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mercoledì 25 gennaio 2012

Liquami dal cielo

Che cosa disperdono gli aerei chimici? Oltre ai soliti metalli, anche mefitici liquami: ne è prova quanto accaduto in una cittadina degli Stati Uniti, dove i velivoli impegnati nelle scellerate operazioni chimico-biologiche, hanno riversato una strana sostanza. Un servizio della Fox news, in cui sono intervistati alcuni residenti che chiamano in causa le chemtrails, avalla questa spiegazione, dando risalto alle testimonianze e per mezzo di eloquenti, decisive inquadrature.

Gli abitanti di Farmington Hills, nel Michigan (Stati Uniti), sono rimasti sconcertati, quando hanno visto i passi carrai, le automobili e le strade coperte da una misteriosa sostanza nera, verde e blu.

E’ ormai la quarta volta in cui questo materiale viene trovato, anche se nessuno sa esattamente che cosa sia, molti cittadini chiamano in causa gli aerei che incrociano a bassa quota sul centro e sull’intera contea. I residenti sono preoccupati, poiché ritengono che la sostanza potrebbe essere tossica.

Le autorità aeronautiche hanno dichiarato che non si tratta di perdite di aerei ed hanno suggerito che i volatili siano la causa del fenomeno (sic), ma la gente del posto non crede a questa patetica versione. Alcuni hanno inviato dei campioni della sostanza ad alcuni laboratori affinché siano analizzati.

Un portavoce della F.A.A., la Federal Aviation Authority ha affermato che non si tratta di carburante di aerei e nemmeno dello scarico dei servizi igienici dei velivoli.



Fonte: expressnews

Letto su ilsole24h



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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 11 giugno 2011

Malfunzionamenti degli orologi in Sicilia: un collegamento con il M.U.O.S.?

In Sicilia, in questi ultimi giorni, sono state segnalate alcune anomalie dei cronografi i quali indicano l'ora sbagliata. Il fenomeno riguarda pure gli orologi alimentati a batterie, dunque si deve escludere che sia determinato da un malfunzionamento della rete elettrica. Qualcuno ha pensato che le concomitanti tempeste solari possano spiegare il problema, ma allora perché si è manifestato solo in Sicilia? E' più probabile, come ipotizza il biofisico Settimio Grimaldi, che la causa sia da ricercare nelle emissioni elettromagnetiche di impianti radar: il M.U.O.S., l'installazione per le telecomunicazioni satellitari, giustamente ribattezzata l'apparato H.A.A.R.P. italiano, è sul banco degli imputati.

"E' possibile che in alcune città siciliane si stia verificando un caso di incompatibilità elettromagnetica tra gli orologi digitali ed una fonte ancora sconosciuta". Lo spiega in un'intervista a 'La Stampa' Settimio Grimaldi, biofisico esperto di elettromagnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche, commentando un fenomeno che sta accadendo in varie zone della Sicilia, da Catania a Palermo, dove le sveglie si spostano in avanti di cinque minuti al giorno.

Sull'ipotesi che un campo elettromagnetico possa mandare in tilt gli orologi, Grimaldi chiarisce: "Non è di certo un fenomeno che si vede tutti i giorni, ma è plausibile. Mentre qualcuno stenta a credere che un campo elettromagnetico possa danneggiare la salute dell'uomo, penso ad esempio ai cellulari, sappiamo con certezza che può interferire con i circuiti elettronici. E' probabile che ci sia un'emittente fissa che porti gli apparecchi elettronici a dare la stessa informazione sbagliata", aggiunge. "Difficile stabilire che cosa possa creare un'interferenza elettromagnetica così costante", sottolinea, "possiamo ipotizzare che una serie di radar militari emani un fascio elettromagnetico costante che mandi in tilt tutti gli orologi digitali interessati. Certo non si può neanche escludere che questa anomalia sia causata da satelliti spia o da una serie di esercitazioni militari".


Fonte: siciliainformazioni


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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 4 maggio 2011

Una risposta ad una domanda cruciale

Viene rivolta spesso una domanda ai ricercatori che si occupano di scie chimiche: “Se veramente è in corso un’operazione di avvelenamento globale, gli ideatori e gli artefici con le chemtrails non intossicano anche sé stessi ed il loro parenti? “ E’ un quesito che molti cittadini pongono e cui saprebbero rispondere, se fossero in grado di rovesciare gli schemi interpretativi della realtà in cui sono intrappolati.

E’ comunque necessario spiegare che le attività di contaminazione della biosfera sono soltanto all’apparenza inconcepibili. Si può replicare all’interrogazione in oggetto con un’altra domanda: se si esclude qualche eccezione, avete mai visto i potenti della Terra (politici, cardinali, uomini di “scienza”, banchieri… ) malati? Le risposte sono due: o adottano efficaci precauzioni, ricorrendo ad antidoti e farmaci, di cui i cittadini comuni ignorano la stessa esistenza, oppure questi influenti personaggi hanno una struttura genetica differente rispetto a quella di Homo sapiens sapiens.

È inoppugnabile che i capi sono pressoché invulnerabili: li vediamo sempre in perfetta salute. Dalla glaciale Elisabetta II all’incartapecorita Rita Levi Montalcini, dal vituperoso Benedetto XVI al suo spaventevole consigliere, Henry Kissinger, dal clownesco Silvio Berlusconi al sordido usuraio Alan Greenspan… è tutta una galleria di entità in forma smagliante. Tra l'altro, è stato rilevato che sulle principesche residenze dei farabutti gli aerei della morte non incrociano. Inoltre le operazioni chimiche si interrompono, in occasione delle visite ufficiali e degli eventi importanti a cui presenziano i pezzi grossi. Si pensi al giorno 1 maggio 2011, dedicato alla beatificazione di Giovanni Paolo II, quando sul Vaticano fluttuavano vaporosi cumuli in un cielo azzurro, mentre all'orizzonte si intravedevano le classiche "innocue velature".

Ammettiamo pure che le scie chimico-biologiche siano nocive pure per le élites e per gli sciagurati che le diffondono (ma quasi tutti gli aerei della morte sono controllati via satellite, ossia velivoli senza personale di bordo, se escludiamo gli aerei di linea), non è forse un fatto che l'uranio impoverito e mille altri veleni sono tranquillamente usati nei teatri di guerra ed altrove, senza remore e titubanze? Di fronte a scopi di natura economica e soprattutto strategico-militare, qualsiasi “scrupolo” e qualsivoglia fuggevole considerazione sui danni agli ecosistemi ed agli esseri viventi è del tutto ininfluente: i dubbi non frenano né dissuadono i manigoldi al potere dalle loro scelleratezze.

I soldati poi sono abituati ad obbedire: essendo schiavi dalla mente programmata, uccidono, se viene ordinato loro di assassinare.

“Se veramente è in corso un’operazione di avvelenamento globale, gli ideatori e gli artefici con le chemtrails non intossicano anche sé stessi ed i loro familiari? No! Se sì, i progetti ed i fini degli avvelenatori sono per loro talmente vitali, decisivi che essi rischiano il tutto e per tutto, senza curarsi di possibili effetti concomitanti.





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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 5 febbraio 2011

Da ascoltare e da leggere

Il giorno 1 febbraio 2011, Rosario Marcianò (Straker), Presidente del Comitato "Tanker enemy", ha rilasciato un'intervista sulle scie chimiche ai conduttori della trasmissione "Verso il 2012", Charly Guerrero e Sam Pizzuto, animatori di Radio Lupo Solitario nella trasmissione, che va in onda ogni mercoledì mattina dalle 9.30 alle 11.30, frequenza 90.700 Mhz in zona MI-VA-CO nonchè in streaming su http://www.radiolupo.it. Ascolta qui e scarica da qui la registrazione audio del contributo.

Un'intervista, sempre a Rosario Marcianò e sul medesimo spinoso tema delle chemtrails, sarà ospitata su uno dei prossimi numeri di "X Times", la rivista diretta da Lavinia Pallotta e Pino Morelli. Ricordiamo che, all'interno del numero 26 di "X Times", è stato pubblicato un resoconto della manifestazione contro la geoingegneria e H.A.A.R.P., tenutasi a Roma il giorno sabato 20 novembre 2011. Nell'articolo, elaborato da Andrea della Ventura, che ringraziamo insieme con la redazione del mensile, sono menzionati Ivana Mannino, promotrice dell'iniziativa, Presidente del Comitato nazionale orientamento sulle scie chimiche, il professor Vittorio Iori di Cieliliberi e Rosario Marcianò di Tanker enemy.

A metà marzo dovrebbe essere in edicola “The Secret”, l'albo ideato da Giuseppe Di Bernardo, con tavole di Rosario Raho. Il numero 4 della pubblicazione dovrebbe intitolarsi "Cieli avvelenati": con la sceneggiatura di Francesco Matteuzzi ed i disegni di Massimiliano Bergamo, il numero sarà dedicato, come si evince dal pur provvisorio titolo, ad una storia imperniata sulle scie chimiche correlate alle profezie dei nativi americani Hopi circa i tempi finali.

Prosegue l'inserimento di ricerche riguardanti le scie tossiche e soggetti correlati per opera del fisico Corrado Penna: sono articoli fondamentali, basati su prove di differente tipologia, con cui vengono denunciate le attività di avvelenamento globale e la bieca disinformazione imperante sul tema.

L’amico e collaboratore Gianni Ginatta ci segnala che l’ultimo numero di "Saras Magazine", ottobre-dicembre 2010, riporta un articolo intitolato “La sindrome di Morgellons”. Una ricerca sulle scie chimiche apparirà prossimamente nella newsletter dell’Associazione Agribio (associazioni di agricoltori biodinamici), a cura del Presidente, Signor Ivo Bertaina.

Sorprende che il magazine “Infly”, pubblicato da Aeroporti di Roma, sia comparso un articolo intitolato “Le scie anomale”, a cura di Fabio Giovannini: sebbene il testo non sia una denuncia netta delle chemtrails, non propende neppure per tesi negazioniste. Lo si può leggere qui.

Nell'ultima puntata di "Mistero", andata in onda giovedì 3 febbraio 2011, la trasmissione di Italia 1, condotta da Raz Degan, Adriano Forgione, direttore del mensile "Fenix", all'interno della rubrica dedicata alle novità dal mondo, ha accennato alla geoingegneria attuata da una società statunitense, la Evergreen, collegandone le operazioni alle famigerate "chemtrails".

Con meticolosa tenacia studi e documenti concernenti le irrorazioni clandestine sono riportati, tra gli altri, all’interno dei seguenti blog: Freeskies, Soleattivo, Nonvotarechitiavvelena.






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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 27 novembre 2010

Segnalazioni

• All'interno della pubblicazione indipendente “La meteora” (anno I, numero 1), figura un'intervista ai responsabili di Tanker Enemy, inerente al tema delle scie chimiche e di H.A.A.R.P. L'intervista-inchiesta, a cura di Matteo Montieri, che ha elaborato le domande, sviluppa gli aspetti salienti del problema e le relative implicazioni geo-politiche, strategiche, economiche, ambientali, mediche, demografiche. Le eloquenti fotografie, che corredano il testo, sono state scattate da Chiara Montorsola.

• Il numero 25 di "X Times" (novembre 2010), nella rubrica "X MediaTimes", dedicata al cinema ed ai prodotti multimediali, ospita la recensione del film “La città verrà distrutta all'alba”, per la regia di Breck Eisner. L'autore della critica, Giuseppe Nardoianni, correttamente enuclea nell’intreccio della pellicola palesi riferimenti alle operazioni illegali e clandestine di aerosol. Nardoianni chiosa il pezzo nel modo seguente: "I confini tra realtà e fantasia sono molto sottili". Quanto mai vero.

• L'introduzione più o meno surrettizia di cieli chimici et similia nell'ambito di pubblicità televisive e della carta stampata, cartoni animati, fumetti, telefilm etc. è oggetto del blog monografico Subliminalchemtrails, uno spaccato sugli strumenti persuasivi e percettivi che l'esecrando sistema adopera per assuefare il pubblico, soprattutto le nuove generazioni, allo scempio cui assistiamo sopra le nostre teste, quotidianamente o quasi.

• Gli Spagnoli sono molto alacri nella denuncia della geo-ingegneria: il blog Freeskies ne dà conto con un annuncio riguardante chemtrailsforoactivo, attraverso la riproduzione di un'immagine di grande impatto e drammaticità.

• Sempre gli amici di Freeskies pubblicano il resoconto della manifestazione contro scie chimiche e H.A.A.R.P., tenutasi a Roma il 20 novembre scorso. La relazione, oltre a riferire circa lo svolgimento della protesta, passa in rassegna le differenti spiegazioni del fenomeno "scie chimiche", evidenziando, di là dalle divergenze interpretative, l'unità di intenti e l'inappellabile condanna delle autorità che coprono le operazioni di avvelenamento globale con il silenzio e la disinformazione. L'eco dell'evento, senza dubbio importante, checché si pensi di queste iniziative, è giunta sino in Australia.






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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 27 ottobre 2010

Pioggia di polimeri

Nella stagione autunnale le operazioni aeree che prevedono il rilascio di polimeri si intensificano, poiché è il periodo dell’aratura e della semina. I filamenti, che fungono da vettori, infatti, sparsi nella biosfera, ricadendo al suolo, vengono incorporati nel terreno e nelle radici delle piante, con le disastrose conseguenze che si possono facilmente immaginare sui prodotti agricoli e sugli esseri viventi che se ne nutrono.

Come molti altri cittadini, Maria Grazia Campus, a Macomer, comune in provincia di Nuoro, ha fotografato il 6 ottobre scorso, tele artificiali, in seguito al passaggio di velivoli chimici. Questi fili polimerici, appicicatisi ed impigliatisi in ogni dove, non sono ragnatele secrete da Aracnidi. Ciò è stato dimostrato, in Italia, dal biologo Giorgio Pattera: la composizione dei polimeri "aerei" è diversa dalle ragnatele, non essendo formati da proteine.

E’ stata inventata e diffusa una leggenda metropolitana dal corifeo del C.I.C.A.P. e negazionista incallito, Simone Angioni, secondo cui fantomatici ragni migratori sarebbero all’origine del fenomeno. Questi ipotetici ragni, che non sono mai stati né visti né catturati, semplicemente non esistono: è l’ennesima fandonia propalata dalla coorte dei disinformatori. Tra l'altro i polimeri di ricaduta si possono osservare in tutti i mesi dell'anno.

In un disperato tentativo di nascondere la verità, alcuni occultatori, pur impegnati a smentire con ogni strumento mistificatorio, le manifestazioni ufologiche, hanno affermato che le fibre coincidono con la cosiddetta bambagia silicea, caduta al suolo occasionalmente in concomitanza con avvistamenti di oggetti volanti non identificati. E’ un’altra versione di copertura.

La realtà è molto diversa: le fibre, cadute sotto forma di spaventose e copiose piogge tra agosto e novembre, sono tenacissime, resistenti al fuoco ed alla torsione e, pur essendo di origine artificiale, sono biocompatibili. Sono filamenti progettati e creati in laboratori militari, i cui usi sono legati a fini sinistri, sempre in ambito strategico.

Ribadiamo che è sconsigliato toccare queste fibre: in caso si intenda raccoglierle per inviarle a laboratori, affinché se ne esegua l’analisi, è necessario indossare dei guanti ed evitare comunque il contatto con parti scoperte del corpo.

Filamenti polimerici sono stati reperiti nei malati di Morgellons.






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sabato 9 ottobre 2010

La rivista "Il discepolo" dedica un numero speciale alle scie chimiche

L'ultimo numero della pubblicazione "Il discepolo", anno 3, ottobre 2010, è una monografia dedicata alle scie chimiche. Il numero speciale è cartaceo, ma è disponibile pure in forma elettronica. Gli articoli sono stati elaborati dall'ottimo Massimo Rodolfi, editore (Draco edizioni), insegnante e scrittore, sulla base di inoppugnabili studi scientifici e di saggi divulgativi. Il lavoro di Rodolfi, animato da un senso etico oggi rarissimo, merita attenzione: egli ha costruito una summa della "questione chemtrails", analizzando, con straordinaria competenza e con uno stile agile, venato di ironia, i vari addentellati del tema, dalle previsioni meteorologiche contraffatte al Morgellons, dalle guerre climatiche ai filamenti di polimeri etc. Rodolfi denuncia l'omertà ed il colpevole silenzio delle istituzioni cui contrappone un impegno instancabile culminato in questa iniziativa preziosa, anzi vitale. Infatti, conscio che i tempi stringono, egli si sta adoperando in una diffusione alacre e capillare delle informazioni, con libri, conferenze ed ora con questa rivista distribuita gratuitamente in oltre 10.000 copie. Invitiamo tutti i lettori a seguire l'esempio dell'amico Rodolfi, divulgando in ogni modo i contenuti del periodico.

Leggi qui il file PDF con gli articoli della rivista "Il discepolo".





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giovedì 12 agosto 2010

Allarme per un superbatterio

Una rivista britannica ha lanciato l'allarme in relazione ad un batterio resistente agli antibiotici. Se la notizia sarà confermata, si potrebbe ipotizzare che i militari abbiano in mente di diffondere una pandemia per mezzo non tanto del patogeno in sé, quanto mediante una nuova campagna di vaccinazione, paventata, ad esempio, dalla giornalista scientifica Jane Burgermeister. Saremmo di fronte ad un nuovo pretesto per attuare il piano fallito l'autunno-inverno scorso, con l'influenza AH1N1 e le misure di "profilassi" imposte dall'Organizzazione mondiale della "sanità". Lascia increduli che l'agente biologico sia originario del Pakistan e dell'India: il fatto che sia il risultato di un gene che ha aggredito dei batteri, induce a pensare che il microorganismo sia stato modificato in un laboratorio militare del Regno Unito o di qualche altro stato occidentale, come avvenuto in passato, almeno sin dagli anni '40 del XX secolo. Il dottor Donald Scott ci ricorda che virus, spore fungine e batteri sono diffusi nell'ambiente soprattutto con gli aerei... Intelligenti pauca.

ROMA (11 agosto) - Un nuovo superbatterio, importato nel Regno Unito da pazienti sottoposti ad interventi chirurgici in India e in Pakistan, sta rendendo le cure antibiotiche inefficaci e rischia di diventare una seria minaccia anche per altri paesi. Il microrganismo è, infatti, resistente a quasi tutti i farmaci disponibili e non ci sono nuovi medicinali in sviluppo clinico che possano combatterlo.

L'allarme arriva dalla rivista "Lancet Infectious Diseases", dove gli esperti della Cardiff University e della "Health Protection Agency" britannica si riferiscono ai 37 casi rilevati oltre Manica, oltre ai 44 già isolati nella città indiana di Chennai, i 26 nella regione dell'Haryana e gli altri 73 in diverse altre zone del paese di Gandhi e del Pakistan. La minaccia è rappresentata in particolare da un gene che si chiama New Delhi-Metallo-1 (Ndm-1), rilevato in pazienti che si trovavano in Asia e che hanno subìto interventi di chirurgia estetica, asportazione di tumori o trapianti di organi, ricoverati poi in Gran Bretagna per altre cure sanitarie.



L'équipe di studiosi ha rilevato casi in alcune donne con infezioni del tratto urinario, in un vittima di incidente stradale in India che ha sviluppato l'infezione nel piede fratturato ed in un altro paziente che è stato colpito dal batterio dopo un'operazione di addominoplastica. Il Ndm-1 non è un batterio in sé, ma un gene che “attacca” altri batteri come l'Escherichia coli e la Klebsiella pneumoniae (la Klebsiella pneumoniae è stata rintracciata nelle scie chimiche, n.d.r.), anche se pare possa facilmente unirsi anche ad altri microrganismi, rendendoli ancora più pericolosi. Risulta infine resistente anche ad una classe di antibiotici conosciuti col nome di carbapenemici che solitamente si impiegano solo quando gli altri farmaci hanno fallito. Insomma, scrivono gli esperti: «La possibilità che questo diventi un problema di salute pubblica in tutto il mondo è concreta e serve un sistema coordinato di sorveglianza internazionale».



Fonte: Il Messaggero.it





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domenica 11 luglio 2010

Muore giovane durante una partita di calcio: la tragedia diventa un giallo

Pubblichiamo una cronaca circa il decesso di un giovane ligure. La prematura morte potrebbe essere stata provocata da un filamento identificabile con le fibre collegate al Morgellons? Le notizie sono frammentarie e mancano aggiornamenti sulle possibili cause della tragedia, ma pare che qualcosa di inquietante sia accaduto.

Aveva lo stomaco perforato da un piccolo oggetto filiforme, lungo circa mezzo centimetro, il giovane di vent'anni, Nicolò Scotto, di Ceranesi (Genova), morto all’improvviso la sera di sabato scorso (26 giugno 2010), mentre giocava a calcetto con alcuni amici a Campomorone (Genova). È il sorprendente esito dell’autopsia compiuta questa sera (29 giugno) dal professor Francesco Ventura. Non si è trattato, quindi, di un improvviso attacco cardiaco, come si era pensato in un primo momento. Il frammento trovato nello stomaco del giovane sarà ora sottoposto a nuovi esami microscopici per accertarne la natura. La piccola perforazione gastrica, di circa quattro millimetri, aveva anche provocato un’emorragia. I familiari del giovane hanno riferito al medico legale che Nicolò Scotto non stava bene da alcuni giorni: era più stanco del solito ed era pallido. A questo punto la Procura della Repubblica proseguirà l’inchiesta per accertare le cause della morte, inizialmente attribuite ad un infarto.


Fonte: Il Secolo XIX




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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 17 giugno 2010

Sfere di luce ed incidenti aerei

I foo fighters del XXI secolo

L'articolo che proponiamo, basato su fonti militari francesi, riguarda un misterioso fenomeno su cui molti testimoni e ricercatori nel campo delle chemtrails si interrogano, ossia la frequente concomitanza tra i voli di aerei chimici e l'apparizione di sfere. Il tema è molto intricato: evitando speculazioni ed ipotesi, ci limitiamo a rendere conto di una manifestazione che risale almeno alla Seconda guerra mondiale, quando globi luminosi furono avvistati da piloti statunitensi, britannici e tedeschi.

Dominique Weinstein appartiene al Centro nazionale francese per gli studi sugli U.F.O., G.E.I.P.A.N. Egli ha analizzato trecento casi di fenomeni aerei non identificati (U.A.P.) che sono stati riportati in tutto il mondo da piloti militari e civili nell’arco temporale che va dal 1947 al 2007. Di questi casi, trentanove hanno implicato effetti elettromagnetici. Quindici aerei hanno perso le comunicazioni radio, nove hanno subito danni alle bussole magnetiche (una di queste due ha misurato ed indicato direzioni opposte), sette radio bussola automatici [1] hanno smesso di funzionare. Inoltre sei aerei hanno mostrato problemi meccanici; in cinque velivoli militari sono stati riscontrati diversi problemi con il sistema d’armamento; tre hanno avuto avarie elettriche. In tutti i casi, le conseguenze sono state temporanee e, quando il foo fighter ha lasciato la zona, tutto è tornato alla normalità.

L’87% di questi incontri si è verificato a quota di crociera. Conferme radar o rilevazioni temporanee dei globi sono state registrate in centoquarantasei casi. L’81% di questi incidenti è stato rilevato dagli apparati radar. Weinstein ha individuato centoventidue casi contraddistinti da un'elevata possibilità di incidenti aerei. Trenta eventi hanno coinvolto una sfera in rotta di collisione, altri venti hanno riguardato passaggi molto vicini alla fusoliera del velivolo. Ventiquattro piloti hanno dovuto compiere manovre evasive e tre incontri su cinquanta hanno causato feriti tra i passeggeri.

Nel caso di Frederick Valentich, risalente al 1978, il pilota morì e l'aereo fu distrutto. Per il direttore esecutivo del N.A.R.C.A.P., Ted Roe, gli eventi più complicati non vengono catturati dai radar, soprattutto quando si tratta di sfere. Roe ha esaminato centoventi casi che hanno coinvolto quarantaquattro sfere all’interno del territorio degli Stati Uniti (nel 1966 in Florida durante la campagna elettorale per il governatore, Haydon Burns ordinò al pilota del suo aereo di inseguire due globi luminosi che erano sopra la loro rotta, ma i foo fighters scomparvero rapidamente durante la manovra).



Solo quattro di questi quarantaquattro eventi sono stati osservati dai radar di terra, ma quindici sono stati registrati come missili potenziali. In quattro casi, i piloti hanno inviato segnali con i fari per allertare della presenza delle sfere. "A causa del basso tasso di sopravvivenza in caso di collisione aerea e di registrazione attraverso i radar di vari oggetti durante questi eventi” - ha avvertito Ted Roe nella sua relazione - "non si può affermare con certezza che le sfere volanti non sono state i principali fattori di disastri aerei." Molti di questi casi sono stati archiviati diversi decenni addietro, ma, secondo i ricercatori del N.A.R.C.A.P., Carlos Guzman ed Aphonso Salazar, alcune sfere hanno accompagnato aerei commerciali in Messico.



C’è abbastanza materiale da analizzare, ma ottenere accesso a certi documenti è un'altra questione. "La conoscenza non è conoscenza, se si incorre nel cover-up" - ha dichiarato Ted Roe che, insieme con Haines, ex scienziato della N.A.S,A., sta redigendo un dossier per il "Progetto Sfera". "Questo è per me un esperimento. La scienza è un processo graduale. Se si fosse agito nel modo giusto già alcuni decenni orsono, non sarebbe necessario avere un grosso incidente per richiamare l’attenzione del pubblico".


Articolo correlato: Rimini, avvistate sfere di luce sopra l'aeroporto "Fellini", 2010

Fonte:
C.U.T.


[1]Aviation Dictionary: radio compass

An airborne direction finder operating in a medium frequency in conjunction with nondirectional beacons or radio stations operating in a medium wave. The system consists essentially of a loop aerial superimposed with a selsyn system to remove 180° ambiguity.




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domenica 13 giugno 2010

Un batterio uccide i kiwi italiani (articolo di Luca Zanini)

Le scie chimico-biologiche distruggono le coltivazioni di kiwi nel Lazio

Un batterio sta compromettendo le coltivazioni di kiwi nel Lazio. Il problema si inquadra nella crisi agricola che ha colpito ampie aeree cerealicole ed ortofrutticole negli Stati Uniti meridionali ed in California: imprenditori agricoli ed agronomi si arrovellano per tentare di comprendere le cause del fenomeno e soprattutto per arginare i danni, ma, senza tema di smentita, possiamo affermare che le scie chimico-biologiche sono all'origine della batteriosi che ha aggredito i kiwi. Infatti, "sul banco degli imputati è lo Pseudomonas syringae pv. actinidiae, il microrganismo che provoca la «Batteriosi del Kiwi», un cancro batterico che conduce a morte la pianta." Non è forse lo Pseudomonas syringae uno degli "ingredienti" tipici delle chemtrails? Sarà ora che gli agricoltori (e non solo loro) si sveglino, se non vogliono perdere interi raccolti e finire in rovina.

Ringraziamo l'amico Luka78 per la segnalazione.


CISTERNA DI LATINA - «Se la strage delle palme ad opera del punteruolo rosso vi ha impressionato, aspettate di vedere che cosa sta facendo la batteriosi ai nostri kiwi». Cisterna di Latina, 50 chilometri a Sud di Roma. Siamo nella «piccola Nuova Zelanda», come l'hanno ribattezzata gli esperti di agricoltura: nelle verdi campagne che vanno da Cori al mare si coltivano i migliori kiwi d'Italia. E' una produzione da record, ora minacciata dal cancro dell'actinidia. L'Italia è il primo produttore di kiwi dell'emisfero Nord (dopo la Cina, paese d'origine del prezioso frutto), seguita dalla stessa Nuova Zelanda, terra dove l'actinidia è considerata un bene nazionale. Il Lazio è terzo in classifica con novemila ettari a kiwi, di cui settemila dalla periferia sud della Capitale fino ai frutteti intorno a Cisterna, l' area più importante dell'emisfero. Sono a rischio oltre 1 milione e cinquecentomila tonnellate di prodotto.

TRENT'ANNI DI FATICHE - Sarà un raccolto da crisi quello del prossimo autunno (si va fino alla terza settimana di novembre): un danno di milioni di euro per quello che è uno dei migliori kiwi sul mercato: il «kiwi Latino», premiato nel 2004 con l'attribuzione dell'I.g.p. europea. Trent'anni dopo il primo impianto di quello che sarebbe divenuto lo «smeraldo dolce» dell'Agro Pontino, sotto i pergolati ombreggiati da grandi foglie tonde, si aggirano preoccupati gli agricoltori di Latina: un microrganismo sta distruggendo gran parte delle produzioni della provincia. Era il 1973 quando, in frazione Borgo Flora, Aldo Lepidio e Renato Campoli avviarono le prime colture della varietà Actinidia Hayward, tuttora la più diffusa.

IL GIALLO E IL VERDE - Sul kiwi giallo - che nella provincia di Latina è coltivato su circa 900 ettari - la batteriosi si è sviluppata su circa il 90% della produzione. Tant'è che circa il 40% degli impianti di questa varietà sarebbe già stao estirpato o tagliato, unico modo di contrastare la batteriosi. «Siamo davvero preoccupati - dichiara Alfio Lepidio, erede dei primi coltivatori di kiwi del Lazio - Anche sulla varietà verde ci sono segnali allarmanti. Le foglie si presentano con macchie circolari nere e tendono ad accartocciarsi su sé stesse». Soltanto in provincia di Latina, i danni ammontavano, a metà maggio, a 60 milioni di euro; colpito l'80% delle piante di varietà Gold, su un'area infettata di circa 400 ettari.


IL KILLER SILENZIOSO - Sul banco degli imputati lo Pseudomonas syringae pv. actinidiae, il microrganismo che causa la «Batteriosi del Kiwi», un cancro batterico che conduce a morte la pianta, una patologia grave - in poco tempo la pianta può morire - di cui non sarebbe stata chiarita la provenienza e per la quale, al momento, non sarebbe stata individuata alcuna cura. Il problema sembrerebbe legato all'importazione dello «Jin Tao» (il kiwi giallo di origine neozelandese), ma l'infezione - come si è visto - non riguarda più solo i kiwi gialli. Secondo la Coldiretti, il kiwi «rischia di scomparire» sia dalla provincia di Latina sia da quella di Roma, «se non si individua al più presto una strategia medica». Nella sola area della capitale si potrebbero perdere circa 340mila tonnellate di kiwi (è una delle aree a maggior resa per ettaro).

FOCOLAI A MACCHIA DI LEOPARDO - David Granieri e Vito Tizzano, rispettivamente direttore e presidente della Coldiretti Roma, sottolineano la diffusione dell'epidemia: «Stiamo assistendo ad una crescita dei focolai - spiegano - dato che la patologia si sta diffondendo a macchia di leopardo, dal kiwi giallo a quello verde». Mercoledì 9 giugno, a Latina, si è tenuto un vertice tra istituzioni e produttori per tentare di dar vita ad un tavolo tecnico di concertazione per individuare le strategie di cura nonché le iniziative politiche al fine di reperire i fondi necessari a coprire i danni. Giovedì 10 è in programma a Roma, presso il C.R.A. (Centro di ricerca per la frutticoltura) un seminario sulla batteriosi, ma è ormai da quasi un mese che si tengono incontri tra associazioni di produttori, Coldiretti, Istituto di patologia vegetale dell'Università di Roma e la Regione Lazio, rappresentata da Roberto Ottaviani, nuovo direttore vicario del servizio fitosanitario regionale.

LAVORATORI A RISCHIO - Pesanti le conseguenze sul fronte occupazionale: da Roma a Latina. Il 30 per cento della produzione nazionale è «Made in Lazio», con un totale di circa 1,5 milioni di tonnellate raccolte, di cui 340mila a Roma, oltre 1 milione a Latina e 105 mila a Viterbo. Decine di aziende e centinaia di lavoratori rischiano la bancarotta, anche perché, nel Lazio, Castelli Romani e Pianura Pontina sono diventati un luogo ideale di coltivazione e non solo per le caratteristiche del terreno di origine vulcanica. Pesa una fortuita casualità climatica. Le stagioni dei campi, intorno a Latina, sono esattamente le stesse di quelle delle coltivazioni dei kiwi in Nuova Zelanda, solo che sono al contrario: il nostro novembre è la loro primavera. Così, quando a Sud di Auckland curano l' impollinazione, qui si raccoglie il miglior prodotto d' Europa; quando per i Neozelandesi è inverno, qui i frutti crescono a grappoli sotto il largo fogliame. «Mio padre - racconta Alfio Lepidio camminando tra i filari - cominciò con poco più di un ettaro. Oggi ne abbiamo 70 di proprietà, ma commercializziamo 70 mila quintali raccolti su oltre 200 ettari ed esportiamo in Russia, India, U.S.A. ed Australia. La crisi da batteriosi potrebbe metterci in ginocchio». Gli agricoltori sono tutti preoccupati, «ma confidiamo nella ricerca perché, al momento, non ci sono prodotti idonei a fermare il batterio».

VIAGRA VERDE - Il consumo di kiwi in Italia, a fronte di una riduzione generale dell'acquisto di frutta, è tra i pochi a non aver subito flessioni. Al contrario, negli ultimi anni è cresciuto, anche grazie alla sua fama di frutto salutare: oltre ad un elevato contenuto di vitamina C (85 mg per 100 g) e ad un rapporto ottimale sodio/potassio, contiene actinidina - enzima che rende digeribili le carni - vitamine A ed E, potassio, magnesio e perfino arginina, un potente vasodilatatore. Secondo uno studio statunitense, le percentuali di arginina nel frutto sono così elevate da farne un vero e proprio «viagra verde».


Fonte: corriere.it





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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 23 maggio 2010

Una micosi letale si sta diffondendo in Oregon

La notizia tratta dal sito della giornalista Linda Moulton Howe induce a porsi degli interrogativi: in laboratori canadesi e statunitensi (Donald Scott docet) i militari stanno creando o modificando funghi ed altri patogeni? Spore fungine vengono diffuse dagli aerei delle morte o ricadono, insieme con altri agenti e veleni? A queste domande non è forse difficile rispondere; più difficile è accettare le risposte.

“La cosa allarmante è che si manifesta in questa regione, è che interessa le persone sane e che è geograficamente in espansione."

Edmond Byrnes Edmond, Ricercatore del Laboratorio Joseph Heitman della Duke University.

Il fungo Cryptcoccus gattii, originario della Papua Nuova Guinea, dell'Australia e di alcune regioni del Sud America, si sta ora diffondendo in Oregon dove ha ucciso sei delle ventuno persone contagiate, pari a circa il 25%. Attualmente, non esistono alcuna vaccinazione (?) o altre misure di prevenzione disponibili per questo fungo letale. I sintomi comprendono tosse e fiato corto: sono sintomi che si conclamano anche mesi dopo l'esposizione. Il fungo ha contagiato pure gli animali domestici e selvatici.


Fonte: earthfiles



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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 16 maggio 2010

Scie chimiche e crollo dell’umidità

Passata la festa, gabbato lo santo.

Il 4 maggio 2010, tra gli altri argomenti, il programma trasmesso da Italia 1, "Mistero", ha trattato la questione "scie chimiche". Per i due giorni successivi, le attività di aerosol clandestino si sono interrotte, come per miracolo, in tutta Italia. Gli avvelenatori, consci del fatto che molti cittadini, con l’osservazione, avrebbero cercato conferma delle dichiarazioni all'interno di "Mistero", per non dare nell'occhio, non hanno usato gli aerei chimici: si è potuto così finalmente ammirare, dopo tanto tempo, un cielo azzurro intenso e con una profondità ormai divenuta uno sfocato ricordo. Si sono formate delle nuvole naturali, per lo più cumuli che, pur di notevoli dimensioni, non hanno offuscato i raggi solari. Una luce adamantina, infatti, ha reso i colori del paesaggio brillanti ed i contorni netti.

A queste constatazioni empiriche, di per sé significative, ma non probanti, si devono aggiungere dei dati oggettivi utili a testimoniare in modo inoppugnabile che, non appena le operazioni chimiche sono sospese o diradate, i parametri meteorologici (umidità relativa, radiazione solare etc.) tendono ad assestarsi sui valori delle medie stagionali. Si considerino, ad esempio, i valori igrometrici rilevati in alcune località della Liguria sia del litorale sia dell'entroterra: si noterà che l'umidità atmosferica ha toccato livelli alti o altissimi. Questo suffraga le acquisizioni di vari ricercatori e scienziati, tra cui l'astrofisico Paolo C. Fienga, che, tempo addietro, notava un drastico e repentino crollo dell'umidità in concomitanza con le operazioni chimiche. L'aria diventa asciutta anche in località costiere un tempo molto umide, mentre si genera una foschia biancastra che, a poco a poco, vela il sole.

E' quindi evidente che spesso le scie hanno una funzione igroscopica, funzionale più che al controllo dei fenomeni meteorologici, a programmi di tipo militare: l'umidità attenua, infatti, la trasmissione dei segnali elettromagnetici.

Purtroppo, confidando nella superficialità dei telespettatori, rimasti con il naso all'insù solo per qualche giorno, gli artefici dell'operazione “scie chimiche” hanno ripreso i voli, prima alla chetichella, quindi in modo sfacciato: la situazione è presto precipitata. Attualmente si assiste ad uno spaventoso crescendo delle attività chimico-biologiche con il solito infernale corollario, a base di pseudo-cirri a forma di uncino o di serpente, nebbie sulfuree, ronzii di elicotteri, sinistri e rimbombanti aerei C-17 ed A-330 a bassa quota…


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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 6 marzo 2010

Neve gialla nell'Estremo oriente russo

Pubblichiamo un trafiletto tratto dal quotidiano L'Unità.it. La cronaca verte su una neve gialla caduta nella regione dell'Amur, fiume che segna il confine tra la Siberia e la Manciuria. E' possibile che la spiegazione ufficiale relativa a precipitazione mista ad arena sia veritiera, ma le affrettate rassicurazioni dell'ufficio meteorologico locale, dichiarazioni volte a liquidare il singolare fenomeno, suscitano qualche legittimo sospetto...


Neve gialla nella regione dell'Amur, nell'Estremo Oriente Russo: forti venti in Mongolia hanno mescolato le nuvole con un fronte di polvere e sabbia, quindi hanno attraversato la Cina settentrionale, facendo capolino in Russia, dove hanno «colorato» di giallo i fiocchi di neve. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti, citando l'ufficio meteorologico locale. «Questo tipo di precipitazione non è dannoso per gli abitanti dell'area e quindi non saranno compiute ulteriori analisi», ha spiegato Elena Pechkina dello stesso ufficio.


Fonte: Unità.it


Ringraziamo la redazione del blog "Italiani imbecilli" per la segnalazione.

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domenica 7 febbraio 2010

Un giorno in caserma (articolo di Againstanker)

Pubblichiamo la significativa ed eloquente testimonianza di un nostro lettore ed amico, da cui si arguisce che i Carabinieri e, più in generale, le istituzioni sono sovente ostaggi del sistema, come bloccati ed incapaci di agire e di reagire. Questa non è certo una circostanza attenuante e tuttavia mostra quanto sia diffuso un atteggiamento di rinuncia e di rassegnazione che consolida il potere. La forza del governo segreto è nella debolezza di chi, volontariamente o no, lo sostiene. Da notare, infine che il contegno e le parole del Carabiniere sono un‘implicita ammissione che il problema “scie chimiche” è una realtà.


Sono qui per testimoniare la mia esperienza e per proporvi un crudo assaggio di quello che, purtroppo, è la realtà oggigiorno.

E' iniziato tutto il giorno 2 gennaio 2010 con un’e-mail da me inviata al N.O.E. (Nucleo operativo ecologico) di Bologna, in quanto stazione più vicina alla mia residenza. L'e-mail parlava crudamente di chemtrails, con tutte le prove e gli allegati (documenti ufficiali, non supposizioni) a mia disposizione.

Il giorno 1 febbraio 2010, sono contattato dal distaccamento dei Carabinieri del mio paese e vengo cortesemente "invitato" a presentarmi l'indomani alle ore 16:00, per discutere su ciò che ho dichiarato al N.O.E. di Bologna.

L'indomani (oggi, cronologicamente parlando il 2 febbraio 2010) mi presento alla Centrale dei Carabinieri del mio comune. Entro, vengo invitato ad attendere e, dopo qualche minuto, mi trovo a conferire con il Capitano. Mi ritrovo dentro una stanzina con il graduato ed un segretario che, come da prassi, redige, per filo e per segno, la mia dichiarazione al computer. Cominciamo a parlare e mi viene chiesto se sono a conoscenza del motivo per cui sono stato convocato, rispondo di sì ed immagino giusto: è proprio a seguito del messaggio che ho inviato al N.O.E.. Citerò solo le parti salienti della conversazione.

Il militare mi chiede se ho ben compreso quanto ho compiuto, poiché, in base alla mia e-mail, sarebbero possibili delle iniziative per opera della Procura, in quanto ciò che ho scritto, secondo i Carabinieri, corrisponde ad una sorta di accusa, in quanto più che chiedere, io avrei avanzato addebiti pesanti. Così potrebbe anche sembrare, se omettiamo la parte finale del mio messaggio in cui scrivevo nero su bianco: "Come meglio avrebbe potuto agire un cittadino italiano come me che, ogni giorno, vede violare i propri diritti e quelli altrui". Ho anche corredato la mia e-mail di dichiarazioni ufficiali che non sono state poi prese in considerazione così seriamente, in quanto provenienti da Internet. Non dimentichiamo che la parola “ufficiali” è anche sinonimo di ACCERTABILI.

Il Capitano mi chiarisce che, in quanto "singolo cittadino", potrò fare ben poco, se non ottenere sconvenienti "mazzate sui denti" (da chi?), cosa che non gioverebbe a nessuno. Aggiunge anche che il mio metodo di agire è stato erroneo, perché troppo avventato e che per certe cose ci vorrebbe un po’ più diplomazia (sembra che mi consiglino di non farmi troppo notare) e che, per ottenere qualcosa di più sostanzioso, bisognerebbe sporgere una denuncia. Eh già! Sarebbe la strada più opportuna, se non fosse che, nel migliore dei casi, le mie denunce potrebbero venire usate come carta per accendere il fuoco del camino.

Le frasi che, però, mi sono rimaste particolarmente impresse sono le seguenti:

"Ragazzo, tu così inneschi procedure grosse con enti che non sono alla nostra portata. Vedi: sono coinvolti organismi come l'aeronautica militare", oppure "vedi caro mio, ci sono cose nel mondo che nemmeno ci possiamo immaginare, ma che, per quanto male facciano, è meglio che ci siano e nessuno ci può fare nulla”. (?)

Vi assicuro che pronunciate "dall'altra parte della barricata" fa un certo effetto sentirsele risuonare nelle orecchie.

Mentre i Carabinieri parlano e mi fanno capire che tanto non ci si può fare alcunché, ho avvertito una certa "aria di rassegnazione" anche da parte loro: non mi hanno dato l'idea di "occultatori", quanto l’impressione che siano dei "rassegnati burattini". Tengo a precisare che MAI, durante questa "chiacchierata", nessuno ha cercato di screditare o smentire ciò che io ho riportato. Alla fine è stato messo a verbale tutto quanto da me affermato, cercando di farmi passare da incompetente in materia, in quanto, secondo loro, è "meglio così e che mi stanno dando una mano, in realtà", in quanto la cosa sarà trasmessa in Procura. Prendiamola per buona...

Oggi ho vissuto in prima persona un esempio classico di quando si dice "essere stroncati sul nascere", ma mi sono presa la mia più grande soddisfazione: in un mondo con più di sei miliardi di persone, sappiano che c'è un ignorante in meno.

Non scoraggiatevi mai.

Againstanker



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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 28 novembre 2009

Nebbia chimica su Palermo

21 novembre 2009: una coltre quasi impenetrabile avvolge Palermo. I meteorologi chiamano in causa l'alta pressione: non si può escludere che alcuni fattori naturali abbiano concorso a generare il fenomeno, ma non saremo lontani dalla verità, se penseremo ad una bruma chimica. Più di tante parole, sono eloquenti le immagini insieme con un passaggio del trafiletto che pubblichiamo: "la fitta foschia ha oscurato il sole". Ne sappiamo qualcosa

Palermo - Cala la nebbia a Palermo. Una densa foschia in queste ore interessa il capoluogo siciliano e, in particolare, l'area prossima al mare e la zona del porto. La temperatura, dopo alcuni giorni di clima pressoché primaverile, è scesa repentinamente. Adesso questo insolito fenomeno è osservato con curiosità dai Palermitani. La foschia è cominciata intorno a mezzogiorno. E' un fenomeno insolito nel capoluogo siciliano: la fitta foschia ha oscurato il sole. Analoga situazione lungo la fascia costiera tra Altavilla Milicia e Casteldaccia, ma anche a Terrasini, Carini ed Isola delle Femmine. Il fenomeno si è ripetuto nel primo pomeriggio.

Leggi qui il breve articolo pubblicato da Palermo Repubblica



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