Visualizzazione post con etichetta clima. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta clima. Mostra tutti i post

lunedì 6 novembre 2023

Variazione dell'asse terrestre e mutamenti climatici

Secondo un recente studio, condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Seul, l'asse terrestre, dal 1998 al 2023, si è spostato di quasi un metro, ma è negli ultimi 5 anni che la velocità di spostamento è aumentata, tanto da incidere sul flusso delle correnti a getto e, di conseguenza, dei fenomeni meteorologici. La variazione dell'angolo di inclinazione della Terra si è avvertita ovviamente per quanto riguarda l'esposizione rispetto al Sole. Infatti, ad un'attenta osservazione nonché sulla base di verifiche statistiche, risulta che - alle nostre latitudini - il Sole sorge e tramonta con un certo anticipo. Il cambiamento appare piuttosto sensibile e facilmente rilevabile. Alcuni anni fa, gli Inuit avevano notato che la nostra stella non si leva più dove erano abituati a vederla spuntare: è un dato empirico, ma che non può essere ignorato.

L'asse terrestre è attualmente inclinato di 23° 26' 10.5" rispetto alla perpendicolare al piano dell'eclittica. L'entità dell'inclinazione varia ciclicamente tra circa 22° 30' e circa 24° 30' con un periodo di 41000 anni; attualmente è di 23° 26'10.5" e in diminuzione. Inoltre l'asse terrestre ruota lentamente intorno alla perpendicolare all'eclittica, descrivendo un doppio cono e compiendo un giro ogni 25800 anni (52″ all'anno). Questo moto è chiamato precessione degli equinozi ed è dovuto alla forza di marea esercitata dalla Luna e dal Sole. Infine vi sono delle oscillazioni dell'asse di minore entità (circa 20′) e con un periodo più breve (circa 18,6 anni): quest'ultimo moto è detto nutazione.

Come al solito i sostenitori del cambiamento climatico di origine antropica imputano la variazione dell'angolo dell'asse terrestre nonché dei fenomeni meteo estremi alle attività umane ma è esattamente il contrario.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 27 luglio 2016

Climates of suspicion (Clima del sospetto)



Si intitola "Climates of suspicion: 'chemtrail' conspiracy narratives (sic) and the international politics of geoengineering" e risale al 2014 uno studio a firma di Rose Cairns, dell'Università del Sussex. Di per sé il testo non si può inscrivere nella disinformazione classica, sebbene sia depistante, di là dai contenuti, contraddistinti da una buona dose di ambiguità: infatti l'approccio al tema è, per così dire, strabico. L'autrice, invece di focalizzare il soggetto "geoingegneria clandestina-scie chimiche", elude il problema, concentrandosi su questioni "sociologiche", dando per scontato, in modo del tutto disonesto dal punto di vista scientifico ed epistemologico, che le frottole degli sciacondensari sono la "verità", stranamente contraddetta e smentita da intere legioni di ricercatori e specialisti, in primis Clifford Carnicom.

E' proprio in questo taglio opaco, sostanziato di tutto l'armamentario pseudo-sociologico proveniente da filosofi mancati e da accademici falliti, che risiede l'interesse di un'analisi che rivela e contrario, ossia per contrapposizione ed in modo quasi non voluto, le strategie del sistema per ghettizzare chi denuncia e si oppone al genocidio in atto.

Di indubbia utilità anche l'analisi linguistica da cui emerge la campagna diffamatoria perpetrata dall'establishment e dalla setta negazionista che, incapaci di confutare una realtà incontrovertibile, possono solo confondere e disorientare l'opinione pubblica, ricorrendo ad una polverosa saccenteria, a sterili luoghi comuni.



In questo ambito semantico è di notevole rilievo la ricognizione lessicometrica [1] compiuta su un campione di siti statunitensi e britannici da cui si evince che certi epiteti attribuiti ai negazionisti hanno oltrepassato i confini nazionali per creare una koiné. Questo linguaggio comune, internazionale bolla i disinformatori definendoli come “ritardati mentali”, “ciechi”, “bugiardi prezzolati.” Questi appellativi sono esaurienti ed efficaci, poiché abbracciano tutta la fauna della disinformazione, dagli imbecilli che veramente credono nelle bugie della pseudo-scienza condensara, agli agenti-maggiordomi foraggiati dai governi (e protetti dalla magistratura) per screditare ed ingiuriare gli esperti specialmente sulla Rete.

Nel testo l’autrice dà un colpo al cerchio e l’altro alla botte: non può certo contraddire i dogmi dell’accademia baronale, ma è costretta ad ammettere in qualche passaggio che le chemtrails, tutto sommato, equivalgono ai “programmi” di geoingegneria clandestina. Riconosce pure che talune asserzioni dei ricercatori indipendenti sono corrette ed aderenti al vero, poi, però, si rifugia nel recinto della ricerca antropologica, mostrando evidente preoccupazione di fronte ad un gruppo che è impermeabile all’azione della propaganda di regime. Anzi, certe questioni sul clima (ad esempio, la frode dell’aumento dell’effetto serra correlato al biossido di carbonio) e sull’ambiente sono impostate in modo innovativo proprio dagli scienziati che la fazione negazionista si affanna a denigrare.

Il fine principale dello studio è il tentativo di capire se, nonostante i liberi pensatori siano un’esigua minoranza, costituiscano una minaccia per lo status quo, se e come gli apparati, grazie al dispiegamento degli organi di regime e delle legioni formate da depistatori, riusciranno ad arginare l’avanzata di un fenomeno che ha dalla sua la convinzione di essere dalla parte giusta. Se la qualità vale più della quantità, la crociata bandita dal sistema è già abortita in partenza.

[1] La ricognizione lessicometrica è l’indagine statistica su quante volte ricorrono certi termini ed espressioni in un contesto preso in esame.

Fonte: Climates of suspicion: 'chemtrail' conspiracy narratives and the international politics of geoengineering, 2014


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 4 luglio 2016

E' allarme! La jet stream settentrionale confluisce in quella meridionale



Il climatologo Paul Beckwith lancia l’allarme a proposito di un’inattesa deviazione della corrente a getto boreale che, dopo aver oltrepassato l’equatore, si è immessa nella jet stream australe. Scrive lo specialista: “La corrente a getto dell'emisfero settentrionale ha attraversato l'equatore e si è unita alla jet stream dell'emisfero australe. Ciò è inusuale ed è un forte indizio di caos climatico. […] Dobbiamo dichiarare l'emergenza climatica globale”.

Di fronte ad un’anomalia così grave, a squilibri forieri di disastri (siccità epocali in alcune regioni e rovinosi nubifragi in altre), Beckwith ed altri brancolano nel buio, si lambiccano, astrologano di Nino e via discorrendo. Siamo al cospetto di bizzarrie meteorologiche la cui principale, se non unica causa va ricercata nelle manipolazioni attuate con i famigerati riscaldatori ionosferici (alias impianti H.A.A.R.P.), installati negli Stati Uniti d’America, in Europa, Cina, Indonesia, Australia etc. Si legga a tale proposito il capitolo ad hoc all’interno del saggio "Scie chimiche - la guerra segreta", 2015.

E’ deprimente vedere come gli esperti siano costretti a ventilare le ipotesi più peregrine per tentare di capire le radici delle aberrazioni climatiche, quando la genesi è chiara: la geoingegneria clandestina soprattutto attraverso l’emissione di campi elettromagnetici. Beckwith è basito, perché il fenomeno, anche se meno notevole, fu già riscontrato nel 2014 e nel 2015; noi non siamo per niente sconcertati, sapendo che i riscaldatori ionosferici sono attivi da alcuni lustri.

Più che dichiarare “l’emergenza climatica globale”, bisogna dichiarare al mondo chi e con quali biechi fini sta devastando la biosfera, forse in modo irreparabile.

Fonte: youtube

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...