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mercoledì 9 novembre 2016

Inversione termica artificiale e propagazione troposferica a fini civili e militari



PERCHE' CON LA GEOINGEGNERIA CLANDESTINA SI MIRA A CREARE ARTIFICIALMENTE L'INVERSIONE TERMICA

Condizioni indotte di alta pressione e conseguente inversione termica consentono di impiegare la troposfera (lo strato più basso della nostra atmosfera) quasi come fosse la ionosfera e di conseguenza di facilitare le comunicazioni ad alta frequenza.

La troposfera è lo strato più basso dell'atmosfera terrestre che alle nostre latitudini geografiche si estende circa fino a 11 km di altezza; verso l'equatore un po' più in alto, verso i poli un po' più in basso. Al suo interno avvengono tutti i fenomeni meteorologici che noi avvertiamo in via diretta.

Se le masse d'aria troposferiche sono ben mescolate, la temperatura e l'umidità relativa dell'aria decrescono abbastanza regolarmente con l'aumento dell'altitudine. Questa situazione, però, non è riscontrabile, se non in circostanze molto rare. Una difformità interessante si manifesta, ad esempio, in presenza di alta pressione meteorologica, caratterizzata notoriamente da belle giornate con scarsa o completa assenza di vento. In tale caso, l'aria troposferica non è mescolata in modo uniforme, ma l'aria più calda, più asciutta e perciò più leggera tende a disporsi sopra altra aria più fresca, più umida e perciò più pesante. Nella zona di contatto tra le due masse d'aria la temperatura e l'umidità variano piuttosto repentinamente. Questo passaggio è chiamato inversione di temperatura o inversione termica.

Queste inversioni offrono interessantissime possibilità di DX sulle onde ultracorte. [1]

L'inversione termica

L'inversione termica è un fenomeno causato dal forte raffreddamento di strati di aria in prossimità del suolo. La temperatura quindi aumenta, invece di diminuire al crescere della quota. In zone di alta pressione si forma un cuscinetto di aria fredda sotto falde di aria calda: è così impedito il moto ascensionale delle correnti. Il fenomeno si verifica in modo particolare in autunno ed in inverno.

Se i segnali radio colpiscono la zona di contatto tra i cuscinetti, essi sono rifratti verso la superficie terrestre. Si tratta dunque di un fenomeno molto simile al DX ionosferico.

Le portate per riflessione ottenibili dipendono dall'altezza dell'inversione che può giungere fino ad 8 km di altitudine nonché dall'angolo verticale d'irradiazione dei segnali.

[1] La propagazione del segnale elettromagnetico, emesso dai trasmettitori a terra, si propaga nella IONOSFERA, che è una regione dello spazio a bassa densità gassosa dove l’energia solare è sufficiente a ionizzare le particelle che si raccolgono a seconda dell'intensità di ionizzazione in STRATI. Tali strati sono situati a diverse e variabili altezze e permettono alla RADIOONDA di propagarsi nello spazio come raggi luminosi in uno specchio, compiendo centinaia, migliaia di chilometri.
La IONOSFERA è suddivisa in fasce Ionizzate dette STRATI. La sua parte inferiore compresa tra i 40 ed i 500 Km è distinguibile in tre strati riflettenti:

- Lo strato più basso è denominato D (50/90 Km) ed è poco determinante per la deviazione a terra delle Onde ad alta frequenza.
- Lo strato E (100/150 Km) è quello che influisce nettamente sui collegamenti a lunga distanza (i cosiddetti DX).
- Lo strato F (200/500 Km) è quello determinante per i DX notturni. Lo strato F è a sua volta suddiviso in due substrati, ovvero F1 (180/220 Km circa) ed F2 (220/550 Km circa). E’ l'attività solare che determina le modalità di propagazione delle onde elettromagnetiche, agendo principalmente sulla ionosfera.

FONTI:

- Propagazione troposferica
- Propagazione ionosferica


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sabato 29 agosto 2015

Siccità in Brasile ed in Cile



Correttamente l’attivista californiano Dane Wigington lancia l’allarme circa una condizione di siccità pressoché planetaria. Ad essere colpiti dall’aridità sono numerosi paesi o aree nel mondo, per la precisione 36: Australia, Cuba, Iraq, Iran, Mongolia, Siria, Stati Uniti occidentali, Nuova Zelanda, Venezuela... Negli ultimi anni anche il Brasile ed il Cile sono alle prese con la penuria di precipitazioni: sono stati in cui il fenomeno è recente e di origine artificiale. La stessa regione dell’Amazzonia sta conoscendo i problemi legati alla scarsità di piogge. Ciò è doppiamente paradossale, perché le foreste pluviali a causa dell’elevata evotraspirazione dovrebbero essere bagnate da scrosci costanti e poiché l’aumento delle temperature (un aumento indotto dalle armi chimiche ed elettromagnetiche!) dovrebbe, come ci ricorda Wigington, determinare una crescita dell’umidità atmosferica. Ad un grado in più di temperatura, infatti, corrisponde un incremento pari al 7 per cento dei valori igrometrici. I modelli climatici, molti dei quali elaborati dal N.O.A.A., preannunciano un aggravamento della situazione. Come può il N.O.A.A. preconizzare tale trend, se non è, insieme con molte altre agenzie, coinvolto nelle pesanti manipolazioni del tempo su scala globale?

Che cosa si prevede (o è stato programmato?) intanto per il Brasile ed il Cile? Ce lo riferisce il meteorologo Eric Leister.


Mentre l'estate volge al termine, la stagione autunnale comincerà con alcune tempeste in alcune regioni di Argentina, Paraguay, Uruguay e Brasile. Nel frattempo, la siccità continuerà ad imperversare nel Brasile orientale.

Qualche pioggia ha bagnato talune delle regioni più colpite, ma i modelli climatici si indirizzano verso un peggioramento. L’estate si è rivelata asciutta in tutto il Cile centrale e le condizioni si perpetueranno.

La siccità persiste o si aggrava in Brasile orientale. Interi territori del Sud America sono nella morsa di una grave aridità, soprattutto la regione meridionale da Brasilia a San Paulo e Rio de Janeiro. Mentre queste zone altamente popolate sono state al centro dei titoli dei giornali, i media hanno ignorato il problema che sta mordendo le aree del nord-est, con gli stati di Bahia e Piaui e le coste caraibiche.

Le precipitazioni saranno ben al di sotto normale in tutto il nord-est del Brasile durante la stagione autunnale: i fronti perturbati conosceranno uno stallo anche a sud, all'inizio della stagione. "La siccità probabilmente peggiorerà in tutta la regione nel suo complesso", ha affermato il meteorologo Jason Nicholls. Qualche pioggia benefica cadrà negli stati di Goias, Mineas Gerais, Espirito Santo. Tuttavia, con l’avanzare della la stagione, è previsto un ritorno al clima più secco, mentre i temporali si concentreranno tra Brasile sudorientale, Argentina e Uruguay. [...]

Il tempo siccitoso perdurerà per gran parte dell'estate a Santiago del Cile anche con temperature al di sopra delle medie. Un altro fattore di questo modello di tempo più caldo del solito è che sarà dominato da zone di alta pressione. Queste aree di alta pressione impediranno ai fronti freddi di raggiungere il Cile centrale. Mentre le prime piogge significative di solito arrivano nel mese di aprile o all'inizio di maggio, per avere qualche scroscio più consistente bisognerà aspettare sino a giugno.

Fonte: accuweather.com

Articolo correlato: Mongolia, secondo stato al mondo a soccombere sotto i colpi della geoingegneria, 2015

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domenica 19 luglio 2015

Anticicloni squadrati: quando le armi meteorologiche stravolgono la Natura



Nella cronaca "Massicce irrorazioni tra Italia, Francia e Spagna", l'autore di "Disquisendo" mostra delle sconvolgenti immagini satellitari con il solito intrico di scie iperpersistenti tessute su gran parte della fascia mediterranea settentrionale e meridionale.

Siamo purtroppo avvezzi a questi scempi chimici e sappiamo quali sono le cause sia dell'afa infernale sia dell'aridità implacabile che soffocano intere regioni. Bisogna, però, evidenziare che l'area di alta pressione possiede tutti i caratteri dell'artificialità. Si osservino le mappe: quando mai gli anticicloni hanno assunto queste forme poligonali? Cicloni ed anticloni veri manifestano configurazioni grosso modo circolari, come è palesato dalla radice dei vocaboli, il greco "kyclos" che significa "cerchio". In condizioni normali (la Natura non conosce le linee rette) i fronti perturbati e le aree di alta pressione si dispongono a formare delle spirali, una volta rappresentate simbolicamente con isobare concentriche oggi sostituite da ridicole icone: nelle immagini in oggetto, invece, le zone con valori barici bassi denotano, oltre a trame chimiche che le attraversano, profili pressoché rettilinei a seguire le linee di costa. Non solo, mentre i bollettini meteo militarizzati preannunciano ondate di calore dovute a fantomatici anticicloni africani, i barometri sovente indicano bassa pressione atmosferica: chi mente? La leziosa meteorina di turno o lo strumento di misurazione? [1]



La verità è la seguente: le perturbazioni sono tenute lontane da Portogallo, Spagna, Francia, Italia etc. di modo che la pioggia non irrori plaghe sempre più assetate. E' quanto succede, ad esempio, anche in California dove in modo sistematico contro le aree di bassa pressione sono erette da circa dieci anni invalicabili barriere chimiche affiancate lungo la West coast: sono sbarramenti appunto lineari, solo qua e là sfrangiati. Questi "valli di Adriano", nel migliore dei casi, fanno scatenare le precipitazioni sul mare. Le conseguenze: siccità, incendi, morti per le ondate di calore soprattutto tra gli anziani, razionamento dell'acqua, aumento dei costi del prezioso liquido… Così la Nestlè acquista per pochi centesimi il gallone l'acqua dei laghi e delle sorgenti statunitensi per rivenderla a prezzi esorbitanti negli Stati Uniti ed all’estero. Il tutto con la scellerata complicità dei governatori e della presidenza Obama.

Accanto alla manipolazione dei fenomeni atmosferici, con tutte le disastrose ripercussioni sulla biosfera ed i suoi delicati equilibri, assistiamo al plagio delle menti: qualche giorno fa ho catturato un frammento di conversazione tra due signore. Alla prima, che si lamentava del caldo insopportabile, l’altra rispondeva nel modo seguente: "Bisogna rassegnarsi… Il tempo è questo: d'estate le temperature sono torride, mentre in autunno ed inverno cadono le bombe d'acqua (sic)". Ciò significa che la gente comune, del tutto riprogrammata, ormai si prefigura ed attende lunghi periodi di siccità, punteggiati da brevi e violenti nubifragi. Ci si è dunque abituati all'anormalità, all'orrore, dimenticando le dinamiche meteorologiche naturali che escludono l’attuale frequenza di manifestazioni estreme… e distruttive.



[1] In meteorologia il termine “ciclone” designa un “campo” in cui la pressione atmosferica è inferiore rispetto a quella delle zone circostanti alla stessa altitudine (bassa pressione). E’ tipicamente abbinata alle precipitazioni ed al vento. I cicloni, insieme con i loro fronti meteorologici, sono definiti “perturbazioni atmosferiche”. In generale un'area di bassa pressione è individuabile e rappresentabile su una carta meteorologica o con modelli fisico-matematici: a livello del mare (quindi su una superficie ad altitudine costante) si raffigura con isobare decrescenti verso il punto minimo, chiamato centro del ciclone (o punto di minimo); su un territorio a pressione costante, è visualizzata tramite isoipse decrescenti verso il centro. Contrapposti ai cicloni (o aree di bassa pressione) sono gli anticicloni o zone di alta pressione. Nell'emisfero boreale, nel ciclone l'aria è soggetta ad un sistema di venti circolanti in senso antiorario, laddove nell'emisfero australe ad un complesso che si muove in senso orario a causa della rotazione terrestre e della forza di Coriolis. (Enciclopedia delle Scienze, Milano, 2005, s.v. inerenti)


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mercoledì 15 luglio 2015

Mira il Dolo: uragano artificiale si abbatte sulla Riviera del Brenta



Il giorno 8 luglio 2015 le località di Mira e Dolo nella Riviera del Brenta (provincia di Venezia) sono state colpite da un micidiale uragano F 4 con venti sino a 300 Km orari. Alcune case sono state scoperchiate, altre addirittura distrutte, gli alberi sono stati divelti, vari automezzi sollevati e proiettati lontano dai luoghi in cui erano parcheggiati: i danni sono stati ingenti. Lo scenario che si è presentato agli attoniti abitanti, una volta placatosi il tornado, è stato quello di una zona bombardata.

Quali sono state le cause di questo fenomeno del tutto anomalo? Si deve ipotizzare che, i militari, dopo aver tenuto per molto tempo l’Italia sotto un coperchio di alta pressione innaturale, abbiano scatenato un inferno di turbini semplicemente innalzando le temperature nei bassi strati dell'atmosfera. Queste correnti, risalendo in quota e scontrandosi con i fronti freddi provenienti da Est, hanno facilitato le condizioni per la creazione di un fenomeno violento ed inusitato per la regione. I servizi meteo avevano in effetti “previsto” precipitazioni nel Triveneto. Non si può tuttavia escludere che siano state impiegate armi satellitari in grado di irradiare le potenti energie termiche, necessarie per generare tempeste distruttive.

Dobbiamo qui ribadire che il tornado che si è abbattuto sul Veneziano è del tutto aberrante: gli uragani (chiamati “tifoni” nel Sud est asiatico, dal cinese “ta”, grande e “feng”, vento), infatti, si formano sugli oceani in corrispondenza della zona equatoriale, grazie all’azione congiunta degli Alisei e della forte evaporazione. L’evaporazione forma dei giganteschi sistemi nuvolosi (aree di bassa pressione) che cominciano poi a disporsi in immani vortici a causa dei venti e della rotazione della Terra (forza di Coriolis). Anche per questa ragione si deve sospettare il dolo, in quanto le mappe satellitari e quelle del radar Doppler situato a Fossalon di Grado mostrano che il tifone percorre la direzione opposta a quella naturale. Nell’emisfero settentrionale i cicloni si spostano, infatti, da Est verso Ovest, come spiegava il compianto Colonnello Edmondo Bernacca nei servizi meteo della RAI.



Ergo il tornado abbattutosi su Mira e Dolo è senza dubbio indotto, estraneo a dinamiche naturali, giacché gli uragani non possono formarsi sulle regioni mediterranee. I radar Doppler del Triveneto hanno registrato l’evento atmosferico, ma non sono all’origine della calamità, in quanto essi lavorano su frequenze diverse dai cosiddetti "riscaldatori ionosferici".

Abbiamo dunque assistito ad un altro episodio di guerra meteorologica, ad un attacco in piena regola sferrato contro una regione che aveva manifestato una pur timida insofferenza nei rispetti delle direttive provenienti dall’esecrando governo centrale, a sua volta docile esecutore di ordini superiori.

E’ stato dunque un assalto proditorio, la dimostrazione di un nesso tra geoingegneria clandestina e geopolitica intimidatoria: ricorda le alluvioni che hanno sommerso nel giugno scorso alcuni territori del Texas, stato ostile alle nefaste politiche del fantoccio Barack Obama, ma pure il nubifragio che sconvolse la Sardegna, allorquando la Giunta regionale era in procinto di dichiarare l’isola esente dall’I.V.A.

Last, but not least, osserviamo che la probabile ritorsione ha riguardato due località i cui nomi paiono alludere alll’artificialità dello sfacelo: è come se, con l’arrogante attitudine provocatoria che contraddistingue i vertici del complesso militare-industriale, essi volessero dire: “Mira il Dolo”, ossia “Considera la frode, l’inganno”. Una coincidenza?


Articolo correlato:

"Meteotron", il macchinario dei nubifragi artificiali, 2014


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