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sabato 18 ottobre 2025

Nanotecnologie negli iniettabili COVID-19

Ricerche, recentemente pubblicate da Corea e Giappone, hanno confermato precedenti segnalazioni sulla nanotecnologia negli iniettabili per il COVID-19. Il contenuto dei composti per il COVID - prodotti da Pfizer e Moderna - è stato esaminato al microscopio stereoscopico con un ingrandimento di 400 volte. I campioni sono stati coltivati ​​in diversi terreni per osservarne l'effetto sulle cellule viventi.

Lo studio ha concluso che le lesioni anomale, verificatesi in tutto il mondo da quando gli iniettabili sono stati somministrati a miliardi di persone, sono state causate dai contenuti nanotecnologici dei sieri per il COVID. La ricerca ha rilevato una tossicità cellulare e, nel corso di poche settimane, semplici strutture monodimensionali si sono trasformate in complesse strutture tridimensionali.

Numerosi oggetti artificiali autoassemblanti di dimensioni nanometriche di diverse forme, tra cui entità animate simili a vermi, dischi, catene, spirali, tubi e strutture ad angolo retto contenenti altre strutture artificiali al loro interno, sono apparsi per poi scomparire nel tempo. Tutto ciò è risultato ben oltre qualsiasi livello di contaminazione previsto e accettabile. Ciò è stato segnalato per la prima volta, quasi tre anni fa, dal Dr. Ricardo Delgado de "La Quinta Columna" dalla Spagna, il quale ha scoperto una relazione diretta tra nanotecnologia iniettabile e frequenze 5G.

La quinta columna ha recentemente pubblicato i risultati e le conclusioni sulla strana nanotecnologia autoassemblante, scoperta nei vaccini a mRNA della Pfizer, tramite analisi al microscopio ottico. Gli oggetti trovati nel "vaccino" corrispondono ad elementi noti nella documentazione scientifica e la conclusione a cui giungono sembra piuttosto chiara. L'obiettivo scientifico ben documentato di utilizzare la nanotecnologia e gli esseri umani viventi per formare reti, in grado di controllare diverse nanomacchine, è attualmente implementato nei cosiddetti "vaccini" contro il COVID, il che equivale all'attacco più invasivo contro l'umanità di tutta la storia documentata.

Le torri 5G sono state attivate per la prima volta a Wuhan, nello stesso periodo in cui si segnalava un'epidemia di COVID.

Utilizzando la microscopia in campo oscuro, la Dott.ssa Ana Maria Mielchia ha trovato queste stesse nanostrutture artificiali nel sangue sia di coloro che hanno ricevuto i sieri per il COVID-19 sia di coloro che non li hanno ricevuti.

Decenni fa, il guru della Silicon Valley Ray Kurzweil affermò che entro il 2045 la maggior parte della civiltà umana sarà composta da macchine non biologiche, grazie ai progressi dei nanorobot, che potrebbero curare l'invecchiamento e la morte. Mentre il dibattito sull'mRNA sta diventando sempre più diffuso, la nanotecnologia viene ignorata. Secondo il lavoro svolto da "La Quinta Columna", non esiste una proteina spike nell'mRNA. Infatti, secondo la loro ricerca, tutto ruota attorno alla nanotecnologia, che, come hanno recentemente dimostrato, può essere completamente distrutta da una miscela di nicotina derivata da tabacco e acqua distillata. Si spera che questo studio sulla nicotina venga ripetuto da altri scienziati indipendenti, perché l'infezione di massa dell'umanità con la nanotecnologia sperimentale è stata ignorata per almeno tre anni e tutti gli schieramenti politici ci stanno indirizzando verso un mondo nuovo, fatto di intelligenza artificiale ed Internet delle cose, in cui essere un essere umano organico sembra non essere un'opzione.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 1 agosto 2023

Arthur Firstenberg, La tempesta invisibile Storia dell’inquinamento elettrico

Stazioni radio base, wi-fi, 5G… : l'elettromagnetismo ha plasmato il mondo moderno e contemporaneo. Come ha influito, però, sulla nostra salute e sull'ambiente? Negli ultimi 220 anni, la società ha sviluppato la convinzione universale che l'elettricità è "sicura" per gli esseri viventi ed il pianeta. Lo scienziato e giornalista Arthur Firstenberg smentisce questa convinzione, raccontando la storia dell'elettricità in maniera inedita e documentata.

Nel saggio "La tempesta invisibile", Firstenberg ripercorre le vicende legate all'elettricità dal principio del XVII secolo ad oggi, dimostrando che molti problemi ambientali, così come le principali malattie della civiltà industrializzata - patologie cardiache, diabete, tumori etc. - sono connessi all'inquinamento elettromagnetico.

Scheda del libro

Autore: Arthur Firstenberg con introduzione di Pietro Ratto
Titolo: La tempesta invisibile
Editore: Bibliotekha edizioni
Anno di pubblicazione: 2021

Articolo correlato: E’ tutto vero: gli alberi ostacolano il 5G

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sabato 18 dicembre 2021

Un nuovo studio conferma che l'esposizione al 5G è un "fattore significativo" nei casi di decessi dichiarati Covid

Il National Center for Biotechnology Information (NCBI) ha pubblicato un nuovo studio (Qui) che avverte sui pericoli della tecnologia 5G, compreso il modo in cui contribuisce direttamente ai sintomi di solito erroneamente associati al fantomatico coronavirus di Wuhan (Covid-19).

Per lo studio, Beverly Rubik e Robert R. Brown si sono riferiti ad un precedente documento, pubblicato nel maggio 2020, che mostrava una "correlazione statisticamente significativa tra l'intensità delle radiazioni a radiofrequenza e la mortalità dal dichiarato e mai isolato SARS-CoV-2 in 31 paesi in tutto il mondo". Hanno anche evidenziato uno studio, eseguito negli Stati Uniti, che rivela come le aree del paese con infrastrutture 5G già in atto ed operative hanno mostrato tassi significativamente più alti di malattie gravi e decessi attribuiti al Covid; il tutto indipendentemente dalla densità della popolazione, dalla qualità dell'aria e dalla latitudine. Il problema dello stress ossidativo cellulare, dovuto alle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza è senza dubbio cruciale, in quanto la produzione di scorie (esosomi) è poi spacciata per infezione da coronavirus.

Il 5G ha abbinato tre diverse analisi causali individuate nello studio. La densità della popolazione, la qualità dell'aria e la latitudine, nel frattempo, corrispondevano solo ad una o due analisi ciascuna, il che significa che il 5G era la causa accertata negli esiti negativi del Covid. Rubik e Brown hanno usato questi risultati per tracciare un confronto tra i bioeffetti del WCR (radiazioni per comunicazioni wireless), incluso il 5G, ed i sintomi comunemente attribuiti al Covid. Hanno poi usato i risultati per stilare un elenco di effetti fisici sovrapposti.

"I sintomi sia del WCR sia del COVID-19 includevano cambiamenti nelle piastrine come la coagulazione a breve termine ("aggregazione") di sangue e la riduzione dell'emoglobina a lungo termine (nei casi gravi dichiarati come connessi al Covid-19); stress ossidativo e lesioni nei tessuti e negli organi; indebolimento del sistema immunitario, inclusa la soppressione dei linfociti T e dei biomarcatori infiammatori elevati; aumento del calcio intracellulare, che facilita l'ingresso e la replicazione dei patogeni nonché aritmie (irregolarità del battito cardiaco)”, ha riferito LifeSiteNews.

L'esposizione alle radiazioni wireless riduce i livelli di glutatione "antiossidante principale"

Una scoperta particolarmente inquietante nello studio di Rubik e Brown è la diminuzione osservabile del glutatione, il "principale antiossidante" del corpo, in seguito all'esposizione al 5G e a tutte le radiazioni wireless. Almeno altri due rapporti hanno acclarato che l'esposizione al WCR è correlata a livelli di glutatione notevolmente diminuiti: i sintomi di tale deficit sembrano proprio corrispondere a quelli dell'influenza.

Rubik e Brown hanno appuntato nel loro articolo note specifiche su come "la scoperta di bassi livelli di glutatione" nei pazienti con "virus cinese" (un alibi) "determina ulteriormente lo stress ossidativo come componente" dell'infezione da covid. Il WCR è già ampiamente riconosciuto come un "fattore di stress fisiologico": esso causa effetti dannosi sulla salute che vanno dall'aumento del rischio di cancro e danni al DNA ai problemi di apprendimento e memoria. In questo caso è più che probabile che il WCR – e in particolare l'attivazione precoce del 5G a Wuhan, l'epicentro della "pantodemia" (neologismo che è una fusione tra pantomima e pandemia) – stia contribuendo direttamente alla diffusione e alla gravità delle patologie spacciate per "virali". Anche per quanto riguarda l'Italia, ricordiamo che i primi "casi di Covid" furono diagnosticati nel Bresciano e nel Bergamasco, dove erano stati da poco attivati i ripetitori del 5G. Coincidenze?

“Le prove per la connessione tra Covid e 5G, così come altre forme di radiazioni per comunicazioni wireless (WCR), consistevano in due risultati principali: la correlazione statistica tra sintomi/mortalità per Covid-19 ed intensità WCR specifica per area, inclusa quella del 5G, oltre che la sovrapposizione tra gli effetti del WCR sul'organismo ed i sintomi del Covid-19", ha ulteriormente riferito LifeSiteNews.

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lunedì 12 luglio 2021

“Vaccino” ricombinante che assume ossido di grafene come vettore

Pubblichiamo l'estratto del brevetto sul "vaccino" ricombinante che contiene ossido di grafene come vettore, a conferma di quanto abbiamo già segnalato. Dobbiamo qui ribadire che gli "elisir di lunga vita", insieme con le scie tossiche ed i campi elettromagnetici (su cui quanto prima proporremo un approfondito e recente studio: si osserverà che nella ricerca l'aggettivo "intelligenti" a proposito dei contatori del gas è tra virgolette per indicare che tutto ciò che nella nostra società è definito "intelligente" è in realtà stupido e dannoso) formano un Cerbero tricipite. Una delle tre teste è appunto coincidente con le pozioni velenose, in modo improprio definite "vaccini". Le virgolette naturalmente sono nostre.

Nano coronavirus recombinant vaccine taking graphene oxide as carrier

Excerptum

L'invenzione appartiene al campo dei nanomateriali e della biomedicina e riguarda un "vaccino", in particolare lo sviluppo del "nanovaccino" ricombinante nucleare 2019-nCoV coronavirus. L'invenzione include anche un metodo di preparazione dell'"antidoto" e l'applicazione del "vaccino" in esperimenti su animali. Il nuovo "vaccino" corona contiene ossido di grafene, carnosina [1], CpG e nuovo virus corona RBD; legame di carnosina, CpG e neocoronavirus RBD sulla spina dorsale dell'ossido di grafene; la sequenza codificante CpG è mostrata come SEQ ID NO 1; il nuovo coronavirus RBD si riferisce a una nuova regione di legame del recettore proteico del coronavirus che può generare un anticorpo specifico (come no!) ad alto titolo che mira all'RBD in topi da laboratorio e fornisce un forte supporto per la prevenzione e il trattamento del nuovo coronavirus. (Sic)


ARTICOLI CORRELATI:

- Importanza delle virgolette
- L'analisi dei cosiddetti "vaccini anti-covid" conferma la presenza del tossico grafene

[1] La carnosina è un dipeptide ottenuto dalla reazione di condensazione tra β-alanina e L-istidina. Nell'organismo si trova in grande quantità nei muscoli e nel cervello; è stato dimostrato avere proprietà antiossidanti ed anti-invecchiamento. Come ogni composto di natura proteica è termolabile: la temperatura di 253 °C corrisponde alla temperatura di decomposizione della molecola.

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mercoledì 30 giugno 2021

L'analisi dei cosiddetti "vaccini anti-covid" conferma la presenza del tossico grafene

Il grafene è dannoso anche solo per inalazione, così come accade per i nanopolimeri di carbonio e per l'amianto: lo si sa da almeno un decennio, ma non per questo si è evitato di applicarne le sue potenzialità nel campo della "biomedicina". Così ora, è accertato, si trova nelle mascherine fornite dal Ministero della Salute (salute si fa per dire...), nei tamponi PCR e persino nei cosiddetti vaccini "anti-Covid-19". Sia chiaro: il virus nemmeno esiste, visto e considerato che il COV-Sars-2 non è mai stato isolato, per cui è evidente che gli "antidoti" non sono nati per proteggere dal presunto patogeno, ma è lo stesso virus che è stato ideato per iniettare una pozione transgenica. Quando rileviamo la presenza del tossico grafene (che è pure all'origine delle trombosi), tra gli altri composti nocivi, nelle mascherine, nei tamponi e nei "vaccini", siamo sicuri che si tratta di mero errore o di casualità? Ovviamente no. E' chiaro che siamo al cospetto di un criminale e deliberato atto di bioterrorismo, perpetrato dai governi a danno delle popolazioni inconsapevoli. D'altronde si sono mai viste vista le autorità agire a vantaggio dei cittadini? Che io ricordi... MAI! Vi propongo un articolo del 2012: vi è riportato uno studio sulle conseguenze dell'intossicazione da grafene a livello cellulare. Buona lettura.
Il grafene è tossico, attacca le cellule e le danneggia (Articolo del 2012)

Un nuovo studio realizzato presso la Brown University dimostra che il grafene è potenzialmente tossico per gli esseri umani. La notizia non è del tutto nuova, ma il lavoro degli scienziati contribuisce a dissipare i dubbi esistenti: questo materiale "bidimensionale" può penetrare nelle cellule e danneggiarle anche gravemente.

Si riaccende così il dibattito sulla pericolosità di questo materiale (qui un articolo del 2012). In primo luogo per le persone coinvolte nella sua produzione, particolarmente esposte alle particelle nanometriche, ma anche per il consumatore finale: non è noto infatti cosa potrebbe accadere se un oggetto con del grafene al suo interno dovesse rompersi, liberando nell'ambiente polveri sottilissime di questo materiale – che il nostro sistema respiratorio non è in grado di filtrare. Il grafene è infatti, sostanzialmente, un "foglio" di carbonio puro spesso solo un atomo, e ha le qualità più svariate: ne abbiamo parlato a più riprese perché è il miglior candidato per sostituire il silicio, per realizzare nuovi sistemi di raffreddamento, celle solari e tante altre cose.

Secondo questa nuova ricerca (PDF) però i frammenti di grafene possono penetrare nelle cellule (non solo quelle umane) e comprometterne la funzionalità. Se questa possibilità era già nota in passato, la novità è che gli scienziati della Brown hanno preso in considerazione frammenti dai bordi frastagliati che, nelle simulazioni al computer, si erano rivelati meno pericolosi.

I ricercatori hanno sperimento gli effetti dei frammenti di grafene su tessuti umani (polmoni, pelle, cellule immunitarie), vedendo al microscopio come il materiale miracoloso penetrava nelle cellule, che ne inglobavano pezzi grandi anche dieci micrometri.

Si tratta d'informazioni da prendere con molta serietà, per chi già oggi lavora alla produzione del grafene, e anche per tutti noi. Il rischio più immediato è quello legato all'inalazione, ma ci sono anche il contatto diretto con occhi e pelle o l'ingestione da prendere in considerazione. Tutti argomenti da valutare con attenzione, visto che questo materiale molto probabilmente sarà molto comune nel giro di pochi anni, e di certo nessuno vuole rivivere l'esperienza dell'Eternit.

Il dottor Ricardo Delgado intervistato da "La quinta columna" in merito al ritrovamento di grefene nei cosiddetti vaccini.

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venerdì 18 giugno 2021

Convergenza

La strage

E’ una falcidia! La campagna di “vaccinazione” comincia a mietere vittime su vittime, non solo tra la gente comune ma pure tra le celebrità appartenenti al mondo dello sport, dello spettacolo, del cinema, della televisione… Sta accadendo quanto è stato previsto. Sono ormai chiari gli scopi che i ricercatori indipendenti (quelli veri) tempo fa avevano indicato, leggendo la filigrana degli eventi. L’obiettivo principale è non solo lo sfoltimento della popolazione mondiale, quanto la “rettificagenetica dell’umanità. E’ paradossale: tra le migliaia di volumi scritti ed editi, sono non tanto le opere di filosofi e scienziati ad aver preconizzato gli accadimenti attuali, ad averli intuiti almeno nel disegno complessivo, quanto i saggi di alcuni ufologi, anzi xenologi, letteralmente gli studiosi degli stranieri, anzi dei nemici. Non è forse nei loro libri, datati agli anni ‘70 ed ‘80 del XX secolo, che si evocano progetti volti a ridurre, a dirigere ed a mutare geneticamente il genere umano? [1] Non è forse nei loro libri che si adombra un occulto e sinistro scenario dietro le quinte? E’ palese che il sistema nasconde tale scenario con una cortina fumogena di credibili bugie, di rutilanti inganni. In questo modo è stato plagiato non solo il volgo, compito assai agevole da adempiersi, ma pure l’élite degli intellettuali: la cultura (?) sia umanistica sia scientifica si è rivelata del tutto inutile per scremare la verità in questa melassa di menzogne. Le fortezze del sapere (?) e del “pensiero critico” sono state espugnate senza colpo ferire. Quale studioso, quale specialista non è stato circuito o convinto che le istituzioni, pur con tutti i limiti, agiscono per il bene comune? Solo una minoranza esigua, formata spesso da gente semplice ma accorta, è riuscita a sgusciare via dall’abbraccio mortale. Eppure anche tra costoro pochissimi hanno inteso che era ed è in gioco qualcosa di più prezioso della stessa “libertà”, della stessa vita. Di nuovo: soltanto qualche xenologo l’aveva fiutato!

Essi

E’ naturale che Essi sono persuasi, a causa della loro quadrata forma mentis, di poter agganciare, per così dire, quel quid che per loro è così importante attraverso la tecnologia: è per tale motivo che, in questi ultimi anni, abbiamo assistito ad un’accelerazione delle innovazioni tecniche in molti campi, soprattutto nella direzione di un sempre più capillare controllo, nella direzione della metamorfosi transumana. Ecco lo sviluppo portentoso delle nanotecnologie e qui – diamo a Cesare quel è di Cesare – bisogna essere riconoscenti nei confronti degli investigatori nel settore della biogeoingegneria. Oggi i discorsi di chi analizza le sfaccettature della falsa pandemia e della crociata “vaccinale” sono costellati da termini ed espressioni come “nanostrutture”, “magnetite”, “radiofrequenze”, “modifica, anzi degradazione, dell’RNA e del DNA”, “metalli nell’organismo”, 5G etc., ma, se escludiamo il riferimento agli “elisir di eterna giovinezza”, non sono tutti vocaboli e concetti inscritti da decenni nel quadro delle cosiddette chemtrails ed argomenti correlati, incluso il Morgellons? Ciò spiega perché, mentre molte cose sono cambiate negli ultimi lustri, naturalmente in peggio, le scie che agiscono in sinergia con le dannose emissioni elettromagnetiche, sono sempre uno dei punti all’ordine del giorno. Tutte le strade portano a Roma, tutte le ricerche di frontiera convergono verso la biogeoingegneria. Non solo! Sono di nuovo gli studiosi più sagaci della “guerra climatica” ad aver compreso chi si cela veramente dietro queste operazioni, come dietro tutte le cabale ai danni dell’umanità e del pianeta. Sì, sì, certo i militari, le multinazionali, il governo occulto, il cosiddetto “deep state”, le società segrete, i vertici delle chiese e via discorrendo, ma la cupola, quella vera, è collocata altrove. A buon intenditore…

Fuoco amico

Ne siamo consci: è una conclusione difficile da accettare, perché essa implica non solo anni di zelanti e spassionate indagini, non solo discernimento scevro da qualsivoglia pregiudizio, ma soprattutto una capacità di cambiare paradigma ex abrupto. D’altronde la vera scienza avanza per salti più che per graduali aggiustamenti teorici, come ci ricorda, tra gli altri, Hans Kuhn. Scientia facit saltus. Discernimento, capacità di cambiare paradigma? Chiediamo l’impossibile. Eppure bisogna provare: per quanto tempo molti, anche tra i più competenti, hanno pensato al virus [2] come ad un patogeno; oggi numerosi studi dimostrano che non lo è. Siamo disposti a compiere, ipso facto, questo balzo conoscitivo? Discernimento, capacità di cambiare paradigma? Ancora oggi, nonostante tutte le informazioni e le prove disponibili, folte schiere di persone che si sono allontanate dalle versioni ufficiali, si sono incagliate nell’ingenua fede (è veramente una fede) nel salvatore di turno, sia Trump o Putin, se non l’extraterrestre biondo e saggio che pilota lassù la sua filante astronave tirata a lucido.

La causa di questo arenarsi su posizioni tanto ingenue quanto obsolete è da individuare in particolar modo nel “fuoco amico”, ossia in quel coacervo di “giornalisti” e “divulgatori” (in)dipendenti che fingono di essere voci fuori dal coro, mentre sono la quinta colonna degli apparati. Mescolano qualche mezza verità a molte frottole. Simulano una critica dell’establishment, ma sono impantanati in interpretazioni antiquate. Si atteggiano a fustigatori del potere, ma sono favorevoli all’agenda digitale e ai titoli del debito pubblico europeo. Intervistano l’”esperto” che, guarda caso, è sempre molto ambiguo e dà un colpo al cerchio ed uno alla botte, sicché alla fine la romanzesca trama del mainstream non è smentita, ma confermata nelle sue linee salienti, fatto salvo qualche timido e ipocrita distinguo. Addirittura sono riciclati personaggi come Giuseppe Cruciani! E’ come se, dopo esserci recati in un negozio per cambiare il frigorifero, il venditore volesse a tutti i costi sbolognarci un elettrodomestico arrugginito e non funzionante, prelevato da una discarica abusiva, per di più ad un prezzo astronomico e decantandone sbalorditive, ma inesistenti qualità. Incredibile, oltre che vergognoso! Insomma, dai nemici – ed abbiamo capito chi sono i veri nemici – ci guardi Iddio, ché dagli “amici” mi guardo io.

Articolo correlato: Trasmissione delle patologie e quarzo (2009)

[1] Nick Redfern a proposito del saggio scritto da Nigel Kerner, uno degli studiosi più acuti, Grey aliens and the harvesting of souls: the conspiracy to genetically tamper with humanity, annota:

"Il nuovo sconvolgente libro di Nigel Kerner ridefinisce totalmente la natura della presenza aliena sul nostro pianeta. In uno studio dettagliato che sicuramente invierà onde d'urto in tutto il mondo della ricerca sugli U.F.O., Kerner ventila una tesi terrificante per spiegare la presenza dei cosiddetti "extraterrestri" sul nostro mondo. Lungi dall'essere i visitatori benevoli che molti credono siano, sono creature fredde e ciniche il cui compito arduo e terribile è quello di raccogliere e manipolare la nostra stessa forza vitale, l'anima umana per scopi sia nefasti sia minacciosi. Un libro che dovrebbe e deve essere letto". Naturalmente indizi istruttivi si reperiscono pure in molti testi antichi, nella tradizione biblica, gnostica etc.

[2] UN VIRUS NON É UN ORGANISMO VIVENTE, ma un ESOSOMA POSTINO. Esso è un frammento di materiale genetico (molecola di DNA O RNA) contenente una SPECIFICA INFORMAZIONE e protetto da una capsula proteica indispensabile per il suo mantenimento molecolare, fintanto che non venga ad inserirsi, dopo opportune trasformazioni biochimiche, nel DNA di una cellula. Quando questo frammento si integra nel DNA cellulare diventa un gene "alieno" ossia esogeno di quel DNA (in quanto proveniente da un ambiente extra-cellulare). A questo punto l'informazione che il frammento molecolare contiene in se viene espressa con diverse possibilità:

- Attiva o disattiva dei geni specifici del DNA cellulare
oppure - Viene tradotta in una nuova proteina con funzioni specifiche sulla struttura e sulla funzionalità delle cellule di uno specifico tessuto che compone un organo o un apparato.

La ricerca del Dr. Andrew Kaufman mostra che il SarsCoV2 sarebbe un esosoma che esiste normalmente nei nostri polmoni. "...gli esosomi sono qualcosa di naturale che si forma nel corpo. All’interno delle cellule ci sono delle vescicole. Gli organuli cellulari sono delimitati da membrane vescicolari di diverse forme e dimensioni. Tra queste strutture vescicolari ce ne sono alcune che hanno la membrana simile a quella della cellula ossia formata da un doppio strato lipidico e contengono diversi tipi di sostanze chimiche tra cui materiale genetico.

Le cellule, in particolari condizioni, rilasciano queste vescicole, chiamati esosomi, verso l’esterno della cellula, nel fluido extracellulare e qui sono libere di circolare ed essere cosi distribuite in varie parti del corpo. Mentre all’interno delle cellula essi sono chiamati MVS che sta per Multi Vescicolar Esosom [...] Gli esosomi che lasciano la cellula hanno sulla loro superficie una proteina che è una chiave. Gli esosomi sono liberi di muoversi nel corpo attraverso la circolazione e in cerca della giusta serratura chiamata cellula target [...] Si pensa che questi esosomi siano coinvolti nella comunicazione cellulare tra diverse parti del corpo e che abbiano molte funzioni in questa comunicazione cellulare. [...] Non c'è differenza tra vescicola SarsCoV2 e vescicola esosomiale nel tessuto polmonare...".

La frase del dott. James Hildreth della Johns Hopkins University sintetizza la questione in modo molto semplice:
"Il virus è a tutti gli effetti un esosoma, in ogni senso della parola".

Fonte: Journal of Cell Biology (2003).

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domenica 23 maggio 2021

Idrogel di ossido di ferro magnetizzato nei "vaccini" anti Covid-19? Una ricerca UE lo confermerebbe

Immagini HRTEM rappresentative di ((i) e (ii)) MNP Fe3O4 non rivestiti e ((iii) e (iv)) MNP Fe3O4 commerciali rivestiti con APTES.

Nel 2013 la UE (Unione Europea) lancia e finanzia un progetto pilota volto a rilasciare farmaci attraverso l'impiego di nanoparticelle di ossido di ferro magnetizzate e comandate a distanza. Successivamente la ricerca viene approfondita dal nostro Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca, il quale lancia un bando. E' il 2016. Ricordate quando Vittorio Colao, il consulente per il Governo per l'innovazione tecnologica, in un'intervista dichiarava che con la tecnologia 5G sarebbe stato possibile rilasciare farmaci a distanza? Ecco, ora ci siamo. Le cosiddette vaccinazioni di massa chiudono il cerchio. Citando l'amico Ivan Bersanetti: "Siete diventati 'calamitati' a seguito di inoculazione dell'elisir di lunga vita? Ecco una possibile ragione. Nessun nesso, nessuna correlazione e intanto siete diventati cavie di esperimenti genetici che manco Frankenstein... Ve l'avevo detto, ve l'avevo detto, ve l'avevo detto...".

Di seguito la descrizione del bando italiano:

"Preparazione e caratterizzazione chimico fisica di idrogel contenenti nanoparticelle magnetiche per il rilascio controllato di farmaci.

Lo scopo del progetto è quello di preparare idrogel utilizzando come agenti reticolanti nanoparticelle magnetiche opportunamente funzionalizzate e studiarne le proprietà chimico fisiche. Verranno preparati idrogel a base di polisaccaridi e polimeri sensibili alla temperatura (PNIPAM). Saranno preparate nanoparticelle di ossidi di ferro (magnetite, maghemite) funzionalizzate con gruppi amminici o vinilici da usare come agenti reticolanti delle catene polimeriche. Gli idrogel saranno sintetizzati sia in forma massiva che di aggregati di dimensioni micro/nanometriche (micro/nanogel). Le nanoparticelle e gli idrogel saranno caratterizzati dal punto di vista strutturale e morfologico mediante le tecniche FESEM e AFM. Le dispersioni delle nanoparticelle e i micro/nanogel magnetici saranno caratterizzati mediate DLS. Verranno studiate le proprietà magnetiche (curve di isteresi, magnetizzazione di saturazione) e la risposta di questi materiali a campi magnetici alternati".

Qui il bando del Ministero.

Qui, invece, la ricerca finanziata dalla Commissione Europea.

Farmaci rilasciati tramite magneti

"Magnetically responsive nanoparticle-vesicle hydrogels as ""smart"" biomaterials for the spatiotemporal control of cellular responses"

Dal portale della UE leggiamo (vi ricordo che è il 2013 ed il programma è stato con successo chiuso nel 2016): "Obiettivo: Questo progetto svilupperà un nuovo biomateriale autoassemblato "intelligente" contenente gruppi magnetici supramolecolari nanoparticelle-vescicole (MNPV) come elementi attivi, in grado di convertire segnali magnetici non invasivi in ​​risposte biochimiche nelle cellule. Questo nuovo biomateriale avrà una maggiore biocompatibilità e consentirà il controllo spazio-temporale sul rilascio di composti bioattivi dagli MNPV nell'idrogel. Per ottenere il controllo temporale, nel biomateriale verrà integrato un meccanismo a doppio rilascio in modo che un impulso magnetico di breve durata rilasci un composto bioattivo e susciti una risposta cellulare, seguito da un impulso magnetico di "autodistruzione" di più lunga durata che rilascerà l'enzima / reagenti in grado di dissociare gli MNPV e l'idrogel circostante. Verranno analizzati i legami sia non covalenti che scindibili enzimaticamente tra nanoparticelle magnetiche e vescicole e nelle matrici di idrogel. Questo secondo segnale di "autodistruzione" faciliterà la clearance non invasiva dell'idrogel sintetico in vivo o in vitro senza danni meccanici alle cellule. Per ottenere il controllo spaziale, l'idrogel sarà modellato magneticamente su scala macro e micro durante la preparazione dei gel delle vescicole. Inoltre, per aumentare l'ospitalità dei biomateriali preparati attraverso i tipi di cellule e indirizzare gli MNPV a determinate linee cellulari, glicolipidi e lipopeptidi saranno sintetizzati chimicamente / chemioenzimaticamente e drogati in MNPV. Durante tutto il progetto, ogni biomateriale magneticamente reattivo sarà testato come piattaforma di coltura cellulare, con l'effetto dei composti rilasciati sulle cellule valutati utilizzando saggi standard, come il conteggio delle cellule, MTT per l'attività metabolica, saggi del DNA per la proliferazione cellulare, citometria a flusso e PCR in tempo reale. Ottenere il controllo spazio-temporale sulle cellule coltivate in questi biomateriali autoassemblati "intelligenti" aprirà la strada verso interessanti potenziali applicazioni nell'ingegneria dei tessuti e nella medicina rigenerativa".

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domenica 4 aprile 2021

Singolari connessioni tra dispositivi pseudo-diagnostici ed il controllo mentale

"I tamponi PCR contengono fibre vetrose, rigide, in alcuni casi di silicio. Sono materiali non sperimentati per la biocompatibilità. Il problema fondamentale è che queste fibre si spezzano, rimanendo all'interno della lesione. Lesione che non viene cicatrizzata in caso di tamponi ripetuti. Perché scavare tanto tessuto, quando, se c'è un virus, lo si può trovare dappertutto? Anche nella saliva?" Così si esprime la Dott.ssa Antonietta Gatti.
Fibre di vetro, silicio, zirconio, alluminio, titanio, argento rilevati nei tamponi PCR.

In effetti, nei cosiddetti tamponi, dispositivi ideati per eseguire analisi genetiche e non esami diagnostici, per cui sarebbe sufficiente un po’ di sangue o saliva, sono state reperite micidiali microfibre di vetro, silicio, zirconio, alluminio, titanio ed argento.

Guarda caso sono gli stessi ingredienti delle “chemtrails”: se si riflette sulle proprietà fisiche e chimiche di questi elementi, caratteristiche illustrate nel volume “Scie chimiche: la guerra segreta”, 2015, si è tentati di giungere ad inquietanti conclusioni… Ad esempio, il silicio è - come è noto - un elemento conduttore adoperato nella circuitazione elettronica. Insomma, si è indotti a pensare che questi bastoncini spacciati per mezzi atti ad individuare un presunto patogeno, siano in realtà non solo strumenti di tortura, ma pure mezzi volti ad introdurre nell’organismo dei corpi estranei che possono interagire con particolari frequenze elettromagnetiche. Una connessione con il 5G e con gli impianti studiati da Derrel Sims? Non è da scartare.

L'immagine sopra è proposta in un capitolo del libro "Alien cicatrix", scritto dallo scienziato Corrado Malanga, sulla base di studi documentati e comparati su migliaia di persone. Lo sfenoide è un osso cranico che, se perforato in un determinato punto, permette di impiantare un chip nel cervello, passando dal naso. Molti di questi ordigni sono documentati in tantissime risonanze magnetiche...

Ed ecco arrivare dalla Cina (dalla Cina arrivano anche i tamponi...) il dottor Jho, del Center for Minimally Invasive Neurosurgery Department of Neurosurgery, University of Pittsburgh. La tecnica "non invasiva" di questo chirurgo è in grado di operare sulla pineale senza aprire il cranio, bensì passando attraverso l’osso sfenoide, che viene praticamente sfondato in una piccola zona. Il problema nasce quando si scopre che, con questo metodo, si può non solo togliere qualcosa dal cervello del paziente, ma introdurre anche qualcosa a livello dell’ipofisi.

L’apparecchio che serve per mettere questo qualcosa è una strana pistolina a pressione. Ma ancor più interessante è il fatto che ciò che verrebbe introdotto attraverso il naso, nel cervello, sarebbero dei componenti elettronici in grado di monitorare, attraverso microantenne, l’intera attività del cervello umano. Ed ecco come questa “brainradio” è fatta: la si vede riprodotta nell'immagine seguente.

Attraverso un sistema di reti a “ponti caldi” (il 5G cade a fagiuolo...), collegati con satelliti artificiali in orbita geostazionaria, con questo aggeggino possiamo essere monitorati in tutte le parti del mondo. Sì, perché l’ordigno, che non è più grande di due millimetri e mezzo circa, funziona come un “trasponder” e riceve corrente elettrica praticamente dal calore. Ciò vuol dire che non ha bisogno di una propria alimentazione e che è praticamente eterno.

Ora, se consideriamo che la miniaturizzazione è stata spinta ai suoi massimi negli ultimi dieci anni, è facile intuire come le misteriose fibre a base di silicio ed altri materiali pregiati, solitamente impiegati nell'elettronica e reperite insolitamente nei tamponi, potrebbero costituire la naturale evoluzione della tecnica messa a punto in Cina svariati anni or sono. Nascondere nanotecnologia intelligente in un tampone è, come un perfetto cavallo di Troia, il mezzo migliore per innestare surrettiziamente sistemi di controllo a distanza nel cranio delle inconsapevoli vittime. La falsa pandemia da COVID-19 ha dunque l'obiettivo finale di ottenere una popolazione docile e controllata? Noi riteniamo di sì.

Abbiamo notato anche singolari correlazioni tra il versante genetico della biogeoingegneria clandestina ed alcuni prodotti gabellati per antidoti, come il famigerato ModeRNA. Ce ne occuperemo appena possibile.

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mercoledì 9 dicembre 2020

Mascherine supertossiche e scie tossiche: curiosi parallelismi

Siamo al corrente del fatto che indossare la mascherina è insalubre e potenzialmente letale, poiché causa ipercapnia ed ipossia. Portare la mascherina può anche provocare malattie del sistema respiratorio [1] (polmoniti batteriche). Si consideri poi che le museruole immesse sul mercato contengono biossido di titanio e fluoro. Ma non basta! Ora spunta un rapporto di analisi che evidenzia che, nelle mascherine fornite dall'amorevole Stato, ai docenti, al personale A.T.A. ed agli allievi di ogni ordine e grado, sono presenti anche vari metalli tra cui alluminio, bario, cromo, ferro, manganese, nichel, rame, zinco. Tra l'altro, coincidono con gli ingredienti tipici delle famigerate "scie tossiche". Singolare coincidenza... Non è poi così difficile capire perché da decenni siamo avvelenati con questi metalli diffusi in ogni dove.

E’ tutto interconnesso: da alcuni anni, si decanta la possibilità di somministrare farmaci (anche pseudo-vaccini che modificano il corredo genetico) a distanza e di dosarli, usando apposite frequenze. Insomma, un quadro inquietante qui appena tratteggiato. Approfondiremo il tema, appena possibile.

[1] Occorre, infatti, considerare che l'uso della mascherina causa ipercapnia ed acidosi, determinati dall'aumento di CO2 nel sangue e che riducono la saturazione di ossigeno nel sangue, esponendo il soggetto con maggiore facilità ad ogni tipo di aggressione batterica o virale. Questo ancor più in individui che sono affetti da difficoltà respiratorie per motivi cardiaci, broncopolmonari anche a genesi allergica o psicosomatica. L'acidità favorisce inoltre lo sviluppo di cellule tumorali. Sono frequenti anche cefalea e capogiri, indotti da questo stato. Infine l'umidità che si forma al di sotto della mascherina è in grado di produrre dermatiti micotiche e di aumentare l'eventuale carica batterica e/o virale altrimenti inerte, poiché essa si accumula negli alveoli polmonari del soggetto.

Qui la schermata di parte del rapporto di analisi. NOTA: Il committente ed il laboratorio sono stati volutamente oscurati su richiesta degli interessati.

Articolo correlato: I compagni di BaAl

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sabato 25 luglio 2020

PUBMED: provato scientificamente il nesso tra 5G e Coronavirus



Ricordate quando in tempi non sospetti, nel febbraio 2020, mi soffermai sulla correlazione tra 5G e Coronavirus? Fui subito dileggiato da Giorgio Romiti (Gaston Zama) delle Iene. Egli pensò bene di realizzare un servizio trappola per ridicolizzare la questione e mandare tutto in caciara. Ora si scopre che avevo ragione. Infatti, il 9 giugno 2020, è stato approvato uno studio che addirittura imputa alle frequenze del 5G la creazione di Coronavirus nelle cellule bersaglio! Quindi non solo il 5G inibisce il sistema immunitario (QUI), ma crea virus! Si comprende per quale motivo le autorità sono sicure di una seconda e pure una terza ondata. Certo... i ponti 5G aumentano a dismisura e di conseguenza saranno sempre maggiori le strane "influenze stagionali".

A seguito della segnalazione di tale studio sul mio profilo Facebook, qualcuno nelle alte sfere ha richiesto la rimozione del post e, contestualmente, ha fatto cancellare i contenuti della ricerca su biolifesas.org. Ciò fa intendere che l'ordine di eliminare il testo e la sospensione dell'account sono derivati da ordini che partono dal Governo. La ricerca può essere comunque ancora visionabile su Pubmed, ma non per molto. Salvatela!

LINK allo studio referato sul sito PUBMED. QUI.

QUI il documento PDF completo che il Ministero dell'Interno ha fatto rimuovere nel tentativo di occultare la verità sul 5G. Il file è archiviato sui nostri server. Fai una donazione per sostenere le spese di hosting su tanker-enemy.com. Clicca QUI.

Di seguito un estratto dello studio e relativa traduzione.

5G Technology and induction of coronavirus in skin cells

M. Fioranelli, A. Sepehri, M.G. Roccia, M. Jafferany, O. Yu. Olisova, K.M. Lomonosov and T. Lotti

Department of Nuclear, Sub-nuclear and Radiation Physics, G. Marconi University, Rome, Italy; Central Michigan Saginaw, Michigan , USA; Department of Dermatology and Venereology, I.M.

Sechenov First Moscow State Medical University, Moscow, Russia

Received May 13, 2020 – Accepted June 9, 2020

In this research, we show that 5G millimeter waves could be absorbed by dermatologic cells acting like antennas, transferred to other cells and play the main role in producing Coronaviruses in biological cells. DNA is built from charged electrons and atoms and has an inductor-like structure. This structure could be divided into linear, toroid and round inductors. Inductors interact with external electromagnetic waves, move and produce some extra waves within the cells. The shapes of these waves are similar to shapes of hexagonal and pentagonal bases of their DNA source. These waves produce some holes in liquids within the nucleus. To fill these holes, some extra hexagonal and pentagonal bases are produced. These bases could join to each other and form virus-like structures such as Coronavirus. To produce these viruses within a cell, it is necessary that the wavelength of external waves be shorter than the size of the cell. Thus 5G millimeter waves could be good candidates for applying in constructing virus-like structures such as Coronaviruses (COVID-19) within cells.

Traduzione:

Tecnologia 5G ed induzione del Coronavirus nelle cellule della pelle

In questa ricerca, mostriamo come le onde millimetriche 5G potrebbero essere assorbite dalle cellule dermatologiche che agiscono come antenne, trasferite ad altre cellule, sino a svolgere il ruolo principale nella produzione di Coronavirus nelle cellule biologiche. Il DNA è costruito da elettroni ed atomi carichi ed ha una struttura simile ad un induttore. Questa struttura potrebbe essere divisa in induttori lineari, toroidali e circolari. Gli induttori interagiscono con le onde elettromagnetiche esterne, si muovono e producono alcune onde extra all'interno delle cellule. Le forme di queste onde sono simili alle forme delle basi esagonali e pentagonali della loro fonte di DNA. Queste onde producono alcuni buchi nei liquidi all'interno del nucleo. Per riempire questi buchi, vengono prodotte alcune basi extra esagonali e pentagonali. Queste basi potrebbero unirsi le une alle altre e formare strutture simili a virus come il Coronavirus. Per produrre questi virus all'interno di una cellula, è necessario che la lunghezza d'onda delle onde esterne sia più corta della dimensione della cellula. Pertanto, le onde millimetriche 5G potrebbero essere buoni candidati per l'applicazione nella costruzione di strutture simili a virus come i Coronavirus (COVID-19) all'interno delle cellule.

* Per inciso, l'idea che i danni delle radiazioni 5G si estendano oltre la superficie della pelle, come comunemente condivisa dall'industria delle telecomunicazioni e dai suoi potenziali regolatori e che la pelle umana possa agire come un ricevitore di radiazioni 5G, è stata discussa in un articolo pubblicato nel 2018, intitolato "La pelle umana come ricevitore sub-THz - Il 5G rappresenta un pericolo o no?"

Traduzione dell'abstract: "Nell'interazione delle radiazioni a microonde e degli esseri umani, la pelle è tradizionalmente considerata solo una strato di spugna assorbente riempito con acqua. In lavori precedenti, abbiamo dimostrato che questa visione è imperfetta e quando lo facciamo abbiamo dimostrato che la porzione a spirale del condotto del sudore nello strato superiore della pelle è considerata come un'antenna elicoidale nella banda sub-THz. Sperimentalmente abbiamo dimostrato che ciò dipende dalla riflettanza della pelle umana nella regione sub-THz sull'intensità del sudore, cioè la conduttività del dotto del sudore e si correla con i livelli di stress umano (fisico, mentale ed emotivo). Successivamente, abbiamo rilevato dicroismo circolare nella riflettanza della pelle, a firma della modalità assiale di un'antenna elicoidale. Le ramificazioni complete di ciò che questi risultati rappresentano nelle condizioni umane non sono ancora chiare. Abbiamo anche rivelato la correlazione dei parametri elettrocardiografici (ECG) con il coefficiente di riflessione sub-THz della pelle umana. In un recente lavoro, abbiamo sviluppato uno strumento di simulazione unico per la pelle dell'uomo, tenendo conto della struttura multistrato del derma insieme al segmento elicoidale del condotto del sudore incorporato in esso. La presenza del dotto sudoriparo ha portato ad un alto tasso di assorbimento specifico (SAR) della pelle banda per frequenza estremamente alta. In questo documento, riassumiamo le prove fisiche per questo fenomeno e consideriamo le sue implicazioni per il futuro sfruttamento dello spettro elettromagnetico mediante comunicazione wireless. A partire dal luglio 2016 la Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti ha adottato nuove regole per il wireless nelle operazioni a banda larga superiori a 24 GHz (5 G). Si prevede che questa tendenza allo sfruttamento si espanda a frequenze più elevate nella regione sub-THz. Bisogna considerare le implicazioni dell'immersione umana nel rumore elettromagnetico, causato da dispositivi che funzionano alle stesse frequenze di quelli a cui il condotto del sudore (come un'antenna elicoidale) è più in sintonia. Stiamo lanciando un allarme contro l'uso indiscriminato delle tecnologie sub-THz per la comunicazione, prima che vengano esplorate le possibili conseguenze per la salute pubblica".

AGGIORNAMENTO DEL 25 LUGLIO 2020: I censori di regime hanno fatto rimuovere lo studio referato anche da PubMed!

ARTICOLO CORRELATO:

5G Radiation Linked To Coronavirus Infection, New Study Suggests


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sabato 29 febbraio 2020

Il 5G, l'ossigeno e la vita sulla Terra



A 60 GHz gli atomi dell'ossigeno (in particolare gli elettroni), praticamente impazziscono e l'emoglobina non riesce più a catturare l'ossigeno per portarlo ai globuli rossi. Il sangue può anche acidificarsi e, in taluni casi, la pelle può assumere un colore bluastro. Altri conseguenti effetti: sono crisi respiratorie, sintomi parainfluenzali, svenimenti e collassi, sino al decesso improvviso, così come è accaduto ad alcuni cittadini di Wuhan ed alle migliaia di volatili, sempre a Wuhan come in altre parti e del mondo dove è stata avviata la sperimentazione 5G.



Sul portale Telecom (qui), in un rapporto tecnico per addetti ai lavori, leggiamo:

"Una caratteristica propria dell’operare a decine di GHz è l’aumento dell’attenuazione subita dal segnale a seguito della sua propagazione in aria (eventualmente accentuata dal fenomeno del picco di assorbimento dell’ossigeno nella banda dei 60 GHz). Si tratta di un effetto certamente negativo dal punto di vista del link budget, che però può essere compensato facendo ricorso ad antenne ad elevato guadagno".

Già nell'aprile 2001, uno studio intitolato "Fixed Wireless Communications at 60GHz Unique Oxygen Absorption Properties" evidenziava come alla frequenza di 60 Ghz le molecole d'ossigeno assorbono il segnale sino al 98% e che questa caratteristica può essere sfruttata a vantaggio dell'operatore. In descrizione a due immagini, infatti, leggiamo: "Figure 1 illustrates the atmospheric absorption for millimeter wave frequencies. At the millimeter wave frequency of 60GHz, the absorption is very high, with 98 percent of the transmitted energy absorbed by atmospheric oxygen. While oxygen absorption at 60GHz severely limits range, it also eliminates interference between same frequency terminals".

"The benefit of Oxygen absorption relative to frequency re-use is detailed in figure 2. Figure 2 illustrates the distance relationship between the 60GHz frequency reuse range, the green region, and the traditional range, the blue region. Oxygen absorption makes possible the same-frequency reuse within a very localized region of air space. Operation within the 60GHz millimeter wave spectrum enables very dense interference free deployment of same frequency radio terminals".

Tradotto:

La Figura 1 illustra l'assorbimento atmosferico per le frequenze delle onde millimetriche. Alla frequenza dell'onda millimetrica di 60 GHz, l'assorbimento è molto elevato, con il 98 percento dell'energia trasmessa assorbita dall'ossigeno atmosferico. Mentre l'assorbimento di ossigeno a 60 GHz limita fortemente la portata, elimina anche le interferenze tra gli stessi terminali di frequenza ".



"I vantaggi dell'assorbimento di ossigeno rispetto al riutilizzo della frequenza sono illustrati nella figura 2. La figura 2 illustra la relazione di distanza tra la gamma di riutilizzo della frequenza a 60 GHz, la regione verde e la gamma tradizionale, la regione blu. L'assorbimento di ossigeno rende possibile lo stesso riutilizzo della frequenza all'interno di una regione molto localizzata dello spazio aereo. Il funzionamento all'interno dello spettro delle onde millimetriche a 60 GHz consente un dispiegamento molto denso e privo di interferenze dei terminali radio della stessa frequenza".



Joe Imbriano (Site administrator B.S. Chemistry-University of California Irvine, B.S. Biological Science- University of California Irvine), asserisce che quando il 5G raggiungerà la banda di frequenza dei 60 GHz, nel sangue dell'individuo si comprometterà la capacità dell'emoglobina di legarsi con l'ossigeno.

Questo articolo, dal titolo "Perché la banda da 60 GHz non va bene per le comunicazioni a lungo raggio?" e pubblicato sul sito "Everything RF", che si occupa solo di frequenze radio, riporta che l'ossigeno assorbe quasi completamente le frequenze a 60 GHz, raggiungendo il picco della capacità di assorbimento quando si osserva in che modo le varie frequenze sullo spettro millimetrico interagiscono con l'ossigeno. Tuttavia, il grafico si riferisce ad altitudini elevate in atmosfera. Si potrebbe ipotizzare che il 5G interagisca con l'ossigeno in base alla nostra altitudine.

Leggiamo: "As we go higher up in frequency, the earths atmosphere starts to impact the propagation of RF signals. RF signals travelling in free space are effected by atmospheric attenuation. This attenuation in the atmosphere is caused mainly by signal absorption by gasses such as O2 and H2O. The effect of signal absorption under 10 GHz is fairly low and predictable, however as we go higher in frequency (specially in to the mm-Wave range i.e 30 to 300 GHz) this attenuation increases significantly, specially at certain frequencies. The attenuation is not only increases but also becomes more dependent on the absorbing characteristics of H2O, O2 and other gasses. As can be seen in the chart above, the attenuation is maximum in a few frequency bands, mainly those of oxygen at 60 GHz and water vapor at 24 GHz and 184 GHz. There are a number of frequency windows where atmospheric attenuation is significantly lower. It is in these gaps where most applications in the mm-Wave frequency bands operate".

Tradotto:

"A mano a mano che aumentiamo di frequenza, l'atmosfera terrestre comincia ad influire sulla propagazione dei segnali RF. I segnali RF che viaggiano nello spazio libero sono condizionati dall'attenuazione atmosferica. Questa attenuazione nell'atmosfera è causata principalmente dall'assorbimento del segnale da parte di gas come O2 e H2O. L'effetto dell'assorbimento del segnale al di sotto di 10 GHz è piuttosto basso e prevedibile, tuttavia, via via che si va più in alto nella frequenza (specialmente nell'intervallo mm-Wave, cioè da 30 a 300 GHz), questo decremento aumenta in modo significativo, specialmente a determinate frequenze. Non solo si accresce, ma si correla sempre più alle caratteristiche assorbenti di H2O, O2 e altri gas. Come si può vedere nella tabella sopra, l'attenuazione è massima in alcune bande di frequenza, principalmente quelle dell'ossigeno a 60 GHz e del vapore acqueo a 24 GHz e 184 GHz. Esistono numerose finestre di frequenza in cui la diminuzione atmosferica è significativamente più bassa. È in questi spazi che funziona la maggior parte delle applicazioni nelle bande di frequenza mm-Wave".



Quindi Joe Imbriano aveva ragione nell'affermare che il 5G a 60 GHz sarà assorbito intensamente dall'ossigeno. Seguendo il buon senso, questo non vuole forse dire anche che l'ossigeno nei nostri corpi, l'ossigeno che respiriamo e da cui dipendiamo, verrebbe saturato dalle frequenze a 60 GHz? Non significa forse che i nostri organismi fungeranno da antenna, così come a suo tempo olimpicamente dichiarato dalla N.A.S.A.? Inoltre, se i nostri organismi dovessero agire come potenti antenne per le frequenze a 60 GHz, non potrebbero andare incontro a conseguenze sulla salute? [1]

In conclusione

E' un fatto accertato che le operazioni di geoingegneria clandestina alias "scie chimiche" hanno come principale obiettivo quello di assorbire l'umidità atmosferica, disperdendo nella troposfera tonnellate di prodotti igroscopici ed elettroconduttivi, poiché, come già dimostrato in diverse occasioni e come qui ancora confermato, l'UR atmosferica provoca disturbi nei segnali elettromagnetici, soprattutto nella banda Ka, che è quella usata in special modo, dalle apparecchiature radar-satellitari sia in ambito civile sia in campo militare.

Nell'articolo di Tanker enemy intitolato "Le microonde: arma contro la biosfera", 2008, riportavamo poi lo studio di un ricercatore statunitense di nome John Kanzius. Egli, per caso, scoprì che era possibile scindere le molecole di ossigeno dall'idrogeno con l'uso delle microonde. Successivamente il chimico Rustum Roy confermò quanto aveva già visto alcuni giorni prima, proprio nel laboratorio di Kanzius. L'onda radio, spiegò, con la sua capacità di rompere i legami molecolari (ovvero di scindere l'ossigeno dall'idrogeno), genera una combustione. [...] “Una volta incendiato, l'idrogeno brucia finché rimane esposto alle frequenze”.

Il 5G offre un salto di qualità, dunque, poiché si è scoperto che, alla frequenza di 60 Ghz, si supera l'ostacolo rappresentato dallo "scattering" (dispersione del segnale), provocato dall'umidità atmosferica, impiegando un particolare tipo di celle di trasmissione (come spiegato da Telecom), di modo che sia possibile adoperare più e più volte lo stesso range atmosferico, senza disturbi di sorta ed impedendo l'intercettazione del segnale. Per contro, come ovvio, anche se questo aspetto non viene minimamente affrontato nei forum tecnici né tanto meno dal Ministero della sanità, è proprio l'ossigeno che serve alla vita degli esseri viventi sulla Terra ad essere chiamato in causa. Risulta dunque plausibile che, con l'ampliarsi delle regioni interessate dal 5G, aumenteranno parallelamente i casi parainfluenzali che, si badi bene, non sembrerebbero tutti ascrivibili ad infezioni virali (ad esempio, al COVID19), ma all'uso dei 60 Ghz per l'ottimizzazione del segnale nelle comunicazioni 5G. E, sicuramente, si intensificheranno le attività di "guerra contro la popolazione", giacché le smart clouds definite "innocue velature" saranno sempre più indispensabili per propagare i segnali nella gamma delle microonde, 5G compreso. Infine, dobbiamo temere più il coronavirus o il 5G? La stessa epidemia, con il suo focolaio a Wuhan, città dove sono state installate oltre 30.000 antenne 5G, non sarà forse di natura più elettromagnetica che virale?

[1] Uno studio israeliano sulle frequenze 5G condotto dal Dr. Yuri D. Feldman, ha scoperto che provocano uno strano comportamento dei condotti sudoriferi. L'indagine riporta che, quando vengono esposti alle onde millimetriche, i dotti umani del sudore agiscono come una serie di antenne molto piccole a forma di elica. Ciò significa che il corpo umano potrebbe diventare ancor più conduttivo. Una ricerca sulla tanto temuta frequenza 5G da 60 GHz, dovuta al Center for Public Integrity, ha concluso che "oltre il 90% della potenza trasmessa (MMW) è assorbito nell'epidermide e nel derma." A quanto pare, per la pelle non sarà una bella cosa.

Articoli correlati e fonti:

- Le microonde: arma contro la biosfera, 2008

- Fixed Wireless Communications at 60GHz Unique Oxygen Absorption Properties, 2001

- Il nuovo scenario dell'accesso radio, 2017

- What is the Impact of the Atmosphere on RF Signal Propagation?, 2017

- Human Skin as Arrays of Helical Antennas in the Millimeter and Submillimeter Wave Range, 2008

- Suppression of nonspecific resistance of the body under the effect of extremely high frequency electromagnetic radiation of low intensity, 2002

- Le Frequenze 5G Provocano Malattie, 2018

- Un documento della N.A.S.A. preannuncia la guerra biologica attraverso gli aerosol

- 60 studi indicano che il sistema 5G non è sano e che esistono gravi rischi per la salute umana, 2020

- Scientists and doctors warn of potential serious health effects of 5G, 2017

- The BEST NEWS re CΟRΟNΑ VΙrus you've heard all month! Kinda, 2020


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