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domenica 16 maggio 2021

Particelle supermagnetiche nei vaccini ad mRNA

La letteratura scientifica spiega l'efficacia dell'ossido di ferro nei vaccini ad RNA

Recentemente sono stati riportati episodi relativi allo strano fenomeno della calamita al neodimio che si attaccherebbe alla spalla, proprio nel punto ove è stata inoculata la dose del "siero di lunga vita" (alcuni medici riportano il decesso di almeno 8000 anziani - nella sola Lombardia - a seguito del cosiddetto vaccino).

All'inizio ho pensato ad una notizia falsa, creata ad arte per screditare coloro che la diffondevano sui "social", ma poi un'amica mi ha fatto notare che:

"Esiste un vasto numero di aziende che impiegano la nanotecnologia. Tali società sono coinvolte nella produzione del 'vaccino' COVID-19. Studi accademici e ricerche scientifiche risalenti già al 2014, dimostrano che veniva già esaminato l'uso di nanoparticelle di ossido di ferro superparamagnetiche definite "Superparamagnetic iron oxide nanoparticles" (SPION) nella somministrazione dei vaccini a DNA".

Ne abbiamo conferma in questo studio referato, intitolato: "Superparamagnetic nanoparticle delivery of DNA vaccine".

Nel compendio leggiamo: "L'efficienza della somministrazione dei vaccini a DNA è spesso relativamente bassa rispetto ai vaccini proteici. L'uso di nanoparticelle di ossido di ferro [1] [2] superparamagnetiche (SPION) per fornire geni tramite magnetofection mostra la promessa di migliorare l'efficienza della consegna genica sia in vitro sia in vivo. In particolare, la durata della trasfezione genica, specialmente per l'applicazione in vitro, può essere significativamente ridotta dalla 'magnetofection' rispetto al tempo necessario per ottenere un'elevata trasfezione genica con protocolli standard. Gli 'SPION' che sono stati resi stabili in condizioni fisiologiche possono essere impiegati sia come agenti terapeutici sia diagnostici grazie alle loro caratteristiche magnetiche uniche. Le caratteristiche preziose delle nanoparticelle di ossido di ferro nelle bioapplicazioni includono uno stretto controllo sulla loro distribuzione dimensionale, proprietà magnetiche di queste particelle e la capacità di trasportare particolari biomolecole a bersagli specifici. L'interiorizzazione e l'emivita delle particelle all'interno del corpo dipendono dal metodo di sintesi. Sono stati adoperati numerosi metodi di sintesi per produrre nanoparticelle magnetiche per bioapplicazioni con diverse dimensioni e cariche superficiali. Il metodo più comune per sintetizzare particelle di magnetite Fe3O4 di dimensioni nanometriche in soluzione è la coprecipitazione chimica di sali di ferro. Il metodo di coprecipitazione è una tecnica efficace per preparare dispersioni acquose stabili di nanoparticelle di ossido di ferro. Descriviamo la produzione di SPION a base di Fe3O4 con valori di magnetizzazione elevati (70 emu/g) inferiori a 15 kOe del campo magnetico applicato a temperatura ambiente, con rimanenza di 0,01 emu/g tramite un metodo di coprecipitazione in presenza di citrato trisodico come stabilizzante. Le SPION nude spesso mancano di stabilità, idrofilia e capacità di essere funzionalizzate. Per superare queste limitazioni, il polimero policationico è stato ancorato sulla superficie di SPION appena preparati, mediante un'attrazione elettrostatica diretta tra gli SPION caricati negativamente (a causa della presenza di gruppi carbossilici) e il polimero caricato positivamente. La polietilenimina è stata scelta per modificare la superficie delle SPION per assistere il rilascio del DNA plasmidico nelle cellule di mammifero a causa dell'ampia capacità di tamponamento del polimero attraverso l'effetto "spugna protonica".

Se così stanno le cose vi sono tre considerazioni da svolgere:

a) Non si tratta di nanobots, microchip o simili, poiché questi sono ordigni a-magnetici. b) I pazienti sciagurati che hanno optato per la "vaccinazione" anti Covid-19, se non subiranno reazioni trombotiche gravi nei primi trenta giorni dall'inoculazione, subiranno comunque un decadimento cerebrale veloce, in quanto il ferro, notoriamente, è metallo all'orgine del Parkinson e dell'Alzheimer. c) I pazienti inoculati stanno subendo una sostanziale mutazione del loro DNA.

Sul terzo punto, ad ulteriore conferma di una possibile modificazione del patrimonio genetico, riporto le osservazioni della Dottoressa Antonietta Gatti. Ella ipotizza che nei soggetti "vaccinati" sia intervenuta una "inversione paracentrica del cromosoma".

Si tratta di un tipo di mutazione cromosomica. Nelle mutazioni cromosomiche un pezzo di cromosoma può andare perduto (delezione), raddoppiarsi (duplicazione), ruotare di 180° e riunirsi al resto del cromosoma (inversione), infine essere spostato su un altro cromosoma (traslocazione). Un cromosoma presenta un'inversione paracentrica, quando la sequenza di DNA che lo costituisce si è rotta in due punti e il tratto all'interno dei punti di rottura è stato “riattaccato” ad opera di speciali enzimi, ma “invertito” nel suo orientamento (l'inizio del frammento riattaccato diventa la fine e viceversa).

[1] La magnetite (Fe2+Fe3+2O4), appartenente al gruppo dello spinello, è il minerale ferroso con il più alto tenore di ferro (72,5%) utilizzabile industrialmente. È inoltre il minerale con le più intense proprietà magnetiche esistente in natura. Il ferromagnetismo è la proprietà di alcuni materiali, detti materiali ferromagnetici, di magnetizzarsi molto intensamente sotto l'azione di un campo magnetico esterno e di restare a lungo magnetizzati quando il campo si annulla, diventando così magneti.

[2] Le nanoparticelle ferrose hanno interessato un esperimento con topi da laboratorio, laddove le particelle di ossido di ferro supermagnetiche si concentravano in specifiche aree del cervello. I ricercatori sono riusciti quindi a controllare le azioni dei topi con onde elettromagnetiche: le cavie saltavano, correvano, si fermavano etc. a seconda dell’impulso elettromagnetico ricevuto.

Per approfondire il tema segnalo i seguenti articoli e le seguenti fonti:

- Worldlifeo.com
- Ncbi.nlm.nih.gov
- Tandfonline.com
- Link.springer.com (1)
- Link.springer.com (2)
- Polvere di carbone, grafite, magnetite e ferro diffusi deliberatamente nella troposfera: la geoingegneria è la vera causa del riscaldamento planetario

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giovedì 6 luglio 2017

Nesso tra bario e patologie neurodegenerative



Livelli tossici di bario possono essere all’origine della sclerosi multipla, della sclerosi laterale amiotrofica e dell’encefalopatia. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Medical hypotheses, elevati livelli di questo metallo pesante tossico sono associati ad un’elevata incidenza di affezioni neurodegenerative.

Alle aree geografiche con la più alta contaminazione di bario corrisponde la maggiore incidenza della sclerosi multipla: ci si riferisce al Saskatchewan (Canada), Sardegna (presenza di poligoni militari e regione scelta per criminali esperimenti già dagli anni '60 del XX secolo), Massachusetts, Colorado (basi strategiche), Guam (installazione militare statunitense) e nord-est della Scozia [zona di sperimentazione con dispersione di bario, stronzio ed argento (scie chimiche/chemtrails): si vedano gli studi di Mark Purdey] in cui sono stati reperiti elevati livelli di bario nel terreno. Una quota media nociva di 1428 ppm di bario è stata confrontata con un livello medio "non tossico" di 19 ppm di bario, registrato nelle regioni adiacenti senza alta diffusione di sclerosi multipla.

Di seguito la traduzione dell'epitome dell’articolo scientifico intitolato “L’intossicazione cronica da bario blocca la sintesi dei solfato proteoglicani: un’ipotesi per l’origine della sclerosi multipla”.

Alti livelli di contaminazione legate a fonti naturali ed industriali del metallo alcalino-terroso bario (Ba) sono stati identificati negli ecosistemi e nei luoghi di lavoro che sono associati con alta incidenza di casi di sclerosi multipla (SM) ed altre malattie neurodegenerative, quali l'encefalopatia spongiforme trasmissibile o "morbo della mucca pazza" (EST) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Analisi degli ecosistemi dove si trovano i più noti focolai di sclerosi multipla in Saskatchewan (Canada), Sardegna, Massachusetts, Colorado, Guam, Nord Est della Scozia, hanno dimostrato elevate concentrazioni di bario nel suolo (valore medio 1428 ppm – parti per milione) e nella vegetazione (valore medio: 74 ppm) rispetto ai parametri medi di 345 e 19 ppm rispettivamente registrati in regioni adiacenti ove non si rilevano alti casi di sclerosi multipla.



Gli alti livelli di bario provenienti da estrazioni minerarie e/o dall’uso di questo metallo nelle attività collegate all’estrazione di petrolio e gas, alla lavorazione della carta e dei tessuti, alle industrie siderurgiche nonché al bario diffuso sotto forma di aerosol atmosferico per aumentare/rifrangere i segnali delle onde radio/radar lungo i corridoi aerei dei jet militari (E’ da anni disperso anche con gli aerei civili, n.d.r.), a quello impiegato nelle piattaforme per il lancio di missili etc.

E' considerato il fatto che la contaminazione cronica dei biomi con tipi reattivi di sali di bario può innescare la patogenesi della sclerosi multipla. L’unione del bario con i solfati liberi priva le molecole endogene di proteoglicani solfati (solfato di eparina) del loro co-partner solfato, bloccando così la sintesi degli S-proteoglicani ed inibendo la loro funzione cruciale nella segnalazione del fattore di crescita dei fibroblasti (fibroblast growth factor – FGF). Tale fattore stimola i progenitori degli oligodendrociti a regolare la crescita e l’integrità strutturale della guaina mielinica.

La perdita dell’attività degli S-proteoglicani spiega altri aspetti cruciali della patogenesi della sclerosi multipla, così come l’aggregazione delle piastrine e la proliferazione dello stress ossidativo generato dai perossidi. L’intossicazione da bario disturba la pompa ionica sodio-potassio: la disfunzione di tale meccanismo è un’altra sfaccettatura caratteristica della Sclerosi multipla. Il manifestarsi contemporaneo di casi di patologie neurodegenerative in questi ecosistemi contaminati dal bario suggerisce che queste malattie possono dipendere da una comune inibizione dei sistemi di segnalazione mediati dal fattore di crescita dei solfato proteoglicani. La genetica dell’individuo determina in fin dei conti quale particolare malattia insorga.

Mark Purdey, a margine della sua ricerca, così scriveva:

The billeting of the military in the MS affected communities of the Faroes, Iceland, Saskatche-wan-Alberta borders, Guam, the Gulf war zones, etc, has been associated with the onset of MS and other neurodegenerative epidemics, and this could be correlated to the sudden contamination of the local atmospheres following detonations of Ba based explosives during military conflicts or exer-cises, or due to other military uses of Ba such as radar ducting aerosols. Other routes of Ba exposure in the MS clusters involve the proximity of the indi- vidual's home, workplace or water supplies to quarry explosions or the spreading of spent Ba dril-ling mud across farmland – a waste product of the fast expanding oil and gas well industry that was observed in the Alberta-Saskatchewan MS clusters.

The levels of Ba recorded normal in the identical soil types of the MS-free adjoining area, suggesting that the high Ba re-corded beneath the MS affected jet flightpath zone derives from a pollutant source that is linked to the activities of the aircraft – such as a Ba based system of atmospheric cloud seeding for fog dispersion, or from the common practise of adding Ba into jet fuels for capturing sulphur, suppressing exhaust smoke, as well as creating a Ba ion atmospheric aerosol ducting path – for enhancing-refracting radio and radar signals during military jet practise or battlefield operations.

Another possible source of Ba contamination may have stemmed from the aerial dispersal of Ba based aerosols – such as the barium strontium titanate compounds used for enhancing radar/radio wave transmission – along the flight paths of the military jet 'low flying' test zones that operate over these specific MS affected valleys in Scotland. The author recorded high levels of Ba in all of these Aberdeenshire MS cluster ecosystems, which included levels of Ba at 46 and 694 ppm in the vegetation and soils lying beneath the flight path entering the local military airbase at Lossiemouth.

Articolo correlato: La strana storia di Mark Purdey, 2017

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venerdì 7 aprile 2017

La strana storia di Mark Purdey e la mucca pazza



Sino dal 1988, Mark Purdey, un allevatore del Somerset, sostenne l'ipotesi che gli scienziati non hanno studiato a fondo le cause della BSE. Autodidatta e senza finanziatori, indagò sui complessi meccanismi biochimici del cervello, arrivando a pubblicare un rivoluzionario e documentato studio su un'autorevole rivista medica, ottenendone, però, soltanto attacchi, verbali e fisici [1].

Lo studio di Purdey inizia con l'esame delle funzioni dei prioni, le proteine cerebrali la cui alterazione sembra essere responsabile della BSE. I prioni hanno il compito di proteggere il cervello dalle proprietà ossidanti di alcune sostanze chimiche attivate da agenti esterni come i raggi ultravioletti. La sua ipotesi è che quando i prioni sono esposti ad una carenza di rame ed un eccesso di manganese, il manganese prende il posto del rame cui normalmente il prione si lega. In tal modo, la proteina perde la propria funzione. La prima insorgenza della BSE in Gran Bretagna, ricorda Purdey, si ebbe negli anni '80, quando il Ministero dell'Agricoltura impose a tutti gli allevatori il trattamento degli animali con un pesticida a base di organofosfati chiamato Phosmet, impiegato a dosi molto più alte che nel resto del mondo. Il pesticida veniva versato lungo la colonna vertebrale degli animali.

La ricerca di Purdey mostra che il Phosmet cattura il rame. In quegli stessi anni il mangime degli animali veniva arricchito con sterco di polli proveniente da allevamenti dove gli animali erano nutriti con manganese per aumentare la quantità di uova prodotte. I prioni contenuti nel cervello dei bovini, in tal modo, venivano contemporaneamente privati di rame ed intossicati dal manganese. In Francia, l'impiego del Phosmet divenne obbligatorio inizialmente in Bretagna. 20 dei 28 casi di BSE vennero alla luce proprio in quella regione. Sempre secondo le ricerche di Purdey, la diffusione della malattia coincide con quella del pesticida. Un analogo tipo di avvelenamento potrebbe spiegare la distribuzione della versione umana della malattia.

Dei due principali ceppi di vCJD in Gran Bretagna, uno, nel Kent si trova nel pieno di un'area con coltivazioni nelle quali vengono usate ingenti quantità di fungicidi a base di organofosfati e manganese. L'altro ceppo è a Queniborough, nel Leicestershire, dove una fabbrica di vernici (distrutta da un incendio alcuni anni fa, con grave inquinamento chimico sul paese) ha per anni riversato parte degli scarti di lavorazione nel sistema di canalizzazioni usate per irrigare i campi. Nella produzione di vernici e come additivo per i carburanti avio viene usato proprio il manganese.



Purdey, però, non si limitò a queste indagini, verificando sul campo la propria teoria sui ceppi di BSE e CJD in Islanda, Colorado, Slovacchia e Sardegna. Ogni volta in cui si imbatteva in ceppi di queste malattie, egli rilevava carenze negli animali e negli esseri umani di rame ed un eccesso di manganese.

La maggioranza dei focolai, inoltre, si trova in aree montane, nelle quali i livelli di luce ultravioletta sono alti, ma la prova più concreta a sostegno della sua ipotesi viene da uno studio pubblicato da un'équipe di biochimici dell'università di Cambridge. Questi hanno appurato che, quando il rame è sostituito dal manganese nei prioni, essi adottano precisamente i comportamenti che identificano l'agente infettivo della BSE.

[1] La strana morte di Mark Purdey - L'abitazione del medico veterinario Mark Purdey fu incendiata. Un giorno trovò la sua linea telefonica isolata. Un'altra volta vide degli estranei che si aggiravano, con fare sospetto, nei paraggi della sua fattoria. Questi estranei pedinarono a lungo sia lui sia la moglie. L'avvocato di Purdey morì in un incidente stradale, avendo perso il controllo dell'auto su cui viaggiava. E' stato riferito che un giorno l'autoveicolo, con alla guida Purdey, incrociò un autocarro dotato di strane apparecchiature. La morte di Purdey è avvolta nel mistero: il tumore cerebrale che lo colpì fu causato da campi elettromagnetici mirati e potenti?


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