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lunedì 29 maggio 2017

Imminente un collasso dell’ozonosfera a causa delle attività di geoingegneria clandestina?

Il ricercatore statunitense Dane Wigington ha recentemente proposto un articolo inerente alla disgregazione dello strato di ozono, basandosi sulle acquisizioni di uno scienziato che ha lavorato per la N.A.S.A. Sono plausibili le inquietanti conclusioni cui lo specialista, un insider, è giunto? Anche solo da un punto di vista empirico, a mo’ di conferma, possiamo constatare che sovente la vegetazione, per quanto riguarda la parte delle chiome esposte a sud, risulta come ustionata… Mala tempora currunt, sed peiora parantur.


Mainstream media (and all "official sources" of UV data) have done their best to completely hide the already extreme UV radiation dangers in the Northern Hemisphere.

Le attività di geoingegneria clandestina continuano a distruggere i sistemi vitali del pianeta, tra cui lo strato di ozono. Un ingegnere, che ha lavorato per la N.A.S.A. e che collabora con GeoengineeringWatch.org (il sito di Dane Wigington, n.d.t.) ha pubblicato un terribile rapporto circa il deterioramento dello strato di ozono. Da tempo l’esperto monitora il livello delle radiazioni ultraviolette con apparecchiature ad hoc, rilevandone un costante aumento. L’incremento dei raggi UV non è dovuto alla maggiore attività solare che è, invece, alquanto debole, ma un sintomo legato alla disintegrazione della coltre di ossigeno triatomico. […] Anche se si possono annoverare molti fattori antropici che incidono negativamente sullo strato di ozono, gli interventi di geoingegneria illegale sono di gran lunga i più dannosi.


Effects of solar UV radiation on biomolecules, cellular components and physiological responses. (Diagram credit: Royal Society of Chemistry)

Molte fonti del mainstream e canali ufficiali falsamente sostengono che l’ozonosfera al di sopra dell’emisfero meridionale sta "recuperando" (ciò con l’obiettivo di tranquillizzare l’opinione pubblica), tuttavia le informazioni raccolte ed analizzate smentiscono questa versione. Le stesse fonti di regime non accennano neppure ai danni massicci e crescenti allo “scudo” di ozono sopra l’emisfero boreale.

Gli effetti dell’esposizione alle radiazioni UV sono molto evidenti sui lati esposti al sole di molte specie di alberi. Tutte le forme di vita che sono colpite da radiazioni UV [1] sempre più eccessive sono in pericolo: negli oceani soprattutto i cetacei ed il plancton.

Se la falda di ozono dovesse collassare del tutto, la flora e la fauna, sia marina sia terrestre, ne risentirebbero in modo preoccupante.

[1] Le radiazioni UV inducono mutazioni genetiche.


Fonte: Geoengineeringwatch.org


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venerdì 4 novembre 2016

“No one gets out alive!”, nuovo documentario sulla geoingegneria clandestina



Nel 2017 sarà fruibile un nuovo documentario frutto della cooperazione tra l’attivista californiano, Dane Wigington, ed il regista Walter Schmidt, con il contributo di Tanker enemy. Il titolo della produzione, “No one gets out alive!” (Nessuno ne uscirà vivo!) è forse alquanto cupo, ma spesso è necessaria una scossa per tentare di destare parte dell’opinione pubblica dal suo letargo. Siamo comunque agli antipodi di “Overcast”, lo zibaldone inconcludente e dispersivo, in cui l’elvetico Matthias Handke traccheggia su presunte 'contrails' più o meno persistenti. Una verità, per quanto amara, è sempre preferibile ad una dolciastra menzogna. Di seguito la presentazione dovuta a Dane Wigington.

La battaglia per denunciare la geoingegneria illegale procede senza requie. La presentazione di dati incontrovertibili e convincenti in materia di geoingegneria, gestione della radiazione solare etc. (alias scie chimiche, in inglese chemtrails) è essenziale, visto che un ampio settore della popolazione è attualmente ignaro e deve essere svegliato, prima che sia troppo tardi. Proponiamo il trailer, della durata di due minuti, relativo al documentario che sarà divulgato nei prossimi mesi: il titolo della produzione è "No one gets out alive".

Questo documentario fornisce una mole gigantesca di dati indiscutibili: si sofferma sulle varie tipologie di aerosol, sui metodi di dispersione, sul modus operandi, sul nesso tra radio frequenze ed aerosol atmosferici, sulle varie finalità della geoingegneria clandestina. "No one gets out alive" sarà disponibile nel 2017. Il prodotto è già stato completato, ma prima parteciperà ad una serie di eventi cinematografici.

"No one gets out alive!" è stato diretto da Walter Schmidt, regista che ha deciso di dedicarsi con encomiabile abnegazione alla lotta contro l'ingegneria del clima.. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a Walter Schmidt per la sua ricerca instancabile e per il suo eccellente lavoro.

Fonte: geoengineering.org



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martedì 18 ottobre 2016

Ex agente della C.I.A. interviene sulla geoingegneria clandestina, sui pericoli legati alle vaccinazioni, sul 911 e sulla persecuzione nei confronti di coloro che denunciano i crimini governativi



Pubblichiamo la presentazione di un intervento tenuto da Kevin Shipp, ex agente della C.I.A., nel corso di un convegno organizzato dall’ottimo Dane Wigington. Wigington ha ragione: la relazione di Shipp è davvero istruttiva e convincente, soprattutto nella parte dedicata alle malefiche strategie messe in campo dagli apparati per screditare, isolare e neutralizzare attivisti e dissidenti.

Kevin Shipp è un ex agente della C.I.A. Shipp, che ha ricevuto varie onorificenze per il suo operato, si è rifiutato di guardare dall'altra parte per quanto riguarda le scelleratezze del governo e la feroce censura di Stato. Nel corso di una recente conferenza, volta a sensibilizzazione l’opinione pubblica in California, simposio organizzato da GeoengineeringWatch.org, Shipp ha fornito una panoramica estremamente documentata e persuasiva a proposito di numerosi misfatti perpetrati dall’esecutivo statunitense. Kevin Shipp ha affrontato diversi temi tra cui l’ingegneria del clima, il 9 11 inteso come operazione falsa bandiera ed inside job, i rischi connessi alle vaccinazioni e le attività delle numerose agenzie governative (C.I.A., F.B.I., ma anche N.A.S.A., N.O.O.A etc.) che non esitano a perseguitare chiunque osi dire la verità sulla tirannide statale sempre più oppressiva.



Il paradigma che tutti abbiamo conosciuto è stato costruito sull’inganno, grazie alle tetre agenzie che incarnano il perverso potere globale. Il coraggio che Kevin Shipp ha dimostrato nel denunciare il dispotismo degli esecutivi (descritto nel suo saggio intitolato "From the Company of Shadows”) è un esempio stellare per tutti noi. Abbiamo un disperato bisogno di altre persone all’interno delle istituzioni, sia civili sia militari, che seguano le orme di Kevin Shipp.



Se abbiamo ancora qualche possibilità di fermare la cricca che attualmente opprime il nostro paese (gli Stati Uniti d’America, n.d.t.) e gran parte del mondo, tutti dobbiamo far sentire la nostra voce, dobbiamo tutti partecipare alla battaglia per tentare di salvare l’umanità ed il pianeta.

Dane Wigington

Fonte: Fonte: Geoengeneeringwatch.org


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sabato 20 agosto 2016

Il giornalista Greg Hunter si pronuncia contro le scie chimiche

Greg Hunter è una mosca bianca, un giornalista vero, non il solito pennivendolo organico allo scellerato sistema. Recentemente Hunter si è schierato contro la biogeingegneria illecita, sostenendo le azioni intraprese dall’attivista californiano Dane Wigington.

Greg Hunter è un giornalista di lungo corso molto apprezzato. Egli ha lavorato per molte reti importanti. Attualmente è il curatore di USAWatchdog.com, un sito indipendente, attendibile e con un enorme seguito. Lo slogan del suo portale è il seguente: "Analizzare la notizia per offrire un quadro chiaro di ciò che sta realmente accadendo".

A differenza di quello che avviene nei circoli aziendali di propaganda, ossia all’interno dei media di regime, Greg Hunter ha il coraggio di affrontare a fondo le questioni cruciali che la maggior parte dei suoi colleghi ha paura anche solo di sfiorare. In una recente intervista concessa da Dane Wigington del sito geoengineerinwatch.org, Hunter non esita a far sentire la sua voce nella battaglia per denunciare e tentare di fermare il continuo assalto al pianeta ed all’umanità, noto come geoingegneria illegale alias scie chimiche o chemtrails.

Un breve estratto delle dichiarazioni di Greg Hunter.

ll mese scorso (luglio 2016, n.d.t.), il direttore della C.I.A. John Brennan ha obliquamente ammesso la geoingegneria clandestina o come le definisce lui "S.A.I.”, ufficialmente come strumento per combattere il cosiddetto riscaldamento globale. Dane Wigington ritiene che queste parziali ammissioni dipendano dal fatto che gli effetti negativi delle criminali operazioni sono troppo grandi per essere nascosti ancora a lungo. […] In estrema sintesi, il livello di distruzione di tali attività è maggiore anche della minaccia di un cataclisma nucleare. Questo è un fatto matematico.

Wigington è il fondatore di Geoengineeringwatch.org e sta collaborando con un’équipe di avvocati per citare in giudizio il governo degli Stati Uniti. Tra gli altri, è stato denunciato il Segretario della “Difesa”, Ash Carter, per una serie di gravissime violazioni di leggi federali in ordine alla protezione dell’ambiente ed alla tutela della salute.

Wigington afferma che responsabili non sono soltanto coloro che perpetrano questo ecocidio e genocidio, ma pure chi in tutti questi anni li ha nascosti all’opinione pubblica attraverso la disinformazione e la pseudo-scienza, in primis Marcia McNutt, Presidente dell'Accademia Nazionale delle Scienze. Contro costoro è necessario un nuovo processo di Norimberga.

L’attivista californiano si è soffermato sulla siccità in California, osservando che, a causa dell’aridità indotta dalle scie igroscopiche, intere foreste sono state distrutte, mentre le sorgenti si stanno prosciugando più rapidamente che mai. Le temperature infine sono più elevate della media con un’escursione diurna molto ridotta. E’ una catastrofe!

Fonte: geoengineerinwatch


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venerdì 13 maggio 2016

Canada, incendi in Alberta. Evacuate 100.000 persone


Un pauroso rogo sta fagocitando ampie aree dell’Alberta in Canada. Senza dubbio la siccità globale, che da anni i ricercatori denunciano come di origine indotta – si legga alla voce “scie chimiche igroscopiche” – è la causa principale di questa apocalisse di fiamme, insieme con l'accumulo di sostanze infiammabili che si depoisitano sul fogliame. A proposito di tali devastazioni (inondazioni, terremoti, incendi etc.), che sembrano un danno per il sistema, hanno ragione, invece, David Icke et al. che le reputano utili per realizzare obtorto collo l’Agenda 21: si rovinano vaste proprietà che poi, una volta espulsi agricoltori ed allevatori, sono acquisite dallo Stato: diverranno territori in cui sarà proibita l’agricoltura biologica e dove sarà consentito solo l’uso di sementi e piante transgeniche. Per i farabutti la DISTRUZIONE è sinonimo di esorbitanti introiti e soprattutto di COSTRUZIONE del Nuovo ordine mondiale. [1]

7 maggio 2016. Rimane alta l'allerta in Alberta, nel nord est del Canada, per il vasto incendio che ha colpito la zona di Fort McMurray. Si teme che le fiamme possano raddoppiare entro la giornata di oggi. Ai residenti le autorità hanno chiesto di lasciare le proprie case: sono circa 100 mila le persone finora evacuate. La televisione mostra file di auto che attraversano la città fantasma e che vengono lasciate passare, 50 alla volta, sull'unica strada percorribile, a una velocità di 50-60 chilometri l'ora. La città colpita si trova proprio nel cuore dell'area petrolifera del Canada ed almeno un quarto della produzione è stata bloccata a causa del fuoco. L'impatto economico si prevede negativo in un Paese già colpito dalla caduta dei prezzi del petrolio. Il governo dell'Alberta ha dichiarato lo stato di emergenza ed ha già stanziato 100 milioni di dollari canadesi a sostegno degli sfollati.

Fonte: quotidiano.net

[1] “Agenda 21”, ossia azioni da intraprendere nel XXI secolo, è una scellerata iniziativa dell’O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti) che, dietro il paravento della necessità di promuovere uno “sviluppo sostenibile”, attua piani di sfoltimento della popolazione e di sfruttamento di interi paesi. Il tutto, come sempre, con la ridicola scusa del riscaldamento globale, accollato alle emissioni in atmosfera di biossido di carbonio.

Articolo correlato: La Geoingegneria all'origine del caos climatico e della catastrofe planetaria, 2013


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sabato 30 gennaio 2016

L’approccio nei confronti della geoingegneria clandestina in alcuni paesi occidentali



N.B. Il presente articolo non ambisce ad essere esaustivo, essendo solo uno spaccato della situazione.

Quale approccio hanno gli attivisti dei vari paesi nei confronti della geoingegneria clandestina? Quali sono le relazioni che intercorrono tra l’informazione sul tema e la propaganda?

Negli Stati Uniti d’America per lo più scienziati e ricercatori indipendenti si concentrano sulla denuncia dei pesanti interventi sui fenomeni atmosferici, interventi attuati con le scie chimiche: si tende a privilegiare un’analisi degli impatti ambientali, senza ignorare le gravissime ripercussioni sulla salute. Gli aspetti strategici in genere hanno minore risalto, giacché gli studi della valentissima Carolyn Williams Palit non sono citati molto spesso. Da un punto di vista linguistico accanto al termine “chemtrails” sono adoperate espressioni mutuate dal repertorio della geoingegneria ufficiale, ad esempio “solar radiation management”, pur sottolineando che gli scopi reali delle attività chimico-biologiche in atmosfera nulla c’entrano con la mitigazione del cosiddetto “effetto serra”. Gli attivisti, oltre a produrre video, a scrivere articoli e libri, a divulgare analisi scientifiche, possono ancora muoversi con una certa libertà, per esempio ricorrendo alla cartellonistica stradale. Talora si riesce a portare nelle sedi istituzionali la questione, con interpellanze a livello locale.

La setta dei disinformatori mentecatti ed i menzogneri media di regime agiscono come operano in tutto il globo terracqueo: negano, sbeffeggiano, screditano, diffamano, si richiamano alla “scienza” accademica. Tuttavia la scure della “giustizia” non si abbatte sul mondo dell’informazione libera, poiché l’establishment – ed è strategia tutto sommato più scaltra – preferisce confinare l’attivismo nell’angolo, senza portarlo sulla ribalta della cronaca con processi-farsa. Inoltre negli Stati Uniti vigono ancora, sebbene più che altro a livello teorico, tutele nei confronti della libertà d’espressione.

Lo scenario in Canada è simile a quello statunitense: anzi il Canada si può considerare il paese-fulcro delle ricerche, giacché nella cittadina di Hispaniola nel 1996 si dimostrò un nesso indiscutibile tra irrorazioni ed inquinamento ambientale. Il giornalista William Thomas è canadese: a lui si devono dossiers di grandissimo valore, in cui scie chimiche ed armi affini sono denunciate come un’enorme, formidabile minaccia nei confronti della salute.

In Spagna l’attivismo è molto accorto, tenace e determinato: si è ben capito il nesso tra manipolazione meteorologica e crollo della produzione agricola, a causa della siccità provocata dalle scie igroscopiche. Gli agricoltori ed altri cittadini da tempo si mobilitano con iniziative di vario genere e sollecitando le istituzioni: naturalmente è stato tutto inutile, ma la crociata contro le estelas quimicas e le mortali fumigaciones continua.

Gli attivisti in Francia si segnalano, tra le altre cose, per le loro decisive analisi dei filamenti polimerici e per la collaborazione con il Comitato Tanker enemy: dalla cooperazione è scaturita l’idea di sottotitolare, prima in francese, poi in altre lingue il documentario “Scie chimiche: la guerra segreta”. Ciò ha favorito una capillare diffusione del prodotto. Oltralpe si usa tranquillamente il lessema chemtrails accanto al vocabolo francese equivalente. L’apparato “politico-scientifico” non agisce attraverso la magistratura, anche se la pantomima del 13 novembre 2013 potrebbe provocare un giro di vite.

In Germania l’attivismo è tanto risoluto e preciso nella documentazione, quanto subissato da un negazionismo feroce che si è anche tradotto in grottesche azioni “legali”. I Tedeschi, un po’ come i Francesi, più che speculare sugli obiettivi della geoingegneria assassina, finalità da tempo ben note, preferiscono esaminare le conseguenze epidemiologiche.

E’ nota la situazione in Italia: a fronte di un esiguo gruppo di attivisti, comprendente per lo più volenterosi bloggers, si sbizzarisce una genia di depistatori spesso sostenuti e protetti dalle istituzioni per nulla tenere nei confronti di chi espone la verità. Nel nostro paese è stato realizzato il documentario “Scie chimiche: la guerra segreta” ed è stato pubblicato l’omonino libro, produzioni che rispecchiano nei contenuti e nello stile analoghi documenti d’oltreoceano. La ricerca spazia nei più disparati ambiti del tema e si avvale di collaborazioni con esperti stranieri per denunciare lo sproloquio climatico circa un inesistente riscaldamento globale dovuto al biossido di carbonio. Sotto il profilo lessicale, la locuzione “scie chimiche” è sovente affiancata da “geoingegneria clandestina” (o “illegale” o “bellica”), anche se alcune frange hanno abbandonato la prima dicitura (il termine è comunque di origine militare e quanto mai adatto all’uopo) nell’illusione di evitare gli strali avvelenati della disinformazione, ma con il rischio di presentare la geoingegneria in atto come un insieme di progetti o, al massimo, di sporadiche sperimentazioni.

Il regista e documentarista statunitense Michael Murphy ritiene che negli Stati Uniti circa l’8 per cento della popolazione sia consapevole delle operazioni chimico-biologiche. Non sappiamo su quali elementi Murphy basi la sua stima: si tratta di una percentuale frutto di valutazioni empiriche che, tutto sommato, ci pare si avvicinino al vero. Crediamo che, grosso modo, questo dato si possa estendere ai paesi occidentali: di per sé non è neppure una percentuale bassa, purtroppo l’ostacolo maggiore è costituito dal fatto che tra le persone al corrente della “guerra climatica” pochissimi agiscono. Quasi tutti preferiscono alzare le spalle e pensare ad altro: ecco perché la situazione appare senza via d’uscita. Nonostante ciò non demordiamo.


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mercoledì 9 dicembre 2015

Pubblicità progresso



Grazie all’assiduo aiuto di amici e sostenitori nella battaglia per denunciare e fermare l'ingegneria del clima, è stato installato un altro cartellone che invita a prendere coscienza del problema, indicando il sito geoengineeringwatch.org come fonte per reperire tutte le informazioni utili. Quest’ultimo cartellone è in New Mexico, lungo la strada I-25, nel tratto tra Santa Fe ed Albuquerque.

I cartelloni hanno un impatto visivo che aiuta a sradicare la negazione della realtà dovuta alla censura dei media di regime. La dissonanza cognitiva della popolazione è così profonda che la maggior parte dei cittadini non ha la più pallida idea di quanto sta accadendo nei cieli sopra le loro teste, giorno dopo giorno, già da decenni. […]

Recenti studi psicologici dimostrano che chi mette in dubbio le versioni del mainstream è sano di mente, mentre chi accetta ciecamente ciò che viene propinato dalle fonti "ufficiali" dimostra problemi cognitivi. Quanto più una particolare minaccia si precisa, quanto più è "pubblicizzata", tanto più facile diventa debellare il bias di conferma. Così la campagna di affissioni anti-geoingegneria continua.

Dane Wigington

Fonte:

Geoengineeringwatch.org

Anche in Italia si dovrebbero assumere iniziative simili e probabilmente noi di Tanker enemy organizzeremo una campagna di questo tipo.



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mercoledì 28 ottobre 2015

L’uragano Joaquin è stato creato con le scie chimiche



Un’alluvione spaventosa è occorsa sulla Costa orientale degli Stati Uniti, mentre una siccità storica continua ad imperversare sulla West Coast. Le "fonti ufficiali", naturalmente, affermano che questi fenomeni atmosferici senza precedenti sono "naturali" e la maggior parte della popolazione purtroppo accetta questa bugia senza nemmeno pensarci due volte. Anche se numerose attività antropiche hanno causato immensi danni al sistema climatico, l’ingegneria del clima è il fattore più dirompente di tutti.

Le immagini satellitari relative all’uragano Joaquin, che ha colpito la Carolina del sud, devono essere attentamente esaminate. Il flusso di umidità del tornado è stato manipolato in senso orario tra una zona di alta pressione a nord ed una zona di bassa pressione ad ovest. […]



L'uragano Joaquin è stato essenzialmente una specie di pompa dell’acqua per i geoingegneri che ne hanno concentrato l’umidità su una regione specifica e circoscritta. E’ la manipolazione intenzionale dei processi climatici che sta rendendo alcuni eventi disastrosi e letali. I meteorologi di regime sono pagati per spacciare manifestazioni artificiali come "naturali": essi coprono le tracce della geoingegneria clandestina. A partire dal 5 ottobre 2015, sulla direzione e sulla potenza di Joaquin hanno influito i soliti intrecci chimici, come le foto satellitari mostrano chiaramente.

Joaquin è stato accompagnato da piogge molto copiose, del tutto eccezionali e con valori molto elevati di umidità. Sono condizioni che stanno incidendo su numerosi processi. Molti scienziati sono preoccupati per la “bolla fredda”, per le sue ripercussioni sulla circolazione marina (Corrente del Golfo): è possibile che i geoingegneri stiano tentando di manipolare la Gulf stream. Intanto sulla costa opposta degli Stati Uniti continuano il caldo record, la siccità e gli incendi.



Anche alcuni accademici si stanno chiedendo come sia possibile che gli Stati uniti orientali siano stati durante gli ultimi tre anni tanto freschi, rispetto a quasi tutto il resto del mondo. Questa ed altre contraddizioni meteorologiche sono un ulteriore riflesso della modificazione totale in corso del sistema climatico.

Il caso particolare dell’aridità in California deve essere considerato una conseguenza diretta della geoingegneria che di fatto è una guerra non dichiarata contro la popolazione e l’ambiente, avvelenati dai composti delle chemtrails. Ricevo molte comunicazioni provenienti da persone di tutto il mondo. Esse mi chiedono: "Dove posso trasferirmi al fine di sfuggire a queste operazioni?" Rispondo che non esiste un luogo in cui nascondersi. Abbiamo solo una scelta: unire i nostri sforzi per smascherare e fermare la follia nota come “ingegneria climatica”. Facciamo sentire la nostra voce in questa battaglia per la vita ed il pianeta. Forse si può ancora salvare il salvabile.

Fonte: geoengineeringwatch.org


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sabato 29 agosto 2015

Siccità in Brasile ed in Cile



Correttamente l’attivista californiano Dane Wigington lancia l’allarme circa una condizione di siccità pressoché planetaria. Ad essere colpiti dall’aridità sono numerosi paesi o aree nel mondo, per la precisione 36: Australia, Cuba, Iraq, Iran, Mongolia, Siria, Stati Uniti occidentali, Nuova Zelanda, Venezuela... Negli ultimi anni anche il Brasile ed il Cile sono alle prese con la penuria di precipitazioni: sono stati in cui il fenomeno è recente e di origine artificiale. La stessa regione dell’Amazzonia sta conoscendo i problemi legati alla scarsità di piogge. Ciò è doppiamente paradossale, perché le foreste pluviali a causa dell’elevata evotraspirazione dovrebbero essere bagnate da scrosci costanti e poiché l’aumento delle temperature (un aumento indotto dalle armi chimiche ed elettromagnetiche!) dovrebbe, come ci ricorda Wigington, determinare una crescita dell’umidità atmosferica. Ad un grado in più di temperatura, infatti, corrisponde un incremento pari al 7 per cento dei valori igrometrici. I modelli climatici, molti dei quali elaborati dal N.O.A.A., preannunciano un aggravamento della situazione. Come può il N.O.A.A. preconizzare tale trend, se non è, insieme con molte altre agenzie, coinvolto nelle pesanti manipolazioni del tempo su scala globale?

Che cosa si prevede (o è stato programmato?) intanto per il Brasile ed il Cile? Ce lo riferisce il meteorologo Eric Leister.


Mentre l'estate volge al termine, la stagione autunnale comincerà con alcune tempeste in alcune regioni di Argentina, Paraguay, Uruguay e Brasile. Nel frattempo, la siccità continuerà ad imperversare nel Brasile orientale.

Qualche pioggia ha bagnato talune delle regioni più colpite, ma i modelli climatici si indirizzano verso un peggioramento. L’estate si è rivelata asciutta in tutto il Cile centrale e le condizioni si perpetueranno.

La siccità persiste o si aggrava in Brasile orientale. Interi territori del Sud America sono nella morsa di una grave aridità, soprattutto la regione meridionale da Brasilia a San Paulo e Rio de Janeiro. Mentre queste zone altamente popolate sono state al centro dei titoli dei giornali, i media hanno ignorato il problema che sta mordendo le aree del nord-est, con gli stati di Bahia e Piaui e le coste caraibiche.

Le precipitazioni saranno ben al di sotto normale in tutto il nord-est del Brasile durante la stagione autunnale: i fronti perturbati conosceranno uno stallo anche a sud, all'inizio della stagione. "La siccità probabilmente peggiorerà in tutta la regione nel suo complesso", ha affermato il meteorologo Jason Nicholls. Qualche pioggia benefica cadrà negli stati di Goias, Mineas Gerais, Espirito Santo. Tuttavia, con l’avanzare della la stagione, è previsto un ritorno al clima più secco, mentre i temporali si concentreranno tra Brasile sudorientale, Argentina e Uruguay. [...]

Il tempo siccitoso perdurerà per gran parte dell'estate a Santiago del Cile anche con temperature al di sopra delle medie. Un altro fattore di questo modello di tempo più caldo del solito è che sarà dominato da zone di alta pressione. Queste aree di alta pressione impediranno ai fronti freddi di raggiungere il Cile centrale. Mentre le prime piogge significative di solito arrivano nel mese di aprile o all'inizio di maggio, per avere qualche scroscio più consistente bisognerà aspettare sino a giugno.

Fonte: accuweather.com

Articolo correlato: Mongolia, secondo stato al mondo a soccombere sotto i colpi della geoingegneria, 2015

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sabato 23 maggio 2015

La prestigiosa rivista scientifica “Health freedom news” pubblica un articolo sulla geoingegneria clandestina



La prestigiosa rivista statunitense “Health freedom news” ha recentemente pubblicato un reportage elaborato dall’attivista californiano Dane Wigington. Nell’articolo, intitolato "Engeneering the biosphere, an unfolding cataclysm", è denunciata ed illustrata la geoingegneria clandestina (alias scie chimiche) con le sue molteplici implicazioni. L’autore ha snocciolato i seguenti aspetti: la geoingegneria stratosferica, la distruzione dell'ozonosfera, l’oscuramento globale, il disastroso rilascio di metano, l’acidificazione degli oceani, gli incendi dovuti alle alte concentrazioni di zolfo, le tempeste artificiali, il sistematico avvelenamento dei biomi.

Il nostro plauso ai responsabili del periodico ed a Dane Wigington per la sua tenacia e passione per la verità, di fronte alle quali risaltano ancora maggiormente la pochezza ed il pretenzioso negazionismo di scartafacci italioti come “Focus”.







Scrive Wigington nel segnalare la pubblicazione: “Ogni giorno che passa la cortina di segretezza, volta a nascondere il problema dell’ingegneria climatica, è sempre più sollevata. Quando pubblicazioni prestigiose ed affidabili sono finalmente disposte a pubblicare dossier che affrontano la geoingegneria clandestina, significa che stiamo davvero progredendo nella nostra battaglia. ‘Health freedom news’ è una pubblicazione abituata a colpire duramente e ad esporre verità scomode nell’interesse comune. I suoi editori hanno dimostrato coraggio eccezionale ed impegno nei confronti di lettori, abbonati e sostenitori, ospitando l'articolo “Engeneering the biosphere, an unfolding cataclysm”. Ancora una volta esprimo la mia più sincera gratitudine agli editori del periodico per la loro lodevole determinazione nell'affrontare la questione nota anche come ‘ingegneria del clima’”.

Fonte: Geoengineeringwatch.org


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Un aiuto per mamma Rita. I giudici civili sono ancora protagonisti di un'aberrante sentenza che vede condannata in appello la mamma di Antonio e Rosario Marcianò. Infatti i giudici della Corte d'appello di Genova hanno incredibilmente ribaltato la sentenza di primo grado, verdetto che vedeva vincitori gli allora coniugi Pasquale Marcianò (deceduto nel 2011) e Ciniglio Rita.

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sabato 25 aprile 2015

La morte della vegetazione



Recentemente il ricercatore indipendente ed attivista statunitense, Dane Wigington, ha realizzato un documento video in cui mostra il preoccupante stato di salute in cui versa la flora californiana. Naturalmente il suo discorso si può estendere un po’ a tutto il globo terracqueo, dacché le attività di geoingegneria illegale hanno varcato le frontiere delle nazioni in cui dapprincipio erano confinate.

Riassumendo, la moria della vegetazione, preludio di altre catastrofi, si deve ascrivere alle seguenti cause.

• Contaminazione dell’ambiente soprattutto legata ai metalli contenuti nei carburanti avio
• Isterilimento dei terreni ed alterazione del PH
• Assottigliamento della coltre d’ozono
Campi elettromagnetici
• Lunghissimi periodi di siccità intervallati a fenomeni piovosi brevi e violenti
• Attacchi di fitoparassiti diffusi deliberatamente

Scrive Dane Wingington:

“Gli alberi stanno morendo. Interi ecosistemi sono al collasso in tutto il mondo: quanto sta succedendo è visibile a tutti. [...] Il danno maggiore al pianeta è collegato all'ingegneria del clima, in corso da molto tempo. Gli alberi stanno soccombendo e la razza umana li seguirà a breve, se non si riuscirà a cambiare completamente la traiettoria attuale che ci sta conducendo verso la distruzione dell'habitat terrestre.

La geoingegneria globale altera completamente il ciclo idrologico, lacera lo strato di ozono, contamina l'intero pianeta con metalli pesanti ed altri veleni.

Non bisogna dimenticare le micidiali emissioni di radio frequenze direttamente correlate alle chemtrails: i campi elettromagnetici costituiscono un ulteriore attacco alla vegetazione ed a tutta la biosfera nel suo insieme. E' indispensabile coinvolgere l’opinione pubblica per contrastare la geoingegneria clandestina. Tutti coloro che ne sono consapevoli hanno il dovere fondamentale di far aprire gli occhi agli altri. Bisogna armarsi con dati scientifici e trasmetterli a coloro che ignorano quello che sta accadendo. Ogni giorno deve divenire una battaglia per informare”.




Fonti:

- Geoengineering And The Dying Of The Trees
- Ningizhzidda

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venerdì 20 febbraio 2015

Geoingegneria clandestina e media di regime

Pubblichiamo un recente articolo di Dane Wigington, tradotto dall’autore di Offskies. L’attivista californiano chiarisce e denuncia le connivenze dei media ufficiali nelle mistificazioni e nei silenzi inerenti alla geoingegneria illegale.



La geoingegneria illegale non potrà più essere nascosta ancora per molto tempo: i media di regime hanno dovuto cominciare ad affrontare questo problema su larga scala. Negli ultimi tempi sono state pubblicate diverse decine di articoli su testate ufficiali: ventidue di questi sono a disposizione per un’adeguata analisi (vedi fonte in inglese).

Viviamo in un mondo di fumo e di specchi. Un gran numero di figure appartenenti al mondo accademico ha contribuito a creare le illusioni che finora hanno occultato le realtà più terribili: sono realtà che ora abbiamo tutti di fronte. Le bugie e le omissioni sono una parte importante di quell'inganno a cui siamo stati sottoposti ed ognuno di quegli articoli è un esempio lampante di tutto ciò.

In primo luogo, ognuna delle pubblicazioni perpetua la menzogna palese che l'ingegneria del clima è solo per ora una "proposta". Inoltre nessun pezzo di quelli citati (per colpa degli “esperti” che hanno trasmesso loro dati erronei e lacunosi?) si preoccupa mai di menzionare il fatto più clamoroso ed importante di tutti per quanto riguarda "le cosiddette proposte di geoingegneria tramite aerosol": ogni singola particella dispersa in aria deve per forza di cose ricadere a terra! Ogni organismo vivente è soggetto a questa contaminazione, ma questo fatto indiscutibile non è mai neppure accennato.

La struttura di potere non vuole prendere in considerazione le domande della popolazione sugli ovvi pericoli direttamente legati alle attività di geoingegneria clandestina. Il geoingegnere David Keith è stato interpellato in occasione di una conferenza scientifica sul suo "progetto" di diffondere 20.000.000 di tonnellate di alluminio in atmosfera: la sua risposta dovrebbe scandalizzare ed indignare qualsiasi persona dotata di un briciolo di buon senso.

Gli “scienziati” ed i media mainstream omettono sempre di menzionare il fatto che disperdere particolato tossico nell'atmosfera deve giocoforza avvelenare l'intera superficie del pianeta. Le chemtrails hanno provocato uno spaventoso inquinamento della biosfera: ogni nostro respiro è ormai contaminato.

Tutti sono necessari nella lotta in corso per informare, esporre e tentare di interrompere l’insania della geoingegneria. Fate sentire la vostra voce.

Fonte in italiano
Fonte originale


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sabato 1 novembre 2014

California: l’associazione per la “lotta” all’Alzheimer rifiuta un contributo di Dane Wigington

Pubblichiamo un importante articolo di Dane Wigington. L’attivista californiano denuncia l’ipocrisia e l’omertà dell””Associazione Alzheimer”, costituita evidentemente con lo scopo di spillare denaro a cittadini ingenui e di nascondere le vere cause della malattia neurodegenerativa. E’ emblematico quanto è successo e, poiché tutto il mondo è paese (Un famigerato disinformatore e stalker opera, casualmente, per una nota società che si occupa di malattie neurodegenerative...), possiamo essere certi che anche in Italia le associazioni che sembrano prodigarsi per studiare cure per le più disparate patologie sono soltanto fumo negli occhi. Fingono di agire per il bene comune, mentre curano i propri innominabili interessi, fondati sullo stratagemma per cui i malati cronici sono fonte di costanti e cospicui introiti per le aziende farmaceutiche ed il sistema sanitario.

L'"Associazione Alzheimer" ha recentemente rifiutato di consentire a geongineeringwatch.org di sponsorizzare il loro evento per la raccolta di fondi, evento programmato in California il 18 ottobre 2014. Ho cercato di sostenere la loro causa con l'acquisto di uno stand informativo attraverso la donazione standard di 500 dollari, somma che chiedono a tutti gli sponsor, ma nel mio caso l’associazione ha rifiutato il denaro. Così l’"Associazione Alzheimer" ha cercato di bloccare i nostri sforzi per aumentare la consapevolezza circa la fonte primaria di contaminazione da alluminio, Aspetto ancora più sbalorditivo, l'"Associazione Alzheimer" nega categoricamente qualsiasi legame tra l'alluminio ed il morbo di Alzheimer.

Di seguito il carteggio intercorso con una responsabile dell’associazione.

Ciao Suzanne, il nostro gruppo ha un unico obiettivo: denunciare l'ingegneria del clima alias scie chimiche. Un elemento primario usato nei programmi di geoingegneria illegale è l’alluminio. Abbiamo eseguito circa 70 test di laboratorio, raccogliendo l’acqua piovana nella California settentrionale nel corso degli ultimi dieci anni: l'alluminio è sempre stato rilevato in quantità molto significative in tutti i test. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la divulgazione del problema, evidenziando gli effetti sulla salute umana dell'esposizione ai metalli. L'esposizione all’alluminio è considerata da molti medici la principale causa dell’Alzheimer e dell'autismo. Il nostro sito e la nostra organizzazione non vende nulla, si limita a spendere i fondi raccolti nel tentativo di sensibilizzare la popolazione su quanto sta accadendo nei nostri cieli.

Cordiali saluti

Dane Wigington
geoengineeringwatch.org 8 ottobre 2014

Suzanne Watroba [mailto: swatroba@alz.org] 8 ottobre 2014

Grazie per l'indirizzo e-mail. Ho trasmesso al mio ufficio aziendale ed al mio supervisore il Suo messaggio, ma riteniamo che il Suo comitato non sia adatto alle nostre linee-guida di sponsorizzazione. L'”Associazione Alzheimer” non sostiene l'affermazione secondo cui l'alluminio provoca il morbo di Alzheimer (sic), quindi reputiamo che la Sua partecipazione al nostro evento non sarebbe rispondente ai requisiti dei nostri sottoscrittori.

Grazie,

Suzanne


Che cosa stanno nascondendo?

Ci sono interessi enormi e molto potenti nell'industria dell'alluminio, industria che ovviamente è collegata a doppio filo all’ingegneria del clima. Il loro potere chiaramente comprende il controllo del flusso di informazioni e delle organizzazioni che fingono di agire per il bene comune. Le persone all'interno di queste organizzazioni sembrano aver perso ogni senso dell'onore. E’ ovvio che l’"Associazione Alzheimer" non vuole che alcuno accenni al legame tra l'alluminio e la malattia epidemica che sostengono di combattere. Inoltre l’ "Associazione Alzheimer" non vuole che si sensibilizzi l’opinione pubblica circa le attività di geoingegneria clandestina. Quindi, mi chiedo: l’"Associazione Alzheimer” è una frode totale che esiste solo per i propri scopi? Se si esaminano tutte le informazioni disponibili, credo che la risposta sia chiara. Tutte le sedi dell’”Associazione Alzheimer” devono essere contattate per fornire loro i dati sull’ingegneria del clima (e la contaminazione di alluminio ad esso correlata) in modo che non abbiano alcuna scusa per il loro pervicace rifiuto dei fatti. Studi referati dimostrano il legame tra il morbo di Alzheimer e l'alluminio: perché l'Associazione Alzheimer continua a negare questo nesso inconfutabile?

Scrivono Joe Graedon, MS, e Teresa Graedon, Ph.D. | 7 giugno 2013 |

"Non può più essere sostenuto che l'alluminio non ha un ruolo nelle malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer. In realtà non dovrebbe sorprendere che le persone intossicate dall’alluminio mostrano molti sintomi che accusano i malati di Parkinson, di ADHD, autismo e di altre patologie neurologiche, perché l’alluminio si insedia nel cervello e nel sistema nervoso”.

L'alluminio si trova in alte concentrazioni nell’encefalo dei malati di Alzheimer (Journal of Alzheimer on-line, Vol. 35, No. 1, 2013). E’ crescente la preoccupazione secondo cui l'alluminio è coinvolto nello sviluppo di questa devastante condizione patologica”. (Clinical biochemistry, gennaio 2013).

Fonte: geoengineeringwatch.org


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martedì 7 ottobre 2014

La California ed il destino del pianeta


Sarebbero sufficienti le immagini per testimoniare gli abnormi danni causati dalla Geoingegneria clandestina alla California.

Nonostante ciò, sarà bene spendere qualche parola per ribadire che è in corso un vero e proprio attacco contro l’’umanità ed pianeta. L’obiettivo principale delle attività chimiche – lo abbiamo ripetuto e puntualizzato nel documentario “Scie chimiche; la guerra segreta”- è di natura strategica. Tuttavia, la gravissima situazione di siccità in cui versa la California ci spinge ad intravedere una perfetta, criminale volontà di devastare nonché un disegno che mira a disarticolare l’assetto demografico.

Senza dubbio le perturbazioni oceaniche, che porterebbero delle benefiche piogge sull’Ovest degli Stati Uniti (inclusa l’Alaska), sono disintegrate o deviate per ragioni militari, ma sembra che la costa occidentale del Nord America sia stata scelta come teatro per sperimentare la possibilità di distruggere, portando al collasso l’ambiente e l’economia di regioni un tempo floride.

La California è lo stato dove a milioni di abitanti ex abrupto è stata interrotta la fornitura d’acqua, semplicemente perché gli invasi sono a secco. E’ lo stato in cui le silenziose ed invisibili radiazioni di Fukushima mietono vittime. E’ lo stato dove infernali incendi divorano foreste secolari di sequoie, mentre i cittadini che abitano in ville attorniate da giardini usano vernici verdi per colorare l’erba giallognola del prato.

La California è, su scala relativamente ridotta, il campione di quanto sta accadendo e potrebbe accadere anche altrove, se non si riuscirà ad invertire la rotta: la lenta ma inesorabile desertificazione, sia in senso letterale sia metaforico, della Terra.

Articolo correlato: D. Wigington, Friggere o congelare?, 2014





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