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venerdì 6 giugno 2025

Deliberata riduzione delle piogge: come e perché

In questi ultimi cinque giorni le attività di geoingegneria si sono notevolmente intensificate e purtroppo la stragrande maggioranza delle persone che osservano il fenomeno, non sono in grado di motivare la presenza di quelle scie, persistenti e non, che poi si espandono sino a creare delle compatte coperture artificiali che, contestualmente, dissolvono le nubi naturali (i cumuli) e trasformano il cielo in un letale sudario grigiastro.

Quali sono dunque i motivi per cui, in alcuni periodi, le operazioni si intensificano? Semplice: sono previsti in arrivo fronti perturbati, i quali saranno inibiti. Le precipitazioni saranno dunque ritardate e pioverà con meno intensità. In taluni casi, se però il fronte perturbato è troppo grande per essere distrutto, si inquineranno le nubi temporalesche, affinché l'acqua in esse contenuta, verrà additivata di magnetite e ferro, così da evitare il problema dei problemi: lo "scattering". Che cosa è lo "scattering"? E' un disturbo radio, procurato dall'acqua presente nelle nubi. L’umidità e le nuvole, soprattutto i cumuli che sono i serbatoi della pioggia e che si trovano a quote basse, sono nemiche dei sistemi radar e satellitari che operano in un particolare range di frequenze (banda KA). Le nubi naturali disturbano e diradano i segnali elettromagnetici. La magnetite ed il ferro permetteranno ai militari di vedere ugualmente attraverso i cumulonembi che, diversamente, creerebbero un muro invalicabile.

In questo periodo, durante il quale la guerra elettronica e l'impiego di micidiali armi comandate da remoto sono essenziali, è fondamentale che aerei civili e militari si adoperino per modificare a piacimento il meteo, con buona pace dei soliti negazionisti d'accatto che continuano a pubblicare inutili scartafacci di disinformazione sul tema.

Nelle mappe riportate in testa all'articolo si osservi come le coperture igroscopiche (definite "innocue velature" dai servizi meteo), fungano da barriera prosciugante, tanto che la perturbazione in arrivo dalla Francia nella serata del 30 maggio, è stata agevolmente fermata ai confini con il territorio italiano.

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sabato 1 luglio 2023

Geoingegneria: modificare il meteo per combattere il cambiamento climatico? Colossale menzogna!

Geoingegneria è una parola con cui si intende un insieme di interventi tecnologici per controllare e modificare i fenomeni meteorologici e climatici. Come avevamo intuito tempo addietro (Vedi "Scie chimiche: le possibili menzogne future"), i governi, succubi dei militari, tramite enti di "ricerca" e "scienziati" corrotti, stanno, un po' alla volta, abituando l'opinione pubblica ad accettare l'idea che, per contrastare il fantomatico "riscaldamento globale", è necessario ricorrere e con urgenza agli aerosol atmosferici (particolato contenente alluminio, bario grafene, zolfo etc.). Si tratta di una maniera per legalizzare l'infame operazione "scie chimiche", i cui scopi reali non attinenza con il clima, ma con il controllo demografico e dell'economia, e per scaricare sulla collettività gli stratosferici costi delle attività di avvelenamento globale. Non mancheranno gli stolti che, confidando nelle istituzioni, plauderanno all'iniziativa. Non mancano i disinformatori che, pur di non ammettere la possibilità di influire sul clima anche in modo incisivo, affermano che questi piani geoingegneristici sono e resteranno irrealizzabili. Naturalmente la geoingegneria, sebbene sia presentata come un progetto, è prassi diffusa da almeno venticinque anni: si tratta solo di assuefare la gente all'idea affinché si spargano letali veleni, con l'avallo degli esecutivi e con il consenso, obtorto collo, dei cittadini. Non è il caso di dimostrare il carattere fallace dei vari studi ed articoli sulla geoingegneria ufficiale che - ammettiamolo per assurdo - se pure fosse stata concepita ed attuata come un rimedio, sarebbe un rimedio assai peggiore del "male".

Euronews titola: La Commissione europea lancia la discussione sul tema, in vista di una possibile regolamentazione a livello globale. Si chiama geoingegneria ed è una possibile risposta al cambiamento climatico: prevede di modificare le condizioni meteorologiche per influire sulla temperatura della Terra. Si tratta di una tecnologia controversa, i cui sviluppi (e i rischi) sono ancora da definire..

Quindi... fateci capire: noi di Tanker enemy lanciammo l'allarme sulle operazioni clandestine di geoingegneria nell'ormai lontano 2005. Prima ci hanno insultato e diffamato e poi ci hanno subissato di procedimenti penali ed ora, belli freschi, ammettono che è tutto vero? Chi spiegherà loro che sono almeno trent'anni che manipolano e stravolgono massicciamente il tempo? E già che ne sono perfettamente al corrente, ma ora intendono legittimare la distruzione della biosfera e rendere legale l'assassinio di milioni di esseri viventi sulla Terra, con la scusa del contrasto ad inesistenti "cambiamenti climatici" da attività umane. In realtà sono le operazioni di geoingegneria clandestina la vera causa degli sconvolgimenti dei fenomeni meteo, ma i criminali dell'Unione europea ed i nostri governi fingono di non saperlo.

Guarda il servizio VIDEO di EURONEWS.

LINK alternativo sul canale YouTube.

Facciamo chiarezza:

🔹 Attacco dal cielo: Geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi
🔹 Scie chimiche - La guerra segreta
🔹 Scie chimiche: la verità nascosta. Le prove

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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 13 luglio 2022

Piovono polimeri

La prima volta in cui noi di Tankerenemy ci occupammo dei polimeri prodotti dalla Dyn-O-Mat di Peter Cordani fu nel lontano 2006. Già allora era evidente come i polimeri igroscopici dell'inventore statunitense di origini italiane erano di notevole rilevanza, considerato che tracce di questo materiale erano state segnalate in precedenza da diversi testimoni negli Stati Uniti d'America, in particolare nello Stato di Washington. In seguito altri ritrovamenti al suolo si sono succeduti in Francia, Germania, Regno Unito. Ora dobbiamo ringraziare un intelligente cittadino italiano che, una volta ritrovatasi l'auto ricoperta dalle semisfere di gel di silicio, usate per impedire le precipitazioni piovose, le ha raccolte e fotografate. Il gel igroscopico di Peter Cordani ha lo scopo precipuo di assorbire l'acqua presente nelle nuvole: in questo modo se ne inibisce lo sviluppo, sicché cadono piogge o grandinate brevi, non utili a rimpinguare le falde acquifere.

Quelli che vedete in foto di copertina nonché nel video sono campioni recuperati da un'auto esposta alla forte grandinata del 06/07/2022, avvenuta nella banlieu di Napoli. Questi polimeri sono il residuo che si è formato sulla vettura quando i chicchi di grandine si sono sciolti.

In questo inizio d'estate, con temperature fuori norma e scarsità di pioggia su tutto il territorio italiano, è facile addebitare la responsabilità a fantomatici "cambiamenti climatici", dovuti alle attività umane ed alle emissioni dell'ingiustamente demonizzato CO2, ma, se davvero vogliamo conoscere i responsabili, dobbiamo guardare all'apparato militare-industriale-governativo che, con scientifica premeditazione, si sta adoperando, attraverso tecniche di geoingegneria (composti chimici ma anche campi elettromagnetici ad hoc), affinché il paese affronti una terribile siccità, di modo che potranno essere attuate norme eccezionali sulle forniture d'acqua potabile il cui primo scopo è la privatizzazione dell'oro blu. Altri fini possono essere individuati: generare un'altra "emergenza", quella climatica, con tutti gli annessi e connessi, proporre "rimedi" peggiori del male, ossia la costruzione di energivori impianti per dissalare l'acqua marina (in quelli di nuova generazione si usa il grafene che sarebbe quindi diffuso insieme con le "vaccinazioni" che non sono state certo abbandonate).
Ricordiamo, però, che l'obiettivo principale è il seguente: come osserva l'amico Enrico Gianini, "CONTROLLARE IL CICLO DELL'ACQUA SIGNIFICA CONTROLLARE LA PRODUZIONE DI CIBO". I costi ed i prezzi delle derrate alimentari sono destinati a crescere in modo vertiginoso sì da giustificare interventi dell'esecutivo solo in apparenza a favore della popolazione, ad esempio, il reddito universale, ma pure la dichiarazione dello stato di emergenza che implica, come prima misura, l'introduzione di nuove accise sui carburanti. Si genererà così una spirale inflazionistica che, unita alle disastrose conseguenze della "guerra" tra Federazione russa ed Ucraina, si inquadra nel "Grande ridisegno" (Great reset), la cui meta consiste in una ridefinizione degli equilibri planetari con Europa, Stati Uniti e Canada ridotti a condizioni da Terzo mondo, mentre i BRICS (Brasile, Russia, Cina, India, Repubblica Sudafricana) probabilmente deterranno la supremazia economica e politica.

Il brevetto a cui ci si riferisce è il seguente:

United States Patent 6,315,213 Cordani November 13, 2001
------------------------------------------
Method of modifying weather

Abstract

A method for artificially modifying the weather by seeding rain clouds of a storm with suitable cross-linked aqueous polymer. The polymer is dispersed into the cloud and the wind of the storm agitates the mixture causing the polymer to absorb the rain. This reaction forms a gelatinous substance which precipitate to the surface below. Thus, diminishing the clouds ability to rain.

------------------------------------------
Inventors: Cordani; Peter (1374 N. Killian Dr., Lake Park, FL 33403)
Appl. No.: 598660
Filed: June 21, 2000

Dettagli su brevetto.

Si ringraziano gli amici Marco Esposito ed Enrico Gianini per averci messo in condizioni di realizzare questo articolo.

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mercoledì 4 settembre 2019

Polvere di carbone, grafene, magnetite e ferro diffusi deliberatamente nella troposfera: la geoingegneria è la vera causa del riscaldamento planetario



Risale all'agosto 2018 la pubblicazione di uno studio referato, a cura del fisico nucleare statunitense Dott. J. Marvin Herndon (Transdyne Corporation) e del Dott. Mark Whiteside (Florida Department of Health in Monroe County). In questo rapporto sono chiariti gli aspetti relativi al "global warming" ed alle sue reali cause. Infatti si asserisce, dati alla mano, che per bloccare il riscaldamento globale, si devono interrompere immediatamente le attività di geoingegneria clandestina nella troposfera (hygroscopic cloud seeding) e gli incendi (dolosi) delle foreste. In particolare i due scienziati confermano che sono diffusi, tra gli altri elementi e composti, tramite aerei, cenere di carbone, magnetite e ferro, nell'ambito di programmi militari segreti. A proposito della magnetite, bisogna ricordare che, a seguito di precipitazioni piovose, si riesce ad attrarre con una calamita i depositi di polvere che si stratificano sulle carrozzerie e sui vetri delle auto. Per quanto riguarda la nostra esperienza, si può citare un episodio: facendo volare il drone in mezzo ad alcuni cumulonembi (decollo da area non antropizzata e priva di antenne o linee elettriche, posta a 1600 metri di altitudine), abbiamo riscontrato malfunzionamenti temporanei della bussola di bordo [1]. Il che conferma, in modo indiretto, che le nuvole sono inseminate con particelle di magnetite e ferro, materiale che, evidentemente, provoca i malfunzionamenti del sistema di orientamento del drone DJI, come se questo fosse avvicinato ad uno o più oggetti di metallo.

"Conseguenze geofisiche del riscaldamento dovuto al particolato troposferico: ulteriori prove del fatto che il riscaldamento globale antropogenico è principalmente causato dall'inquinamento da particolato".

J. Marvin Herndon
Transdyne Corporation, 11044 Red Rock Drive, San Diego, CA 92131, USA.
Mark Whiteside
Florida Department of Health in Monroe County, 1100 Simonton Street, Key West, FL 33040, USA.

ABSTRACT

La comunità delle Scienze del clima ed il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici hanno disinformato i governi del mondo, non riconoscendo la geoingegneria del particolato troposferico che è in corso da decenni con intensità e durata sempre crescenti e trattando il riscaldamento globale esclusivamente come un bilancio delle radiazioni. E' un problema che ha portato ad una comprensione seriamente incompleta e superficiale dei fattori fondamentali che influiscono sulle temperature sulla Terra.

Qui esaminiamo le conseguenze del riscaldamento dovute al particolato troposferico per assorbimento della radiazione solare ad onde corte e lunghe e radiazione delle onde lunghe dalla superficie terrestre.

Generalmente, il carbonio nero assorbe la luce sull'intero spettro solare; il carbonio marrone assorbe le lunghezze d'onda vicine ai raggi UV e, in misura minore, la luce visibile; gli ossidi di ferro sono buoni assorbitori, il più efficace è la magnetite.

La cenere volante di carbone pirogeno, derivante sia dalla combustione del carbone sia dalla geoingegneria troposferica, direttamente dispersa tramite aerei (per scopi militari e/o ingegneria del clima), contiene ossidi di carbonio e ferro, ematite (grafene) e magnetite.

Il cambio di paradigma recentemente pubblicato rivela che la radice precipua del riscaldamento globale non è la ritenzione di calore da biossido di carbonio, ma l'inquinamento da particolato aviodisperso che assorbe le radiazioni, riscalda la troposfera e riduce l'efficienza della rimozione del calore atmosferico-convettivo dalla litosfera.

Oltre ai dati della Seconda guerra mondiale, sono esaminate altre tre linee indipendenti di prove a sostegno delle argomentazioni: (1) passaggio sopraelevato del Monte nonché il pennacchio vulcanico di Sant'Elena; (2) indagini sulla radioonde e sull'etalometro di Talukdar et al.; (3) soppressione della convezione sull'Atlantico settentrionale provocata dalla polvere soffiata dal Sahara. I rischi associati alla diffusione di particolati di aerosol nella stratosfera, in modo naturale, involontario o deliberato, come proposto per la gestione delle radiazioni solari, comportano la distruzione dell'ozono atmosferico. Per risolvere il riscaldamento globale l'umanità deve (1) fermare immediatamente la geoingegneria del particolato troposferico; (2) ridurre le emissioni di particolato dai forni industriali a carbone (specialmente in India e Cina) e dai gas di scarico dei veicoli; e, (3) eliminare gli additivi per carburanti (avio e per veicoli n.d.a) che formano particelle; (4) impedire lo scioglimento del permafrost, fenomeno con cui si sprigiona metano, potente gas serra (addendum nostro).

Qui lo studio in formato PDF.



[1] Il segnale GPS è necessario ma non è sufficiente per assicurare che il drone "torni a casa" in sicurezza. Anche la bussola del drone deve quindi essere relativamente libera da interferenze. Il segnale GPS serve a determinare solo la posizione del velivolo radiocomandato, mentre la bussola serve a definire il suo orientamento. Se si avvia la procedura RTH, il drone girerà e volerà verso il Punto base, ma se non sa in quale direzione voltarsi, può finire per volare da qualche altra parte.

L’applicazione DJI GO avverte se l’interferenza della bussola è eccessiva. Il Mavic Pro ed altri nuovi droni DJI hanno le bussole ridondanti, ma se una o entrambe sono in rosso, è una buona idea eseguire nuovamente la calibrazione o spostarsi in una zona in cui siano presenti meno interferenze.

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domenica 7 aprile 2019

Neve contaminata



Durante la primavera 2009, numerosi sci alpinisti segnalarono la presenza, sotto le solette degli sci, di un materiale nerastro e appiccicoso che rendeva difficoltosa la discesa. Le segnalazioni interessarono un'area piuttosto ampia, dalle Alpi Marittime alle Alpi Lepontine, a quote comprese tra 1500 e 2500 metri.

Furono prelevati campioni di materiale solido direttamente dalle solette degli sci e campioni di neve presso le località maggiormente coinvolte dalle segnalazioni: le analisi in laboratorio si occuparono della determinazione delle concentrazioni
di carbonio organico, azoto totale, metalli pesanti ed altri composti in tracce, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed alifatici.
I campioni di neve, inoltre, furono analizzati per la determinazione di PH, conducibilità elettrica, ioni principali; su alcuni campioni fu inoltre eseguita la speciazione e la quantificazione dei grani pollinici presenti.

Nei campioni di materiale solido i risultati delle analisi evidenziarono un elevato contenuto di carbonio organico, idrocarburi alifatici a catena lunga e idrocarburi policiclici aromatici. In alcuni casi, furono rilevati considerevoli livelli di metalli pesanti, tra cui zinco, rame, molibdeno, cadmio, antimonio, piombo e bismuto. Fu riscontrato un moderato arricchimento rispetto alle concentrazioni medie crostali, indicando così che l’origine di questi elementi poteva essere, almeno in parte, antropica (residui di combustione).

Sui campioni di neve prelevati in superficie emersero elevate quantità di grani pollinici, soprattutto di specie arboree provenienti dalle aree forestali limitrofe (pini, larici, faggi). Dalla caratterizzazione chimica dei campioni di neve emerse un contenuto di carbonio organico disciolto superiore non solo a quello rilevato nel 2009 nelle Alpi Orientali, ma addirittura superiore a quello osservato nella neve di Torino.

Anche nella neve, analogamente al materiale solido, furono rilevate elevate concentrazioni di idrocarburi pesanti e IPA. Gli strati più interni del manto nevoso mostrarono caratteristiche chimiche in linea con quelle tipiche delle Alpi, dimostrando che la contaminazione interessava principalmente la porzione di neve superficiale.

Si può ipotizzare che il fenomeno della “neve collosa” sia riconducibile alla deposizione su larga scala di residui di combustione (aerei?), simili per composizione chimica a fuliggine o nerofumo. A tutt'oggi non si conoscono i risultati delle ulteriori indagini che, all'epoca, fu garantito dalle autorità sarebbero state condotte per accertare, con assoluta certezza, le origini del fenomeno. Un altro triste episodio di insabbiamento.

Fonte: Università degli studi di Torino

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martedì 2 aprile 2019

IL RADAR DI CAPO MELE (Video)



Ad Andora una sfera gigantesca (impossibile non vederla) sovrasta il promontorio di Capo Mele,tra le località turistiche di Alassio e Diano Marina ed è posto a 224 m sul livello del mare. Si tratta del nuovo radar dell'aeronautica militare. Nel comunicato, rilasciato nel 2017, si legge: "Lo scopo della base, dove opera la 115ª Squadriglia radar remota (115ª Sq.R.R.), che da ottobre è coordinata dal tenente colonnello Antonio Rubino, è quello di concorrere alla salvaguardia dello spazio aereo nazionale, garantendo l’efficienza del sensore radar e, lavorando in sinergia con la stazione meteorologica, fornire dati e bollettini meteorologici".

Le informazioni sulle caratteristiche tecniche e di funzionamento del nuovo sistema sono ovviamente coperte da segreto militare. Dal punto di vista prettamente tecnico, il Fixed Air Defence Radar (FADR) appartiene all’ultima generazione dei sistemi 3D (vedi progetto di irrorazione RFMP) a lungo raggio: ha una portata sino a 500 km di distanza e 30 km in altezza, una potenza media irradiante di 2,5 kW e una potenza dell’impulso irradiato di 84 kW. L’antenna opera in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band), all’interno dello spettro delle cosiddette “microonde”, le onde molto corte estremamente pericolose per l’uomo, la fauna e la flora. Il radar può essere controllato anche da centri posti a notevole distanza e la configurazione meccanica con cui è stato disegnato consente facilità di assemblaggio e smontaggio nei campi di battaglia.

Tralasciando le nocive emissioni elettromagnetiche su tutto il comprensorio, osserviamo che se un radar siffatto serve a prevedere le "innocue velature" e ad ignorare i voli civili a bassa quota (volutamente trascurati), allora ne possiamo benissimo fare a meno.



I radar della N.A.T.O.

“Si tratta di un progetto dall’alta valenza tecnica, importante per la sicurezza aerea nazionale e necessario per migliorare la nostra efficienza militare”, ha spiegato il generale Mario Renzo Ottone, comandante del COA, il Comando Operazioni Aeree nazionali e del Combined Air Operations Center della NATO, di stanza a Poggio Renatico (Ferrara). “Il FADR costituisce la struttura portante del programma con cui l’Aeronautica militare ha avviato la sostituzione dei propri sistemi di sorveglianza aerea per rendere disponibili le frequenze necessarie all’introduzione della nuova tecnologia Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) di accesso internet ad alta velocità in modalità wireless”.



Molto più espliciti sulle finalità belliche del nuovo sistema radar i manager della società produttrice. “Il RAT31-DL è stato sviluppato per rispondere ai futuri bisogni della difesa, dove la superiorità delle informazioni e dei comandi giocherà un ruolo sempre maggiore”, recita la brochure di Selex Sistemi Integrati. “Il sistema ha eccellenti capacità di scoprire e tracciare i segnali radio a bassa frequenza di aerei e missili, può supportare diverse funzioni come la difesa da missili anti-radiazione e da contromisure elettroniche. In Italia, il FADR consentirà di controllare anche la presenza dei missili balistici, comunicherà con gli altri punti di controllo nazionali e della N.A.T.O. ed apporterà grandi elementi di innovazione, tra cui un migliorato telecontrollo e telediagnosi, riducendo quindi la necessità di personale, con un occhio anche alla riduzione dei costi di gestione”.

Il primo impianto entrato in funzione è quello installato presso la 112^ Squadriglia Radar Remota di Mortara (Pavia). Si tratta di una stazione dell’Aeronautica che nel periodo di massima espansione – anni 50-60 - era arrivata a contare fino a 700 avieri (300 militari di leva e 400 in servizio permanente), ma che dopo il 1998 è stata drasticamente ridimensionata sino ad ospitare oggi solo una trentina di militari. Gli altri tredici radar RAT-31DL sono stati installati presso il centro meteorologico dell’Aeronautica di Borgo Sabotino (Latina), a Capo Mele - Savona (115^ Squadriglia Radar Remota), Crotone (132^ Squadriglia), Jacotenente - Foggia (131^ Squadriglia), Lame di Concordia - Venezia (13° Gruppo Radar GRAM), Lampedusa (134^ Squadriglia), Marsala (35° GRAM), Mezzogregorio – Siracusa (34° GRAM), Otranto (32° GRAM), Poggio Renatico (Comando Operazioni Aeree) e Potenza Picena – Massa Carrara (14° GRAM), Riva Ligure (Imperia) [ VIDEO ] ed Andora (Savona). Come per Mortara, alcune di queste stazioni radar erano state ridimensionate negli ultimi quindici anni.

La progettazione e la costruzione delle torri radar e degli impianti ausiliari e l’installazione dei nuovi sistemi nelle dodici basi dell’Aeronautica è stata affidata alla Vitrociset S.p.A. di Roma, una delle maggiori aziende private operanti nel campo della sicurezza, pure vincitrice della gara per il sistema multiradar ARTAS di Eurocontrol, l’agenzia europea per il controllo aereo. Il nome di Vitrociset è stato per anni legato al nome del suo fondatore, Camillo Crociani, uno dei protagonisti dello scandalo delle tangenti per l’acquisto negli anni ‘70 dei velivoli C130 prodotti dalla statunitense Lockheed. Il pacchetto azionario della società è ancora oggi interamente controllato dalla vedova Edoarda Vessel Crociani con una presenza più che simbolica della holding Finmeccanica (1,4%). Presidente del consiglio di amministrazione è invece il generale Mario Arpino, capo di Stato Maggiore della difesa fino al 2001, direttore generale l’ammiraglio Lorenzo D’Onghia, amministratore delegato Antonio Bontempi, ex ad di Alenia Marconi Systems poi Selex Sistemi Integrati.

Il radar RAT31-DL sta progressivamente conquistando sempre maggiore spazio nel mercato internazionale. Il sistema è stato sinora acquistato da nove paesi, sette dei quali membri della N.A.T.O., per un totale di 34 esemplari. Tra essi spiccano Germania, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Turchia e Ungheria. Altri esemplari starebbero per essere ordinati dalle aeronautiche militari di Austria, Danimarca e Malesia. Una conferma che il business di guerra non consoce crisi.

Leggiamo le specifiche tecniche rilasciate dal produttore

Frequency: D-Band (former L-Band)
pulse repetition time (PRT):
pulse repetition frequency (PRF):
pulsewidth (t):
receive time:
dead time:
peak power: 84 kilowatts
average power:
displayed range: 270 nautical miles
range resolution:
beamwidth:
hits per scan: 1 to 3
antenna rotation: 10 seconds

SELEX Sistemi Integrati, a Finmeccanica company, signed an agreement with the Procurement department of the Ministry of Defence of the Federal Republic of Germany (BWB), to supply two L-Band Long Range 3D air surveillance Mobile Radars (RAT 31 DL/M) for the German Air Force.

The contract (about 50.000.000 €) has been totally financed by German national funds and the supply is expected to be completed by 2007.

SELEX Sistemi Integrati, a Finmeccanica company, has signed a contract with Teledife (the Italian
Defence Ministry’s directorate of Telecommunications, Information and Advanced Technology) worth a total of over 260 million euro for the first phase of the supply of radar systems that will permit the launch in Italy of WiMAX, the new technology that provides high-speed wireless internet connections.

Under the agreement, twelve RAT 31 DL radar systems and related logistical support will be delivered
to the Italian Air Force by 2014. The RAT 31 DL will operate on band D and allow some frequencies currently used by the Defence Ministry on band S to be freed up for the introduction of WiMAX. Thenew radar systems will replace the RAT 31 SL, installed in the late 1980s and early 1990s.

BANDE DI FREQUENZA RADAR - Designazione Intervallo di frequenza in Gigahertz Intervallo di lunghezza d'onda in centimetri

Banda P 0.225 - 0.390 140.0 - 76.9
Banda L 0.390 - 1.550 76.9 - 19.3
Banda S 1.550 - 3.900 19.3 - 7.69
Banda C 3.900 - 5.750 7.69 - 5.20
Banda X 5.75 - 10.90 5.20 - 2.75
Banda K 10.90 - 36 2.75 - 0.834
Banda Q 36 - 46 0.834 - 0.652
Banda V 46 - 56 0.652 - 0.536
Banda W 56 - 100 0.536 - 0.300

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lunedì 25 febbraio 2019

Greta? No, grazie



Il regime, le cui menzogne sono alimentate dalla propaganda, ha bisogno di proporre senza tregua i suoi miti di plastica. E’ ora il momento di Greta Thunberg, sedicenne svedese, pseudo-attivista contro i “cambiamenti climatici", figura dai lineamenti acrilici e sinistri che pare uscita da una pellicola di fantascienza per la regia di David Cronenberg. Addirittura è intervenuta, torva e arcigna come una maestrina frustrata, all’incontro organizzato dall’O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti) sul clima e davanti al Presidente della Commissione europea, l’alcolico Jean-Claude Juncker, per denunciare l’inerzia delle istituzioni di fronte ai “problemi ambientali”.



Qualche tempo addietro, si è decantata la figura tra “palco e realtà” del giornalista Antonio Megalizzi, l’europeista convinto, il redattore integerrimo ucciso da un jihadista (sic) con una pistola da museo. [1] Megalizzi è stato divinizzato e proposto alla massa acefala come modello da imitare. L’identikit di questi eroi catodici (si pensi anche alla Solesin) è facile da tracciare: giovani, simpatici, avvenenti (Greta non molto), sostenitori dei “valori” europei. Alfieri della “legalità” e della natura, si avventano contro la mafia e contro i magnati del petrolio come quei cavalieri che, nei tornei tardo-medievali, si scagliavano, lancia in resta, contro il saracino. [2]

La nostra Greta, paladina dell’ambiniente è solo un’altra bambola nelle mani dei geoingegneri nonché dei fautori dell'inesistente "riscaldamento globale (o “cambiamenti climatici”, secondo le esigenze) da CO2". In realtà il biossido di carbonio non è un inquinante, permette ed ha permesso la vita sulla Terra. La sua percentuale in atmosfera è pari ad un ridicolo 0,03 per cento: è un’inezia del tutto inadatta ad incidere sui fenomeni climatici. Senza CO2 le piante muoiono, senza biossido di carbonio l'atmosfera si depaupera e questo pianeta rischia di diventare una waste land, una terra desolata alla Eliot.

Siamo al cospetto di un deliberato piano volto alla distruzione ed al genocidio, attraverso le operazioni di geoingegneria illegale. La feccia mondialista intende in qualche modo ufficializzare queste attività, convincendoci che un intervento decisivo è necessario per salvare (sic) Gaia. La realtà è ben diversa: migliaia di aerei solcano i nostri cieli, spesso a bassa quota, disperdendo tonnellate di solfuri, metalli e vetro in nanoparticelle (brevetto CNR), carbonato di calcio ed altri innumerevoli veleni. Questi composti provocano squilibri, siccità, uragani, interrompono il ciclo dell'acqua in atmosfera. Gli aerei sono i veri responsabili del cosiddetto "cambiamento climatico" e, guarda caso, né la “scienza” accademica né i “politici” (gli incapaci, capaci di tutto come li bollò Ennio Flaiano) né tanto meno codesta Megera citano mai il traffico parossistico di velivoli commerciali e militari sulle nostre città, sui nostri paesi, su monti e valli una volta incontaminate ed ora oppresse ed offuscate da mortali nebbie di ricaduta. BASTA! BASTA!! BASTA!!! Basta con le chemtrails, basta con l’ipocrisia e le mistificazioni di un sistema putrido e corrotto che, però, vuole presentarsi come sollecito del bene comune! Greta, puoi tornare nella bottega del rigattiere da cui ti hanno prelevata!



[1] La pistola usata dal... "terrorista" di Strasburgo è una rivoltella 6 colpi a tamburo fuori commercio, realizzata a cavallo tra fine XIX e primi del XX secolo. Talmente vecchia che non si trovano nemmeno i proiettili. L'islamico "radicalizzato" con questo cimelio difficile anche da ricaricare velocemente, soprattutto in momenti di stress, avrebbe esploso ben 16 colpi, ma non si comprende come...

[2] Saracino agg. e s. m. – Variante ant. e pop. di saraceno (dovuta o a scambio di suffisso o a influsso della pronuncia itacistica del gr. Σαρα-κηνός). Rimane in uso soprattutto, come s. m., per indicare il fantoccio girevole, rappresentante un saraceno, della quintana, gara di origine medievale, detta appunto Giostra del Saracino, che ancor oggi si svolge ogni anno ad Arezzo, nella piazza Giorgio Vasari (o Piazza Grande). (Enciclopedia Treccani)


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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 7 settembre 2018

Nuovo clamoroso caso di sindrome aerotossica



Un considerevole numero di passeggeri di un A-380 della Emirates [2], in volo da Dubai (Emirati Arabi Uniti), ha accusato i classici sintomi da "fume event" [1]. Il fenomeno, conosciuto come "sindrome aerotossica", è in modo pervicace occultato dalle autorità governative nonché dalle compagnie aeree, sicché, allorquando si verifica un nuovo episodio, l'evento viene descritto come "di origine misteriosa" oppure si ammanniscono all’opinione pubblica le ipotesi più bislacche.

Il caso dell'A-380 è rilevante, giacché questo tipo di velivolo non aspira l'aria che è poi immessa in cabina dalle gondole motore, ma da bocchette apposite, poste sui lati della fusoliera. Il fatto che il "fumo in cabina" si sia verificato ugualmente, implica che l'aria contaminata da sostanze neurotossiche (che provocano nausea, vomito, febbre, capogiri, cefalea, problemi neurologici più o meno seri e talora la morte) proviene direttamente dall'esterno e non da improbabili oli lubrificanti sfuggiti al sistema di filtraggio. [1] Ciò significa che l’aereo ha attraversato uno strato chimico, ossia una zona dell’atmosfera con alta concentrazione di composti nocivi rilasciati dai famigerati aviogetti impegnati, notte e giorno e a tutte le latitudini, nelle attività di “guerra climatica”. [2] Da notare che incredibilmente anche la Dottoressa Gatti ha sollevato la questione sul suo profilo Facebook.

Di seguito una cronaca.

Un volo della compagnia Emirates Airlines, proveniente da Dubai, con circa 500 persone a bordo, è stato messo in quarantena all’atterraggio all’aeroporto JFK di New York. Molti passeggeri (100 secondo i media statunitensi), hanno accusato malori durante il volo.

L’aereo è atterrato a New York alle 9:10 di mattina ora locale di mercoledì 5 settembre 2018. Il personale sanitario, insieme con gli agenti di polizia, ha così posto i passeggeri in quarantena. Il velivolo è stato fatto sostare in una zona ad hoc del JFK dove esperti e paramedici hanno cercato di arginare la situazione, sottoponendo ad esami i viaggiatori.

In una nota, la compagnia Emirates ha dichiarato che dieci persone - tre passeggeri e sette componenti dell’equipaggio del volo EK 203 - sono state ricoverate in ospedale, in quanto bisognose di cure mediche. Altri nove viaggiatori sono stati sottoposti a controlli medici e dimessi successivamente, mentre al resto delle persone è stato permesso di partire dopo screening eseguiti dalle autorità sanitarie. [...]

Le principali ipotesi circa la causa dei malori sono due: intossicazione alimentare o epidemia di influenza. (sic) [...]

Un A-380 della Emirates, diretto a Dubai, ripreso mentre sorvola illegalmente ed a bassa quota il centro abitato di Sanremo.

Fonti:

- Dubai-New York aereo in quarantena: centinaia di passeggeri con febbre e tosse
- Emirates airline: Passengers sick on Dubai-New York flight


[1] Non bisogna farsi trarre in inganno dal termine “fume che in italiano non si traduce con “fumo”, bensì con vapore o esalazioni. Questo significa che gli incidenti rientranti sotto la statistica di “fume events” non sempre e non necessariamente significano “fumo in cabina”. Precisato ciò, ricordiamo che comunque gli effetti sulla salute umana dei miasmi tossici respirati in cabina possono spaziare in un’ampia gamma: da disturbi lievi a vere e proprie patologie a carico del sistema respiratorio e cardio-circolatorio.

[2] Ottobre 2012: “La Lufthansa alle prese con il problema dei fume events sull’A380”: questa il titolo apparso sulla stampa di settore. L’aerolinea tedesca aveva comunicato che un insolito numero di eventi di vapori in cabina era occorso nella sua flotta di A380, in particolare sui voli decollati da Singapore. Dal momento che molti dei casi erano avvenuti sui voli di ritorno per la Germania la compagnia sospettava che le condizioni meteorologiche che solitamente caratterizzano la regione tedesca potevano aver giocato un ruolo determinante.


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mercoledì 29 marzo 2017

Ufficializzazione della geoingegneria



Come intuimmo anni fa, la geoingegneria ufficiale è prossima ad essere sdoganata: come è ovvio, il pretesto è costituito dal solito "riscaldamento globale", vera truffa, soprattutto ora che si moltiplicano gli studi e le acquisizioni circa un'imminente diminuzione delle temperature, vista la debole attività solare. Se Trump ed il suo entourage sanno che l'inasprimento dell'effetto serra è una frode, perché l'attuale amministrazione statunitense, con l'avallo pseudo-scientifico della "prestigiosa" università di Harvard, è pronta ad usare in modo scoperto gli strumenti della geoingegneria? Perché i veri scopi perseguiti sono di natura militare, economica e demografica: di salvare il pianeta non interessa un fico secco a nessuno né ai bugiardi del global warming né a chi lo nega. Anche caduto l'alibi del riscaldamento planetario, la cricca troverà altre scuse per proporre ed imporre le disastrose operazioni di guerra climatica? Temiamo di sì.

27 marzo 2017, all'interno nel TG2 delle ore 13:00, è stata diramata una notizia che più o meno era espressa in questi termini: "Un’équipe di ricercatori dell’università di Harvard, nel giro di poche settimane lancerà l’esperimento di geoingegneria più vasto mai realizzato sul pianeta, con l’obiettivo di studiarne l’applicabilità e le ricadute sul riscaldamento globale (che non esiste - n.d.r.). Il progetto ha un bilancio di 20 milioni di dollari e prevede test con la dispersione nella stratosfera prima di vapore acqueo e poi di particelle di carbonato di calcio (che è igroscopico n.d.r.). Ulteriori esperimenti potrebbero prevedere l’impiego di ossido di alluminio (neurotossico n.d.r.) e derivati del carbonio (inducono un aumento dei valori termici n.d.r.). Il gruppo di Harvard, inoltre, chiede che l’1% dei fondi destinati oggi alle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici (che sono un'invenzione, anzi sono causati dalle attività di biogeoingegneria clandestina, n.d.r) sia stornato a vantaggio della geoingegneria. In verità, il programma è già in corso da una ventina di anni almeno e sono coinvolti i velivoli commerciali. Alcuni studiosi avevano previsto con largo anticipo quanto ora si verifica. Era prevedibile che finisse così: non potendo oltremodo nascondere il crimine, gli assassini del clima lo legalizzano.

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Il servizio del TG2 del 27-03-2017 non è stranamente presente in elenco, ma può essere visionato qui dal minuto 20:47.

- Scie chimiche: le possibili menzogne future, 2007
- Il carbonato di calcio nelle scie chimiche, 2011
- Ferro ed alluminio nell’acqua piovana: sotto accusa le scie chimiche 2010
- Scie chimiche: ulteriore studio referato dello scienziato J. Marvin Herndon, 2017
- Scie cimiche: la guerra segreta, 2015
- Scie chimiche. Tutti devono sapere!, 2017


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mercoledì 24 agosto 2016

Italia sotto attacco chimico: Ryanair ed il piano di “sviluppo” per il 2017



Bad news travel fast, le cattive notizie viaggiano veloci. E’ davvero una ferale notizia quella che riguarda il nuovo piano di “sviluppo” per opera della compagnia Ryanair. Il progetto, che diventerà operativo nel 2017, si tradurrà, di là dalle strombazzate promesse delle “magnifiche sorti e progressive” in uno spaventoso, orrendo aumento delle irrorazioni. Nuove rotte e nuovi aerei significano un incremento esponenziale del deliberato inquinamento ambientale e delle malattie, visto che, anche prescindendo, per assurdo, dalle operazioni di geoingegneria clandestina (alias scie chimiche-chemtrails), il traffico aereo “civile” – un traffico a bassa e bassissima quota anche sui centri abitati in violazione di ogni normativa - è all’origine di una sconvolgente contaminazione dei biomi. E’ inoltre tra le principali cause di patologie anche gravi, considerando sia il numero notevole dei voli commerciali sia la tossicità degli scarichi derivanti dai carburanti additivati. Attendiamoci pure pesanti e forse irreversibili conseguenze sui fenomeni meteorologici (siccità alternata a rovinosi nubifragi) dell’ex Bel paese.



L’amministratore delegato della Ryanair, Michael O'Leary, ha annunciato il piano di sviluppo della compagnia low cost nel nostro paese per il 2017. Tra le ricadute “positive”: oltre duemila assunzioni, dieci nuovi aeromobili e il rilancio delle basi di Pescara e Alghero

O'Leary ha illustrato il piano durante una conferenza stampa con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, ed il presidente dell'E.N.A.C., Vito Riggio.

“Cresceremo di tre milioni di passeggeri" (raggelante! N.d.r.), ha dichiarato O’Leary. Il nuovo piano di crescita per l'Italia di Ryanair, "genererà 2.250 posti di lavoro presso gli aeroporti italiani". Il miliardo di dollari era destinato agli scali in Spagna, Polonia e Grecia, ma è stato spostato sul mercato italiano. (Che fortuna! N.d.r.)



La decisione è arrivata dopo la scelta del governo Renzi, accolta "con grande favore" dalla società irlandese, di annullare l'incremento di 2,50 euro della tassa municipale dal prossimo primo settembre ed alla luce della modifica delle linee guida aeroportuali per opera del Ministro, Graziano Delrio, scelte che "permetteranno agli aeroporti regionali italiani di competere in condizioni di parità con gli scali di Roma e Milano". […]

Fra le nuove rotte previste per il prossimo anno si annoverano Pescara-Copenaghen, Roma-Lourdes, Bergamo-Edimburgo, Treviso-Cracovia, Bari-Liverpool e Palermo-Bucarest. "Il governo italiano continua nel percorso di allineamento con le norme europee per aumentare i servizi ai cittadini e creare opportunità per tutti gli investitori", ha commentato Delrio, salutando positivamente (sic) il piano della Ryanair.

Fonte: tg24.sky.it

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venerdì 5 agosto 2016

Fulmini che uccidono


Nel mese di maggio si scatenarono nubifragi in molti paesi d’Europa, con intere regioni in allerta, tuoni e fulmini improvvisi. Trentacinque persone furono colpite da una saetta durante una partita di calcio di bambini (tutti fra nove ed undici anni) a Hoppstädten in Germania, nel land della Renania Palatinato: furono feriti seriamente tre adulti fra cui l’arbitro, di 45 anni, direttamente centrato dalla folgore. “Non pioveva e neanche il cielo si era scurito”, riferirono i testimoni, citati dalla polizia.

A Parigi, invece, ancora un fulmine ferì otto bambini fra i sette ed i quattordici anni e tre adulti che, per mettersi al riparo da un improvviso temporale, si erano rifugiati sotto un platano nel Parc Monceau, non lontano dagli Champs Elysées.

Abbiamo riportato due episodi di cronaca relativi a fulmini mortali. E’ possibile che tale fenomeno sia diventato più frequente a causa della maggiore elettroconducibilità dell’atmosfera? Di per sé l’aria è dielettrica, ossia è un isolante elettrico, a conducibilità molto bassa sì da impedire o rendere difficile la circolazione di corrente tra due o più corpi conduttori aventi differente potenziale elettrico. La rigidità dielettrica dell’aria non è costante, perché dipende soprattutto dalla densità e dell’umidità.

Un fulmine, che è la rapida successione di scariche elettriche tra una nube ed il suolo o tra due nubi durante un temporale, si manifesta quando il campo elettrico alla base di una nuvola tocca un’intensità tale da causare una differenza di potenziale (ddp) con il suolo, dell’ordine di 10-7-10-8 V. Tale differenza si verifica, quando il nembo si carica negativamente sul fondo, mentre la superficie terrestre si carica positivamente.

La diffusione in atmosfera di metalli elettroconduttivi (bario, alluminio, stronzio etc.) attraverso le micidiali operazioni di geoingegneria clandestina alias "scie chimiche" rende, in certe circostanze, più numerose e più potenti le folgori? Pare proprio di sì.

Articolo correlato: Record di fulmini in Alto Adige

(ANSA) - BOLZANO, 1 agosto 2016, - In Alto Adige luglio è stato caratterizzato dalla massiccia presenza di fulmini. "Il nostro sistema di monitoraggio - sottolinea il meteorologo provinciale, Dieter Peterlin - ha registrato ben 30.800 fulmini nel corso del mese appena concluso: si tratta del valore più alto rilevato negli ultimi cinque anni". Il record si è avuto nella serata di sabato 30 luglio, con ben 7.500 folgori su tutto il territorio altoatesino. Questa attività, legata ai temporali, va a braccetto con i dati sulle precipitazioni: anche questi pongono il luglio 2016 sopra la media. Solo nella zona di Bolzano si rilevano precipitazioni stabili, mentre nel resto della Provincia si va dal +10% di Silandro al +80% di Merano.

Fonte: ansa

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lunedì 1 agosto 2016

Sai che cosa significa S.A.I.?



La sigla “S.A.I.” sta per Stratospheric aerosol injection, ossia diffusione di particolato nella stratosfera: la S.A.I. è una fra le foglie di fico con cui il sistema prova a nascondere o, per lo meno, a ridimensionare le attività in corso di geoingegneria clandestina-scie alias chimiche. Ufficialmente la S.A.I. è presentata come un progetto volto a mitigare il solito inesistente riscaldamento globale da CO2, riflettendo parte della radiazione solare verso lo spazio: l’albedo, ottenuta in questo modo, riverbererebbe una quota comunque minima dell’energia proveniente dal Sole. In tale contesto depistante e menzognero vanno lette le recenti dichiarazioni dell’attuale Direttore della C.I.A., John Brennan, che considera la geoingegneria un’opzione auspicabile, sebbene dispendiosa e foriera di squilibri geopolitici.

Assistiamo al solito tentativo per opera di certi settori istituzionali di convincere la popolazione che taluni "trattamenti" per la nostra atmosfera sono, oltre che legittimi, necessari e solo in quest'ottica vanno interpretate le dichiarazioni di Brennan. Sono discorsi che Giulietto Chiesa pare (o finge?) non aver compreso: infatti il "riscaldamento globale" da CO2 non esiste. La sua esegesi deve essere rigettata, poiché, volontariamente o meno, avvalora la balzana tesi dei geoingegneri e cioè che disperdere nanoparticolato di alluminio e vetro nella stratosfera sarebbe azione da intraprendere per “salvare la Terra”. Sino a quando non si prendono le distanze dalla frode del "global warming" dovuto al biossido di carbonio o ai raggi cosmici (sic!), si porta solo acqua al mulino dei globalizzatori che, invece, intendono trasformare il pianeta in una gigantesca fornace.



La stratosfera è la parte dell’atmosfera terrestre che comincia a 15 km di altitudine circa: NON è la zona in cui si compie la stragrande maggioranza delle operazioni chimiche che sono eseguite, infatti, a quote medio-basse o basse (nella troposfera) là dove una scia di condensa non si può assolutamente formare. [1] [2]

Visto che, però, l’obiettivo del complesso militare-industriale riguarda il dominio completo della biosfera sotto ogni profilo ad ogni latitudine… ed altitudine, è evidente che, attraverso droni, sono dispersi composti tossici pure nella stratosfera per ottenere un capillare controllo dei processi atmosferici e climatici. D’altronde anche la ionosfera è ubicata a quote elevate ed è oggetto di pesanti e rovinose manipolazioni per mezzo dei riscaldatori ionosferici (o impianti H.A.A.R.P.).


[1] La stratosfera è la zona che alle medie latitudini ha inizio intorno ai 15 km di altitudine e termine con un sottile strato a caratteristiche costanti (stratopausa) verso i 50 km. La stratosfera è contraddistinta da un progressivo aumento della temperatura cinetica; vi si generano le correnti a getto e le più elevate concentrazioni di ozono; in essa si disintegra completamente la maggior parte dei meteoriti e si formano le nubi madreperlacee.

[2] La troposfera (dal greco:τροπος, modo, mutazione, cambiamento) è la fascia sferoidale aeriforme dell'atmosfera che si trova a diretto contatto con la superficie terrestre, di spessore variabile a seconda della latitudine: ai poli è spessa solamente 8 km mentre raggiunge i 16-20 km all'equatore.

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mercoledì 27 luglio 2016

Climates of suspicion (Clima del sospetto)



Si intitola "Climates of suspicion: 'chemtrail' conspiracy narratives (sic) and the international politics of geoengineering" e risale al 2014 uno studio a firma di Rose Cairns, dell'Università del Sussex. Di per sé il testo non si può inscrivere nella disinformazione classica, sebbene sia depistante, di là dai contenuti, contraddistinti da una buona dose di ambiguità: infatti l'approccio al tema è, per così dire, strabico. L'autrice, invece di focalizzare il soggetto "geoingegneria clandestina-scie chimiche", elude il problema, concentrandosi su questioni "sociologiche", dando per scontato, in modo del tutto disonesto dal punto di vista scientifico ed epistemologico, che le frottole degli sciacondensari sono la "verità", stranamente contraddetta e smentita da intere legioni di ricercatori e specialisti, in primis Clifford Carnicom.

E' proprio in questo taglio opaco, sostanziato di tutto l'armamentario pseudo-sociologico proveniente da filosofi mancati e da accademici falliti, che risiede l'interesse di un'analisi che rivela e contrario, ossia per contrapposizione ed in modo quasi non voluto, le strategie del sistema per ghettizzare chi denuncia e si oppone al genocidio in atto.

Di indubbia utilità anche l'analisi linguistica da cui emerge la campagna diffamatoria perpetrata dall'establishment e dalla setta negazionista che, incapaci di confutare una realtà incontrovertibile, possono solo confondere e disorientare l'opinione pubblica, ricorrendo ad una polverosa saccenteria, a sterili luoghi comuni.



In questo ambito semantico è di notevole rilievo la ricognizione lessicometrica [1] compiuta su un campione di siti statunitensi e britannici da cui si evince che certi epiteti attribuiti ai negazionisti hanno oltrepassato i confini nazionali per creare una koiné. Questo linguaggio comune, internazionale bolla i disinformatori definendoli come “ritardati mentali”, “ciechi”, “bugiardi prezzolati.” Questi appellativi sono esaurienti ed efficaci, poiché abbracciano tutta la fauna della disinformazione, dagli imbecilli che veramente credono nelle bugie della pseudo-scienza condensara, agli agenti-maggiordomi foraggiati dai governi (e protetti dalla magistratura) per screditare ed ingiuriare gli esperti specialmente sulla Rete.

Nel testo l’autrice dà un colpo al cerchio e l’altro alla botte: non può certo contraddire i dogmi dell’accademia baronale, ma è costretta ad ammettere in qualche passaggio che le chemtrails, tutto sommato, equivalgono ai “programmi” di geoingegneria clandestina. Riconosce pure che talune asserzioni dei ricercatori indipendenti sono corrette ed aderenti al vero, poi, però, si rifugia nel recinto della ricerca antropologica, mostrando evidente preoccupazione di fronte ad un gruppo che è impermeabile all’azione della propaganda di regime. Anzi, certe questioni sul clima (ad esempio, la frode dell’aumento dell’effetto serra correlato al biossido di carbonio) e sull’ambiente sono impostate in modo innovativo proprio dagli scienziati che la fazione negazionista si affanna a denigrare.

Il fine principale dello studio è il tentativo di capire se, nonostante i liberi pensatori siano un’esigua minoranza, costituiscano una minaccia per lo status quo, se e come gli apparati, grazie al dispiegamento degli organi di regime e delle legioni formate da depistatori, riusciranno ad arginare l’avanzata di un fenomeno che ha dalla sua la convinzione di essere dalla parte giusta. Se la qualità vale più della quantità, la crociata bandita dal sistema è già abortita in partenza.

[1] La ricognizione lessicometrica è l’indagine statistica su quante volte ricorrono certi termini ed espressioni in un contesto preso in esame.

Fonte: Climates of suspicion: 'chemtrail' conspiracy narratives and the international politics of geoengineering, 2014


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