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domenica 4 febbraio 2018

Strana strage di storni a Roma



"Ci sarà un giorno in cui i volatili cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero ed i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell'arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra". (Profezia dei nativi americani Hopi)

Un inquietante fatto è occorso a Roma nell’ultimo scorcio di gennaio 2018: si è verificata un’improvisa moria di storni. I volatili sono precipitati senza apparente motivo. Tra l’altro, non è la prima volta in cui ciò accade a Roma nella stessa zona non distante dalla sede del C.N.R. I vari enti si stanno prodigando per insabbiare, pardon, per indagare il caso. Per conoscere le possibili cause della falcidia che ha colpito i volatili, si legga l’articolo “L’arma finale”, 2011

Roma - 30 gennaio 2018. Numerosi storni sono stati trovati morti nel piazzale del Verano, Porta Pia ed in Via Nomentana. “Gli uccelli cadono morti in terra”, dicono i residenti. È stata allertata la Protezione civile che sta organizzando un sopralluogo congiunto con l’A.S.L. e gli uffici del Campidoglio. I corpi dei passeiformi sono rimasti in strada sul marciapiede e nel mezzo della carreggiata con i passanti esterefatti. Un incubo per automobilisti e residenti.[…]

Ora quello che tutti si chiedono è perché gli storni finiscano sull’asfalto privi di vita.

“Il Dipartimento di tutela ambientale di Roma Capitale si è immediatamente attivato insieme con la Protezione civile per affrontare la moria di storni verificatasi in alcune zone della città. Sui luoghi è intervenuto l'Ufficio animali problematici (sic!) del Dipartimento, mentre A.S.L. ed Istituto zooprofilattico sono stati coinvolti al fine di indagare sulle cause del fenomeno”. Lo comunica il Campidoglio. “In questi casi, la rimozione delle carcasse degli animali è affidata all’A.S.L. che provvede anche alla loro distruzione, mentre alcuni esemplari sono stati prelevati dall'Istituto zooprofilattico per i normali esami diagnostici”, conclude la nota.

Fonte: ilmessaggero.it

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giovedì 23 gennaio 2014

Segnalazioni di gennaio


Diamo subito spazio alla notizia più ignorata dai media di regime: si riferisce ad un fatto che all'apparenza non è connesso al tema della geoingegneria clandestina: in realtà, pero, si inquadra nello stesso disegno di programmata devastazione della biosfera. Ci riferiamo alle fughe radioattive dal reattore nucleare di Fukushima: la radioattività sta sterminando la flora e la fauna dell’Oceano Pacifico, ormai ridotto ad una morta palude. I radionuclidi stanno inoltre causando un pauroso incremento di patologie tra gli abitanti della costa occidentale degli Stati Uniti. E’ un disastro che non mancherà di ripercuotersi, prima o dopo, in tutto il globo. La catastrofe di Fukushima si aggiunge all’ininterrotta attività chimico-biologica che sta portando il pianeta al collasso.

Nelle prossime settimane le armi chimiche, appartenenti ai mercenari che tentano di rovesciare il governo di Assad, per conto di Stati Uniti ed Israle, saranno distrutte nel Mediterraneo con il metodo definto "idrolisi". Milioni di litri di acqua contaminata saranno scaricati in un mare chiuso, con tutte le terribili conseguenze del caso e ciò nell'asssordante silenzio dei media di regime.

Se si procederà lungo questa strada, l'attuale crisi finanziaria sembrerà uno scherzo, quando le risorse alimentari cominceranno a scarseggiare e ad essere contaminate.

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Dalla tragedia giapponese, ad una scoperta tragicomica: segnaliamo una curiosità inerente alla celebre enciclopedia della Rete.

Accedete a Wikipedia e digitate il lemma "Geoingegneria" nella casella in alto a destra. La ricerca in lingua italiana non darà buoni frutti: nella scarna voce, infatti, si evoca la ''teoria del complotto''. L'aspetto singolare di questa semplice operazione è il seguente: cambiando sulla sinistra dello schermo la lingua di accesso alla nota enciclopedia telematica, le informazioni mutano radicalmente.

Anche non conoscendo gli altri idiomi, si può sempre usare il traduttore automatico, copiando il link e incollandolo nell'apposito spazio per avere la versione in italiano. Chi possiede Chrome può avvalersi del traduttore interno. Abbiamo provato ed il risultato è stato molto interessante. L’unica accortezza è quella di verificare sempre la data dell'ultimo aggiornamento in fondo alla pagina: si sa che su certe questioni le informazioni sono costantemente riviste ed edulcorate.

Comunque sia, se non trovate interpolazioni e censure dell'ultima ora, vedrete con i vostri occhi. Ciò che in Italia è considerato ''teoria della cospirazione”,' esiste per il resto del mondo. Questa è un’ulteriore conferma che circa temi spinosi il controllo su Wikipedia Italia, per opera del C.I.C.A.P. e dei servizi associati, è totale!

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A proposito di geoingegneria “ufficiale”, apprendiamo che è l’infame C.I.A. a finanziare un progetto di modifica climatica, elaborato dall’Accademia nazionale delle scienze. Sono stati stanziati già 630.000 dollari per interventi sui fenomeni atmosferici. L’alibi è sempre lo stesso: contrastare il cosiddetto “global warming” innescato invero, come gli sconvolgimenti tettonici, da decenni di operazioni abusive e perniciose, all’origine pure del tremendo flagello di freddo polare che ha percosso di recente la Nuova Inghilterra.

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Come interpretare questa morsa di gelo con punte di 53 gradi sotto zero? I geoingegneri hanno perso il controllo della situazione o assistiamo alle conseguenze di un piano finalizzato alla “deliberata rovina del tempo meteorologico”, per mutuare una dicitura della compianta dottoressa Sandra Perlingieri? La perturbazione, accompagnata da neve, algide raffiche e temperature siberiane, ha provocato tra l’altro la morte di moltissimi senzatetto a New York ed in altre metropoli: in fondo per la feccia anche questa è una gradita forma di depopulation. La situazione ricorda lo scenario descritto da Roland Emmerich nella pellicola “The day after tomorrow”… un’intuizione? Il dibattito ferve: la Terra si sta riscaldando o si sta raffreddando? Il giorno in cui sarà interrotta la geoingegneria illegittima potremo raccapezzarrci: per ora assistiamo ad un caos climatico di proporzioni ciclopche con un effetto domino che non lascia presagire alcunché di buono.

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La quotidiana, micidiale “aerosolterapia” non incide purtroppo solo sugli eventi atmosferici: è ormai assodato che il “trattamento da scie chimiche” sta riempiendo gli organismi di veleni. In Arizona alcuni cittadini hanno eseguito delle analisi del sangue da cui emergono valori altissimi di bario e di alluminio, a volte anche di dieci volte superiori ai parametri di soglia!

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Concludiamo con un estratto da un documento governativo statunitense:

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“Lo scopo di questo lavoro è quello di delineare una strategia per l'uso o di un futuro sistema di modificazione del clima per conseguire obiettivi militari.

Negli Stati Uniti la modificazione del clima diventerà verosimilmente una parte della politica di sicurezza nazionale insieme con cooperazioni internazionali. Il nostro governo persegue questa politica a vari livelli che potrebbero includere azioni unilaterali, la partecipazione in un quadro di sicurezza come la N.A.T.O., la sinergia con un'organizzazione internazionale come l'ON.U. o la partecipazione ad una coalizione. […]

Gli UAV (i droni, n.d.r.) creano uno scudo di cirri artificiali per disorientare il nemico e per la sorveglianza ad infrarossi. Contemporaneamente i riscaldatori a microonde producono una scintillazione localizzata per disturbare il rilevamento attivo tramite radar ad apertura sintetica (SAR) e sistemi come il SARSAT, che saranno ampiamente disponibili entro il 2025. Le operazioni di inseminazione delle nubi provocano intensi temporali, limitando gravemente la capacità del nemico di attuare strategie difensive. Il WFSE controlla l'intera operazione in tempo reale.

La tecnologia può essere descritta come segue. Proprio come un tetto di catrame nero assorbe facilmente l'energia solare e, successivamente, irradia calore durante una giornata di sole, il nerofumo assorbe facilmente la radiazione solare. Quando è disperso in forma microscopica o in polvere" nell’aria su una grande massa d'acqua, il carbonio aumenta di temperatura, riscaldando l'aria circostante. In questo modo aumenta il grado di evaporazione dell'acqua sottostante, così che si generano nubi e precipitazioni”.

Dal testo si evince che è impiegato il carbonio in nanotubi per catturare l'umidità atmosferica e per gestirla nei contesti più disparati. Inoltre i cirri chimici sono caricati di energia elettromagnetica per non consentire ai satelliti nemici di campionare la superficie terrestre tramite alcuni sistemi satellitari”.

Pare proprio che ciò si stia verificando in questo periodo. Esiste dunque una mole impressionante di prove: chi oggi si ostina a negare la realtà della geoingegneria clandestina o è tonto o è in perfetta malafede.

To do or die...


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venerdì 22 giugno 2012

Hailé Selassié: scie chimiche ante litteram

Hailé Selassié (1892-1975) nel 1936 denunciò, in un discorso tenuto al cospetto della Lega delle Nazioni, l'aggressione italiana al suo popolo, attacco perpetrato attraverso l'inganno e l'uso di gas venefici. Le parole del negus dipingono una pagina particolarmente obbrobriosa nella lunga storia criminale dello stato italiano e - ab uno disce omnes- degli stati in quanto tali. La denuncia di Hailé Selassié è un j’accuse quanto mai attuale: da decenni la popolazione mondiale e l’ambiente sono avvelenati con armi chimiche e batteriologiche. Le chemtrails sono la più grave, anche se non l’unica, forma di contaminazione deliberata del pianeta, i cui effetti sono assimilabili a quelli descritti dall’imperatore etiope. Le irrorazioni chimico-biologiche assurgono a delitto contro l’umanità, tanto più sfacciato quanto pervicacemente negato. Oggi come allora trattati e convenzioni internazionali sono bellamente ignorati e conculcati; oggi come allora le denunce cadono nel vuoto; allora si levò la voce di un capo di stato, oggi regna un colpevole, complice silenzio.

Se già nel 1936 gli arsenali erano così distruttivi, possiamo immaginare quanto siano diventati disastrosi nei tempi che viviamo [1]


Io, Hailé Selassié I, Imperatore d'Etiopia, sono qui oggi per reclamare quella giustizia che è dovuta al mio popolo e quell'assistenza ad esso promessa otto mesi or sono da cinquantadue nazioni, quando queste affermarono che un atto di aggressione era stato compiuto in violazione dei trattati internazionali.

Nessuno, all'infuori dell'Imperatore, può rivolgere l'appello del popolo etiopico a queste cinquantadue nazioni.

Non esiste forse alcun precedente di un capo di stato che prenda la parola di fronte a quest'Assemblea, ma è certo che non v'è alcun precedente di popoli che siano stati vittime di così grandi torti e, al tempo stesso, minacciati di abbandono ai loro aggressori. Mai, sinora, vi era stato l'esempio di un governo che procedesse allo sterminio di un popolo usando mezzi barbari, violando le più solenni promesse fatte a tutti i popoli della terra, che non si debba usare contro esseri umani la terribile arma dei gas venefici. È per difendere un popolo che lotta per la sua secolare indipendenza che il capo dell'Impero etiopico è venuto a Ginevra per adempiere a questo supremo dovere, dopo avere egli stesso combattuto alla testa dei suoi eserciti.

Prego Iddio onnipotente di risparmiare alle nazioni le terribili sofferenze che sono state inflitte negli ultimi tempi al mio popolo e delle quali i capi che sono qui al mio seguito sono stati inorriditi testimoni.

È’ mio dovere informare i governi riuniti a Ginevra, in quanto responsabili della vita di milioni di uomini, donne e bambini, del mortale pericolo che li minaccia, descrivendo il destino che ha colpito l'Etiopia.

Il governo italiano non ha sferrato la guerra soltanto contro i combattenti: esso ha attaccato soprattutto popolazioni molto lontane dal fronte, al fine di sterminarle e di terrorizzarle.

Inoltre, verso la fine del 1935, aerei italiani hanno sganciato bombe lacrimogene sui miei eserciti. Esse ebbero però soltanto risultati limitati. I soldati appresero a sparpagliarsi, aspettando che il vento disperdesse rapidamente i gas velenosi.

L'aviazione italiana ricorse allora ad altri gas. Recipienti di liquido furono gettati su gruppi armati, ma anche questo mezzo fu inefficace: il liquido colpiva soltanto pochi soldati ed i recipienti, abbandonati al suolo, mettevano in guardia contro il pericolo i soldati e la popolazione.

Fu al tempo in cui si svolgevano le operazioni per accerchiare Makallè, che il Comando italiano, temendo una sconfitta, ricorse ai mezzi che io ho ora il dovere di denunciare al mondo.

Sugli aeroplani vennero installati degli irroratori, che potessero spargere su vasti territori una fine e mortale pioggia. Stormi di nove, quindici, diciotto aeroplani si susseguivano in modo che la nebbia che usciva da essi formasse un lenzuolo continuo. Fu così che, dalla fine del gennaio 1936, soldati, donne, bambini, armenti, fiumi, laghi e campi furono irrorati di questa mortale pioggia. Al fine di sterminare sistematicamente tutte le creature viventi, per avere la completa sicurezza di avvelenare le acque ed i pascoli, il Comando italiano fece passare i suoi aerei più e più volte. Questo fu il principale metodo di guerra.

Ma la vera raffinatezza nella barbarie consisté nel portare la devastazione ed il terrore nelle parti più densamente popolate del territorio, nei punti più lontani dalle località di combattimento. Il fine era quello di scatenare il terrore e la morte su una gran parte del territorio abissino.

Questa terribile tattica ebbe successo. Uomini ed animali soccombettero. La pioggia mortale che veniva dagli aerei faceva morire tutti quelli che toccava con grida di dolore. Anche coloro che bevvero le acque avvelenate o mangiarono i cibi infetti morirono con orribili sofferenze. Le vittime dei gas italiani caddero a decine di migliaia. È stato per denunciare al mondo civile le torture inflitte al popolo etiope che mi sono deciso a venire a Ginevra. Nessun altro all'infuori di me e dei miei coraggiosi compagni d'arme poteva portarne di fronte alle Nazioni l'incontestabile prova.

Gli appelli rivolti alla Lega dai miei delegati sono rimasti senza risposta; i miei delegati non sono stati testimoni oculari. Questo è il motivo per cui mi sono deciso a venire a testimoniare contro il crimine perpetrato sul mio popolo e a porre in guardia l'Europa per il destino che l'attende se non reagisce al fatto compiuto.


[1] Gli aggressivi biologici possono essere disseminati sotto forma di aerosol solido o liquido. La forma liquida si riferisce soprattutto alle sospensioni di microrganismi patogeni che traggono da esse gli elementi necessari alla loro sopravvivenza nell'ambiente (fattori nutritivi, umidità, ecc.). L'aerosol può essere rilasciato nell'ambiente direttamente o indirettamente. Nel primo caso vengono utilizzate adatte apparecchiature (aerosolizzatori) da posizioni ben definite sul terreno o a bordo di veicoli terrestri, natanti o aeromobili. Particolare importanza è rivestita dagli aeromobili che possono spargere agevolmente l'aggressivo volando anche a bassa quota (di norma, in senso perpendicolare alla direzione del vento) con possibilità di contaminare estensioni di terreno di centinaia di km2. [...]

La velocità di perdita di efficacia di un agente aerosolizzato è influenzata dai seguenti fattori:

- irraggiamento solare. La regione ultravioletta dello spettro solare esercita una azione germicida nei riguardi di tutti i microrganismi. Minore sensibilità a tale azione, rispetto alle cellule vegetative, hanno le spore batteriche e particolarmente quelle fungine. L'influenza negativa dell'irraggiamento solare diminuisce generalmente con l'aumentare del tasso di umidità relativa. Aerosol batterici in forma liquida appaiono più sensibili alle radiazioni di quelli in forma di polveri secche... [...]

Tratto da "Sistemi di guerra biologica - Le armi"

Nota: le allocuzioni di Hailé Selassié sono riportate all’interno del libro di L. Mazzoni, "Hailé Selassié I. Discorsi scelti 1930 -1973", 2011.

Fonte: polyarchy.org


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martedì 24 maggio 2011

Il codice Cesare

Johannes Mario Simmel è autore di un romanzo intitolato "Il codice Cesare" (“Und Jimmy ging zum Regenbogen”), 1970.

"Nella Vienna del 1969, Valerie Steinfeld avvelena uno scienziato argentino, Raphaelo Ananda. Il figlio di Ananda, Manuel giunge nella capitale austriaca per tentare di scoprire le circostanze misteriose che circondano la morte del padre. Suo primo passo è la visita alla tomba dell'assassino e proprio qui un agente lo sta aspettando, pronto ad ucciderlo, ma l'agguato è provvidenzialmente sventato. Manuel comincia allora le sue indagini e viene a sapere che il genitore ha escogitato una formula chimica da cui si può ricavare un'arma letale per tutta l'umanità e che ha ceduto la sua invenzione a varie potenze europee. Il giovane si ritrova così invischiato nella rete dei servizi segreti internazionali che giocano senza scrupoli con la vita...".

Nella rocambolesca trama si intrecciano storie di ispettori corrotti, di agenti spietati, di sicari, di prostitute, di pervertiti, di un fanatico collezionista d'arte, di un'affascinante donna paralitica, regista di ogni specie di orge.

L'opera di Simmel si colloca in un punto di intersezione tra verità e fantasia. Nella breve prefazione del libro l'autore precisa: "Il presente romanzo si basa su fatti realmente accaduti in una grande città della Germania occidentale tra il 1934 ed il 1965. Per salvaguardare le persone innocenti coinvolte nella storia, l'azione viene trasferita in un altro periodo (1938-1969) ed in una diversa città, Vienna, estranea a tali avvenimenti. Le leggi, i paragrafi, i decreti, i memorandum, i rapporti e così pure parte delle trasmissioni della B.B.C. sono stati trascritti integralmente. Tutti gli eventi reali, le persone ed i nomi sono stati cambiati in modo che nessuno vi si potesse riconoscere".

Attraverso un'invenzione narrativa quanto mai realistica, lo scrittore veicola contenuti molto scabrosi ed attuali: “Il codice Cesare” si aggiunge così alla moltitudine di romanzi e pellicole che "profetizzano" il futuro, ossia i tetri tempi che stiamo vivendo. E' evidente che Simmel unì nell'ormai lontano 1970 un notevole fiuto alla consultazione di fonti giuste sì da aprire una breccia nel muro della segretezza. E' un muro dietro cui si estende una sorta di sulfureo mondo parallelo, in cui agiscono servizi segreti internazionali, vertici di eserciti, scienziati psicopatici, governi occulti, in una ridda di orribili esperimenti partoriti nel Terzo Reich e poi diffusi, attraverso l'"Operazione Odessa" e l'"Operazione Paperclip", un po' in tutto il pianeta.

Nel capitolo "L'interrogativo", lo scrittore dissemina una serie spaventosa di rivelazioni sulle armi chimiche e batteriologiche: "Peste nera, vaiolo, carbonchio, febbri cerebrali, dissenteria, cancro, febbre gialla, linfagite epizootica, tetano, tifo, psittacosi, botulismo, epatite, malattia di Bang, febbre del Queensland... Circa 160 malattie gravi vengono preparate per l'umanità nei laboratori dell'Est e dell'Ovest. Per esempio, 30 grammi dell'agente patogeno della febbre del Queensland si diceva potessero infettare 28 milioni di persone. Due ditali pieni di Botulinus-Toxin sarebbero stati in grado di uccidere la popolazione di mezza Europa; meno di mezzo chilo sarebbe sufficiente ad annientare la popolazione di tutta la terra. E per di più in tutto il mondo si compivano ricerche su batteri, tossine, armi B (biologiche) e si producevano. Ed inoltre in tutto il mondo si lavorava alle armi C (chimiche). All’Est ed all’Ovest vengono fabbricati gas tossici che sono infinitamente più potenti di quelli usati nella prima guerra mondiale... Vengono prodotti agenti neurotossici e vengono anche testati. Sono prodotte sostanze che distruggono i raccolti, sono creati certi ormoni e certe specie di funghi che bruciano la vegetazione di una vasta zona e rendono il terreno sterile.

Nel 1961 gli Stati Uniti d’America quintuplicarono il bilancio per lo sviluppo di tali armi [...]. Il Pentagono pagava 400 milioni di dollari per defolianti che dovevano diradare la giungla del Vietnam. Gli Statunitensi avevano costruito per 75 milioni di dollari un centro di ricerche, Fort Derrick, vicino a Washington. I Britannici compivano esperimenti soprattutto a Porton Dow. La Russia ed i paesi d’oltrecortina sapevano mantenere meglio il segreto sui loro laboratori. Il microbiologo Ehrenfried Petras, fuggito dalla Germania Occidentale, aveva raccontato nel 1968 alla televisione della Germania Est che anche la Repubblica federale tedesca, per incarico degli Statunitensi, partecipava all’incremento delle sostanze B e C e che essi avrebbero affidato in futuro tali incarichi a molte nazioni. All’Est succedeva la stessa cosa. Il servizio segreto statunitense informava che circa un sesto dell’armamento in dotazione ai paesi d’oltrecortina era composto da materiale chimico”.

Come spargere elementi chimici nocivi e gli agenti patogeni? Sempre all’interno dello stesso capitolo, troviamo la risposta: “L’AP Sette (il veleno ideato da Ananda, n.d.r.) è l’aerosol ideale: può essere spruzzato sotto forma di pioggia nella grandezza di un granello di polvere in dosi di un micron, da aerei, razzi, sonde. Le gocce così piccole penetrano in un secondo negli alveoli dei polmoni”.

Questo è veramente il modo in cui sono investiti i denari dei contribuenti: per creare armi e dispositivi micidiali atti a decimare l’umanità ed a distruggere il pianeta, in un’ebbrezza di morte. Tutte le energie sono profuse sempre per nuocere, mai per giovare. Gli esecutivi, avvezzi all'usura, al veneficio ed all'omicidio, sono i peggiori nemici dei cittadini.

Qualcuno è ancora tanto ingenuo da credere che le istituzioni si interessino del bene comune?



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domenica 10 aprile 2011

Scie chimiche: quello che i medici non dicono

Gabriele Lombardo, curatore del sito "Scienzediconfineemistero", ha ricevuto un'e-mail da una lettrice catanese. La donna, Anna, porta una testimonianza raggelante: molti medici non solo sono a conoscenza delle scie tossiche, ma sono consci del pericolo mortale che esse costituiscono. I governi stanno perpetrando una graduale ma inarrestabile contaminazione della biosfera, tanto più grave perché subdola: le conseguenze dell'intossicazione, infatti, non si conclamano all'improvviso con sintomi evidenti e subito letali, ma si manifestano in modo progressivo sicché pochi colgono il nesso tra "chemtrails" ed affezioni più o meno severe. Disturbi e patologie sono così attribuiti, complici la disinformazione dei media ufficiali, al cambio di stagione, al tabagismo, al colesterolo... No! La stragrande maggioranza delle malattie dipende dalla più orribile, abnorme e perniciosa operazione di avvelenamento che sia mai stata scientemente concepita e perpetrata nella storia umana.
"Ciao Gabriele, volevo segnalarti una cosa che mi è capitata ieri (31/03/2011).

Ieri ero nel centro di Catania per una visita specialistica presso uno degli ospedali della città. Strada facendo (mio marito mi accompagnava e ti avevo già accennato a quanto è scettico per tanti temi misteriosi...), ci trovavamo nei pressi del centro e, sopra i palazzi, abbiamo visto strisciare nel cielo un aereo che proveniva dalla parte sud-ovest della Sicilia e che faceva una bella doppia scia. Quando si trovava sopra la città (il cielo era meravigliosamente azzurro, quindi la scia spiccava) mi era sembrato che la quantità di quelle sostanze che le scie contengono fosse molto aumentata, come se il pilota scaricasse tutto sopra la città. Allora ho richiamato l'attenzione di mio marito. Abbiamo osservato l'aereo e notato che, prima di finire la rotta sopra i cieli catanesi, l'aereo ha interrotto improvvisamente la scia per proseguire il volo verso il continente. Già prima nel tratto di autostrada tra Acireale e Catania, avevo visto le scie che i velivoli avevano rilasciato, ma quella su Catania era fresca, evidente e sfacciatamente solo sopra la città!

Fatto sta che all'ospedale abbiamo pagato il ticket e dopo ci siamo messi in coda nell'ambulatorio. Aspettavamo all'aperto, perché dentro la sala d'attesa non si respirava di quanti eravamo. Nel cortiletto dove ci trovavamo, c'è anche una porta secondaria da cui entrano ed escono i medici del reparto. Ad un certo punto, abbiamo visto due medici che chiacchieravano sulla soglia della porta. Il cielo era ormai coperto dalle ‘piccole cellule di nuvole’ (qui probabilmente la lettrice descrive stratocumuli artificiali, n.d.r.) tra le quali si intravedevano le sottili venature del cielo (sembravano mille pezzi di un puzzle che si univano). Si capiva che non erano nuvole normali. Inoltre il sole che traspariva era come se fosse filtrato da una lente affumicata: sembrava la luce di un'eclisse solare parziale.

Dunque, tornando ai medici, uno di loro ha guardato il cielo e ha detto, con l'indice rivolto al cielo: ‘Ci stanno avvelenando tutti!’ L'altro gli ha risposto con un tono sicuro, guardando in alto: "E non abbiamo visto ancora niente. Fra un paio di mesi ti voglio!" Dopo ci hanno guardati: hanno bruscamente interrotto la conversazione e se ne sono andati. Mio marito mi guardava negli occhi con lo sguardo che diceva: ‘Non ci credo: mi avvelenano come un topo impotente in gabbia’. Dopo ha esclamato: ‘Hai sentito che cosa hanno detto?’ Gli ho risposto: ‘Te l'avevo detto che non erano le ...!’ Mio marito era silenzioso.

Ti ho raccontato il fatto: questo episodio mi conferma che lo sanno tutti, ma purtroppo non tutti vogliono parlare.

Un caro abbraccio!"


Fonte: Scienzediconfineemistero



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domenica 27 febbraio 2011

Blue skies are a lie

“Blue skies are a lie” (1995) è una pellicola lirica ed intimista per la regia di Gregory Ruzzin. È la storia di una relazione tra una portalettere ed un uomo che trova il mondo talmente ripugnante da decidere di non uscire più di casa per sette anni consecutivi.

Abbiamo mutuato il titolo di questa produzione per introdurre il tema di cieli che sono talora azzurri: la dottoressa Sandra Perlingieri, consultandosi con lo scienziato Michael Castle, ha potuto appurare che la colorazione ormai saltuariamente azzurra del firmamento non dipende dalla sospensione delle attività di Bio-ingegneria, ma dalla dispersione di manganese.

Scrive la Perlingieri nell'articolo "Un'altra illusione delle chemtrails", 2011: “Secondo il biologo, dottor Michael Castle, questo 'nuovo colore blu' è dovuto ai composti chimici di manganese di-bromo e di-fluoro-benzidina (sali). I composti sono stati aggiunti alle scie chimiche di modo che la luce non viene riflessa, ma rifratta. [...] Così il cielo sembra blu, ma in realtà ha solo il colore rifratto di qualsiasi gradazione cromatica (chiara o scura) che si trova al di sopra.

Il dottor Castle ha spiegato: 'Il colore si basa sul blu oltremare/violetto che è stato micronizzato nel particolato irrorato e distribuito in atmosfera. Questo aerosol contiene ingenti quantità di manganese ed un livello enorme di composti tossici a base di di-bromo-fluoro-benzene. Ciò consente all’aerosol di restare in atmosfera per periodi di tempo più lunghi rispetto all’alluminio e ad al bario che sono più pesanti. Anche questo è stato provato da analisi. Infine le scie contengono livelli molto alti di arsenico e gallio, come è stato dimostrato da 'Arizona Skywatch' e da altri. […]

Questo significa che le funzioni cerebrali continuano ad essere compromesse ad ogni respiro, quando inaliamo questi veleni. Non possiamo sottovalutare che i danni al cervello aumentano in modo vertiginoso e che le capacità cognitive sono sempre più deteriorate.”

Se per avventura notiamo una volta celeste tersa, ma sgombra del tutto di soffici nuvole naturali (non le nubi “sintetiche” dalle forme grottesche ed improbabili), è plausibile che siano stati diffusi composti il cui ingrediente principale è il manganese.

In questo modo una giornata all’apparenza “serena e soleggiata” (come recitano i servizi meteo militarizzati - n.d.r.) rivela uno spregevole inganno: davvero i cieli blu sono una menzogna… per giunta velenosa.



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domenica 5 dicembre 2010

Operation L.A.C.

E’ risaputo che Wikipedia è enciclopedia sovente poco plausibile o superficiale. Ciò vale soprattutto per Wikipedia Italia, i cui lemmi “caldi” sono redatti e controllati da frustrati e falliti noti come disinformatori. Tuttavia neppure la famigerata enciclopedia della Rete può esimersi dal riferire certi eventi: è il caso della voce “Operation L.A.C." (Large Area Coverage), ossia “Operazione a copertura di una vasta area”, un criminale esperimento volto a saggiare la dispersione di Solfuro di zinco cadmio su ampie zone degli Stati Uniti d’America. L’operazione fu coronata da successo: la nube tossica si sparse a coprire una regione molto estesa della Confederazione, sconfinando in Canada ed in Messico. L’esperimento non fu un episodio isolato, ma solo uno dei primi e tanti test destinati a culminare nelle quotidiane ed amplissime attività di avvelenamento globale note come “scie chimiche”.

Ringraziamo Nienteecomesembra per la preziosa segnalazione.


"Operation L.A.C." (Large Area Coverage), fu un esperimento dell'esercito statunitense che fu attuato con la dispersione di particolato a base di solfuro di cadmio zinco (ZnCdS) su gran parte degli Stati Uniti. Lo scopo era quello di determinare la gamma di dispersione geografica di agenti biologici o chimici.

Precedenti prove

Esistono le prove che furono compiuti esperimenti analoghi all'"Operation L.A.C." L'esercito ha ammesso di aver diffuso agenti chimici in alcune aree del Minnesota dal 1953 fino alla metà degli anni '60 del XX secolo.

L’operazione

L'"Operation L.A.C." fu eseguita nel 1957 e nel 1958 dalla "U.S Army Chemical Corps". Principalmente, l'operazione di irrorazione coinvolse vaste aree con solfuro di zinco cadmio. La "U.S. Air Force" usò un C-119, "Flying Boxcar" per disperdere solfuro di zinco cadmio a tonnellate in atmosfera negli Stati Uniti. Il primo test fu compiuto il 2 dicembre del 1957 lungo un percorso che congiunge il Sud Dakota ad International Falls, in Minnesota.

I test furono progettati per determinare la gamma e la dispersione geografica di agenti chimici o biologici. Stazioni al suolo rilevarono le particelle di solfuro di cadmio di zinco. Durante la prima prova e successivamente, gran parte del materiale disperso finì per essere portato dal vento verso il Canada. Tuttavia, come nel caso del primo test, le particelle furono rintracciate fino a 1.200 miglia di distanza dalla zona direttamente contaminata.

Test specifici

Il 2 dicembre 1957 la nebbia chimica si propagò fino in Canada. Gli inquinanti furono anche rilevati a 1.200 miglia di distanza, in una stazione nello stato di New York.[...] Un'altra massa d'aria canadese portò la nube tossica nel Golfo del Messico. Due altri test, uno lungo un percorso da Toledo, in Ohio, ad Abilene, in Texas, ed un altro da Detroit, a Springfield, Illinois, fino a Goodland, Kansas, mostrarono che gli agenti dispersi attraverso il metodo aereo potrebbero ottenere una copertura capillare, dal momento che le particelle furono rilevate da entrambi i lati della traiettoria di volo.

Campo di applicazione

Secondo Leonard A. Cole, un documento dei "Chemical Corps" dal titolo "Sintesi dei grandi eventi e dei problemi" (1958) descrive il campo di attività dell'"Operation L.A.C." Cole ha dichiarato che il documento indica che i test sono stati la più grande operazione mai intrapresa da parte dei "Chemical Corps" e che l'area di prova si estendeva dalle Montagne Rocciose fino all'Oceano Atlantico, dal Canada al Golfo del Messico. Altre fonti descrivono diversamente il campo di applicazione di L.A.C. Queste fonti si riferiscono al Midwest degli Stati Uniti, agli Stati ad est delle Montagne Rocciose.[...]

Rischi e problemi

Esiste l'evidenza che il solfuro di zinco cadmio ha effetti nocivi per la salute. Tuttavia, uno studio del governo statunitense, dovuto alla "U.S. National Research Council" ha dichiarato: "Dopo un'esauriente indagine indipendente richiesta dal Congresso, non abbiamo trovato alcuna prova che l'esposizione a solfuro di zinco cadmio, a questi livelli, potrebbe causare patologie (sic)". Alcuni hanno accusato l'esercito di "aver trasformato letteralmente il paese in un laboratorio sperimentale".

Fonte:
tankerenemy.blogspot.com




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martedì 13 ottobre 2009

Perturbazione attiva dell’ambiente spaziale vicino alla terra

Pubblichiamo un documento ufficiale, tratto dal “Center for Space Science and Engineering Research”, da cui si evince che, quanto abbiamo ipotizzato negli anni scorsi sulle funzioni di H.A.A.R.P.. corrisponde al vero. Ci siamo avvalsi di numerosi studi e dei dati raccolti specialmente dal Professor Alessio Di Benedetto in modo da delineare un quadro consequenziale.

Anche corretta era la correlazione che abbiamo instaurato tra irradiazione di campi elettromagnetici, di differente frequenza e lunghezza, e la dispersione di particolato (chemtrails) nei vari strati dell’atmosfera. Il particolato metallico, che è elettroconduttivo, ben si presta a potenziare l’irradiazione di onde elettromagnetiche ed a favorire reazioni chimiche. L’importanza del testo che proponiamo non risiede soltanto nella conferma delle varie ipotesi, ma soprattutto nel collegamento con il paventato blackout delle comunicazioni e dei sistemi elettrici ed elettronici che la N.A.S.A. ed altre agenzie ufficiali attribuiscono, in modo strumentale, ad un’anomala attività solare, il cui picco è previsto per il 2012. Pare che il collasso delle telecomunicazioni sia un progetto preparato dai militari per creare il caos utile all’istituzione del Nuovo ordine mondiale.

Un altro aspetto merita di essere sottolineato: la ionosfera, che riverbera i segnali radio verso la terra, ormai deteriorata dagli esperimenti militari, rischia di non fare più alla bisogna, come è spiegato da Angelo Ciccarella, nell’articolo "Arma letale climatica": “Craig Rodger, del Dipartimento di Fisica dell'università di Otago, in Nuova Zelanda, ci fornisce delle informazioni a proposito. Siccome la Cina progetta, in caso di guerra, di far esplodere bombe atomiche in orbita allo scopo di disturbare i satelliti-spia di comunicazione e posizionamento (G.P.S.) che, fra l'altro, teleguidano i missili e le bombe "finte" intelligenti americane, gli U.S.A. hanno approntato la contromisura: che sarebbe appunto H.A.A.R.P. ‘Un'esplosione nucleare ad alta quota’, spiega Rodger, ‘genererebbe particelle cariche che resterebbero intrappolate nell'alta atmosfera a lungo. Questo ambiente altamente ionizzato accecherebbe i satelliti-spia ed i vettori spaziali orbitanti a bassa quota’. Per contrastare tale minaccia gli U.S.A., con H.A.A.R.P., hanno avviato un programma che si chiama Radiation Belt Remediation, ossia, più o meno, Riparazione della cintura di radiazione. Secondo il fisico neozelandese, la riparazione consisterebbe nello sparare onde radio a bassissima frequenza, che avrebbero il potere di soffiar via le particelle radioattive provocate dall'esplosione nucleare. Ma questo soffio di onde avrebbe anche un altro effetto: quello di trasformare la ionosfera, da specchio che riflette le normali onde dei programmi radiofonici e di telecomunicazione rendendone possibile l'ascolto in tutto il pianeta, in una spugna che assorbe le onde radio. Niente più comunicazioni: aerei e navi resterebbero senza guida da terra, i G.P.S. non funzionerebbero più e così via. La trasformazione della ionosfera avrebbe anche effetti possibili sul clima. I fisici di Otago li stanno studiando insieme all'Istituto meteorologico finlandese e all'Osservatorio Antartico britannico: hanno promesso una prossima pubblicazione sulla rivista scientifica Annales Geophysicae".

Perturbazione attiva dell’ambiente spaziale vicino alla terra

Prof. Wayne A. Scales, PhD - Bradley Department of Electrical and Computer Engineering


Perché è un importante campo di ricerca?

- Permette uno studio della fisica di base dell’ambiente vicino alla Terra
- Consente il controllo di alcuni processi fisici nell’ambiente spaziale
- Permette una neutralizzazione delle comunicazioni del nemico e dei sistemi di navigazione militari
- Favorisce delle nuove tecniche di comunicazione militare


Come viene alterato lo spazio?

- Per mezzo dell’emissione di raggi carichi di particelle (ioni pesanti o raggi di elettroni)
- Rilascio di sostanze chimiche in grado di fotoionizzare (bario)
- Diffusione di sostanze chimiche che sottraggono gli elettroni (nickel carbonyl, sulfur hexafluride, trifluoromethyl bromide)
- Rilascio di particelle di aerosol (Residui del carburante dello Shuttle)
- Irradiazione di onde radio di alta potenza dallo spazio sulla terra (H.A.A.R.P., Arecibo, E.I.S.C.A.T., Tromso)


Quali tipi di perturbazione vengono prodotti?

- Densità degli elettroni
- Temperatura degli elettroni
- Conducibilità del plasma
- Correnti ionosferiche naturali (nuove tecniche di comunicazione - Vedi laser n.d.t.)
- Onde di plasma e turbolenze (possono danneggiare le comunicazioni e disturbare i segnali radio)

Attuali progetti

- Perturbazione artificiale delle nubi naturali nell’ambiente spaziale (finanziato dall’N.S.F.)
- Creazione di nubi artificiali nello spazio (finanziato dall’N.R.L.)
- Creazione di nuvole artificiali di plasma nello spazio per eliminare le particelle radioattive in seguito ad un’esplosione nucleare in alta atmosfera (finanziato dell’O.N.R. e dall’N.R.L.)


Nubi nottilucenti

- Ai confini dell’atmosfera (ottantacinque chilometri!)
- Composte di particolato caricato elettricamente
- Sistema tracciante per interferenze nell’alta atmosfera
- Associato con echi radar inusuali
- Riferito ai cambiamenti climatici globali

Illustrazione sotto: perturbazione di una turbolenza di una nuvola di particolato

La turbolenza è modificata per mezzo di onde radio in grado di generare calore. Ciò fornisce informazioni sulla nuvola di particolato in modo da implementare le misurazioni spaziali.

Nota: N.S.F. è la National Science Foundation; N.R.L. è il Naval Research Laboratory; O.N.R. è l'Office of Naval Research.

Ringraziamo l'amico XXX per la segnalazione del documento.



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martedì 24 marzo 2009

Scie chimiche: sicuramente non per il nostro bene

Stefano Silvestri è uno psicologo e ricercatore indipendente. Negli ultimi anni si è occupato di anomalie climatiche e di esopolitica. E' recente la pubblicazione del suo libro dal titolo 2012, Pianeta X, Cerchi di grano, 2009. In questo saggio l'autore dedica un breve passaggio alle scie chimiche nei seguenti termini:"La modificazione della magnetosfera è qualcosa che sta interessando anche il nostro pianeta. Per questo appare presumibile che l'attività delle scie chimiche sia un sistema, concordato dalla maggior parte dei governi del pianeta, per mantenere inalterata (?) l'atmosfera e la magnetosfera del pianeta. Per questo gli aerei che emettono queste scie volano e rilasciano questi gas in ogni parte del pianeta".

L'approccio di Silvestri è simile a quello di altri autori che, in buona fede o no, credono che le chemtrails siano usate per preservare la Terra da raggi cosmici, dal vento solare, dal riscaldamento globale o, viceversa, dal raffreddamento planetario.

Sembra assodato che siano in atto cambiamenti nel sistema solare e su Gaia. Queste variazioni riguardano il campo geomagnetico che è un fenomeno naturale presente sul pianeta Terra e comune a molti altri corpi celesti, come, ad esempio, il Sole. Esso è prevalentemente un dipolo magnetico con poli non coincidenti con quelli geografici e non statici ed avente momento dipolare (asse) inclinato di 11.3°, rispetto all’ asse di rotazione terrestre. L'intensità del campo magnetico terrestre non è costante nel tempo, ma subisce notevoli variazioni. Esse hanno portato, nel corso delle ere geologiche, alla deriva dei poli magnetici rispetto ai continenti ed a ripetuti fenomeni di inversione del campo, con scambio reciproco dei poli magnetici Nord e Sud. Il magnetismo terrestre ha una notevole importanza per la vita sulla Terra. Infatti esso si estende per svariate decine di migliaia di chilometri nello spazio, formando una zona chiamata magnetosfera, la cui presenza genera una sorta di "scudo" elettromagnetico che devia e riduce il numero di raggi cosmici. I raggi cosmici sono particelle provenienti dallo spazio, quasi tutte dotate di carica elettrica, che colpiscono l’atmosfera con alte energie. Essi provengono dal Sole, da sorgenti della Galassia ed anche da oggetti esterni alla nostra Galassia.

Le macchie solari, aree scure dell'astro dove si sprigiona un'energia elettromagnetica inferiore alle altre regioni, influiscono sulle condizioni dei vari pianeti: una minore emissione di luce e calore crea un forte campo magnetico che influisce sulla magnetosfera dei pianeti. Scrive Silvestri a tale proposito: "La presenza della magnetosfera e dell'attività delle macchie solari protegge la Terra dal vento solare e dai raggi cosmici. Una recente analisi di cinque satelliti geostazionari differenti ha rilevato che esiste uno scudo invisibile di campi magnetici e di particelle elettricamente cariche che riparano la Terra dagli attacchi del vento solare. Il manto di plasma caldo è una sottile regione che avvolge il pianeta, iniziando dal lato esposto alla notte e continuando fino al lato esposto al giorno. Questo manto copre i tre quarti della superficie del pianeta, in quanto nel pomeriggio tende a svanire. E' composto da particelle cariche che tendono a salire nello spazio sopra i poli e vengono trasportate sopra la Terra.

Alcuni scienziati si riferiscono ad una superonda composta di raggi cosmici che, proveniente dal centro della Galassia, potrebbe investire il sistema solare. Il primo effetto che noteremmo è un'alterazione di tutti i sistemi elettromagnetici e della magnetosfera. Inoltre potrebbero saltare tutte le linee elettriche, informatiche, geostazionarie, GPS e tutte le comunicazioni elettroniche. L'ipotesi è che l'onda galattica potrebbe ionizzare l'atmosfera terrestre aumentando l'esposizione ai dannosi raggi ultravioletti ed alla radiazioni ionizzanti".

Lo scenario delineato da Silvestri pare plausibile: ci chiediamo, però, se le scie chimiche e le emissioni elettrodinamiche artificiali, in tale contesto, siano lo strumento più idoneo per contrastare i cambiamenti sopra descritti. Siamo molto scettici: sappiamo, infatti, che le varie manipolazioni (si pensi, ad esempio al Progetto Starfish o ai sistemi H.A.A.R.P.) aggravano una situazione già precaria: la magnetosfera e le fasce di Van Allen sono state deteriorate, la coltre di ozono è stata deliberatamente assottigliata sicché i raggi ultravioletti penetrano più facilmente nella biosfera, la ionosfera è stata lacerata. Tutto ciò servirebbe a salvare Gaia e gli esseri viventi. Se veramente si intendono proteggere le apparecchiature elettroniche ed i sistemi di comunicazione, si può ricorrere alla schermatura con metalli ad hoc o alla costruzione di installazioni sotterranee. In realtà, pare che il governo segreto con la realizzazione di basi ipogee, da un lato, e l'operazione scie chimiche, dall'altro, miri ad una divaricazione: creare un futuro per pochi privilegiati che, in caso di cataclisma, si rifugerebbero nei bunker e, nel contempo, lasciare il resto dell'umanità in balia degli elementi, accelerando ed anticipando la distruzione delle protezioni naturali in modo che raggi cosmici e quant'altro diventino ancora più micidiali.

Ammettiamo per assurdo che le scie servano per il bene dell'umanità: può essere utile diffondere nell'atmosfera alluminio, bario, torio, titanio. rame, arsenico, cesio... contro i raggi cosmici? Un'onda galattica può essere schermata da polimeri, nanostrutture, virus, viron, funghi e batteri? Non è forse vero che tutti questi interventi stanno aggravando una situazione già precaria? Non è forse vero che i raggi ultravioletti alimentano le nanostrutture? Siamo realisti: se gli esecutivi intendessero agire a favore della collettività, avrebbero già sbandierato l'operazione ai quattro venti. Siamo seri: i servizi non avrebbero sguinzagliato le rabbiose mute dei disinformatori per tentare di contrastare e screditare ricercatori indipendenti, attivisti e scienziati.

Inoltre, la diffusione di malattie causate da agenti patogeni che cosa c'entra con la schermatura per i raggi cosmici? Che cosa c'entra la "smart" dust? Impedire le precipitazioni, distruggendo le nubi, inquinare l'intera biosfera, dalle falde acquifere, ai suoli agricoli, all'aria che respiriamo, avvelenare il cibo, irradiare campi elettromagnetici letali... sono forse strategie contro i cambiamenti climatici? Ammesso e non concesso che distribuire particolato di alluminio possa contribuire a riflettere fino al 2 per cento della luce solare (brevetto Teller), non ci pare che ne valga la pena. Anche qualora si riverberi questo due per cento di radiazione luminosa, è difficile pensare che ciò attenui o impedisca la penetrazione di energie ionizzanti.

Non dimentichiamo che alcuni di questi cambiamenti nel sistema solare potrebbero essere stati provocati artificialmente o, per lo meno, catalizzati con sistemi d'arma spaziali di cui i militari già dispongono, il tutto con lo scopo di instaurare una dittatura planetaria sotto il pretesto dei gravi disordini e disagi collegati all'interruzione dell'erogazione di elettricità e della distribuzione d’acqua, in seguito a disastri più o meno naturali.

La proclamazione della legge marziale attende solo l'occasione propizia. Se il fine precipuo di chemtrails et similia è il controllo dell'umanità, dal suo stile di... sopravvivenza ai processi cerebrali, tutte le ipotesi sulle scie come metodo per salvare gli uomini ed i biomi, si rivelano per quello che sono: pura disinformazione o pie illusioni.

Le chemtrails sono parte integrante, sebbene solo la punta dell’iceberg, di un piano di dominazione militare: si sa che i militari ed i governi, che eseguono gli ordini dei generali, non hanno mai a cuore il bene della collettività e la salvaguardia dell'ambiente, inoltre non esitano a compiere scelleratezze o azioni avventate pur di stabilire la loro egemonia. La guerra perenne, la creazione di nemici fittizi, il controllo della Terra e persino la conquista del sistema solare sono, al tempo stesso, mezzi e fini di una cricca di psicopatici.

Ringraziamo il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta per la segnalazione del libro scritto da Stefano Silvestri.



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domenica 22 marzo 2009

Manipolazione climatica e disastri innaturali: un saggio di Quayle svela inquietanti scenari

Weather wars and unnatural disasters è un saggio scritto da Stephen Quayle. Il libro, a nostro parere correttamente, ipotizza che dietro i cosiddetti "cambiamenti climatici" e le calamità di questi ultimi decenni, si debba intravedere, almeno in alcuni casi, la mano di oscure élites. Pubblichiamo un breve profilo di Quayle ed una presentazione di Weather wars, tratta dal sito Coast to coast, auspicando che qualche editore decida di pubblicare una traduzione in italiano di questo fondamentale studio.

Si ringrazia il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta per la segnalazione.

"Stephen Quayle è autore di cinque libri. Da più di trent'anni, egli investiga antiche civiltà, giganti, U.F.O. ed armi biologiche, temi correlati al futuro dell'umanità. Quayle analizza gli inquietanti scenari ormai prossimi. Terremoti, eruzioni vulcaniche, armi biologiche, il tutto associato ad una crisi finanziaria pilotata ed al crollo del dollaro, porteranno ad inimmaginabili tribolazioni. Quayle ritiene che ci stiamo muovendo da una situazione di minacce naturali ad un'arena creata da un'invisibile mano del Male che orchestra eventi di insondabili proporzioni.

Il saggista, esperto in tecniche di sopravvivenza, rileva che eventi come il terremoto in Cina, il ciclone in Myanmar, i tornado negli Stati Uniti, sono sempre più distruttivi. Egli suggerisce che alcuni di questi disastri possono essere stati causati da armi climatiche costruite dagli "Illuminati" che intendono ridurre la popolazione mondiale. Ad esempio, la recente eruzione vulcanica in Cile è stata generata da una tremenda quantità di energia simile a quella che può essere provocata da armi scalari ed elettromagnetiche.



[...] La tecnologia renderà disponibile ai leaders delle maggiori nazioni i metodi per condurre una guerra non dichiarata. Tecniche per la modificazione meteorologica potrebbero essere impiegate per determinare periodi prolungati di siccità ed alluvioni”.

Il volume intitolato "Weather wars and unnatural disasters" esamina i seguenti temi: il vero ruolo dei servizi segreti, la nanotecnologia, i terremoti causati artificialmente, gli tsunami, la manipolazione atmosferica, H.A.A.R.P., i progetti degli "uomini" che vorrebbero diventare come Dio. Le appendici al testo riportano la seguente documentazione: brevetti sulla manipolazione dei fenomeni atmosferici, il Trattato ENMOD, lo Space preservation act, il documento Owning the weather in 2025 etc.



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mercoledì 18 febbraio 2009

Marc Filterman, Les armes de l'ombre

Marc Filterman, già nell'esercito francese, dal 1985 si dedica allo studio dei sistemi elettronici in ambito bellico, ma è divenuto pure uno dei maggiori esperti nel mondo sulla guerra non convenzionale. E' autore di un documentatissimo saggio, intitolato Les arme de l'ombre (Le armi dell'ombra) giunto alla terza edizione (2006), arricchita di un capitolo concernente la manipolazione climatica. Il libro non è stato tradotto in italiano: sarebbe, invece, auspicabile una traduzione.


Nell'avvertenza premessa al primo capitolo, Filterman scrive: "Le informazioni divulgate in questo libro provengono dalla stampa specializzata, da fonti governative e militari, soprattutto statunitensi. Alcuni sistemi, che permettono di interferire con il metabolismo umano, sono stati creati con lo scopo di distruggerlo. Questi sistemi sono stati sviluppati come armi di nuova generazione sia dai Russi sia dagli Statunitensi... Si corre il rischio di ritrovarsi esposti, un giorno o l'altro, a minacce sconosciute e non previste, di fronte alle quali non sapremo come reagire".

Il testo di Filterman, una sorta di viaggio tra gironi infernali, tratta in modo esauriente e con un linguaggio comprensibile anche dai profani, i seguenti temi.

- La guerra non convenzionale, ossia l'insieme degli apparati e dei dispositivi elettromagnetici, infrasonici, ultrasonici etc. con cui si può conseguire una rapida vittoria in un conflitto e che consentono di controllare e di stordire la popolazione

- La guerra chimica, con un elenco delle sostanze tossiche disponibili

- La guerra genetica: un paragrafo è dedicato alla clonazione umana

- La guerra batteriologica

- La guerra spazio-temporale e l'esperimento Philadelphia

- La guerra quantica, con l'analisi delle ricerche e delle sperimentazioni finalizzate a sfruttare le scoperte inerenti alla fisica quantistica per il dominio totale della materia-energia

- La guerra climatica: è questo il capitolo più corposo in cui l'autore spazia da H.A.A.R.P. al documento Airforce 2025, dalle onde elettromagnetiche alla termoacustica. Le scie chimiche non sono menzionate espressamente, ma Filterman vi allude.

- La guerra nucleare

- La guerra sismica

Il saggio è concluso da un'appendice sul problema costituito dalle microonde. Vi sono evidenziati i rischi connessi ai forni a microonde, alla telefonia cellulare, agli impianti radar.

Il limite del saggio, a nostro parere, è costituito dalla tendenza a concepire questa escalation bellica nel quadro di una contrapposizione in gran parte fittizia, almeno per quanto riguarda i vertici, tra Stati Uniti ed ex Unione Sovietica. Tuttavia Les armes de l'ombre è una miniera di preziose informazioni (molte sono conferme di nostre acquisizioni), anche di difficile reperibilità, sui vari metodi e scopi relativi alle guerre non convenzionali che dispiegano una gamma amplissima ed iperdistruttiva di dispositivi bellici.

Ammonisce Filterman: "Le informazioni pubblicate qui dovrebbero essere considerate un avvertimento, un appello al mondo politico ed alle popolazioni." Quest'appello sarà ascoltato?

Ringraziamo gli amici Paolo C. per averci fornito il libro ed il Dottor Gianni Ginatta per la segnalazione.



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venerdì 7 novembre 2008

Il parere di Maurizio Baiata sulle armi chimiche ed elettromagnetiche

Maurizio Baiata, giornalista investigativo ed ufologo, Direttore editoriale del mensile “X Times”, ha rilasciato in esclusiva un'intervista ad Altrogiornale.org

Riportiamo uno stralcio dell'intervista inerente alle armi chimiche ed elettromagnetiche, in cui l’autorevole giornalista, pur non addentrandosi nello scottante tema, evidenzia, apertis verbis, come siano usati sistemi d'arma di vario tipo contro la popolazione inconsapevole. Baiata ritiene che queste aggressioni siano decise da centri di potere sopranazionali, mentre i governi poco o nulla contano. Ci sentiamo di concordare: si consideri, ad esempio, quanto siano stati esautorati gli esecutivi nazionali con l'approvazione del funesto Trattato di Lisbona.



P. - Oggi più che mai siamo circondati da campi elettromagnetici di ogni genere. La loro diffusione incontrollata avviene senza neppure una base effettiva di ricerca sui danni possibili alla salute delle persone. Su questa tendenza anche l'esercito prepara sempre più armi invisibili da usare nei prossimi scenari di battaglia che sembrano essere sempre più vicini alla normale vita quotidiana di noi cittadini.

M.B. - Non è un quesito, quello che mi ponete, è una constatazione. Le armi in questione vengono testate da apparati militari su popolazioni inermi ed ignare, lontano dall’occhio dei media, ovviamente. Così, ritengo vengano usate su soggetti ad hoc presi dalla strada. Armi elettromagnetiche, chimiche e batteriologiche trovano territori di impiego ogni giorno, per la pace dello spirito di chi ci si arricchisce, dagli scienziati che le producono lavorando per le multinazionali - queste sì, del terrore - dei singoli militari che non si fanno scrupoli di coscienza. Non credo, peraltro, che l’Italia (certamente responsabile della produzione di tali dispositivi di morte) ne faccia impiego con le sue forze militari convenzionali; non parlo di gruppi speciali o elementi dell’intelligence.

P. - Da dove nasce questo subdolo modo di controllare e ferire? Queste armi sono frutto della sola scellerata follia umana o vedono una correlazione con una qualche retroingegneria?

M.B. - Per la seconda domanda, sarei portato ad escluderlo, al momento. Nel primo numero di X Times un articolo di Pablo Ayo pone l’accento sulla possibile relazione fra sistemi di guida neuronale applicati all’aeronautica, non con i sistemi d’arma. Molto più subdolo è, invece, il ricorso al mind control per ingenerare negli individui e nelle masse quel continuo senso di paura che porta a giustificare qualunque mezzo il potere vigente possa e voglia applicare per garantire al pubblico di essere in controllo e per essere in grado di garantire la cosiddetta “sicurezza pubblica”.



Leggi qui l'intervista nella sua interezza.


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domenica 10 agosto 2008

Nube tossica a Ventimiglia: altri dubbi

Altri aspetti circa la nube tossica dovuta all'uso di un erbicida, seconda la dubbia versione ufficiale, non quadrano.

In primo luogo, vediamo che cos'è il Vapam. Il Vapam, composto da Metamsodio 470 g/l pari al 39,1% p/p di principio attivo anidro, è un prodotto fumigante che deve le sue proprietà fungicide, erbicide e nematocide al gas Metilisotiocianato di Sodio (MITC) che si produce nel terreno a seguito della decomposizione del Metamsodio. Il suo impiego è previsto per trattamenti a terreni destinati alla messa a dimora di colture ortive, floricole, industriali, come pure nei vivai in genere, serre, semenzai, fungaie.

Le sue modalità di impiego sono le seguenti: il terreno deve essere ben preparato e sminuzzato. Il letame e la torba devono essere interrati almeno un mese prima del trattamento. Al momento dell'applicazione, la temperatura del terreno deve essere compresa tra 12-14 °C e 30-32° C. L'applicazione deve essere uniforme e può attuarsi sia con gli impianti di irrigazione a pioggia sia con apposite macchine distributrici. La profondità di iniezione o di approfondimento a mezzo irrigazione sarà compresa tra i 20 e i 30 cm anche in funzione della coltura che andrà sul terreno. La dose media è di 1.000 litri per ettaro, essa andrà aumentata a 1.500 - 1.800 litri quando si operi su terreni pesanti o interessati da nematodi, verticilliosi e fusariosi ed anche quando si operi al limite inferiore di temperatura. Dopo circa 10 - 14 giorni dal trattamento, si compie una lavorazione superficiale del terreno per favorire l'allontanamento del gas residuo, indi si attendono altri 8 - 10 giorni prima dell'impianto colturale. Il prodotto non lascia residui nel terreno e nella coltura.

Osserva il gentilissimo Mike: "In genere i trattamenti si eseguono nelle prime ore del giorno o, al limite, entro il tramonto e non alle 22:00.

Inoltre la nube tossica, che è stata chiamata in causa, implica un trattamento di un certo tipo (con atomizzatore, per esempio) che non è peculiare di uno spargimento di erbicidi, ma di insetticidi e/o anticrittogamici e non è tipico di interventi su colture floreali. Infatti le colture floreali sono sensibilissime agli erbicidi, perché i fiori in generale sono sensibili. Le nubi tossiche si formano in particolare quando si tratta di spargimento all'aperto e non in serra. E' possibile che il fantomatico floricoltore non sia rimasto intossicato?

Per proporre un esempio, l'effetto "deriva", ossia la diffusione nell'ambiente dell'aerosol, si crea, allorché si diserba o si tratta una coltura come il frumento, quando si irrorano i frutteti (con gli atomizzatori) ed altre colture, tutte in pieno campo (all'aperto e non in serra) ed in particolari condizioni di vento.

Infine, se si è trattato veramente di una nube proveniente da Vapam e che ha causato disturbi ad alcuni residenti e detrimento alle colture di zone contigue, gli agricoltori danneggiati chiedono, come è prassi consolidata, il risarcimento alle autorità comunali".

Non risulta che alcun floricoltore o orticoltore abbia avanzato richiesta in tal senso: sui fatti di Ventimiglia è calato un silenzio omertoso e sospetto.




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