, la N.A.S.A.) chiama con infinita improntitudine "scie di condensazione" degli aeromobili.

Paul B. Tchounwou, fra i redattori della rivista, ha pubblicato la ritrattazione il 2 settembre, osservando che "Il linguaggio della ricerca non è sufficientemente scientifico ed obiettivo per un articolo di ricerca." Tchounwou non ha, però, spiegato perché i responsabili della pubblicazione non si siano accorti di tali limiti, quando l’articolo è stato inviato e prima di divulgarlo.

Herndon ha replicato con fermezza: "La rimozione del mio articolo referato è dovuta solo ad un attacco sistematico e strumentale per opera di uno o più individui (negazionisti di regime, n.d.t.). L’aggressione sferrata è la riprova che ho centrato il bersaglio. Continuerò ad oppormi alla decisione assunta ed a denunciare la censura, fino a quando prevarranno la verità e la ragione”.

Le controdeduzioni di Herndon sono state pubblicate su nuclearplanet.


Fonte: Sandiegouniontribune.com

Articolo correlato: Studio rivela che i nanotubi di carbonio possono causare il cancro, 2008

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martedì 18 agosto 2015

Geoingegneria illegale e cronica carenza di vitamina D



L'ingegneria del clima è matematicamente il più grande assalto contro ogni forma di vita mai sferrato contro l'umanità e l'ambiente. Gli effetti catastrofici dovuti alle irrorazioni clandestine ed alle radiofrequenze sono così massicci che è quasi impossibile quantificarli. Molte conseguenze mortali delle operazioni inerenti alla gestione delle radiazioni solari (il cosiddetto solar radiation management che è, però, solo una copertura per attività militari volte in primis a rendere l'atmosfera elettroconduttiva, n.d.t.) sono completamente trascurate, eppure la carenza di vitamina D, nota pure come calciferolo (in realtà è un pro-ormone, n.d.t.) è ormai epidemica. [1]

L’insufficienza di vitamina D è legata ad un lungo e crescente elenco di malattie e disturbi: indebolimento del sistema immunitario, disturbi del sistema neurologico, tumori, artrite, diabete, sclerosi multipla, obesità, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, problemi del sistema riproduttivo... La lista potrebbe continuare. Il paradosso è questo: l'organismo umano produce vitamina D con un'oculata esposizione alla luce solare, ma è proprio questo tipo di luce che è oggi ridotto e quasi annullato a causa delle nanoparticelle metalliche che riflettono la radiazione elettromagnetica benefica proveniente dalla nostra stella.

Così, mentre l'ozonosfera è dilaniata da deleteri interventi di ingegneria atmosferica, siamo esposti a livelli di radiazioni ultraviolette (UVB) estremamente pericolose. Non solo, questi livelli elevati di raggi UV possono arrestare la produzione del calciferolo. Il documentario che proponiamo (in inglese sul sito geoengineering.org., n.d.t.) affronta direttamente la questione concernente la scarsità di vitamina D ed il ruolo della geoingegneria in questa terribile equazione. Vale davvero la pena di vederlo.

[1] La vitamina D o calciferolo è un pro-ormone liposolubile contenuto in pesce, molluschi, uova e latticini, ma prodotto anche dall'organismo umano per azione dei raggi solari su un precursore (7-deidrocolesterolo) presente nella cute; la forma attiva principale è l'1,25 colecalciferolo, risultato di processi di idrossilazione che avvengono a livello epatico e renale. Stimola l'assorbimento di calcio e fosfati nell'intestino. La sua carenza provoca alterazioni ossee e rachitismo. La diminuzione dell'irraggiamento solare e l'accumulo di stronzio nell'organismo concorrono a determinare il deficit di vitamina D, alla base di varie patologie, non esclusi i tumori, favoriti appunto dalla scarsità del calciferolo.

Fonte: geoengineeringwatch.org


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giovedì 11 settembre 2014

Eseguite analisi dell’acqua piovana in Francia: i risultati sono inquietanti

Sono state di recente compiute in Francia alcune analisi dell’acqua piovana: l’esito è allarmante, poiché nell’arco di pochi mesi i livelli di alluminio, bario, stronzio e titanio sono cresciuti in modo esponenziale. Se consideriamo che, dopo decenni di attività chimico-biologiche, i valori di metalli nelle idrometeore dovevano essere già elevati, se ricordiamo che la contaminazione è ormai globale, non si hanno molte ragioni per essere ottimisti...



Uno dei nostri sostenitori, residente a Miserey Salines nel Doubs, ha commissionato al laboratorio Qualio di Besançon, l'analisi dell'acqua piovana raccolta nell'arco di otto mesi nello stesso luogo ed in condizioni analoghe. [1]

Gli esiti delle analisi suscitano grande preoccupazione in quanto attestano un aumento paril all' 800% dei livelli di alluminio, un incremento del 100% del tasso di bario, stronzio e titanio.

Queste risultanze sono state oggetto di una comunicazione al Sindaco di Miserey Salines. Il Primo cittadino si è impegnato a trasmettere il dossier ai responsabili dell'Agenzia regionale sanitaria di Besançon.

[1] Il Doubs è un dipartimento francese della regione Franca Contea (Franche-Comté). Confina con i dipartimenti del Giura a sud-ovest, dell'Alta Saona a nord-ovest e del Territorio di Belfort a nord-est. A sud-est confina con la Svizzera: cantoni Giura, Neuchâtel e Vaud. Le principali città, oltre al capoluogo Besançon, sono Montbéliard e Pontarlier.

Fonte: acseipica.fr


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mercoledì 24 luglio 2013

I metalli delle scie chimiche nelle acque piovane di mezza Europa: la top chart dei veleni

Analisi chimiche eseguite in Germania, Austria e Francia: nell’acqua piovana è elevatissima la quantità di metalli

Un gruppo di attivisti tedeschi ha condotto un'indagine scientifica, eseguendo una serie di analisi di acque piovane su oltre 70 campioni prelevati dal luglio 2011 al novembre 2012, in una sessantina di luoghi diversi compresi tra Austra, Francia e Germania. L’esito delle analisi è stato pubblicato dal sito tedesco Sauberer-Himmel: è eloquente l’istogramma che correda l’articolo da cui si evince che alluminio, bario, stronzio e manganese, quattro tra gli ingredienti tipici delle scie chimiche, sono sul podio della velenosa classifica.

Naturalmente la geoingegneria clandestina non è l’unica causa della contaminazione, come abbiamo sottolineato altre volte. Ad esempio, la presenza di polveri di zinco è legata all’uso di questo metallo nell’industria della gomma quale componente della vulcanizzazzione e carica di rinforzo. Tuttavia come si spiegano i valori astronomici di stronzio e manganese in tutti campioni d’acqua piovana, se non chiamando in causa le attività chimico-biologiche? Così non ci dovremo stupire di fronte ai risultati degli esami condotti dall’Università di Freiberg: sono analisi di laboratorio da cui emergono quantità di stronzio del tutto aberranti. E’ da molti decenni che lo stronzio, assieme al bario, con cui condivide molte caratteristiche fisico-chimiche, viene impiegato per creare nubi artificiali: i due elementi reagiscono a contatto dell’aria, dell’umidità atmosferica e della radiazione solare (raggi ultravioletti etc.). Il brevetto “Artificial strontium and barium clouds in the upper atmosphere” attesta che, già negli anni ’60 del XX secolo, lo stronzio ed il bario erano impiegati nel Sahara ed in Sardegna, regioni scelte come siti per diabolici esperimenti volti a modificare il tempo ed il clima, con la generazione di strati (“fields” nel brevetto) nuvolosi metallici ionizzati sia a quote basse sia medio-alte. [1]

Al cospetto di queste indagini, suscitano ilarità le affermazioni di Giulietto Chiesa e Stefano Montanari, i quali dichiarano che non esistono prove scientifiche ad avvalorare l'esistenza del fenomeno "chemtrails".

[1] La citazione del Sahara all’interno del brevetto suffraga l’ipotesi formulata nell’articolo “Agli albori dell’operazione ‘scie chimiche'”, 2009: manipolazioni climatiche nel continente africano.” Si rinvia a questo testo per ogni delucidazione.


Fonti ed articoli correlati:

- Agli albori dell’operazione ‘scie chimiche'”, 2009
- Artificial strontium and barium clouds in the upper atmosphere, 2011
- Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. stronzio e riduzione
- Blue sky are a lie, 2011
- Le scie chimiche sono uno strumento per il controllo mentale, 2011
- Nubi di metallo, 2011


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domenica 23 giugno 2013

La prova del mineralogramma

Il mineralogramma o analisi tissutale del capello è un esame di laboratorio che impiega come campione il capello e, mediante avanzate tecniche, determina la concentrazione dei principali minerali presenti nello specimen.

Questa analisi si compie prelevando capelli della lunghezza di pressappoco tre centimetri dal retro della nuca, nella zona della base del cranio, nella misura di circa 0,5 grammi. Il campione deve essere estratto in piccole quantità da aree differenti della regione occipitale, tagliando i capelli il più vicino possibile allo scalpo. I capelli vengono lavati con una soluzione neutra per eliminarne le sostanze esterne, quindi sciolti in una soluzione acida per esaminarli con uno spettrofotometro ad assorbimento atomico, capace di misurare la quantità di minerali contenuti.

Naturalmente il mineralogramma è un efficace strumento per rilevare e quantificare l’entità di metalli all’interno dell’organismo.

Se qualcuno ancora vaneggia che le scie che sfregiano spesso il cielo sono solo vapore acqueo, potrà rinsavire grazie ad un mineralogramma. Se anche fra adolescenti e giovani si rintracceranno “dosi” elevate di metalli pesanti (alluminio, bario, cadmio, stronzio etc.), si dovrà concludere che qualcosa non quadra. Tonnellate di nanoparticolato sono disperse ogni giorno in tutto il globo: la Geoingegneria clandestina è senza dubbio la principale fonte di inquinamento!

E’ capzioso chiamare in causa un generico inquinamento ambientale da cui derivano la contaminazione dell’aria, dell’acqua “potabile” e del cibo. Oggigiorno molti stabilimenti industriali, in forza di norme restrittive, sono meno inquinanti rispetto al passato. Lo stesso vale per gli autoveicoli. La delocalizzazione poi ha causato lo spostamento degli opifici nell’Estremo Oriente o in altri paesi lontani dalla “civile” Europa.

Certo, non tutto l’inquinamento proviene dalle irrorazioni clandestine (inceneritori, poligoni militari, centrali per la produzione di energia, traffico veicolare e via discorrendo contribuiscono), ma, se si rilevano notevoli quantità di metalli in persone residenti lontano da impianti, da centrali per la produzione di energia elettrica, da arterie stradali e ferroviarie etc., in soggetti che vivono in zone pressoché incontaminate, come si può spiegare l'avvelenamento testimoniato dall’analisi tissutale? Soprattutto come si può motivare la presenza di bario e di litio in concentrazioni anomale nell'organismo, dal momento che l’impiego di tali metalli non è poi così diffuso nei processi industriali?

I negazionisti continuino pure ad arrampicarsi sugli specchi per tentare di confutare l’ennesima prova del genocidio globale. Gli altri si adopereranno per instaurare trattamenti che aiutino a smaltire i metalli nocivi, prima che il loro accumulo provochi malattie più o meno gravi.

Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v. mineralogramma

Articoli correlati:

Bario e Sclerosi Multipla: conferme, 2007
Scie chimiche ed inceneritori: profitto e delitto, 2008
Alluminio, Alzheimer ed altre alee, 2012


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mercoledì 8 febbraio 2012

L’evidenza delle irrorazioni chimiche (articolo di Isaac Lewis)

L’articolo di Isaac Lewis, gentilmente segnalatoci della Dottoressa Hildegarde Staninger, cui va il nostro ringraziamento, irridendo il solito mantra dei disinformatori che esigono gli articoli referati, offre proprio quella documentazione scientifica di cui tanto si discute. In vero, anche quando si presentano ricerche con tutti i crismi dell’ufficialità, i negazionisti accampano sempre mille pretesti per negarne o sminuirne il valore. Sono individui in mala fede, senza etica, senza coscienza e soprattutto senza spina dorsale che, per compiacere i loro padroni, sono disposti a tutto. Sono degli incapaci, capaci di tutto.

Spesso, quando viene evocato il tema delle "scie chimiche", la reazione istintiva è quella di vederlo come una "teoria della cospirazione", a causa del fatto che le testimonianze dei nostri sensi - cioè vedere davvero gli aerei chimici con i nostri occhi - non sono considerate una prova sufficiente. Siamo indotti a credere che solo la scienza ed il suo primo escremento – l’articolo referato, la ricerca pubblicata su una rivista accademica - possano sostituire i testimoni oculari o le varie informazioni. Chi intende sfatare l'idea che le 'scie persistenti” che vediamo ogni giorno non contengono solo vapore acqueo e/o cristalli di ghiaccio, nega la loro esistenza a priori. I negazionisti spesso sostengono che non esiste alcuna prova delle chemtrails in fonti autorevoli. Contestano infine che esse contribuiscano a causare malattie.

Quale luogo migliore, dunque, della National Library of Medicine, la sorgente ed il "gold standard" per ricavare la tanto necessaria "prova autorevole" che gli aerei stanno spargendo veleni?

Sulla rivista medico-scientifica “Medline” il tema "diffusione di aerosol in atmosfera" figura. Un autore in particolare (il dottor Mark Purdey), suggerisce che l'esposizione cronica e l'intossicazione da bario possono essere di origine atmosferica. Il bario è disperso "per migliorare la trasmissione dei segnali radio e radar, lungo i corridoi aerei dei velivoli militari, test sulla gittata dei missili etc." Egli ritiene che il bario possa dar ragione dell’alta incidenza di casi di sclerosi multipla e di altre malattie neurodegenerative, come l’encefalopatia spongiforme trasmissibile (T.S.E.) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), soprattutto in alcune regioni dove il bario è un importante contaminante ambientale.

In un secondo articolo sullo stesso argomento Mark Purdey identifica l’argento (Ag), il bario (Ba), lo stronzio (Sr) ed il rame (Cu) come metalli che si sono ormai accumulati nella catena alimentare, a causa, almeno in parte, dell’"irrorazione aerea con ioduro d’argento per produrre pioggia in aree colpite dalla siccità nel Nord America nonché dalle irrorazioni atmosferiche con aerosol a base di bario per migliorare la rifrazione dei segnali radar e nelle radio comunicazioni. "Il bioaccumulo di questi elementi nella catena alimentare può conclamare in un processo neurodegenerativo che può essere confuso con encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) di origine infettiva.

Un altro studio, a firma di Cody L Wilson, Darryl P. Arfsten, Robert L. Carpenter, William K. Alexander, Kenneth R. Still, pubblicato sulla rivista “Ecotossicologia e sicurezza ambientale” nel 2002, riferisce che: "Negli ultimi venticinque anni, diverse centinaia di migliaia di tonnellate di chaff sono state rilasciate nel corso delle operazioni di volo su un'area della baia di Chesapeake." Un altro articolo, elaborato da Darryl P. Arfsten, Cody L. Wilson, Barry J. Spargo, apparso nella stessa rivista sempre nel 2002, ricorda che "Almeno 500 tonnellate di chaff vengono disperse ogni anno durante operazioni di addestramento all'interno di determinate zone operative militari negli Stati Uniti".

"La chaff è una contromisura a radiofrequenza emessa dagli aeromobili militari, da navi e veicoli per confondere i radar nemici. La chaff consiste di alluminio rivestito di fibre di vetro che variano in lunghezza da 0,8 a 0,75 cm. Questo materiale viene rilasciato in pacchetti contenenti da 0,5 a 100 milioni di fibre. […]

Gli autori toccano anche i problemi di salute connessi alla diffusione aerea dei succitati inquinanti. "Sono state sollevate preoccupazioni circa l'impatto sull'ambiente e la loro potenziale tossicità per l'uomo, il bestiame e la fauna selvatica. Molti di questi problemi sono oggetto di ricerca per opera del Dipartimento della difesa e di altre agenzie, ma gran parte dei dati è rimasta inedita”. [...]

Avendo ancora una volta evidenziato che esistono articoli referati, che gli aeromobili diffondono sostanze chimiche sia per scopi militari sia di geoingegneria, si dovrebbe spostare la controversia dal regno della fantomatica "teoria della cospirazione" sul terreno di un dibattito intelligente e di un'inchiesta pubblica.


Fonte: greenmedinfo.com



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mercoledì 27 luglio 2011

Nubi di metallo

Lo stronzio (Sr) è elemento chimico dal reticolo cristallino cubico a facce centrate. E’ piuttosto scarso nella crosta terrestre (0,04 per cento circa), ma quasi sempre presente nei minerali di calcio. Lo stronzio si presenta come un metallo bianco argenteo, molle, che si ossida rapidamente all’aria e che reagisce violentemente con l’acqua sviluppando idrogeno. Le sue proprietà fisiche e chimiche sono quelle di un metallo alcalino-terroso, intermedie tra quelle del calcio e quelle del bario. E’ energico riducente, ossia nelle reazioni chimiche, acquista elettroni. [1] Per la sua grande analogia con il calcio (i raggi degli ioni positivi Ca e Sr differiscono di pochissimo) lo stronzio può sostituirlo nelle parti scheletriche degli animali. Esistono organismi che lo fissano selettivamente, come alcuni protozoi radiolari. L’isotopo radioattivo dello Sr, lo stronzio 90, che emette raggi β, è uno dei più pericolosi componenti del fall out radioattivo provocato dalle esplosioni atomiche. A causa del lungo periodo di dimezzamento (venticinque anni) può accumularsi nelle ossa degli animali, con conseguenze deleterie.

E’ da molti decenni che lo stronzio, assieme al bario, con cui condivide molte caratteristiche fisico-chimiche, viene impiegato per creare nubi artificiali: i due elementi reagiscono a contatto dell’aria, dell’umidità atmosferica e della radiazione solare (raggi ultravioletti etc.). Il brevetto “Artificial strontium and barium clouds in the upper atmosphere” attesta che, già negli anni ’60 del XX secolo, lo stronzio ed il bario erano impiegati nel Sahara ed in Sardegna, regioni scelte come siti per diabolici esperimenti volti a modificare il tempo ed il clima, con la generazione di strati (“fields” nel brevetto) nuvolosi metallici ionizzati sia a quote basse sia medio-alte. [2]


[1] La riduzione è il processo per cui un atomo assume degli elettroni, modificando il suo stato di valenza e diminuendo il suo numero di ossidazione.

[2] La citazione del Sahara all’interno del brevetto suffraga l’ipotesi formulata nell’articolo “Agli albori dell’operazione ‘scie chimiche'”, 2009’: manipolazioni climatiche nel continente africano.” Si rinvia a questo testo per ogni delucidazione.


Fonti:

Artificial strontium and barium clouds in the upper atmosphere, 2011
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. stronzio e riduzione

Here english version of this article.


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lunedì 4 gennaio 2010

Scie chimiche e diminuzione dell'irraggiamento solare nell'eziologia di alcune patologie

Gli studi della tossicologa californiana, Hildegarde Staninger, hanno condotto all'individuazione dello stronzio tra gli elementi dei nano-tubi inclusi nei polimeri dispersi con le scie chimiche. Lo stronzio (Sr) è un elemento chimico dal reticolo cristallino cubico. E' piuttosto scarso nella crosta terrestre (0,04 per cento circa), ma assai diffuso, perché quasi sempre presente in tracce più o meno rilevanti nei minerali di calcio. Lo stronzio ha l'aspetto di un metallo bianco-argenteo, molle che si ossida rapidamente all'aria e che reagisce violentemente con l'acqua, sviluppando idrogeno. Le sue proprietà fisiche e chimiche sono quelle di un metallo alcalino-terroso, intermedie fra quelle del calcio e quelle del bario. Per la sua grande analogia con il calcio (i raggi degli ioni Ca++ e Sr++ differiscono di pochissimo), lo stronzio può sostituirlo nelle parti scheletriche degli animali: infatti esistono organismi che lo fissano selettivamente come certi protozoi radiolari.

A proposito di questo elemento, la Staninger osserva: "I livelli delle emissioni atmosferiche dello stronzio sono monitorati dall'Ufficio Foreste degli Stati Uniti. Lo stronzio interagisce con i metaboliti [1] della vitamina D ed innesca meccanismi tossicologici che provocano carenze di vitamina D. I nanotubi sono stati realizzati in silicio-carbonio e stronzio. Lo stronzio è elemento d'elezione per via del suo uso come materiale sensore rice-trasmittente nella progettazione delle nano-antenne d'avanguardia".

La vitamina D o calciferolo è una vitamina liposolubile contenuta in pesce, uova e latticini, ma prodotta anche dall'organismo umano per azione dei raggi solari su un precursore (7-deidrocolesterolo) presente nella cute; la forma attiva principale è l'1,25 colecalciferolo, risultato di processi di idrossilazione che avvengono a livello epatico e renale. Stimola l'assorbimento di calcio e fosfati nell'intestino. La sua carenza provoca alterazioni ossee e rachitismo. La diminuzione dell'irraggiamento solare e l'accumulo di stronzio nell'organismo concorrono dunque a determinare il deficit di vitamina D, alla base di varie patologie, non esclusi i tumori, favoriti appunto dalla scarsità del calciferolo.


[1] I metaboliti sono sostanze che prendono parte alle reazioni chimiche che si verificano nell'organismo o che derivano da esse.

Fonti:

Enciclopedia delle Scienze, Milano, 2005, s.v. stronzio e Vitamina D
Parkinson news, Deficit di vitamina D nei pazienti parkinsoniani, anno VIII, n. 2, aprile 2009
H. Staninger, Inibizione della colinesterasi come risultato dell'esposizione ad emissioni aeree di materiali nano-compositi, 2009



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sabato 2 dicembre 2006

Argento, bario e stronzio sono responsabili della TSE? (articolo di M. Purdey)

La TSE, cioè Encefalite spongiforme trasmissibile, è una patologia affine all'encefalite spongiforme bovina (BSE). Nell'articolo, segnalato da Chopperman e tradotto dalla valentissima prof.ssa Anna Palombino, tale malattia, insieme con affezioni simili che colpiscono animali selvatici (cervi, visoni...), è messa in correlazione dall'autore dello studio, il dottor M. Purdey, con la diffusione nell'ambiente di ioduri d'argento, sali di bario, cristalli di quarzo, stronzio etc., elementi la cui abnorme presenza negli ecosistemi si spiega anche e soprattutto con l'operazione "scie chimiche". Clicca QUI per scaricare il documento PDF originale.

Livelli elevati di argento (AG), di bario (Ba) e di stronzio (Sr) e bassi livelli di rame (Cu) sono stati riscontrati nelle corna, nei terreni e nei pascoli dei cervi che crescono nelle zone di maggior concentrazione di Chronic wasting disease (CWD) (Malattia del dimagrimento cronico) in America del Nord, rispetto alle zone dove la CWD ed altre encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSEs) non sono state segnalate. Si pensa che gli alti livelli di AG, di Ba e di Sr provengano da fonti inquinanti sia geochimiche sia artificiali-originate dalla diffusa pratica di irrorazione aerea, per inseminare le nubi con nuclei di cristalli di Bario o Argento per produrre pioggia in queste regioni aride dell'America del Nord, dalle irrorazioni atmosferiche con aerosol a base di Ba per migliorare la rifrazione nelle trasmissioni di segnali radio e radar così come la diffusione di fanghi di Ba residui dei pozzi di gas/petrolio all'interno di pascoli.

Questi metalli successivamente hanno raggiunto un'alta concentrazione nella catena alimentare e nei mammiferi che dipendono dagli ecosistemi locali carenti in Cu. E' stata avanzata una teoria su due prerequisiti di origine ambientale sull'eziologia delle TSE che è basata su una sostituzione dell'Ag, del Ba, dello Sr o del manganese che si legano ai domini lasciati liberi da Cu/Zn sulla proteina prione della cellula (PrP) / molecole proteoglicane di solfato che alterano le capacità del cervello di proteggersi dalle forti scariche di energia luminosa e sonora. La chelazione di Ag/Ba/Sr o di zolfo libero all'interno del biosistema inibisce la sintesi vitale dei proteoglicani dipendenti dello zolfo, cosa che provoca l'interruzione della conduzione mediata dal rame dei segnali elettrici lungo il PrP-proteoglicano che segnala le vie; in definitiva l'interruzione delle correnti inibitorie sinaptiche GABA/piastre laterali dei circuiti regolati uditivi/circadiani, così come l'interruzione della co-regolazione proteoglicana del fattore di crescita che segnala i sistemi che mantengono l'integrità strutturale del sistema nervoso. I composti di AG, Ba, Sr o manganese risultanti inseminano i cristalli piezoelettrici che incorporano PrP e ferritina nella loro struttura. Questi cristalli in ordine ferrimagnetico si moltiplicano e soffocano le vie di conduzione elettrica della PrP-proteoglicana attraverso il sistema nervoso centrale (SNC).

La seconda fase della patogenesi entra in gioco quando la pressione esercitata dalle forti scariche delle onde acustiche a bassa frequenza provenienti dai jet che volano a bassa quota, da esplosioni, da terremoti etc. (una tipica chiave ecologica degli ambienti nei quali si intensificano le TSE) viene assorbita dai disonesti cristalli “piezoelettrici„ che debitamente convertono l'energia meccanica di pressione in energia elettrica che si accumula nei complessi PrP-ferritina del cristallo (fibrille) fino a raggiungere un punto “di polarizzazione di saturazione". Sulla superficie del cristallo si generano campi magnetici, che iniziano le reazioni a catena della deleteria neurodegenerazione spongiforme mediata da radicali liberi nei tessuti circostanti. I cristalli piezoelettrici di AG, Ba, Sr o manganese sono termoresistenti e trasportano un campo magnetico che induce una capacità patogena, si ritiene che queste sostanze inquinanti di cristallo ferroelettrico rappresentino gli agenti trasmissibili e patogeni che innescano la TSE.
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