Visualizzazione post con etichetta geoingegneria clandestina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta geoingegneria clandestina. Mostra tutti i post

lunedì 10 agosto 2026

L'Inganno climatico tra geologia e potere

La percezione umana è, per sua natura, prigioniera della brevità. Tendiamo a misurare il mondo ed i suoi mutamenti in base alla durata della nostra vita o, nel migliore dei casi, attraverso la memoria di un paio di generazioni, considerando "normale" solo ciò che abbiamo osservato negli ultimi decenni. Quando oggi si parla di cambiamento climatico, la nostra attenzione viene calamitata quasi esclusivamente sui dati registrati dall'inizio dell'era industriale. Ma quanto è realmente rappresentativa questa minuscola finestra temporale se confrontata con l'immensa cronologia del nostro pianeta?

Siamo abituati a scrutare il clima attraverso il buco della serratura degli ultimi due secoli, spesso ignorando le ciclopiche trasformazioni che hanno modellato la Terra per milioni di anni. Vi siete mai chiesti quale fosse la reale "normalità" termica del pianeta prima della comparsa dell'uomo? La risposta, custodita nei sedimenti oceanici e nelle rocce, suggerisce che l’equilibrio climatico attuale non sia la regola, bensì un’eccezione straordinaria e transitoria.

Il Passato "bollente": quando la Terra non aveva ghiacci

Se avessimo la possibilità di viaggiare indietro nel tempo fino al periodo compreso tra il Paleocene e l'Eocene (tra 66 e 35 milioni di anni fa), faticheremmo a riconoscere la nostra casa. I dati geoclimatici indicano che in quell'epoca la Terra era una vera e propria "serra" globale, un mondo radicalmente diverso da quello attuale. La temperatura media globale (GMST) non era solo lievemente superiore ai parametri odierni: superava stabilmente i 20°C, toccando picchi di calore radiante estremo.

In questa fase di "Hothouse", la caratteristica più sconvolgente per un osservatore moderno sarebbe stata l'assenza totale di calotte glaciali ai poli. Laddove oggi il ghiaccio perenne definisce i confini del mondo abitabile, un tempo fiorivano ecosistemi rigogliosi. Per il lettore contemporaneo, che percepisce lo scioglimento dei ghiacciai come un evento catastrofico e senza precedenti, scoprire che la Terra è stata priva di ghiacci per decine di milioni di anni impone un cambio di paradigma. Quel mondo dominato dal calore è stato la norma geologica per un tempo infinitamente più lungo rispetto all'attuale configurazione glaciale.

Nella divulgazione scientifica moderna, la scelta della scala temporale altera drasticamente la percezione della realtà. È quello che in analisi geoclimatica definiamo bias di campionamento temporale. Se osserviamo un grafico relativo agli ultimi 170 anni, vediamo una curva che schizza verso l'alto con un'impennata verticale e allarmante. Tuttavia, se inseriamo quegli stessi dati nel contesto dei 65-66 milioni di anni, quel picco si ridimensiona in una prospettiva molto più ampia. A livello geologico quei dati parziali sono un'insignificante punta di spillo!

Quella che oggi ci appare come una salita inarrestabile, analizzata su scala geologica, diventa una minuscola fluttuazione alla fine di una lunga discesa. Gli ultimi 170 anni di misurazioni strumentali rappresentano una frazione temporale quasi irrilevante, rispetto alla variabilità naturale del sistema Terra.

Visualizzare solo gli ultimi due secoli significa ignorare che il pianeta ha attraversato oscillazioni termiche ben più violente e repentine molto prima che l'attività umana potesse minimamente influenzare l'atmosfera.

La lunga discesa: 30 milioni di anni di raffreddamento

Contrariamente alla narrazione di un pianeta in costante riscaldamento, la prospettiva di lungo termine rivela che viviamo in un'era di progressivo e profondo raffreddamento. A partire da circa 35 milioni di anni fa, la Terra ha iniziato una lenta ma inesorabile discesa termica, un processo durato oltre trenta milioni di anni che ha trasformato il volto del globo.

Il punto di svolta cruciale è avvenuto al limite tra Eocene e Oligocene, circa 33,9 milioni di anni fa. In questo momento della storia geologica, il calo dei livelli di anidride carbonica (CO2) atmosferica ha innescato la formazione delle prime calotte glaciali stabili in Antartide. Il pianeta è passato gradualmente dallo stato di "Hothouse" a quello di "Icehouse". Questa transizione dimostra come il clima sia un sistema dinamico governato da cicli di scala immensa, dove la tendenza dominante degli ultimi milioni di anni è stata, paradossalmente, la perdita di calore.

Il miracolo dell'Olocene e la nascita della Civiltà

Se allarghiamo lo sguardo agli ultimi 5 milioni di anni, notiamo che il clima è entrato in una fase di estrema instabilità, caratterizzata da violente oscillazioni tra ere glaciali e brevi periodi interglaciali. In questa cronologia turbolenta, gli ultimi 10.000 anni, l'epoca nota come Olocene, rappresentano un'anomalia di eccezionale valore.

L'Olocene non è solo una "tregua" meteorologica; è una fase di stabilità mite che rappresenta un picco interglaciale isolato all'interno di un'era che geologicamente rimane una "Icehouse". È stata proprio questa insolita stabilità a permettere l'invenzione dell'agricoltura e lo sviluppo della civiltà umana. Senza questa finestra di calma termica, la nostra specie sarebbe ancora impegnata nella pura sopravvivenza nomade. Riflettere su questo dato evidenzia la fragilità dell'equilibrio su cui poggiamo: la nostra intera storia si è svolta in un momento climatico che, su scala geologica, è l'eccezione, non la regola.

Il legame tra CO2 e temperatura: una storia scritta nelle rocce

Il legame tra i gas serra e la temperatura globale è una costante scritta nella pietra. Analizzando i dati, emerge una correlazione storica inequivocabile: i periodi di massimo calore radiante corrispondono a concentrazioni atmosferiche di CO2 che oggi definiremmo inimmaginabili.

Nel passato remoto, abbiamo toccato picchi di anidride carbonica superiori ai 1600 ppm (parti per milione). A tali livelli corrispondeva un'anomalia termica spaventosa: una variazione della temperatura media globale (ΔGMST) di +13,6 K rispetto ai livelli preindustriali. Mentre oggi il dibattito politico si infiamma per variazioni di frazioni di grado, la geoclimatologia ci ricorda che il "termostato" del pianeta ha già sperimentato scenari estremi, portando a temperature globali talmente elevate da rendere i poli zone temperate e rigogliose. Questi dati dimostrano che, sebbene i livelli odierni siano oggetto di contesa, la Terra ha già gestito concentrazioni di CO2 e temperature di gran lunga superiori a quelle attuali.

Concludendo...

Adottare una prospettiva geologica non significa negare le sfide del presente, ma ricollocarle nella giusta dimensione.

Mentre ci interroghiamo sul destino del clima nei prossimi decenni ed imputiamo erroneamaente la causa alle nostre attività, dovremmo invece fermarci a considerare una verità difficile da ingoiare: i dati generali in nostro possesso esplicano perfettamente la reale situazione che attualmente stiamo subendo: non esiste alcun "riscaldamento globale antropico". Piuttosto assistiamo ad una modifica artificiale del tempo, per scopi politici (per avvalorare la tesi del cambiamento climatico e spillare così altro denaro alle popolazioni) nonché per sisigenze militari. Si tratta di un vile inganno e quando l'umanità ne sarà consapevole, temo sarà troppo tardi.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 1 giugno 2026

Geoingegneria clandestina - La guerra al cielo: strategie militari ed aerosol chimici

Introduzione: Il mistero del cielo bianco

Vi è mai capitato di osservare un’alba tersa, sotto un cielo blu cobalto, per poi vederlo degradare in poche ore in una coltre lattiginosa, opaca e priva di profondità? Non è un fenomeno meteorologico naturale, ma il risultato di un processo sistematico. Chi osserva con occhio critico ha imparato a notare come i cumuli naturali, nubi che dovrebbero gonfiarsi d’umidità, sembrino letteralmente "evaporare" o sfilacciarsi al passaggio di velivoli che rilasciano scie persistenti. Perché il nostro orizzonte è diventato un laboratorio a cielo aperto? Questa non è una raccolta di suggestioni, ma un’indagine basata su documenti militari declassificati, evidenze di fisica atmosferica e analisi spettrometriche condotte da laboratori accreditati. È tempo di squarciare il velo del "negazionismo tecnico" attraverso i fatti.

1. La guerra elettronica contro le nuvole: Il radar ha bisogno di "pulizia"

Il principale movente dietro l'apparente accanimento contro le formazioni nuvolose risiede nelle necessità della moderna sorveglianza elettronica. Come spiegato magistralmente da Robert A. Ball nel testo "The Fundamentals of Aircraft Combat Survivability", l'atmosfera non è un mezzo neutro: l'ossigeno, il vapore acqueo e le idrometeore (pioggia, neve, nebbia) attenuano drasticamente i segnali radar, specialmente a frequenze superiori ai 10 GHz.

Per ottenere una mappatura elettronica 3D del territorio accurata, i militari hanno sviluppato protocolli specifici come il Progetto R.F.M.P. ed il relativo sottoprogetto V.T.R.P.E. L'obiettivo è "ripulire" l'aria dal "rumore di fondo" delle nubi naturali. Per farlo, vengono dispersi sali di bario igroscopici e gel di silicio, sostanze capaci di prosciugare l'umidità ambientale e "seccare" l'atmosfera, ottimizzando la propagazione dei segnali.

"Le precipitazioni in atmosfera sotto forma di pioggia, neve e nebbia possono ridurre significativamente i segnali radar così come contribuiscono al rumore di fondo. [...] Il tasso di attenuazione sia in caso di una lieve pioggia sia di nebbia fitta è di circa 0,1 dB/km per un segnale a 10 GHz radar." — Robert A. Ball, "The Fundamentals of Aircraft Combat Survivability".

2. "Owning the Weather 2025": un piano declassificato, non una teoria

Esiste un documento ufficiale dell'U.S. Air Force, risalente al 1996 e intitolato "Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025". Non si tratta di letteratura speculativa, ma di un piano strategico declassificato che delinea la volontà di controllare i fenomeni atmosferici entro l'anno 2025/2026.

Il documento identifica nel Capitolo 4 l'inseminazione igroscopica (hygroscopic seeding) come la tecnica primaria per la modifica meteorologica deliberata. Oltre alla soppressione delle precipitazioni, il piano descrive lo sviluppo delle "Smart Clouds": nubi artificiali composte da particelle intelligenti capaci di navigare autonomamente per bloccare i sensori ottici e i radar nemici. Ciò che osserviamo oggi — coperture stratificate che sostituiscono sistematicamente le nubi naturali — coincide esattamente con gli scenari proiettati per questo biennio.

3. La "Prova del Cumulo": Perché la fisica smentisce le versioni ufficiali

La narrativa istituzionale tenta spesso di ricondurre ogni scia persistente a semplici cristalli di ghiaccio (contrails). Tuttavia, la fisica elementare impone paletti insuperabili: una scia di condensazione può formarsi solo sopra gli 8.000 metri, con umidità relativa ≥ 70% e temperature inferiori ai -40°C.

La "prova del cumulo" smentisce definitivamente questa versione. Sono stati documentati innumerevoli sorvoli (come il caso del quadrimotore Ilyushin Il-76 a Sanremo) in cui i velivoli producono scie persistenti a quote comprese tra 3.000 e 5.000 metri. [1] Attraverso l'uso di un riferimento scalare — in questo caso un gruppo di tortore (apertura alare nota di 47-55 cm) immortalate nello stesso fotogramma — è stato possibile calcolare con precisione la quota. Considerando il gradiente adiabatico standard, a 3.000 metri la temperatura è ampiamente sopra lo zero; inoltre, il velivolo è stato filmato mentre attraversava un cumulo da bel tempo (la cui base si colloca tra 600 e 2.000 metri). A tali quote e temperature, la condensazione è fisicamente impossibile: la scia è necessariamente composta da particolato solido irrorato deliberatamente.

4. Nanoparticelle organiche: Il "punto cieco" scoperto dal N.O.A.A.

Una clamorosa conferma indiretta della saturazione atmosferica programmata è arrivata nel giugno 2026. Uno studio condotto dagli scienziati Ming Lyu (CIRES) e della N.O.A.A., pubblicato su Science, ha rivelato una "sorprendente abbondanza" di nanoparticelle organiche nella bassa stratosfera. Queste particelle (diametro inferiori a 0,1 micrometri) sono rimaste invisibili ai satelliti per decenni, ma oggi occupano il 90% della superficie di reazione chimica dell'atmosfera.

Lo studio evidenzia come queste particelle siano legate direttamente al traffico aereo, che rilascia precursori gassosi direttamente in quota, eludendo i lunghi processi di trasporto dalla superficie. È la "pistola fumante" che collega le emissioni aeronautiche alle "Smart Clouds" previste dall'U.S.A.F.: un aerosol invisibile che altera la chimica dell'ozono e le dinamiche climatiche, rappresentando un fattore di rischio sistematico finora ignorato dai modelli informatici ufficiali.

5. Cosa respiriamo davvero: analisi chimiche e tossicità

Le analisi di laboratorio su campioni fisici certificano una realtà inquietante. I dati provenienti dallo studio istituzionale A-PRIDE (ETH Zurigo) e dai rapporti del centro Analytika (accreditato ISO 17025), analisi a suo tempo commissionate dal giornalista indipendente Rosario Marcianò, mostrano una discrepanza enorme tra il carburante vergine ed i residui ambientali.
Non meno allarmante è la qualità dell'aria all'interno dei velivoli. Il rapporto Analytika 150629 ha rilevato nei cockpit e nelle cabine un cocktail di sostanze neurotossiche e cancerogene: benzene (Gruppo 1 IARC), toluene, Xileni, ftalati (interferenti endocrini) e tricresilfosfati (TCP) derivanti dalla degradazione termica dell'olio dei motori (Mobil Jet Oil II).

"I risultati sono assolutamente preoccupanti per un'aria supposta respirabile. I prodotti di degradazione termica dei tricresilfosfati potrebbero essere ancora più pericolosi dei composti originari." — Dr. Bernard Tailliez, Direttore del Centro Analytika

Conclusione: una nuova consapevolezza atmosferica

La convergenza dei dati è ormai incontrovertibile: la pianificazione militare del 1996 descriveva esattamente ciò che i sensori della NOAA hanno scoperto nel 2026. Le leggi della fisica smentiscono la tesi delle "scie di condensa" a bassa quota, mentre le analisi chimiche certificate ISO 17025 confermano la presenza di metalli pesanti e agenti neurotossici nell'aria che respiriamo, dentro e fuori dagli aerei.

Di fronte a prove che provengono da fonti accademiche, istituzionali e militari, la "dissonanza cognitiva" non è più un'opzione accettabile. Il cielo è cambiato, e con esso la chimica della vita stessa. Quanto ancora possiamo permetterci di ignorare l'evidenza tecnologica che sovrasta le nostre teste? Siamo pronti a chiedere trasparenza assoluta per l'aria che respiriamo?

[1] Per approfondire scarica QUI lo studio in formato PDF.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 17 maggio 2026

Il cielo non è più lo stesso: sette rivelazioni sulla geoingegneria che cambiano la nostra prospettiva

Chi ha rubato il nostro cielo e perchè?

1. Il mistero del "velo grigiastro"

Alzi lo sguardo e cerchi l'azzurro profondo di un tempo, ma trovi una realtà diversa. L'esperienza comune, ormai quotidiana, è quella di un cielo che non riesce più a mantenere la sua trasparenza naturale, trasformandosi rapidamente in un "sudario grigiastro" e lattiginoso. Quello che le versioni ufficiali liquidano frettolosamente come un effetto collaterale del cambiamento climatico o come semplici "innocue velature", rivela a un'analisi più attenta una natura tecnologica e clandestina. Non siamo di fronte a un'evoluzione spontanea dell'atmosfera, ma al risultato di una manipolazione complessa che utilizza il cielo come un laboratorio a bassa quota. Ciò che osserviamo non è il capriccio della natura, ma una "toppa" artificiale applicata ad un sistema planetario in crisi energetica.

2. Quando il Sole "dorme", i militari agiscono: La toppa al plasma sulla ionosfera

L'attività solare sta attraversando una fase di profondo indebolimento, un "letargo" che richiama il celebre minimo di Maunder, accompagnato dalla disgregazione del campo magnetico terrestre. Questo calo energetico compromette la ionosfera, lo strato di plasma essenziale per la riflessione dei segnali radio civili e, soprattutto, strategico-militari. Quando il Sole non "alimenta" più questo strato, la trasmissione dei dati diventa instabile. I militari hanno risolto il problema trasformando l'atmosfera inferiore in un medium elettroconduttivo, irrorando elementi come bario, alluminio, manganese, litio e lo stronzio supermagnetico per creare un plasma artificiale.

L'astronomo Eric Dollar ha evidenziato chiaramente questa criticità energetica nei cicli solari:

"Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l'astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà 'morto'?"

L'intensificazione delle operazioni di aerosol serve dunque a compensare questa perdita di efficienza, mantenendo operativa la griglia di comunicazione globale in un momento di stasi solare.

3. L'inganno del carburante: Perché il tuo volo low-cost potrebbe essere una missione di aerosol

Le compagnie aeree civili non sono semplici vettori di passeggeri, ma attori primari in questa operazione. Il paradosso dei biglietti aerei a prezzi irrisori, spesso inferiori a quelli di un treno, suggerisce l'esistenza di massicci sussidi statali occulti, destinati a coprire operazioni di irrorazione diurna e notturna. Invece di dover contare esclusivamente di costosi ed ingombranti sistemi esterni di irrorazione, è sufficiente additivare i carburanti con sostanze specifiche che vengono espulse direttamente dai motori turbofan.

Le tecnologie impiegate si basano su una chimica sofisticata e sulla fisica delle particelle:

* Nanoparticelle di alluminio: utilizzate per aumentare l'efficienza della combustione e garantire una riflettività luminosa (Solar Radiation Management).

* Polimeri (come ftalati e carbammato): additivi estrusi sotto forte pressione che, legati a materiali con un determinato momento di dipolo magnetico, subiscono la Precessione di Larmor. Questo moto rotatorio attorno alle linee del campo magnetico terrestre permette ai filamenti di entrare in Risonanza Magnetico Nucleare, creando una rete elettromagnetica capace di riflettere le onde radio.

* Metalli pesanti (Bario e Stadis 450): impiegati per aumentare la conduttività dell'atmosfera e facilitare le comunicazioni radar.

Un ruolo centrale è giocato dal propellente ALICE (Aluminum-Ice), una miscela di nanopolveri di alluminio ed acqua che permette la creazione di scie persistenti anche in condizioni di bassa umidità. È fondamentale comprendere che queste irrorazioni avvengono spesso sotto i 3.000 metri, una quota che permette di distinguere chiaramente i dettagli del velivolo. In questo contesto, i dati forniti da app come Flightradar24 risultano spesso inattendibili e fuorvianti, simulando quote e rotte teoriche per nascondere operazioni che avvengono nella bassa troposfera.

4. La chimica della simulazione: Come nasce una "falsa" scia di condensazione

L'osservatore inesperto è indotto a credere che ogni traccia bianca (anche non persistente) nel cielo sia vapore acqueo. In realtà, la genesi di molte scie è puramente chimica e indipendente dalle condizioni termodinamiche necessarie per le naturali contrails. Un agente chiave è il boroidruro di alluminio [Al(BH4)3], un composto volatile e piroforico utilizzato come additivo aeronautico. Questa sostanza reagisce violentemente con l'umidità, rilasciando idrogeno e creando un effetto visivo indistinguibile dalla condensa, ma con finalità opposte.

La reazione chimica alla base di questo processo di simulazione è la seguente:

3Ca(BH4)2 + 2 AlCl3 --> CaCl2 + Al(BH4)3

La finalità di queste emissioni è igroscopica: le sostanze disperse assorbono l'umidità ambientale per dissolvere i "cumuli da bel tempo", le nubi naturali che indicano un equilibrio atmosferico non manipolato. Il risultato è la trasformazione del vapore acqueo in una coltre lattiginosa che stabilizza l'aria per scopi tecnologici. Quelle coltri sono previste dai servizi meteo, gestiti dall'aeronautica militare, il che la dice lunga sul coinvolgimento diretto dei militari.

5. Oltre la pioggia: La guerra invisibile per la Banda KA e il Radar

Le nubi naturali sono il principale nemico della sorveglianza moderna. L'acqua contenuta nei cumulonembi provoca lo "scattering", ovvero un disturbo radio che dirada e devia i segnali elettromagnetici. Questo fenomeno rende i sistemi radar e satellitari che operano in Banda KA parzialmente ciechi di fronte ad una copertura nuvolosa naturale.

Per ovviare a questo limite fisico, l'irrorazione di magnetite e ferro trasforma le nubi in un medium trasparente. Questi metalli additivi permettono ai segnali militari di "vedere attraverso" i cumulonembi, trasformando il muro d'acqua in un cristallo elettromagnetico. In questo scenario, il meteo naturale viene sacrificato: le perturbazioni vengono inibite o alterate per garantire la trasparenza necessaria alla guerra elettronica ed alla guida di armi a comando remoto come, ad esempio, i droni che decollano da Sigonella.

6. Alluvioni a comando: Il "Cloud Seeding" come valvola di sfogo

È necessario distinguere tra la geoingegneria clandestina globale — che mira a prosciugare l'atmosfera per scopi strategici — e il "cloud seeding" (inseminazione delle nubi) localizzato. Le cosiddette "bombe d'acqua" non sono eventi casuali, ma agiscono come una sorta di valvola di sfogo termodinamica. Quando l'umidità accumulata in quota a causa delle operazioni igroscopiche diventa eccessiva, deve essere scaricata. Attraverso l'uso di ioduro d'argento o batteri modificati, si forza la precipitazione violenta in aree circoscritte.

In Italia, questa manipolazione è già codificata in testi normativi come la Legge Galli (5 gennaio 1994, n. 36) ed ha radici in programmi istituzionali come il "Progetto Pioggia". Queste pratiche permettono di gestire il ciclo dell'acqua come un rubinetto industriale.

Il controllo dei cicli naturali e la creazione di siccità artificiali non rispondono solo a logiche militari, ma servono una precisa agenda economica: la distruzione programmata delle produzioni agricole locali permette di manipolare i mercati globali, favorendo la speculazione alimentare e l'aumento dei profitti derivanti dalla scarsità indotta.

7. Conclusione: Verso un orizzonte di silicio

Ciò che emerge è la visione di un'atmosfera militarizzata, dove la biosfera è stata sostituita da un'architettura tecnica di metalli e polimeri. Questa aggressione chimica silenziosa sta portando al collasso degli ecosistemi del suolo. La ricaduta costante di bario e alluminio sta alterando drasticamente il PH del terreno, rendendolo alcalino. Questa mutazione chimica sta causando l'estinzione del Rhizobacterium-endomycorrhizae, un microrganismo fondamentale per il trasferimento dei nutrienti dal suolo alle radici delle piante. Senza questo simbionte, la vita vegetale naturale è destinata a soccombere.

Siamo pronti ad accettare un mondo in cui il colore del cielo è deciso da un additivo chimico invece che dalle leggi del cosmo? È giunto il momento di chiederci se il prezzo della supremazia tecnologica non sia, in realtà, la fine della vita biologica come l'abbiamo conosciuta.

Addendum

Come studiosi della geoingegneria e della manipolazione meteorologica per scopi militari non possiamo esimerci nell'esprimere il nostro parere e le nostre considerazioni sul quel DDL "Cieli blu" a rischio anche di essere additati magari come gatekeepers.

Intanto servirebbe parlare chiaro e spiegare bene che una proposta di legge d'iniziativa popolare NON È una legge dello Stato neanche con un milione di firme, sino a quando non viene approvata in parlamento e la parola fine su quello scritto spetta ai deputati ed ai senatori, che sono obbligati a discuterlo sicuramente, ma con comodo e magari con l'aula vuota, e questi possono decidere se ignorarlo, applicarlo così com'è (e ne dubito), oppure snaturarlo completamente.

Le proposte di legge, incluse quelle d'iniziativa popolare, non vengono pubblicate in Gazzetta Ufficiale poiché non sono atti normativi. Sono atti parlamentari e vengono pubblicate solo sui siti della Camera e del Senato. La Gazzetta pubblica, infatti, esclusivamente le leggi approvate e promulgate.

Quella pubblicazione in gazzetta è solo l'annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare.
Serve solo a rendere noto che un gruppo di cittadini ha depositato una proposta presso la Cassazione, affinché possa iniziare la raccolta firme. Da quel momento, i promotori possono raccogliere almeno 50.000 firme per presentare la proposta al Parlamento.
L'art. 71 Cost. riconosce l'iniziativa, ma non vincola le Camere al testo proposto.
Le Camere possono emendarla, riscriverla integralmente o non approvarla.
L'unico obbligo è l'esame, non l'approvazione.

Per questo motivo noi "vecchi" attivisti diffidiamo fortemente e sapete perchè? Perché da anni ci aspettiamo una legalizzazione di queste pratiche, compreso il "cloud seeding". Molte nazioni hanno già normalizzato queste tecniche causando danni indescrivibili, ma non riconoscendone la gravità in quanto spacciati poi per eventi naturali.

E' vero che la "scienza" ufficiale riconobbe nel 2017 che quelle scie provocano alterazioni del tempo meteorologico, considerandole come geoingegneria involontaria. Vero anche che l'associazione meteorologica mondiale, sempre nel 2017, riconobbe che quelle scie provocano coperture, catalogate e definite da loro "nuvole homogenitus", che si trasformano poi in "nuvole homomutatus"; dal 2007 definite dal lemma di origine militare noto come "innocue velature", ma quel DDL non può riguardare quelle scie, poiché la "scienza" ufficiale non le riconosce come geoingegneria volontaria, ma come semplici inquinanti, tanto quanto gli scarichi delle automobili! Ed infatti il DDL proposto dal Maresciallo dell'aeronautica militare italiana Roberto Nuzzo (quella stessa aeronautica che dirige le previsioni meteo...) e redatto dall'avvocatessa Frida Chialastri, non le nomina affatto. Tra l'altro è d'uopo osservare che MAI sono state definite le chiare responsabilità delle autorità governative italiane né dei più alti vertici militari.

Dimentichiamoci quindi che, se anche fosse approvata così com'è la legge proposta, i nostri cieli torneranno come trent'anni fa: blu cobalto ed abbelliti da maestosi cumuli. Non sarà certo con queste azioni che rivedremo i "CIELI BLU" e qui evidenziamo la disarmante innocenza dei promotori che, coscientemente o meno, stanno generando solo false illusioni, impiegando quel termine ovunque.

Aggiungiamo inoltre che, anche con una legge del genere, quelle azioni di geoingegneria sono difficili da dimostrare e da condannare legalmente, tanto più che sono operazioni di geoingegneria operanti a livello globale e coperte da segreto di Stato.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 14 marzo 2026

Geoingegneria e mortalità: il veleno che arriva dal cielo

Il paradosso della mortalità: perché l’Occidente sta cedendo il passo (e che cosa cade dal cielo)

1. Introduzione: La statistica che non ti aspetti

Siamo immersi in una narrazione asfissiante che dipinge l’Occidente come il vertice assoluto del benessere, protetto da un’eccellenza medica e da campagne vaccinali presentate come salvifiche. Eppure, basta grattare la superficie della propaganda per trovarsi davanti a un mondo al contrario, corrotto e degenere. Com'è possibile che nazioni definite "in via di sviluppo" mostrino tassi di mortalità drasticamente inferiori rispetto alle opulente democrazie europee? La discrepanza tra la qualità della vita sbandierata e i dati reali non è un errore statistico, ma il segnale di un’aggressione sistematica. Sotto i nostri occhi si consuma un genocidio silenzioso che le istituzioni cercano di mascherare con ogni mezzo.

2. Il Paradosso Geografico: Quando il "Progresso" diventa letale

Analizzando i dati del 2014 (ultimi disponibili), emerge una geografia della morte che ribalta ogni logica di "progresso". Nonostante l’ostentata superiorità tecnologica e sanitaria, gli stati occidentali stanno letteralmente cedendo il passo. Il confronto tra nazioni martoriate e nazioni "evolute" è agghiacciante:

* Russia: 13,83
* Bielorussia: 13,51
* Germania: 11,29
* Grecia: 11,00
* Congo: 10,17
* Italia: 10,10
* Gran Bretagna: 9,34
* Bangladesh: 5,07

Il dato dell'Italia è emblematico: un cittadino italiano ha una probabilità di morire doppia rispetto a un abitante del Bangladesh. Ma c'è un dettaglio ancora più inquietante che i media di regime omettono: in Italia il tasso di mortalità è aumentato dell'11%, un incremento paragonabile solo ai periodi bui delle due grandi guerre mondiali. Siamo di fronte a una "guerra" non dichiarata, dove il nemico non usa carri armati, ma l’ambiente stesso.

3. L’Arcano delle Scie Chimiche: Il "Nanoparticolato" sotto accusa

Perché l'Occidente muore? La spiegazione dell'arcano risiede nella geoingegneria clandestina. I nostri cieli sono stati trasformati in laboratori per irrorazioni costanti di sostanze tossiche. Non si tratta di semplice inquinamento industriale, ma di un attacco deliberato condotto tramite un cocktail ingegneristico di metalli, polimeri e vetro in forma di nanoparticolato, progettato per bypassare le difese naturali degli organismi.

"I mille inquinanti ambientali, in primis il nanoparticolato di metalli, polimeri e vetro delle scie chimiche, costituiscono la spiegazione dell'arcano".

4. Oltre i Cieli: Il cocktail tossico tra alimentazione e ambiente

La geoingegneria è solo una punta di diamante di un sistema più vasto di somministrazione di veleni a popolazioni ignare. Il "cocktail" mortale non arriva solo dall'alto, ma penetra nelle nostre case attraverso gli organismi transgenici (OGM), che manipolano la base biologica della nostra alimentazione. Si tratta di un attacco su più fronti: mentre l'aria viene saturata di agenti chimici, la contaminazione batterica legata alle operazioni aeree altera l'ecosistema, trasformando ogni respiro e ogni pasto in un rischio per la salute pubblica.

5. L’Ombra Nucleare e i Batteri Killer nei Carburanti

Per comprendere la profondità di questo attacco, occorre osservare come diversi vettori di morte convergano nelle statistiche ufficiali:

* L’Eredità Nucleare: I picchi drammatici di Russia (13,83) e Bielorussia (13,51) rappresentano l'onda lunga del disastro di Chernobyl, dimostrando come le ferite ambientali possano decimare intere popolazioni per decenni.

* Attacco Biologico: Un dato agghiacciante riguarda la correlazione tra operazioni aeree e batteri killer. Le colonie batteriche presenti nei carburanti avio utilizzati per la geoingegneria ricadono sulla popolazione, alimentando l'impennata di setticemie letali negli ospedali. Le corsie ospedaliere sono diventate luoghi di strage silenziosa, con infezioni che aumentano di pari passo con la densità delle scie chimiche nei nostri cieli.

6. Resistenza e Negazionismo: Il caso MUOS e la battaglia dell’informazione

In questo scenario di guerra ambientale, la resistenza dei cittadini è ostacolata dai "negazionisti", veri e propri disinformatori di regime che offendono chiunque lotti per la verità. Un esempio eclatante è il MUOS: nonostante i sigilli della Cassazione ottenuti dai comitati civici, il sospetto di un "trucco concordato" è fortissimo. Pare che l'impianto sia stato attivato con una potenza ridotta di soli 200w invece dei 1600w reali, utilizzando una sola antenna per ingannare i rilievi e rientrare fittiziamente nei parametri legali. È la solita mistificazione di uno Stato che protegge se stesso a discapito della salute dei suoi figli.

7. Conclusione: Un futuro da respirare o da temere?

La guerra ambientale non è una teoria del complotto, ma una realtà scritta nei numeri dei decessi e documentata negli strumenti di controinformazione come l'Atlante dei cieli chimici. È tempo di smetterla di credere alle "veline dei militari" e alle menzogne dei meteorologi di regime. La consapevolezza è l’unica difesa contro chi ha deciso che la nostra sopravvivenza è un costo superfluo.

Siamo pronti a guardare oltre la scia, a sfidare i falsari del negazionismo e a chiederci quanto ci costa davvero il silenzio in merito allo scempio in atto sopra le nostre teste?

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 1 febbraio 2026

Groenlandia contesa: un caso emblematico al crocevia tra “guerra climatica” e geopolitica

“Hanno creato un deserto e l’hanno chiamato pace”. (Tacito)

Sono numerosi gli argomenti che si potrebbero trattare in merito alla geoingegneria clandestina ed addentellati: la situazione, infatti, è statica, anche se in costante peggioramento. Qualunque cosa accada in questo martoriato mondo, la “guerra climatica” è spesso una costante da cui non si può prescindere, come non si può ignorare lo spaventoso deterioramento della situazione odierna nazionale ed internazionale, sotto ogni profilo, etico, socio-economico, politico, culturale.

Abbiamo comunque deciso di pubblicare questo articolo per fare il punto della situazione e per soffermarci su una questione attuale la cui intelligenza può essere utile per orientarsi nell’analisi del tumultuoso presente.

In primo luogo intendiamo ringraziare tutte le amiche e gli amici che ci hanno sostenuto e ci sostengono con elargizioni, consigli, contributi…

In questi ultimi tempi abbiamo privilegiato la pubblicazione di podcast e video finalizzati a chiarire gli aspetti salienti della geoingegneria clandestina: a distanza di tanti anni da quando sono cominciate le operazioni chimiche in atmosfera, molti ancora pensano che le scie effimere siano condensa e quelle persistenti, invece, generate in modo deliberato; altri ritengono, complice un’informazione non corretta, che le attività siano finalizzate a schermare il sole e a far abbassare le temperature. Non è così.

Cogliamo l’occasione per rammentare che le varie sfaccettature del problema sono affrontate ed approfondite con rigore scientifico all’interno dei vari saggi finora pubblicati, in particolare il sempre incisivo “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019. E’ un testo adatto sia per acquisire una visione esauriente del tema sia per fugare eventuali dubbi e smentire stereotipi interpretativi.

Abbiamo notato che taluni fruitori sono incorsi nell’errore di ritenere che, in qualche caso, alla manipolazione dei fenomeni meteo possa soggiacere uno scopo positivo, come quello di contrastare il raffreddamento in corso in concomitanza con la diminuita attività solare. Il cosiddetto “global warming” collegato al biossido di carbonio, è, infatti, una fandonia colossale e semmai si assiste ad una flessione dei valori termici planetari. Ripetiamo che l’uso degli strumenti meteorologici, elettromagnetici e geofisici è sempre dannoso e contronatura: ne conseguono aberrazioni e disastri, anche se, di quando in quando, gli organi di regime accennano alla geoingegneria come un insieme di progetti per riequilibrare il clima e le precipitazioni. Naturalmente è vero l’esatto contrario, fatte salve le finalità militari e di controllo delle risorse alimentari ed idriche. [1]

Consideriamo il caso cruciale della Groenlandia: di per sé, risulta che l’isola non è interessata dallo scioglimento dei ghiacci, visto che l’estensione delle nevi invernali è, tutto sommato, stabile da decenni. Le estati, come è logico, sono relativamente miti lungo la costa meridionale, lambita dalla Corrente del Golfo, e contraddistinte dal disgelo e dalla formazione di iceberg. Tuttavia è vero che zone circoscritte e a macchia di leopardo palesano fusioni repentine dello strato ghiacciato. Da che cosa dipendono tali anomalie? Dalle operazioni aeree: è ovvio. Il cielo della Groenlandia è offuscato da dense coperture chimiche, percorso da un intrico di scie: la crosta glaciale deve essere liquefatta per sfruttare le ingenti ricchezze del sottosuolo (petrolio, gas, pietre preziose, oro, piombo, zinco, criolite… suscitano gli insaziabili appetiti del complesso militare-industriale) e per liberare le rotte artiche essenziali per i traffici. Infine il dominio della regione artica si rivelerà strategico se e quando, come in una combattimento tra galli, Occidente e Oriente si beccheranno e spenneranno con ferocia. Su questi obiettivi sono tutti d’accordo: Statunitensi, Russi, Cinesi non vedono l’ora di esautorare la Danimarca per depredare l’isola e per accelerare i flussi commerciali A tale progetto, in modo quasi profetico, accennavamo già anni addietro nel documentario “Scie chimiche: la guerra segreta”.

Bisogna riconoscere che, nonostante i difetti e le tare dei vari governi, l’amministrazione danese sulla “Terra verde” è stata piuttosto saggia per quanto riguarda la gestione della pesca alle varie specie di cetacei e lo sfruttamento delle miniere. Se, però, la Groenlandia dovesse essere fagocitata dagli Stati Uniti, la situazione degenererebbe sia sul piano geopolitico sia sotto il profilo climatico ed ambientale.

Il caso quindi della terra scoperta e colonizzata dai Normanni nel X secolo e dove da molto tempo abitano gli Inuit è istruttivo: permette di capire, ancora una volta, che la geoingegneria è il fulcro dei principali scenari politici ed economici. [2] Conferma che, di là dall’apparente contrapposizione e malgrado alcune ovvie differenze, mondo occidentale e BRICS sono tutti attori dello stesso dramma. I registi veri non sono né Trump né Putin, che valgono come il due di coppe a briscola, bensì altri. Schierarsi con l’uno o l’altro, come parteggiare per la cosiddetta Destra o la cosiddetta Sinistra è segno di infinita ingenuità, oltre che sbagliato. La vera dialettica è quella che contrappone i vari apparati statali ai popoli, gli oppressori agli oppressi.

[1] E’ per lo meno curioso che le coste delle Isole Maldive, a differenza di quanto predetto dai climatologi catastrofisti, non sono state sommerse dal mare, sebbene l’esecutivo dell’arcipelago continui a denunciare il supposto pericolo circa l’innalzamento del livello oceanico con il fine di ottenere fondi da destinare ufficialmente a misure volte a contenere l’emissione di gas serra.

[2] La Groenlandia fu chiamata “Terra verde” dai Norreni non perché nel Basso Medioevo fosse libera dai ghiacci, ma in quanto Norvegesi e Danesi intesero depistare altri eventuali navigatori. Vero è che l’optimum climatico del periodo consentì di praticare l’agricoltura sul lembo meridionale dell’isola, ma i ghiacci ricoprivano gran parte del territorio. L’Islanda, invece, che era coperta da prati e dal clima molto più mite, fu denominata, sempre con il fine di fuorviare altri esploratori, “Terra dei ghiacci”. In modo analogo alcuni mercanti genovesi erano già giunti in Cina prima di Marco Polo, ma tennero per sé la conoscenza delle vie commerciali così da preservare il monopolio dei lucrosi traffici con l’Estremo Oriente.

Ascolta qui il Podcast.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 16 luglio 2025

Verso una nuova mini era glaciale

Già nel 2017 fummo lungimiranti, avvisando di un possibile imminente periodo in cui le temperature globali sarebbero state più basse, in concomitanza con una diminuita attività solare, il minimo di Maunder, un fenomeno che si ripete ogni undici anni circa in cui la nostra stella produce poche macchie.

Rinfreschiamo quindi la memoria contro i falsi allarmismi su un inesistente riscaldamento climatico che sarebbe dovuto al biossido di carbonio che è, invece, il gas della vita. Intendiamoci, le anomalie meteorologiche sono reali, ma vanno addebitate “in toto” alle micidiali attività di geoingegneria militare.

In effetti, lo abbiamo verificato in più occasioni: ogni volta in cui il traffico aereo civile subisce un qualche blocco (come nella prima decade di luglio 2025), anche di poche ore, i valori termici si riducono, nel cielo si vedono soffici e vaporose nuvole, il sole splende senza accecare né scottare, ritornano le piogge ed il cielo assume nuovamente la sua naturale colorazione blu cobalto. Ciò significa che il riscaldamento globale, ora definito furbescamente “cambiamento climatico”, è determinato SOLO dagli aerei.

Per motivi su cui qui non ci soffermiamo, ad esempio, il giorno 8 luglio 2025, gran parte del traffico aereo civile non è stato autorizzato a volare nei cieli italiani a bassa quota, per cui l’afa e la nebbia sono sparite, mentre sono ricomparsi i cumuli di alta pressione. Ciò dimostra - una volta di più - che il cosiddetto “cambiamento climatico” è dovuto alle migliaia di velivoli (cargo e passeggeri, in qualche raro caso sono unità militari) che, attraversando in lungo ed in largo la bassa troposfera, impediscono la formazione di nubi e causano l’incremento artificiale delle temperature, impedendo altresì le piogge. Il tutto avviene, diffondendo composti tossici e nocivi per gli ecosistemi e gli esseri viventi. Rammentiamo che le celle temporalesche autorigeneranti non esistevano trent’anni fa. Un tempo si scatenavano i temporali di calore, che portavano refrigerio e non generavano grandine distruttiva.

Quindi, quando subite danni, non prendetevela con il povero lavoratore che usa un furgone euro 4 o con chi d’inverno accende la stufa, ma con coloro che finanziano la geoingegneria clandestina con i denari dei contribuenti, tartassati e vessati in ogni modo da un sistema criminale.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 25 maggio 2025

Geoingegneria clandestina: due nuovi rapporti lanciano l'allarme

In tempi recenti sono state condotte due analisi, una sul sudore umano e l'altra su campioni d'acqua piovana. Entrambe arrivano a simili e sconvolgenti risultati. Partiamo dalla prima. Il dottor Henry Healy dell'Energetic Health Institute ha scoperto elementi inquietanti che collegano la geo-ingegneria clandestina al pericoloso accumulo di metalli nell'organismo umano. La sua ultima ricerca, discussa nell'intervista con il tecnico di laboratorio e giornalista Mike Adams, mostra che i campioni di sudore raccolti nei giorni di intensa attività di geo-ingegneria contengono livelli notevolmente più elevati di alluminio, bario e altri metalli tossici rispetto ai giorni in cui non sono presenti scie, persistenti o evanescenti. Lo studio del dottor Healy ha previsto la raccolta di campioni di sudore da individui esposti alle operazioni di aerosol e la loro analisi per rilevare il contenuto di metalli pesanti. I risultati sono stati sorprendenti. I livelli di alluminio sono aumentati di dieci volte, da 281 a 2958 nanogrammi per grammo dopo un solo giorno di esposizione alle attività di geo-ingegneria. Il bario è quasi raddoppiato, mentre i livelli di piombo sono aumentati di cinque volte. Anche nickel, cesio e altri metalli hanno mostrato picchi significativi. Il materiale rilevato è di dimensioni nanometriche, aerosolizzato e si infiltra nelle nostre cellule. Compromette il nostro sistema immunitario, interferisce con le funzioni cellulari e facilita l'insorgenza di malattie.

L'analisi microscopica dei residui delle operazioni clandestine di aerosol rivela organismi sintetici che si nutrono di zucchero, osservati con un ingrandimento di 1500 volte. Questi risultati trovano conferma nel lavoro del dottor Leonardo González Bayona, medico di lunga data che ha presentato pubblicamente i risultati di un'analisi della polvere di ricaduta che rimane sulle superfici dopo le piogge, a Merlo, a San Luis, in Argentina. Gli studi sono stati condotti dal laboratorio JLA, accreditato a livello nazionale a General Cabrera, utilizzando un metodo ad alta precisione, ICP-MASA.

Si tratta di un metodo di analisi con spettrometria di massa a plasma, accoppiato induttivamente. Il rapporto, che evidenzia la presenza di metalli in nanoparticelle, come alluminio, bario, arsenico, zinco e litio, solleva l'allarme per l'impatto sulla salute della popolazione e per la mancanza di risposte istituzionali. Secondo quanto dichiarato dal dottor González Bayona, da diversi anni si osservano cambiamenti insoliti nel cielo sopra Merlo, scie persistenti, nuvole artificiali ed una diminuzione della limpidezza dell'aria, caratterizzata da nebbia chimica.

«Non abbiamo più il cielo terzo e azzurro tipico della Valle del Sole», ha aggiunto. Questa osservazione, unita all'aumento delle malattie respiratorie, lo ha spinto a svolgere delle ricerche per proprio conto, raccogliendo l'acqua piovana, facendola evaporare ed analizzando i sedimenti. In due campioni, uno raccolto ad ottobre ed uno a dicembre 2024, il laboratorio ha rilevato alluminio fino a 20.400 microgrammi per chilo, bario 372 microgrammi per chilo, zinco fino a 349 microgrammi per chilo, stronzio, gallio, boro, litio, arsenico, rame e cromo, presenti a livelli significativi, un resultato mecanico quattro volte in più rispetto alla media naturale nella crosta terrestre.

Per il dottor Gonzales Bayona, quanto accade è parte di una guerra silenziosa contro l'umanità, in cui i cieli vengono manipolati, gli elementi tossici vengono dispersi e la popolazione viene deliberatamente resa malata. Il medico mette in guardia dalle gravi conseguenze che queste nanoparticelle hanno sulla salute umana e sull'ambiente. Spiega che grazie alle loro dimensioni e alle proprietà fisiche e chimiche, le nanoparticelle penetrano in tutte le membrane cellulari, si distribuiscono in tutto il corpo, influiscono sul DNA e sull'RNA e possono rimanere nei tessuti per anni, generando infiammazioni, stress ossidativo e danni genetici.

Sia il dottor González Bayona sia il dottor Henry Healy denunciano che queste tecnologie, promosse dall'elite antiumanità, rappresentano una minaccia a lungo termine per gli esseri viventi e per l'ecosistema nel suo complesso. Hanno anche osservato che elementi come l'alluminio e l'arsenico sono associati a malattie neurologiche come l'Alzheimer e l'autismo e da patologie respiratorie croniche. I livelli rilevati nell'aria sono incompatibili con un ambiente sano.

Se non si indaga si tratta di negligenza o peggio, ha affermato il dottor González Bayona. Questi risultati si vanno ad aggiungere ad altre decine di preoccupanti rapporti, pubblicati dagli inizi degli anni 90 ad oggi, senza che vi siano state risposte concrete a livello istituzionale. A questo proposito è bene ricordare che le operazioni di geo-ingegneria hanno fini militari, collegati alle comunicazioni in alta frequenza e che il solar management è solo una copertura.

Le dichiarazioni secondo cui la geo-ingegneria sarebbe stata interdetta in alcuni stati della federazione sono solo fumo negli occhi, in quanto è impossibile rinunciare all'aviodispersione di composti chimici idroscopici ed elettroconduttivi, che sono funzionali alle tecnologie più avanzate per la trasmissione dei segnali elettromagnetici in banda kA, cui attualmente si ricorre in quasi tutte le nazioni nel mondo. Ne si deve dimenticare che il controllo del ciclo dell'acqua è basilare nell'ambito della geo-ingegneria per gestire il flusso delle risorse economiche ed in particolar modo agricole.

Guarda il video sul nostro canale YouTube.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 16 maggio 2025

L'alluvione del 1966 ed il progetto C.N.R. di semina delle nuvole: una diretta correlazione

Ricordate le devastanti alluvioni del 1966? Proprio nel fatale 1966 furono condotti esperimenti di “cloud seeding”, cioè di “inseminazione delle nubi” con agenti chimici.

Titolo dello studio, in inglese: “A Biennal Systematic Test of some Newly-Developed Cloud-Seeding Nucleants, under Orographic Conditions” (documento allegato - vedi link). Tre ricercatori – Alberto Montefinale, Gianna Petriconi [1] (Ricordate la Petriconi?) ed Henry Papee, spiegano che, dal gennaio del 1966 al giugno del 1968, fu condotto un “test sistematico” di sollecitazione delle nuvole sui Colli Prenestini, ad est di Roma. Obiettivo: provocare l’aumento delle precipitazioni mediante “dispersione di aerosol” in atmosfera.

Riassunto: "Un esperimento sistematico di inseminazione delle nuvole è stato condotto nelle Colline Prenestine, ad est di Roma, nel periodo gennaio 1966 - giugno 1968. L'obiettivo era determinare se l'uso di nuclei giganti di condensazione monodispersi, emettitori di elettroni, e di nuclei giganti di formazione del ghiaccio di AlzSa, entrambi recentemente sviluppati nei nostri laboratori, potrebbero aumentare le precipitazioni su un'area circostante al sito di dispersione dell'aerosol. Il metodo di valutazione prevedeva confronti di precipitazioni cadute durante la settimana successiva all'aerosol di circa 15 kg di particolato, alle precipitazioni raccolte nelle due settimane successive a tale periodo. I risultati mostrano che, nonostante una quantità relativamente piccola di nuclei utilizzati per l'operazione di semina e nonostante un disegno di valutazione dei dati apparentemente svantaggiato, i rapporti normalizzati e cumulati degli eventi di precipitazione, associati a quei periodi di tempo, indicano aumenti significativi durante l'estate e l'autunno e diminuzioni significative durante la stagione invernale, sull'area considerata. NdR".

[1] La Dottoressa Gianna Petriconi fu tra coloro che presentarono un brevetto utile ad impedire la formazione di nubi. Un brevetto del C.N.R., ovviamente. E' possibile modificare le condizioni meteorologiche e manipolare i cicli pluviometrici, intervenendo sulle nubi tramite l'impiego di carburanti idonei? La risposta è affermativa. Infatti trattasi di un brevetto risalente al lontano 1973 e nel 1977 assegnato al Consiglio Nazionale per le ricerche (C.N.R.). Nel testo è spiegato in modo approfondito com'è possibile alterare la composizione del combustibile al fine di abbattere l'umidità atmosferica e dissolvere le formazioni nuvolose che potrebbero causare precipitazioni piovose. Ciò è possibile additivando alluminio, magnesio ed altri elementi alcalini che, reagendo con i solfuri di scarto, derivanti dalla combustione, determinano una fine miscela di nanopolveri igroscopiche. E' quindi evidente com'è vantaggiosa ed economica la collaborazione delle compagnie civili, giacché la capillarità delle rotte commerciali permette di intervenire ovunque si intenda distruggere o deviare intere perturbazioni. Cade così ogni fantasiosa spiegazione negazionista, volta a screditare quella che, secondo i media di regime, sarebbe solo una leggenda metropolitana nata dalla sfrenata fantasia di due fantomatici appassionati di bioterrorismo. Curioso, come dicevo, che gli stessi autori del brevetto, poi scrivono un libro proprio su quelle nubi che, ora, grazie a quello stesso brevetto, non esistono più.

🔹 LEGGI QUI L'ARTICOLO CORRELATO.

🔹 GUARDA QUI IL VIDEO.

🔹LEGGI QUI LO STUDIO "A Biennal Systematic Test of some Newly-Developed Cloud-Seeding Nucleants, under Orographic Conditions".

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 28 aprile 2025

"CHEMICAL RAINBOWS" - "IRIDESCENZE CHIMICHE"

Era il 16 giugno 2006, quando il fisico canadese Neil Finley, mentre guidava nella Statale 1, vicino a Victoria, ossservò per la prima volta un fenomeno che così descrisse: "Mi fermai per vedere una piatta nuvola bianca, incredibilmente bianca, incredibilmente ampia. Era sconvolgente da vedere".

La luce solare riflessa da quella enorme nuvola innaturale "occultava" il sole ed era caratterizzata da una serie di strisce prismatiche di colore rosa, verde e viola. Una tale "birifrangenza", spiegò Finley, "non si verifica mai con il vapore acqueo, perché la separazione dei colori si ottiene solo in un sistema di rifrazione cristallino".

Tali interferenze prismatiche con lunghezze d'onda luminose avvengono solo con "materiale solido estremamente fine", precisò Finley. Queste microscopiche particelle sospese "generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce".

Finley confermò che si stava riferendo specificamente agli agenti chimici rilasciati artificialmente in atmosfera da velivoli civili e militari.

Il fenomeno della birifrazione (o birifrangenza o doppia rifrazione) non avviene mai con il vapore acqueo, con cui si assiste al fenomeno della rifrazione e della riflessione. Il particolato molto fine, sospeso nell'atmosfera genera dei campi di interferenza attorno ad ogni particella. I raggi luminosi vengono birifratti: : il raggio incidente r si divide in due raggi rifratti, r' e r'' della stessa intensità e polarizzati lungo piani perpendicolari. Tale fenomeno occorre soprattutto con il quarzo, il rame, l'alluminio ed il litio.

Tale iridescenza é il tipico ''optical rainbow effect'' che viene descritto a pagina 8 del brevetto numero 29142, datato 22 febbraio 1977. Brevetto realizzato dal C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), su commissione del Governo statunitense. A pagina 8, laddove si fa riferimento ai ''rainbow effects'', si parla chiaramente, tra le altre cose, di dispersione di alluminio sotto forma di micro particelle.

In tutta evidenza, quindi, le iridescenze, che spesso si formano in concomitanza con operazioni di geoingegneria, caratterizzate da scie persistenti (per bloccare le perturbazioni), non sono dovute alla presenza di goccioline d'acqua in sospensione, come mendacemente dichiarato dalle fonti ufficiali, ma da piccole, letali, particelle metalliche aviodisperse.

🔷 Guarda il video sul canale YouTube di Tanker Enemy.

🔷 ENGLISH VERSION ON OUR YOUTUBE CHANNEL HERE

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 26 aprile 2025

Geoingegneria clandestina - Facciamo chiarezza

"Inseminazione delle nubi temporalesche" (cloud seeding): che cos'è e perché non si deve confondere con le cosiddette "scie chimiche" o "chemtrails". Si tratta di operazioni limitate ad aree circoscritte e sono atte a modificare il tempo atmosferico, stimolando le precipitazioni piovose. Hanno quindi scopi diametralmente opposti alle cosiddette "scie chimiche" e le tecniche di attuazione sono assolutamente differenti.

Le operazioni di "cloud seeding" sono messe in atto da piccoli aerei al di sopra delle nubi temporalesche, a quote attorno ai 7/8000 metri (non li si può avvistare). Sono eseguite per causare le piogge e, in molti casi, determinano disastrosi nubifragi, poiché, una volta che le nubi sono state inseminate dai "nuclei di condensazione" - costituiti in genere da ioduro d'argento e ghiaccio secco (in alcuni casi si usano batteri modificati geneticamente) - si possono generare situazioni fuori controllo.

Per questo motivo la frequenza delle alluvioni è aumentata, passando da uno o due "nubifragi" all'anno ad oltre cinque.

Rammentiamo che lo Stato di Israele collabora con il Governo italiano nell'ambito di progetti per la modifica del tempo. Tra questi il famigerato "Progetto Pioggia". Questa tecnologia era stata importata in Italia nel 1985 ed era stata esplicitamente indicata nelle conclusioni di un’indagine del Senato della Repubblica sull’acqua. Era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite, affidato all'azienda Tecnagro e svòltosi a Paestum (Salerno), nel 1994. Era chiaramente indicata nella legge Galli (5 gennaio 1994, numero 36), per legalizzare la stimolazione della pioggia e gestirne i finanziamenti.

Le "scie chimiche", termine mutuato dall'inglese militare "chemtrails", sono operazioni di geoingegneria clandestina, che impiegano i grandi aerei commerciali (passeggeri e cargo) ed hanno un impatto globale, poiché modificano le condizioni atmosferiche, determinando siccità ed aumento delle temperature. Gli aerei coinvolti sono circa 200.000 al giorno e le regioni maggiormente colpite sono quelle più antropizzate. Gli aeromobili coinvolti sono dotati di dispositivi ad-hoc per la dispersione, ma bruciano anche carburanti additivati speciali. In questo caso si parla di "Inseminazione igroscopica delle nubi basse". Infatti i velivoli che sono impegnati nella dispersione di composti prosciuganti (che assorbono l'acqua presente in atmosfera), volano a bassa quota. In genere a quota troposferica (bassa atmosfera), per cui a non più di 3.000 metri di altitudine. Per questo si possono vedere e distinguere nei dettagli. Le quote fornite dall'App Flightradar24 sono inattendibili e forvianti. Lo scopo principale è IMPEDIRE le piogge e controllare i cicli naturali. In tal modo si influisce negativamente sulla produzione agricola e si ricavano alti profitti, facendo aumentare i prezzi.

Il "cloud seeding" e l'"hygroscopic cloud seeding" sono complementari. Infatti, al fine di rendere l'aria secca, ostacolare le piogge e rendere elettroconduttiva l'atmosfera per scopi strategici, è necessario che le enormi energie in gioco si scarichino in qualche modo periodicamente. Perciò si provocano piogge devastanti in aree circoscritte ed in tempi limitati, al fine di scaricare al suolo le enormi quantità di acqua che si accumulano in quota, nelle nubi temporalesche.

Le ormai tristemente note "bombe d'acqua" non sono dunque frutto del caso o di fantomatici "cambiamenti climatici", dovuti al CO2, ma sono diretta conseguenza di una volontaria alterazione degli equilibri atmosferici e fanno parte del programma di militarizzazione dei nostri cieli.

Le cosiddette "scie chimiche" sono rilevabili da terra e gli aerei che le rilasciano sono perfettamente identificabili, poiché volano a bassa quota (generalmente a quota cumulo) e quindi ad altitudini prossime ed anche inferiori ai 3.000 metri. Possono essere persistenti e lunghe o evanescenti e corte. Queste attività illegali mirano a prosciugare l'atmosfera e ad evitare che si formino nubi temporalesche.

Qualora una perturbazione appaia difficile da distruggere, entra in gioco il "cloud seeding" e la pioggia è fatta cadere abbondante in aree circoscritte, causando danni a cose e persone. Non di rado si contano svariate vittime e danni alle infrastrutture per milioni di euro.

Peraltro le dichiarazioni secondo cui le cosiddette operazioni di geoingegneria sono vietate in alcuni Stati, rappresentano un inganno, in quanto la manipolazione della nostra atmosfera ha meramente scopi militari ed il contrasto al riscaldamento globale è solo una patetica copertura. Di conseguenza nessuna Nazione in possesso di un esercito moderno può oggi rinunciare all'aviodispersione di elementi igroscopici ed elettroconduttivi, poiché le moderne tecnologie di difesa ed attacco sono strettamente dipendenti dalla manipolazione del tempo e del clima. Questa è la dura realtà.

Guarda il video sul canale YouTube di Tanker Enemy.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 23 gennaio 2024

Crollo dell'agricoltura... e non solo...

E’ evidente che l’agricoltura è sotto attacco. Di recente anche in Italia, sull’esempio di Tedeschi, Rumeni, Francesi, Polacchi…, gli agricoltori ed allevatori hanno cominciato a manifestare contro le decisioni del governo e dell’Unione europea: sono misure che danneggiano il settore primario, additato come una delle principali cause del “riscaldamento globale” e di altre idiozie simili.

La geoingegneria clandestina ha preparato letteralmente il terreno alla crisi agricola: da decenni si diffondono composti che rendono sterile il suolo: si portano all’estinzione i rizobatteri, si alternano prolungati periodi di siccità a disastrose alluvioni e grandinate. Poi si sono aggiunte le politiche “green” con l’installazione di impianti fotovoltaici o agrivoltaici in varie zone tra cui il Piemonte dove le risaie stanno progressivamente per essere sostituite, con le buone o con le cattive, da centrali destinate alla produzione di energia solare (ne dà conto in modo egregio Simone Ippolito sul suo canale), con l’erogazione di incentivi agli imprenditori affinché lascino i campi incolti, con la riduzione delle agevolazioni sui carburanti agricoli etc.

Il fine non è solo quello di favorire grosse società attive nel settore del fotovoltaico o rendere i paesi europei dipendenti dalle importazioni estere di derrate alimentari o di convincere i consumatori a nutrirsi di insetti, ma anche quello di portare ad un crollo della produzione alimentare, ad un collasso dell’economia.

Non sappiamo di preciso che cosa i farabutti abbiano in mente, ma è palese che la loro agenda è spaventosa. Comunque, qualcosa si può anticipare di quello che succederà: basta analizzare gli eventi e considerare le profezie dei testi tradizionali che, si sia credenti o no, si stanno tutte avverando. E’ così: ciò che deve accadere accadrà e non saranno né Trump (ossia il burattino di Kushner) né Putin o altri a salvarci, visto che sono tutte pedine del gioco, un gioco che prevede il divampare di sempre nuovi focolai (Russia contro Ucraina, Israele contro Palestina, Sciiti contro Sunniti, mondo islamico contro Occidente, Cina contro Taiwan, Corea del Nord contro Corea del Sud…), volti ad esacerbare la crisi economica, con l’aumento dei prezzi relativi a materie prime e la conseguente inflazione. Questi focolai sono, però, anche probabilmente il preludio di un Terzo conflitto planetario con l’uso di armi nucleari.

Riteniamo che le prossime mosse dei globalisti saranno le seguenti: introduzione del marchio, attraverso la sostituzione del contante con il denaro digitale programmato. Vogliamo vedere chi rifiuterà il microprocessore sottocutaneo o diavolerie simili, di fronte al ricatto “o lo accetti o non mangi”, quando moltissimi, negli anni appena trascorsi, hanno ceduto all’aut aut del “pasticcino” solo per andare a gozzovigliare al ristorante o a flettere i muscoli in palestra. Il passo successivo sarà appunto la conflagrazione mondiale.

Tra l’altro i criminali sono talmente spudorati da spiattellare i loro piani: evocano una nuova pandemenza da patogeno X con tanto di restrizioni ed obblighi pseudo-sanitari, un attacco cibernetico globale - di cui accusare la Nord Corea o l’Iran, ad esempio - una tempesta geomagnetica che potrebbe causare un ritorno ad un’età pre-industriale, ma senza le risorse e le capacità di quell’epoca, un tracollo dell’economia che richiederà di centralizzare tutto: il governo, le forze armate, le banche, la “sanità”, l’”informazione”, il sistema “educativo”, la produzione di merci, i “servizi” essenziali…

Come essere ottimisti di fronte a questo scenario? Sia ben chiaro: riteniamo che un’età dell’oro attenda le generazioni future, ma per accedervi, bisognerà passare attraverso una porta strettissima; non ci si arriverà gratis e senza sacrifici. Non sarà una sfilata di trattori a cambiare le cose, non servirà inalberare cartelli contro l’Unione europea o il World economic forum: sono iniziative lodevoli, ma sarebbero necessarie azioni più incisive e dirompenti, come uno sciopero fiscale drastico e generalizzato oppure il rifiuto netto di adeguarsi alle norme balzane e deleterie delle “città da quindici minuti” o con i limiti di velocità a trenta chilometri orari. Non basta chiedere qualche sgravio fiscale: bisognerebbe esigere la totale cancellazione dei provvedimenti europei in ogni campo. Sarà una protesta ad oltranza, anche qualora il sistema dovesse escogitare uno stratagemma per annientare il dissenso? Chi lo guida è del tutto affidabile? Anni fa, il "movimento dei forconi" - ammesso e non concesso che non fosse pilotato da qualche figura ambigua – fu neutralizzato con nevicate e gelo artificiali: la geoingegneria è il loro asso nella manica. Purtroppo, ci pare che il gregge sia sempre più inetto e gregario.

Anche solo nel campo della geoingegneria illegale, in tutti questi anni, quali progressi si sono compiuti? Da un punto di vista della ricerca, noi di Tanker Enemy, pure grazie alla collaborazione di valenti ricercatori tra cui citiamo almeno Enrico Gianini e Marvin Herndon, abbiamo fatto miracoli, anche se l’uomo comune ha compreso e recepito poco, per colpa soprattutto di quei personaggi pseudo-indipendenti che ancora delirano di scie di condensa (quelle evanescenti, a loro parere) o di aerei soltanto militari impegnati nelle operazioni o di scie che causano le piogge. E no, non è sempre… carnevale e non si può ancora perdere tempo con questi pagliacci che intrattengono il pubblico pagante, con i cialtroni che farneticano di ascensione, di interventi salvifici, di cambiamenti vibrazionali.

Dunque speriamo nel meglio, ma prepariamoci al peggio. “Freccia prevista vien più lenta”, scrive Dante. Prepariamoci almeno dal punto di vista psicologico. I tempi che verranno saranno duri, cruciali, decisivi: trasformeranno gli uomini in eroi oppure in schiavi. Dipende solo da noi.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...