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martedì 21 giugno 2022

Il volto rassicurante della censura e della soppressione del dissenso

LE PERSECUZIONI GIUDIZIARIE SI AVVALGONO DI UNA FERVIDA FANTASIA NONCHE' DI UNA BUONA DOSE DI SPREGIUDICATEZZA.

IL CASO DAVID ALEJANDRO ANZIL PUENTE, FACT CHECKER GOVERNATIVO E DEBUNKER SEDICENTE

- Gennaio 2019: prima richiesta di proroga delle indagini per Lesioni gravi, accertate in Sanremo (Sic!) il giorno 6 luglio 2018 (richiesta del PM della Procura di Imperia). La "parte lesa" non è specificata nel dispositivo. Il PM è il medesimo della perquisizione e del sequestro del 23 marzo 2020. Si contestano le evidenti irregolarità [1] ed il sostituto del PM, interpellato di persona, asserisce: non sono "lesioni gravi"... ci siamo sbagliati. Si tratta di un refuso. Ma il reato resta quello. Infatti...
- Seconda richiesta di proroga delle indagini, sempre per lesioni gravi (questa volta ad opera di un PM della Procura di Udine). "Parte lesa" sempre il fact checker di Facebook David Puente. Si fa opposizione, ma senza riscontro.
- 16-06-2021: decreto Penale di condanna, questa volta per diffamazione. La "parte lesa" è sempre Puente ed il reato si contesta essere avvenuto il giorno 30 dicembre 2017, su Facebook, durante però un mese di blocco dal Social, intervenuto tra il 7 dicembre 2017 e l'8 gennaio 2018. Si fa opposizione al decreto di condanna penale e si chiede il rinvio a giudizio. L'istanza viene accolta.
- Giugno 2022: si decreta il rinvio a giudizio per accoglimento dell'opposizione al decreto di condanna penale. Processo fissato per fine anno 2023.

NOTA a margine: il capo di imputazione pare essere stato sostituito (da lesioni gravi ed omissione di soccorso a diffamazione aggravata) e la data del supposto reato sembra essere stata spostata indietro di un anno: dal 6 luglio 2018 al 30 dicembre 2017.

[1] La notifica non conteneva alcun riferimento specifico agli addentellati del reato contestato, violando le più basilari norme sul diritto alla difesa ed impedendo così all'indagato di proporre controdeduzioni a difesa. Secondo legge tali evidenti mancanze ed errori materiali nella richiesta di proroga del del termine per la conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Udine al G.I.P., rendono l'stanza legittimamente impugnabile.

Il 22 giugno 2021 il Tribunale di Imperia, per mano del Giudice delle indagini preliminari Dott.ssa Chiara Bosacchi, emette un "Decreto penale di condanna" a carico di Rosario Marcianò. E' un provvedimento che viene emanato al termine di un procedimento penale di tipo speciale, denominato “procedimento per decreto”; il procedimento da cui scaturisce è “speciale” e alternativo rispetto a quello denominato “ordinario”, ovvero dibattimentale e che si svolge oralmente in udienza, secondo le regole classiche del contraddittorio. Il "Decreto penale" si concretizza sostanzialmente in una pena pecuniaria, che è inflitta a colui il quale, indagato per un reato, è ritenuto responsabile dalla Pubblica accusa, che chiede l’irrogazione della predetta pena pecuniaria al Giudice per le indagini preliminari. E’ una procedura “veloce” (direi sbrigativa) per definire procedimenti in fase di indagine, omettendo il passaggio da un vero e proprio processo, che comporta di fatto la trasformazione dell’illecito penale (o, meglio, le sue conseguenze) in una sanzione di tipo esclusivamente economico. Si tratta, dunque, di una sorta di sanzione pecuniaria che è decisa dall’Accusa e che il soggetto cui è inflitta può decidere di accettare o meno, ripristinando l’accertamento di tipo processuale. Il tratto distintivo del procedimento speciale per decreto è proprio l’assenza di contraddittorio tra le parti. Se il condannato, entro un periodo di cinque anni, non subirà altre condanne definitive, non vedrà registrata questa condanna nel registro del casellario giudiziale. In caso contrario, tale condanna peserà come "recidiva" in altri procedimenti e potrà essere usata contro il soggetto accusato per condanne peggiorative. Dov'è quindi il trucco? Qual è il reale scopo dei magistrati che statuiscono un "Decreto di condanna", saltando il processo? Viene da pensare che alla Procura serve una recidiva che ancora - sulla carta - non sussiste, benché la si faccia sempre e comunque pesare nelle condanne che sono fioccate dal 2017 ad oggi.

Nella fattispecie, secondo gli inquirenti, chi scrive avrebbe commesso (il 31 dicembre 2017) il solito reato di diffamazione, offendendo (sul suo profilo Facebook) la reputazione del soggetto di Facebook David Anzil Alejandro Puente, apostrofandolo come "disinformatore al soldo del Ministero della Giustizia". In effetti fu l'allora Presidentessa della Camera, Signora Laura Boldrini, come vedremo, a scegliere Puente come paladino della battaglia contro le notizie false, insieme con i cicappini, Paolo Attivissimo, Michelangelo Coltelli e Walter Quattrociocchi. Non è da meno il precedente episodio che vedeva accusato sempre Marcianò di "Lesioni gravi" ed "Omissione di soccorso" in quel di Udine. Parte lesa sempre David Puente! Anche qui il Pubblico Ministero allora protagonista di questa sorta di "Avviso di garanzia" ammise, interpellato dallo scrivente che si era recato presso il Tribunale di Imperia per chiedere chiarimenti, di essersi sbagliato, per cui le accuse furono poi semplicemente tramutate in "Diffamazione" ed il fascicolo di indagine riprese il suo iter.

Ma, tornando al "decreto di condanna", come accade sempre nelle occasioni in cui si accusa Marcianò di un determinato reato, la contestazione del medesimo si riferisce ad uno dei tanti periodi in cui chi scrive era sotto sospensione di un mese, blocco deciso dalla nota rete sociale (forse per opera dello stesso Puente...) tra il 9 dicembre 2017 ed il 9 gennaio 2018, per cui non si comprende come sia possibile contestare la commissione di un reato attraverso Facebook, se in quel lasso temporale era impedito al sottoscritto di farne uso. Risulta chiaro, quindi, il motivo per cui il 22 giugno 2021 è stato emesso un decreto di condanna, saltando a piè pari il dibattimento processuale. La giurisprudenza, non a caso, è unanime sul fatto che le aggravanti per il reato di diffamazione sono direttamente collegate e conseguenti alla commissione del delitto proprio se questo è (o sarebbe) stato perpetrato sulle pagine di Facebook! E' qui che qualcuno ha pensato di contestare il reato attraverso Facebook, perciò è plausibile che i magistrati inquirenti e giudicanti, per evitare di essere contraddetti proprio sulla parte cruciale e dirimente (la più debole) della contestazione del reato (il luogo in cui esso sarebbe stato commesso) hanno preferito evitare il processo, usufruendo delle norme che permettono il "Decreto di condanna".

Chiaramente chi scrive non ha accettato di buon grado il decreto di condanna ed ha proposto opposizione, chiedendo contestualmente che fosse celebrato un regolare processo che, lo sappiamo ora, avrà luogo presso il Tribunale di Imperia, verso la fine del 2023. Si osserva pure che, solitamente, il decreto penale di condanna è emesso nei casi in cui si ha assoluta certezza dell'avvenuta violazione della legge, ad esempio, nei casi accertati da agenti (previo alcool test) di guida in stato di ebrezza o simili. Appare quindi inusuale, nonché sospetta l'applicazione della norma che permette di evitare il processo per un tipo di reato come la diffamazione a mezzo stampa, reato sul quale certamente l'accusato avrebbe diritto a difendersi ma, come abbiamo visto, l'accusa circoscrive l'azione al profilo Facebook, in un lasso di tempo in cui chi scrive non aveva nemmeno i permessi per pubblicare alcun contenuto e tanto meno usare Messenger. Si tratta di un errore dei togati? Le statistiche ed i precedenti (mancate notifiche, interrogatori senza il difensore, nullità assolute ignorate, pubblici ministeri che assolvono il ruolo di avvocato d'ufficio per non dover rinviare il dibattimento, profili fittizi su Facebook di magistrati, creati ad hoc per accusare sempre Marcianò, recidive reiterate inserite già nei dispositivi di rinvii a giudizio - pur non sussistendo sulla carta, querele di parte e fascicoli della difesa che svaniscono come neve al sole, difensori che decedono in circostanze mai chiarite etc.) non depongono certamente a favore di rappresentanti dello Stato che, ancora una volta, si rendono protagonisti di azioni quantomeno discutibili.

Ma chi è David Anzil Alejandro Puente? Facciamo un passo indietro e torniamo al fatidico 2017.

8 febbraio 2017... è il giorno dell’appello italiano. L’iniziativa è della Presidente della Camera Laura Boldrini e coinvolge quattro esponenenti della cosiddetta "disinformazione": Paolo Attivissimo, Michelangelo Coltelli, David Puente e Walter Quattrociocchi.

Primi firmatari:

Paolo Attivissimo
Michelangelo Coltelli
David Puente
Walter Quattrociocchi

E' il 29 dicembre 2017, allorquando David Anzil Alejandro Puente, attualmente controllore dei "fatti" per Facebook, ingaggiato, come visto, dall'allora Presidentessa della Camera Boldrini come capofila degli attivisti contro le notizie false, pubblica l'ultimo di una serie di video nel quale accusa Marcianò (Qui), tra toni derisori, diffamazioni e sorrisetti provocatori, di aver falsificato le prove portate in tribunale per difendersi nel processo definito "procedimento Nigrelli".
E' il 21 marzo 2020, il sottoscritto realizza una diretta dal titolo "Byoblu, non mi piaci tu". Il video è subito censurato da Facebook. Dopo qualche minuto lo si reinserisce, grazie ad un amico che lo aveva scaricato. Il giorno successivo un magistrato ordina una perquisizione ed il sequestro di materiale hardware, tutti gli account di posta elettronica e Google (compreso il cloud), tutti gli account social, tutti i cellulari, router per la connessione ad Internet. Il PM autorizza la Polizia Postale a forzare la porta blindata, se necessario. Entrano nell'abitazione, ottengono gli accessi ai sistemi, sostituiscono le password di tutti gli account di Google e delle varie reti sociali (Facebook, Twitter, YouTube). Appongono il logo della Polizia postale e lasciano aperti i profili ai commenti dei negazionisti e dei vari diffamatori di Stato. L'operazione è scaturita dalla segnalazione del soggetto David Anzil Alejandro Puente, soggetto che ha fatto carriera, dapprincipio sotto le ali protettive della Casaleggio associati e poi sotto quelle del depistatore, Paolo Attivissimo, nonché del C.I.C.A.P. La carriera di Puente vede un balzo inaspettato, quando è la stessa ex Presidente della Camera, Laura Boldrini, a presentarlo alla Camera dei deputati come controllore dei "fatti" per contrastare le notizie false (che poi sarebbero quelle vere). E' un fatto che la segnalazione di Puente ai magistrati imperiesi sortisce immediatamente il risultato desiderato e cioè quello di ottenere la seconda perquisizione in cinque anni presso l'abitazione di chi scrive e fratello. Subito, ovviamente, si scatena la stampa di regime e lo stesso Puente orgoglioso riferisce sulla sua pagina personale Facebook nonché sul sito Open, diretto dall'illustre Enrico Mentana. Ovviamente i contenuti sono fortemente denigratori e screditanti.

Il 24 marzo 2020 il Questore di Imperia, attraverso la sezione anticrimine di Imperia, fa consegnare a domicilio un ammonimento all'indagato, che è accusato di "istigazione a delinquere". Il dispositivo di "restrizione preventiva" si richiama alla legge 159/2011 (legge antiterrorismo), ex art. 3, commi 1 e 4. Il sottoscritto è invitato a non esprimersi più sulla Rete circa gli argomenti all'origine della perquisizione e del sequestro. Sono costestualmente sospesi gli account Paypal, mai più ripristinati, nemmeno dopo la revoca delle restrizioni, ottenuta per opera del Giudice Antonio Romano. In tutta questa sequela di iniziative, l'avvocato d'ufficio incaricato dalla Procura di Imperia, è irreperibile, costringendo chi scrive ad agire in sua difesa per conto proprio. Infatti il sottoscritto prepara di proprio pugno l'opposizione al "dispositivo di prevenzione" nonché "l'istanza di dissequestro". Dopodiché cade il silenzio, poiché le Procure sono chiuse per COVID19. Con una sincronia incredibile il programma "Le iene" manda in onda sequenze registrate a febbraio, proprio il giorno dopo il provvedimento del Questore, sebbene senza autorizzazione, una puntata volta a sminuire Rosario Marcianò che non può fare alcuna dichiarazione in sua difesa, poiché, come spiegato sopra, gli è stato interdetto l'accesso ai social e ad Internet in generale. Chi scrive denuncia Mediaset, Giorgio Romiti (Gaston Zama) ed i suoi collaboratori, ma la Procura insabbia e, per tutta risposta, indaga Marcianò per il reato di diffamazione, contestualizzandolo proprio durante il lasso di tempo dell'interdizione dalla Rete ad opera del Questore. Di nuovo!

Infine entrano in campo i guardiani del cancello, Messora e Mazzucco. Quest'ultimo realizza un video dal titolo "Il Ministero della verità" in cui lamenta di essere vittima di censura come altri soggetti citati. Mazzucco evita scrupolosamente di citare l'unico divulgatore che ha subìto REALMENTE l'attacco del sistema. Operazione compiuta: i pastori del gregge si autolegittimano, si atteggiano a vittime ed escludono dall'elenco degli investigatori indipendenti proprio colui che davvero costituisce un pericolo per il regime, con il plauso di Puente e gli altri che, nonostante le apparenze, sono d'accordo. Non solo! Puente, pochi giorni dopo questi fatti, viene incluso nella comissione governativa, istituita dal Governo per contrastare le cosiddette "fake news”!

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sabato 27 febbraio 2021

Imbrattacarte e negazionisti allo sbaraglio

"Conosci il tuo nemico", recita quel famoso detto ed è vero: per difenderti, devi conoscere il tuo avversario ed anticipare le sue mosse. E' di oggi la pubblicazione di un brogliaccio sulla pagina di un famoso "giornalista" organico al sistema. La velina è stata poi rilanciata dai soliti pennivendoli locali (di Sanremo) e nazionali, in merito alle "condanne" sulle quali vi ho già informato nei giorni e nelle settimane scorse.

Si tratta, in questo caso, di due "procedimenti" a mio carico che, per semplicità, definisco "Bencivelli" e "Solesin". Nel primo caso, abbiamo una "condanna" di secondo grado che è suscettibile di "nullità assoluta", in quanto non sono stato informato circa la data dell'udienza di Appello e poi si sono pure dimenticati di informarmi dell'avvenuta "sentenza" che, passati i termini per il ricorso, sarebbe divenuta definitiva. Sennonché, insospettito dal silenzio della cancelleria della Corte di Appello (che non rispondeva alle mie PEC nelle quali chiedevo che destino avesse avuto l'udienza rinviata a data da destinarsi per via dell'emergenza Covid), mi sono premurato di incaricare un legale di fiducia, visto che quello di ufficio era latitante. Così sono venuto a conoscenza del fatto che l'udienza di appello si era svolta il 17 settembre 2020 e che la "sentenza" era stata depositata con le motivazioni pochi giorni dopo. Tuttavia ormai era tardi per ricorrere in Cassazione! Si comprendeva a quel punto lo strano silenzio dei gazzettieri nonché della "parte lesa". Era evidente che non pubblicare alcunché sul "verdetto" in appello era funzionale alle mancate notifiche, giusto per impedirmi di ricorrere e per far sì che la "condanna" divenisse definitiva. Ora, però, non è finita, visto che è stata chiesta la rescissione del giudicato (annullamento della sentenza) per vizio di notifica.

La situazione è simile per quel che riguarda il procedimento "Solesin", poiché anche in quel caso si è verificata una grave violazione del Codice di procedura penale, in quanto l'interrogatorio per opera del Pubblico Ministero si è svolto in assenza del legale che avrebbe dovuto sostituire quello di ufficio e che non fu nemmeno avvisato. Infatti l'incontro ebbe comunque luogo, ma in assenza del difensore. Anche in questa circostanza, nel ricorso in appello già consegnato, si chiederà nuovamente l'annullamento del rinvio a giudizio e, di conseguenza, anche della "sentenza".

Inoltre, come se non bastasse, il Giudice di primo grado (nel processo Bencivelli vs Marcianò) non ha applicato correttamente l'articolo di legge [1], comminando una multa e, nel contempo, la reclusione. Il che rende la sentenza inapplicabile. Errore al quale non è stato posto rimedio nemmeno dai Giudici della Corte di Appello.

[1] Art. 595 c.p.: "Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito [c.p. 598] con la reclusione fino a un anno oppure con la multa fino a euro 1.032".

Questi aspetti sono ben conosciuti dai pennivendoli e negazionisti di turno, perché ne ho dato ampia delucidazione, ma, chissà perché, nei loro scartafacci a contenuto fortemente diffamatorio, queste informazioni sono omesse. Intanto ricevo insulti e minacce in quantità. Passi. "Il giudizio di uno stolto è un titolo da re". (W. Blake)

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martedì 26 maggio 2020

Dicotomia



"Il vero sapere, il sapere temibile è ancora tenuto segreto, ma, credetemi, mio caro, esso esiste" (J. Buchan).

L’attività di divulgatori procede solo se si è abituati ad essere indagatori. Procede quando si trova qualcuno con cui condividere quanto esprimi e scrivi, altrimenti è come pestare l’acqua nel mortaio. L’ostacolo maggiore è il linguaggio: la masnada dei disinformatori e degli ufficialisti non sa – Wittgenstein docet – che il linguaggio plasma il reale. Uno che usa a spron battuto termini e sintagmi come “complottista”, “sciachimista”, “teoria del complotto” “bufala”…, beceri vocaboli che non abbiamo adoperato neanche una volta nei nostri saggi, che mondo può plasmare? Una realtà angusta, piccola, piccola, meschina, “storta come un ramo”. Sono parole che non hanno alcun significato o, al limite, generano significati deviati.

Nei loro disservizi televisivi, dilettanti come Giorgino Romiti alias Gaston Zama, abusano di questi quattro o cinque lessemi per poi, cimentandosi in analisi pseudo-psicologiche e pseudo-sociologiche, concludere che chi non la "pensa" come loro, dimostra l’intelligenza di un adolescente. Premesso che esistono molti adolescenti che denotano un acume mille volte superiore a quello di Gastone, il gran covone, potremmo affermare che lui e le altre cose a lui simili, rivelano la perspicacia di un bambino? No. Infatti un pargolo ha capacità intuitive del tutto negate a questi gazzettieri. Purtroppo anche chi osserva, investiga, comprende a volte cade nelle trappole lessicali e ricorre ad espressioni e termini squalificati e squalificanti, a dimostrare di quanto sia profondo e deleterio l’influsso degli appestatori della lingua. Siamo al cospetto di una dicotomia: da un lato chi è in grado di comprendere alcuni aspetti della realtà e che sa esternarli; dall’altro chi proprio non ci arriva e, per tentare di sopperire alla sua totale mancanza di ingegno, si puntella su una manciata di frasi fatte. Non indaga, perché non ci riesce. Non consulta, analizza e compara le fonti, perché pensa che una fonte sia quella dell’acqua minerale.

Qualcuno potrebbe obiettare che Giorgino e gli altri mestieranti sono come allievi inetti ad imparare, mentre i loro maestri sono ad un livello superiore. Sbagliato: forse Enrico Mentana dimostra una caratura maggiore sia linguistica sia intellettuale? La risposta è un sonoro no: dimmi come parli – e l’illustre Mentana parla e straparla come i suoi alunni – e ti dirò chi sei. A questo punto il discorso sulla buona o mala fede, diventa quasi secondario, quando si è ignoranti, quando non si è grado, laddove molti bimbi ne sono capaci, di guardare il cielo e notare la netta differenza tra un cielo naturale ed uno trattato, anzi maltrattato chimicamente.

Vicino a queste sterpaglie, gli occultatori di piccolo calibro, i pedestri e neghittosi negazionisti, crescono e prosperano begli alberi, i disinformatori mascherati, ad esempio Diego Fusaro, l’opinionista vetero- marxiano che si dà arie da filosofo. Sono alberi alti e frondosi ma… transgenici. Dunque è difficile uscirne: si è circondati da depistatori di lusso, tronfi e sprezzanti, dalla prosa patinata e vuota, oppure da rozzi pseudo-redattori.

I tempi incalzano e, invece, di basarci su una sinergia tra il sapere tradizionale e le nuove frontiere scientifiche, si regredisce ad un approccio pre-positivista, perché cicappini alla Polidoro non padroneggiano neppure i comunque antiquati concetti e metodi del Positivismo.

I tempi incalzano e bisognerebbe ampliare la propria visione, leggendo o rileggendo autori come Solov’ëv (1853-1900). Il filosofo russo, nella sua ultima opera, “I tre dialoghi ed il racconto dell’Anticristo”, datata alla Pasqua del 1900, pochi mesi prima di morire, prevede che il secolo XX sarà contrassegnato da grandi guerre, da grandi rivoluzioni cruente, da grandi lotte civili. Sul finire del secolo, i popoli europei – persuasi dei gravi danni derivati dalle loro rivalità – daranno origine, egli preannuncia, agli Stati Uniti d’Europa. “Ma… i problemi della vita e della morte, del destino finale del mondo e dell’uomo, resi più complicati ed intricati da una valanga di ricerche e di scoperte nuove nel campo fisiologico e psicologico, rimangono, come per l’addietro, senza risoluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico”. Ciò non comporterà, però, l’estendersi e l’irrobustirsi della fede. Al contrario, l’incredulità sarà dilagante. Sicché, alla fine si profila per la civiltà europea una situazione che potremmo definire di vuoto.

In questo vuoto appunto emerge e si afferma la presenza e l’azione dell’Anticristo. Era (e sarà) – scrive Solov’ëv – “un convinto spiritualista”. Credeva nel bene e perfino in Dio, “ma non amava che sé stesso”. Era un asceta, uno studioso, un filantropo. Dava “altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza”. Nella sua prima giovinezza si era segnalato come dotto ed acuto esegeta: una sua voluminosa opera di critica biblica gli aveva propiziato una laurea ad honorem da parte dell’Università di Tubinga. Ma il libro che gli procurò fama e consenso universali porta il titolo 'La via aperta verso la pace e la prosperità universale', dove “si uniscono il nobile rispetto per le tradizioni e i simboli antichi con un vasto e audace radicalismo di esigenze e direttive sociali e politiche, una sconfinata libertà di pensiero con la più profonda comprensione di tutto ciò che è mistico, l’assoluto individualismo con un’ardente dedizione al bene comune, il più elevato idealismo in fatto di principi direttivi con la precisione completa e la vitalità delle soluzioni pratiche”. Il nuovo padrone della terra – egli precisa – era anzitutto un filantropo, pieno di compassione, non solo amico degli uomini ma anche amico degli animali.

L’Anticristo, infine, si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare “con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza”. Convocherà i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane ad “un concilio ecumenico da tenere sotto la sua presidenza”. La sua azione mirerà a cercare il consenso di tutti attraverso la concessione dei favori concretamente più apprezzati. Ma sarà un ecumenismo “escatologico”, realizzato quando ormai la Storia è pervenuta alla sua conclusione: “Così – racconta Solov’ëv – si compì l’unione delle Chiese nel cuore di una notte oscura su un’altura solitaria, ma l’oscurità della notte venne, ad un tratto, squarciata da un vivido splendore e in cielo apparve un grande segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle”.

Ecco le reazioni dei soliti sciocchi: “Solov’ëv era un altro teorico del complotto, un autore di bufale!” Perfetto! Andate a strafogarvi con le mozzarelle di bufala, così evitate di parlare.

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giovedì 14 maggio 2020

Da Giorgione a Giorgino



Per una singolare combinazione, il precedente articolo era dedicato a Zorzi di Castelfranco, noto come Giorgione, artista eccelso, genio del Rinascimento italiano; oggi ci occupiamo, se è lecito confrontare le cose grandi con le cose piccolissime – ma qui le accostiamo solamente - di Giorgino Romiti, in “arte” Gaston Zama (sic). Giorgio Romiti… chi è costui? E’ uno che appartiene alla redazione del programma “Le iene”: non è né pubblicista né giornalista, ma un dilettante che realizza servizi per la storica trasmissione di Italia Uno.

Sono noti i fatti che lo hanno condotto a confezionare un fumetto sulla relazione tra il Covid 19 ed il 5G. Abbiamo già scritto decine di articoli sui media di regime, sulla propaganda, sugli stratagemmi adottati dalla disinformazione: sono soggetti cui abbiamo dedicato anche un corposo capitolo nel volume “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019 cui dunque rinviamo per ogni approfondimento.

Tuttavia, poiché abbiamo conosciuto di persona Giorgio Romiti, vogliamo spendere qualche parola su un caso clinico. E’ un caso molto interessante ed istruttivo, perché possiamo asserire, senza tema di smentita, che Giorgino è la dimostrazione di come il sistema sia riuscito a creare degli individui omologati, lobotomizzati, paradossalmente in buona fede. Tanto di cappello ai registi dell’”educazione” e della “cultura” che hanno determinato una vera e propria mutazione antropologica: Giorgino è il campione - nel senso di specimen, non di asso - dell’uomo odierno, uno che si abbevera alle fonti ufficiali e che crede nelle favolette raccontate dagli organi dell’establishment, uno che apprezza e perfino ama il carnefice, scambiato per filantropo. Trasecolammo, quando ci accorgemmo che colui davvero è convinto che le Torri gemelle furono distrutte da un drappello di jihadisti barbuti, armati di coltellini. Giorgino non sapeva che il giorno 11 settembre 2001 fu demolita anche la Torre n. 7: quando lo informammo di ciò, restò in silenzio per un paio di minuti sì da parere un automa in cortocircuito. E’ semplice: Giorgino è un negazionista, ma il negazionismo ha tante teste come l’Idra. Vediamo quali.



· Negazionismo vero e proprio: coincide con la masnada di disinformatori storici intenti ad occultare, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, la verità ed a tacitare ogni voce fuori dal coro. Un esempio: Massimo Polidoro.

· Negazionismo estemporaneo: vi appartengono tutti quei “giornalisti” che di solito scribacchiano o berciano i loro scempi sui temi più disparati, ma che, alla bisogna, si uniscono agli occultatori di professione. Questi gazzettieri a volte si aggregano al primo gruppo. Un esempio: Enrico Mentana, iscritto al famigerato C.I.C.A.P.

· Negazionismo mascherato: combacia con il manipolo di “divulgatori” che rivelano qualche verità intrecciata a bugie e che si concentrano su argomenti alla fine collaterali o datati, ad esempio il falso allunaggio, l’omicidio di J.F. Kennedy. Se affrontano temi scottanti, come la geoingegneria clandestina, li trattano in modo ambiguo e depistante con il fine di intorbidare le acque. Un esempio: Claudio Messora.

· Negazionismo paranoide ed involontario: si riferisce a tutti coloro che, come Giorgino e la stragrande maggioranza della popolazione, amano rintanarsi in un mondo fiabesco dove persino Bill Gates, anzi Kill Hates, è un benefattore. Più che fette di prosciutto sugli occhi hanno delle mole di frantoio. Costoro sono paranoici in senso letterale, perché, non essendo in grado di accettare la realtà, che spesso ha degli aspetti spiacevoli, si creano una dimensione fittizia, rassicurante, puerile dove tutte le istituzioni sono buone, al limite, in qualche circostanza, un po’ inefficienti. Un tratto contraddistingue questa categoria rispetto alle altre stirpi di “bravi” che sono in mala fede, ma non del tutto privi di conoscenze e di intelligenza: la totale, irremissibile incapacità di comprendere e svolgere il più semplice ragionamento. E’ senza dubbio colpa dell’ignoranza, giacché, non appena citi, verbigrazia, il concetto di “frequenza elettromagnetica” o evochi, per cambiare àmbito, il mito platonico della caverna o il cambiamento di paradigma scientifico secondo Kuhn, strabuzzano gli occhi vacui e, imbarazzati, ridono nervosamente. E’ un’ignoranza in cui sguazzano “come porci in brago”, in quanto non vogliono né studiare né documentarsi. Questa ottusità è anche dovuta ad una “forma mentis” tipica dell’uomo nuovo, plagiato ed indottrinato ad hoc. E’ l’individuo descritto da Aldous Huxley nel romanzo “Brave new world”.

Come concludere? Se ci rivolgessimo ad una pianta per spiegarle che il virus non è un essere vivente, essa capirebbe, non la maggior parte dei sudditi. Contro la malvagità si può ancora lottare, ma contro la stoltezza siamo del tutto inermi.

Articoli correlati:

- L'anticristo
- Mary Poppins ed il mondo paranoide dei negazionisti


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venerdì 25 ottobre 2019

Interruzione



Talora qualcuno pensa che le attività di geoingegneria clandestina siano interrotte per qualche recondito motivo. E’ un’illusione: infatti un cielo senza scie non è sinonimo di cielo naturale. Quante volte sono disperse scie evanescenti, in luogo di quelle durevoli! Quante volte i geoingegneri agiscono con il favore della notte o in maniera più o meno dissimulata o con le armi elettromagnetiche! Si forma una perturbazione ed ecco i soliti interventi atti a concentrare l’energia del fronte in regioni circoscritte o a indebolire le piogge, secondo le necessità. Piove e al di sopra della coltre imbrifera si nota uno strato biancastro. Smette di piovere: le nuvole si diradano ed ecco che negli spazi liberi si vede uno spaventoso intreccio di chemtrails. Il sole? Desaparecido. L’importante per i militari è mantenere l’atmosfera elettroconduttiva e causare danni all’ambiente come all’economia per poi demonizzare il biossido di carbonio, per poi incolpare i cittadini dei disastri meteorologici. Il copione è sempre il medesimo; la squadra sempre la stessa: squadra che vince non si cambia.

Avete visto un firmamento azzurro cobalto cosparso di cumuli cotonosi che riflettono una scintillante luce solare? No. Allora siate certi che nessuna tregua è in atto. Sono state rilevate temperature più o meno in linea con le medie stagionali? No. Allora siate certi che nessuna tregua è in atto. I fiori delle piante sbocciano nel periodo in cui dovrebbero aprirsi? I frutti degli alberi maturano nell’usuale periodo? No. Allora siate certi che nessuna tregua è in atto.

Avviene dunque quanto accade nel campo del negazionismo. Disinformatori, agenti di controllo, guardiani del cancello… continuano a sfornare senza requie libri, articoli, programmi, video imperniati sulla propaganda e la censura. E’ il loro compito, per così dire, istituzionale. A che cosa serve replicare a codesti improbabili personaggi le cui strategie sono ormai trite e ritrite? Conosciamo i nostri polli. Recentemente il Dottor Massimo Polidoro (C.I.C.A.P.) ha inaugurato una rubrica-video con cui tenta di smentire e di smontare i vari “complotti”. E’ un’iniziativa grottesca, basata su “argomenti” più flaccidi della pinguedine che abbellisce il ventre dello stalker di regime Task Force Butler, al secolo Federico De Massis di Pescara.



Se uno vuole sollazzarsi un po’, può anche ascoltare i sofismi e le fumisterie dell’esperto in “psicologia dell’occulto”, ma si sappia che è l’arcinota, giurassica disinformazione. Non basta pontificare di metodo scientifico, di cui Polidoro ignora anche l’abc, per essere credibili. Non basta appellarsi alle fonti ufficiali per essere credibili, anzi semmai chi si riferisce a documenti accademici e governativi in partenza dimostra di essere organico al sistema. In fondo, il negazionismo oltre ad essere pericoloso, è di una noia mortale. Va bene: Polidoro ha dei bei riccioli, ma è il suo unico pregio che potrà semmai suscitare l’apprezzamento del pubblico femminile. Finita lì.

Certo, sarebbe bello se lo “specialista di cospirazioni” smettesse di scrivere libri e di produrre filmati: non per altro, ma perché siamo indignati per la profanazione della lingua italiana. Tuttavia se qualche editore gli pubblica i volumi, buon per lui e per l’editore. In ogni caso, presto, guerra climatica permettendo, dovrebbero arrivare i primi freddi e avere quei tomi accanto al caminetto può essere utile.


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domenica 27 gennaio 2019

Persone



Numerose sono le strategie dei negazionisti per tentare di arginare l’informazione indipendente, invero ridotta al lumicino, fatta la tara di tutti i siti pseudo-divulgativi che alla fine servono solo a confondere e a depistare l’opinione pubblica.

Un metodo piuttosto recente, finalizzato ad intorbidare le acque, si avvale di utenti sui generis che scrivono nei forum e negli spazi dedicati alle glosse ed alle segnalazioni dei lettori. Qualche anno addietro, un commentatore, non a caso denominato “Persona”, era solito inserire chiose torrenziali in calce ai vari articoli: erano esposizioni ricche di riferimenti, testimonianze, addentellati. All’apparenza erano contributi interessanti, ma…

Lo pseudonimo “Persona” è molto istruttivo. Il termine deriva dall’etrusco “phersu”, maschera, a sua volta dal greco “pròsopon”, (πρόσωποv), “volto”. Davvero questi utenti sono maschere dietro cui si nascondono dei sistemi digitali: ricondurli ad un’”intelligenza artificiale” è ironico ed ossimorico, dacché il vero discernimento non può essere sintetico. Attraverso l’impiego di particolari programmi, si creano delle utenze che, setacciati gli interventi di attivisti e ricercatori, riproducono, anzi tentano di riprodurre, le loro analisi, riprendendone il linguaggio ed i contenuti.

Si dice che il diavolo è “simia Dei”, colui che tenta di imitare Dio. Orbene, pure questi “organismi” scimmiottano i commenti e le valutazioni degli attivisti e degli scienziati, enfatizzandone tratti e toni. E’ un’enfasi che risulta ridicola, perché innaturale. Si ripetono intere frasi usate da fruitori reali, ma spesso fuori contesto o intrecciate a prolisse, deliranti “spiegazioni”, a tirate retoriche. A volte sono inserite frasi molto aggressive “utili” per eventuali querele nei confronti di chi ha la responsabilità di un forum o di una pagina. Non mancano talora sperticati panegirigi degli attivisti: sono lodi la cui falsità affiora dal piglio iperbolico e lezioso.

Il problema principale è il seguente: i programmi informatici, pur molto rapidi nel reperire fonti e notizie, pur abili nel settore sintattico, si rivelano assai carenti nell’ambito semantico, soprattutto quando la lingua, discostandosi da una funzione meramente oggettiva, acquisisce sensi metaforici ed allusivi. Così, se si leggono con attenzione le chiose di “Persona” ed "utenti" simili, si nota che, di là dalla confusa dovizia di informazioni, si è al cospetto di contraffazioni spesso maldestre.

Insomma, l’infinito squallore del negazionismo, mondo pullulante di maldicenti, persecutori, psicopatici, fanatici, pseudo-scienziati, falliti, frustrati, maramaldi, camerieri dell’establishment, adulatori…, mefitico milieu di cui Federico De Massis, noto con l’imbarazzante pseudonimo di Task Force Butler (“butler” significa “cameriere”), è solo il più grasso, pardon crasso esponente, si aggancia ad una tecnologia che, quanto più tenta di rispecchiare i valori umani, tanto più rivela la sua fredda, incolore, vuota essenza. Sotto la maschera niente…


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domenica 29 aprile 2018

Caso Bencivelli vs Marcianò: la documentazione di "prova" è stata contraffatta



Forse alcuni di voi non sono al corrente delle ultime gesta della magistratura imperiese. Vi aggiorno: grazie alla manipolazione di "prove" a carico di chi scrive, è fioccata la seconda condanna nell'arco di quattro mesi a danno di Rosario Marcianò. Per ulteriori particolari, leggete l'articolo dedicato. Casualmente abbiamo scoperto come si sia stati in grado di pronunciare una sentenza ad otto mesi di reclusione in una sola udienza, in totale spregio del diritto alla difesa dell'"imputato". In poche parole la "parte lesa", grazie alla collaborazione della solita cricca del C.I.C.A.P., ha fornito materiale manipolato che, il Pubblico Ministero prima ed il Giudice dopo, hanno considerato "prove schiaccianti", pur consapevoli che "elementi di prova" siffatti devono essere validati da un notaio [1]. Cosa impossibile, visto che si tratta di falsi. Ma tant'è... così funziona dalle parti della Procura di Imperia. Precisiamo la questione. Le conferme ci arrivano dalla Dott.sa Bencivelli in persona, molto attiva in questi ultimi cinque anni nel riferire, con patetici atteggiamenti da vittima, su quanto ha... "subito" dai cattivi "sciachimisti" e soprattutto dal loro "capobranco" (così ama definire Rosario Marcianò). Ella mostra una documentazione fraudolenta con una naturalezza incredibile e possiamo ben immaginare come sia riuscita a commuovere i togati imperiesi, magari facendo pure scorrere qualche lacrima. Si sa... la Boldrini insegna.


Le farneticanti accuse di diffamazione che Class Meteo e Serena Giacomin muovono a Marcianò nel 2013, fanno uso dello stesso commento (non riferito a persone in particolare, ma generico) poi adoperato dalla Bencivelli in altro procedimento nonché nelle sue "conferenze" organizzate dal C.I.C.A.P.

Qui Silvia Bencivelli usa un fotomontaggio nel quale compare lo stesso "screenshot" manipolato da Federico De Massis (alias Task Force Butler) ed acquisito dalla Procura imperiese (PM Dott.sa Maria Paola Marrali) per scovare un pretesto atto a rinviare a giudizio Rosario ed Antonio Marcianò nel processo "Class meteo", dove la "parte offesa" è la meteorologa Serena Giacomin. In questo caso lo stesso commento, fotomontato al di sotto di due interventi Facebook, è adoperato per far credere al pubblico che sia riferito alla Bencivelli. Ella stessa apre una veloce ed imbarazzata parentesi, cercando di giustificare l'anomalia sulla data. Infatti quella supposta glossa è datata febbraio 2013, mentre gli eventi sui cui si sofferma la giornalista scientifica risalgono al settembre 2013. Quindi vediamo come sia la Procura di Imperia sia le parti "lese" in due differenti procedimenti assumono lo stesso scritto come "casus belli" per accusare Marcianò di diffamazione con l'aggravante del mezzo della stampa. Nel caso Bencivelli il PM è il Dott. Alessandro Bogliolo.

Qui manipola un file audio per ottenere il medesimo risultato: la condanna ad otto mesi di reclusione ai danni di Rosario Marcianò.

Ovviamente i togati imperiesi non pare che siano degli ingenui, bensì complici di una serie di falsificazioni e per questo saranno denunciati, così come sarà querelata Silvia Bencivelli per calunnia e diffamazione.


Lo stalker Federico De Massis, forte della sua impunità, grazie alle palesi collusioni con la magistratura deviata, invia un commento intimidatorio nel quale, implicitamente, conferma di essere parte integrante della "cricca" che ha imbastito l'ennesimo procedimento a carico di Rosario Marcianò.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE QUI.

[1] Anche la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2912/94, ha chiarito che, ai fini probatori, non basta produrre la mera stampa della pagina web, bensì è necessario depositarne copia autenticata per cui è cruciale l’intervento di un notaio.

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mercoledì 25 aprile 2018

Rosario Marcianò ancora "condannato" da un tribunale bolscevico



Non praevalebunt

Ancora una "condanna", il 19 aprile scorso. Questa volta la Procura di Imperia, auspice il Giudice Dott. Massimiliano Botti, pronuncia, al termine di una sola udienza (e quindi in assenza di contraddittorio) un verdetto di condanna ad otto mesi di reclusione a danno di chi scrive. "Parte lesa" la "giornalista" esponente del C.I.C.A.P. nonché socia U.A.A.R. (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), Dottoressa Silvia Bencivelli, elemento in stretto contatto con Task Force Butler e con la disinformazione organizzata che gravita attorno ai due Ministeri (Interno e Giustizia) oltre che al C.I.C.A.P. sopra citato. Ella si dipinge come vittima di atti persecutori, mentre i pennivendoli di turno che diramano la velina al popolo rappresentano il perseguitato come un "hater", stalker, diffamatore abituale (sic).

Durante il processo penale entrambe le parti, presentando i propri testimoni, cercano di dimostrare il proprio punto di vista creando un dibattito tra le parti stesse. Nel primo grado di giudizio, dalla prima udienza alla sentenza, trascorrono in media 2/3 anni, ma se il reato è molto grave, si può arrivare anche a 5/6 anni. Appare dunque quanto meno anomalo il fatto che l'autodafé imbastito dalla Procura imperiese nel 2016 sia durato lo spazio di un'ora! L'assenza completa di una discussione in udienza dimostra che si tratta di un'inquisizione in puro stile bolscevico dove le prove non sussistono e non si possono mostrare, per cui si giunge subito a sentenza, in completo spregio del diritto alla difesa e del diritto tout court.

Anche in questo caso si sono appresi i (mis)fatti dal noto agente governativo Federico De Massis alias Task Force Butler. Lo smilzo di Pescara rimanda agli scartafacci via via pubblicati sulla stampa di regime. Ovviamente, una volta conosciute le motivazioni, sarà nostra cura impugnare di persona la sentenza di primo grado (quindi senza l'ausilio del legale d'ufficio (affiliato al Sovrano Militare Ordine di Malta), anche in questo caso latitante prima, durante e dopo).

Qui l'intervista sul canale di Elia Menta (estratto audio) che ha dato il via al grottesco procedimento a carico di Rosario Marcianò.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE QUI: Caso Bencivelli vs Marcianò: la documentazione di "prova" è stata contraffatta! e QUI.


Articoli correlati:

- Le grottesche ed arbitrarie accuse della Bencivelli all'origine di un altro procedimento-farsa
- Falsa identità
- Escalation

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Con l'eliminazione (senza giustificati motivi) dell'account Scribd, sul quale Tanker enemy aveva negli anni ospitato centinaia di documenti relativi a "guerra del clima", vaccini, campi elettromagnetici etc., diventa ancora più cogente la necessità di possedere un hosting di proprietà non soggetto ad arbitrari banning, finalizzati alla censura sistematica di notizie che DEVONO essere nascoste al grande pubblico. Tra i documenti ufficiali "cassati", uno per tutti è l'accordo Italia-USA su cambiamenti climatici, intesa siglata il 20 giugno 2003 dell'allora Governo Berlusconi e definita "Piano dettagliato Accordo Italia U.S.A. sul Clima". L'accordo sancì "ufficialmente" l'inizio delle operazioni di aerosol clandestine con il beneplacito di tutte le autorità governative e con il paravento del "global warming" . Per anni questo "patto scellerato", il cui documento fu subito rimosso dal sito del Dicastero, è stato disponibile (grazie a Tanker enemy che lo aveva scovato per primo) nella la sua visione integrale, grazie all'hosting fornito gratuitamente da Scribd.com che, ha cancellato il nostro account ed espunto tutto quello che vi era archiviato. Quanto è stato rimosso, è disponibile, in parte, sotto il dominio www.tanker-enemy.com dove via via saranno ricaricati gran parte dei file andati perduti. Ciò, ovviamente, vale anche per i video a suo tempo censurati ed ospitati su www.tanker-enemy.tv. E,' però, utile un ausilio di tutti al fine di mantenere attivo domini ed hosting con relativi pacchetti per il traffico di Rete. Vi chiediamo quindi un sostegno per riconfermare (il dominio scade questo mese) il contratto di hosting per l'anno a venire. Per una donazione, si faccia riferimento a questo link. Grazie infinite per il Vostro contributo.


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mercoledì 8 febbraio 2017

La Signora Boldrini ed i baldanzosi quadrumviri



Così, com’era facilmente prevedibile, la Presidente (o Presidentessa? O Presidenta?) della Camera, Signora Laura Boldrini, ha lanciato la sua insana iniziativa contro l’informazione libera, spacciandola per una battaglia contro le “notizie false” che circolano, secondo la sua visione ideologica, nella Rete. E’ evidente che la Signora Boldrini, perfetta incarnazione del sistema, ha calato la maschera: ha nominato un quadrumvirato di negazionisti formato dall’iperattivo Paolo Attivissimo, incallito e storico capofila dei disinformatori, dal tagliente Michelangelo Coltelli, dal petulante David Puente e da Walter Quattrociocchi in padella. La pasionaria, coadiuvata dai quadrumviri, chiama a raccolta le istituzioni per tentare di cancellare le verità scomode per il potere, usando tutti gli strumenti più sofisticati della propaganda e della retorica. Non solo, ella ed i suoi solerti collaboratori si avvalgono di concetti mutuati proprio da coloro che studiano le strategie dell’”informazione” ufficiale, quali “bias di conferma”, “narrazione” … concetti che si riferiscono, invece, a chi accetta supinamente le versioni di regime che sono delle pure menzogne. Siamo al cospetto della solita inversione orwelliana. E’ il consueto tentativo di vilipendere e ghettizzare gli scrittori ed i ricercatori non allineati, evocando circostanze psichiatriche, quando gli unici ad essere paranoici ed alienati sono proprio loro, come dimostrato da insigni studi scientifici. Gli attivisti sono anche accusati di essere venali, quando sono proprio i depistatori ad essere finanziati in modo generoso dai Ministeri.

La crociata della Signora Boldrini dipende solo dal terrore che qualche cittadino si svegli: decida di gettare il televisore in una discarica autorizzata, decida di non leggere più gli immondi scartafacci governativi (Il Corriere della pera, La Zampa, Il Pesto del Carlino, Il Disfatto quotidiano e TUTTE le altre laide gazzette nazionali e locali). Se veramente i negazionisti istituzionali avessero a cuore il bene collettivo per difenderlo da truffe e bugie, agirebbero per promuovere la libertà di pensiero e di espressione, unico antidoto contro la tirannia; agirebbero per tutelare la salute ed il pianeta che, invece, sono devastati dalla geoingegneria clandestina e da altri crimini di Stato.

E’ ovvio che coloro non conoscono il filosofo illuminista Antonio Genovesi. (Castiglione, Salerno, 1713, Napoli, 1749) Il pensatore campano, a ragione, sostiene che non è deplorevole che la stampa pubblichi, accanto ad informazioni veritiere, pure notizie distorte: l’opinione pubblica deve imparare a discernere il vero dal falso, il plausibile dall’improbabile, deve abituarsi a confrontare le fonti, a cercare la verità in modo autonomo, senza l’intervento del potere che stabilisce che cosa è reale e che cosa è fittizio. Il cittadino (in senso aristotelico) non ha bisogno di essere istruito da uno Stato paternalistico e coercitivo, ma deve da solo sviluppare lo spirito critico e la coscienza politica.

Chiamiamo l’operazione della Boldrini con il suo nome: censura di Stato! E’ una censura capillare, invadente, presuntuosa, ipocritamente spacciata per sollecitudine. L’artefice di questa malsana crociata è già responsabile di un vergognoso stupro della lingua italiana con i suoi obbrobriosi “ministra, sindaca, assessora…”: è un’aggressione che grida vendetta al cospetto di Dio. Ora è responsabile di questo assalto proditorio ai danni dei pochi autori liberi: ella si avvale dell’ausilio di famigerati occultatori che sono stati spesso denunciati per le loro diffamazioni e calunnie (associate a deliri paranoidi) che impunemente hanno diffuso e diffondono sulla Rete. Naturalmente una magistratura quasi sempre telecomandata ha insabbiato, archiviato, legittimando de facto e de iure una condotta, per lo meno, discutibile.

E’ ora di respingere con tutte le misure legali questa ignobile campagna contro la verità e la libertà! E’ ora di denunciare la doppiezza di codesto attacco che, paradosso dei paradossi, arruola i più accaniti agenti governativi per “preservare” la correttezza nell’informazione. E’ come se ci si rivolgesse a fabbricanti di armi per la promozione della pace nel mondo: è assurdo!

Liberiamoci del televisore, strappiamo i giornali, non leggiamo le testate governative, boicottiamo in ogni modo TUTTE le iniziative degli apparati, denunciandone la natura violenta, mistificatrice ed insincera. Prima di progettare e costruire una nuova società, è necessario fare tabula rasa del presente sistema che è corrotto, ingiusto, disonesto, illegale in modo irreparabile. Non è possibile alcun dialogo, non è possibile alcun compromesso con certi personaggi. Non concediamo loro neppure l’onore delle armi: saranno spazzati via, colpiti dalla damnatio memoriae. Di loro non resterà neppure la polvere.

Firma QUI la petizione per chiedere le dimissioni della Presidente della Camera Laura Boldrini.

AGGIORNAMENTO:

Come anticipato nelle settimane scorse, la Presidente della Camera Dott.ssa Laura Boldrini è stata denunciata per attentato all’articolo 21 della Costituzione [ LINK ] nonché per concorso nei reati di diffamazione, calunnia ed atti persecutori etc., perpetrati a mio danno da quegli stessi soggetti che ella presenta in pompa magna come i tutori della verità ma che, invece, sono stalkers di mestiere. Qui di seguito uno stralcio della denuncia, presentata alle Procure di Roma ed Imperia. Mentre qui è disponibile copia PDF.




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martedì 17 gennaio 2017

Asini e galoppini



Abbiamo a lungo ignorato le colossali castronerie e le assurde accuse di Albino Galuppini del portale "Pianeta X": infatti disdegniamo certi omuncoli che si qualificano per quello che sono con le loro idiozie. Tuttavia si corre il rischio che alcuni lettori ed attivisti scambino il nostro silenzio per imbarazzo; perciò abbiamo deciso di smentire nel modo più categorico le scempiaggini di Galuppini, fanatico fautore della teoria della Terra piatta (in realtà rappresentata come discoidale). Questo pasdaran ci ha incolpato di essere agenti del sistema solo perché abbiamo indirizzato una lettera aperta alla Boldrini o poiché abbiamo scritto Stato con la lettera maiuscola. Incredibile!



In primo luogo, la lettera alla Presidente della Camera era una provocazione, visto che non abbiamo alcuna fiducia nelle istituzioni; Stato con la maiuscola, oltre ad essere una regola ortografica, ha un valore sarcastico, come scrivemmo tempo fa. Ecco: questi sono gli “argomenti” di Galuppini che considera finti i procedimenti istruiti nei nostri confronti nonché la geoingegneria clandestina (alias scie chimiche, in inglese chemtrails) una psy-op: qui casca l’asino! Ora si capisce dove si vuole andare a parare con tutta questa pseudo-informazione pseudo-indipendente a base di Bibbia (mai conosciuta ed analizzata nell’originale ebraico), Terra piatta, fiacca critica del potere: si vuole solo intorbidare le acque, confondere tutto e tutto. Questa sì che è una sopraffina operazione di guerra psicologica, marchiata C.I.A. (Criminal infamous agency).

Si noti che le “argomentazioni” usate da Galuppini sono le stesse cui ricorrono i disinformatori conclamati: anche l’obiettivo è lo stesso, ossia dimostrare che la geoingegneria illegale è una fandonia. Galuppini dovrebbe avere il coraggio di ripetere le sue vergognose conclusioni a quei genitori che hanno perso un figlio a causa di un infarto da bario, a tutti i parenti di persone colpite dall’Alzheimer da alluminio etc.

Se proprio vogliamo identificare un altro gatekeeper, lo riconosciamo in Galuppini che riesce prodigiosamente a pubblicare decine di video ed articoli al mese, a tradurre monumentali articoli e studi sulla Terra piatta in collaborazione con Dino Tinelli (che, però, non prende le distanze dalle asserzioni del mentore Galuppini) e contenuti connessi. Dove un semplice blogger riesce a trovare il tempo, le risorse ed i mezzi per questa produzione in quantità industriale e per giunta con cadenza quotidiana? E’ vero che quasi sempre i nostri you-tubers sfornano asinerie, ma sono ben confezionate, molto professionali. Ciò induce a nutrire qualche dubbio…

Ecco come si esprime il negazionista: “Ciò rafforza il mio sospetto che le cosiddette scie chimiche siano una sorta di operazione psicologica (psy-op) globale al pari di ‘Isis’. Difatti, esse vengono irrorate principalmente sui centri abitati e grandi città dove le élite (sic) tengono (sic) le loro dimore aristocratiche. Se le chemtrails fossero realmente dannose, ciò non sarebbe possibile. Certi livelli di potere sono davvero intoccabili, e, nuovamente, parlo per conoscenza diretta”.

Questo è il cliché dei disinformatori mascherati che sono fabbricati con lo stampo: i sofismi non sono simili, ma identici! Perfetto, provi a dichiarare ciò ad una persona affetta dal Morgellons, sempre che non si sia tolta la vita per la disperazione! Il Morgellons, com’è risaputo, è una nanopatologia collegata al genocidio noto anche come “guerra climatica”.

Alcuni decenni or sono, era programmata una buffa pubblicità in cui un marinaio chiedeva: “Capitano, lo posso torturare?” Ecco, di fronte a gente che non sa che cosa significhi confrontarsi con l’infinita ottusità di tribunali et similia, di fronte a gente che, dal basso della sua ignoranza, crede di poter trinciare giudizi sugli altri, un po’ di sdegno è più che doveroso.

Sempre a proposito di cialtronerie, denunciamo anche il cambiamento di campo operato da Carmine Martino [ex “Coscienza” (sic!) sveglia (sic!!!)]. Anche quello lì, ormai passato nelle schiere dei depistatori, senza che mai lo avessimo chiamato in causa, in modo del tutto gratuito, si è espresso in maniera velenosa nei nostri confronti. E’ comunque evidente lo scopo di queste boutades: delegittimare, con insinuazioni più ridicole che infamanti, i pochi ricercatori seri sulla geoingegneria assassina con il fine recondito di “dimostrare” che le scie chimiche non esistono.

Speriamo comunque che Galuppini inserisca presto qualche video di equitazione: visto il cognome, magari ci propone finalmente qualcosa di interessante.

N.B.: I termini “asino” ed “asineria” sono impiegati in senso metaforico, con tutto il rispetto per questi animali intelligenti e tenaci.


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