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mercoledì 5 giugno 2019

Scie chimiche: scovati i nuovi sistemi di nebulizzazione sui motori della serie CFM!



La geoingegneria clandestina marcia indisturbata, grazie alle massicce collusioni in ambito accademico, all'acquiescenza nonché complicità della magistratura ed al completo disinteresse della politica.

A seguito della diffusione delle fotografie ritraenti i sistemi di aerosol alloggiati, a vista, nella sezione posteriore dei turbofan, i tecnici hanno pensato che fosse opportuno iniziare a studiare nuovi apparati, più discreti, idonei alla dispersione in atmosfera dei prodotti chimici ausiliari. Sono apparati che non interessano la camera di combustione e con cui sono dispersi composti differenti dai carburanti additivati (N.A.T.O.) di trimetilalluminio, bario, manganese etc.



Gli ingegneri, operanti nell'ambito della guerra ambientale per mezzo di aerei commerciali, hanno perciò implementato una nuova importante modifica sulla serie di motori CFM. Gli irroratori sono ora montati all'interno della parte fredda del propulsore (nella sezione di by-pass) in una posizione assolutamente insospettabile ed erogano contro flusso, per migliorare la vaporizzazione. In questo modo non solo gli erogatori rimangono nascosti, ma il materiale nebulizzato non viene in alcun modo alterato dall'aria calda della turbina.

Gli scatti si riferiscono ad un CFM-56 della serie A-320, ma anche nell'A-330 sta apportando la stessa modifica in post-produzione. I tecnici hanno anticipato l'intervento sugli A-320, in considerazione del fatto che sono velivoli molto comuni tra le compagnie per il trasporto passeggeri e merci.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 29 maggio 2017

Imminente un collasso dell’ozonosfera a causa delle attività di geoingegneria clandestina?

Il ricercatore statunitense Dane Wigington ha recentemente proposto un articolo inerente alla disgregazione dello strato di ozono, basandosi sulle acquisizioni di uno scienziato che ha lavorato per la N.A.S.A. Sono plausibili le inquietanti conclusioni cui lo specialista, un insider, è giunto? Anche solo da un punto di vista empirico, a mo’ di conferma, possiamo constatare che sovente la vegetazione, per quanto riguarda la parte delle chiome esposte a sud, risulta come ustionata… Mala tempora currunt, sed peiora parantur.


Mainstream media (and all "official sources" of UV data) have done their best to completely hide the already extreme UV radiation dangers in the Northern Hemisphere.

Le attività di geoingegneria clandestina continuano a distruggere i sistemi vitali del pianeta, tra cui lo strato di ozono. Un ingegnere, che ha lavorato per la N.A.S.A. e che collabora con GeoengineeringWatch.org (il sito di Dane Wigington, n.d.t.) ha pubblicato un terribile rapporto circa il deterioramento dello strato di ozono. Da tempo l’esperto monitora il livello delle radiazioni ultraviolette con apparecchiature ad hoc, rilevandone un costante aumento. L’incremento dei raggi UV non è dovuto alla maggiore attività solare che è, invece, alquanto debole, ma un sintomo legato alla disintegrazione della coltre di ossigeno triatomico. […] Anche se si possono annoverare molti fattori antropici che incidono negativamente sullo strato di ozono, gli interventi di geoingegneria illegale sono di gran lunga i più dannosi.


Effects of solar UV radiation on biomolecules, cellular components and physiological responses. (Diagram credit: Royal Society of Chemistry)

Molte fonti del mainstream e canali ufficiali falsamente sostengono che l’ozonosfera al di sopra dell’emisfero meridionale sta "recuperando" (ciò con l’obiettivo di tranquillizzare l’opinione pubblica), tuttavia le informazioni raccolte ed analizzate smentiscono questa versione. Le stesse fonti di regime non accennano neppure ai danni massicci e crescenti allo “scudo” di ozono sopra l’emisfero boreale.

Gli effetti dell’esposizione alle radiazioni UV sono molto evidenti sui lati esposti al sole di molte specie di alberi. Tutte le forme di vita che sono colpite da radiazioni UV [1] sempre più eccessive sono in pericolo: negli oceani soprattutto i cetacei ed il plancton.

Se la falda di ozono dovesse collassare del tutto, la flora e la fauna, sia marina sia terrestre, ne risentirebbero in modo preoccupante.

[1] Le radiazioni UV inducono mutazioni genetiche.


Fonte: Geoengineeringwatch.org


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sabato 14 novembre 2015

Nuvole chimiche



I negazionisti sogliono ripetere che le scie da loro definite di “condensazione” sono del tutto assimilabili alle nuvole: è una menzogna, bell’e buona, ma anche una grossolana semplificazione da un punto di vista della nefologia, la disciplina che studia i nembi. Infatti anche le rarissime contrails non sono del tutto coincidenti con le nubi per i motivi illustrati nel volume “Scie chimiche-la guerra segreta”. [1] Qui ricordiamo che le formazioni nuvolose contengono nuclei di condensazione in misura molto maggiore rispetto alle vere e del tutto infrequenti scie di condensa: esse sono formate in gran parte da vapore acqueo e da residui della combustione (ossido di azoto, monossido di carbonio, idrocarburi come il metano, solfati, biossido di carbonio, particolato carbonioso e particelle metalliche). Questo spiega il loro carattere effimero ed inconsistente.

L’osservazione, uno fra i pilastri del metodo scientifico che i disinformatori ignorano in toto come gli “scienziati” accademici, in realtà rauchi bardi di regime, ci permette di comprendere che mai e poi mai una scia chimica è composta solo da vapor d’acqua o da cristalli di ghiaccio.

Esaminiamo una di quelle chemtrails persistenti ed igroscopiche (si ricordi che anche quelle evanescenti sono create ad hoc!) diffuse soprattutto quando si approssima un fronte perturbato. Le nuvole naturali, come è ovvio, cambiano di continuo forma e dimensioni, ora in maniera lenta e quasi impercettibile ora, sotto l’azione del vento, della pressione e dell’umidità, in modo rapido; una traccia chimica, invece, resta a volte per parecchio tempo pressoché immutata nel volume e nella configurazione, come fosse di pietra.

E’ evidente che è formata da composti (ad esempio il trimetillalluminio) che la rendono durevole e molto, molto densa. E’ vero che la scia tossica iperpersistente tende ad allargarsi e, mescolandosi con altri “pennacchi”, a generare una coltre opaca, ma questo cambiamento avviene con abnorme, esasperante lentezza. Talora sono necessarie dieci, quindici ore affinché tale metamorfosi si manifesti: ciò non accade con le nubi.

Ecco quindi un’altra dimostrazione, l’ennesima, che le scie chimiche non sono mai sovrapponibili alle nuvole.

[1] Vedi il capitolo II, Scie di condensazione vs scie chimiche, pp. 25-34.

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sabato 22 dicembre 2012

Bagliori

In questo mese di dicembre in varie parti del mondo ed anche in Italia sono stati avvistati misteriosi bagliori sia nottetempo sia in pieno giorno. Numerosi utenti della Rete, da varie regioni hanno segnalato il fenomeno all’interno di forum e siti.

I curatori di questo blog hanno scorto circa un mese addietro dei fasci di luce che rischiaravano una scura coltre di nuvole. Era sera (le 17:15) e questi coni luminosi, osservati per circa un’ora, si muovevano un modo frenetico, con repentini cambiamenti di direzione. Il fenomeno era del tutto simile a quello mostrato nel video qui di seguito e caricato su You-Tube da un utente di Singapore. Non è stato possibile identificare la sorgente dei fasci che comunque non provenivano dai proiettori di una discoteca. Non solo, il singolare fenomeno è stato accompagnato dal passaggio di un elicottero dotato di un faro verde: il velivolo ha sorvolato a lungo il centro di Sanremo e la periferia della città.

E’ arduo stabilire le cause e la natura dei fulgori. E’ necessario analizzare le singole testimonianze, le fotografie ed i filmati per tentare di comprendere l’origine dell'evento intorno al quale sono state formulate le seguenti ipotesi.



- I lampi si possono collegare allo sciame meteorico delle Geminidi.
- I baleni sono generati da gas ionizzati connessi in qualche misura ad un’intensa attività solare.
- Le correnti ascensionali calde, a contatto con l'atmosfera umida, hanno generato dei fulmini, i cosiddetti fulmini a ciel sereno.
- Sono luci sismiche.
- Sono barbagli riferibili a particolari fenomeni energetici da cui è interessata la Terra in questo periodo.
- Sono sfolgorii dovuti ad armi esotiche.
- Sono archi chimici prodotti da campi elettromagnetici.

E’ prematuro addivenire ad una conclusione, ma ci pare che ricondurre gli avvistamenti di queste luci a manifestazioni del tutto note non sia plausibile. Infatti i fulmini a ciel sereno, chiamati in causa da un astrofisico per “spiegare” quanto osservato, presentano caratteristiche differenti rispetto ai bagliori scorti in questi giorni.

Articolo correlato: Anomali bagliori notturni, 2012

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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 11 dicembre 2012

Un documento governativo del 1958 dimostra come è possibile additivare trimetilalluminio (TMA) ai carburanti aeronautici

Come additivo al carburante degli aerei, il trimetilalluminio genera facilmente lunghe scie bianche formate da ossidi micronizzati in aerosol.

Nel luglio 2008 fummo i primi a congetturare l'impiego di trimetilalluminio nelle operazioni di geoingengneria clandestina alias "scie chimiche". L'idea fu corroborata dalle valutazioni di un tecnico del C.N.R. Egli contribuì con un suo intervento che si può leggere qui. Ora, il reperimento di uno studio (Qui il pdf) risalente addirittura al 1958, non solo conferma le nostre ipotesi del 2008, ma spiega anche quali sono i meccanismi adottati per impedire che il trimetilalluminio si incendi a contatto con l'ossigeno, una volta espulso dalla camera di combustione. Di seguito un breve stralcio dell'introduzione allo studio governativo in oggetto.

NATIONAL, ADVISORY COMMITTEE FOR AERONAUTICS - RESEARCH MEMORANDUM USE OF HIGHLY REACTIVE CHEMlCAL ADDITIVES T3 IMPROVE AFTERBURNER PERFORMANCE AT ALTITUDE? By John P. Wanhainen and Joseph N. Sivo

SUMMARY - An investigation was conducted in an altitude test chamber to evaluate the use of highly reactive chemicals injected into a turbojet afterburner to promote the combustion process which was inhibited by water vapour from compressor-inlet injection. The chemicals evaluated were commercial hydrogen and aluminum trimethyl. The aluminum trimethyl was used as an additive to the afterburner hydrocarbon fuel and the hydrogen was injected separately into the piloting zones of the afterburner. Engine in let water-air ratio and hydrogen fuel flows were systenatically varied to determine the effects of the degree of contamination by water vapour... [...] Afterburner operating Stable opera- A 14-percent concentration of aluminum trimethyl in the afterburner hydrocarbon fuel resulted in only marginal improvement in afterburner performance. [...] National Bureau of Standards studies have indicated that flame stabilization can be obtained by the injection of highly reactive chemicals such as hydrogen into the piloting zones of the combustor. Aluminum trimethyl, a highly flammable liquid that ignites spontaneously in air and reacts violently with water vapour, also appeared to be promising as a combustion promoter in a hydrocarbon - oxygen reaction inhibited with water vapor.

Questo video fornisce un'importante analisi dei commenti del geoingegnere, David Keith, riguardanti l'uso preferenziale di "allumina", come il composto più efficace da disperdere nell'aria tramite aviogetti, con lo scopo (ufficiale, n.d.t.) di mitigare il riscaldamento globale.

Il termine "allumina" si riferisce all'ossido di alluminio, la forma più pericolosa del metallo pesante per la vita umana e vegetale.

E 'importante chiarire che bere soda da una lattina rivestita di alluminio non è per niente vicino al rischio infinitamente più alto che si ha con la respirazione, inalazione o ingestione di ossido di alluminio sospeso in atmosfera, ossido che cade da un cielo pieno di aerosol di alluminio rilasciato da velivoli militari e civili.

Cerchiamo ora di spiegare come carburanti aeronautici come il Jet-A1, il JP-4 ed il JP-8 possano essere additivati con il trimetilalluminio per disperdere aerosol di nanoparticelle di ossido di alluminio in bassa ed alta atmosfera.

Le operazioni di geoingegneria clandestina sono attuate senza che sia necessario ricorrere a speciali aeroporti nell’ambito di "black operations", con cui tonnellate di composti di alluminio sono magari segretamente caricati a bordo degli aerei attrezzati per scopi militari e paragovernativi. Invece gli artefici del "Project Cloverleaf" nonché i loro appaltatori semplicemente riempiono i serbatoi dei loro velivoli, rifornendosi di carburante facilmente disponibile presso i numerosissimi scali militari, civili ed anche privati situati in tutto il mondo. Anche se il combustibile per aerei additivato con TMA non è il convenzionale carburante JP-4, la disponibilità di numerose fonti di combustibile TMA può essere facilmente standardizzata presso le strutture aeroportuali di tutto il mondo. Ecco perché.

Nel 2010, il geoingegnere David Keith diede incarico all'"Aurora Flight Sciences" (A.F.S.) di eseguire un'analisi dei costi per la geoingegneria basata sul modello "TMA spray". L'A.F.S. determinò la fattibilità del piano, indicando il Boeing 747 come il velivolo più efficiente, poiché circa la metà del traffico nel mondo viaggia su Boeing 747. Noi sappiamo però che, atttualmente, vengono adoperati prevalentemente velivoli di minori dimensioni per interventi di modifica ambientale circoscritti e solo in rari casi osserviamo aerei di maggiore stazza.

Il punto di fusione dell'alluminio è di 660 °C, mentre la camera di combustione in un comune Jetfan supera i 1.800 °C. Questa combinazione determina, durante la combustione, la completa vaporizzazione dell'alluminio contenuto nel carburante a per qualche istante dopo essere stato espulso, il gas di scarico fornisce un incremento di propulsione. L'alluminio vaporizzato resta, nei primi secondi, evanescente e non è quindi immediatamente visibile come una striscia bianca rivelatrice, a causa dell’indisponibilità di ossigeno che permetta ai vapori di trimetilalluminio di trasformarsi nella loro fase finale, l'ossido di alluminio. Chi osserva il fenomeno rimane comprensibilmente confuso, allorquando la temporanea "invisibilità" delle scie chimiche simula perfettamente l'aspetto di una normale scia di condensazione, la quale, comunemente, si forma solo alcuni metri dopo gli scarichi dei motori. In seguito, quando la scia si trasforma in ossido di alluminio bianco e continua per chilometri e chilometri, i numerosi agenti di disinformazione hanno gioco facile nell'affermare che le scie "sono soltanto contrails persistenti".

Con il record di un milione di autorizzazioni top secret collegate a programmi militari a tutto il 2011, la possibilità per il pubblico di cadere vittima di "disinformazione scientifica" nei media mainstream è, di conseguenza, aumentata in modo esponenziale. Dal momento che queste autorizzazioni di sicurezza funzionano come un ordine di censura agli esperti onesti e qualificati, i negazionisti hanno mano libera più che mai nel convincere l'opinione pubblica, sostenendo che un cielo pieno di reticoli di scie tossiche non è altro che un mucchio di "scie di condensazione persistenti".

Al fine di evitare di spargere chemtrails al decollo nonché nella fase di atterraggio, un secondo ma gestibile serbatoio di piccole dimensioni deve essere necessariamente installato nella zona di carico oppure in una parte disponibile del piano alare [1]. A conferma che tale congettura è plausibile, abbiamo decine di testimonianze di sorvoli a bassa e bassissima quota (in condizioni obiettivamente non idonee alla formazione di scie di condensazione) con o senza scia al seguito. Ciò implica che la scelta della miscela di carburante viene operata in secondi, tramite semplici comandi a bordo o via satellite.

Che cos’è il trimetilalluminio?

Il Trimetilalluminio è il composto chimico con la formula Al2 (CH3) 6, abbreviato come Al2Me6, (AlMe3) 2 o l'abbreviazione TMA. Questo liquido piroforico incolore è un importante composto industriale di organoalluminio. Evolve in fumo bianco (ossidi di alluminio), quando il vapore viene rilasciato nell'atmosfera.


SCHEDA DI SICUREZZA per il trimetilalluminio

- TMA è un liquido incolore che è piroforico (capace di incendiarsi spontaneamente in aria).
- TMA è una combinazione di idrocarburi che ricorda da vicino la benzina.
- TMA viene utilizzato nei razzi sonda-meteo, in cui la fumata bianca fornisce un "tracciante" per gli scienziati, per determinare la direzione del vento a varie altitudini sopra il livello del suolo.
- TMA si decompone in biossido di carbonio (CO2), monossido di carbonio (CO) ed ossido di polvere di alluminio (nanoparticelle).

Il TMA è impiegato anche nella fabbricazione di semiconduttori per far crescere film sottili, alti-k dielettrici come Al2O3, attraverso i processi di deposizione chimica del vapore o deposizione strato atomico. [...]

Scie chimiche che formano ragnatele o lunghe catene di reti polimeriche

Un polimero è una grande molecola (macromolecola) composta di unità strutturali ripetitive. Queste subunità sono tipicamente collegate da legami chimici covalenti. Sebbene il termine polimero sia talvolta riferito a materie plastiche, esso effettivamente comprende una grande classe di materiali sia naturali sia sintetici con un'ampia varietà di proprietà.

Journal of Phys Chem - 2011 May 19

Sottili pellicole di polimeri ibridi con collegamenti conformazionali organico-inorganico, tramite deposizione di strato molecolare con impiego di trimetilalluminio e glicidolo

Estratto - Il crescente interesse in nanoscala di materiali polimerici ibridi con collegamenti organici-inorganici sta guidando all'esplorazione di nuovi bulk e meccanismi di reazione di sintesi di film sottili. La deposizione di strato molecolare (MLD) è un processo di deposizione a vapore, sulla base di deposizione di strati atomici (ALD) che procede esponendo una superficie ad una sequenza alternata di due o più specie reagenti dove ogni semi-reazione di superficie arriva al completamento prima della successiva esposizione al reagente. Questo lavoro descrive la crescita del film con trimetilallumunio e glicidolo eterobifunzionale a temperature moderate (90-150 ° C), producendo una rete di polimero organico-inorganico, relativamente stabile, della forma (-Al-O-(C (4) H (Cool) - O-) (n). Il tasso di crescita del film e l'analisi in situ di reazione indicano che la crescita della pellicola all’inizio non segue un tasso fisso, ma aumenta rapidamente durante la crescita dei primi film. [...]

© 2011 American Chemical Society


[1] Alcune compagnie low cost, casualmente, limitano il trasporto di bagaglio pesante e si approvvigionano al decollo del carburante srettamente necessario al volo, tanto da rimanere spesso a secco. Ciò induce ad immaginare un uso del tutto particolare della zona di carico e dei serbatoi alari...


Adattamento e traduzione dalla seguente fonte: beforeitsnews.com

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martedì 4 dicembre 2012

Alluminio, Alzheimer ed altre alee

Cresce la preoccupazione negli Stati Uniti, per il crescente numero di pazienti affetti da patologie neurodegenerative. Dal 2000 al 2012, il numero di malati di Alzheimer è passato da 4.5 a 5.4 milioni, come riportato dall'Associazione dei malati di Alzheimer. Una persona su otto con oltre 65 anni, è affetta dal morbo di Alzheimer. Un incremento annuo sembra inevitabile a causa del presunto invecchiamento della popolazione, ma i fattori ambientali giocano un loro ruolo determinante.

L'articolo, "Chemtrails, nano-alluminio e gli effetti neurodegenerativi e dello sviluppo neurologico" del Dottor Russell Blaylock, del ‘National Health’, studio apparso nella rivista "News Health Freedom", mette in guardia contro uno di questi gravi rischi ambientali: le scie chimiche. Blaylock, che si è ritirato dalla neurochirurgia per compiere ricerche, scrivere ed insegnare, ha cominciato a notare le attività chimico-biologiche pochi anni fa ed ora scrive: "Particolarmente preoccupante è che ora ce ne sono così tante, decine ogni giorno a sporcare i cieli." [...]

Blaylock si concentra sugli effetti delle nano-particelle di alluminio, come indicato nella seconda parte di ‘Scie chimiche sopra Las Vegas’, articolo pubblicato nell’agosto 2012 sul Las Vegas Tribune. Le scie chimiche non sono considerate una minaccia o addirittura – come è ovvio - sono negate dai criminali governi, ma la loro esistenza viene di tanto in tanto suggerita da alcuni media. La stazione televisiva KNBC di Los Angeles ha programmato ‘Toxic sky’ di Paul Moyer, un resoconto sulla malattie nei bambini e le quantità da primato di bario ed alluminio che escono dal rubinetto dell'acqua “potabile” a San Bernardino (California).

Già nell’agosto del 2005 sul Las Vegas Tribune apparve un articolo diviso in due parti con notizie circa la Biogeoingegneria nel Nevada. Nella relazione del Las Vegas Tribune, si citano gli scienziati ed i tecnici che lavorano presso la base dell’Air Force ubicata a Wright Patterson. Essi confermarono al giornale dell'Ohio, Columbus Alive, che erano coinvolti in esperimenti di irrorazione aerea. L'ossido di alluminio (trimetilalluminio, n.d.r.) era usato per problemi relativi al riscaldamento globale (menzognera spiegazione ufficiale, n.d.r), mentre i composti del bario erano impiegati per comunicazioni militari basate su sistemi che si avvalgono di tecnologia molto sofisticata. (Progetto R.F.M.P., n.d.r.)

Molti individui hanno notato problemi di salute, moria di bestiame e danni alle colture da quando le attività di aerosol sono entrate a regime. Perciò hanno commissionato analisi per conto proprio, analisi del sangue, del suolo, delll'acqua e dell’aria. Un compendio di tali esami di laboratorio è riportato nella documentazione di ‘Strange days, strange skies’.

Il film documentario ‘What in the world are they sprayng?’, prodotto da G. Edward Griffin, Michael Murphy e Paul Wittenberger, mostra l'impatto sull'ambiente delle scie chimiche. Per esempio, la neve sul Monte Shasta ha normalmente 7 parti per miliardo (ppb) di alluminio, ma nel corso degli ultimi quattro o cinque anni, il livello è aumentato sino a 61.000 ppb.

Il suolo della California si sta trasformando in alcalino, interferendo nei sistemi radicali degli alberi. Gli agricoltori hanno notato che alcune piante non crescono più. I pescatori hanno constatato che è diminuita la disponibilità di cibo per la fauna ittica. E’ uno sfacelo totale.


Fonte dell’articolo con tutti i link ai documenti citati: zen-haven.com

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mercoledì 28 marzo 2012

La N.A.S.A. ammette le scie chimiche

La N.A.S.A., l'agenzia pseudo-scientifica e militare controllata dal Pentagono, famigerata per le sue bugie, le manipolazioni ed i programmi "educativi" che insegnano agli studenti a confondere le scie tossiche con innocue nubi, ammette la Geoingegneria. Nel seguente articolo è citato il trimetilalluminio, un composto velenoso disperso dagli aerei della morte, all’origine delle singolari iridescenze che il fisico canadese Neil Finley definisce “firme chimiche”. Le varie “sperimentazioni” sono probabilmente anche la causa del collasso subito dalla termosfera, strato comprendente la ionosfera, bombardata, come è noto, dalle emissioni elettromagnetiche dei sistemi H.A.A.R.P.

All’alba del 27 marzo, alcuni cittadini, lungo la costa orientale degli Stati uniti, hanno osservato un quintetto di ammassi di “piume” nel cielo notturno. Erano i traccianti chimici rilasciati nella parte alta dell’atmosfera terrestre da cinque razzi lanciati dalla Virginia.

La descrizione, all’interno del testo, delle "nubi lattiginose" si addice perfettamente alla fisionomia delle scie venefiche che vediamo ogni giorno nel cielo. Dimentichiamo gli scopi scientifici: tutte le ampollose dichiarazioni ufficiali nascondono i soliti ignominiosi pretesti per inquinare l'atmosfera e per controllare il pianeta.


Tra le 60 e le 65 miglia sopra la superficie terrestre, si trova una regione poco compresa dell'atmosfera terrestre. E' zona in cui si snoda una corrente che tocca una velocità di 200-300 miglia all'ora. Ad una quota inferiore rispetto a quella in cui orbitano i satelliti, superiore, però, a quella dove incrociano gli aerei, questa jet stream costituisce un bersaglio perfetto per un particolare tipo di esperimento scientifico (sic), condotto con appositi razzi. Alcuni razzi, della lunghezza di quaranta metri, saranno sparati verso il cielo per brevi spostamenti di otto-dieci minuti, permettendo agli scienziati di sondare strati dell'atmosfera, altrimenti difficili da raggiungere.

Nel mese di marzo, la N.A.S.A. ha lanciato cinque razzi per studiare questi venti d'alta quota e la loro intima connessione con i complicati modelli di corrente elettrica che circondano la Terra. In primo luogo, come si scoprì negli anni ‘60 del XX secolo, i venti di questa corrente a getto non devono essere confusi con la corrente a getto inferiore che si trova a circa 30.000 piedi, attraverso cui volano gli aerei passeggeri e che è considerata nelle previsioni meteorologiche. L'esperimento è stato progettato per ottenere una migliore comprensione dei venti d'alta quota e per consentire agli scienziati di definire un modello delle regioni elettromagnetiche dello spazio che possono danneggiare i satelliti artificiali e distruggere i sistemi di comunicazione. L'esperimento contribuirà anche a spiegare come gli effetti dei disturbi atmosferici in una parte del globo possano trasferirsi in altre parti del globo nell’arco di un giorno o due.

I cinque razzi-sonda, all'interno del progetto noto come Anomalous Transport Rocket Experiment (ATREX), sono stati lanciati dalla rampa di Wallops in Virginia ed hanno rilasceto un tracciante chimico. Il composto, il trimetilalluminio (altamente tossico, n.d.t.), forma colorate nuvole lattiginose che consentono a chi opera sul campo di "vedere" i venti nello spazio e di monitorarli con telecamere. Infine, due dei razzi sono stati dotati di una strumentazione atta a misurare la pressione e la temperatura dell'atmosfera.

Fonte: tankerenemy.blogspot.it

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mercoledì 20 gennaio 2010

Ferro ed alluminio nell’acqua piovana: sotto accusa le scie chimiche

Nelle scorse settimane, sono stati pubblicati alcuni articoli circa l’eccessiva presenza di ferro ed alluminio nelle acque piovane analizzate nella città di Orvieto. Il sindaco della città umbra ha pure vietato il consumo dell’acqua “potabile”: è stato avventatamente scritto che l’abnorme presenza dei due metalli nell’acqua è da addebitare alle piogge copiose cadute un po’ in tutta Italia. E’ palese che si tratta di una pietosa bugia, poiché l’acqua delle precipitazioni era considerata sino a qualche anno fa assimilabile a quella distillata. Il ferro e l’alluminio sono tra gli ingredienti peculiari delle scie chimiche, dunque che siano stati rilevati in dosi massicce nelle idrometeore non sorprende affatto. Patetica è la decisione di supplire alle necessità alimentari con le forniture idriche di serbatoi ad hoc: come se il prezioso liquido - provenga dalle falde freatiche o dalle sorgenti o dalle piogge - non sia ormai contaminato a causa delle quotidiane ed intense operazioni chimiche. Se fossero compiute analisi delle acque anche in altre regioni, senza dubbio si rileverebbero valori esorbitanti di vari metalli nocivi alla salute, in primis, oltre a quelli succitati, il bario ed il litio che già figurano sulle etichette delle minerali, nell’ambito del residuo fisso.

Riportiamo due articoli (il primo è tratto dal sito "terninrete", il secondo da "orvietosi") con cui è possibile ripercorrere le tragicomiche vicende (molto più tragiche che comiche), con la sequela di ordinanze e la grottesca conclusione, secondo la quale le piogge sono la causa della polluzione. Quando pioveva un tempo, si registravano forse tali anomalie? Ricordiamoci che oggigiorno i veleni che inquinano la biosfera provengono per lo più dall’alto… dagli aerei.


- Eccessiva presenza di alluminio e ferro nella falda idrica. Sotto accusa (sic) le piogge abbondanti di questo periodo.

L'uso dell'acqua potabile è stato vietato per scopi alimentari nella zona di Orvieto. Lo impone un'ordinanza cautelativa firmata oggi dal Sindaco della città del Duomo in seguito al riscontro del superamento dei limiti relativi alla presenza di alluminio e ferro nella falda idrica causato – secondo quanto spiega il Comune di Orvieto - dalle intense e continue precipitazioni atmosferiche di questo periodo.

Il provvedimento, già in vigore, interessa i cittadini residenti nel centro storico di Orvieto, ma anche quelli di Ciconia, Orvieto Scalo, Sferracavallo, Bardano e delle frazioni di Sugano e Canonica.

L'amministrazione municipale orvietana ha comunque predisposto dei serbatoi per la distribuzione di acqua ad uso alimentare: queste cisterne si trovano ad Orvieto presso il corpo di guardia dell'ex caserma Piave ed in piazza San Giovenale. [...]

- Emergenza acqua: i valori di ferro e alluminio stanno tornando alla normalità, ma per metà settimana sono attese nuove piogge: oggi i dati ufficiali. È il comune di Orvieto ad informare circa l’andamento dell’emergenza idrica che è cominciata sabato scorso sulla Rupe (ma anche nel Comune di Porano) per le piogge insistenti che avrebbero determinato un inquinamento delle falde. Dalla seconda riunione del tavolo tecnico-scientifico svoltasi a Terni “emergerebbero i primi riscontri confortanti rispetto al monitoraggio dell’acqua che in questo fine settimana è stato eseguito dalle strutture preposte” rende noto il Comune che aggiunge: “Dopo gli ultimi prelievi, i parametri di alluminio e ferro starebbero rientrando entro la norma, tuttavia i dati definitivi dell’A.R.P.A. regionale (unico soggetto titolato ad emanare nuovi provvedimenti) sono attesi per mercoledì e potrebbero far rientrare l’attuale emergenza che sarà decretata solo con una nuova ordinanza sindacale di deroga”.

Nel frattempo, resta lo stato d’emergenza anche in previsione delle nuove precipitazioni annunciate dai bollettini meteo per le prossime ore. L’approvvigionamento per le circa ventimila persone coinvolte dall’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua del rubinetto di casa per usi alimentari avviene tramite i ventitrè serbatoi mobili dislocati sul territorio tra Orvieto e Porano. Proprio per facilitare il libero attingimento dell’acqua potabile, ieri è stata promulgata anche un’apposita ordinanza che vieta in maniera permanente, ventiquattro ore su ventiquattro, la sosta e la fermata dei veicoli davanti o in prossimità dei serbatoi mobili e che prevede l’obbligo di rimozione.



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CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 8 settembre 2008

Il trimetilalluminio nelle scie chimiche? Secondo un esperto è possibile

Pubblichiamo un commento tratto da un sito che aveva pubblicato un articolo sulle chemtrails. L’ampia, documentata e scientifica glossa si deve a persona competente che opera, a livello dirigenziale, all’interno di un’importante struttura di ricerca nazionale.


Leggendo i commenti all’articolo di ***, mi ha colpito il fatto che
Straker abbia messo al primo posto del lungo elenco di eterogenee schifezze che ci pioverebbero sulla testa il trimetilalluminio.

Mi ha colpito ed interessato perché io, per ragioni professionali, ho usato molte volte il trimetilalluminio, di formula Al(CH3)3, ed ho anche eseguito la sua sintesi, in piccole quantità, per specifici scopi di ricerca scientifica.

Il trimetilalluminio è un reagente chimico LIQUIDO ed INCOLORO, primo termine di una importantissima classe di composti, gli alluminio-alchili, il cui studio, insieme con l’invenzione dei catalizzatori che hanno permesso di ottenere, ad esempio, il politene lineare cristallino, ha portato al Nobel lo scienziato tedesco Karl Ziegler, che lo vinse assieme all’imperiese Giulio Natta, il quale aprì la grandissima e gloriosa stagione dei polimeri stereoregolari, di cui il polipropilene isotattico è forse il più noto.

Una caratteristica comune agli alluminio-alchili è di essere estremamente reattivi, in particolare con l’acqua (anche semplicemente come umidità) e con l’ossigeno.

Il trimetilalluminio è il più “cattivo” della serie, tanto da essere AUTOINFIAMMABILE ed eventualmente ESPLOSIVO, se viene in contatto con l’umidità e l’ossigeno. Bisogna conservarlo sempre in atmosfera di gas ANIDRO e INERTE, ad esempio sotto Azoto (o Argon) e maneggiarlo con apparecchiature particolari.

Far cadere una goccia di trimetilalluminio (che si incendia immediatamente e forma un fumo bianco) sul pavimento del laboratorio sarebbe un modo efficace perché un laureando o un laureato senza precedente esperienza, ne abbia subito un timoroso rispetto e sia indotto a lavorare con grande cautela, senza mai distrarsi (magari la “dimostrazione” si fa con il trietilalluminio, suo fratello maggiore, molto meno costoso, ma anch’esso capace di dare belle fiammelle!)

Al contatto con l’umidità dell’aria e con l’ossigeno, il trimetilalluminio si decompone immediatamente con formazione, tra l’altro, di metano che si può incendiare. La reazione di decomposizione è, infatti, molto esotermica

Mi sono quindi chiesto (scusate questa lunga premessa) se il Trimetilalluminio sia tecnicamente adatto (anche se molto costoso) a costruire una scia chimica. In che modo?

In laboratorio, basta fare fluire Azoto sulla superficie del Trimetilalluminio affinché questo venga in piccola parte trascinato dal gas e si decomponga immediatamente a contatto con l’aria umida, con formazione di un fumo bianco di composti di alluminio (idrato di alluminio anzitutto, Al(OH)3, ma non solo) derivanti dalla decomposizione.

Si può quindi immaginare di montare su un aereo un marchingegno per generare la scia chimica, che potrebbe assomigliare, grosso modo, ad una bomboletta spray, che come sappiamo, contiene un liquido (ad esempio, un deodorante) ed un gas “propellente”. Quando si preme il tasto, il gas spinge il liquido nell’ugello da cui esce lo spray, cioè si forma un aerosol, fatto di piccolissime goccioline (di deodorante).

Allora, ritornando al trimetilalluminio, possiamo immaginare il marchingegno per creare la scia chimica in questo modo. Sul velivolo, un contenitore di trimetilalluminio (per ragioni di sicurezza il trimetilalluminio è SEMPRE confezionato e trasportato in bombole di acciaio) è opportunamente collegato a bombole ad alta pressione o ad un contenitore di Azoto liquido (196 gradi sotto zero), tenuto in pressione controllata, in modo che il tutto possa funzionare come una bomboletta spray.

Quando si vuole produrre la scia, si attiva il marchingegno, l’azoto trascina il trimetilalluminio nell’ugello e si formerà un aerosol che, APPENA entra in contatto con l’aria e l’umidità che l’accompagna (quindi FUORI dal marchingegno e FUORI dall’aereo!!), SI DECOMPONE, formando un fumo bianco principalmente di idrato di alluminio che costituisce in definitiva la scia chimica (che viene spacciata come scia di condensa - n.d.r.).

In questa ipotesi, l’operazione può essere compiuta a qualunque altitudine. La scia composta di idrato di alluminio (solido) estremamente suddiviso sarà più o meno persistente in funzione del vento e di altri parametri atmosferici locali.

Si possono pensare varianti (trimetilalluminio in soluzione o “complessato” invece che puro) per ragioni di sicurezza o di efficienza o efficacia.

La produzione industriale di trimetilalluminio è aumentata notevolmente negli ultimi 20 anni, poiché il trimetilalluminio (o meglio un suo derivato, il metilalluminossano, chiamato MAO), è diventato un componente essenziale delle ultime generazioni di catalizzatori di polimerizzazione delle olefine (etilene, propilene, butene eccetera). Quindi il prezzo potrebbe essere considerato “accettabile”.

Ho formulato una pura ipotesi che, almeno concettualmente, mi sembra possa stare in piedi.





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domenica 13 luglio 2008

Il trimetialluminio nelle scie chimiche

Un razzo NASA propulso con trimetilalluminio come additivoInteressante la foto della N.A.S.A. a sinistra: l'immagine è stata scattata durante un esperimento durante il quale un razzo ha disperso trimetilalluminio [ C6 H18 Al2 ], usato come comburente. Il collegamento con le scie chimiche è immediato, quindi abbiamo controllato come si comporta questo composto.


La caratteristica notevole è che il trimetilalluminio è in forma liquida (quindi può essere stoccato nei serbatoi) e reagisce spontaneamente con l'umidità dell'aria, aumentando di volume, così come accade, ad esempio, con la schiuma epossidica.

Questa è la nostra ipotesi in merito:

1) E' impossibile stoccare a lungo termine alluminio in polvere sospeso in un liquido: la polvere, prima o poi, sedimenterebbe, inoltre l'alluminio in polvere danneggerebbe i delicati apparati dei turbofan. Il trimetilalluminio, invece, è liquido e si trasforma in ossido di alluminio, in polvere finissima, quando viene a contatto con l'aria, dopo essere stato nebulizzato. Inoltre è un composto altamente infiammabile, per cui riteniamo che venga usato come additivo per il carburante.

Bisogna rilevare che tra le principali forniture militari sia dell'unione europea sia statunitensi figura proprio il trimetilalluminio.

Courtesy by Wikipedia

2) Frequentemente si vedono scie espandersi a dismisura e velocemente, sebbene i valori di umidità relativa, come indicato dai radiosondaggi, siano molto bassi. In altri casi si osservano coperture artificiali, sempre con parametri di umidità non idonei alla formazione delle contrails e quindi tanto meno adatti alla sovrasaturazione, fenomeno del tutto inventato dalla N.A.S.A. per coprire le operazioni con scie chimiche di tipo persistente - Progetto cloverleaf [1]. Non siamo dunque di fronte a scie di condensa persistenti per sovrasaturazione, ma a vere e proprie formazioni che simulano le contrails, ma che tali non sono.

L'incremento di volume delle scie avviene a causa di una reazione del trimetilalluminio con l'umidità atmosferica residua che viene catturata nella fase di espansione delle sostanze disperse. Da qui il calo dei valori igrometrici in atmosfera, in concomitanza con le attività dei tankers ed in sinergia con la diffusione di bario ed altri elementi igroscopici.

Per ogni mole di alluminio, pari a 26 grammi, si formano 3 moli d'acqua pari a 54 grammi (più del doppio). Perciò si può supporre che i tankers disperdano trimetilalluminio che ha densità di circa 700Kg per metro cubo. Il trimetilalluminio brucia "senza fiamma" con una reazione chimica con l'ossigeno dell'aria come comburente.

Quando osserviamo l'espansione progressiva delle scie, ciò è dovuto al trimetile che via via reagisce con l'ossigeno dell'aria, liberando acqua e che è poi il risultato che vediamo: scie che si allargano in modo spropositato anche se non si raggiungono i valori di umidità sufficienti alla cosidetta (mistificazione della N.A.S.A.) sovrasaturazione.

NB: l'acqua di combustione del cherosene è molto inferiore in quantità: genera le normali scie di condensazione (laddove siano presenti le condizioni di quota, pressione, umidità relativa, temperatura) che non si espandono mai, ma si dissolvono in pochi secondi.


[1] Il progetto cloverleaf fu un’operazione iniziata nel 1998. In precedenza varie zone degli Stati Uniti erano state selezionate per l’operazione “chemtrails”, con l’intento di sperimentare tutte le tecniche di spargimento e per stabilire quali fossero i limiti di ogni aereo e quali le condizioni meteo ottimali. Una volta stabilito questo, iniziò un programma nazionale, che continua tuttora sotto nomi in codice diversi. I due nomi che ricorrono più spesso sono “Operazione Cloverleaf” (foglia di trifoglio) e “Operazione Rain Dance” (danza della pioggia). Nel giro di pochi mesi dall’inizio dell’operazione sugli Stati Uniti, le scie chimiche furono esportate su vaste parti di decine di Paesi, con la notevole eccezione della Cina.

L'ipotesi in questo articolo formulata è stata anche avvalorata dal National Center for Atmospheric Research di Boulder (California): infatti, secondo questo centro, "il solo modo per creare nuvole artificiali nell'aria secca è introdurre abbastanza particolato nell’atmosfera per attirare e addensare tutta l’umidità disponibile, trasformandola in un vapore visibile [trimetilalluminio n.d.r.]. Se questa procedura viene ripetuta spesso, il risultato è una foschia che non porta pioggia ma siccità”.



Fonti:

http://en.wikipedia.org/wiki/Trimethylaluminium
http://it.wikipedia.org/wiki/Chimica_metallorganica

Ringraziamo l'amico chembusterboy per la preziosa collaborazione fornitaci.


Leggi qui un interessante approfondimento


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