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mercoledì 10 giugno 2026

Il caso Marcianò ed il mistero Solesin: cinque verità scomode che sfidano la versione ufficiale del Bataclan

1. Introduzione: il confine sottile tra memoria e ricerca della verità

Esiste un momento, nella storia recente delle democrazie occidentali, in cui la verità processuale smette di essere un accertamento dei fatti per trasformarsi in un dogma di Stato. È in questa zona grigia, dove il dubbio diventa reato, che si consuma la vicenda di Rosario Marcianò. Non parliamo di un semplice attivista della rete, ma di un uomo condannato al carcere — dodici mesi di reclusione senza condizionale — per aver osato incrinare una narrazione cristallizzata nel dolore collettivo. Il caso riguarda Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana ufficialmente vittima della strage del Bataclan del 13 novembre 2015. Ma cosa accade quando i documenti, le immagini e le testimonianze iniziali divergono radicalmente dal verdetto finale? Questa analisi non vuole profanare una memoria, ma sollevare una questione etica fondamentale: è possibile che la verità dei fatti sia stata sacrificata sull'altare della stabilità istituzionale?

2. Takeaway 1: gli scatti "sconcertanti" di "Getty Images" ed il paradosso delle probabilità

Il primo tassello di questa indagine ci porta alle ore 01:15 del 14 novembre 2015. Mentre il mondo osserva sgomento le immagini di morte provenienti dal teatro Bataclan, un fotografo israeliano immortala tre scatti ad alta risoluzione, poi regolarmente messi in vendita sul portale internazionale Getty Images. La didascalia è asettica: "Una donna viene evacuata a seguito di una sparatoria a Parigi". Eppure, osservando quelle foto, la figura che emerge non corrisponde al profilo di una vittima nel bel mezzo di un massacro. La donna ritratta appare in perfetta salute, serena, quasi estranea all'orrore circostante.

La somiglianza con Valeria Solesin è talmente marcata da apparire sovrapponibile. Qui sorge la necessità di una riflessione che trascende la semplice percezione visiva: quale sarebbe la probabilità statistica che una "sosia perfetta" di Valeria Solesin si trovasse esattamente di fronte al Bataclan proprio in quell'ora e in quelle circostanze? Se la versione ufficiale vuole Valeria già morente o deceduta all'interno del locale, chi è la donna serafica che attraversa l'obiettivo del fotografo israeliano? Come sottolineato nelle analisi documentali:

"La donna ripresa somiglia moltissimo a Valeria Solesin. Si tratta di una sosia? Quante probabilità ci sono che una ragazza del tutto somigliante a Valeria Solesin fosse stata coinvolta nella strage del Bataclan?".

3. Takeaway 2: il verdetto dell'Intelligenza artificiale e la sfida della fisiognomica

Per sottrarre il dibattito alla faziosità del giudizio umano, è stata chiamata in causa la tecnologia neutrale. Attraverso l'uso di Claude AI, è stata condotta un'analisi fisiognomica comparativa tra le fotografie di Valeria Solesin risalenti al 2009 e gli scatti catturati davanti al Bataclan nel 2016. Il divario temporale di sette anni è un parametro cruciale per testare la coerenza dei tratti somatici. I risultati dell'algoritmo non lasciano spazio a interpretazioni ambigue: l'affinità stimata tra i due volti si attesta in un range compreso tra il 95% e il 98%.

L'intelligenza artificiale ha isolato e confrontato la struttura ossea del naso, la forma e la posizione degli occhi, la curvatura delle sopracciglia e l'ovale del viso, confermando che, nonostante il naturale invecchiamento ed i diversi contesti di illuminazione, si tratta "dello stesso individuo". Siamo di fronte ad un paradosso tecnologico: mentre la giustizia italiana condanna chi dubita della morte, una macchina, programmata per il riconoscimento oggettivo, conferma l'identità della persona ritratta come viva e presente in contesti successivi alla strage. È la collisione tra un algoritmo matematico e una verità giudiziaria che si pretende indiscutibile.
4. Takeaway 3: la metamorfosi delle testimonianze ed il ruolo di Andrea Ravagnani

Uno dei punti più oscuri riguarda la trasformazione radicale della narrazione fornita dai testimoni oculari e dalle autorità. Nelle ore immediatamente successive all'attentato, la versione era univoca: Valeria era dispersa. Andrea Ravagnani, il fidanzato, dichiarava di aver perso le sue tracce durante il caos del "fuggi fuggi". Esiste un dettaglio ancora più specifico, riportato dal funzionario del consolato Sergio Fiocco, secondo cui un'amica avrebbe visto Valeria ferita, ne avrebbe preso la borsa e il cellulare per poi scappare, lasciando la ragazza senza documenti. Per tre giorni, la Farnesina ha sostenuto ufficialmente che Valeria non figurava tra le vittime negli ospedali né nella lista dei morti.

Poi, improvvisamente, avviene il cambio di rotta. La versione "dispersa" scompare per lasciare spazio ad un racconto drammaticamente diverso: Valeria non sarebbe mai stata persa di vista, ma sarebbe morta dissanguata tra le braccia di Andrea dopo un'agonia interminabile sul pavimento del teatro.

"Valeria Solesin è morta tra le braccia del suo fidanzato... Questa è la versione definitiva. Gli inquirenti non si chiedono il perché delle versioni diametralmente opposte".

Questa metamorfosi testimoniale, avvenuta dopo tre giorni di silenzio istituzionale, solleva interrogativi inquietanti. Perché il fidanzato e gli amici hanno inizialmente parlato di "tracce perse" se la ragazza era spirata tra le loro braccia? Perché la borsa era con un'amica mentre la versione finale descrive un abbraccio protettivo fino all'arrivo delle teste di cuoio?
5. Takeaway 4: coincidenze logistiche ed il "Timing" del terrore

L'analisi forense del Bataclan non può prescindere dalle anomalie logistiche che sembrano suggerire una sceneggiatura predefinita. La mattina stessa di venerdì 13 novembre 2015, appena undici ore prima dell'attacco, le organizzazioni di pronto soccorso parigine avevano tenuto un'imponente esercitazione intitolata "Attentat multisite par fusillade", simulando esattamente sparatorie simultanee in più punti della città. Martin Hirsch, capo dell'Assistenza Pubblica (AP-HP), si disse stupito per la "coincidenza". Parallelamente, emergono collegamenti con figure del calibro di Eric de Rothschild (presidente dell'SPDCJ), in relazione ad avvertimenti preventivi circolati nella comunità ebraica circa un imminente attacco di massa.

A questo si aggiunge la tempistica della vendita del teatro: i fratelli Laloux, proprietari del Bataclan per quarant'anni, cedettero l'immobile l'11 settembre 2015, trasferendosi in Israele soli due mesi prima della tragedia. Infine, la rapidità della rivendicazione: Rita Katz, direttrice del SITE [1], riuscì ad individuare e pubblicare le rivendicazioni dell'ISIS alle ore 00:53, appena trenta minuti dopo l'attacco. Questi elementi, presi singolarmente, potrebbero apparire come fatalità; visti nel loro insieme, compongono un mosaico che sfida le leggi della probabilità e suggerisce un'organizzazione che trascende l'improvvisazione terroristica.
6. Takeaway 5: la "Giustizia" "farsa" e la condanna di Marcianò

La parabola giudiziaria di Rosario Marcianò rappresenta, forse, il capitolo più dolente. La condanna a 12 mesi di reclusione e la richiesta di risarcimento salita a 147.000 euro non sono solo l'esito di un processo per diffamazione, ma il risultato di quello che molti osservatori definiscono un "processo politico". Il rinvio a giudizio di Marcianò è avvenuto attraverso una violazione procedurale non trascurabile: l'interrogatorio del Pubblico Ministero nel febbraio 2020 si è svolto in totale assenza del difensore dell'imputato.

Ai sensi dell'articolo 415 bis del Codice di Procedura Penale, tale violazione avrebbe dovuto rendere nullo l'intero procedimento. Invece, il sistema ha proceduto spedito verso una condanna senza condizionale, con l'evidente obiettivo di proteggere la credibilità delle istituzioni e soffocare sul nascere qualsiasi documentazione che mettesse in luce le falle della versione ufficiale. Quando la procedura legale viene calpestata per blindare una verità di Stato, il processo smette di essere un esercizio di giustizia per diventare uno strumento di censura.

7. Conclusione: oltre il velo del silenzio

Il caso Marcianò-Solesin non è solo una cronaca di discrepanze fotografiche o anomalie testimoniali; è lo specchio di una crisi democratica profonda. Quando lo Stato reagisce al dubbio documentato non con la chiarezza delle prove, ma con la forza della carcerazione, il costo della ricerca della verità diventa insostenibile per il singolo cittadino. La percezione della realtà viene filtrata da un'esigenza di sicurezza nazionale che non ammette repliche.

Il silenzio imposto per legge e le sentenze emesse in violazione dei codici non cancellano le ombre che, a quasi dieci anni di distanza, continuano ad avvolgere quella notte parigina. Resta una domanda che nessuna aula di tribunale ha ancora avuto il coraggio di affrontare seriamente: se Valeria Solesin fosse davvero viva, chi dovrebbe chiedere la verità allo Stato?

[1] L'acronimo SITE, in ambito di sicurezza e intelligence, fa riferimento al SITE Intelligence Group (Search for International Terrorist Entities). Si tratta di un'organizzazione privata con sede negli Stati Uniti che monitora e analizza le attività e le comunicazioni online dei gruppi terroristici e di organizzazioni estremiste a livello globale.

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giovedì 16 aprile 2026

Lo Stato è coinvolto nelle operazioni di stalking giudiziario a danno dei fratelli Marcianò

Giustizia digitale o trappola per topi? Quattro verità scomode sul caso Marcianò-Cereda

1. Introduzione: l'illusione della certezza nell'era social

Nell'era della realtà aumentata e delle identità fluide, abita un paradosso giuridico che dovrebbe allarmare chiunque utilizzi una tastiera. Se da un lato è diventato elementare per un terzo "clonare" un’identità digitale o creare profili speculari per scopi diffamatori, dall'altro è diventato quasi impossibile dimostrare legalmente di non aver premuto quel tasto "invio". Il caso Cereda vs. Marcianò non è solo una cronaca di stalking e diffamazione; è il manifesto di un pericoloso scivolamento verso un sistema dove la "verosimiglianza" sostituisce la certezza del fatto. Un'analisi forense dei documenti rivela un corto circuito che mette a nudo la fragilità del diritto alla difesa nell'era digitale.

2. Prima Verità: Il "Verosimile" che uccide l'Articolo 606 c.p.p.

Il cuore pulsante della condanna a 16 mesi inflitta a Rosario Marcianò risiede in una motivazione che, sotto il profilo del diritto, appare come un castello di carte logico. La Corte d’Appello di Brescia ha basato la responsabilità penale sulla "paternità presunta" dei post, liquidando come "inverosimile" l'accesso di terzi agli account.

Siamo di fronte a un macroscopico vizio di motivazione ai sensi dell’Art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. La Corte ha applicato un ragionamento circolare: i post sono attribuiti a Marcianò perché i toni sono coerenti con il suo pensiero espresso sul blog Tanker Enemy, e l'ipotesi di falsi profili viene esclusa proprio perché i contenuti sembrano "troppo simili" all'originale. In questo modo, il dato da dimostrare diventa il presupposto della dimostrazione stessa. Non solo: la Corte ha trasformato l'assenza dell'imputato in aula ("rimasto assente") in un elemento di debolezza probatoria, svuotando di fatto il diritto al silenzio e ribaltando la logica del dubbio ragionevole.

"Il dubbio non viene superato, ma aggirato... Il dato da dimostrare viene così utilizzato come presupposto della dimostrazione stessa".

3. Seconda Verità: L'Inversione dell'Onere della Prova e la "Probatio Diabolica"

Il secondo pilastro di questa anomalia riguarda la mancata assunzione di una prova decisiva (Art. 606, comma 1, lett. d c.p.p.). La difesa aveva chiesto l'unico accertamento oggettivo possibile in un processo digitale: l'analisi degli indirizzi IP. In un ecosistema informatico, l'IP è l'unica "impronta digitale" capace di distinguere l'imputato da un eventuale falsificatore.

Negando questo accertamento, il Tribunale ha generato un'asimmetria informativa insuperabile, imponendo all'imputato una probatio diabolica: dimostrare la propria innocenza senza disporre dei mezzi tecnici (poteri di polizia postale e accesso ai log dei gestori) che solo l'Autorità Giudiziaria possiede. Questo diniego configura una violazione frontale dell'Art. 6 CEDU (diritto alla parità delle armi) e dell'Art. 111 della Costituzione. Senza la controprova tecnica, la giustizia rinuncia alla verità scientifica per accontentarsi di una "compatibilità contenutistica" che non ha cittadinanza in un processo penale di un Paese civile.

4. Terza Verità: Il Giallo della Querela Svanita a Sanremo

Esiste un'anomalia documentale che sposta l'asse della narrazione processuale. Mentre Marcianò veniva dipinto come uno "stalker incallito" sulla base della querela temeraria mossa da Daniele Matteo Cereda nel 2021, è emerso che Marcianò era stato il primo a chiedere tutela.

Il 5 dicembre 2014, presso il Commissariato di Sanremo, Marcianò aveva sporto una denuncia-querela di ben 7 pagine (verbale di ratifica acquisito dalla difesa con copia conforme del marzo 2023) contro Cereda per atti persecutori e diffamazione. Eppure, questo atto fondamentale risulta assente dal fascicolo del PM. Nonostante l'invio tramite PEC della memoria difensiva nell'aprile 2023, la magistratura ha proceduto ignorando che l'imputato fosse, in realtà, una parte offesa che denunciava da anni sostituzioni di persona e stalking. Questa omissione ha permesso di costruire un quadro accusatorio parziale, dove la vittima e il carnefice sono stati scambiati di ruolo grazie a un buco nero documentale.
5. Quarta Verità: L'Ombra del Ministero della Giustizia e l'IP 89.119.251.40

L'aspetto più inquietante emerge dall'analisi dei log del blog Tanker Enemy e dalle attività su piattaforme come Wikipedia e Nonciclopedia. I dati tecnici rivelano accessi massivi e modifiche sistematiche provenienti dall'indirizzo IP 89.119.251.40, formalmente riconducibile al Ministero della Giustizia (Dipartimento Organizzazione Giudiziaria del personale e dei servizi).

Secondo quanto denunciato da Marcianò, questa connessione istituzionale — che farebbe capo a una figura di rilievo indicata come "Puntato A." — non si sarebbe limitata al monitoraggio, ma avrebbe partecipato attivamente all'opera di discredito. Da questo IP sarebbero stati caricati fotomontaggi (come l'immagine di Marcianò con gli occhi da "Grigio" alieno), create biografie derisorie come quella del "geometra Straker" e monitorati post specifici riguardanti il caso German Wings o la partecipazione a Voyager nel 2007. Il sospetto di un utilizzo di apparati dello Stato per finalità di stalking digitale e disinformazione ai danni di un privato cittadino apre uno scenario che trascende la diffamazione per toccare la sicurezza dei diritti civili.
"Il Ministero della Giustizia è coinvolto nell'opera di discredito e diffamazione e di stalking a carico dei fratelli Marcianò... gestisce, paga e protegge disinformatori che usano proprio le connessioni del Ministero".

6. Conclusione: L'Escamotage della Sezione VII

Il sipario su questa vicenda si alzerà il 22 aprile 2026 dinanzi alla Corte di Cassazione. Ma c'è un dettaglio che la nostra analisi non può ignorare: il reato maturerà la prescrizione il 6 febbraio 2026. Perché fissare un'udienza oltre i termini? La risposta risiede nella designazione della Sezione VII, nota tra gli esperti di diritto per la sua severità nel valutare l'inammissibilità dei ricorsi.

Dichiarare il ricorso inammissibile è l'unico strumento giuridico per impedire che la prescrizione produca i suoi effetti, confermando così la condanna a 16 mesi nonostante l'estinzione del reato. È una strategia processuale che sembra voler blindare un verdetto basato sulla "verosimiglianza", ignorando le voragini tecniche e documentali qui esposte. Se la Cassazione confermerà questo impianto, sancirà un principio definitivo: nell'era digitale, lo stile di scrittura vale più di un indirizzo IP e la coerenza ideale pesa più di una prova scientifica.

In un mondo dove chiunque può clonare la nostra voce o il nostro stile di scrittura, siamo pronti ad accettare una giustizia che condanna sulla base della "verosimiglianza" rinunciando alla verità tecnica dell'indirizzo IP?

Ascolta il Podcast QUI. Guarda il video sugli accessi di stalking governativo dai server del Ministero della Giustizia QUI. Scarica la rivista "Disconnessi" con l'articolo sul tema QUI.

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martedì 18 marzo 2025

Arrivederci!

A breve sarò fuori dai giochi. Infatti devo scontare 12 mesi di reclusione in seguito ad una condanna comminata poiché segnalai, nel 2016, che Valeria Solesin era viva. A questi dodici mesi potrebbero aggiungersene altri, poiché le condanne si susseguono a ritmo incalzante. Quindi vi devo salutare. Il blog verrà aggiornato da mio fratello Antonio.

Un abbraccio!

Rosario Marcianò

🔷 DA GIUGNO 2006 AUTONOMIA ED INDIPENDENZA. IL TUO SOSTEGNO E' DECISIVO. SOSTIENI ANTONIO E ROSARIO MARCIANO'. SOSTIENI TANKER ENEMY. CLICCA SU QUESTO LINK: https://donorbox.org/sostieni-tanker-enemy?default_interval=o Nota: nel caso la donazione tramite la piattaforma Donorbox non dovesse avere buon fine, scrivete a: sostienitankerenemy@gmail.com.

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giovedì 8 agosto 2024

Ufologia eretica - Volume II 👽

"Ufologia eretica" Vol. II: l'orizzonte dell'esplorazione si amplia a dismisura. Abbiamo indagato casi poco noti, episodi particolarmente significativi, dato conto delle più recenti e feconde tendenze nel campo della Xenologia, ma pure analizzato gli addentellati dell'Ufologia con gli scenari politici internazionali, le società segrete, la Bibbia, gli indirizzi scientifici più avanzati, le più profonde interpretazioni della "realtà"... Più di 400 pagine dense, ficcanti, piene di situazioni singolari, animate da uno spirito di ricerca pionieristico, insofferente di paradigmi e dogmi consolidati. Le ricognizioni sul passato, il presente ed il futuro squadernano scenari più o meno inquietanti e verosimili, sempre sbalorditivi. Il testo comprende due corpose appendici ed una bibliografia aggiornata.

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mercoledì 30 agosto 2023

Le alluvioni nel passato sono collegate ai test atmosferici eseguiti dal CNR?

Ricordate le devastanti alluvioni del 1966? Proprio nel fatale 1966 furono condotti esperimenti di “cloud seeding”, cioè di “inseminazione delle nubi” con agenti chimici. Il colmo è che la Commissione Euroea, interpellata sul tema, finge di non saperne niente se non dal 2018.

Titolo dello studio, in inglese: “A Biennal Systematic Test of some Newly-Developed Cloud-Seeding Nucleants, under Orographic Conditions” (documento allegato - vedi link). Tre ricercatori – Alberto Montefinale, Gianna Petriconi [1] (Ricordate la Petriconi?) ed Henry Papee, spiegano che, dal gennaio del 1966 al giugno del 1968, fu condotto un “test sistematico” di sollecitazione delle nuvole sui Colli Prenestini, ad est di Roma. Obiettivo: provocare l’aumento delle precipitazioni mediantedispersione di aerosolin atmosfera.

Riassunto: "Un esperimento sistematico di inseminazione delle nuvole è stato condotto nelle Colline Prenestine, ad est di Roma, nel periodo gennaio 1966 - giugno 1968. L'obiettivo era determinare se l'uso di nuclei giganti di condensazione monodispersi, emettitori di elettroni, e di nuclei giganti di formazione del ghiaccio di AlzSa, entrambi recentemente sviluppati nei nostri laboratori, potrebbero aumentare le precipitazioni su un'area circostante al sito di dispersione dell'aerosol. Il metodo di valutazione prevedeva confronti di precipitazioni cadute durante la settimana successiva all'aerosol di circa 15 kg di particolato, alle precipitazioni raccolte nelle due settimane successive a tale periodo. I risultati mostrano che, nonostante una quantità relativamente piccola di nuclei utilizzati per l'operazione di semina e nonostante un disegno di valutazione dei dati apparentemente svantaggiato, i rapporti normalizzati e cumulati degli eventi di precipitazione, associati a quei periodi di tempo, indicano aumenti significativi durante l'estate e l'autunno e diminuzioni significative durante la stagione invernale, sull'area considerata. NdR".
[1] La Dottoressa Gianna Petriconi fu tra coloro che presentarono un brevetto utile ad impedire la formazione di nubi (vedi articolo QUI). Un brevetto del CNR, ovviamente. E' possibile modificare le condizioni meteorologiche e manipolare i cicli pluviometrici, intervenendo sulle nubi tramite l'impiego di carburanti idonei? La risposta è affermativa. Infatti trattasi di un brevetto risalente al lontano 1973 e nel 1977 assegnato al Consiglio Nazionale per le ricerche (C.N.R.). Nel testo è spiegato in modo approfondito com'è possibile alterare la composizione del combustibile al fine di abbattere l'umidità atmosferica e dissolvere le formazioni nuvolose che potrebbero causare precipitazioni piovose. Ciò è possibile additivando alluminio, magnesio ed altri elementi alcalini che, reagendo con i solfuri di scarto, derivanti dalla combustione, determinano una fine miscela di nanopolveri igroscopiche. E' quindi evidente com'è vantaggiosa ed economica la collaborazione delle compagnie civili, giacché la capillarità delle rotte commerciali permette di intervenire ovunque si intenda distruggere o deviare intere perturbazioni. Cade così ogni fantasiosa spiegazione negazionista, volta a screditare quella che, secondo i media di regime, sarebbe solo una leggenda metropolitana nata dalla sfrenata fantasia di due fantomatici appassionati di bioterrorismo. Curioso, come dicevo, che gli stessi autori del brevetto, poi scrivono un libro proprio su quelle nubi che, ora, grazie a quello stesso brevetto, non esistono più.

In merito alla differenza che esiste tra "Cloud Seeding" e "Hygroscopic Cloud Seeding" LEGGI L'ARTICOLO QUI.

L'esperimento del 1966: A Biennal Systematic Test of some Newly-Developed Cloud-Seeding Nucleants, under Orographic Conditions.


Il Dottor Antonio Raschi (CNR), tra le altre cose cita anche il 1966...

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martedì 25 aprile 2023

Vietato indagare su Bataclan e Mossad: Rosario Marcianò condannato

Vi comunico che, a seguito di sentenza definitiva in Corte di Cassazione - Procedimento "Solesin" - dopo che è stato stato rigettato il ricorso per "violazione del Codice di procedura penale" (interrogatorio di garanzia avvenuto in assenza del difensore), ho ricevuto, nella giornata del 19 aprile 2023 ed ancora in assenza delle motivazioni della sentenza, la notifica del mandato di carcerazione. L'esecuzione della condanna a 12 mesi di reclusione, inflitta in primo grado (diffamazione di persona scomparsa) e confermata in Corte d'Appello, rimane sospesa per 30 giorni, durante i quali ho la facoltà di presentare domanda per le "misure alternative" alla detenzione; resta comunque a discrezione del Giudice di sorveglianza decidere se accogliere o meno la richiesta, il che significa che potrei dover scontare la pena in carcere. In ogni caso, anche se dovessero essere concessi i benefici di legge con la "detenzione domiciliare", dovrò osservare le prescrizioni del Giudice.
Ciò significa che, a breve, non mi leggerete più: non mi sarà consentito l'accesso ad Internet né ai Social. Non mi sarà possibile intrattenere conversazioni private, per iscritto o telefoniche, né ricevere visite. Il canale canale Telegram ed il blog tankerenemy.com saranno ancora gestiti dagli usuali amministratori, che hanno sino ad ora svolto un lavoro encomiabile. Li ringrazio per la loro fattiva collaborazione.

E' più che mai necessario, in questo momento, un sostegno economico, indispensabile per far fronte alle spese per la richiesta delle "misure alternative" e per pagare le parcelle relative agli altri procedimenti penali attualmente in corso. Donazione con IBAN: IT91S36772223000EM001811077 - Swift (BIC): HYEEIT22XXX - Banca Hype. Maggiori dettagli qui.

Il video qui sotto risale al 2015. Con esso esortavo gli inquirenti ad indagare su alcune contraddizioni relative ai fatti del Bataclan.




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martedì 6 dicembre 2022

La tecnologia di "neuromodulazione" basata sul grafene è reale!

La tecnologia di "neuromodulazione" basata sul grafene è REALE: il comunicato stampa di INBRAIN Neuroelectronics descrive i biocircuiti che controllano il cervello utilizzando il grafene alimentato dall'intelligenza artificiale.

Lunedì 19 luglio 2021 di: Mike Adams

(Natural News) Con un numero crescente di persone che vengono a conoscenza dell'identificazione dell'ossido di grafene nei cosiddetti "vaccini" contro il covid, una società chiamata INBRAIN Neuroelectronics dimostra che la tecnologia di "neuromodulazione" basata sul grafene, che utilizza la neuroelettronica basata sull'intelligenza artificiale, è molto reale.

Un comunicato stampa del 30 marzo 2021 - pubblicato da BusinessWire.com - rivela la storia:

INBRAIN Neuroelectronics ottiene 17 milioni di dollari in un finanziamento di serie A per la prima interfaccia grafene-cervello alimentata dall'intelligenza artificiale. Il finanziamento consente all'azienda di portare avanti gli studi sull'uomo per il suo prodotto di punta: un dispositivo di neuromodulazione meno invasivo per il trattamento di condizioni neurologiche, utilizzando l'intelligenza artificiale e gli elettrodi di grafene.

Per essere chiari, non stiamo in alcun modo affermando che INBRAIN sia coinvolto nei vaccini covid. Piuttosto, affermano che la loro tecnologia viene utilizzata "per il trattamento dell'epilessia e del morbo di Parkinson". Lo scopo di citare INBRAIN è rivelare che i "biocircuiti" di controllo del cervello basati sul grafene sono, in effetti, una tecnologia esistente.

I cosiddetti "fact-checker" ed i debunkers dell'ultima ora - che non sono altro che spacciatori governativi di propaganda di disinformazione - affermano abitualmente che il grafene non si trova nei vaccini e che i biocircuiti di grafene sono una teoria della cospirazione. INBRAIN Neuroelectronics dimostra che i fact checker stanno mentendo.

Infatti, come afferma INBRAIN nel proprio comunicato stampa, "mirano a stabilire la sicurezza del grafene come il nuovo standard di cura per i dispositivi neurotecnologici". Descrivono anche i biocircuiti di grafene come una sorta di piattaforma che può essere aggiornata: "Tecnologie neuroelettroniche meno invasive e più intelligenti come la nostra potrebbero fornire terapie più sicure, aggiornabili e adattive in tempo reale...".

Se questo suona familiare, è probabilmente perché ModeRNA, creatore del vaccino covid mRNA, ha descritto la sua tecnologia come un "sistema operativo" che può essere aggiornato e riprogrammato in qualsiasi momento.

Sul sito web di INBRAIN Neuroelectronics, l'azienda si descrive così:

Siamo scienziati, medici, tecnici e amanti dell'umanità, con la missione di costruire interfacce neuroelettroniche per curare i disturbi cerebrali. Usiamo GRAPHENE, il materiale più sottile conosciuto dall'uomo per costruire la nuova generazione di interfacce neurali per il ripristino del cervello e per aiutare i pazienti di tutto il mondo.

Si aggiunge anche il prof. A. Fasano, dicendo: "Il grafene è la prossima grande novità nei materiali di bioingegneria, i quali sono componenti fondamentali per la prossima generazione di elettroterapie nel campo in costante crescita della neuromodulazione".

La società evidenzia che la sua tecnologia è in grado di "leggere" il cervello del soggetto, rilevare modelli neurologici specifici e quindi controllare la neurologia di quella persona per alterare la sua funzione cerebrale. Nelle loro stesse parole: "Le nostre interfacce grafene-cervello hanno la capacità di leggere ad una risoluzione mai vista prima, oltre a rilevare biomarcatori specifici della terapia ed attivare una neuromodulazione adattiva altamente focale per risultati migliori nelle terapie neurologiche personalizzate".

Il grafene è ulteriormente descritto come "il materiale più sottile conosciuto per adattare perfettamente la stimolazione all'anatomia cerebrale mirata".

Chiunque dica che il grafene non viene utilizzato (o che, addirittura, non esiste) per controllare la neurologia umana o ignora completamente lo stato delle neuroscienze moderne o mente deliberatamente. Per chiarire ancora una volta, non stiamo affermando che INBRAIN Neuroelectronics sia impegnata in alcun tipo di programma nefasto né che sia coinvolta nei vaccini Covid. Come per ogni tecnologia, i biocircuiti a base di grafene possono essere impiegati sia per il bene sia per il male, a seconda dell'etica e delle motivazioni di coloro che controllano la tecnologia. Ci sono senza dubbio applicazioni molto positive per questa tecnologia, ma come per la maggior parte delle tecnologie che una volta erano propagandate come responsabili dell'umanità: televisione, vaccini, Internet, energia nucleare, robotica, ecc. - finiscono tutti nelle mani di globalisti pazzi criminali, che li usano come armi contro l'umanità.

In altre parole, non c'è tecnologia che i malati di mente non sfruttino per schiavizzare l'umanità ed aumentare il proprio potere e controllo. I biocircuiti al grafene danno ai folli assetati di potere l'accesso diretto al cervello e, secondo molti analisti, i vaccini forniscono la scusa per iniettare alle vittime umane sostanze a base di grafene che si autoassemblano in biocircuiti nel cervello umano.

Come dimostrato dai ricercatori Delgado, Campra, Young, Nixon ed altri, i sieri Covid, spacciati per vaccini, contengono alti livelli di ossido di grafene, che viene autoassemblato in biocircuiti raccogliendo elementi (come il ferro) dal sangue umano".


In queste riprese si possono osservare cristalli di grafene ingegnerizzati, mentre si assemblano a costituire un nanorouter che, attraverso la comunicazione con il Gateway (il cellulare del vaccinato), trasmetterà e riceverà informazioni al server di controllo centralizzato.

Il grafene è tossico, è una sostanza chimica, un agente chimico tossico e introdotto nell'organismo in grandi quantità, provoca trombi. Causa coaguli di sangue. Provoca sindrome post infiammatoria ed alterazione del sistema immunitario e quando l'equilibrio redox è rotto, nel senso che c'è meno glutatione di riserva del corpo, rispetto ad un composto tossico introdotto come l'ossido di grafene, si genera un collasso del sistema immunitario ed una tempesta di citochine. In altre parole, qualcosa di molto simile alla malattia attualmente spacciata per patologia virale: il COVID.

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sabato 2 ottobre 2021

Particolato di ricaduta magnetico ed ossido di grafene nel carburante per aviazione?

Recentemente l'amico Enrico Gianini ha commissionato delle analisi (eseguite con il metodo della riflessione ai raggi x) di un campione di polvere di ricaduta che mostrava proprietà magnetiche. I risultati dei test evidenziano, oltre alla presenza dei soliti elementi già ritrovati in altre circostanze (alluminio, manganese, calcio, silicio etc.) la presenza di un'alta percentuale di carbonio, così come aveva denunciato lo stesso fisico nucleare statunitense J. Marvin Herndon (vedi il nostro articolo del settembre 2019). Il tecnico di laboratorio che ha eseguito le analisi ha ipotizzato che l'alta percentuale di carbonio, potrebbe indicare la presenza del tossico grafene ed in effetti la sua intuizione ha un fondamento, visto che, come vedremo di seguito, il grafene è impiegato anche nei carburanti avio, oltre che, come abbiamo visto, per la produzione degli pseudo-vaccini antiinfluenzali sino dal 2017. Il grafene ha caratteristiche magnetiche e per questo motivo la polvere di ricaduta è attratta dalla calamita al neodimio, come si vede nel filmato proposto da Gianini. I soliti negazionisti governativi grideranno alla "bufala", ma le cose non stanno esattamente così. Lo dimostra, in modo inconfutabile, la vasta documentazione scientifica che riportiamo di seguito.

Riferimento

Li, JM; Chang, PH; Li, L.; Teo, CJ; Koo, a.C.; Duan, H.; Mai, VC (2018). Applicazione dell'ossido di grafene Jet A-1 nell'atmosfera per migliorare il processo di combustione - Applicazione dell'ossido di grafene nel Jet A-1 nell'aria per migliorare il processo di combustione. 2018 - AIAA Aerospace Sciences Meeting, pp. 133-138. LINK

Introduzione

Dall'articolo sull'assorbimento di CO2 e, nello specifico, della presenza proprio di ossido di grafene negli aerosol in atmosfera, a seguito della combustione incompleta di aerei a reazione (Pöschl, U. 2005), l'indagine è stata aperta per il settore dei combustibili per l'aviazione. Ciò è dovuto al fatto che la presenza di ossido di grafene negli aerosol in atmosfera può essere dovuta solo al vettore aereo o alla contaminazione causata dai combustibili utilizzati dai motori a reazione, oppure all'effetto diretto o alla pratica di una dispersione intenzionale in alta quota. Va considerato che la "fumigazione" a bassissima quota, effettuata da aerei per il trattamento dei campi agricoli, non dovrebbe influenzare gli strati superiori dell'atmosfera, dove è stato effettuato lo studio di (Pöschl, U. 2005).
Fatti

Lo studio di (Li, JM; Chang, PH; Li, L.; Teo, CJ; Khoo, BC; Duan, H.; Mai, VC 2018) presenta chiaramente l'applicazione dell'ossido di grafene "GO" come additivo di Jet -A1 carburante per aviazione "indaga la fattibilità dell'applicazione di nanofogli di ossido di grafene (GO) al Jet A-1 per migliorare le sue prestazioni di combustione in atmosfera, come il ritardo di accensione della deflagrazione, la velocità della fiamma e il flusso di reazione indotto dallo choc”.

Nelle annotazioni degli autori, "I risultati indicano che una durata di vaporizzazione del Jet A-1 più lunga o una temperatura della camera più elevata si traduce in particelle GO più piccole e più densamente rugose che mantengono un'elevata superficie come potenziale microcatalizzatore, per migliorare le reazioni di combustione". Ciò significa che durante il processo di iniezione del carburante Jet-A1 nella camera di combustione del motore a reazione, converte l'ossido di grafene in particelle che bruciano meglio il carburante, il che favorisce la velocità con cui si innesca la reazione di accensione. Ciò è affermato come segue: "Il test di deflagrazione iniziale delle miscele GO-Jet-A1 mostra che l'aggiunta di nanofilti 'GO' accelera la velocità di combustione lineare iniziale e riduce i tempi di ritardo dell'accensione. "I dati dell'esperimento mostrano che per il 17,9% del carburante Jet A-1 in aria, l'aggiunta di GO nella proporzione di (2mg/ml) aumenta la velocità di combustione lineare iniziale da 4,52 m/s a 5,15 m/s (13,8%) e riduce i tempi di ritardo all'accensione di 8,195 ms a 3.045 ms (62,8 ms %)". Un dettaglio straordinario è che il carburante all'ossido di grafene GO-Jet-A1" ha proprietà di fotoaccensione e un'energia minima di accensione inferiore. Ciò è molto rilevante, poiché è più facile indurre la detonazione anche con un impulso di energia emesso da una camera flash allo xeno, rendendolo una risorsa appropriata per il combustibile solido per missili. Infatti, nello studio si riferiscono direttamente a tale fenomeno. "La schiuma GO imbevuta di etanolo ha dimostrato che la questa è in grado di accendere il vapore di etanolo quando viene innescato con una lampada flash allo xeno".

Un altro dettaglio interessante è la "Possibile inclusione di 'GO' e/o nanoparticelle metalliche (ad esempio, Fe, Au, Pt, Cu...) nei carburanti per aviazione, che aprirebbero un'altra strada per migliorare il passaggio dalla deflagrazione alla detonazione in un impulso motore”. Questa affermazione è rilevante perché significa che le nanoparticelle Fe3O4 con ossido di grafene, già menzionate nell'articolo sull'adsorbimento di CO2, sono compatibili con la miscelazione nei carburanti per aviazione.

Gli autori concludono che "La densità energetica del 'GO' e la sua elevata reattività associata alle nanoparticelle metalliche, li rende additivi per carburanti unici nelle formulazioni dei propellenti, per un rilascio di energia significativamente maggiore e più veloce". In realtà, non sono gli unici a studiarlo.

Altri studi

Il lavoro di (Askari, S.; Lotfi, R.; Rashidi, AM; Koolivand, H.; Koolivand-Salooki, M. 2016) affronta anche lo studio dell'ossido di grafene sotto forma di nanofluido, combinato con cherosene, per determinare le proprietà reologiche, termofisiche e di conservazione dell'energia. Curiosamente, per eseguire l'esperimento sono state utilizzate nanoparticelle di ossido di grafene combinate con Fe3O4, rivestite con acido oleico e miscelate con cherosene. Il nanofluido ottenuto ha aumentato la sua viscosità, rimanendo più di cinque mesi senza sedimentazione. Il massimo miglioramento nel trasferimento di calore è stato del 66% con un aumento di peso di solo lo 0,3% del combustibile.

La ricerca sugli additivi di cherosene ed ossido di grafene è proseguita nel lavoro di (Askari, S .; Rashidi, A .; Koolivand, H. 2019) per determinare il comportamento di un carburante combinato con MWCNT (Multi-Walled Carbon Nanotube) o nanotubi di carbonio a parete multipla, che sono essenzialmente nanotubi di ossido di grafene concentrici. Tra i risultati, hanno osservato un miglioramento del trasferimento di calore per convezione del 40,26%, rilevando l'"ultra- stabilità" del composto.

Un altro studio relativo ai nanotubi di carbonio MWCNT è quello di (Khaled, M. 2015) che ne orienta l'applicazione alla funzione catalitica di eliminazione del tiofene e del dibenzotiofene nel gasolio. Tra i loro risultati più rilevanti, ottengono un'eliminazione del 68,8% di questi composti.
La ricerca di (Agarwal, DK; Vaidyanathan, A.; Kumar, SS 2016) affronta anche l'impiego di nanofluidi di cherosene-grafene. In questo caso, l'applicazione del carburante sarebbe inquadrata nei motori a razzo. Oltre a corroborare un miglioramento delle prestazioni di combustione, è stata trovata una proprietà ideale per queste applicazioni che è "il raffreddamento rigenerativo dei motori a razzo semicriogenici".

Si è lavorato anche sugli additivi all'ossido di grafene per i combustibili industriali, al fine di ridurre le emissioni di ossido di zolfo, come spiegato da (Betiha, MA; Rabie, AM; Ahmed, HS; Abdelrahman, AA; El-Shahat, MF 2018). Scrivono: "Il processo di desolforazione ossidativa, che utilizza l'ossido di grafene, ha suscitato un notevole interesse nella rimozione dello zolfo dai combustibili". Inoltre, i ricercatori aggiungono: "L'impiego di combustibili fossili contenenti composti di zolfo ha impatto sulla negativo sulla salute umana e sull'ambiente circostante, nonché sull'economia". Questa affermazione sorprendente, considerando gli effetti oltremodo dannosi dell'ossido di grafene, che gli autori sembrano ignorare. A conclusione del loro studio indicano che "L'ossido di grafene 'GO' continua ad essere un tipo di catalizzatore ideale per ottenere un combustibile puro nel prossimo futuro grazie alle sue caratteristiche fisico-chimiche ammissibili".

Un altro esempio di carburante "ottimizzato" è quello di (Dai, Y .; Nie, G .; Gong, S .; Wang, L .; Pan, L .; Fang, Y .; Zou, JJ 2020) in cui un basso punto di congelamento, alta densità, alto potere calorifico e stabilità termica della combustione sono le caratteristiche peculiari. Per fare ciò, prendono come base biocarburanti a base di biomassa (derivati ​​della cellulosa) combinati sempre con ossido di grafene, in modo da migliorare l'emulsione dei reagenti aggiunti (ciclopentanolo, metilciclopentano e acido solforico). Ciò porta ad una miscela con una resa di carbonio dell'83,2% ed un miglioramento delle prestazioni, rispetto al carburante per aviogetti convenzionale, del 97,3%.

Un altro esempio di ossido di grafene nel carburante per aviazione è quello proposto (Feng, M .; Jiang, XZ; Mao, Q .; Luo, KH; Hellier, P. 2019) per migliorare l'ossidazione del propellente JP-10 con fogli di grafene funzionalizzato. Il JP-10 è un combustibile utilizzato in missili, motori a reazione militari, ramjet e scramjet, le cui caratteristiche sono alta energia e densità calorica, stabilità termica e basso punto di congelamento. I ricercatori confermano che "Le nanopiastre di grafene si comportano in modo eccezionale producendo un aumento di oltre il 7% nella velocità di combustione con solo lo 0,1% di carico di particelle". Nella discussione sui loro risultati affermano che "sia la pirolisi che l'ossidazione di JP-10 avanzano e migliorano in presenza di FGS (Foglio di grafene funzionale), che porta ad una precedente decomposizione di JP-10 ad una temperatura più bassa e ad una velocità di reazione più rapida", affermando: "Questa ricerca pone la base scientifica per il potenziale utilizzo di FGS come promettente catalizzatore per i sistemi di alimentazione JP-10". Queste affermazioni sono riconosciute anche dallo studio di (Yadav, AK; Nandakumar, K.; Srivastava, A.; Chowdhury, A. 2019).

Il grafene in polvere è stato anche combinato con carburante per aerei su mesoscala (Huang, X .; Li, S. 2016). Mesoscala significa che i test di accensione e combustione hanno simulato le condizioni atmosferiche. Tra i risultati e le conclusioni spicca che il grafene nanometrico nel carburante rimane stabile più a lungo, rispetto alla dimensione micrometrica. Quindi la dimensione più piccola tende a migliorare la miscela. Inoltre "l campioni di carburante contenenti polveri-pellicola di grafene liquidi possono determinare induzione con breve ritardo". Viene inoltre indicato che "la combustione del grafene precede l'accensione del combustibile vaporizzato nei reattori".
Conclusioni

L'uso dell'ossido di grafene nei carburanti per aviazione potrebbe spiegare la presenza di materiale di ricaduta con proprietà magnetiche, insieme alla fuliggine, determinata della pirolisi incompleta nei motori a reazione degli aerei commerciali e militari, come osservato (Pöschl, U. 2005). Infatti, tutte le indagini scientifiche consultate portano all'obiettivo (ufficiale) di migliorare le prestazioni e le qualità del carburante per aviazione, quando vengono aggiunti additivi e derivati all'ossido di grafene. Perciò, Si può affermare che il risultato della combustione o pirolisi del carburante per aviazione può generare tracce di ossido di grafene (oltre alla fuliggine ed allla polvere di carbone) sotto forma di "scie" spacciate per vapore acqueo e ghiaccio. Insomma... non bastavano l'alluminio, il bario, il manganese, notiriamente neurotossici. Si è aggiunto il grafene che, come sappiamo, induce, se inalato, polmonite. Ciò conferma, una volta di più, che i decessi spacciati perché originati da un virus peraltro mai isolato, hanno origini diverse da quelle sino ad ora dichiarate e per averne conferma basta dare uno sguardo al cielo, se non vi da noia.

Infine... se è vero come è vero che il grafene è presente nei tamponi rinofaringei, nelle mascherine, nei cosiddetti "vaccini", pur nella consapevolezza che questo induce problemi respiratori e coagulazione del sangue, con conseguenti trombosi, infarti, polmoniti bilaterali e morte, non sarà per caso che tutto questo non sia un mero errore? Sappiamo che il "Great reset" mira allo sfoltimento della popolazione, per cui il grafene sembra davvero il composto ideale per uccidere milioni di persone senza indurre sospetti sulle cause e sui mandanti. Pensateci. - Vaccini antitumorali del DNA (Shah, MAA; He, N .; Li, Z .; Ali, Z .; Zhang, L. 2014)
- Biocidi e fertilizzanti (Zhang, M .; Gao, B .; Chen, J .; Li, Y .; Creamer, AE; Chen, H. 2014)
- Assorbimento delle onde elettromagnetiche 5G (Ma, E.; Li, J.; Zhao, N.; Liu, E.; He, C.; Shi, C. 2013)
- Vaccini riformulati dal gene CRISPR (bbott, TR; Dhamdhere, G .; Liu, Y .; Lin, X .; Goudy, L .; Zeng, L .; Qi, LS 2020)
Danni da grafene ---> Si veda il repertorio bibbliografico QUI.

Bibliografia

1) Askari, S.; Lotti, R.; Rashidi, AM; Koolivand, H.; Koolivand-Salooki, M. (2016). Proprietà reologiche e termofisiche di nanofluidi Fe3O4 / Grafene ultra-stabili a base di cherosene per il risparmio energetico. Conversione e gestione dell'energia, 128, pp. 134-144. LINK

2) Askari, S.; Rashidi, A.; Koolivand, H. (2019). Indagine sperimentale sulle prestazioni termiche di MWCNT a base di cherosene ultra-stabili e nanofluidi di grafene. Comunicazioni internazionali nel trasferimento di calore e di massa, 108, 104334. https://doi.org/10.1016/j.icheatmasstransfer.2019.104334 Agarwal, DK; Vaidyanathan, A.; Kumar, SS (2016). Indagine sperimentale sulle prestazioni termiche del nanofluido di cherosene-grafene. Scienze termiche e dei fluidi sperimentali, 71, pp. 126-137. LINK

3) Betiha, MA; Rabbia, AM; Ahmed, SA; Abdelrahman, AA; El-Shahat, MF (2018). Desolforazione ossidativa mediante grafene e suoi compositi per carburante contenente tiofene e suoi derivati: una revisione di aggiornamento. Giornale egiziano del petrolio, 27 (4), 715-730. LINK

4) Dai, Y.; Nie, G.; Gong, S.; Wang, L.; Pan, L.; Zanna, Y.; Zou, JJ (2020). Emulsione migliorata con ossido di grafene ridotto per la sintesi one-pot di carburante per jet ad alta densità. Carburante, 275, 117962. https://doi.org/10.1016/j.fuel.2020.117962

5) Feng, M.; Jiang, XZ; Mao, Q.; Luo, KH; Hellier, P. (2019). Meccanismi di inizio della pirolisi e dell'ossidazione potenziate di JP-10 (exo-tetraidrodiciclopentadiene) in fogli di grafene funzionalizzato: approfondimenti da simulazioni di dinamica molecolare Approfondimenti dalle simulazioni di dinamica molecolare ReaxFF. Carburante, 254, 115643. LINK

6) Huang, X.; Li, S. (2016). Caratteristiche di accensione e combustione di film liquidi di carburante per aviogetti contenenti polveri di grafene su mesoscala. Carburante, 177, pp. 113-122. LINK

7) Khaled, M. (2015). Prestazioni di adsorbimento di nanotubi di carbonio multiparete e ossido di grafene per la rimozione di tiofene e dibenzotiofene dal carburante diesel modello. Ricerca sugli intermedi chimici, 41 (12), pp. 9817-9833. LINK

8) Poschl, U. (2005). Aerosol atmosferici: composizione, trasformazione, effetti sul clima e sulla salute = Aerosol atmosferici: composizione, trasformazione, effetti sul clima e sulla salute. Angewandte Chemie Edizione Internazionale, 44 (46), pp. 7520-7540. LINK

9) Rafique, I.; Kausar, A.; Anwar, Z.; Maometto, B. (2016). Esplorazione di resine epossidiche, sistemi di indurimento e compositi epossidici / nanotubi di carbonio progettati per materiali ad alte prestazioni: una revisione. Tecnologia e ingegneria delle plastiche polimeriche, 55 (3), pp. 312-333. LINK

10) Yadav, AK; Nandakumar, K.; Srivastava, A.; Chowdhury, A. (2019). Combustione di goccioline di cherosene di grado missilistico caricate con nanopiastrine di grafene — Una ricerca delle ragioni alla base dei carichi di massa ottimali. Combustione e fiamma, 203, pp. 1-13. LINK

Traduzione e adattamento a cura di Rosario Marcianò da: Corona2Inspect

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sabato 25 luglio 2020

PUBMED: provato scientificamente il nesso tra 5G e Coronavirus



Ricordate quando in tempi non sospetti, nel febbraio 2020, mi soffermai sulla correlazione tra 5G e Coronavirus? Fui subito dileggiato da Giorgio Romiti (Gaston Zama) delle Iene. Egli pensò bene di realizzare un servizio trappola per ridicolizzare la questione e mandare tutto in caciara. Ora si scopre che avevo ragione. Infatti, il 9 giugno 2020, è stato approvato uno studio che addirittura imputa alle frequenze del 5G la creazione di Coronavirus nelle cellule bersaglio! Quindi non solo il 5G inibisce il sistema immunitario (QUI), ma crea virus! Si comprende per quale motivo le autorità sono sicure di una seconda e pure una terza ondata. Certo... i ponti 5G aumentano a dismisura e di conseguenza saranno sempre maggiori le strane "influenze stagionali".

A seguito della segnalazione di tale studio sul mio profilo Facebook, qualcuno nelle alte sfere ha richiesto la rimozione del post e, contestualmente, ha fatto cancellare i contenuti della ricerca su biolifesas.org. Ciò fa intendere che l'ordine di eliminare il testo e la sospensione dell'account sono derivati da ordini che partono dal Governo. La ricerca può essere comunque ancora visionabile su Pubmed, ma non per molto. Salvatela!

LINK allo studio referato sul sito PUBMED. QUI.

QUI il documento PDF completo che il Ministero dell'Interno ha fatto rimuovere nel tentativo di occultare la verità sul 5G. Il file è archiviato sui nostri server. Fai una donazione per sostenere le spese di hosting su tanker-enemy.com. Clicca QUI.

Di seguito un estratto dello studio e relativa traduzione.

5G Technology and induction of coronavirus in skin cells

M. Fioranelli, A. Sepehri, M.G. Roccia, M. Jafferany, O. Yu. Olisova, K.M. Lomonosov and T. Lotti

Department of Nuclear, Sub-nuclear and Radiation Physics, G. Marconi University, Rome, Italy; Central Michigan Saginaw, Michigan , USA; Department of Dermatology and Venereology, I.M.

Sechenov First Moscow State Medical University, Moscow, Russia

Received May 13, 2020 – Accepted June 9, 2020

In this research, we show that 5G millimeter waves could be absorbed by dermatologic cells acting like antennas, transferred to other cells and play the main role in producing Coronaviruses in biological cells. DNA is built from charged electrons and atoms and has an inductor-like structure. This structure could be divided into linear, toroid and round inductors. Inductors interact with external electromagnetic waves, move and produce some extra waves within the cells. The shapes of these waves are similar to shapes of hexagonal and pentagonal bases of their DNA source. These waves produce some holes in liquids within the nucleus. To fill these holes, some extra hexagonal and pentagonal bases are produced. These bases could join to each other and form virus-like structures such as Coronavirus. To produce these viruses within a cell, it is necessary that the wavelength of external waves be shorter than the size of the cell. Thus 5G millimeter waves could be good candidates for applying in constructing virus-like structures such as Coronaviruses (COVID-19) within cells.

Traduzione:

Tecnologia 5G ed induzione del Coronavirus nelle cellule della pelle

In questa ricerca, mostriamo come le onde millimetriche 5G potrebbero essere assorbite dalle cellule dermatologiche che agiscono come antenne, trasferite ad altre cellule, sino a svolgere il ruolo principale nella produzione di Coronavirus nelle cellule biologiche. Il DNA è costruito da elettroni ed atomi carichi ed ha una struttura simile ad un induttore. Questa struttura potrebbe essere divisa in induttori lineari, toroidali e circolari. Gli induttori interagiscono con le onde elettromagnetiche esterne, si muovono e producono alcune onde extra all'interno delle cellule. Le forme di queste onde sono simili alle forme delle basi esagonali e pentagonali della loro fonte di DNA. Queste onde producono alcuni buchi nei liquidi all'interno del nucleo. Per riempire questi buchi, vengono prodotte alcune basi extra esagonali e pentagonali. Queste basi potrebbero unirsi le une alle altre e formare strutture simili a virus come il Coronavirus. Per produrre questi virus all'interno di una cellula, è necessario che la lunghezza d'onda delle onde esterne sia più corta della dimensione della cellula. Pertanto, le onde millimetriche 5G potrebbero essere buoni candidati per l'applicazione nella costruzione di strutture simili a virus come i Coronavirus (COVID-19) all'interno delle cellule.

* Per inciso, l'idea che i danni delle radiazioni 5G si estendano oltre la superficie della pelle, come comunemente condivisa dall'industria delle telecomunicazioni e dai suoi potenziali regolatori e che la pelle umana possa agire come un ricevitore di radiazioni 5G, è stata discussa in un articolo pubblicato nel 2018, intitolato "La pelle umana come ricevitore sub-THz - Il 5G rappresenta un pericolo o no?"

Traduzione dell'abstract: "Nell'interazione delle radiazioni a microonde e degli esseri umani, la pelle è tradizionalmente considerata solo una strato di spugna assorbente riempito con acqua. In lavori precedenti, abbiamo dimostrato che questa visione è imperfetta e quando lo facciamo abbiamo dimostrato che la porzione a spirale del condotto del sudore nello strato superiore della pelle è considerata come un'antenna elicoidale nella banda sub-THz. Sperimentalmente abbiamo dimostrato che ciò dipende dalla riflettanza della pelle umana nella regione sub-THz sull'intensità del sudore, cioè la conduttività del dotto del sudore e si correla con i livelli di stress umano (fisico, mentale ed emotivo). Successivamente, abbiamo rilevato dicroismo circolare nella riflettanza della pelle, a firma della modalità assiale di un'antenna elicoidale. Le ramificazioni complete di ciò che questi risultati rappresentano nelle condizioni umane non sono ancora chiare. Abbiamo anche rivelato la correlazione dei parametri elettrocardiografici (ECG) con il coefficiente di riflessione sub-THz della pelle umana. In un recente lavoro, abbiamo sviluppato uno strumento di simulazione unico per la pelle dell'uomo, tenendo conto della struttura multistrato del derma insieme al segmento elicoidale del condotto del sudore incorporato in esso. La presenza del dotto sudoriparo ha portato ad un alto tasso di assorbimento specifico (SAR) della pelle banda per frequenza estremamente alta. In questo documento, riassumiamo le prove fisiche per questo fenomeno e consideriamo le sue implicazioni per il futuro sfruttamento dello spettro elettromagnetico mediante comunicazione wireless. A partire dal luglio 2016 la Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti ha adottato nuove regole per il wireless nelle operazioni a banda larga superiori a 24 GHz (5 G). Si prevede che questa tendenza allo sfruttamento si espanda a frequenze più elevate nella regione sub-THz. Bisogna considerare le implicazioni dell'immersione umana nel rumore elettromagnetico, causato da dispositivi che funzionano alle stesse frequenze di quelli a cui il condotto del sudore (come un'antenna elicoidale) è più in sintonia. Stiamo lanciando un allarme contro l'uso indiscriminato delle tecnologie sub-THz per la comunicazione, prima che vengano esplorate le possibili conseguenze per la salute pubblica".

AGGIORNAMENTO DEL 25 LUGLIO 2020: I censori di regime hanno fatto rimuovere lo studio referato anche da PubMed!

ARTICOLO CORRELATO:

5G Radiation Linked To Coronavirus Infection, New Study Suggests


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martedì 16 giugno 2020

Vero/falso



• Dopo due decenni di inside job (autoattentati) e false flag (operazioni falsa bandiera), praticamente falliti nel loro obiettivo finale e cioè atterrire i popoli e sottometterli, a qualcuno è balenata un'idea geniale: "Perché non ci inventiamo una pandemia?". Detto, fatto e, in men che non si dica, ci si ritrova tutti con la mascherina ancora a giugno, con la falsa convinzione di doversi proteggere da un pericolo che, in realtà, non esiste. La mascherina, o meglio... la museruola: il simbolo della sottomissione e dell'idiozia. Bisogna ammettere che le élites sono riuscite nel loro scopo. In effetti, “è più facile generare paura che costruire muri”.

• In contrasto con una falsa pandemia, dobbiamo purtroppo evidenziare problemi reali: i lettori hanno notato che, durante la quarantena, le operazioni di geoingegneria illegale non si sono interrotte del tutto. E’ vero, comunque si sono sensibilmente diradate ed è stato uno scialo: ma, passata la festa, gabbato lo santo. Ecco allora che, in concomitanza con la pur limitata e graduale riapertura di varie attività, è ripreso in questi giorni il traffico aereo civile con le tristissimi conseguenze che si possono facilmente immaginare: cielo deturpato da scie evanescenti e durevoli, anomalo aumento delle temperature, aria povera di umidità, piogge inibite… Certe mascherine potranno essere utili, sì, ma non contro presunti virus, bensì per filtrare un po’ del particolato disperso dagli aerei chimici, non appena i trattamenti diventeranno massicci, diuturni.

• Intanto si stringe la morsa della censura: anche qui bisogna, però, distinguere. E’ stato chiuso, ma per poco tempo, il canale You-tube di Radio Radio, emittente che evidentemente è andata un po’ sopra le righe. D’altronde, per ottenere consenso, ogni tanto bisogna tirare il guinzaglio. Tuttavia, se consideriamo che Radio Radio ha ospitato ed ospita nei suoi programmi un negazionista incallito come Bario Tozzi nonché un inutile e futile Diego Fusaro, ci possiamo rendere conto dell’ambiguità che contraddistingue certe fonti di “informazione indipendente”. Non è un vero e proprio attacco alla libertà di pensiero, semmai un richiamo all’ordine o probabilmente una sceneggiata atta ad illudere che esiste ancora una dialettica tra potere e dissenso. Certi autori, da Mazzucco a Messora, senza dimenticare i vari medici che subito si affrettano a precisare di non essere contrari alle vaccinazioni per poi asserire che, però, un vaccino contro il Covid19 sarebbe inefficace, non appartengono neppure ad un’opposizione controllata, semplicemente perché non appartengono all’opposizione. In questi anni per caso Fusaro, Mazzucco, Messora, Minniti, Pamio, la Perrucchietti etc. hanno subito delle persecuzioni giudiziarie o di altra natura? Ci pare di no. Alla fine della fiera, le vere vittime del sistema, da reali antagonisti dell’establishment, si contano sulle punte delle dita di una mano: Andrea Castellani, Enrico Gianini e Rosario Marcianò. Riflettiamoci, quando vogliamo discernere tra veri e falsi divulgatori.


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