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giovedì 5 marzo 2026

Manipolare il codice della vita con la luce: quattro rivelazioni sul nuovo ed inquietante programma "GO" della D.A.R.P.A.

Siamo giunti alla fine della privacy biologica? Immaginate un mondo in cui il vostro codice genetico non sia più un santuario protetto dalla barriera fisica della pelle, ma un database accessibile e modificabile a distanza, senza che ve ne accorgiate. Il nuovo programma “Generative Optogenetics” (GO) della D.A.R.P.A. non è solo l'ultima frontiera della bioingegneria; è il tentativo di trasformare l'essere umano in un hardware programmabile tramite impulsi luminosi. Questa iniziativa promette di eliminare la necessità di aghi o vettori virali, sostituendo la materia con l'informazione pura e sollevando interrogativi inquietanti su chi deterrà, in ultima analisi, le "chiavi di accesso" al nostro D.N.A.

1. Il Concetto di "Trasferimento di informazioni"... il cuore tecnologico del progetto GO” risiede in quello che la D.A.R.P.A. definisce "trasferimento di informazioni senza massa" (massless information transfer). Si tratta di un cambio di paradigma totale: se la medicina tradizionale si affida a molecole fisiche per indurre cambiamenti nel corpo, la tecnologia “GO” utilizza segnali ottici — impulsi luminosi complessi e controllati con precisione — per istruire le cellule a scrivere autonomamente nuove sequenze di D.N.A. e R.N.A.

Il vantaggio operativo è dirompente: mentre i metodi di laboratorio convenzionali richiedono giorni per la sintesi e l'espressione genetica, il programma GO punta a completare il processo in poche ore, bypassando quelli che la D.A.R.P.A. definisce i "templi genetici" naturali, ovvero le strutture biologiche che solitamente limitano la velocità dell'espressione genica.

“GO mira a creare una macchina molecolare che possa essere espressa nelle cellule viventi e fornire un meccanismo per trasdurre informazioni genetiche trasmesse senza massa tramite segnali ottici nelle sequenze di acidi nucleici (D.N.A. e/o R.N.A.).”

Questa capacità di operare "senza massa" rappresenta un salto logistico senza precedenti, ma anche un incubo per la sicurezza: un segnale ottico non può essere intercettato o sequestrato come un flacone di un virus sintetico, rendendo la modifica biologica virtualmente invisibile.

2. Un'interfaccia diretta tra computer e celluleLa tecnologia “GO” stabilisce un ponte diretto e privo di contatti tra il software di progettazione genetica e la cellula bersaglio. In questo scenario, l'organismo vivente diventa un'estensione periferica di un computer. La programmazione remota avviene tramite fasci di luce a specifiche lunghezze d'onda, inviati come "segnali di esplosione luminosa" temporizzati con estrema precisione.

Questa interfaccia elimina i limiti della distanza e della vicinanza fisica. Non c'è bisogno di somministrare farmaci; basta che la luce colpisca il corpo per attivare la sintesi nucleotidica. Per la biotecnologia, questa è una rivoluzione assoluta: il passaggio da una disciplina basata sulla chimica a una basata sulle frequenze e sulla segnalazione remota, dove il codice della vita viene compilato ed eseguito come un software su un sistema operativo biologico.

3. L'ombra del settore militare: arma o cura?Nonostante le promesse di guarigione ultrarapida, il programma “GO” nasce all'interno del Pentagono, un dettaglio che la nostra analisi critica non può ignorare. Esiste il rischio concreto che questa tecnologia diventi un pezzo pregiato dell'armeria di "armi d'assalto" della D.A.R.P.A. La possibilità di alterare D.N.A. o R.N.A. a distanza apre scenari da guerra biopolitica, dove individui "scomodi" o ingiustamente dichiarati nemici dello Stato potrebbero essere colpiti senza lasciare traccia fisica.

Numerosi informatori e scienziati hanno già lanciato l'allarme sul potenziale uso oppressivo di queste frequenze. Tra questi spiccano figure come l'ex ingegnere della C.I.A. Robert Duncan, il Dott. Nick Begich, il Dott. Daniel Lebowitz, la fisica di Oxford Katherine Horton, oltre ad attivisti ed esperti di sicurezza come Sarina Wallace e Brian Kofron. Molti di loro denunciano come tali tecnologie possano essere celate dietro legislazioni sulla sicurezza nazionale, agendo come strumenti di psicotronica o radiazioni di grado 6G per alterare stati mentali e fisici.

Le principali preoccupazioni etico-militari riguardano:

Mutazioni indotte: Il rischio che la tecnologia venga usata per provocare deliberatamente malattie letali, come il cancro, attraverso effetti mutageni mirati su singoli individui.

Assalto neurologico e comportamentale: L'uso di segnali ottici per modificare l'espressione genica nel cervello al fine di alterare il comportamento o lo stato mentale dei soggetti senza il loro consenso.

Sperimentazione occulta: Il timore che, data la natura "senza massa" del segnale, queste armi energetiche possano essere testate sulla popolazione civile da postazioni remote, rendendo impossibile ogni forma di difesa o denuncia.

4. Oltre la medicina: agricoltura ed industria programmabileL'ambizione del programma GO non si ferma alla salute umana. La D.A.R.P.A. punta a creare un vero e proprio "compilatore di acido nucleico", una sorta di sistema operativo universale per la vita. Questo strumento permetterebbe di trasformare l'agricoltura e l'industria manifatturiera in settori "programmabili" via software.

Attraverso sensori di luce specifici, sarà possibile attivare "mattoni" di D.N.A. o R.N.A. su richiesta, personalizzando la produzione biologica in tempo reale. In agricoltura, ciò potrebbe significare la modifica istantanea delle colture per rispondere a parassiti o cambiamenti climatici; nell'industria, la creazione di materiali biologici con proprietà specifiche dettate da un codice digitale. La medicina personalizzata diventerebbe così un servizio remoto: il trattamento non sarebbe più una prescrizione in farmacia, ma un'istruzione genetica inviata via luce per correggere errori o potenziare funzioni biologiche con una scalabilità mai vista prima.

Ci dirigiamo senza remore verso un'evoluzione gestita via software? Il programma “Generative Optogenetics” della D.A.R.P.A. ci mette davanti ad una scelta epocale. La promessa è quella di una medicina capace di reagire a nuove minacce in poche ore, eliminando le lungaggini della somministrazione fisica. Tuttavia, il rischio ammesso dalla stessa agenzia — che definisce il progetto ad "alto rischio e alta ricompensa" — è quello di un controllo biologico totale e potenzialmente invisibile.

Mentre ci avviciniamo ad un futuro di "evoluzione gestita via software", la volatilità di questa tecnologia impone una vigilanza senza precedenti. Siamo pronti per un mondo in cui il nostro codice genetico può essere riscritto da un raggio di luce programmato da un computer?

Fonte: renegadetribune.com

Ringraziamo l'amico Nicola Giannoni per la segnalazione dell'articolo.

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venerdì 15 ottobre 2021

Domande e risposte

Qual è il ruolo di certe figure che molti pensano siano dalla parte dei cittadini, come il famoso chimico Corrado Malanga, il noto psichiatra Alessandro Meluzzi, l’alto prelato Monsignor Viganò. Fino a che punto possiamo fare affidamento su di loro?

Precisiamo che non possiamo trasmettere la verità, ma soltanto invitare ad essere accorti e ad approfondire. Senza dubbio molti degli argomenti addotti da costoro sono validi, molte delle loro battaglie condivisibili, ma crediamo che in primo luogo sia errato delegare ad altri non solo l’azione, ma anche dare sempre, per così dire, la parola. Si giustifica l’inerzia del singolo, la si alimenta. Inoltre è anche sbagliato cercare degli oracoli: addirittura rileviamo che alcuni chiedono ai vari attivisti di predire il futuro. Assodato che nessuno può conoscere con precisione l’avvenire, semmai indicare possibili sviluppi, anche in questo caso si dimostra scarsa autostima e carente indipendenza, perché ognuno dovrebbe usare il suo discernimento per orientarsi in una realtà che è oggettivamente complessa.

Sono persone preparate ed eloquenti, le cui idee e prese di posizione di solito sono lodevoli. Tuttavia intravediamo qualche ombra: lo scienziato, in questi anni ha elaborato una dottrina che, nei suoi fondamenti, non privi di contraddizioni, non è poi così lontana dal tracotante antropocentrismo promulgato dalla Massoneria.

Sia lo psichiatra sia il porporato, poi, pur analizzando con lucidità la situazione attuale, scivolano sulla classica buccia di banana, quando fanno appello all’ausilio della Vergine Maria, anche evocando, nel caso del presule, le presunte apparizioni di Fatima. E’ stato dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che nel 1917 a Fatima non apparve la madre di Gesù, di conseguenza tutta la teologia e le interpretazioni escatologiche che sono state scaturite da quelle epifanie e delle “profezie mariane” sono fuorvianti, come il culto della Madonna che non ha basi scritturali. Last but not least, nessuno di loro dedica spazio, nei diversi contributi, al problema per eccellenza, ossia la geoingegneria clandestina che pure è uno degli strumenti principali con cui potrà essere attuata la grande ristrutturazione economica, politica e sociale (il cosiddetto “great reset”): com’è noto i disastri meteorologici e climatici sono reali, ma non provocati da uno strombazzato incremento del biossido di carbonio in atmosfera, ma da armi ad hoc. Comunque su questi divulgatori preferiamo sospendere il giudizio, in attesa di acquisire ulteriori elementi di valutazione.

Veramente dobbiamo aspettarci una carestia o comunque un periodo in cui i prezzi dell’energia e di molti beni primari aumenteranno in modo esponenziale, causando grosse difficoltà alle famiglie?

Temiamo di sì. In ogni caso, bisogna evitare di vedere in questo nuovo 29, la ripercussione indesiderata di decisioni folli ed avventate, ad esempio, le sanzioni contro la Federazione russa: come nel caso della pseudo-pandemia, assistiamo ed assisteremo alla realizzazione di un progetto preciso, un piano che, attraverso le crisi all’interno dei singoli Stati e le tensioni fra le superpotenze, mira a condurre il pianeta verso la Terza guerra mondiale, scopo cui la Cupola non riteniamo abbia rinunciato. E’ un collasso produttivo in buona misura programmato per cui di volta in volta saranno additati i capri espiatori, ad esempio i portuali che, protestando contro le decisioni assunte dal governo, bloccano il flusso delle merci.

E’ risaputo che i “vaccini” sono dannosi, se non letali, perché, tra le altre cose, contengono grafene, ma anche chi ricorre ai tamponi è in pericolo?

I tamponi rinofaringei sono un “rimedio” peggiore del male: oltre ad essere invasivi, possono essere contaminati da batteri, funghi o dallo stesso grafene. Con gli altri esami si può estrarre ed archiviare il DNA… Chi ha orecchie per intendere intenda. Inoltre i tamponi avallano, con i loro risultati completamente falsi, la farsa della “pandemia”.

Chi evita le inoculazioni è al sicuro? Probabilmente no, anche se rischia molto meno. Non sappiamo se i “vaccinati” possano essere contagiosi, non per un inesistente virus o per la “proteina arpione” (spike), ma perché portatori di patogeni (parassiti) inoculati in loro con i “vaccini”. Paventiamo anche la possibilità che i filtri magici possano essere somministrati in modo surrettizio, magari in cereali o ortaggi transgenici o con le attività di biogeoingegneria: alcune caratteristiche e certe conseguenze dei sieri sono molto simili a quelle del Morgellons

Un’ultima domanda: esistono vie d’uscita?


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martedì 23 marzo 2021

Ritratto dell’attivista, ossia del dissidente (terza parte)

E’ più facile ingannare le persone che convincerle che sono state ingannate. (M. Twain)

Purtroppo l’uomo medio non riesce neanche ad afferrare concetti semplici, figuriamoci se è in grado di accostarsi a questioni mediche e scientifiche. Ad esempio, la massa non si orienta con argomenti come il contagio, l’insorgenza di malattie, le cure, limitandosi a ripetere i luoghi comuni della “medicina” ufficiale. Spesso ci si chiede: “Perché l’influenza si diffonde soprattutto nei mesi invernali?” In primo luogo, gli sbalzi di temperatura possono mettere a dura prova l’organismo, quindi renderlo più vulnerabile a certe sindromi. Inoltre, a proposito della trasmissione di certe patologie “infettive”, bisogna considerare anche il fenomeno della risonanza: la frequenza di un virus alias esosoma o di un altro patogeno può entrare in risonanza con quella di un virus alias esosoma di un'altra persona. La Fisica della risonanza è una branca della scienza misconosciuta. Una cellula, tra cui lo stesso DNA, si sintonizza, come hanno dimostrato vari esperimenti, con un’altra cellula, anche se sono entrambe perfettamente schermate pure contro i campi elettromagnetici. Significa che esse misteriosamente interagiscono a distanza, senza entrare in contatto fisico, per “simpatia” direbbe un esoterista o grazie ad una specie di entanglement, per usare un termine tipico della fisica quantistica. Che cos’è il contagio, se non un contatto? Ma se non avviene il contatto-contagio, perché e come ci si ammala? Ci si ammala forse per “simpatia” che è letteralmente “patire insieme”, in modo sincrono.

Anche l’autosuggestione ha il suo ruolo e l’autosuggestione è un entanglement psicologico. Ciò spiega perché, nelle famose epidemie del passato, alcuni non si ammalavano, anche se accudivano e toccavano gli infermi e, al contrario, certi, pur prendendo tutte le precauzioni del caso, tra cui la quarantena e la distanza dai “contagiati”, risultavano infetti. Le vere cause delle pandemie antiche, medievali e moderne restano ignote, mentre quelle contemporanee si sono conclamate e si conclamano sempre a seguito di crociate finalizzate a "vaccinare" o per la somministrazione di farmaci che deprimono il sistema immunitario, ad esempio la polio, l'AIDS, l'ebola…

Fra i credenti nel Covid (è una fede simile, tutto sommato, al credo nelle scie di condensazione) si annoverano anche molti laureati, persino in discipline scientifiche: si vede che essere capaci a risolvere equazioni, comprendere sistemi e matrici, destreggiarsi con la trigonometria etc. non sono indizi di intelligenza. Dev’essere così: sono solo abilità tecnico-mnemoniche. Diversamente, come giustificare la facilità con cui il sistema è riuscito ad indottrinare ed inebetire miliardi di terricoli con la farsa della falsa pandemia? Schopenauer ritiene che il vero genio non palesi attitudine per la Matematica; forse il filosofo tedesco non era, ancora una volta, lontano dal vero.

Pare anzi che dimostrare competenze logico-deduttive sia un requisito per essere più agevolmente plagiati; di converso gli intuitivi, gli artisti, gli eccentrici sono in genere restii ai condizionamenti della propaganda. Dovremmo dunque concludere che l’intelligenza dialettica non è intelligenza, ossia in senso letterale “vista interna, percezione oltre le apparenze”? Può darsi, ma allora che nome attribuirle? Possiamo considerarla, visto che non è un antidoto al controllo mentale, una forma di perspicace stoltezza? Con gli ossimori non andiamo molto lontano, perché ci si impegola in contraddizioni, sebbene tale approdo sia un’ulteriore prova che la “realtà”, da qualsiasi angolazione la si osservi, lascia trasparire la sua essenza antinomica. Esiste allora la stupidità, contrapposta all’intelligenza, mentre, in una zona di penombra, si situa un quid che non sappiamo né di preciso che cosa sia né come denominare.

Consideriamo che l’intelligenza non è bastevole per capire come funziona il mondo, perché sarebbe necessaria anche la sapienza. Forse essere versati in Matematica non vuol dire essere intelligenti, dacché l’Aritmetica e la Geometria o sono filosofie sui generis oppure strumenti per dominare la natura, come insegna diabolicamente Bacon. Nel primo caso sono teoriche; nel secondo mefistofeliche. Che la scienza e la sua propaggine, la tecnologia, siano aberrazioni rispetto alla natura è assodato. Alcuni studiosi sostengono che i popoli che vivono o vivevano in armonia con l’ambiente, nel complesso, felici ed in salute, come gli Aborigeni australiani, non palesano o non palesavano alcun interesse per la téchne. Essa è l’anticamera dell’inferno.

Ovviamente presupposto della tecnologia è una forma mentis scientifica, razionale, quella che Nietzsche disprezza in sommo grado e vede incarnata in Socrate, simbolo di un sapere calcolatore. E’ un tipo di sapere da condannare per almeno due ragioni: è freddo, cinico, svirilizzante, giacché irrigidisce una realtà che è energia, thymòs, spirito dionisiaco, inoltre, pur del tutto estraneo all’essenza delle cose che sono libere ed irrazionali, il pensiero socratico assurge, anzi pretende di assurgere ad unico e legittimo schema gnoseologico, emarginando ogni altro tipo di conoscenza, dall’intuizione artistica al mito, dalla magia alle esperienze sciamaniche. Se questo ragionamento è corretto, dobbiamo concludere – e sia pure una conclusione provvisoria – che l’intelligenza logica, quella che culmina nella feroce supremazia sull’ambiente e sulle classi subalterne per opera di una casta formata da tecnocrati, non è intelligenza, bensì ideologia castrante.

Leggi qui la seconda parte.

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mercoledì 9 dicembre 2020

Mascherine supertossiche e scie tossiche: curiosi parallelismi

Siamo al corrente del fatto che indossare la mascherina è insalubre e potenzialmente letale, poiché causa ipercapnia ed ipossia. Portare la mascherina può anche provocare malattie del sistema respiratorio [1] (polmoniti batteriche). Si consideri poi che le museruole immesse sul mercato contengono biossido di titanio e fluoro. Ma non basta! Ora spunta un rapporto di analisi che evidenzia che, nelle mascherine fornite dall'amorevole Stato, ai docenti, al personale A.T.A. ed agli allievi di ogni ordine e grado, sono presenti anche vari metalli tra cui alluminio, bario, cromo, ferro, manganese, nichel, rame, zinco. Tra l'altro, coincidono con gli ingredienti tipici delle famigerate "scie tossiche". Singolare coincidenza... Non è poi così difficile capire perché da decenni siamo avvelenati con questi metalli diffusi in ogni dove.

E’ tutto interconnesso: da alcuni anni, si decanta la possibilità di somministrare farmaci (anche pseudo-vaccini che modificano il corredo genetico) a distanza e di dosarli, usando apposite frequenze. Insomma, un quadro inquietante qui appena tratteggiato. Approfondiremo il tema, appena possibile.

[1] Occorre, infatti, considerare che l'uso della mascherina causa ipercapnia ed acidosi, determinati dall'aumento di CO2 nel sangue e che riducono la saturazione di ossigeno nel sangue, esponendo il soggetto con maggiore facilità ad ogni tipo di aggressione batterica o virale. Questo ancor più in individui che sono affetti da difficoltà respiratorie per motivi cardiaci, broncopolmonari anche a genesi allergica o psicosomatica. L'acidità favorisce inoltre lo sviluppo di cellule tumorali. Sono frequenti anche cefalea e capogiri, indotti da questo stato. Infine l'umidità che si forma al di sotto della mascherina è in grado di produrre dermatiti micotiche e di aumentare l'eventuale carica batterica e/o virale altrimenti inerte, poiché essa si accumula negli alveoli polmonari del soggetto.

Qui la schermata di parte del rapporto di analisi. NOTA: Il committente ed il laboratorio sono stati volutamente oscurati su richiesta degli interessati.

Articolo correlato: I compagni di BaAl

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mercoledì 7 ottobre 2020

Seguiamo la... scia

E’ un panorama avvilente, poiché anche i pochi che hanno capito in realtà hanno capito ben poco. Continuano a “ragionare” secondo i preconcetti del “pensiero” unico dominante, anche quando credono di adoperare il discernimento. Ad esempio, seguitano a considerare i numeri che i media di regime propalano come se fossero numeri reali, un tot di positivi, un tot di asintomatici, un tot di malati, un tot di decessi… Semmai obiettano che asintomatico non è sinonimo di contagioso e sostengono che la crescente quota di positivi è legata ad un incremento nel numero dei tamponi. Non centrano il bersaglio. Non hanno compreso che questo turbinio di cifre è creato da un’”intelligenza” artificiale e che i numeri (in particolare il 9, il numero 11, il 6, il 2, il numero 8), sia isolati sia come somme, adombrano valori simbolici, rispondono ad esigenze, per così dire, occulte. Sono cabale! I tamponi: è evidente che non servono ad identificare un presunto coronavirus [1] correlato alla presunta patologia tanto strombazzata. Semmai sono finalizzati ad individuare precisi corredi cromosomici, connessi a particolari linee di sangue, ascendenze, ai gruppi umani con l’RH negativo. Sappiamo che la cricca tecnocratica è ossessionata dal DNA, dalle manipolazioni genetiche: le stesse vaccinazioni non mirano certo a “proteggere” da certi patogeni, ma a ricombinare il DNA e l’RNA, una volta riconosciuti certi marcatori genetici, appunto con i tamponi e con gli esami sierologici. Oggi tutti, tanto gli “esperti” quanto i profani, disquisiscono di virus e di tamponi.

Rammentiamo che non si è ancora trovato l’accordo all’interno della comunità scientifica (senza dimenticare che molti “scienziati” sono maghi neri) su che cosa sia davvero un virus: qualcuno ritiene sia un “organismo” ai confini della vita, qualcun altro reputa sia una nanostruttura del tutto artificiale, altri pensa coincida con un esosoma, ossia un complesso multiproteico presente nelle cellule che, al termine del processo di trascrizione, ha il compito di eliminare gli mRNA usati, ottenendone nucleotidi da riciclare per formare nuovo mRNA. Forse hanno ragione e torto un po’ tutti, giacché interrogarsi su che cosa sia un virus è come chiedersi quale sia il confine tra organico ed inorganico, quale sia l’origine della vita, domande cui nessuno ha fino ad oggi fornito risposte esaurienti e definitive, mentre sono state formulate ipotesi più o meno plausibili, come su altre questioni fondamentali.
Che pensare dunque della situazione attuale? Che, se vogliamo scoprire indizi, se intendiamo raccogliere qualche tessera per comporre un mosaico pur sempre parziale, bisogna convincersi di ciò: per comprendere l’attualità, bisogna esplorare l’antichità. Leggiamo o rileggiamo la Bibbia e, più in generale, i testi antichi, le opere della Tradizione: vi enucleeremo interessanti cenni al sangue, alle stirpi, al nesso tra etnie e potere, tra lingue e gruppi sanguigni (si pensi ai Baschi presso cui l’RH negativo tocca il 30-35 per cento ). Leggiamo saggi di autori pionieristici. Leggiamo o rileggiamo il Libro di Enoch, non a caso espunto dalla Bibbia ebraica e da quella cristiana, eccezion fatta per le chiese monofisite che annoverano Enoch fra i canonici.

Ripensiamo alla geoingegneria clandestina, in particolare al suo versante biotecnologico e genetico, alla smart dust che, come gli “antidoti” ricombinanti, quelli di nuova generazione, crea un’interfaccia tra biologico e sintetico. Ripensiamo al Morgellons, la sindrome provocata dalle nanostrutture diffuse con le chemtrails, nanostrutture che interagiscono con particolari frequenze elettromagnetiche. Consideriamo gli scopi del Transumanesimo, il cross over tra naturale ed artificiale, obiettivo dichiarato, ad esempio, di uno psicopatico e megalomane come Elon Musk. Allora potremo intuire gli aspetti salienti dell’agenda mondialista.

E’ evidente che le prossime vaccinazioni, obbligatorie o comunque preclusive dell’accesso ad una serie di servizi, sono finalizzate a distinguere l’umanità in gruppi con peculiari caratteristiche genetiche: in modo da eliminarne alcuni e preservarne altri oppure per meri fini conoscitivi, in vista poi di altre azioni? Non lo sappiamo, ma sappiamo che non basta seguire la “scia di denaro” per gettare un po’ di luce su certi piani segreti delle “élites” criminali: oggigiorno è necessario seguire la… “scia di sangue”.

[1] Non esiste alcun test contro il coronavirus. La PCR è un metodo di amplificazione del DNA in vitro, messo a punto dal biochimico Kary Mullis nel 1992 e per cui è stato insignito del Nobel! Lo stesso Mullis ha sostenuto a più riprese che la PCR polymerase chain reaction NON può essere stata pensata né adoperata come test diagnostico. Oltretutto la tipologia precisa di Coronavirus implicata nella presunta "pandemia" non è ancora stata isolata (e dubitiamo che ciò avverrà mai, come del resto è già tristemente successo per la correlazione tra HIV e sindrome da immunodeficienza acquisita), quindi a che cosa punterebbe il test, che in realtà è uno strumento di analisi genetica?

[2] Con fattore Rh ci si riferisce ad uno specifico antigene proteico sulla superficie dei globuli rossi, l'antigene D. Se una persona possiede questo fattore si dice che il suo gruppo, relativamente al sistema Rh, è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano, il suo gruppo sanguigno è definito Rh negativo (Rh-). Nel 1940 Karl Landsteiner e Alexander S. Wiener scoprirono il fattore Rh sui globuli rossi di una specie di primati, il Macacus rhesus. Gli RH negativi appartengono ad un gruppo di Homo sapiens sapiens in una certa misura differente dal resto dell'umanità. Perché esistano questi due gruppi non è noto: da un punto di vista "evolutivo" è un enigma, giacché tale differenza implica problemi nel caso di gravidanza. Infatti il fattore Rh è la causa di una patologia che in passato era molto comune nei neonati, l'eritroblastosi fetale. Durante l'ultimo mese di gravidanza vi è un passaggio di anticorpi, utili per il nascituro, dal sangue della madre a quello del feto, ma gli anticorpi prodotti contro il fattore Rh possono essere dannosi. Se una donna Rh negativa alla prima gravidanza partorisce un bambino Rh positivo, è probabile che i globuli rossi del feto con l'antigene Rh entrino nel circolo sanguigno materno; il corpo della madre reagisce producendo anticorpi contro l'antigene estraneo che rimarranno presenti nel suo sangue. In caso di una seconda gravidanza, gli anticorpi prodotti possono essere trasferiti nel sangue del feto e, nel caso esso sia Rh+, tali anticorpi attaccheranno i globuli rossi fetali distruggendoli. Tale reazione può essere mortale prima o dopo la nascita o portare gravi problemi al sistema nervoso del nascituro. Oggi, i pericoli che corre un eventuale secondo figlio sono arginati attraverso exsanguinotrasfusione o iniettando alla madre Rh-, entro 72 ore dal primo parto, anticorpi specifici che riconoscono e bloccano l'antigene Rh che dal feto passa alla madre. Questo processo deve essere ripetuto con ogni gravidanza successiva alla prima esposizione della madre all'antigene Rh.

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venerdì 7 agosto 2020

Transizione: è solo questione di tempo



Che periodo tumultuoso, decisivo! Eppure quanti hanno veramente capito che siamo ormai prossimi ad una transizione verso un nuovo, orribile, spaventoso mondo? Niente sarà come prima: la pseudo-pandemia ha gettato le basi per la società del futuro. Quanti hanno veramente compreso? Non Diegito, l’erudito che è ancora fossilizzato in un’analisi vetero-marxiana e che ciancia di “nuova razionalità politica”? Dov’è la razionalità in questa folle corsa verso il baratro? Dov'è la politica, quando i padroni del vapore sono pazzi? E’ indubbio: l’informazione pseudo-indipendente, con le sue ambiguità, con il suo sguardo miope, è più dannosa della propaganda promossa dal regime: non offre mai risoluzioni, limitandosi ad una diagnosi spesso discutibile dei problemi, inoltre è attardata in ingenue interpretazioni economiche e strategiche.

Putin (o chi per lui) annuncia che presto la Federazione russa avrà il suo vaccino ed ecco che molti abboccano. Si illudono che colui voglia preservare la popolazione dell’ex Unione sovietica dai velenosi “antidoti” occidentali progettati per alterare il genoma umano, di concerto con le nanostrutture diffuse da decenni tramite la biogeoingegneria clandestina. Vogliamo ricordarci che l’agenda è globale, planetaria, proprio come quella che sta alla base delle operazioni chimiche nella biosfera?

Qualche ricercatore annuncia che la lattoferrina può essere utile contro il coronavirus e quanti restano incantati! Se fino a ieri eravamo sicuri che il coronavirus è solo il virus della rinite (impropriamente definita raffreddore): sarà stato modificato in laboratorio o no? Non lo sappiamo, ma sappiamo che le morti non sono state causate da questo presunto patogeno, bensì dalle vaccinazioni, dai campi elettromagnetici del 5G e da “terapie” deliberatamente letali. Allora che senso ha farneticare di cure con l’eparina e veleni simili? I medici una volta dicevano: “Hai il raffreddore? Se non lo curi, ti durerà una settimana; se lo curi, ti durerà una settimana”.

Quante chiacchiere! Ora parecchi si concentrano sulla vicenda dei verbali classificati e poi declassificati con numerosi omissis. Sì, è una questione importante, ma pensate che gli Italioti, anche si dovesse scoprire che il Comitato “tecnico-scientifico” ed il governo deliberarono di accoppare, con il pretesto del virus “cinese”, migliaia di persone, soprattutto pensionati, si ribellerebbero contro questi criminali, chiedendone la testa? No, perché la massa non capisce un fico secco: basta un Mentina qualsiasi ad affermare che non è vero quello che è scritto nei verbali ed i peones subito tornano a preoccuparsi di come personalizzare la museruola.

Ormai siamo prossimi a quella che, mutuando un termine dell’Astrofisica, si definisce singolarità, ossia un cambiamento epocale e forse irreversibile. La “nuova normalità” sarà ipertecnologica: sarà il sistema basato sulla “sorveglianza” e sulla “punizione”, come scrive Foucalt. Chi non accetterà il vaccino con i vari richiami, chi non accetterà di integrarsi in un apparato gestito in toto dall’”Intelligenza” artificiale, sarà escluso dal consorzio post-umano, tagliato via come un ramo secco. A poco o a nulla serviranno le comunità parallele basate su un’economia equa, non predatoria. L’establishment le tollererà fino a quando saranno marginali, ma, se dovessero diventare più influenti, le schiaccerebbe. Inoltre dipendono sempre dalla tecnologia e dall’energia di cui hanno il monopolio i potenti. Resta la possibilità di rifugiarsi in qualche zona lontana dalle città per vivere come gli antichi cacciatori-raccoglitori. Tuttavia decenni di geoingegneria e di altre azioni distruttive hanno inquinato e contraffatto gli ambienti naturali: così, anche prescindendo da altri ostacoli e dal controllo ormai capillare di ogni individuo, non sarà una passeggiata.

Cacciatori-raccoglitori… All’improvviso qualcuno decise di modificare geneticamente dei cereali primitivi e di avviare la cosiddetta “rivoluzione neolitica”: la nascita e la diffusione dell’agricoltura si rivelarono alla fine catastrofiche, perché portarono alla specializzazione del lavoro ed alla stratificazione sociale, con una classe dirigente (aristocratici, sacerdoti, funzionari) ed un ceto di lavoratori, semiliberi o schiavi. Et voilà: sorsero gli Stati (“Ogni Stato è una dittatura”, A. Gramsci”), i gruppi umani si divisero tra oppressori ed oppressi fino alla situazione odierna nella quale sedicenti “democrazie” perpetuano il feroce potere di dinastie degeneri formate da degenerati.

Ormai siamo prossimi a quella che si definisce singolarità: all’improvviso qualcuno ha deciso di modificare geneticamente homo sapiens sapiens, segnalando questa scelta con un codice simbolico su cui non ci soffermiamo, perché argomento complesso, ma aveva ragione Baudelaire ad affermare che “la Natura è una foresta di simboli”. Lo è pure la Storia, solo che pochi scorgono questi segni criptati, quasi nessuno è in grado di decifrarli.

Resterebbero tanti altri soggetti da trattare, ma poi l’articolo diventerebbe troppo lungo. Si può comunque concludere, ripetendo che davvero la biogeoingegneria è il fulcro di molte questioni: a chi non se ne occupa, mancheranno sempre le tessere fondamentali per completare il mosaico. Tra poco, sul terreno fertilizzato dalle scie tossiche, saranno sparse le sementi della “nuova umanità”, destinata a diventare concime. Chi si salverà, non lo dovrà certo ad un cambio di governo: anche dovesse cadere l’esecutivo Conte, la cricca non ha già programmato di rimpiazzarlo con Draghi? Il visconte dimezzato andrà a dirigere qualche associazione di usurai, pardon una banca. Bando alle illusioni ed ai “salvatori” da strapazzo: avvocati starnazzanti, divulgatori beoti, fanatici ed ottusi, politicastri (ogni riferimento a Vittorio Sgarbi NON è casuale) che pensano solo ad ottenere i voti necessari per continuare a godere di immensi privilegi, demagoghi arancio-vestiti...

Chi si salverà (se si salverà) appartiene non alla “nuova umanità”, ma ad un’umanità nuova, rinnovellata dalla consapevolezza che il vero progresso non è quello tecnologico, soprattutto dalla coscienza di essere coscienza.


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venerdì 26 aprile 2019

Marcatori chimici del DNA


Pubblichiamo un articolo che, mutatis mutandis, ha attinenza con il problema per antonomasia, ossia la biogeoingegneria clandestina, soprattutto se si considera appunto il versante biologico della sinistra e nefasta attività, aspetto già illustrato tempo addietro in particolare dalla giornalista investigativa Carolyn Williams Palit.


A loro insaputa, i cosiddetti Gilets gialli sono diventati cavie di un esperimento sugli esseri umani con nanoparticelle e marcatori genetici [1] il cui effetto sugli organismi biologici è ancora poco conosciuto.

Per il governo francese, si tratta d’innocui “prodotti di marcatura chimica codificati” che impregnano la pelle, i capelli ed i vestiti delle persone interessate per un periodo di tempo variabile da diverse settimane ad alcuni decenni. Ufficialmente questa tecnologia non è mai stata adoperata contro esseri umani. Tuttavia, accurate informazioni raccolte da alcuni professionisti della sicurezza indicano che anche prima ed altrove i governi non hanno lesinato queste armi. Durante la diciottesima manifestazione dei Gilets gialli, cannoni ad acqua e gas, contenenti marcatori di DNA e nanoparticelle, sono stati impiegati contro i partecipanti ai cortei. Non solo, oltre ai marcatori chimici e alle nanoparticelle, risultano aggiunte sostanze psicotrope.

Queste “armi contro il DNA” sono state sviluppate nel Regno Unito e usate in Israele. Qui detenuti palestinesi hanno dichiarato di aver contratto vari tipi di tumori in seguito all’etichettatura del corredo genetico.

Per i fautori di tali procedimenti, i prodotti di etichettatura del DNA o dell’RNA non rappresentano alcun rischio, ma le loro dichiarazioni non sono avvalorate da alcuna evidenza scientifica.

Si sa che l’impatto della maggior parte di sostanze biochimiche impiegate sugli esseri viventi può essere rilevato solo dopo anni, poiché la maggior parte degli studi, che denunciano i pericoli di questi arsenali, è sistematicamente censurata dalle potenti società del settore chimico. […]

Nel 2014, le forze dell’ordine in Ucraina sperimentarono ordigni contenenti LSD: erano dispositivi forniti da una società israeliana. L’effetto fu catastrofico: i manifestanti presi di mira diventarono molto agitati e violenti ed alcuni cominciarono ad avere forti convulsioni, prima di gettarsi a corpo morto sui veicoli della forza pubblica.

In Brasile, le forze dell’ordine saggiarono già nel 2016 sostanze chimiche che avrebbero dovuto sedare i rivoltosi: il composto impiegato era un farmaco neurotossico. In Israele, alcuni dei gas adoperati contro i dimostranti contengono interferenti endocrini, sostanze allucinogene e LSD. […] I gas cui si è ricorso in Francia per il mantenimento dell’ordine, comprendono il CS2 (clorobenzilidene-malononitrile), un composto neurotossico che può alterare profondamente le capacità di percezione e coscienza. […]

Con la marcatura chimica degli individui, gli stati criminali hanno compiuto un ulteriore passo avanti nel controllo totalitario dell’individuo, fino alle radici del DNA.

Traduzione di Simonetta Lambertini

Fonte: invictapalestina.org

[1] Un marcatore genetico è una sequenza di DNA conosciuta che può essere identificata mediante un semplice saggio. Un marcatore genetico può essere costituito da una breve sequenza di DNA, come la sequenza che circonda un polimorfismo a singolo nucleotide (single nucleotide polymorphism), o da una sequenza lunga, come i microsatelliti.

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giovedì 8 marzo 2018

L'inquinamento ambientale "prende il controllo" del DNA



Ha ragione chi afferma che la maggior parte delle affezioni oggigiorno è di origine ambientale: l'inquinamento, con le sue innumerevoli fonti (in primis il nanoparticolato diffuso con le deleterie attività chimico-biologiche in atmosfera), è, infatti, la causa di molte patologie, mentre il continuo evocare una presunta eziologia genetica, come nel caso dell'autismo, è la classica foglia di fico per nascondere un'atroce realtà. Lo conferma, se mai se ne avvertisse il bisogno, un recente studio condotto in Canada.

Gli inquinanti presenti nell'ambiente possono 'prendere il controllo' del DNA, accendendo in questo modo alcuni geni piuttosto che altri ed aprendo la strada a malattie cardiache e respiratorie. Lo indica la prima indagine basata sull'analisi del DNA di oltre mille individui. Pubblicata sulla rivista "Nature Communications", la ricerca è stata condotta in Canada, dal gruppo dell'Ontario Institute for Cancer Research guidato da Philip Awadalla.

Dall'analisi del materiale genetico raccolto da campioni di sangue, sono stati individuati gli effetti di polveri sottili, biossido di azoto e biossido di zolfo. Per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'Università di Roma Tor Vergata, "la ricerca è molto interessante, perché ci dice quanto pesa il contributo dell'ambiente sul rischio di sviluppare determinate patologie". Queste ultime ha aggiunto, "sono la conseguenza dell'interazione tra DNA, ambiente e casualità, ma non è facile determinare il peso di ognuno dei tre fattori".

Fonte: ansa.it

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domenica 4 giugno 2017

Contaminazione da ftalati: sotto accusa le fibre dovute alla polimerizzazione dei carburanti avio



Gli endocrinologi hanno recentemente lanciato l’allarme: sono sempre più frequenti i casi di neonati dal sesso incerto e di maschi che manifestano più o meno spiccate caratteristiche biologiche e fenotipiche di tipo femminile.

Qual è la radice del problema? L’inquinamento ambientale e, per la precisione, la contaminazione dovuta agli ftalati, composti chimici polimerici. Gli ftalati, infatti, interferiscono sul sistema endocrino, quindi sul normale sviluppo dei caratteri sessuali. Quali sono le fonti della contaminazione? Vediamo le principali.

• Le pellicole con cui si avvolgono gli alimenti
• Gli oggetti per i neonati: poppatoi, succhiotti etc.
• Le bottiglie di plastica
• Molti cosmetici
• Molti profumi
• I prodotti per la pulizia domestica
• Le vernici
• Contenitori vari
• Last, but not least, i carburanti aeronautici la cui polimerizzazione genera appunto ftalati.

Siamo chiari: checché ne dicano i vari Kapò negazionisti, i filamenti di ricaduta che anche in questi ultimi mesi di spaventose operazioni di geoingegneria criminale, abbiamo visto in ogni dove, non sono ragnatele di Aracnidi migratori, ma fibre polimeriche. Queste fibre, che cadono sul terreno, nei laghi, nei fiumi… entrano nella catena alimentare, provocando poi gli effetti sopra descritti. Che tale forma di inquinamento sia intenzionale, deliberata o involontaria, essa comunque traduce la geoingegneria in bioingegneria, ossia in uno snaturamento ed in un’alterazione dei processi biologici: lo scenario prospettato nel romanzo distopico di Aldous Huxley, Il mondo nuovo, (Brave new world) è sempre più vicino, sempre più attuale.

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Breve estratto da: "Presa diretta" (RAI Tre) "Ftalati e femminilizzazione dei feti"


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giovedì 5 gennaio 2017

Torino, allerta smog: mutazioni del DNA per un bambino su due



TORINO – A Torino l’allerta per lo smog è così elevata che un bimbo torinese su due ha subìto mutazioni del DNA per colpa dell’inquinamento. A dirlo è lo studio “Mapec life” realizzato dall’Università di Torino insieme con altri atenei italiani su un campione di 1200 bambini tra i sei e gli otto anni che vivono, oltre che nel capoluogo piemontese, a Brescia, Perugia, Pisa e Lecce. “Non vogliamo creare apprensione nella cittadinanza, ma abbiamo svolto un lavoro per capire gli effetti dello smog sul sistema biologico dei bambini”, chiarisce Giorgio Gilli, ordinario di Igiene e tra i responsabili del progetto che è stato finanziato dalla Commissione europea.

La ricerca si è concentrata sugli effetti degli inquinanti sul corredo genetico di 220 bambini di tre elementari torinesi, la “Niccolò Tommaseo”, la “Ilaria Alpi” e la “Piero Gobetti”. A Torino il 53% dei campioni prelevati dalla bocca degli studenti presentava almeno un micronucleo, cioè un indicatore di una mutazione del DNA. “Le analisi mostrano la capacità dei Pm 0,5 di indurre effetti tossici, mutageni e cancerogeni. L’effetto biologico precoce è legato alla stagione in cui vengono eseguiti prelievi, in inverno più che in primavera”, specifica Elisabetta Carraro, docente e responsabile dell’unità di ricerca torinese.

Giustamente chiosa l'amico Koenig: “Se il Pm 2,5 produce già questi effetti, figuriamoci il PM inferiore a 2.5 disperso con gli aerosol atmosferici a base di alluminio, bario, stronzio, manganese, cadmio, piombo, mercurio, ferro e nanotubi vari... Diciamo che è in corso una mutazione genetica indotta”. E’ vero sia che il nanoparticolato è ancora più dannoso di quello svogliatamente misurato dalle A.R.P.A., perché supera la barriera emato-encefalica, aggredendo direttamente l’organismo; è vero anche che siamo al cospetto di un’intenzionale degradazione genetica degli esseri viventi, perpetrata attraverso quella che, non senza ragione definimmo anni fa biogeoingegneria clandestina. Benvenuti nel pianeta dei mutanti…

Fonte: Torino, allerta smog: mutazioni del Dna per un bambino su due, 2016

Earrata corrige: la citazione in questo articolo ripresa era in origine del nostro amico Ron, poi riportata da Koenig.


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sabato 26 novembre 2016

The space fence & full planetary lockdown



Il giornalista investigativo Daniel Liszt ha recentemente intervistato la ricercatrice indipendente Elana Freeland cui si deve uno dei migliori saggi inerenti alla biogeoingegneria clandestina mai pubblicati. [1] Nel 2017 uscirà un nuovo libro in cui la Freeland amplia le sue indagini nella direzione già tracciata soprattutto da Carolyn Williams Palit per cui le scie chimiche (chemtrails in inglese) appartengono ad un diabolico progetto non tanto di controllo meteorologico, ma di dominio e di snaturamento dell’umanità. Di seguito qualche nota di Liszt a proposito del volume in oggetto.

La nuova fatica di Elana Freeland, The space fence & full planetary lockdown, si incentra su un sinistro programma governativo finalizzato ad un sistema di sorveglianza globale in grado di tracciare e controllare la popolazione sino alla sfera genetica. Sebbene tale livello sia un progetto ad alto contenuto tecnologico, un piano che coniuga elementi degli impianti H.A.A.R.P. e della S.D.I. (l’Iniziativa di difesa strategica, fortemente voluta da Ronald Reagan) con cui si ionizza l’atmosfera, non bisogna dimenticare che molte operazioni sono volte a mutare il D.N.A. Questo aspetto rappresenta un livello profondo che trascende gli ambiti più noti.

La ionizzazione dell'atmosfera dà la possibilità ai militari di impiantare nano-particelle negli organismi. Questi sensori nanotecnologici possono penetrare la barriera ematoencefalica per attivare segnali wireless che sono poi monitorati in remoto. Gli esseri umani rischiano di diventare dei “ponti” per le radiotrasmissioni.

Lo scopo ultimo alla base di questo progetto è, secondo la Freeland, la costruzione di un apparato utile per centralizzare e gestire l'intero spettro delle attività sul pianeta Terra: il comportamento delle società, gli eventi geopolitici, le condizioni atmosferiche, l’attività sismica e la creazione di una realtà manipolata tramite un’”intelligenza” artificiale.

Già nel 1907 il filosofo austriaco Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia, ammonì circa lo sviluppo di un’inquietante tecnologia tesa ad invadere la sfera psichica e mentale degli uomini. Lanciò l’allarme anche a proposito di tendenze “scientifiche” che implicano la creazione di un’intelligenza artificiale (I.A.) destinata a sostituirsi all’umanità. Steiner definì “ahrimaniche” queste forze distruttive e malefiche, in riferimento ad Ahriman, il dio delle tenebre all’interno della tradizione religiosa mazdea, contrapposto ad Ahura Mazda, il dio del bene e della luce. Steiner si batté contro il dominante scientismo e contro il materialismo che staccano l’essere umano dalle sue radici cosmiche e metafisiche.

[1] Riportiamo la quarta di copertina del libro scritto dalla Freeland: “Negli anni ‘50, ‘60 e ‘70 del XX secolo, il nostro governo (quello degli Stati Uniti, n.d.t.) ha condotto sperimentazioni chimiche e biologiche su larga scala, attraverso programmi che prevedevano la diffusione di aerosol: ci riferiamo ad operazioni quali ‘Operation large area coverage’, ‘Operation dew’, ‘Project 112’… Oggi le scie chimiche ed i riscaldatori ionosferici come H.A.A.R.P. sono parti costitutive di un arsenale per cui la Terra è diventato un teatro di guerra dominato dalla “dottrina del’egemonia assoluta”. L’autrice, Elana Freeland, vaglia il tema delle chemtrails, distinguendole dalle scie di condensazione, ed esamina i fenomeni climatici estremi intesi come disastri che arricchiscono le corporations e prostrano i popoli. L’analisi dei brevetti registrati da Bernard J. Eastlund, inerenti a H.A.A.R.P., rappresentano l’abbrivo per un’ampia disamina circa la griglia di controllo ottenuta con la smart dust. La saggista investiga anche il Morgellons, la malattia causata da nanostrutture biotecnologiche per cui i pazienti sono spesso ingiustamente bollati come psicotici”.

Fonte: Darkjournalist

THE SPACE FENCE & FULL PLANETARY LOCKDOWN 2017! DARK JOURNALIST & ELANA FREELAND (VIDEO): Part One, Part Two.


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martedì 19 gennaio 2016

Il sedicente Putin propone un rimedio peggiore del “male”



Siamo alle solite: si è conclusa il 12 dicembre 2015 la conferenza sul clima a Parigi, dove i “grandi” della Terra, con la consueta faccia di tolla, hanno finto di voler salvare il pianeta da un fantomatico riscaldamento globale da CO2, quando i disastri climatici sono causati proprio da chi simula di volerli contrastare, ossia il complesso militare-industriale, grazie alla cooperazione di infernali governi.

Non basta: alla sciagurata conferenza è spuntato il sedicente Putin con un’idea ingegnosa, basata sempre sulla mistificazione del global warming. Il colpo di genio è il seguente: usare nanotubi di carbonio nei processi produttivi, ufficialmente per migliorare la qualità e la durata di plastica, alluminio, acciaio etc. Una maggiore efficienza della produzione industriale porterebbe ad un decremento nelle emissioni di gas serra. In realtà la proposta è la classica polpetta avvelenata: le nanotecnologie hanno spesso dei risvolti dannosi, in particolare la diffusione nell’ambiente di nanotubi di carbonio è all’origine di patologie respiratorie. Non è tuttavia un caso se molti centri di ricerca magnificano le potenzialità dei nanotubi in oggetto: il carbonio, insieme con il silicio, è l’unico elemento che forma delle catene (si pensi al DNA), si adatta quindi a creare un’interfaccia organico-inorganico che è l’obiettivo saliente, sebbene non dichiarato, del criminale piano transumanista.


La Russia sta pensando fuori dagli schemi nel tentativo di contrastare i cosiddetti cambiamenti climatici. Alla conferenza di Parigi, i rappresentanti russi hanno annunciato l’intenzione di ricorrere alle nanotecnologie per ridurre le emissioni di gas serra. […] Come riferisce il quotidiano Sciencetimes.com, la Russia è il quinto più grande inquinatore al mondo, con la Cina che è al primo posto. La proposta si concentra sugli sforzi per ridurre le emissioni che coinvolgono cinque materiali: acciaio, cemento, alluminio, plastica e carta che potrebbero essere resi più leggeri, più resistenti ed efficienti grazie alla nanotecnologia in cui spiccano alcune società russe.

La “Rusnano”, ad esempio, è un’azienda che ultimamente ha ricevuto 10 bilioni di dollari di fondi da parte del governo di Mosca per la ricerca e l’applicazione delle nanotecnologie nella produzione dei materiali citati.

“I nanotubi di carbonio hanno dimostrato di rendere molto duro l’alluminio, la plastica conduttiva, di prolungare la durata delle batterie agli ioni di litio”, ha dichiarato il Dottor Anatoly Chubais, fondatore della Rusnano. “Con le nanotecnologie si potranno ridurre le emissioni di CO2 (sic!!!) e pensare agli scenari futuri con un nuovo approccio”.


Fonte: Segnidalcielo.it


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sabato 5 dicembre 2015

Celle solari che si autoriparano

Un articolo concernente celle solari che si autoriparano getta una luce (sinistra) sulle biotecnologie, una fetta importante delle operazioni di biogeoingegneria clandestina. Per un corretto inquadramento del tema, connesso ad un orribile scenario transumanista, si leggano “Nanotubi di carbonio trovati nelle vie aeree di bambini abitanti a Parigi” e “Cervelli superveloci con i nanotubi”. Ringraziamo l’amico Emanuele per la segnalazione.



Un annuncio che sembra davvero fantascienza è arrivato da alcuni ricercatori statunitensi che stanno creando un nuovo tipo di cella solare progettata per auto-ripararsi a partire da nanotubi di carbonio e DNA, come i sistemi naturali di fotosintesi nelle piante. Gli obiettivi sono i seguenti: aumentare la durata e ridurre i costi.

“Abbiamo creato sistemi di fotosintesi artificiale, usando nanomateriali ottici per la raccolta di energia solare che è poi convertita in energia elettrica”, ha detto Jong Hyun Choi, professore di Ingegneria meccanica presso la Purdue University (Indiana, Stati Uniti d’America). Il progetto sfrutta le insolite proprietà elettriche di strutture chiamate nanotubi di carbonio a parete singola, impiegandole come “fili molecolari che raccolgono la luce nelle celle”, ha spiegato Choi, il cui gruppo di ricerca ha sede presso il Centro di nanotecnologia del Purdue Discovery Park.

“Credo che il nostro approccio sia molto promettente per una futura applicazione commerciale, anche se siamo ancora in una fase di ricerca di base,” ha chiarito Choi.

Le celle fotoelettrochimiche convertono la luce solare in energia elettrica ed usano un elettrolita – un liquido che conduce elettricità – per il trasporto di elettroni, generando la corrente. Le cellule contengono coloranti che assorbono la luce. Questi pigmenti sono chiamati cromofori e sono molecole simili a quelle della clorofilla: essi si degradano a causa dell’esposizione alla luce solare. “Lo svantaggio critico di celle fotoelettrochimiche convenzionali è proprio questo degrado”, ha detto Choi. La nuova tecnologia supera questo problema come fa la natura: sostituisce i coloranti danneggiati con nuovi composti.

L’idea potrebbe rendere possibile un innovativo tipo di cella fotoelettrochimica che continua a funzionare a pieno regime a tempo indeterminato, almeno finché sono aggiunti nuovi cromofori.

I risultati sono stati illustrati in una presentazione del simposio denominato “Mechanical Engineering International Congress and Exhibition”. Il convegno si tenne a Vancouver nel novembre del 2011. Il concetto è stato anche delucidato in un articolo inserito sul sito web di SPIE, una società internazionale di ottica.



I nanotubi di carbonio funzionano come una piattaforma per ancorare filamenti di DNA. Il DNA è stato progettato per avere specifiche sequenze di blocchi chiamati nucleotidi, permettendo loro di riconoscere i cromofori e di legarsi ad essi. Quando i cromofori sono pronti per essere sostituiti, essi possono essere rimossi tramite processi chimici o con l’aggiunta di nuovi filamenti di DNA.

Due elementi sono fondamentali per la tecnologia al fine di imitare il meccanismo di auto-riparazione della natura: il riconoscimento molecolare e la metastabilità termodinamica o la capacità del sistema di essere smontato e rimontato in modo continuo.

La ricerca è una prosecuzione di un lavoro che Choi ha compiuto con i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology e delll’Università dell’Illinois. "La precedente ricerca ha usato i cromofori biologici prelevati da batteri. […] Tuttavia, servirsi di cromofori naturali è difficile; essi devono essere raccolti ed isolati dai batteri, un processo che sarebbe costoso da riprodurre su scala industriale. Così, invece di usare cromofori biologici, vogliamo usare quelli sintetici costituiti da coloranti definiti porfirine”.

Fonte: Peerates.org

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