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domenica 16 maggio 2021

Particelle supermagnetiche nei vaccini ad mRNA

La letteratura scientifica spiega l'efficacia dell'ossido di ferro nei vaccini ad RNA

Recentemente sono stati riportati episodi relativi allo strano fenomeno della calamita al neodimio che si attaccherebbe alla spalla, proprio nel punto ove è stata inoculata la dose del "siero di lunga vita" (alcuni medici riportano il decesso di almeno 8000 anziani - nella sola Lombardia - a seguito del cosiddetto vaccino).

All'inizio ho pensato ad una notizia falsa, creata ad arte per screditare coloro che la diffondevano sui "social", ma poi un'amica mi ha fatto notare che:

"Esiste un vasto numero di aziende che impiegano la nanotecnologia. Tali società sono coinvolte nella produzione del 'vaccino' COVID-19. Studi accademici e ricerche scientifiche risalenti già al 2014, dimostrano che veniva già esaminato l'uso di nanoparticelle di ossido di ferro superparamagnetiche definite "Superparamagnetic iron oxide nanoparticles" (SPION) nella somministrazione dei vaccini a DNA".

Ne abbiamo conferma in questo studio referato, intitolato: "Superparamagnetic nanoparticle delivery of DNA vaccine".

Nel compendio leggiamo: "L'efficienza della somministrazione dei vaccini a DNA è spesso relativamente bassa rispetto ai vaccini proteici. L'uso di nanoparticelle di ossido di ferro [1] [2] superparamagnetiche (SPION) per fornire geni tramite magnetofection mostra la promessa di migliorare l'efficienza della consegna genica sia in vitro sia in vivo. In particolare, la durata della trasfezione genica, specialmente per l'applicazione in vitro, può essere significativamente ridotta dalla 'magnetofection' rispetto al tempo necessario per ottenere un'elevata trasfezione genica con protocolli standard. Gli 'SPION' che sono stati resi stabili in condizioni fisiologiche possono essere impiegati sia come agenti terapeutici sia diagnostici grazie alle loro caratteristiche magnetiche uniche. Le caratteristiche preziose delle nanoparticelle di ossido di ferro nelle bioapplicazioni includono uno stretto controllo sulla loro distribuzione dimensionale, proprietà magnetiche di queste particelle e la capacità di trasportare particolari biomolecole a bersagli specifici. L'interiorizzazione e l'emivita delle particelle all'interno del corpo dipendono dal metodo di sintesi. Sono stati adoperati numerosi metodi di sintesi per produrre nanoparticelle magnetiche per bioapplicazioni con diverse dimensioni e cariche superficiali. Il metodo più comune per sintetizzare particelle di magnetite Fe3O4 di dimensioni nanometriche in soluzione è la coprecipitazione chimica di sali di ferro. Il metodo di coprecipitazione è una tecnica efficace per preparare dispersioni acquose stabili di nanoparticelle di ossido di ferro. Descriviamo la produzione di SPION a base di Fe3O4 con valori di magnetizzazione elevati (70 emu/g) inferiori a 15 kOe del campo magnetico applicato a temperatura ambiente, con rimanenza di 0,01 emu/g tramite un metodo di coprecipitazione in presenza di citrato trisodico come stabilizzante. Le SPION nude spesso mancano di stabilità, idrofilia e capacità di essere funzionalizzate. Per superare queste limitazioni, il polimero policationico è stato ancorato sulla superficie di SPION appena preparati, mediante un'attrazione elettrostatica diretta tra gli SPION caricati negativamente (a causa della presenza di gruppi carbossilici) e il polimero caricato positivamente. La polietilenimina è stata scelta per modificare la superficie delle SPION per assistere il rilascio del DNA plasmidico nelle cellule di mammifero a causa dell'ampia capacità di tamponamento del polimero attraverso l'effetto "spugna protonica".

Se così stanno le cose vi sono tre considerazioni da svolgere:

a) Non si tratta di nanobots, microchip o simili, poiché questi sono ordigni a-magnetici. b) I pazienti sciagurati che hanno optato per la "vaccinazione" anti Covid-19, se non subiranno reazioni trombotiche gravi nei primi trenta giorni dall'inoculazione, subiranno comunque un decadimento cerebrale veloce, in quanto il ferro, notoriamente, è metallo all'orgine del Parkinson e dell'Alzheimer. c) I pazienti inoculati stanno subendo una sostanziale mutazione del loro DNA.

Sul terzo punto, ad ulteriore conferma di una possibile modificazione del patrimonio genetico, riporto le osservazioni della Dottoressa Antonietta Gatti. Ella ipotizza che nei soggetti "vaccinati" sia intervenuta una "inversione paracentrica del cromosoma".

Si tratta di un tipo di mutazione cromosomica. Nelle mutazioni cromosomiche un pezzo di cromosoma può andare perduto (delezione), raddoppiarsi (duplicazione), ruotare di 180° e riunirsi al resto del cromosoma (inversione), infine essere spostato su un altro cromosoma (traslocazione). Un cromosoma presenta un'inversione paracentrica, quando la sequenza di DNA che lo costituisce si è rotta in due punti e il tratto all'interno dei punti di rottura è stato “riattaccato” ad opera di speciali enzimi, ma “invertito” nel suo orientamento (l'inizio del frammento riattaccato diventa la fine e viceversa).

[1] La magnetite (Fe2+Fe3+2O4), appartenente al gruppo dello spinello, è il minerale ferroso con il più alto tenore di ferro (72,5%) utilizzabile industrialmente. È inoltre il minerale con le più intense proprietà magnetiche esistente in natura. Il ferromagnetismo è la proprietà di alcuni materiali, detti materiali ferromagnetici, di magnetizzarsi molto intensamente sotto l'azione di un campo magnetico esterno e di restare a lungo magnetizzati quando il campo si annulla, diventando così magneti.

[2] Le nanoparticelle ferrose hanno interessato un esperimento con topi da laboratorio, laddove le particelle di ossido di ferro supermagnetiche si concentravano in specifiche aree del cervello. I ricercatori sono riusciti quindi a controllare le azioni dei topi con onde elettromagnetiche: le cavie saltavano, correvano, si fermavano etc. a seconda dell’impulso elettromagnetico ricevuto.

Per approfondire il tema segnalo i seguenti articoli e le seguenti fonti:

- Worldlifeo.com
- Ncbi.nlm.nih.gov
- Tandfonline.com
- Link.springer.com (1)
- Link.springer.com (2)
- Polvere di carbone, grafite, magnetite e ferro diffusi deliberatamente nella troposfera: la geoingegneria è la vera causa del riscaldamento planetario

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sabato 25 novembre 2017

Spaventosi risultati di un mineralogramma! I veleni sono serviti



La fandonia delle innocue scie di vapore dovrà finire, prima o poi. Un mineralogramma [1] a caso. E' stato rilevato un eccesso dei seguenti elementi: calcio, cromo, bario, alluminio, arsenico, oro, titanio, uranio, palladio, tallio e rodio.

Tra l'altro, la cronaca di queste ultime settimane riporta di persone decedute per avvelenamento da tallio e sono state escluse origini alimentari o di altro genere. Quindi il tallio da dove viene?



Possiamo affermare che il menu è ricco, giacché, oltre ai famigerati bario ed alluminio, ora troviamo anche l'oro, il palladio, il rodio e via discorrendo. Come ci spiegheranno gli "scienziati" e la coorte dei negazionisti la massiccia presenza di questi "ingredienti" nel nostro organismo? Siamo intossicati a nostre spese: radionuclidi, campi elettromagnetici, vaccini, glifosato, cereali transgenici, metalli pesanti e no, benzene e chi più ne ha, più ne metta! E' una lunga lista, anzi scia di morte...

[1] Il mineralogramma o analisi tissutale del capello è un esame di laboratorio che impiega come campione il capello e, mediante avanzate tecniche, determina la concentrazione dei principali minerali presenti nello specimen. Questa analisi si compie prelevando capelli della lunghezza di pressappoco tre centimetri dal retro della nuca, nella zona della base del cranio, nella misura di circa 0,5 grammi. Il campione deve essere estratto in piccole quantità da aree differenti della regione occipitale, tagliando i capelli il più vicino possibile allo scalpo. I capelli vengono lavati con una soluzione neutra per eliminarne le sostanze esterne, quindi sciolti in una soluzione acida per esaminarli con uno spettrofotometro ad assorbimento atomico, capace di misurare la quantità di minerali contenuti. Naturalmente il mineralogramma è un efficace strumento per rilevare e quantificare l’entità di metalli all’interno dell’organismo.

Articolo correlato: La prova del mineralogramma, 2013


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lunedì 19 giugno 2017

Che cos’è veramente l’inquinamento



Oggigiorno, la setta scientista e negazionista, complice la cassa di risonanza costituita da legioni di gazzettieri, ha instillato in molte persone la fallace convinzione secondo cui il biossido di carbonio sarebbe un gas inquinante, addirittura tossico: ciò non è vero, come abbiamo dimostrato in precedenti articoli. La criminalizzazione del C02 ha, come effetto collaterale, il pressoché assoluto silenzio sulle vere fonti di contaminazione ambientale. Sono queste fonti che, checché ne pensi l’illustrissimo ministro della Salute, Signora Beatrice Lorenzin, sono all’origine della stragrande maggioranza delle patologie, del loro incremento e di una loro sempre più precoce insorgenza. Anche le malattie cosiddette genetiche trovano spesso la loro eziologia in fattori esterni.

Le reali e pericolose forme di inquinamento sono quelle di seguito elencate. Bisognerebbe intervenire in questi àmbiti, mentre ciò non avviene: al limite, ogni tanto, si pronunciano delle generiche ed ipocrite petizioni di principio per “promuovere” la difesa della natura.

· Il particolato ed il nanoparticolato degli inceneritori

· Il nanoparticolato che si diffonde con i filtri dei motori Diesel, i cosiddetti F.A.P.

· I composti chimici che si sprigionano dai roghi appiccati all’immondizia

· L’acqua e gli alimenti contaminati o adulterati

· Le radiazioni nucleari provenienti sia dalle scorie delle centrali atomiche sia dagli ordigni fatti esplodere nella biosfera nei decenni passati

· I campi elettromagnetici di varia frequenza ed intensità

· Le sostanze derivanti dal mancato smaltimento e dalla decomposizione dei rifiuti: tali sostanze avvelenano sia il suolo sia le falde freatiche sia l’aria. Particolarmente perniciosi sono i rifiuti ospedalieri, spesso radioattivi

· Il nanoparticolato prodotto dal traffico aereo civile e militare

· I metalli e non metalli dispersi in ogni dove tramite le criminali operazioni di geoingegneria clandestina

· A queste voci, bisogna aggiungere un altro capitolo: non è una tipologia di inquinamento degli habitat, ma incide fortemente sulla salute. Ci riferiamo ai vaccini che, con i loro adiuvanti e conservanti, aggrediscono l’organismo di bambini, adolescenti, adulti, anziani, con il rischio di compromettere il sistema immunitario e di provocare neuropatologie, dissturbi dell'apprendimento ed affezioni più o meno gravi, più o meno invalidanti.


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mercoledì 1 febbraio 2017

Inquinamento aereo e patologie



A dimostrazione che i pericolosissimi PM 2.5 sono prodotti in gran parte dagli aerei, possiamo analizzare i dati del portale "aqicn.org". Questo sito ci permette di seguire, quasi in tempo reale, la situazione relativa alla formazione di nanoparticolato in diverse località francesi.

A mero titolo di esempio, riportiamo il link che rappresenta i dati di Nizza e, precisamente, quelli della zona identificata come "Nice Aeroport, PACA" (LINK).

Salta subito agli occhi la bandierina gialla (Moderate air pollution). Vi si indicano PM 2.5 pari al valore di "97", dove una stima attorno ai 27 (bandiera verde) starebbe a significare un livello accettabile (good). Osservando la mappa, si può notare come i PM 2.5 si concentrino proprio nell'area aeroportuale. A Milano Linate il valore è "93", a Pavia addirittura “107”. Non è proprio il caso si tirare un… sospiro di sollievo.



Lo conferma uno studio dell’ISDE-Medici per l’Ambiente. L’ISDE-Italia, l’associazione Medici per l’Ambiente, ha tenuto a Firenze il 29 ottobre scorso la Prima Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo. Qui il video dell'evento.

Secondo l’ISDE, il traffico aereo è ascrivibile tra le più importanti fonti di inquinamento ambientale e danno alla salute e devono quindi essere predisposti interventi, azioni e politiche nazionali e internazionali che ne prevedano una rapida quanto concreta razionalizzazione e riduzione. Durante i lavori sono emersi tutti i rischi derivanti da questa tipologia di mobilità. L’inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico che ne deriva comporta un fattore di danno inconfutabile per la salute e l’ambiente. Secondo la relazione del 2015 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente- EEA ( LINK ), l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa e riduce la durata di vita delle persone, contribuendo alla diffusione di gravi patologie quali malattie cardiache, problemi respiratori e tumori (si stima che nel 2011 l’inquinamento atmosferico sia stato responsabile di oltre 430 000 morti premature in Europa!).



Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, ogni anno sono circa 12,6 milioni le morti attribuibili all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, alle esposizioni chimiche, ai "cambiamenti climatici" ed alle radiazioni ultraviolette; è quindi urgente e necessaria una riduzione dell’esposizione a fonti di inquinamento insieme con interventi di risanamento, bonifica e tutela dell’ambiente. Solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo, mentre le drammatiche conseguenze degli sconvolgimenti climatici, derivanti anche dal trasporto aereo, ricadono sull’intera umanità in termini di desertificazione, alluvioni, cicloni, fenomeni così gravi che determinano distruzioni e carestie in aree sempre più estese del pianeta […].

QUI la mozione conclusiva della I Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo. La mozione è stata approvata all’unanimità.


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sabato 12 marzo 2016

Aumento del tasso di mortalità: sotto accusa la geoingegneria clandestina



In questi ultimi anni è stato rilevato un incremento del tasso di mortalità: sorprende (ma neanche tanto) che gli indici più preoccupanti riguardino stati occidentali in cui, stando alla propaganda, le condizioni di vita sarebbero migliori grazie alle vaccinazioni, l’assistenza sanitaria e meraviglie simili. Si noti che il tasso di mortalità è più elevato in Italia, Grecia, Germania etc. piuttosto che in Bangladesh, considerato un paese “in via di sviluppo”.

E’ palese che le miscele di veleni somministrate ad ignare popolazioni del mondo occidentale, veleni che spaziano dagli organismi transgenici ad i mille inquinanti ambientali, in primis il nanoparticolato di metalli, polimeri e vetro delle scie chimiche, costituiscono la spiegazione dell’arcano. I picchi di Russia e Bielorussia sono probabilmente un’onda lunga dell’esplosione del reattore nucleare sito a Chernobyl, incidente occorso il 26 aprile 1986.

Precisiamo che il tasso di mortalità è il parametro che indica il numero medio annuo di decessi ogni 1.000 abitanti, rilevato a metà anno, anche noto come tasso generico di mortalità.

Riportiamo qualche valore del 2014 in ordine di incidenza dal più elevato al più basso:

Russia: 13,83
Bielorussia: 13,51
Germania: 11,29
Grecia: 11,00
Congo: 10,17
Italia: 10,10
Gran Bretagna: 9,34
Francia: 9,06
Spagna: 9,00
Stati Uniti: 8,15
Svizzera: 8,10
Aruba: 8,10
Cuba: 7,64
Cina: 7,44
Australia: 7,07
Brasile: 6,54
Albania: 6,47
Antigua e Barbuda: 5,70
Bangladesh: 5,07


Fonte: indexmundi.com


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sabato 13 febbraio 2016

Genocidio silenzioso



“Se io volessi essere malvagio, se volessi mettere in ginocchio l’umanità, spruzzerei su tutto il suo cibo del glifosato [Glyphosate - N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P], poi diffonderei nell’aria dell’alluminio e, se questo ancora non fosse sufficiente, aggiungerei ancora un po’ di alluminio nei vaccini. In questo modo posso riuscire a rendervi tutti quanti stupidi e, nell’arco di due o tre generazioni, vi porterei all’estinzione. Mi occorrerebbero ancora, per conseguire tale obiettivo, determinate frequenze elettromagnetiche di cui mi servo per bloccare i vostri enzimi responsabili della disintossicazione. Sono proprio esattamente queste frequenze quelle che provengono dai ripetitori della telefonia mobile. Se io fossi maligno, affermerei che dietro tutto questo dev’esserci un gruppo intelligente di scienziati molto, molto malvagi ed di politici. Poiché, però, non sono cattivo, ritengo che si tratti solo di coincidenze”. D. Klinghardt

Nel novembre 2015 il medico tedesco Dietrich Klinghardt ha denunciato senza mezzi termini la geoingegneria clandestina. La sua denuncia è avvenuta nell’ambito di una conferenza delle Giornate Internazionali “Hellinger Tage International”. Il sito nogeoingegneria ha meritoriamente pubblicato la traduzione dell’intervento, premettendovi una presentazione dello specialista, le cui credenziali sono indiscusse, ed alcune notevoli riflessioni. Visto lo spessore di quanto acquisito ed affermato dal Dottor Klinghardt, con il fine di dare la massima risonanza possibile alle sue parole, abbiamo deciso di riassumere i concetti salienti, molti dei quali sono conferme di ciò che segnaliamo da anni.

• Il Dottor Klinghardt vede nel letale binomio alluminio-glifosato, erbicida usato nell’agricoltura industriale, una letale sinergia utile per un drastico, benché progressivo sfoltimento della popolazione mondiale. La combinazione alluminio-glifosato è micidiale per i neuroni. Ecco perché le persone sono sempre più malate, sempre più stupide.
• I campi elettromagnetici, soprattutto, quelli della telefonia mobile (ed il wireless n.d.r.), inibiscono nell’organismo gli enzimi responsabili della disintossicazione.
• L’inquinamento ambientale è all’origine di quasi tutte le patologie più o meno gravi: i danni si estendono alle varie generazioni.
• Su alcuni velivoli della Boeing sono installati dispositivi atti alla dispersione di particolato metallico. Una potente multinazionale, leader nel settore agroalimentare, sarebbe la committente di questi impianti.
• Il valore stratosferico (1500 volte superiore al limite di 0.5 microgrammi/litro) di alluminio trovato nei campioni di latte materno, di suolo, di neve, di pioggia è DESTABILIZZANTE per ogni essere vivente sul pianeta.
• Secondo lo specialista, gli Stati coinvolti nelle attività di geoingegneria clandestina sarebbero 42. Se consideriamo che nel mondo gli Stati sono 196, 42 paesi equivale a più del 20 per cento. Esclusi i microstati e le nazioni del Quarto e Quinto mondo, si ottiene una quota piuttosto significativa a riprova che le operazioni sono, se non globali, comunque molto diffuse.
• Clamorosa dimostrazione di quanto sia contaminato l’ambiente è il caso, a mero titolo di esempio, delle mucche norvegesi che si rifiutano di brucare l’erba dei pascoli, a seguito delle irrorazioni, ossia quasi sempre. Questa testimonianza si collega a quanto anni fa ci riferì un allevatore del Nord Italia: il suo bestiame era riluttante a nutrirsi dell’erba bagnata dalle piogge chimiche.
• Esiste qualche composto che può rivelarsi utile per disintossicare l’organismo, anche se – non è una coincidenza – negli Stati Uniti è stato presto proibito, perché l’infernale governo vuole che la popolazione sia debole ed inferma.
• La stragrande maggioranza degli scienziati accademici per paura o per interesse (il classico piatto di lenticchie) coopera con i criminali ideatori dell’avvelenamento planetario.
• E’ in atto uno sterminio, un lento, ma inesorabile genocidio perpetrato dalle sedicenti élites: è necessario prendere coscienza di questa situazione.

Ringraziamo l’amico Prank dalla cui postilla abbiamo tratto spunto per questa epitome.

Fonte: nogeoingegneria.com


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mercoledì 30 dicembre 2015

Scie chimiche: un genocidio silenzioso



In vari articoli e nel documentario “Scie chimiche: la guerra segreta” avevamo preannunciato e paventato un incremento della mortalità a cause delle massicce, diuturne, micidiali operazioni di geoingegneria bellica. Ora giunge una conferma dall’ISTAT. E’ una conferma che non avremmo mai voluto avere. I giornalisti che hanno riportato la notizia, basata su indagini recenti, si arrovellano cercando di capire quale possa essere la causa del fenomeno. Noi non ci arrovelliamo. Conosciamo la risposta ed è la seguente: la ragione principale dell’incremento nella percentuale dei decessi va ricercata nelle chemtrails. Qualcuno potrebbe obiettare, adducendo l’argomento secondo cui le statistiche non sono attendibili, ma è sufficiente considerare quanti tra parenti, amici e conoscenti in questi anni o si sono purtroppo ammalati o sono deceduti per comprendere che i numeri in oggetto corrispondono ad una triste realtà. Per amore di completezza e per non essere accusati di procedere a senso unico, ricordiamo le cause precipue della contaminazione ambientale:

Geoingegneria clandestina
Traffico aereo civile
• Centrali nucleari (scorie e fughe radioattive)
Inceneritori
• Discariche
Campi elettromagnetici
• Uso di ordigni bellici
• Zootecnia, agricoltura industrializzata ed attività manifatturiere
• Traffico veicolare (benzene, nanoparticolato dei motori Diesel etc.)
• Altre fonti



Dalle statistiche mensili elaborate dall’ISTAT si rileva come il totale dei morti in Italia nei primi otto mesi del 2015 – ultimo aggiornamento a tutt’oggi disponibile – sia aumentato di 45mila unità rispetto agli stessi primi otto mesi del 2014. La cosa non è affatto marginale, se si pensa che ciò corrisponde ad un aumento dell’11,3% e che, se confermato su base annua, porterebbe a 666mila morti nel 2015 contro i 598mila dello scorso anno. Si tratta di un incremento di ben 68mila unità che appare in gran parte concentrato nella componente femminile (+41mila) e che verosimilmente coinvolge soprattutto la fascia più anziana della popolazione residente nel nostro paese. Il dato è impressionante, ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918: due periodi della nostra storia segnati dalle guerre che largamente spiegano dinamiche di questo tipo. Viceversa, in un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace (?) e con uno stato di benessere (?) che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni?[…]

Non basta evocare l’invecchiamento demografico

Non potendo ancora disporre dei dati puntuali sull’incidenza dei decessi per singola età e per genere nel corso del 2015 – dati che ci consentirebbero di valutare gli eventuali cambiamenti del rischio di morte – possiamo sin d’ora cercare almeno di capire se, e soprattutto in quale misura, l’impennata di mortalità del 2015 sia ascrivibile al semplice processo di invecchiamento della popolazione italiana o se, invece, abbia altre cause. […] Le modifiche nella struttura della popolazione spiegano solo in minima parte la maggior frequenza di decessi. Infatti, se i rischi di morte fossero restati invariati rispetto a quelli osservati di recente (ISTAT 2014), l’aumento del numero di persone anziane avrebbe dato luogo solo a 16mila decessi in più rispetto al 2014. E le altre 52mila unità aggiuntive a che cosa sono dovute?

Aspettando nuovi elementi

La questione resta dunque aperta. Tra qualche mese avremo certamente dati più esaurienti che, ci si augura, consentiranno spiegazioni plausibili. […] È la presenza di 68mila morti in più, se confermata dal resoconto di fine anno, rappresenta un segnale importante che la demografia consegna alla riflessione sia del mondo scientifico sia di quello della politica, della pubblica amministrazione e dello stato sociale (tutti insieme appassionatamente coinvolti nel negare la geoingegneria clandestina alias scie chimiche, n.d.r.). E’ un evento “straordinario” che richiama alla memoria l’aumento della mortalità nei Paesi dell’Est Europa nel passaggio dal comunismo all’economia di mercato: un “déjà vu” che non vorremmo certo rivivere. Il controllo della spesa sanitaria sempre e a qualunque costo – in un momento di recessione economica – può avere effetti molto pesanti sul già fragile sistema demografico. Dobbiamo esserne consapevoli.

Gian Carlo Blangiardo

Fonte: neodemos


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lunedì 7 settembre 2015

Una diagnosi ogni tre secondi: la diffusione della demenza nel mondo

La demenza, non solo tra gli anziani, è in pauroso aumento. L’articolo che pubblichiamo snocciola statistiche inquietanti, omettendo tuttavia anche solo di accennare alla principale causa dell’Alzheimer, ossia l’accumulo di metalli nell’encefalo, metalli dispersi nell’atmosfera attraverso le criminali attività di biogeoingegneria clandestina. Neanche un breve rimando alle terapie chelanti, ma solo vane parole, vacui proponimenti nonché l’inerzia di un’associazione che finge di occuparsi del problema, proprio come quella che rifiutò un contributo di Dane Wigington. Todos caballeros…



Oltre 46 milioni di persone affette in tutto il mondo di cui 1.241.000 nella sola Italia: sono questi i numeri della demenza che emergono dal Rapporto mondiale sull’Alzheimer 2015, presentato nel Bel Paese da Federazione Alzheimer Italia, rappresentante unico per l’Italia dell’A.D.I. (Alzheimer’s Disease International, la federazione internazionale delle associazioni di Alzheimer di tutto il mondo). Intitolato “L’impatto globale della demenza: un’analisi di prevalenza, incidenza, costi e dati di tendenza”, il Rapporto è basato su una nuova ricerca che Martin Prince, esperto del King’s College di Londra, ha condotto per il Global observatory for ageing and dementia care e sottolinea come i numeri siano destinati quasi a raddoppiare ogni due anni, aumentando ad un tasso di 3 nuove diagnosi ogni 3,2 secondi. Ogni anno, infatti, si registrano più di 9,9 milioni di nuovi casi e le stime ne prevedono 74,7 milioni nel 2030 e 131,5 milioni nel 2050.

Accanto al numero delle persone che convivono con una forma di demenza anche i costi socioeconomici di queste patologie, attualmente ammontanti a 818 miliardi di dollari, sono destinati ad aumentare. Già saliti del 35% negli ultimi 5 anni (il Rapporto mondiale 2010 citava, infatti, 604 miliardi di dollari), nei prossimi tre anni tali costi sono destinati a toccare i 1.000 miliardi. “Ora – sottolinea Prince – possiamo dire di avere sottostimato la portata dell’epidemia odierna e futura di circa il 12-13% rispetto al Rapporto mondiale 2009 e con un andamento dei costi che cresce più rapidamente del numero di persone malate”.

L'Italia non rappresenta certo un'eccezione. Qui, secondo le stime, le persone con demenza saranno ben 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050. “I nuovi casi nel 2015 sono 269.000 ed i costi ammontano a 37.6 miliardi di euro”, sottolinea Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, aggiungendo: “Alla luce di questi nuovi dati, chiediamo al nostro governo di mettere in atto il Piano nazionale demenze assegnandogli i finanziamenti adeguati per sostenere concretamente i malati e le loro famiglie”. Il suo invito fa eco a quello di Glenn Rees, presidente dell’A.D.I., secondo cui “dobbiamo usare queste nuove evidenze per spingere a livello internazionale un movimento che possa combattere lo stigma causato dalla demenza e che permetta la nascita e la crescita di Dementia friendly communities”.

“Questi risultati – commenta Marc Wortmann, direttore esecutivo dell’A.D.I. – dimostrano una necessità urgente di implementare strategie e legislazioni atte a permettere una migliore qualità di vita per le persone che convivono con la demenza, sia oggi sia in futuro”.

Fonte: ilsole24ore

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sabato 2 maggio 2015

Arsenali



Molti si chiedono per quale motivo l’informazione inerente alla geoingegneria clandestina non riesca a compiere il salto di qualità, nonostante l'alacre impegno degli attivisti. Essi confidano in uno “scatto” di consapevolezza per opera della maggioranza dei cittadini in modo che si possano conseguire risultati tangibili. Ci si domanda anche chi possa costituire una svolta, che cosa possa permettere di spiccare il volo.

Crediamo che in quest’àmbito, come in molti altri, non sia una questione di quantità ma di qualità. E’ illusorio sperare che la gente nel suo complesso si desti dal torpore non solo perché incantata dalle diavolerie tecnologiche, ma in quanto bersagliata da una propaganda martellante e pervasiva. Mentre la divulgazione apre una piccola breccia nelle mura, espugna un piccolo avamposto, sgomina un manipolo, i media di regime riconquistano ampie porzioni di territorio, avanzano su quasi tutto il fronte, dilagano con le loro truppe di saccheggiatori.

Si consideri la serie abnorme di “articoli” che partoriscono le testate mainstream per negare e ridicolizzare l’intero problema: si confronti questa serqua di scartafacci con l’esiguo numero di studi prodotti dal mondo dell’informazione. E’ vero che gli squilibrati negazionisti da anni riproducono più o meno lo stesso testo persino con le medesime parole ed “argomentazioni”, ma i fanatici controllano in modo capillare la Rete, la televisione e la stampa sicché pochissimi sono gli spazi per il dissenso e la divulgazione scientifica. Anche quando si è finalmente riusciti a diffondere la verità in qualche settore della popolazione, ecco che gli occultatori, con il loro settario proselitismo, con le loro bugie ripetute sino allo sfinimento, riguadagnano la fede (perché di cieca fede si tratta) dell’opinione pubblica.

Tra l’altro gli psicopatici dispongono di un arsenale pauroso: non usano solo l’artiglieria dei media, ma pure gli ordigni nucleari di certa magistratura e dei ministeri. Si comprende allora che è difficile sventare gli attacchi del sistema solo con qualche fionda. Anche quando le persone sono battagliere, poco o punto valgono le loro azioni contro uno Stato-Leviatano. Non è la forza contro la debolezza, ma la prepotenza contro l’onestà.

Dunque riteniamo che un impulso decisivo al movimento potrà essere dato – se mai verrà – non tanto da un’improbabile presa di coscienza collettiva, quanto dall’operato di qualcuno all’interno delle istituzioni. Costui potrebbe riuscire a creare un corto circuito dell’establishment. Ad esempio, qualche funzionario appartenente all’Istituto superiore di sanità potrebbe decidere di agire, conscio che il genocidio non può e non deve continuare. Alzi la mano chi non ha un parente più o meno vicino che non sia stato affetto da un tumore, da una patologia neurodegenerativa, colpito da un'infarto o da una crisi respiratoria. Non occorrono statistiche epidemiologiche per comprendere che l’incidenza di molte affezioni è aumentata in questi ultimi lustri in modo spaventevole. La geoingegneria illegale è un’ ecatombe silenziosa, quasi inavvertita.

Sappiamo che anche nelle forze armate serpeggiano malcontento ed insofferenza nei confronti delle varie scelleratezze decise e volute nei piani alti: forse un giorno qualche militare potrebbe risolversi a contrastare i progetti del sistema.

Tutto ciò non significa assumere un atteggiamento rinunciatario o, peggio, disfattista: si deve insistere a denunciare e documentare i crimini governativi ovunque essi siano perpetrati. Tuttavia non bisogna coltivare troppe illusioni, confidando in chimerici risvegli di massa. Ognuno dia il suo contributo per la causa, senza indulgere né a facili miraggi né allo scoramento.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 2 aprile 2015

L’alluminio nel suolo danneggia le colture

Una recente ricerca conferma – lo denunciamo da anni - che i suoli sono contaminati dall’alluminio. Non è l’alluminio di origine geologica, a differenza di quanto affermato dalla disinformazione, ma quello derivante dalla geoingegneria clandestina. Davvero sbalorditivo e, al tempo stesso, vergognoso il “rimedio” suggerito dagli “esperti”, ossia coltivare piante in grado di resistere a questo metallo, sì magari transgeniche, secondo il solito, collaudato schema problema-reazione-risoluzione.



Negli ultimi quarant’anni anni un terzo dei terreni coltivabili di tutto il mondo è stato perso perché non produceva più. Uno degli elementi maggiormente responsabili di questo processo è l’alluminio che costituisce un problema in particolare per i suoli acidi: circa il 40% dei terreni agricoli del mondo. In questi suoli, i minerali si dissolvono e rilasciano in soluzione il metallo, che poi limita la crescita delle piante. Nonostante gli effetti dell’alluminio fossero noti sin dai primi del Novecento, le ragioni alla base della sua tossicità non sono mai state comprese fino in fondo.

Grazie ad una combinazione di tecniche e all’uso del microscopio TwinMic, che usa la luce di sincrotrone di Elettra, l’équipe di ricerca di Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park, ha ‘fotografato’ per la prima volta le modalità d’accumulo dell’alluminio nelle radici dei semi di soia, in funzione dei tempi di esposizione.

Lo studio ha dimostrato che le conseguenze tossiche dell’alluminio sono estremamente rapide, manifestandosi già a partire dai primi cinque minuti di esposizione al metallo e sono dovuti a un’inibizione diretta dell’allungamento di determinate cellule situate all’apice della radice e direttamente responsabili della sua crescita.

“Impiegando TwinMic e la tecnica della fluorescenza ai raggi X – commenta Alessandra Gianoncelli, ricercatrice di Elettra – siamo riusciti ad ottenere una serie di mappe chimiche che hanno evidenziato come l’alluminio si concentri nelle pareti di queste cellule, impedendone l’allentamento e l’allungamento necessari. In questo modo le radici non possono crescere e la pianta non potrà accedere all’acqua ed ai nutrienti necessari per portare a termine il ciclo riproduttivo. L’effetto è già chiaramente visibile in pochi minuti, ma, anche lasciando passare 24 ore, le cellule in cui l’alluminio si è concentrato sono sempre quelle collocate nella stessa zona della radice”.

“Questo studio – precisa Peter Kopittke dell’Università australiana del Queensland, primo autore della pubblicazione – è una chiave importante per la corretta costruzione di strategie atte a contrastare la perdita dei suoli agricoli. Una possibile soluzione per tutelare la produzione agricola passa, infatti, attraverso la produzione di colture più resistenti all’alluminio (sic!!!). A questo scopo la conoscenza dei meccanismi d’accumulo e d’azione del metallo, a livello cellulare e subcellulare, è di fondamentale importanza”.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Plant physiology”, ha visto la collaborazione di Università del Queensland (Australia), Università dell’Australia del Sud, Università di Oxford ed Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park.

Fonte: greenplanner


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mercoledì 18 marzo 2015

L’Air Force statunitense indaga sulle conseguenze delle nanoparticelle di alluminio in atmosfera

Riportiamo un articolo tratto dal sito nogeoingegneria. Il testo riferisce di uno studio condotto dall’Aeronautica militare statunitense a proposito degli effetti sulla salute dovuti al nanoparticolato di alluminio: è un’indagine che suona come un’excusatio non petita, culpa manifesta.



Il nanoparticolato di alluminio altera la funzione immunitaria” è il titolo di uno studio pubblicato dalla U.S. Air Force. Da dove nasce l’interesse dei militari sugli effetti del nanoparticolato di alluminio in caso di inalazione? In vari contesti è stato proposto o è già stato compiuto il rilascio in atmosfera di questo tipo di particelle.

1. Possedere il clima. L’esercito statunitense ha dichiarato l’obiettivo di “possedere i fenomeni atmosferici” entro il 2025. Nel documento "Weather as a force multiplier: owning the weather in 2025", si trovano espliciti riferimenti alla nanotecnologia come mezzo di intervento. Questo approccio prevede la modificazione atmosferica attraverso l’immissione di nanoparticolato in nubi, cicloni e correnti. Il brevetto U.S.-Patent 5003186Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming” (1990) menziona, tra gli altri, gli ossidi di alluminio.

2. Chaff. Sono note le estese operazioni chaff (dispersione in atmosfera di fibre di vetro rivestite di alluminio). Si tratta di meccanismi di difesa usati dagli aerei militari per evitare il rilevamento e/o l'attacco per opera di velivoli avversari. La dispersione in grande quantità di chaff serve a riflettere i segnali radar e, con la formazione di una nube, a nascondere temporaneamente le proprie unità al rilevamento radar del nemico.

3. Global warming. Per ovviare alle conseguenze del fantomatico "riscaldamento globale", si è proposto (in realtà si sta già compiendo da almeno una ventina d’anni) di spargere milioni di tonnellate di alluminio in nanoparticolato nella stratosfera e nella troposfera (Progetto Solar Radiation ManagementS.R.M.) con l’intento (ufficiale, ma è una coperturra, n.d.r.) di termoregolare il pianeta.

4. Carburanti aerei. I militari dell’Air Force promuovono ed impiegano un carburante composto da nanoparticelle di alluminio ed acqua ghiacciata, denominato “AL-Ice”, adatto non solo ai razzi ed alle navicelle spaziali, ma anche agli aerei civili e militari. L’Air Force Lab presenta in questo video il suo ”New fuel from aluminum nanoparticles”. L'alluminio come additivo nei carburanti fu sperimentato addirittura già nel 1958.

Esistono sufficienti motivi per denunciare un consistente inquinamento della biosfera, dovuto al nanoparticolato di alluminio (e non solo).

Lo studio dell’“Applied Biotechnology Branch” dell’“Air Force Research Laboratory” esamina gli effetti sul tessuto polmonare in caso di inalazione di nanoparticolati di alluminio, ma il Dottor Russel Blaylock aveva già compiuto un’analisi ad ampio raggio del problema, scrivendo tra le altre cose:

“Di particolare interesse è l’effetto di queste nanoparticelle sul cervello e sul midollo spinale. Una lista crescente di malattie neuro-degenerative, tra cui la demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (nota anche come S.L.A.), è fortemente correlata all’esposizione all’alluminio ambientale. [...] Vari studi hanno dimostrato che queste particelle passano lungo le reti neuronali olfattive. Esse sono collegate direttamente al cervello e non solo sono le più colpite dalla malattia di Alzheimer, ma anche le prime ad essere interessate quando si conclama la malattia. Nei casi di Alzheimer queste aree hanno anche il livello più alto di alluminio rilevato nell’encefalo”.

Fonte: nogeoingegneria.com


Articolo correlato: Deficit cerebrali da sostanze chimiche: è allarme

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sabato 1 novembre 2014

California: l’associazione per la “lotta” all’Alzheimer rifiuta un contributo di Dane Wigington

Pubblichiamo un importante articolo di Dane Wigington. L’attivista californiano denuncia l’ipocrisia e l’omertà dell””Associazione Alzheimer”, costituita evidentemente con lo scopo di spillare denaro a cittadini ingenui e di nascondere le vere cause della malattia neurodegenerativa. E’ emblematico quanto è successo e, poiché tutto il mondo è paese (Un famigerato disinformatore e stalker opera, casualmente, per una nota società che si occupa di malattie neurodegenerative...), possiamo essere certi che anche in Italia le associazioni che sembrano prodigarsi per studiare cure per le più disparate patologie sono soltanto fumo negli occhi. Fingono di agire per il bene comune, mentre curano i propri innominabili interessi, fondati sullo stratagemma per cui i malati cronici sono fonte di costanti e cospicui introiti per le aziende farmaceutiche ed il sistema sanitario.

L'"Associazione Alzheimer" ha recentemente rifiutato di consentire a geongineeringwatch.org di sponsorizzare il loro evento per la raccolta di fondi, evento programmato in California il 18 ottobre 2014. Ho cercato di sostenere la loro causa con l'acquisto di uno stand informativo attraverso la donazione standard di 500 dollari, somma che chiedono a tutti gli sponsor, ma nel mio caso l’associazione ha rifiutato il denaro. Così l’"Associazione Alzheimer" ha cercato di bloccare i nostri sforzi per aumentare la consapevolezza circa la fonte primaria di contaminazione da alluminio, Aspetto ancora più sbalorditivo, l'"Associazione Alzheimer" nega categoricamente qualsiasi legame tra l'alluminio ed il morbo di Alzheimer.

Di seguito il carteggio intercorso con una responsabile dell’associazione.

Ciao Suzanne, il nostro gruppo ha un unico obiettivo: denunciare l'ingegneria del clima alias scie chimiche. Un elemento primario usato nei programmi di geoingegneria illegale è l’alluminio. Abbiamo eseguito circa 70 test di laboratorio, raccogliendo l’acqua piovana nella California settentrionale nel corso degli ultimi dieci anni: l'alluminio è sempre stato rilevato in quantità molto significative in tutti i test. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la divulgazione del problema, evidenziando gli effetti sulla salute umana dell'esposizione ai metalli. L'esposizione all’alluminio è considerata da molti medici la principale causa dell’Alzheimer e dell'autismo. Il nostro sito e la nostra organizzazione non vende nulla, si limita a spendere i fondi raccolti nel tentativo di sensibilizzare la popolazione su quanto sta accadendo nei nostri cieli.

Cordiali saluti

Dane Wigington
geoengineeringwatch.org 8 ottobre 2014

Suzanne Watroba [mailto: swatroba@alz.org] 8 ottobre 2014

Grazie per l'indirizzo e-mail. Ho trasmesso al mio ufficio aziendale ed al mio supervisore il Suo messaggio, ma riteniamo che il Suo comitato non sia adatto alle nostre linee-guida di sponsorizzazione. L'”Associazione Alzheimer” non sostiene l'affermazione secondo cui l'alluminio provoca il morbo di Alzheimer (sic), quindi reputiamo che la Sua partecipazione al nostro evento non sarebbe rispondente ai requisiti dei nostri sottoscrittori.

Grazie,

Suzanne


Che cosa stanno nascondendo?

Ci sono interessi enormi e molto potenti nell'industria dell'alluminio, industria che ovviamente è collegata a doppio filo all’ingegneria del clima. Il loro potere chiaramente comprende il controllo del flusso di informazioni e delle organizzazioni che fingono di agire per il bene comune. Le persone all'interno di queste organizzazioni sembrano aver perso ogni senso dell'onore. E’ ovvio che l’"Associazione Alzheimer" non vuole che alcuno accenni al legame tra l'alluminio e la malattia epidemica che sostengono di combattere. Inoltre l’ "Associazione Alzheimer" non vuole che si sensibilizzi l’opinione pubblica circa le attività di geoingegneria clandestina. Quindi, mi chiedo: l’"Associazione Alzheimer” è una frode totale che esiste solo per i propri scopi? Se si esaminano tutte le informazioni disponibili, credo che la risposta sia chiara. Tutte le sedi dell’”Associazione Alzheimer” devono essere contattate per fornire loro i dati sull’ingegneria del clima (e la contaminazione di alluminio ad esso correlata) in modo che non abbiano alcuna scusa per il loro pervicace rifiuto dei fatti. Studi referati dimostrano il legame tra il morbo di Alzheimer e l'alluminio: perché l'Associazione Alzheimer continua a negare questo nesso inconfutabile?

Scrivono Joe Graedon, MS, e Teresa Graedon, Ph.D. | 7 giugno 2013 |

"Non può più essere sostenuto che l'alluminio non ha un ruolo nelle malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer. In realtà non dovrebbe sorprendere che le persone intossicate dall’alluminio mostrano molti sintomi che accusano i malati di Parkinson, di ADHD, autismo e di altre patologie neurologiche, perché l’alluminio si insedia nel cervello e nel sistema nervoso”.

L'alluminio si trova in alte concentrazioni nell’encefalo dei malati di Alzheimer (Journal of Alzheimer on-line, Vol. 35, No. 1, 2013). E’ crescente la preoccupazione secondo cui l'alluminio è coinvolto nello sviluppo di questa devastante condizione patologica”. (Clinical biochemistry, gennaio 2013).

Fonte: geoengineeringwatch.org


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domenica 12 ottobre 2014

Dilagano le malattie neurodegenerative

Pubblichiamo un importante estratto di uno studio condotto da Marie Grosman e Roger Lenglet. La ricerca riguarda la Francia, ma si può estendere a tutti i paesi in cui l’inquinamento ambientale, le cui fonti sono molteplici (in primo luogo scie chimiche, ma pure elettrosmog, alimenti contaminati da pesticidi, nanoparticolato prodotto dagli inceneritori, benzene, edulcoranti artificiali, farmaci, cosmetici, prodotti per la pulizia della casa etc.), ha assunto proporzioni allarmanti.



MARIE GROSMAN - Il numero dei malati di Alzheimer e di autismo aumenta in modo vertiginoso in numerosi paesi, soprattutto in quelli più “sviluppati”. In Francia, dal 1994 si è passati da 300.000 malati di Alzheimer a circa un milione oggi. Se non si interviene, questa cifra è destinata a raddoppiare ogni venti anni. Il numero delle persone che soffrono di autismo è crescito oltralpe di diciassette volte nel corso degli ultimi cinquanta anni. Allo stesso modo si osserva un’enorme progressione dei tumori al cervello nei bambini (20% in più in dieci anni). Anche il Parkinson e la sclerosi a placche, da cui sono affette rispettivamente 100.000 e 80.000 persone, sono in costante accrescimento. Ciò dovrebbe sollecitare un’azione contro le vere cause di queste malattie!

ROGER LENGLET - Tutti i dati citati nel nostro libro sono scientificamente dimostrati e non semplici ipotesi. Siamo di fronte ad una pandemia neurologica in costante peggioramento. Le autorità forniscono sempre una spiegazione rassicurante. Ripetono che queste patologie non hanno cause conosciute, se non l’invecchiamento della popolazione. L’età, però, è una condizione della malattia e non una radice. L’affezione si presenta spesso alla fine della vita, poiché questo è il tempo necessario per il suo manifestarsi. Non bisogna dimenticare che si tratta di patologie il cui lasso di latenza, dall’esposizione alle sostanze tossiche al conclamarsi dei sintomi, è rilevante. Sempre più spesso i giovani e persino gli adolescenti sono colpiti dall’Alzheimer. Ne risultano affetti in Francia da 30.000 a 50.000 soggetti di età compresa tra i 13 ed i 60 anni.

Fonte: bastamag.net


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martedì 29 luglio 2014

Stati Uniti: la contea di Shasta agisce contro la geoingegneria clandestina


Un organo di rappresentanza di Shasta (California) ha approvato una mozione per compiere analisi indipendenti volte a stabilire quali veleni contengono le chemtrails. Si noti che i cittadini di Shasta non intendono per nessuna ragione commissionare ulteriori analisi agli organi federali. Hanno ragione! Quando smetteremo di credere nelle istituzioni corrotte e nei media di regime, cominceremo a credere in noi stessi e nelle nostre potenzialità. Di seguito la cronaca dei fatti redatta da Richard DuPertuis.

Il consiglio delle autorità di vigilanza che opera nella contea di Shasta vuole vedere che cosa contengono veramente le scie degli aerei nella California settentrionale. Le autorità di vigilanza intendono stabilire se siano scie di condensazione o scie chimiche.

Il Consiglio delle autorità di vigilanza ha approvato una mozione per acquisire informazioni sulla composizione chimica delle scie, viste le preoccupazioni dei cittadini, preoccupazioni espresse durante l’assemblea svoltasi 15 luglio 2014 a Redding.

Con una decisione unanime, durante la riunione ordinaria, tenutasi il 15 luglio 2014, i supervisori, David Kehoe, Leonard Moty, Pam Giancomini, Bill Schappel ed il presidente, Les Baugh, hanno convenuto di determinare se l’attuale programma di monitoraggio della contea è finalizzato a rivelare la presenza di ossidi di alluminio.

Schappel ha respinto una proposta da parte del personale della contea con la quale si chiedeva di affidarsi a studi federali per chiarire la questione, affermando: "Qualsiasi conclusione federale sarà distorta. Abbiamo bisogno di uno studio locale, i risultati saranno poi inviati ai federali per vedere la loro reazione”.

Richard Simon, Direttore del Dipartimento di Gestione delle Risorse, ha dichiarato che il Distretto di gestione della qualità dell'aria ha competenza sul tema e che è in grado di rilevare gli ossidi ultrafini di alluminio. […] Dopo che la mozione è stata approvata, i convenuti hanno espresso la loro soddisfazione con un sonoro applauso.



Il primo cittadino a commentare favorevolmente la decisione è stato Dane Wigington, ricercatore indipendente e curatore del sito “Geoengineeringwatch” ha presentato quelli che egli definisce "metodi scientifici di geoingegneria". Wigington ha distribuito gratuitamente copie del DVD da lui realizzato in cui, tra le altre cose, denuncia le chemtrails come un gravissimo problema di contaminazione dell’ambiente.

Fonte: mtshastanews.com

Riproduzione subordinata alla citazione della fonte con link attivo e ben visibile.


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