
L’”esperto” di scenari futuri, Dave Evans, ha recentemente condiviso i suoi convincimenti circa l’interazione uomo-macchina prossima ventura. In un'intervista rilasciata a James Bedsole, Evans ha illustrato le prospettive evocate da un altro “specialista” del settore, Ray Kurzweil. Kurzweil si riferisce a nanobots negli organismi umani entro il 2030.
Raymond Kurzweil, ingegnere ed esponente di spicco di Google, sembra avere talento per le predizioni accurate. Egli ha ribadito le sue anticipazioni a proposito della cosiddetta singolarità tecnologica che avverrà entro il 2045. Per Kurzweil, questo non si tradurrà in un mondo dove l’”intelligenza” artificiale controllerà tutto e tutti, ma in una società in cui gli esseri umani saranno alimentati dalle nanostrutture.
Kurzweil ritiene che, come conseguenza della fusione tra uomo e macchina, i nanobots albergheranno negli organismi dal 2030. Questi robot microscopici, fluendo nelle vene e nelle arterie, ci terranno sani (sic) e trasferiranno i nostri pensieri ai sistemi informatici.
Evans ritiene che il nesso tra tecnologia e biologia non sia affatto peregrino. Egli descrive tre fasi su come questo nesso diventerà sempre più stretto: la fase attuale con microchip indossabili, lo stadio di integrazione con impianti neurali e simili, infine il punto in cui si potranno sostituire neuroni ed organi naturali con i corrispondenti artificiali.
Fonte: futurism.com
[1] In merito alla diffusione surrettizia nell'ambiente di nanostrutture (smart dust) ricordiamo il documento reso pubblico dalla N.A.S.A. nel 2013, per voce del Dottor Dennis M. Bushnell, “scienziato capo” che opera nel famigerato "Langley research center". Il testo si intitola in modo eloquente “Future strategic issues – Future warfare”, ossia “Questioni strategiche del futuro – Il sistema bellico futuro”. Il sottotitolo non è meno significativo “The ‘bots, ‘borgs & humans welcome you to 2025 A.D”., “Gli automi, gli esseri bionici e gli uomini ti danno il benvenuto nel 2025”.
Loading the player...
Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.
Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
Chi è Wasp? CLICCA QUI

















Sempre all’interno di “X Times” è stato pubblicato un articolo a firma di Lavinia Pallotta ed intitolato “The horsemen”, contenente le rivelazioni di un ex progettista dell’U.S.A.F., William Pawelec. Pawelec, specializzato nello sviluppo di sistemi per la sicurezza ed il controllo, nel 2001, rilasciò un’intervista a Steven Greer, con la clausola che essa venisse resa pubblica solo dopo la sua morte, avvenuta nel maggio 2007. Il permesso di divulgarla è tuttavia stato accordato solo nel dicembre 2010.

Inizialmente cercai informazioni in Internet (evitando accuratamente i siti di disinformazione) e le mie ipotesi si focalizzarono sui seguenti ambiti:
A mio parere, queste analisi sono state molto utili e scientificamente attendibili nel dimostrare l'evidente anomalia del fenomeno in questione. Purtroppo, essendo tali filamenti di origine "non naturale", i saggi scientifici convenzionali possono non essere adeguati, ma questa è un'ulteriore prova dell'eccentricità del fenomeno. I biopolimeri sono un metodo piuttosto efficace nell'interfacciare componenti artificiali con substrati o targets naturali (viventi). Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui tali polimeri assomigliano alla seta. Tale materiale, infatti, è biocompatibile e viene impiegato non solo per il vestiario, ma anche in altri ambiti: recentemente, ad esempio, ha trovato applicazione in ambito biotecnologico.