
L’idea di base ricorda da vicino altri film, soprattutto “Equilibrium”, ma il sottogenere distopico qui vira verso il romantico, mentre l’azione e la suspense sono ridotte al minimo. La recitazione dei protagonisti è perfetta, algida ed impersonale come i luoghi ed il milieu dove si conduce un’esistenza del tutto programmata ed anemotiva. Con questa atmosfera fredda consuonano la sceneggiatura essenziale e la fotografia che valorizza il bianco freddo di ambienti ed abiti, colore su cui spesso si stagliano le silhouettes degli attori. Sono scelte stilistiche efficaci utili a riscattare la scarsa originalità dell’intreccio che evoca pure, per il tòpos narrativo dell’equivoco fatale, “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, anzi John Florio.
L’aspetto più importante della produzione ci sembra il verosimile affresco di un mondo che rispecchia quello che stanno modellando le sedicenti élites intente a “fabbricare”, con i pretesti più disparati, generazioni di automi cui sono impediti i rapporti interpersonali, individui efficienti, omologati (equals appunto), insensibili. E’ il “brave new world” immaginato da Aldous Huxley. Agli esseri umani, in cambio di un’esistenza autentica con le sue gioie e i suoi dolori, costellata di slanci e delusioni, è offerto solo il cerebrale surrogato di una scienza frigida, volta a far progredire le esplorazioni spaziali.
Eppure l’umanità è destinata a trionfare sul controllo e sulla chimica, sotto forma di farmaci o di veleni, perché l’umanità, quella genuina, è ancora capace di passioni vere… che non sono reazioni chimiche.
Articoli correlati
- Scie chimiche e modificazioni genetiche
- Equilibrium
Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.
Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
Chi è Wasp? CLICCA QUI














Il rifacimento omonimo, per la regia del californiano Breick Esner, è ambientato nella tranquilla cittadina di Ogden Marsh, dove la gente comincia a comportarsi in modo strano. Un tizio, armato di fucile, irrompe nel campo di baseball dove si sta giocando una partita. Lo sceriffo, David Dutten, lo conosce, come conosce tutti in città: pensa che sia semplicemente ubriaco e cerca di convincerlo ad abbassare il fucile, ma, quando il'uomo gli punta contro il fucile, è costretto a ucciderlo. La dottoressa Judy Dutten, moglie dello sceriffo, cerca di alleviare il senso di colpa del marito per un omicidio così incongruo, ma le cose sono destinate a peggiorare. Di fronte ad una situazione totalmente inaspettata per un tutore dell'ordine di provincia, David non si perde comunque d'animo ed indaga assieme al suo aiutante, Russell. I due trovano un aereo precipitato nella palude vicina all'abitato. Il micidiale carico dell'aereo ha contaminato l'acqua di Ogden Marsh, liberando un virus che causa la follia. Inimicandosi le autorità cittadine che temono per i raccolti, David ordina l'interruzione dell'erogazione idrica, ma è troppo tardi. I militari circondano l'area per evitare che il virus si diffonda ed il caos domina sovrano.
E' questo l'intreccio di una pellicola in cui si può senza dubbio enucleare un avvertimento circa l'operazione "chemtrails": non ci riferiamo "soltanto" alla sinistra circostanza del velivolo schiantatosi nell'acquitrino, aereo con un carico di morte, ma alla decisione del regista di montare, nella parte iniziale del lungometraggio, una sequenza che mostra degli inconfondibili aerei chimici. E' un'immagine, incastrata quasi a forza, che salda la finzione cinematografica alla realtà più cruda con l'eloquente invito a considerare gli apparecchi che incrociano nei cieli di quasi tutto il mondo, come la causa delle contaminazioni.


"Mostri contro alieni" è un film d'animazione dedicato ai bambini in cui si vedono cieli completamente solcati da scie chimiche, addirittura in alcune sequenze si vedono gli aerei che rilasciano chemtrails! Anche il cinema ormai si è impossessato del diritto di fare “formazione” o “educazione”, chiamatela come vi pare, ed è un gravissimo comportamento la targetizzazione (scusate il neologismo, ma rende l'idea) dei minori. E' un'infamia che vengano coinvolti dei bambini che non sono in grado di comprendere dei fenomeni che sono già straordinari per gli stessi genitori i quali tendono a sminuirli, rimbecilliti a loro volta dai media (soprattutto la televisione): i mezzi di informazione, infatti, riescono a condizionare il comportamento delle masse. L'obiettivo "bambini" ci permette di capire che l'irrorazione chimico-biologica è destinata a durare per decenni o per sempre, o almeno fino a che non si troveranno delle alternative tecnologiche alle scie chimiche.
Anche a chi scrive è capitato di discutere e spiegare il fenomeno. Le risposte? Simili a quelle ricevute da Penna. Gente istupidita dai cellulari, dalle palestre, dalle chats insignificanti, dagli assurdi reality televisivi, dal sesso, dallo svago becero: ecco i nuovi obiettivi e divertimenti degli adulti, in un degrado sempre più travolgente. Questa è la realtà: arroganza, ignoranza, maleducazione e mancanza di rispetto che stupiscono per la loro grettezza. Quando questi bravi genitori, tanto interessati all'avvenire dei propri figli, che sono per loro più un ingombro che un piacere, li accompagneranno al cinema o acquisteranno o noleggeranno questo film o acquisteranno il videogioco, in che modo spiegheranno ai bambini che è tutto falso? Come chiariranno che quello che osservano è tutto creato dall'uomo e non esiste in natura? Come spiegheranno che quelle scie nel cielo non sono nuvole, ma prodotti chimici rilasciati da decine o centinaia di aerei per 365 giorni l'anno?






