Visualizzazione post con etichetta Germanwings. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Germanwings. Mostra tutti i post

mercoledì 8 marzo 2017

Incidente del volo Germanwings: i genitori di Andreas Lubitz non credono alla versione ufficiale



Gutta cavat lapidem, ossia la goccia scava la roccia. Continuiamo dunque a divulgare la verità circa l’incidente aereo in cui fu coinvolto un velivolo passeggeri precipitato sulle Alpi francesi. Abbiamo sempre sostenuto che la tragedia del Germanwings non fu causata dal copilota squilibrato, ma che fu un episodio legato quasi certamente al cosiddetto “fumo in cabina”. Di recente i genitori di Andreas Lubitz, stanchi della diffamazione post mortem ai danni del figlio, hanno rilasciato delle dichiarazioni con cui provano a riabilitare il giovane copilota, usato come capro espiatorio dalle istituzioni e dai media per nascondere la sindrome aerotossica, quindi la geoingegneria criminale.

Tragedia Germanwings: “Andreas era una persona gentile e delicata”: queste le parole dei genitori di Lubitz che hanno fatto infuriare (a torto) i parenti delle vittime.

“A proposito dell'aereo della Germanwings molte domande sono rimaste senza risposta, alcune circostanze sono strane ed abbiamo dubbi sulla dinamica dell'incidente. Noi procediamo con le ricerche”. Lo hanno asserito i genitori di Andreas Lubitz, il copilota che fu accusato di aver provocato lo schianto dell'aereo sulle Alpi francesi, togliendosi la vita ed uccidendo 149 persone, il 24 marzo di due anni fa. Le dichiarazioni sono state rilasciate alla testata “Welt am Sonntag”.

“Sull'immagine completamente falsa trasmessa” del loro figlio - sostengono - non vogliono ancora pronunciarsi. Il ventisettenne, stando agli esiti delle pseudo-inchieste condotte da due procure (francese e tedesca), provocò volontariamente l'incidente, approfittando dell'assenza del pilota - andato in bagno (sic) - e dopo essersi barricato nella cabina (sic!).

Le parole dei genitori di Lubitz fanno il paio con quanto affermato dal sindacalista Jörg Handwerg in merito al reintegro di un pilota che era stato licenziato, dopo aver contratto una patologia dovuta all’inalazione di aria contaminata: "Le compagnie aeree non possono sottrarsi alle proprie responsabilità in merito alla salute del personale. Abbiamo già visto quando precipitò un aereo sulle Alpi francesi, che cosa un problema del genere (la sindrome aerotossica, n.d.t.) può eventualmente provocare”.

Fonte: Il messaggero

Loading the player...




Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 15 febbraio 2017

Le vicissitudini di un pilota tedesco: sindrome aerotossica e non solo…



Sindrome aerotossica: un pilota tedesco, Gunther Knorr, è stato licenziato, dopo essersi ammalato a causa dell'aria tossica in cabina. Knorr si è poi rivolto al tribunale per ottenere la revoca del provvedimento: il giudice del lavoro gli ha dato ragione.

Il pilota, che per anni ha accusato stanchezza cronica, dolori articolari, difficoltà di concentrazione ed altri disturbi, lamenta che nei contratti di lavoro del personale impiegato nell’aviazione civile è inserita una clausola che consente alla società di congedare il dipendente, qualora non sia in possesso dei requisiti psico-fisici richiesti.

Ma non finisce qui, come amava ripetere Corrado Mantoni: nell’articolo si chiama in causa anche l’incidente occorso ad un velivolo della compagnia Germanwings, costola della teutonica Lufthansa, il 24 marzo 2015. Quel giorno cadde un aereo chimico che stava sorvolando le Alpi francesi: come si ricorderà, il disastro fu attribuito al copilota “depresso” (sic), ma a fondo articolo si ammette candidamente che la tragedia è collegata al “fumo in cabina”!

Infatti, mentre il direttore del personale si è rifiutato di commentare il verdetto ed il sindacato dei piloti ha accolto con favore la sentenza, Jörg Handwerg ha asserito che: "Le compagnie aeree non possono sottrarsi alle proprie responsabilità in merito alla salute del personale. Abbiamo già visto, quando precipitò un aereo sulle Alpi francesi, che cosa un problema del genere (la sindrome aerotossica, n.d.t.) può eventualmente provocare”.

La versione ufficiale era di conseguenza falsa, mentre la nostra ricostruzione era corretta: come volevasi dimostrare…

Ricordiamo che, nelle ore immediatamente successive all'episodio occorso nei cieli di Francia, il personale Germanwings rimase a terra, rifiutandosi di volare sino a quando non fossero stati chiariti i reali motivi del disastro aereo.

Fonte: austrianwings



Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 15 dicembre 2016

Anarchia nei cieli: rotte commerciali senza più alcun vincolo con uno spaventoso aumento delle mortali attività di biogeoingegneria clandestina



L'E.N.A.V. dichiara, tra squilli di fanfare, l'applicazione della direttiva europea sulle rotte ergonomiche (sic). In pratica, i piloti non dovranno più comunicare il piano di volo e saranno liberi di scegliersi la rotta che vogliono. Ciò significa una cosa sola: legalizzare le irrorazioni a bassa e media quota al di sopra dei centri abitati, senza alcun controllo e, soprattutto, senza alcuna responsabilità per gli enti che dovrebbero (ed avrebbero dovuto sino ad ora) verificare i corridoi seguiti dai velivoli commerciali. Gli aerei “civili” in questo modo, potranno incrociare secondo le indicazioni del "progetto Teller", coprendo quelle aree in cui, di volta in volta, dovranno essere dispersi veleni in funzione della proditoria guerra contro la popolazione ed il pianeta: la guerra del clima Come commentare? Con queste rotte chimiche, a tutte le latitudini e quote, soprattutto basse e bassissime, ci hanno veramente rotto e, tra le altre cose, aumenterà il rischio di collisioni in volo, come segnalatoci da un pilota insider.



Dal giorno 8 dicembre 2016, l’E.N.A.V ha autorizzato le compagnie aeree a cambiare le proprie rotte, consentendo ai velivoli che viaggiano sopra gli 11.000 metri ad andare dritti. Niente rotte a zig-zag che erano dovute alla necessità di non sganciare i radiofari.

Ciò permetterà un risparmio di tempo, ma soprattutto di carburante con un conseguente vantaggio ambientale (sic!!!). Stando all’E.N.A.V., sono 3.500 gli apparecchi che sfrutteranno questi nuovi percorsi ogni giorno (su un totale di 6.000), con un risparmio, in termini di distanza, di almeno 61.250 km, una volta e mezzo l’equatore. Si tratta di 77 ore in meno di motori aerei accesi. [...] L’Italia sarà la prima a sperimentare questa direttiva europea: Bruxelles ha fissato al 2022 la liberalizzazione delle rotte ad alta quota (in realtà, spesso a bassa o bassissima quota n.d.r.).

Per quanto riguarda i piloti, fino al 7 dicembre dovranno ancora presentare 24 ore prima del viaggio il piano di volo. Dal giorno 8 dicembre 2016, invece, regna la libertà totale, (meglio anarchia, n.d.r.) Le compagnie segnaleranno solo il punto d’ingresso nello spazio aereo italiano e quello d’uscita, poi prenderanno la rotta preferita. L’E.N.A.V. provvederà a garantire la sicurezza (sic!!!) nei cieli e che l’aereo non si avvicini troppo ad un altro.

Fonte: Dal prossimo 8 dicembre nuove rotte aeree green. Niente zig-zag per i velivoli sopra gli 11 mila metri, 2016


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 1 gennaio 2016

Aerei di linea: guerra biologica sulle nostre città



Abbiamo ricevuto uno scatto relativo ad un volo per la Polonia: in basso, sotto la coda del 737 Ryanair, si nota un tubetto centrale di scarico che prima non era presente. E' dunque palese che tale... accessorio è stato aggiunto in "post-produzione", da tecnici della compagnia low cost irlandese. Quando escono dalla linea di fabbricazione i velivoli non sono dotati di questi "elementi opzionali".

L'aereo è un B737/800, matricola EI-DAD. L'amico ed attivista che ci ha inviato la foto è sicuro che quel dispositivo prima non era presente su tali velivoli. Da questa precedente istantanea, infatti, si vede solo la protezione anti-urto con il tassello utile, qualora la coda venga accidentalmente a contatto con la pista in caso di eccessiva rotazione. Tanto meno si scorgono i tre tubi osservati in altre occasioni, posti sotto la gondola motore ed oggetto di discussione in questo articolo. Tali acquisizioni sono dunque una prova schiacciante.



Sovente si notano aviogetti che emettono una sottile scia di elementi sconosciuti (solo quando sorvolano i centri abitati rigorosamente a bassa quota) proprio da quella particolare sezione di coda. E' chiaro quindi che i vettori commerciali sono coinvolti in modo diretto nella diffusione clandestina di sostanze chimico-biologiche dagli obiettivi forse non chiari, ma certamente nell'ambito di operazioni dannose per l'ambiente nonché per le popolazioni sottoposte a questo forzoso aerosol. Nel video di seguito ne vediamo un valido esempio.

Ringraziamo il nostro collaboratore ed amico per averci fornito queste preziose informazioni.

AGGIORNAMENTO

-a) Schema sezione di coda 757 (fornitoci da Prank). Dispositivo di irrorazione assente.
-b) Ryanair in azione. Dalla foto, fornitaci da TheRedTigher, si nota bene come i composti chimico-biologici dispersi fuoriescono proprio da quel tubicino assente in progetto.




Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 5 ottobre 2015

Fumo in cabina su un volo della Germanwings



Un altro episodio, l’ennesimo, di cosiddetto “fumo in cabina”, il problema collegato alle operazioni di “guerra climatica” ed all’origine della sindrome aerotossica. Davvero rilevante la testimonianza di un viaggiatore, dalle cui parole si evince che le cause del problema sono quelle che intuimmo tempo fa.

3 settembre 2015. Un volo della “Germanwings”, decollato da Roma e diretto a Colonia, in Germania, con 120 passeggeri, è stato dirottato su Pisa per un atterraggio d'emergenza, perché si era sprigionato del fumo a bordo.

Il primo sopralluogo eseguito dai Vigili del fuoco non ha individuato problemi evidenti. Sarà quindi necessario un esame più approfondito che sarà compiuto dai tecnici della compagnia. I quattro componenti della cabina di pilotaggio – informa l'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa - “sono rimasti lievemente intossicati e sono stati ricoverati per precauzione negli ospedali di Pisa e Livorno”. […]

Il volo 4U887 della “Germanwings” era diretto a Colonia ed era decollato con ritardo dalla capitale. Lo si è appreso da uno dei passeggeri, il napoletano Francesco Pagliuca, che stava rientrando in Germania, dove lavora, dopo un periodo di ferie trascorso in Italia. Ha riferito Pagliuca, appena sbarcato: “Ci siamo accorti subito che qualcosa non quadrava, perché l’aereo è partito con quasi un'ora di ritardo e, subito dopo il decollo, abbiamo avvertito puzza di bruciato provenire dalle bocchette dell'aria condizionata. Le hostess ci stavano servendo il caffè, ma, dopo pochi minuti di viaggio ci hanno comunicato la necessità di un atterraggio d'emergenza, senza fornire ulteriori spiegazioni”.

Anche in seguito, secondo quanto riportato dal passeggero italiano, il personale non avrebbe dato chiarimenti ai passeggeri. “Una volta atterrati a Pisa - conclude Pagliuca - abbiamo visto salire a bordo tre Vigili del fuoco che si sono diretti in cabina, mentre le assistenti ci hanno invitato a scendere con ordine. Non sappiano ancora se ci metteranno a disposizione un altro volo o se dovremo cercare altre soluzioni di viaggio per arrivare a destinazione”.

Fonte: Il Messaggero

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.




La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 30 luglio 2015

Easyjet: un altro episodio di "sindrome aerotossica" da "fumo in cabina"



Domenica 28 giugno 2015, Brindisi, volo della Easyjet: un ennesimo episodio di probabile fumo in cabina, ridimensionato dalla stampa ufficiale ad “odore acre” di cui, però, non è spiegata l’origine. I media italiani sono particolarmente restii a menzionare sia il cosiddetto “fumo in cabina” ("fume event" in inglese) sia la sindrome aerotossica, perché entrambi problemi connessi agli aviocarburanti di nuova generazione, quindi alle operazioni di geoingegneria bellica. [1]

L'atterraggio d'emergenza non sarebbe stato dovuto, come si è pensato in un primo momento, alla presenza di fumo all'interno dell'airbus, ma ad un odore acre che si è avvertito quando l'aeromobile era già in quota. Sono stati attimi di terrore quelli vissuti dai 178 passeggeri del volo della Easyjet, decollato dalla Grecia e diretto a Londra. L'aeroplano, un airbus 320, ha compiuto, infatti, un atterraggio d'emergenza nell'aeroporto di Brindisi, intorno alle 12.



In un primo tempo si è pensato ad una situazione analoga a quella verificatasi, sempre a Brindisi, appena qualche mese fa, sull'aereo della compagnia low cost britannica Monarch, partito da Birmingham e diretto nella capitale egiziana: in quell'occasione, la cabina del pilota si riempì di fumo a causa di un guasto al pannello di controllo (motivazione di copertura per nulla chiara, n.d.r.). Per questo motivo sono stati allertati immediatamente i vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale.

Una volta atterrati, i 178 passeggeri e l'equipaggio, tutti, fortunatamente, sani e salvi, sono stati trasferiti in alcune zone dello scalo, mentre i vigili del fuoco e gli addetti ai lavori hanno ispezionato l'airbus. I pompieri hanno certificato l'assenza di fumo in tutto l'aereo. Come comunicato dagli stessi responsabili, la causa dell'atterraggio d'emergenza non era il pericolo d'incendio, ma un forte odore diffuso in tutti gli ambienti del velivolo.

Ulteriori indagini per scoprire la natura del problema sono tuttora in corso.

Fonte: brindisisettenews

[1] Con l'espressione “sindrome aerotossica" è designata una serie di danni neurologici derivanti dall'inalazione di aria contaminata a bordo di un aeromobile. Il fenomeno colpisce tanto i piloti quanto il personale di cabina nonché i passeggeri, producendo talvolta conseguenze gravi ed invalidanti. Di solito si attribuisce il problema ai vapori tossici di olio lubrificante che filtrano all’interno delle cabine dei velivoli, ma si sempre più inclini a ritenere che la sindrome sia dovuta, invece, ai composti chimici delle chemtrails. Questi composti penetrano nelle cabine piloti e nelle sezioni riservate ai passeggeri, visto che l'aria contaminata è prelevata dall'esterno, solitamente, da uno o più motori. Bisogna, infatti, chiedersi il motivo per cui il problema sorse attorno alla fine degli anni '90 del XX secolo, proprio in concomitanza con l'avvio del "Progetto Teller". La reticenza degli organi preposti alla "tutela della salute", la levata di scudi per opera delle compagnie aeree che minimizzano la questione, la scarsità di studi medici sul fenomeno inducono a sospettare che la sindrome in oggetto sia legata, in qualche modo, alle operazioni di avvelenamento della biosfera.


Articoli correlati:

- Benvenuti a bordo!, 2015
- E' ufficiale: negli aerei di linea si muore a causa dei gas tossici in cabina, 2015
- Sindrome aerotossica: probabile un collegamento con le scie chimiche, 2010

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 15 maggio 2015

Per non dimenticare: il punto sull’incidente occorso al velivolo della Germanwings



Sit eis terra levis.

E’ necessario riconsiderare la dinamica del disastro aereo occorso il 24 marzo del 2015, quando un airbus della compagnia low cost Germanwings si è schiantato, con 150 persone a bordo, sulle Alpi francesi (Dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza). Come avviene ormai da alcuni decenni, dopo che un evento significativo e scabroso è occorso, presto si mette in moto la macchina della disinformazione, ossia dei media mainstream che, nell'arco di poche ore, nascondono dietro una cortina fumogena la verità. La Linguistica ci insegna che un rilevante elemento della comunicazione è il rumore, ossia tutto ciò che disturba in modo involontario o deliberato il messaggio. Anche il tempo è un fattore del rumore: più le ore ed i giorni passano, più i fatti tendono a confondersi, ad annebbiarsi; i giornali e le televisioni di regime, infatti, per nascondere la realtà, confezionano una versione ufficiale che è via via ritoccata di modo che si adegui alle intenzioni mistificatorie del potere.

Per tentare di enucleare qualche particolare veridico, bisogna “catturare” le prime agenzie di stampa, quando l’establishment non ha ancora il controllo totale delle “notizie”. In seguito si rincorrono le veline, sempre più inverosimili, eppure prese come oro colato dalla maggioranza dell'opinione pubblica. Nel frattempo pullulano le rimozioni di documenti che potrebbero essere utili ad un’inchiesta seria. Il rumore (inteso come è concepito nella teoria della comunicazione, ossia quale offuscamento del contenuto) aumenta sempre più: si costruiscono delle storie attorno ai protagonisti della vicenda, si introducono nuovi personaggi, l’oggetto del desiderio, antefatti, flash back etc. tutto per sviare i lettori dei quotidiani e gli utenti della Rete.

L’intrigo diventa inestricabile, nel momento in cui alla versione ufficiale, falsa come l’oro di Bologna, il sistema affianca altre versioni altrettanto false con lo scopo di creare ulteriore scompiglio, impedendo così di attingere una possibile verità.

A proposito dell’incidente aereo di cui ci stiamo occupando, l’ipotesi è una sola, semmai ulteriormente scomponibile in sub-ipotesi: le altre non sono congetture, ma mistificazioni. Le elenchiamo per poi sviscerarne i meccanismi e le finalità.

Ipotesi

Un aereo low cost, impegnato in un’ordinaria operazione chimica di tipo igroscopico, sta sorvolando a bassa quota le Alpi francesi. A causa di un episodio di “fumo in cabina”, i piloti perdono i sensi o comunque sono semi-incoscienti. Il velivolo è ormai fuori controllo, altitudine e rotta costituiscono un pericolo per l’incolumità di passeggeri ed equipaggio: non appena dalla torre di controllo ci si accorge che qualcosa non quadra, si alzano in volo delle unità militari per lo scramble, cioè per intercettare il velivolo ed abbatterlo, qualora i piloti non agiscano per tempo per riprendere quota e correggere la rotta in modo da evitare l'irreparabile, ad esempio uno schianto su un centro abitato o su una centrale nucleare. Annota a ragione il Professor Attilio Follieri: “Un Mirage tocca una velocità di oltre 2.500 km. Questi caccia sono dislocati in varie basi militari, quindi in pochi minuti raggiungono la zona dell’emergenza. Il volo 9525 era poco distante in linea d'aria dall’installazione di Marsiglia”. Di grandissimo rilievo, in tale contesto, è il dispaccio divulgato dal Dailymail, poco dopo la tragedia, dispaccio che riferisce di due Mirage decollati per lo scramble e che poi affiancano l'aereo di linea, come riportato dalle prime testimonianze. Questo particolare è presto espunto. E’ una censura sintomatica.

E’ arduo stabilire una verità assoluta, ma, seguendo i criteri probabilistici, elaborati per primo dal filosofo accademico Carneade, si può delineare uno scenario che è comunque plausibile. Il disegno complessivo è tracciato; certo, sulle cause per cui l’aereo della Germanwings era fuori controllo esiste margine per ulteriori supposizioni: teoricamente si può chiamare in causa anche un’avaria dell’airbus, ma ciò non toglie che il silenzio radio resta inspiegabile. Ciò non toglie che il velivolo era chimico, proprio come sono chimici gli aerei delle compagnie low cost e non solo. Ciò non toglie che la traiettoria era anomala (“turistica” è stata denominata di primo acchito da meteoweb.eu, noto portale di negazionisti del fenomeno "chemtrails"), anomala nella sua “normalità”: infatti alcuni degli aerei impegnati nella diffusione di composti per lo più igroscopici, contenuti nei carburanti ed additivi avio, non percorrono i corridoi deputati alle altitudini ufficiali, poiché devono intervenire nelle regioni in cui è necessario distruggere o indebolire i fronti perturbati. Molti fronti si generano o si ingrandiscono proprio sulle Alpi dove – non è una coincidenza – il 25 marzo si stava sviluppando un ammasso imbrifero che dalle satellitari è risultato poi dissolto e sostituito da una coltre artificiale. Non è agevole comprendere perché sul teatro della catastrofe siano stati reperiti rottami così piccoli né si può essere sicuri che il luogo del disastro sia davvero quello mostrato dai media, ma la concatenazione degli accadimenti principali è tratteggiata. Pure l’obiettivo di tante mistificazioni è chiaro: occultare il problema della sindrome aerotossica e la realtà della geoingegneria clandestina, attuata quasi sempre attraverso l'aviazione commerciale.

Versione di regime

E’ arcinoto che la versione di regime, un arrangiamento in fieri, come da copione orwelliano, ciancia di un suicidio perpetrato dal co-pilota, il tedesco Andreas Lubitz. Il giovane sarebbe stato depresso, psicopatico ed avrebbe deciso di togliersi la vita, dirigendo l’aereo contro un pendio alpino. Sulle innumerevoli falle ed incongruenze della narrazione ufficiale non ci soffermiamo: è facile evidenziarle, perché sono fantasie che violano la logica aristotelica: sono un insulto non solo all’intelligenza media, ma anche alla stupidità. Tra l’altro il romanzo d’appendicite composto dalle testate governative, su imbeccata dei servizi, è in perenne divenire, in quanto è continuamente corretto affinché eclissi notizie che sfuggono alla censura o dichiarazioni che contraddicono l’ufficialità. Così il pilota è descritto da amici e conoscenti come una persona normale, mentre, con il passare dei giorni, il ritratto di Andreas Lubitz è stato ottenebrato in una climax ascendente: prima soffre di depressione, poi è squilibrato, infine è un mentecatto megalomane che vuole passare alla storia con un’azione clamorosa. E’ un crescendo rossiniano di diffamazioni e calunnie. Spuntano certificati medici stracciati dal giovane, mentre i certificati medici oggigiorno sono solo elettronici; si riportano pseudo-interviste di inesistenti fidanzate o ex fidanzate che dipingono del giovane un ritratto a tinte fosche. Nell’arco di poche ore è data in pasto alla stampa una presunta registrazione della cosiddetta scatola nera con gli ultimi minuti del volo prima dello schianto. E’ un prodotto montato in studio e non la vera registrazione: tra l’altro, per leggere i dati del flight recorder, nella storia dell’aviazione civile, è sempre stato impiegato parecchio tempo, incrociando le informazioni di entrambe le scatole nere ed i risultati sono stati comunicati con calma, dopo che gli esperti avevano analizzato i contenuti. Non è credibile che solo una scatola nera sia stata ritrovata, giacché esse sono installate assieme. In merito alla traccia audio, alcuni esperti hanno osservato che il respiro del pilota non può essere udito e che l’eventuale inserimento del nuovo corridoio di discesa sul computer di bordo non è un’azione verificabile da una semplice riproduzione acustica.

Narrazioni depistanti

Quasi contemporaneamente alla diffusione del canovaccio ideato dall’establishment, sono fioccate non ipotesi, ma narrazioni forvianti. Le principali sono due: il velivolo avrebbe impattato, poiché colpito da un’arma laser nel corso di un’esercitazione militare della N.A.T.O.; l’aereo sarebbe precipitato a causa di potenti interferenze elettromagnetiche collegate ad esperimenti condotti nel C.E.R.N. di Ginevra.

La prima “ricostruzione”, la cui fonte è Sorcha Faal alias David Booth, noto disinformatore mascherato e presunto agente della C.I.A., frottola rilanciata per lo più da siti russi, è destituita di ogni fondamento, non solo perché scaturita da un autore abituato a produrre abili contraffazioni, ma anche in quanto, nel corso delle esercitazioni, si circoscrive un’area in cui gli aerei civili non possono per nessuna ragione incrociare. Si dirama, infatti, il cosiddetto NOTAM, ovvero avviso di “divieto di sorvolo”, notifica di cui sono a conoscenza tutti i piloti.

Si può capire che tale racconto serve a rinfocolare la rivalità tra Russia e Stati Uniti, già ai ferri corti per il conflitto in Ucraina. Si può intuire chi ha interesse a far scoppiare una perniciosa Terza guerra mondiale, aizzando la Russia contro gli Stati Uniti con i loro rispettivi alleati e viceversa, in modo da neutralizzare sia la detestata Chiesa ortodossa sia altri culti e popoli. Il carteggio Pike-Mazzini è illuminante a tale proposito. E’ un potere sovranazionale sulla cui vera identità qui non indugiamo.

Queste conclusioni non significano che gli eserciti delle superpotenze non dispongano di armi micidiali capaci anche di disintegrare un aeromobile sicché se ne trovano solo resti di ridotte dimensioni, ma che l’idea di un addestramento strategico compiuto mentre scorrazzano centinaia di aerei civil-chimici è del tutto inverosimile.

La seconda storiella si scredita di sé. E’ stata evidentemente congegnata per gettare il ridicolo sull’intera questione, per delegittimare le poche fonti attendibili, citandola, in articoli creati ad hoc, insieme con le analisi più razionali e documentate, difficilmente confutabili. Anche questo è un modus operandi per annullare i fatti: spararle sempre più grosse e mescolare in un unico calderone mezze verità con fandonie ed esagerazioni. Così l’opinione pubblica, già frastornata dal bombardamento delle romanzesche news televisive, non si raccapezza più oppure si lascia abbindolare da chi inventa le fole più incredibili. Intanto le voci dissonanti, anche provenienti da persone autorevoli, sono ignorate o si perdono nella gazzarra assordante delle bugie governative.

In tal modo è sufficiente mandare in onda nuovi episodi della saga (i “servizi” televisivi e le “cronache” delle testate), intrecciati a situazioni immaginose e non verificabili, fino a quando i “cittadini” dimenticano tutto, magari già flagellati da un avvenimento ancora più sconvolgente: un altro false flag, un’altra decapitazione(?) dell’I.S.I.S. o, più grave, più tragica, più atroce, più insopportabile di tutte, la notizia che tale celeberrimo calciatore, dopo aver militato per tanti anni in una squadra, è stato venduto ad un’altra rappresentativa.




Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 16 aprile 2015

Piloti alla gogna



A seguito dell'"incidente" occorso all’aereo della compagnia tedesca low cost Germanwings, costola della prestigiosa Lufthansa, di botto la reputazione dei piloti si è appannata. “Colpa” di Andreas Lubitz (sit ei terra levis), il copilota del velivolo schiantatosi sulle Alpi francesi il 24 marzo 2015: sùbito dipinto come un aviere modello, è poi stato, con il passare del tempo, trasformato in un depresso, in un pazzo, in un folle suicida che ha voluto trascinare nel suo gesto autodistruttivo altre 149 persone.

E’ ovvio che questo ritratto a tinte fosche è falso, ma funzionale agli scopi di chi gestisce il genocidio globale noto in modo eufemistico come “attività di geoingegneria clandestina”.

Fra le numerose stranezze che si sono susseguite dopo l’incidente, spicca l’improvvisa e sospetta attenzione dei media governativi nei confronti dei piloti tout court. E’ un’attenzione che è coincisa con articoli in cui i “nocchieri del cielo” sono ritratti come protagonisti di azioni arrischiate, di gesti inconsulti. Sono lontani i tempi di Francesco Baracca e del Barone rosso, quando aviatore era sinonimo di eroe. Oggi quell’epica età è lontana… Ad esempio, il pilota dell’Alitalia, Maurizio Foglietti, nella sua abitazione di Todi avrebbe dato vita ad uno spettacolo pirotecnico, sparando alcuni colpi d’arma da fuoco, probabilmente nel corso di una lite. Era la sera di Pasqua. Non pago di tale impresa, il Foglietti si è poi cimentato in una scorribanda automobilistica sulle strade umbre, con tanto di sorpasso spericolato, incidente ed alcool test positivo. Ne sono seguite la denuncia a piede libero per opera dei Carabinieri e la sospensione della patente. Per le sue intemperanze l’Alitalia aveva già sollevato il pilota dall’attività di volo.

Viviamo nell’era della menzogna e le notizie riguardanti Foglietti potrebbero essere o inventate o iperboliche. Questo aspetto, però, non è così importante: è significativo, invece, quello che si nasconde dietro questi presunti fatti e l’enfasi con cui i pennivendoli li divulgano. Il messaggio tende ad eclissare la cronaca reale o fittizia che sia.



Occorre compiere un passo indietro: dopo che l’Airwings era precipitato, sùbito numerosi piloti e copiloti si rifiutarono di salire a bordo. Perché? Non erano state ancora partorite le baggianate di Andreas Lubitz psicolabile intento a somministrare potenti diuretici per attuare i suoi inverosimili piani.

Orbene, pare che la berlina mediatica contro i piloti sia un’intimidazione o per lo meno un monito obliquo affinché tacciano a proposito della sindrome aerotossica, causa di gravi problemi di salute tra equipaggi e passeggeri degli aerei, all’origine di sciagure anche mortali.

La situazione peggiora sempre più: ogni anno in media muore un pilota. Lo denuncia Antonio Bordoni, esperto di incidenti aerei ed autore di un saggio intitolato “Piloti malati”. Bordoni individua nello stress l’origine dei decessi, ma la parola stress o l’espressione burn out, oggi di moda per indicare il logorio psico-fisico provocato da vari mestieri e professioni, ci sembrano alludere a qualcos’altro. Sì! Alla sindrome aerotossica, legata a doppio filo alla biogeoingegneria illegale. Gli avieri sono presi tra due fuochi: da un lato sanno quali sono i pericoli per la loro salute, dall’altro sono consci che, qualora dovessero sputare il rospo, rischierebbero provvedimenti disciplinari e persino il licenziamento. Così tacciono ed il loro silenzio non è d’oro, ma una colpevole omertà: le malattie e le morti non sono “appannaggio” del personale di bordo. Sono comunque i primi a pagare: chiamatela Nemesi o Giustizia superiore, chiamatelo karma…


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 11 aprile 2015

Benvenuti a bordo!



Con enfasi l’aereo è decantato come il mezzo di trasporto più sicuro: il numero di persone che muore in incidenti stradali ogni anno è superiore a quello dei passeggeri periti in disastri aerei. Tuttavia oggigiorno la tanto magnificata sicurezza dei voli appare per lo meno incrinata. E’ un mito ormai in gran parte sfatato.

Che cosa succede attualmente ai viaggiatori, soprattutto a coloro che usufruiscono delle allettanti proposte ammannite dalle compagnie low cost? Tra sindrome aerotossica, trasvolate sobbalzanti con traiettorie “turistiche”, a zig zag e perigliose quote radenti centri abitati e montagne, i passeggeri affrontano rischi del tutto ignoti, prima che l’operazione “geoingegneria clandestina” diventasse pressoché planetaria (dal 2007) con il coinvolgimento totale dei vettori commerciali.

Il pericolo maggiore è senza dubbio costituito dalla sindrome aerotossica (vulgo “fumo in cabina”, in inglese "fume event") che può colpire sia i passeggeri sia l’equipaggio: si va dal malessere con senso di stordimento e nausea sino a gravi ed invalidanti problemi neurologici. Qualche pilota ci ha persino lasciato le penne… E’ ovvio che i soggetti più esposti a questa patologia sono coloro che, per ragioni di lavoro o di studio, prendono spesso l’aereo, oltre al personale di bordo: piloti, copiloti ed assistenti di volo.



I carburanti avio, gli additivi usati nei combustibili nonché gli oli lubrificanti, come è noto, sono all’origine di questa sindrome: il nanoparticolato neurotossico che penetra nella cabina passeggeri ed in quella di pilotaggio contamina l’aria che i motori turbofan aspirano dall’esterno. A poco servirebbero mascherine o filtri nasali disponibili sul mercato, poiché questi presidi non filtrano il particolato finissimo in grado di superare la barriera emato-encefalica. Il problema si acuisce, se si considera che in Italia l’affezione in oggetto è sconosciuta ai più, sicché quasi nessuno prende le precauzioni per arginare eventuali danni. Si deve, però, riconoscere che l’unica misura davvero efficace contro il pericolo di intossicazione sia evitare di imbarcarsi su un volo commerciale.



Anche le rotte e le altitudini chimiche seguite oggi dalla maggior parte dei voli civili sono un potenziale azzardo: da un punto di vista statistico, è inevitabile che, considerando il traffico frenetico sopra le nostre povere teste, qualche aereo si trovi, prima o poi, in condizioni di emergenza. Sono circostanze che possono rivelarsi fatali, come è dimostrato dalla recente sciagura occorsa all’airbus della Germanwings. Non è un episodio isolato: ad esempio, si può ricordare che alcuni anni addietro due unità collisero nei cieli sopra la Sila. Anche in quell'occasione il cover up fu efficacissimo e dell'incidente pochi sono a conoscenza.

Le persone che si avventurano su un aereo, oltre a viaggiare in condizioni spartane e soggette a mille vincoli, devono sapere che li attende un “giro emozionante” simile a quello di Paolo Villaggio che, vinta una vacanza in una meta turistica, si avventura in un’allucinante odissea aerea. I biglietti costano pochissimo, ma si paga lo scotto dello sconto: come generi di conforto sono offerte caramelle risalenti al Paleolitico inferiore, con la carta ormai transustanziata nelle caramelle stesse. Non manca un caffè all’aroma di risciacquatura. Intanto tra vuoti d’aria, improvvise cabrate, discese e cambi di rotta, atterraggi di emergenza per l'esaurimento prematuro del carburante, tutte situazioni motivate dalle esigenze connesse alle famigerate operazioni, sembra di essere sulle montagne russe. Insomma, ci si sente come in un film. Solo che un film è finzione, mentre qui ci riferiamo ad un’atroce realtà.

Bon voyage…


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 7 aprile 2015

Germanwings abbattuto in volo. Nessuna scossa sismica da impatto diretto sulle Alpi francesi


Un certo Marco Mucciarelli, sismologo [1], in merito all'"incidente" dell'A-320 Germanwings, ha recentemente affermato che l'impatto del velivolo della compagnia low cost ha generato un'onda sismica, il che, se fosse vero, dimostrerebbe che effettivamente il volo 4U9525 D-AIPX si sarebbe frantumato schiantandosi contro le cime delle Alpi francesi e non sarebbe quindi stato abbattuto in volo, a differenza di quanto affermato da chi scrive. Abbiamo già chiarito che la versione ufficiale non regge, poiché il luogo del supposto crash si trova a non più di 1.300 metri di altitudine sul livello del mare, mentre i radar hanno improvvisamente perso il segnale del Germanwings, mentre esso volava a circa 2.073 metri di quota. Per cui i conti non tornano. Sorvoliamo, però, per un attimo su questo dettaglio cruciale e leggiamo che cosa scrive l'esperto (volutamente non abbiamo corretto i numerosi errori linguistici...):

"Terremoti, sismologia ed altre sciocchezze - Dopo ogni avvenimento tragico, nei tempi recenti, si scatena su internet (sic) la corsa dei complottari per accaparrarsi visite ai siti, e questo si è puntualmente ripetuto dopo lo schianto del volo GermanWings in Provenza. L'Italia ha dato il suo degno contributo con un noto leader degli sciachimisti che ha immediatamente sostenuto che il volo era a quota bassa per compiere irrorazioni di geoingegneria clandestina. Il furore degli utenti ha fatto chiudere il profilo FB [2]. La bufala che ha iniziato a girare poco dopo è quella dell'arma segreta che durante una esercitazione USA avrebbe fatto esplodere in volo l'aeroplano. Improvvisati esperti di volo e di balistica hanno iniziato a dubitare delle foto, a sproloquiare sulla mancanza di un cratere da impatto e ad alimentare dubbi non suffragati da alcuna prova. L'analisi di esplosioni e impatti registrati nei sismogrammi è stata spesso utilizzata in passato per altre tragedie, dall'attacco alle Torri Gemelle alla collisione della Costa Concordia con gli scogli del Giglio, ed anche in questo caso le teorie complottiste possono essere smentite dall'analisi dei sismogrammi della rete francese. A circa 25 km dal luogo dell'impatto si trova la stazione di Digne-les-Bains (codice internazionale FR-OGDI. Dai dati disponibili anche su FlightRadar24, il risulta che volo è scomparso dai radar alle 10:40 CET del 24 marzo. Estraendo dalla banca dati EIDA i segnali registrati a OGDI, dopo un passaggio alle accelerazioni ed un filtraggio passa alto a 2 Hz si ottengono i segnali du questa figura. Il segnale dell'impatto è ben visibile alle 09:40:07 (UTC, un ora indietro rispetto a CET). Considerando una velocità delle onde attorno a 4000 m/s, i 25 km tra stazione sismica e punto di impatto vengono percorsi dalle onde in circa 6 secondi, con una perfetta compatibilità tra la registrazione sismica e la scomparsa dai radar. Quindi l'aereo non è esploso in volo ma si è schiantato al suolo ancora integro, con buona pace dei complottisti, che dovrebbero solo vergognarsi di speculare sulle sciagure".

Davvero interessante! Peccato che quanto riportato sul blog dello "scienziato" sia privo di qualsiasi fondamento scientifico ed infatti, se si accede al portale della Rete Nazionale di monitoraggio sismico francese (RéNaSS) e si disporrà una ricerca per il 24 marzo 2015, si avrà modo di verificare che in quel giorno nessun sommovimento sismico di alcuna entità ha interessato il sito in questione, come evidenziato in questo screeenshot. E' quindi chiaro che un curriculum di tutto rispetto non presuppone necessariamente l'infallibilità della fonte!



Peraltro l'analisi delle foto e dei filmati che ritrarrebbero il luogo del disastro dimostrano che i resti spacciati per quelli del volo 4U9525, sono stati dispersi intenzionalmente, mentre il fumo bianco è stato creato ad hoc impiegando, con molta probabilità, dei fumogeni come questo. Infatti un incendio provocato da migliaia di galloni di carburante avrebbe dovuto necessariamente generare fumo nero e fiamme alte, ma di tutto ciò non si vede assolutamente alcunché! Senza trascurare il fatto che non si vedono rottami del timone di coda né dei due pressoché indistruttibili turbofan. Si noti inoltre come il materiale, minutamente frammentato, dia l'idea di essere stato scaricato (da bordo di un elicottero?) appositamente sui declivi da più punti.



Insomma... per i media la questione è chiusa, ma ciò non vuol dire che le autorità governative ci abbiano rivelato la verità. Siamo di fronte ad un'altra mistificazione in stile 11 settembre 2001, a proposito del quale ci viene raccontato che tre aerei si sono schiantati contro due le torri gemelle ed il Pentagono, ma di questi tre aeromobili non si è trovato nulla. Svaniti.

Il tempo, come nel caso della tragedia di Ustica (il velivolo della Itavia con 83 persone a bordo fu abbattuto da un missile aria-aria), ci darà ragione, con buona pace di chi, per qualche interesse, racconta storie - con la certezza che chi legge non verifica - ed insulta impunemente, ben conscio di avere sempre e comunque le spalle coperte dal magistrato di turno.



ARTICLI CORRELATI:

- Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi: l'analisi del fattore altitudine induce ad ipotizzare che l'aereo sia stato abbattuto!
- Precipita velivolo commerciale sulle Alpi francesi: completamente falsa la versione ufficiale!
- Disastro Germanwings: un'ipotesi alternativa

[1] Marco Mucciarelli: laureato in Fisica, professore universitario. Insegna Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell'Università della Basilicata. Dal luglio 2012 è direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS).

[2] Affermazione falsa e destituita di qualsivoglia fondamento.

AGGIORNAMENTO:

L'unica traccia sismica rilevata dal sito indicato dal luminare (QUESTO) è quella riportata di seguito. Si tratta di una scossa rilevata diverse centinaia di chilometri più a nord del sito dichiarato dai media ufficiali come teatro dello schianto e precisamente sulle Alpi svizzere. Inoltre è stata rilevata a 1,8 Km di profondità. Non si può dunque pensare a null'altro se non ad un abbattimento in volo ad opera di intercettori.



AGGIORNAMENTO 2:

Nelle immagini seguenti [LINK] [LINK 2] la posizione rispettivamente di altra stazione sismografica (O.G.A.G.) e relativi tracciati. Non è evidenziata nessuna traccia corrispondente all'orario del crash del Germanwings, nonostante la distanza dal luogo dell'incidente sia identica. Abbiamo infine applicato la trasformazione citata dal sismologo: "Passaggio alle accelerazioni" (cit.), ovvero calcolare la derivata istante per istante del movimento sulle 3 assi del sensore e ricavare così la sua accelerazione. Il risultato [ LINK ] è ancora più sorprendente...


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati. Si ringrazia l'amico Francesco Talarico per l'indispensabile collaborazione.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 4 aprile 2015

Russian biological warfare

«E' più facile ingannare le persone che convincerle che sono ingannate». (Mark Twain)



Le operazioni di aerosol clandestine da chi sono gestite? L'"operazione Cloverleaf" ha origine transnazionale e sovranazionale? A giudicare da queste sequenze la risposta è una sola: SI'.

I seguenti fotogrammi mostrano, infatti, un velivolo commerciale della compagnia russa Aeroflot, decollato da Barcellona e diretto a Mosca. L'aereo sorvola a bassa quota la città di Sanremo, mentre rilascia (anche dal piano inferiore della fusoliera), elementi chimico-biologici sconosciuti. Precisiamo che tale attività (diffondere sostanze non meglio identificate dal piano di coda, non appena l'aeromobile è sulla verticale del quartiere ove abitiamo) è prassi consolidata per qualsiasi compagnia civile sino dal 2005 e cioè dall'anno che coinvolse a pieno regime anche la città di Sanremo nelle attività di geoingegneria clandestina.

Assodato che non sono né emissioni A.P.U. (Auxiliary Power Unit) né scarichi della toilette, è evidente che si tratta di ben altro! E' logico ipotizzare che lo scarico illegale di questi "fumi" sia in qualche modo riconducibile alla guerra batteriologica. Ciò giustificherebbe i diversi focolai di patologie infettive (virus, funghi, batteri) di origine ignota segnalate tra la popolazione del comprensorio matuziano e non solo. Giacché questo modus operandi è comunque diffuso su tutto il territorio italiano, possiamo dedurre che, come testimoniato da un Generale dell'aeronautica militare in pensione, vigono accordi stipulati tra i governi ed alcune aziende farmaceutiche per la sperimentazione e la successiva vendita di nuovi farmaci, a seguito della deliberata diffusione di patogeni.

In definitiva le cosiddette "scie chimiche", così come precisato in innumerevoli occasioni, non sono volte esclusivamente all'ottimizzazione delle comunicazioni radar-satellitari o alla modifica del clima nonché alla distruzione del territorio, ma coprono un ampio range di interessi ed obiettivi: tra questi è primario lo scopo di favorire gli introiti delle multinazionali del farmaco e, nel contempo, quello di creare tutte le condizioni più favorevoli per ottenere una popolazione di individui malati, stanchi ed arrendevoli.

Tornando alle immagini da cui origina questo articolo, si scopre che non esistono contrapposizioni reali tra le varie potenze ed anzi ci accorgiamo che esse collaborano attivamente per finalità comuni, occultate in modo sapiente con la fattiva collaborazione di pennivendoli di testate nazionali e locali in tutto il mondo. Si leggono pezzi e commenti che cianciano di "aerei chimici" cacciati dallo spazio aereo russo, mentre poi, nei fatti, le cose sono ben diverse! Si ciancia di una Russia buona contro gli Stati Uniti cattivi, quando "ogni stato è una dittatura" (A. Gramsci). Questo non significa scagionare la N.A.T.O. che anzi è un'organizzazione criminale, ma ricordare che esiste un unico centro di potere, rispetto al quale i diversi paesi sono pedoni sacrificabili come negli scacchi. Il vero nemico dei governi, contrapposti ufficialmente, ma uniti e solidali nella realtà, è il popolo ed è bene che questo concetto sia chiaro.



«Esiste un governo ombra dotato di una propria forza aerea e navale, di un proprio sistema di autofinanziamento, capace di manipolare l'opinione pubblica e di perseguire i propri ideali di interesse nazionale, privo da ogni forma di controllo e non sottoposto al rispetto della legge stessa».

(Daniel K. Inouye, Senatore degli Stati Uniti).


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 30 marzo 2015

Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi: l'analisi del fattore altitudine induce ad ipotizzare che l'aereo sia stato abbattuto!



La torre di controllo ha perso il contatto radar, quando il velivolo si trovava a 6.800 piedi (circa 2.073 metri di quota) ed incrociava una zona sita a non più di 1.349 metri di altitudine. Almeno questo si evince dalle informazioni relative al punto di impatto del Germanwings. I sistemi a bordo dei moderni aeromobili permettono di ottenere una traccia radar pulita sino ad altezze minime, tanto da poter seguire un segnale sino all'atterraggio dell'aereo. Ci chiediamo quindi: "Per quale motivo la torre ha perso il contatto radar del volo 4U9525 D-AIPX, quando l'airbus volava a 2.073 metri di quota, se questa traccia risulta essere sulla verticale di un'area ubicata a non più di 1.349 metri sul livello del mare?" Ciò implicherebbe la possibilità che l'A-320 sia scomparso dai radar, poiché abbattuto in volo da intercettori? Noi pensiamo di sì. [1]

[1] Marsiglia ha dato l'allarme non appena 4U9525 ha cessato di rispondere alle chiamate e ha iniziato a perdere quota. Nel giro di pochi minuti i caccia che erano in volo in altre aree della Francia hanno iniziato ad arrivare sul posto. C'è una presenza accertata e confermata di un Mirage 2000C, di un KC-135R e di un E-3F Sentry A.W.A.C.S. Quest'ultimo arrivato solo a metà pomeriggio per rilevare le operazioni del secondo.

Citazione:

"Selon l'hebdomadaire Air & Cosmos, ainsi que le blog Lignes de défense, dans un premier temps, l'Armée de l'Air a déployé un Mirage 2000C, de l'Escadron de Chasse 2/5 "Ile de France", qui assurait la à la permanence opérationnelle, afin de repérer le lieu de l'accident.

Par la suite, un ravitailleur C-135FR ou KC-135R a été "retaské" de sa mission de ravitaillement en vol dans le centre de la France afin de coordonner et d'assurer la liaison radio entre les différents moyens déployés sur zone, et en particulier pour les hélicoptères. A 16h00, ce ravitailleur a été relevé par un E-3F Sentry A.W.A.C.S.".

Articolo correlato: Precipita velivolo commerciale sulle Alpi francesi: completamente falsa la versione ufficiale!




Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 27 marzo 2015

Precipita velivolo commerciale sulle Alpi francesi: completamente falsa la versione ufficiale!



Sono le 8:57 UTC del 24 marzo 2015: un velivolo della compagnia low cost Germanwings, appartenente alla Lufthansa, decolla dallo scalo di Barcellona (Spagna), diretto a Düsseldorf, in Germania. Poco più di 40 minuti dopo, stando alla versione ufficiale, si perde il suo segnale radar e l’aereo impatta sulle Alpi francesi. I media riportano la notizia così:

"Precipita velivolo commerciale sulle Alpi francesi. I testimoni ‘Volava troppo basso’. L’aereo era decollato alle 10 di mattina. Fin dall’inizio, la rotta dell’Airbus A320 eraanomala’ rispetto alla norma dei voli Barcellona-Dusseldorf: lo scrive il sito specializzato nel monitoraggio voli aerei Flightradar24. L’aereo sarebbe salito a 38.000 piedi prima di scendere inspiegabilmente. A 6.800 piedi il segnale è stato perso".

Successivamente le informazioni che via via sono diffuse ridimensionano la questione relativa alla rotta, mentre si "aggiusta il tiro" sulla quota, non più definita "bassa". Compaiono i primi grafici che descrivono una discesa lenta e graduale che porta il velivolo da oltre 12.000 a 1.800 metri in circa 8 minuti (Alcune fonti parlano di 18 minuti).

Sul portale Dailymail si riferisce circa la presenza di due caccia intercettori che scortano il velivolo, prima che esso scompaia dietro le montagne, ma successivamente la notizia viene editata e le righe in questione sono espunte. Non si accennerà più ad unità militari nella zona.

Leggiamo insieme: "Testimoni hanno parlato di un boato come da esplosione di dinamite. Poi hanno visto dei caccia seguire il velivolo della Germanwing. Ciò fa supporre che l'aereo civile fosse in qualche modo scortato da aerei militari".



Inizialmente è esposto che la zona dove si è schiantato l'airbus della Germanwings è difficilmente raggiungibile e che saranno necessari giorni per raggiungere il luogo del disastro, ma le mappe satellitari mostrano l'esatto contrario. Infatti la cima di 2.600 metri interessata dall'incidente aereo è all'interno di una zona percorribile tramite vie di accesso con automezzi e nelle vicinanze sorgono due piccoli centri abitati.

Le autorità dichiarano che sarà arduo ritrovare le due scatole nere, poiché l'aereo "si è polverizzato". Poche ore dopo, però, le apparecchiature preposte alla registrazione delle voci di bordo ed al percorso seguito dall'A-320 fanno la loro comparsa. Il Procuratore di Marsiglia, Brice Robin, che coordina le indagini, dichiara che le scatole nere sono fortemente danneggiate e che sarà difficile recuperare informazioni. La mattina successiva sono, invece, già disponibili le foto del Flight recorder danneggiato e poche ore dopo il Procuratore afferma, in conferenza stampa, che la registrazione del volo è stata recuperata: il responsabile dell'"incidente" è il co-pilota, che intendeva uccidersi. Questione chiusa.

Che cosa, però, è successo veramente?

In questo caso, così come in altri, molte tessere non appaiono al loro posto e le contraddizioni sono numerose. Vediamo di elencarle in modo sintetico.

LA QUOTA - Il volo 4U9525 D-AIPX, secondo i dati (se attendibili) forniti da Flightradar 24 risultava ad un’altitudine inferiore rispetto a quella regolare, ma questo è noto. Sappiamo che gli aerei commerciali preposti alla diffusione di composti igroscopici ed elettroconduttivi (vulgo scie chimiche) in bassa atmosfera volano spesso su corridoi militari e quindi a quote inferiori rispetto a quelle dichiarate. Quindi l'impatto sulle Alpi francesi, in una zona impervia compresa tra le località di Prads-Haute-Bléone e Barcelonnette, sembra essere una conferma di tale prassi: è chiaro che, se si incrocia a quote non sicure su determinate aree, l'incidente è più facile, in quanto eventuali manovre di emergenza non sono possibili.

LA ROTTA - Come ammesso dallo stesso portale meteoweb.eu, noto per essersi espresso in più occasioni a danno di chi scrive, il velivolo della Germanwings "percorreva un corridoio non diretto, ma che pareva piuttosto turistico".

LE COMUNICAZIONI CON LA TORRE - Stando a quanto riportato dalle autorità competenti, l'A-320 è scomparso dai radar pochi istanti prima della (presunta) collisione con le cime francesi. Inizialmente non si accenna all’interruzione di comunicazioni radio tra torre di controllo e piloti a bordo del velivolo commerciale. In tempi successivi, però, per giustificare la tesi ufficiale del "pilota kamiKaze", si asserisce che la torre ha perso ogni contatto con l'equipaggio, non appena il volo 9525 ha cominciato la discesa controllata e cioè 9 minuti prima della perdita del segnale sui radar. Questi tempi di buio implicano necessariamente l'intervento di caccia intercettori che dovrebbero raggiungere l'aereo civile e verificare "a vista" le condizioni dei piloti, quindi operare di conseguenza, ma nessun responsabile ha menzionato qualsivoglia operazione di "scramble".



LA SCATOLA NERA - Una sola delle due scatole nere è stata mostrata e cioè quella preposta alla registrazione dei dialoghi a bordo (in cabina di pilotaggio). Senza dubbio l'apparato risulta un vecchio modello, non più installato sui velivoli attuali, ma soprattutto mostra graffi e ruggine, come se fosse rimasta sotto le intemperie o in un ambiente umido per molto tempo. Il flight recorder non è quindi quello del volo 9525, ma con tutta probabilità è un pezzo recuperato da qualche magazzino ed usato allo scopo di ingannare il pubblico avido di chiarimenti.



LA TRACCIA AUDIO - Esiste già una traccia audio (ora rimossa), pubblicata sul portale You-tube e che è stato dichiarato essere la registrazione degli ultimi 60 secondi del volo 9525. Il file audio risulta essere frutto di manipolazione. Alcune parti di quelli che sono spacciati per i suoni in cabina sono ripetute più volte, mentre alla fine è circostanza anomala non udire il sistema di bordo richiamare il pilota con l'avviso "Pull up". E', infatti, lo strumento di prossimità al suolo che avvisa il pilota di tirare a sé la cloche o, come nel caso dell'A-320, il joystick.

IL PILOTA KAMIKAZE - Il Procuratore francese dichiara al mondo che la tragedia ha un responsabile: il co-pilota tedesco Andreas Lubitz. Inizialmente è dipinto un ritratto che non indicherebbe un aspirante suicida, ma con il passare delle ore viene corretto il tiro ed il profilo del povero capro espiatorio è sempre più fosco. E’ evidente come si stia operando a posteriori in modo tale da legittimare il più possibile la veridicità della versione ufficiale e che cioé il ventisettenne abbia voluto deliberatamente distruggere l'aereo ed uccidere sé stesso ed altre 149 persone tra equipaggio e passeggeri, poiché squilibrato. Bisogna chiedersi come sia possibile che il giovane potesse ancora volare, se quanto descritto dalle autorità e dai media è rispondente al vero. I colleghi del pilota, i dirigenti della Germanwings-Lufthansa tacciono. Intanto, però, è curioso che, a seguito dell'incidente sulle Alpi francesi, i piloti della Germanwings si rifiutino di volare. I motivi sono evidentemente da ricercare altrove. Che cosa sanno gli "addetti ai lavori" che noi non sappiamo? Forse sono preoccupati dei ripetuti e sempre più frequenti episodi di "fumo in cabina" legati alla sindrome aerotossica? Noi diremmo di sì.

Tornando al "suicida" Andreas Lubitz con 630 ore di volo all'attivo, un curriculum di tutto rispetto ed un riconoscimento F.A.A.. Egli approfitterebbe di un bisogno fisiologico del pilota per portare a termine quella che viene definita un'azione preordinata e deliberata. Bisogna domandarsi: come avrebbe agito, se il suo collega non si fosse recato alla toilette?

LA PORTA BLINDATA - Ci è stato “spiegato” che la porta blindata non ha permesso al Comandante di rientrare in cabina di pilotaggio, ma non ci è stato chiarito per quale motivo, pur avendo almeno otto (8) minuti per decidere sul da farsi, nessuno, compreso il Primo pilota, abbia usato il telefono satellitare, posto proprio a fianco della tastiera. Il telefono satellitare permette di comunicare con l’esterno ed in questo caso sarebbe stato possibile avvertire la torre di controllo di quanto stava avvenendo in quei drammatici frangenti. Otto minuti di silenzio? Inverosimile.

I PASSEGGERI - La versione ufficiale vede i viaggiatori rendersi conto del disastro imminente solo negli ultimi istanti. Come è possibile? Le autorità affermano che il Comandante ha cercato di scardinare (con un piede di porco) la porta di accesso alla cabina di pilotaggio. Questa è visibile da tutti i posti a sedere, dai primi sino a quelli posti in coda al velivolo. Per cui è plausibile che nessun passeggero abbia urlato o tentato di mettersi in contatto con amici e/o parenti tramite cellulare? A quella quota ed a quella velocità era probabilmente possibile riuscire ad agganciare qualche ponte UMTS a terra.

IL LUOGO DELL'IMPATTO - Nell'area del supposto schianto non si vedono oggetti più grandi di un paio di metri quadrati. Non si scorgono resti umani né bagagli o vestiti e, soprattutto, non si notano i rottami dei due turbofan che, essendo composti da parti in titanio ed altre leghe resistenti, dovrebbero essere assolutamente (quasi integri) nel sito del presunto impatto. La casistica indica che nel caso di collisioni, seppur violente, il piano di coda ed i motori restano indenni, nella loro struttura principale, ma a Barcellonette di queste parti non è stata trovata traccia!



CONCLUSIONE - LE NOSTRE IPOTESI - Non esiste una spiegazione univoca e certa, ma possiamo ipotizzare alcuni scenari.

In prima battuta, dato per stabilito che, come dimostrato da questo drammatico evento, gli aerei commerciali volano a quote più basse di quelle dichiarate, semplicemente per assolvere compiti di "geoingegneria clandestina", possiamo congetturare che a bordo del volo Barcellona-Düsseldorf della Germanwings si sia verificato l'ennesimo caso denominato in gergo "fumo in cabina". L'A-320 in questione era già stato coinvolto, in passato, in un episodio simile. In quel caso i due piloti, che avevano perso conoscenza, riuscirono in extremis a riprendere il controllo del velivolo, evitando una tragedia. Tuttavia i casi di "sindrome aerotossica" sono così frequenti che, sebbene le compagnie stiano ancora cercando di nascondere ai più il problema della contaminazione da gas neurotossici in cabina, sarà sempre più difficile occultare la verità. Infatti sono decine i piloti, il personale di bordo ed i passeggeri che si accingono ad intentare azioni legali, giacché è recente la pubblicazione del referto di un coroner che associa con assoluta certezza la morte di un giovane pilota con ripetuti episodi di "fumo in cabina".

E' il caso di ricordare che nel recente disastro aereo non è da sottovalutare la supposizione secondo cui i piloti, il personale di bordo ed i passeggeri siano rimasti incoscienti per minuti e questo giustificherebbe la dinamica occorsa. Ovviamente una verità come questa sarebbe deflagrante a livello di immagine ed il mercato dei voli civili subirebbe un crollo spaventoso. Anche le operazioni di aerosol clandestine, affidate alle compagnie commerciali, sarebbero in qualche modo compromesse. Per questo motivo è stata confezionata la storiella del pilota sucida alla quale tutti si sono omologati di buon grado. Un errore umano e la faccenda si chiude in fretta. Ciò giustificherebbe anche il silenzio dei dirigenti della Lufthansa che, a loro modo di vedere, preferiscono questo tipo di danno di immagine, piuttosto che dover rivedere la questione di fronte ad una vasta clientela. Gli utenti chiederebbero gli indennizzi per danni subìti a causa dei fumi tossici respirati in cabina passeggeri in questi ultimi 15 anni.

In ultimo... noi pensiamo che l'A-320 della Germanwings sia stato abbattuto ben prima di precipitare sulle cime francesi e ciò spiegherebbe perché delle parti più resistenti del velivolo non esiste alcun rottame. In seguito sarebbe stato ricreato ad hoc un teatro del disastro. E’ una ricostruzione superficiale (quella ufficiale), contraddittoria ed approssimativa, ma più che sufficiente per ingannare un popolino sempre più stupido.

ARTICOLI CORRELATI:

- L'inquietante incidente del volo 9525 della compagnia tedesca Germanwings. Che cosa è successo realmente?

- Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi: l'analisi del fattore altitudine induce ad ipotizzare che l'aereo sia stato abbattuto!

Loading the player...




Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...