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domenica 16 giugno 2019

La differenza



Nell’epoca della notte del mondo, l’abisso deve essere riconosciuto e subìto fino in fondo. (M. Heidegger, “Perché i poeti?”)

La geoingegneria clandestina (alias scie chimiche) ci ha permesso di affinare lo spirito di osservazione o, meglio, avrebbe dovuto affinarlo, se la maggior parte degli individui non fosse ipnotizzata dallo schermo del cellulare e del televisore. Abbiamo imparato a discernere le differenze tra un cielo naturale ed uno sintetico?

Consideriamo, a mo’ di esempio, quanto accaduto in Liguria nell’ultima decade di maggio 2019. La regione è stata coperta da un soffitto di nuvole che era una commistione tra residui di nubi naturali ed una densa coltre chimica. E’ stata creata una copertura compatta con cui i famigerati geoingegneri hanno preso i classici due piccioni con una fava: da un lato hanno impedito alla benefica luce del Sole di passare con grave danno per gli esseri viventi (si ricordi che la cosiddetta “vitamina D” è sintetizzata mercé i raggi della nostra stella), dall’altro sono state inibite le precipitazioni, grazie alla dispersione aerea di particolato ultrafine. Questo particolato, se ha tenuto “in vita” l nembi oscuranti, dall’altro è costituito da nuclei di condensazione troppo piccoli e leggeri affinché le gocce che vi si aggregano precipitino sotto forma di piogge. Questo è un altro mefistofelico stratagemma atto ad ostacolare il ciclo dell’acqua, oltre ai tradizionali metodi consistenti nella diffusione di composti igroscopici e nell’irradiazione di microonde.

No, questo cielo non ha alcunché di genuino! Si può considerare naturale una volta dall’aspetto granuloso, dall’azzurro che vira verso il celeste pallido, senza neanche un cumulo? Senza tregua i velivoli commerciali rilasciano scie evanescenti che abbattono i valori di umidità, trasformano il firmamento in un “triste sudario”, si manifestano all’imbrunire come micidiale nebbia di ricaduta… Pochi notano la differenza tra uno scenario autentico ed un cielo trattato, anzi maltrattato.

Frastornati dalle pantomime della “politica” – i sedicenti uomini politici dovrebbero essere mandati quasi tutti a lavorare nelle sicule latomie sotto il sole cocente, a prescindere dall’orientamento ideologico e dal partito di appartenenza - capaci solo di infervorarsi per l’arbitraggio di una partita, ignoranti in ogni campo, fuorché sui giocatori che scenderanno in campo domenica prossima, i sudditi teledipendenti sono inabili a pensare, ragionare, esprimersi, scrivere. A questi manichini non interessa comprendere la discrepanza tra nubi vere (vaporose, “paffute” e candide) e nubi finte (sfilacci grotteschi e cenci cadaverici), tra un orizzonte limpido ed uno offuscato dalla bruma chimica. Eppure è una diversità che si traduce, in ultima analisi, nella contrapposizione tra salute e malattia, tra vita e morte.


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lunedì 1 dicembre 2014

Caronia: il sindaco ritiene che i roghi siano dovuti ad esperimenti militari

A differenza della stragrande maggioranza dei media ufficiali, riteniamo doveroso dar spazio all’odissea che stanno vivendo gli abitanti di Canneto di Caronia (Messina). Reputiamo che gli incendi ed altri fenomeni all’apparenza inspiegabili siano il fulcro di operazioni cruciali, anche se per lo più ignorate. Per ora, una sola osservazione: dopo che la frazione di Caronia è stata sgomberata, i roghi continuano: è la conferma che erano insinuazioni calunniose quelle di chi accusava i residenti di essere dei piromani.



Palermo. Potrebbero essere gli esperimenti militari la causa dei misteriosi incendi che, dal 2004, sgomentano gli abitanti di Canneto di Caronia (Messina). Ad asserirlo, ai microfoni di “Restate scomodi”, programma trasmesso da Radio Uno dal lunedì al venerdì alle 15:30, è il sindaco di Caronia, Calogero Beringheli. Beringheli ha affermato di essere in possesso di una relazione riservata, preparata da una commissione scientifica incaricata di studiare il fenomeno.

“Lo studio - spiega il primo cittadino - rivela che fra le ipotesi più probabili delle combustioni bisogna annoverare proprio la sperimentazione di armi che diversi stati starebbero usando. Noi vogliamo sapere quali sono questi paesi. Tutto è fermo dal 2007, i monitoraggi sono stati interrotti, la commissione ha proposto alla Protezione civile di potenziare la rete dei sensori. Noi vogliamo sapere che cosa sta accadendo”.

Gli incendi, cominciati nel 2004, sono ripresi qualche mese addietro dopo una pausa. Il sindaco di recente è stato costretto ad ordinare lo sgombero delle case dei 148 abitanti della frazione. “Finché non saranno state individuate le cause - afferma Beringheli - la popolazione sgomberata non tornerà nelle abitazioni”.

Oltre ai roghi altri strani fenomeni hanno interessato la zona: dallo moria di alcune specie ittiche ai danni subiti da un elicottero della Protezione civile che sorvolava la frazione.

“A mio parere, lo Stato sa se ci sono esperimenti in corso – chiosa il sindaco - Lo Stato o qualche istituzione sa ed è assurdo che non sia stato comunicato nulla”.


Fonte: lasicilia.it




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giovedì 15 settembre 2011

La N.A.S.A. colpisce ancora

La nasuta N.A.S.A., l’agenzia nazional-militare con patetiche ambizioni scientifiche, torna all’attacco con una mezza verità atta a coprire le operazioni di geo-ingegneria: il global warming, dovuto alle emissioni di gas serra, è stato un gigantesco abbaglio. L’ente così smentisce in primo luogo sé stesso e cestina centinaia di “studi” in cui si correlava l’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera ad un rialzo delle temperature del pianeta. Abbiamo sempre saputo che era un’accozzaglia di menzognere sciocchezze, ma alle idiozie ora subentrano subdole rivelazioni. Nuove analisi, infatti, attribuiscono al Sole le variazioni termiche: che la nostra stella influisca sul clima terrestre è assodato, ma l’oracolo della N.A.S.A. maschera le costanti e massicce operazioni militari di bio-geoingegneria, alias scie chmiche, da cui dipendono non cambiamenti, ma sconvolgimenti climatici: siccità prolungate e disastrose, alluvioni, pioggerelle velenose, grandinate distruttive, nebbie chimiche onnipresenti...

Certe verità parziali nocciono più delle bugie. L’obiettivo è chiaro: individuare un pretesto per continuare nelle attività chimico-biologiche ed elettromagnetiche nonché per proseguire con la campagna a favore della geoingegneria, biossido di carbonio o non biossido di carbonio, Sole o non Sole. La situazione reale è ben diversa da come la dipingono e la plasmano i media di regime e gli enti pseudo-scientifici: il pianeta è al collasso, a causa delle chemtrails e delle irradiazioni elettromagnetiche, in primis di microonde da cui dipende, ad esempio, la riduzione del fenomeno noto come escursione termica diurna, ossia la differenza di temperatura tra giorno e notte, discrepanza ormai assottigliatasi a tal punto che, in estate, si attesta sui due gradi.

Il cosiddetto “effetto serra” è quindi di natura prevalentemente artificiale: le microonde, irradiate da apparati militari come satelliti geostazionari e radar (si pensi al M.U.O.S. di Niscemi, Sicilia) ne sono una concausa, oltre alle attività clandestine di aerosol. Questo documento accademico dimostra come intercorra una stretta correlazione tra tecnologie satellitari di ultima generazione e la necessità di mantenere l'umidità atmosferica a bassi livelli percentuali. A pagina 8 della tesi di dottorato intitolata "Aumento della risoluzione spaziale per il sondaggio di temperatura ed umidità da satellite geostazionario mediante radiometria ad onde millimetriche e submillimetriche", infatti, si legge:

“Il grande vantaggio del telerilevamento alle microonde rispetto a quello infrarosso è da ricercarsi nel fatto che le idrometeore che costituiscono le nubi hanno generalmente dimensioni comparabili con le lunghezze d’onda infrarosse, portando quindi la radiazione IR rapidamente all’estinzione per fenomeni di scattering (sparpagliamento). Ciò comporta che in presenza di campi nuvolosi il telerilevamento IR sia in grado di osservare solamente gli strati superiori della nube, senza poter osservare gli strati sottostanti, mentre le MW (microonde) consentono di osservare anche le zone sottostanti la nube, giungendo fino alla superficie terrestre, almeno finché alle nubi non sia associata alcuna precipitazione. Questa è la caratteristica più importante che rende il telerilevamento alle microonde uno strumento molto utile per l’analisi meteorologica in condizione di cielo non chiaro.

Utilizzando invece le microonde (MW), nelle bande di assorbimento dell’O2 a 54 GHz (per la temperatura) e dell’H2O a 183 GHz (per l’umidità) si riesce, sia pure con risoluzione verticale ed orizzontale minore, ad eseguire il sondaggio anche in presenza di nube, almeno finché queste non siano associate a precipitazione. Alle frequenze elettromagnetiche nelle MW corrisponde, infatti, una lunghezza d’onda millimetrica che non interagisce in modo significativo con i costituenti delle nubi che sono generalmente di almeno un ordine di grandezza inferiore”.

A conclusione della nostra analisi, pubblichiamo le informazioni inerenti alla ritrattazione della N.A.S.A.

“Basta allarmismi: il riscaldamento globale non c’è (sic) più. Almeno questo è ciò che emerge dalle più dettagliate analisi dei dati satellitari della N.A.S.A. che, tra 2000 e 2011, non hanno più misurato un aumento delle temperature sulla superficie terrestre. I dati testimoniano che l’atmosfera terrestre disperde calore nello spazio in modo molto più efficiente, rispetto a quanto previsto da alcuni allarmistici modelli di previsione basati sui dati degli anni precedenti e che il biossido di carbonio mantiene (sic) molto meno calore del previsto.

Tra i dati e le previsioni c’è (sic) una differenza enorme, soprattutto sugli oceani: il climatologo Roy Spencer, coautore dello studio e ricercatore dell’Università dell’Alabama, insieme con Danny Braswell, ha spiegato che non bisogna lasciarsi andare a catastrofismi sul clima e che l’andamento termico mondiale è determinato da cicli naturali.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘Remote Sensing‘ e si è avvalso dei dati della temperatura superficiale raccolti dall’Unità di ricerca sul clima di Hadley in Gran Bretagna. I dati relativi all'energia radiante sono stati raccolti dal C.E.R.E.S. (Clouds and Earth’s Radiant Energy System), strumento che si trova a bordo del satellite ‘Terra’ della N.A.S.A”.


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sabato 11 giugno 2011

Malfunzionamenti degli orologi in Sicilia: un collegamento con il M.U.O.S.?

In Sicilia, in questi ultimi giorni, sono state segnalate alcune anomalie dei cronografi i quali indicano l'ora sbagliata. Il fenomeno riguarda pure gli orologi alimentati a batterie, dunque si deve escludere che sia determinato da un malfunzionamento della rete elettrica. Qualcuno ha pensato che le concomitanti tempeste solari possano spiegare il problema, ma allora perché si è manifestato solo in Sicilia? E' più probabile, come ipotizza il biofisico Settimio Grimaldi, che la causa sia da ricercare nelle emissioni elettromagnetiche di impianti radar: il M.U.O.S., l'installazione per le telecomunicazioni satellitari, giustamente ribattezzata l'apparato H.A.A.R.P. italiano, è sul banco degli imputati.

"E' possibile che in alcune città siciliane si stia verificando un caso di incompatibilità elettromagnetica tra gli orologi digitali ed una fonte ancora sconosciuta". Lo spiega in un'intervista a 'La Stampa' Settimio Grimaldi, biofisico esperto di elettromagnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche, commentando un fenomeno che sta accadendo in varie zone della Sicilia, da Catania a Palermo, dove le sveglie si spostano in avanti di cinque minuti al giorno.

Sull'ipotesi che un campo elettromagnetico possa mandare in tilt gli orologi, Grimaldi chiarisce: "Non è di certo un fenomeno che si vede tutti i giorni, ma è plausibile. Mentre qualcuno stenta a credere che un campo elettromagnetico possa danneggiare la salute dell'uomo, penso ad esempio ai cellulari, sappiamo con certezza che può interferire con i circuiti elettronici. E' probabile che ci sia un'emittente fissa che porti gli apparecchi elettronici a dare la stessa informazione sbagliata", aggiunge. "Difficile stabilire che cosa possa creare un'interferenza elettromagnetica così costante", sottolinea, "possiamo ipotizzare che una serie di radar militari emani un fascio elettromagnetico costante che mandi in tilt tutti gli orologi digitali interessati. Certo non si può neanche escludere che questa anomalia sia causata da satelliti spia o da una serie di esercitazioni militari".


Fonte: siciliainformazioni


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domenica 10 aprile 2011

Scie chimiche: quello che i medici non dicono

Gabriele Lombardo, curatore del sito "Scienzediconfineemistero", ha ricevuto un'e-mail da una lettrice catanese. La donna, Anna, porta una testimonianza raggelante: molti medici non solo sono a conoscenza delle scie tossiche, ma sono consci del pericolo mortale che esse costituiscono. I governi stanno perpetrando una graduale ma inarrestabile contaminazione della biosfera, tanto più grave perché subdola: le conseguenze dell'intossicazione, infatti, non si conclamano all'improvviso con sintomi evidenti e subito letali, ma si manifestano in modo progressivo sicché pochi colgono il nesso tra "chemtrails" ed affezioni più o meno severe. Disturbi e patologie sono così attribuiti, complici la disinformazione dei media ufficiali, al cambio di stagione, al tabagismo, al colesterolo... No! La stragrande maggioranza delle malattie dipende dalla più orribile, abnorme e perniciosa operazione di avvelenamento che sia mai stata scientemente concepita e perpetrata nella storia umana.
"Ciao Gabriele, volevo segnalarti una cosa che mi è capitata ieri (31/03/2011).

Ieri ero nel centro di Catania per una visita specialistica presso uno degli ospedali della città. Strada facendo (mio marito mi accompagnava e ti avevo già accennato a quanto è scettico per tanti temi misteriosi...), ci trovavamo nei pressi del centro e, sopra i palazzi, abbiamo visto strisciare nel cielo un aereo che proveniva dalla parte sud-ovest della Sicilia e che faceva una bella doppia scia. Quando si trovava sopra la città (il cielo era meravigliosamente azzurro, quindi la scia spiccava) mi era sembrato che la quantità di quelle sostanze che le scie contengono fosse molto aumentata, come se il pilota scaricasse tutto sopra la città. Allora ho richiamato l'attenzione di mio marito. Abbiamo osservato l'aereo e notato che, prima di finire la rotta sopra i cieli catanesi, l'aereo ha interrotto improvvisamente la scia per proseguire il volo verso il continente. Già prima nel tratto di autostrada tra Acireale e Catania, avevo visto le scie che i velivoli avevano rilasciato, ma quella su Catania era fresca, evidente e sfacciatamente solo sopra la città!

Fatto sta che all'ospedale abbiamo pagato il ticket e dopo ci siamo messi in coda nell'ambulatorio. Aspettavamo all'aperto, perché dentro la sala d'attesa non si respirava di quanti eravamo. Nel cortiletto dove ci trovavamo, c'è anche una porta secondaria da cui entrano ed escono i medici del reparto. Ad un certo punto, abbiamo visto due medici che chiacchieravano sulla soglia della porta. Il cielo era ormai coperto dalle ‘piccole cellule di nuvole’ (qui probabilmente la lettrice descrive stratocumuli artificiali, n.d.r.) tra le quali si intravedevano le sottili venature del cielo (sembravano mille pezzi di un puzzle che si univano). Si capiva che non erano nuvole normali. Inoltre il sole che traspariva era come se fosse filtrato da una lente affumicata: sembrava la luce di un'eclisse solare parziale.

Dunque, tornando ai medici, uno di loro ha guardato il cielo e ha detto, con l'indice rivolto al cielo: ‘Ci stanno avvelenando tutti!’ L'altro gli ha risposto con un tono sicuro, guardando in alto: "E non abbiamo visto ancora niente. Fra un paio di mesi ti voglio!" Dopo ci hanno guardati: hanno bruscamente interrotto la conversazione e se ne sono andati. Mio marito mi guardava negli occhi con lo sguardo che diceva: ‘Non ci credo: mi avvelenano come un topo impotente in gabbia’. Dopo ha esclamato: ‘Hai sentito che cosa hanno detto?’ Gli ho risposto: ‘Te l'avevo detto che non erano le ...!’ Mio marito era silenzioso.

Ti ho raccontato il fatto: questo episodio mi conferma che lo sanno tutti, ma purtroppo non tutti vogliono parlare.

Un caro abbraccio!"


Fonte: Scienzediconfineemistero



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sabato 14 agosto 2010

Niscemi sotto la spada di Damocle del M.U.O.S.

Pubblichiamo un documentato articolo di Antonio Mazzeo sul sistema di telecomunicazioni satellitari denominato M.U.O.S. e giustamente ribattezzato l'apparato H.A.A.R.P. italiano.

Tenta di superare il lungo empasse il movimento di cittadini e associazioni che si battono contro l’installazione a Niscemi (Caltanissetta) del terminale terrestre del sistema di telecomunicazioni satellitari M.U.O.S. delle forze armate U.S.A. Sabato 12 giugno, alle ore 18.00, il Comitato NO M.U.O.S. di Niscemi, in collaborazione con la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, ha indetto il convegno regionale dal titolo "Il M.U.O.S. e le onde elettromagnetiche: convivenza pacifica o conflitto" a cui sono state invitate le forze politiche, sociali e le istituzioni impegnate contro quello che è stato definito, a ragione, "l’EcoMuostro di Niscemi".

Il terminale di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture militari che assicureranno il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare che collegherà tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate U.S.A., i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise ed i velivoli senza pilota Global Hawk, buona parte dei quali destinati alla vicina base di Sigonella. Il sistema M.U.O.S. consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Uno strumento di altissimo valore strategico, dunque, che si caratterizza per il suo violentissimo impatto ambientale. Sotto accusa ci sono, infatti, le pericolosissime onde elettromagnetiche che saranno emesse dalle tre grandi antenne circolari e dalle due torri radio del sistema satellitare che sorgerà all’interno della Riserva naturale “Sughereta di Niscemi”, Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.). Un progetto dissennato fortemente osteggiato dai cittadini e dagli amministratori di tre province (Caltanissetta, Ragusa e Catania) e di decine di comuni del sud-est della Sicilia.

I tecnici chiamati dal Comune di Niscemi ad analizzare lo studio per la valutazione d’incidenza ambientale presentata nel 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dell’installazione del M.U.O.S., hanno evidenziato un impressionante numero di lacune ed omissioni del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle più importanti riserve ecologiche siciliane. Per tutto questo, qualche mese fa, l’amministrazione comunale ha disposto l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione ambientale rilasciata nel settembre 2008 per la costruzione del potente impianto a microonde e, congiuntamente ad altri enti locali, ha richiesto alla Regione Sicilia di porre il veto al M.U.O.S. in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed internazionali. La risposta del presidente, Raffaele Lombardo, non si è fatta attendere. Dopo aver inviato a destra e manca comunicati di fuoco contro il programma satellitare, Lombardo si è fatto convincere dal ministro La Russa e dai generali del Pentagono sull’assoluta innocuità degli impianti M.U.O.S.

Successivamente ha avviato il pressing su sindaci e presidenti provinciali, invocandone la conversione ed il sostegno al megaprogetto militare a cui il Pentagono ha destinato 43 milioni di dollari (13 per la predisposizione dell’area riservata alla stazione terrestre e 30 per gli shelter e le attrezzature tecnologiche del sistema satellitare). Il governatore della Sicilia ha pure offerto contropartite e compensazioni per rendere più “digeribili” le microonde del M.U.O.S.: la possibile rimozione a medio termine delle 41 antenne già esistenti nella base dell’U.S. Navy di Niscemi, usate per le telecomunicazioni con i sottomarini nucleari; interventi finanziari per «valorizzare il richiamo del patrimonio naturalistico locale»; l’attivazione all’interno dell’ospedale Basarocco di Niscemi di un “centro di monitoraggio permanente” sui rischi alla salute delle emissioni elettromagnetiche. Sino ad oggi, la monetizzazione del rischio ambientale e militare è stata fermamente respinta dalle amministrazioni e dai cittadini, ma le lobbies pro-M.U.O.S. non demordono e promettono dure offensive contro i recalcitranti oppositori.

Un grande aiuto all’implementazione del programma militare potrebbe arrivare dal Decreto di riperimetrazione della Riserva “Sughereta”, approvato il 30 dicembre 2009 dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, che ha ridotto sia la superficie della riserva sia l’estensione delle aree classificate “zona A”, quelle cioè dove è vietato realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e la realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche ed impianti tecnologici a rete. Con la nuova classificazione, il territorio protetto è stato profondamente e pericolosamente frammentato.

Contro il decreto, che vede la firma del Dirigente generale del Dipartimento Regionale Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi (avvocata di origini niscemesi), è stato presentato ricorso al T.A.R. dal Comune di Niscemi, che si è visto stravolgere la regolamentazione di 32 particelle di terreno, tutte censite come bosco comunale. Nello specifico, 24 particelle, precedentemente ricadenti nella “zona A”, adesso si trovano completamente fuori dal perimetro della riserva, mentre altre 8 particelle, per una superficie complessiva di 28 ettari, sono state declassate dalla “zona A” alla “zona B” di pre-riserva. Va tuttavia rilevato che la riperimetrazione dell’area protetta era stata richiesta dallo stesso Comune, fattosi portatore delle istanze di alcuni proprietari di terreni all’interno della riserva, i quali lamentavano «un’eccessiva penalizzazione dei vincoli che impediscono l’incremento delle colture». Una scelta fortemente censurata da molti “No M.U.O.S.”, sia perché sul tema non risultano essere stati mai informati e/o consultati tecnici ed esperti in gestione ambientale né le organizzazioni ambientaliste locali e regionali, sia per l’inopportunità dei tempi prescelti per promuovere l’iter per ridisegnare il perimetro della riserva, data la spada di Damocle rappresentata dai paventati lavori di realizzazione delle infrastrutture M.U.O.S.

Al convegno regionale del 12 giugno, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella sono state presentate le conclusioni di uno studio sulle possibili connessioni tra il programma M.U.O.S. e le cosiddette “guerre climatiche ed ambientali”. «Crediamo che, sino ad oggi, non sia stata data la giusta attenzione alle analogie esistenti tra il M.U.O.S. e il cosiddetto “H.A.A.R.P. - High Frequency Active Auroral Research Program”, il supersegreto Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza che, dal 1994, l’U.S. Air Force e la U.S. Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), 200 km a nord-est del Golfo del Principe Guglielmo», affermano i rappresentanti della Campagna. «In questa grande infrastruttura sono state installate centinaia di antenne che trasmettono in “banda bassa” (da 2,8 a 7 MegaHerz) e “banda alta” (da 7 fino 10 MegaHerz), cioè lo stesso range delle frequenze del M.U.O.S.

Stando al Pentagono, lo scopo di questa installazione sarebbe quello di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma sono numerosi gli scienziati che denunciano che, con il programma H.A.A.R.P., gli Stati Uniti, al di fuori di ogni controllo internazionale, stanno creando nuove armi geofisiche integrali che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza». Oltre ad interferire sulle comunicazioni radio, televisive e radar, le antenne H.A.A.R.P. possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, consistenti in una corrente naturale di elettricità che varia da 100 mila ad 1 milione di megawatt. In questo modo è possibile impiegare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici nemici.

Secondo il fisico indipendente Corrado Penna, da anni impegnato nel denunciare il controverso fenomeno delle scie chimiche, «è forte il sospetto che il sistema di antenne del M.U.O.S. possa servire anche per fini non dichiarati di modificazione ambientale in sinergia con il sistema H.A.A.R.P. dislocato in Alaska. La modificazione ambientale realizzata attraverso l’uso di forti campi elettromagnetici e scie chimiche è responsabile di alcuni disastri recenti. Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali (siccità, uragani, inondazioni etc.), sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera».


Fonte: Agoravox





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