venerdì 29 settembre 2017

Filtri “contro” la sindrome aerotossica



Un’indiretta ammissione della sindrome aerotossica, ancora oggi pervicacemente negata perché problema connesso alla biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche, proviene dalla compagnia Easyjet che ha deciso di installare dei filtri ad hoc. Si consideri, però, che il nanoparticolato è talmente sottile che questi sistemi di depurazione dell’aria lasciano comunque passare molti veleni. Temiamo si tratti di un cataplasma su una gamba di legno: prendere l’aereo è e resta molto pericoloso.

La EasyJet ha intenzione di installare sui suoi aerei appositi filtri per impedire che i fumi tossici entrino nelle cabina di pilotaggio ed in quella passeggeri: questo è de facto un riconoscimento della "sindrome aerotossica".

L’ostinata negazione del problema, per opera delle compagnie aeree, è responsabile di diverse morti di piloti e di centinaia di incidenti in cui i piloti hanno perso i sensi talvolta mentre erano ai controlli.



La EasyJet ha riferito al “Sunday Times” che "le preoccupazioni per la salute" l'hanno portata a lavorare con un fornitore commerciale, Pall Aerospace (sic), per "sviluppare e progettare un nuovo sistema di filtraggio dell'aria per cabine" a partire dall’anno prossimo.

In questi anni il Servizio sanitario nazionale britannico ha istituito un "percorso di assistenza" per le vittime di fume events. Una nota che spiega l’iniziativa dell'Autorità per l'Aviazione Civile, recita: "Esistono evidenti prove che alcune persone sperimentano sintomi acuti come conseguenza della sindrome aerotossica".

Tristan Loraine, un ex capitano della British Airways ha dichiarato: "Questo è il primo riconoscimento pubblico per opera di un vettore circa un problema che questo settore, inclusa la mia compagnia aerea, ha trascorso decenni a negare”. […]



Le anomalie nelle guarnizioni del motore possono contaminare l’aria in cabina con residui dell’olio motore, fluidi idraulici e lubrificanti. Negli aeromobili metà dell’aria filtrata entra nel ricircolo, insieme con l’aria di sfiato solo in parte depurata.

Il nuovo sistema di "filtraggio totale" (sic) sperimentato dalla EasyJet per la prima volta filtra anche l'aria di sfiato ed include altresì un rilevatore di contaminazione. La EasyJet ha insistito che non stava assumendo una posizione sulla sindrome aerotossica, che "rimane un'area di incertezza scientifica".

Almeno 292 incidenti di fumo in cabina negli aeromobili britannici sono stati registrati tra il giugno 2014 ed il maggio 2015. La sindrome è stata segnalata in 96 casi.

Nel 2012 un primo ufficiale di una compagnia aerea britannica Richard Westgate, è morto dopo essere stato avvelenato dall'aria della cabina. [1]

Le compagnie riconoscono che i fumi delle cabine possono causare disagio a breve termine, ma citano studi (sic) che hanno rilevato che “le preoccupazioni per un rischio significativo per la salute dei passeggeri di linea e dell’equipaggio non sono giustificate”. Tuttavia, nel mese di giugno, una relazione di una rivista dell’Organizzazione mondiale della sanità ha rilevato che l’aria aerea contaminata “può ragionevolmente essere collegata a sintomi acuti e cronici, secondo un nesso di causalità”.



Fonte: Theaustralian.com.au

NOTA: L'articolo della fonte, redatto da Andrew Gilligan, è stato rimosso. Qui la copia cache in formato PDF.

[1] Un'altra vittima recente della sindrome aerotossica è il Comandante della compagnia Etihad. L'episodio è occorso il 27 settembre 2017. Il velivolo era partito da Abu Dhabi ed era diretto ad Amsterdam, Olanda, quando, poco dopo il decollo, il pilota ha avuto un malore che gli è stato fatale. Il copilota ha dovuto eseguire un atterraggio di emergenza, dirottando il volo in Kuwait. Una volta a terra i soccorritori sono saliti a bordo, ma per il comandante era tardi. La notizia è stata diffusa dalla compagnia degli Emirati arabi uniti attraverso un comunicato stampa.


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mercoledì 20 settembre 2017

Che cosa sta succedendo all'avifauna?



Che cosa sta succedendo all’avifauna? In vari articoli anche recenti, ci siamo occupati della vegetazione e dei danni causati alla flora dalle operazioni di biogeoingegneria clandestina, ma quali sono le conseguenze sull’avifauna? Questo breve articolo non mira ad essere uno studio accurato, ma una testimonianza che, per quanto empirica, non è priva del tutto di valore, giacché l’esperienza è uno dei cardini del metodo scientifico.

Durante l’estate 2017 abbiamo compiuto alcune escursioni nell’entroterra ligure per documentare le condizioni ambientali sottoposte alla formidabile pressione biochimica. Ci ha sorpreso e rattristato non solo l’estrema povertà del patrimonio entomologico (imenotteri, coleotteri, lepidotteri…), ma pure la rarità dei volatili: specie fino a qualche lustro addietro piuttosto diffuse (passeriformi vari, rapaci diurni e notturni etc.) sono diminuite in modo impressionante o talora sparite. Abbiamo poi constatato che anche in ecosistemi dove il bosco ed il sottobosco sono ancora alquanto rigogliosi, in qualsiasi ora del giorno, non si ode neppure un cinguettio: regna un silenzio gelido, irreale. Si potrebbe ipotizzare una pressoché totale estinzione di varie specie di pennuti…

Non è così: in realtà, in concomitanza con il sorvolo di aerei chimici, scende il silenzio sulle aree boschive, sulle radure, sui prati ed i pascoli: il rombo dei velivoli e gli inquinanti dispersi sono percepiti dall’avifauna come una grave interferenza alla necessità ed al piacere di comunicare? La risposta è forse in un’esperienza di qualche settimana fa: ci recammo in un’area agreste non distante dal centro urbano. Era una rara giornata dal tempo naturale, con cielo blu cobalto e fantastici, maestosi cumuli. Si era deliziati da un concerto di ciangottii dai più diversi timbri ed altezze: all’improvviso udimmo il solito rimbombo di un aviogetto con la sua “bella” scia. Nell’arco di un minuto o poco più, quei canti armoniosi si spensero per lasciare il posto ad un’inquietante quiete. Sarà stata una coincidenza? Certo, il numero dei passeriformi è scemato notevolmente nelle città, nelle campagne e nelle aree silvestri, mentre aumentano petulanti gabbiani, tortore e colombi, ma qualcos’altro accade e sta accadendo…



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mercoledì 13 settembre 2017

Settembre 2017. Eventi meteorologici e sismici estremi: una possibile interpretazione



La prima decade del mese di settembre 2017 è stata costellata da eventi atmosferici e tettonici estremi: una sequela di uragani (Harvey, Irma, Katia, José) si è abbattuto sulle Antille, Cuba, Messico, Stati Uniti meridionali, in particolare Florida, Louisiana, Texas, causando allagamenti, distruzione, morti e feriti.

Il giorno 8 settembre un terremoto di magnitudo 8,2 Richter ha colpito il Messico (stati del Chiapas e di Oaxaca): solo grazie ai criteri anti-sismici adottati dal 1985, i danni agli edifici ed il numero di vittime sono stati contenuti. In Italia, con un scossa del genere, non resterebbe “pietra su pietra”.

Che cosa sta accadendo? Cause naturali ed artificiali si intersecano nella genesi di questi fenomeni inusitati sia nell’intensità sia nella frequenza. Le violente tempeste tropicali, che hanno bersagliato gli Stati Uniti meridionali, sono inscrivibili nel quadro delle solite manipolazioni atmosferiche come dimostrato da questo documento: gli uragani, che normalmente si formano nel Golfo del Messico, sono poi rinvigoriti e diretti con precisione chirurgica verso determinate regioni tramite armi ad hoc. Un monito nei confronti del Texas dove è crescente l’insofferenza verso il potere centrale a tal punto che alcuni propongono un distacco dalla Federazione?



Il tutto si inserisce nella vergognosa politica dell’Agenda 21, volta a convincere la popolazione mondiale che i cambiamenti climatici sono reali e causati dal biossido di carbonio. L’importante non è solo distruggere, ma anche spaventare: è per questo che i media e le istituzioni hanno ingigantito i pericoli legati ai cicloni, persuadendo milioni di persone a trasferirsi dalle aree in cui stavano per giungere gli uragani. L’esodo, di proporzioni bibliche, vede la sinistra F.E.M.A., l’equivalente della nostra Protezione “civile”, già pronta con i suoi campi per “accogliere” la gente in fuga.

Circa il terremoto in Messico, ricordiamo che è stato accompagnato dall’avvistamento di luci in cielo. Il sommovimento tellurico è occorso in concomitanza sia con una potente tempesta geomagnetica sia con incisivi interventi dei riscaldatori ionosferici, alias sistemi H.A.A.R.P., adoperati, com’è arcinoto, per deviare, guidare ed accrescere l’energia dei cicloni. La tremenda sollecitazione cui è stata sottoposta la ionosfera da tale connubio naturale-artificiale può spiegare i bagliori scorti in Messico.

Sia come sia, viviamo tempi davvero ardui, decisivi, liminali.


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venerdì 8 settembre 2017

Illegale ed illegittima la legge n. 119-2017 sull'obbligo vaccinale



E’ vero che le vaccinazioni sono diventate obbligatorie con la legge n. 119/2017?

Già in tempi non sospetti ci occupammo dei vaccini e del loro nesso con le operazioni chimico-biologiche nella biosfera, nel quadro di un’analisi volta ad evidenziare un attacco sferrato dal sistema contro la salute ed il corredo genetico dell’umanità.

In questo articolo, invece, intendiamo occuparci degli aspetti giuridico-legali del tema, domandandoci se, con la legge fortemente voluta dal Governo e dal Ministro della salute(?), Signora Beatrice Lorenzin, davvero le vaccinazioni siano diventate obbligatorie. Ebbene, la risposta è un sonoro ed incontestabile no. Vediamo perché.

In primo luogo, la legge del 31 luglio 2017, n. 119 recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”, è stata approvata e promulgata in aperta violazione del diritto internazionale, in particolare della Convenzione di Oviedo. Ricordiamo che, nel momento in cui il Parlamento italiano ratifica un accordo sopranazionale, esso diviene cogente e preponderante su qualsiasi norma interna. L'Italia ha recepito tale convenzione nel proprio ordinamento giuridico per mezzo della legge 28 marzo 2001, n. 145. Ciò è indefettibile.

Di seguito le parti salienti del testo in oggetto.

Convenzione di Oviedo

Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina

(Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina)

Preambolo

Omissis

Capitolo I: Disposizioni generali

Art. 1

Oggetto e finalità

Le Parti di cui alla presente Convenzione proteggono l’essere umano nella sua dignità e nella sua identità e garantiscono ad ogni persona, senza discriminazione, il rispetto della sua integrità e dei suoi altri diritti e libertà fondamentali riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina. Ogni Parte prende nel suo diritto interno le misure necessarie per rendere effettive le disposizioni della presente Convenzione.

Art. 2

Primato dell’essere umano

L’interesse e il bene dell’essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza.

Omissis

Art. 4

Obblighi professionali e regole di condotta

Ogni intervento nel campo della salute, compresa la ricerca, deve essere compiuto nel rispetto delle norme e degli obblighi professionali, così come nel rispetto delle regole di condotta applicabili nella fattispecie 2.

Capitolo II: Consenso

Art. 5

Regola generale

Un intervento nel campo della salute non può essere eseguito, se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto un’informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.

Art. 6

Protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso

(1) Sotto riserva degli articoli 17 e 20, un intervento non può essere eseguito su una persona che non ha capacità di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa.

(2) Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere eseguito senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. Il parere di un minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità.

Omissis

E’ palese che il solo articolo 2 annulla in toto, cassa, rende illegittima la legge 119/2017, poiché “l’interesse e il bene dell’essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza”. Dunque non ci si può neppure appellare ad ipotetiche esigenze di tutela della salute pubblica per promulgare una norma del genere.

La legge in parola, con tutti i suoi riferimenti normativi, confligge poi con l’art. 32 della Costituzione italiana, articolo che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Bisogna chiarire che il sintagma “se non per disposizione di legge” non può essere invocato per sancire la liceità della 119/217, giacché essa non è una legge, ma un illecito o, nel migliore dei casi, un non-senso giuridico in palese trasgressione della Convenzione di cui sopra e di altri trattati internazionali, tutti accettati dall’Italia. In ogni caso, anche il solo comma dell’articolo 32. “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” statuisce l’illegittimità della 119.

Non solo! La norma de quo è illegittima, come tutte le altre varate da Camera e Senato, giacché è stata promulgata da un Parlamento che, stante la sentenza n. 1 del 2014, pronunciata dalla Corte costituzionale, è abilitato solo ad elaborare ed a emanare una legge elettorale nonché ad occuparsi pro tempore dell’ordinaria amministrazione.

Scrive a tale proposito il Professor Giovanni Guzzetta, Ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell'Università di Roma Tor Vergata: “Né vale invocare - per sostenere la piena legittimità giuridica e politica del Parlamento - l'argomento della continuità dello Stato, citando le norme in materia di prorogatio delle Camere. Queste ultime, infatti, sono semmai prova della conclusione opposta, che, cioè, in quanto ormai sciolte o cessate le Camere vedono i propri margini di operatività depotenziati e limitati alla ordinaria amministrazione ed a situazioni di emergenza non rinviabili al successivo Parlamento. Pertanto, a parere di chi scrive, l'argomento della continuità dello Stato avrebbe dovuto essere invocato semmai per attenuare gli effetti retroattivi della sentenza, nel senso di consentire al Parlamento, malgrado il travolgimento degli esiti elettorali discendenti dalla decisione, di operare, seppure in condizioni depotenziate, per compiere gli atti strettamente necessari a ripristinare quanto prima la legalità costituzionale violata”.

Last, but not least, non si dimentichi l’articolo 54 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. E’ palmare che, nella fattispecie, Presidi e Dirigenti delle ASL, cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche, debbono osservare la Costituzione e le norme internazionali recepite dallo Stato italiano: ne discende che non possono applicare o far applicare leggi del tutto prive di validità costituzionale e giuridica.

Acclarati questi principi inoppugnabili, non è necessario ricorrere a vari stratagemmi per aggirare la “legge” sulle inoculazioni imposte: è facilmente prevedibile che la Corte costituzionale si pronuncerà per dichiarare l’incostituzionalità della 119/2017.

Scarica dal nostro server l'articolo in versione PDF. Stampa e ridistribuisci.

Riferimenti

- La “legge” n. 119 del 2017
- La Convenzione di Oviedo
- La Costituzione della Repubblica italiana
- La sentenza n. 1/2014 della Corte costituzionale

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giovedì 7 settembre 2017

Boato a La Spezia



11 agosto 2017. Udito uno spaventoso boato a La Spezia ed avvistato un bagliore: sono stati fenomeni normali o riconducibili a qualche sinistra operazione, una delle tante, in atmosfera? Certo è che molti rintronanti fragori di questi ultimi anni non si possono riferire a cause ordinarie. Di seguito la cronaca dei fatti, resoconto frammisto a qualche interpretazione su cui sospendiamo il giudizio.

La Spezia, 11 agosto 2017 - Un bagliore e un tremendo boato. Paura alla Spezia nella serata di venerdì 11 agosto a causa di quello che all'inizio è sembrato un incidente aereo, ma si indaga su che cosa sia davvero successo. Una delle probabilità è che si sia verificato un guasto con incendio delle linee elettriche. E' accaduto intorno alle 21:00. I cittadini della zona di Buonviaggio hanno visto appunto bagliori arancio nel cielo, come quelli di un rogo.

Hanno anche udito un boato assordante. Sono state decine le chiamate ai Vigili del fuoco ed alle altre forze dell'ordine. Tanti post su Facebook ed un video comparso su "Spezzino Vero" nel quale si vede il bagliore dietro la collina.

I pompieri e le forze della Protezione civile hanno cercato di capire la causa. La cittadinanza si è allarmata, anche perché in molti hanno segnalato cali di tensione dell'elettricità e black out. Nella zona, al momento del bagliore, era in corso un temporale. Sono state compiute ricerche approfondite nella zona, anche per escludere l'ipotesi di un incidente aereo. Sembra, però, che il corto circuito sulle linee elettriche sia la causa più probabile. Un pilone dell'alta tensione potrebbe, infatti, essere stato colpito da un fulmine. Sembrano del tutto infondate le voci sulla caduta di un piccolo velivolo (alcuni parlavano di un ultraleggero), visto che le immagini paiono indirizzare verso fenomeni elettrici. I Vigili del fuoco avrebbero inoltre riscontrato problemi ad un traliccio, forse colpito da una folgore.

Fonte: lanazione

Articolo corrrelato: Boati in atmosfera: una nuova ipotesi


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giovedì 31 agosto 2017

Bilancio dell'estate 2017



Com’è stata l’estate 2017, stagione che ormai volge al termine? Il bilancio, sotto il profilo pluviometrico, è stato senza dubbio negativo, ma era facile prevederlo. Le precipitazioni sono diventate in Italia ed altrove più rare dell’iridio, mentre, ad esempio, il Texas è stato flagellato da micidiali inondazioni: siccità ed uragani sono due facce della stessa medaglia, una medaglia istoriata con i disgustosi profili dei carnefici chimici.

Quali sono le prospettive? Siamo sinceri: non sono rosee. Tralasciando la disamina delle situazioni sociali, economiche, politiche ormai prossime al collasso, da un punto di vista meteorologico dobbiamo attenderci un inasprimento dell’aridità che qualche nubifragio provocato dai terroristi del clima, non potrà neppure mitigare. I previsori di regime preannunciano le tanto sospirate piogge per settembre, ma qualcuno già ne ridimensiona la portata, altri adombrano un loro slittamento a metà settembre… Gatta ci cova.



Di fronte a tali difficoltà abbiamo probabilmente una sola carta da giocare, quella degli ionizzatori imbriferi: a tale proposito sono necessarie alcune precisazioni.

• La biosfera è talmente devastata da decenni di manipolazioni chimiche ed elettromagnetiche che le “macchine della pioggia” potranno essere efficaci solo approfittando di quelle infrequenti occasioni in cui le attività di geoingegneria assassina o sono interrotte o sono alleggerite. Se esistono delle aree, per lo più montane, dove le scie tossiche sono assenti o quasi, saranno quelle più adatte per sperimentare l’impiego dei dispositivi in esame, filmando il tutto. In condizioni non ideali, almeno si otterrà un’aria un po’ più respirabile.

• Non ci si può improvvisare: nella costruzione e nella messa in opera degli apparati, bisogna essere competenti ed iperaccorti. Vanno prese tutte le precauzioni per assemblare congegni efficienti e sicuri.

• E’ opportuno che gli attivisti collaborino per scambiarsi idee ed informazioni in modo da ottimizzare tempi e criteri per l’attuazione del progetto.

• Qualcuno teme che tali dispositivi possano causare temporali disastrosi. No. Il loro uso, reso necessario dagli scompensi determinati dalla biogeingegneria illegale, tende a ripristinare l’omeostasi atmosferica, a ricondurre i fenomeni nelle loro dimensioni naturali.

• Qualora per qualche motivo l’operazione non dovesse essere coronata da successo – l’ostacolo maggiore, anzi unico, è costituito dalle incessanti operazioni di dorizzazzione ai danni dell’ambiente – sarà bene prepararsi al razionamento dell’acqua ed a misure simili.


Accenniamo in questo resoconto anche alle altre inquietanti sfide che ci attendono nei prossimi mesi: in primo luogo la censura sempre più soffocante per opera delle truppe cammellate guidate da insigni figure istituzionali. Emblematico è il caso di Tommix, il cui reportage sull’operazione falsa bandiera- scemeggiato televisivo di Barcellona è stato oggetto di una vergognosa crociata per annientare la verità. A questa crociata hanno partecipato anche i Kapò che amano accreditarsi come redattori indipendenti. Tra mazzi truccati, zucche, mazzate, imboscate e strafalcioni vari questa frangia, che si allinea con la disinformazione ufficiale su tutti i temi importanti, ostentando libertà di pensiero (come se sapessero pensare) su questioni marginali, rivela in modo chiaro ed inequivocabile la sua natura di “opposizione voluta ed autorizzata dal sistema”. (G.C. Argan)

Un altro problema è quello delle deleterie vaccinazioni di massa: è previsto, tra l’altro, che le “immunizzazioni” siano estese ad ampi settori della popolazione. Sarà d’uopo respingere questo attacco alla salute con tutti gli strumenti legali a disposizione.

Intanto si susseguono le schermaglie tra Donnie e Kim, tra Stati Uniti d’America e Corea del Nord: dimentichiamo tutte le “analisi” pseudo-strategiche e pseudo-politiche alla “Limes”. I due dittatori stanno solo recitando un copione scritto da chi (la cricca mondialista) cerca ad ogni costo di scatenare un conflitto di proporzioni planetarie, dipingendo la Corea del Nord come un paese pericoloso munito di missili intercontinentali ed in procinto di dotarsi di un arsenale nucleare. Avete visto i filmati con i vettori lanciati dai Nord coreani? Si nota che il vettore, una volta partito dalla rampa, compie una breve parabola per ricadere non molto distante dalla piattaforma di lancio. Eppure i media di regime, con il codazzo dei pennivendoli “liberi”, vogliono farci credere che i missili, dalla gittata portentosa, abbiano sorvolato il Giappone e che possano colpire addirittura Guam. Quanti si bevono queste frottole? Tantissimi! Bene! Che se le bevano pure, visto che resterà loro poca acqua per dissetarsi.

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martedì 29 agosto 2017

Come costruire la "macchina della pioggia": aggiornamenti



Nell'aprile del 2008 ci occupammo per la prima volta di ionizzazione dell'aria [ LINK ] e l'argomento fu ancora sviluppato nel 2012 [ LINK ], sino a concretizzarsi nelle ultime settimane, durante le quali abbiamo eseguito alcuni test con il prototipo di generatore di ioni modulare [ LINK 1 ] e [ LINK 2 ]. Abbiamo cominciato le nostre ricerche, basandoci sugli studi sfociati poi nei primi esperimenti dell'azienda svizzera Meteo Systems negli Emirati Arabi Uniti. Il grosso ostacolo, direi insormontabile, di queste attrezzature, è la loro difficile realizzazione per opera di comuni cittadini. Oltretutto servono luoghi di installazione idonei.



Abbiamo risolto il problema, eliminando in pratica l'impossibilità di messa in opera del "rainmaker" ad opera di coloro che non hanno conoscenze di base per costruire da sé il circuito amplificatore di tensione. Su ebay si possono, infatti, reperire facilmente i dispositivi che poi troviamo in tutti gli ionizzatori in commercio. Si tratta di dispositivi piccoli ed economici, il che ci permette (dovendoli far funzionare in sinergia a decine) di acquistarne molti e di assemblare di conseguenza un apparecchio di ionizzazione molto efficiente. Il tutto con pochissima spesa e senza disporre di conoscenze eccezionali in elettronica.



Giacché per noi è arduo creare un singolo apparato potente, servono più ionizzatori che lavorino insieme, in diverse zone abitative. Serve un circuito già assemblato a bassissimo costo, idoneo altresì per un progetto di un multi-ionizzatore modulare. L'ideale è basarsi sul principio della parabola riflettente. Il resto si attua con gli ionizzatori (il piccolo e compatto circuito di base pre-costruito si trova on line al costo di circa 3/6 euro), disposti a raggiera come nel primo esperimento nonché l'aria calda, che tende a salire. Inoltre l'aggiunta di una ventola, posta alla base del dispositivo, può incrementare il flusso d'aria verso l'alto.

Un certo numero di strumenti del genere, montati in varie zone di un centro abitato, potrebbe costituire la differenza. Diciamo che ognuno di noi dovrebbe assemblare un "rainmaker" composto da una quarantina almeno di circuiti di ionizzazione (vedi foto). La spesa non sarebbe elevata e l'ubicazione non incontrerebbe serie difficoltà. Per l'alimentazione basterebbe un alimentatore per PC di media potenza in grado di erogare anche i 5/12 volts richiesti a seconda del tipo di modulo acquistato. 50 ionizzatori modulari per 50 abitazioni sono 2500 ionizzatori, generando potenzialmente 3500 metri cubi di ioni negativi a postazione.



A chi oppone la questione dei nubifragi, rispondo così: le alluvioni si verificano a causa della dorizzazione dell'ambiente atmosferico, reso simile al plasma dalla geoingegneria clandestina. Attraverso la ionizzazione della bassa troposfera, si riequilibra il regime pluviometrico, inibendo le precipitazioni violente. L'aria, tra l'altro, è estremamente carica per via del nanoparticolato elettroconduttivo avio-disperso e ciò ha determinato l'incremento di tempeste di fulmini. Gli ionizzatori catturerebbero il nanoparticolato sulla parabola, vanificando le operazioni di aerosol.

ATTENZIONE! Trattasi di dispositivo ad alta tensione. Non esporre a conduttori elettrici ed acqua. Mantenere una distanza di sicurezza di almeno 50 cm dall'apparato. Tenere lontano dalla portata di bambini. Si declina ogni responsabilità in caso di uso improprio.

Progetto pioggia - Contribuisci ora! Donazione con PostePay: 4023 6009 4336 4051 - Codice fiscale: MRCRSR61C19I469R - IBAN: IT48I0617522700000001977280 Oppure fai una donazione con PayPal.


ART Omani Trials with Technology Overview from Tex Whitney Productions on Vimeo.


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venerdì 25 agosto 2017

Primi test per la "macchina della pioggia". Schema realizzativo



Nella tarda mattinata del 24 agosto 2017 abbiamo cominciato i primi test della "macchina della pioggia". Questi sono i risultati: dopo oltre novanta giorni di cielo completamente sgombro di nubi, si sono formati i primi cumuli che, in contrasto con le previsioni meteo dei giorni precedenti, hanno contraddistinto tutta la mezza giornata sino a notte inoltrata. Purtroppo i continui sorvoli degli aerei commerciali e militari impegnati nelle operazioni di guerra climatica, hanno per ora vanificato gli effetti incoraggianti del piccolo prototipo di ionizzatore, che abbiamo realizzato, assemblando più apparati di ionizzazione attorno ad una parabola satellitare in disuso verniciata di nero per agevolare il riscaldamento dell'aria.





Abbiamo avuto la conferma che il sistema in sé è promettente, ma siamo ben consapevoli delle forze in gioco, per cui è chiaro che sono necessari apparecchi più potenti e dislocati in diverse aree strategiche del territorio su cui si intende intervenire. Per questo motivo, studiando i dispositivi realizzati dagli Australiani, Svizzeri e Statunitensi, siamo in grado di fornire le indicazioni di base per costruire il proprio "rainmaker" a basso costo e che sia senza dubbio più efficiente del prototipo che ancora stiamo sperimentando. Il prossimo passo sarà quindi la messa in funzione di un congegno che ricalchi il più possibile i progetti delle società leader nel settore. Sono necessari:

a) Un alimentatore da 220/240V di elevata potenza (almeno 700/1200 watt)
b) Un decina di bacchette di alluminio (attraverso cui scorrerà l'alta tensione) da 1 cm x 100 x 1mm che faranno da puntali a forma di piramide. Questi dovranno essere uniti tramite rivetti.
c) Diodi 1N4007
d) Condensatori poliestere da 100 nF 2000V
e) Plexiglas o materiale simile per l'isolamento (meglio se doppio) del circuito.

ATTENZIONE! Si avvisa che, per costruire uno ionizzatore atto a produrre precipitazioni piovose, è d'uopo disporre di minime conoscenze di elettronica e che, in ogni caso, lavorando con pericolose alte tensioni, si deve essere certi di come agire. Per la messa in opera dell'apparato sarà assolutamente necessario un luogo isolato e ad accesso esclusivo.

Progetto pioggia - Contribuisci ora! Donazione con PostePay: 4023 6009 4336 4051 - Codice fiscale: MRCRSR61C19I469R - IBAN: IT48I0617522700000001977280 Oppure fai una donazione con PayPal.

Costruire uno ionizzatore per indurre le piogge



Prerequisiti: disponibilità di uno spazio idoneo; umidità atmosferica pari almeno al 30 per cento; presenza di nubi imbrifere: preferibilmente cumulonembi o cumuli.

Su quale principio funziona: lo ionizzatore produce ioni negativi (atomi che hanno catturato uno o più elettroni, particelle subatomiche di carica negativa). Gli ioni negativi salgono per convezione e grazie all'energia termica solare (calore), quindi si attaccano ai nuclei di condensazione, caricati positivamente, all'interno delle nuvole, inducendo la coalescenza dei nuclei, ossia la loro aggregazione, affinché le goccioline, ora di carica negativa, di pochi micron assumano il calibro di un millimetro circa. In tal modo, le stille, sufficientemente pesanti, cadono sotto forma di pioggia. In assenza di luce solare, una o più lampade ad infrarossi propiziano la convezione termica, ossia la salita dell'aria calda.

L'apparato va alimentato con tensione elettrica e potenza adeguate tali da far acquistare agli atomi gli elettroni. Di seguito è mostrato lo schema elettrico di riferimento.



Nell'immagine che vi proponiamo in testa all'articolo il dispositivo -ad alta tensione- è di alluminio, affinché conduca l'elettricità. Inoltre la struttura, di tipo modulare, ha la forma di una piramide. E' evidente che bisogna prendere tutte le precauzioni del caso onde evitare il contatto con gli apparati ad alto voltaggio. Per questo motivo la struttura ad alta tensione (15.000 Volts o più) deve essere isolata opportunamente.

P.s. E' condizione necessaria per generare precipitazioni piovose che le attività igroscopiche siano assenti o blande, quindi bisogna approfittare di quei giorni in cui esse sono interrotte o quasi. Sono giorni in cui, a causa dell'evaporazione e della traspirazione, l'umidità atmosferica si rapprende in nubi. Favorite sono le località di mare, normalmente più umide rispetto alle altre.


ART Omani Trials with Technology Overview from Tex Whitney Productions on Vimeo.



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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 19 agosto 2017

La "festa" degli alberi



"E' arrivato il momento... di distruggere quelli che distruggono la Terra". (Rivelazione, 11.18)

Si celebra ancora la “festa degli alberi”? Se sì, oggi essa trasuda retorica pseudo-ecologista in linea con l’Agenda 21. Il regime finge di voler salvare la natura, vedendo il filo d’erba dell’automobile privata, che inquina pochissimo o quasi per niente, mentre si ignora la foresta costituita dal traffico indiavolato degli aerei civili che avvelenano l’intero pianeta.

In che condizioni versa la vegetazione dopo tanti anni di mortali operazioni chimico-biologiche? La situazione è piuttosto diversificata: alcune specie sembrano resistere, adattandosi a condizioni ambientali repulsive; altre essenze, invece, patiscono maggiormente. Già due lustri or sono, l’agronoma statunitense Rosalind Peterson lanciò l’allarme circa il depauperamento del patrimonio boschivo in California.

E’ un impoverimento causato dalla geoingegneria clandestina che significa aria secca, gravissima penuria di piogge e di altre idrometeore (neve e rugiada in primo luogo), alterazione del PH del suolo, riduzione o estinzione dei batteri che rendono fertili i terreni. Le chiome delle conifere che, normalmente rinnovano tutto l’anno gli aghi, tendono ad ingiallire, i rami si spezzano, mentre vari parassiti aggrediscono gli alberi sempre più debilitati.

Le angiosperme faticano a fiorire ed a fruttificare, a seguito di un totale sconvolgimento delle stagioni: oggi, nelle regioni a clima mediterraneo, ne esistono solo due, una lunga estate siccitosa e torrida ed un inverno non molto freddo punteggiato da nubifragi. Stando così le cose, il ciclo vegetativo è stravolto: le piante perdono le foglie già in estate, in una primavera precoce la fioritura è abbondante, ma, a causa dell’aridità e di altre situazioni avverse, producono in genere pochi e miseri frutti in estate.

Ricapitolando, vediamo quali sono i principali fattori che danneggiano la vegetazione.

• Diffusione nell’humus di bario ed alluminio e di altri elementi nocivi. Bario ed alluminio, tra i principali ingredienti delle scie chimiche, sono alcalini, quindi il PH del suolo risulta per lo più basico, ma comunque snaturato rispetto ai parametri normali. Il carbonato di calcio, disperso in quantità industriali, rende la terra inadatta allo sviluppo di quasi tutta la flora.

Siccità di origine artificiale.

• Carente umidità atmosferica.

• Piogge alcaline o talora acide, ma comunque contaminate.

• Modificazione dei cicli stagionali.

• Campi elettromagnetici.

• Radiazioni nucleari.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 14 agosto 2017

Progetto Pioggia - Multi-Ionizzatore a flusso incrociato

Gli Emirati Arabi Uniti, noti per il clima decisamente secco, hanno deciso di investire in un progetto che, dal 2010, permette di favorire precipitazioni piovose. Gli ingegneri svizzeri della "Meteo systems" sono riusciti nell'impresa di far piovere. Le sperimentazioni hanno avuto inizio nella regione desertica dell'Al Ain. L'autorevole "Sunday Times" fu il primo a rendere noto il "progetto pioggia", direttamente finanziato dal Presidente degli Emirati Arabi Uniti. Il primo dispositivo sperimentale, realizzato nel 2006 per Dubai, si può vedere in foto ed aveva le dimensioni di una Smart.



I ricercatori elvetici, protagonisti di questo stupefacente progetto iniziato ad Abu Dhabi [meglio Abu Ẓaby (Arabo أبو ظبي)], hanno adoperato una sorta di parasole metallici di una decina di metri d'altezza, in grado di caricare elettricamente l'aria. Questa è caricata con gli ioni negativi, che hanno la proprietà di unire le goccioline ai nuclei di condensazione e di condensare l'umidità presente in atmosfera, in maniera tale da creare i corpi nuvolosi.



Studiando gli effetti degli ioni negativi in atmosfera e sulla base degli studi condotti dallo scienziato Ighina, che fu l'assistente di Guglielmo Marconi, abbiamo pensato ad un apparato che potrebbe essere in grado di formare nuvole e generare piogge, coniugando la tecnologia attuale (la ionizzazione negativa per mezzo di strumenti idonei) con i princìpi su cui si fondava la famosa "macchina della pioggia" di Ighina. Questo congegno era composto da una torre di metallo, sulla cui cima era montata una grande elica. Il tutto era saldamente piantato in un terreno cosparso di polvere di alluminio. La rotazione dell'elica in un senso induceva la formazione di nubi (ionizzazione negativa) e le conseguenti precipitazioni. Nel senso opposto, si rasserenava il cielo (ionizzazione positiva). Le attività di geoingegneria clandestina, alias scie chimiche, agiscono in quest'ultima direzione: caricano positivamente gli ioni atmosferici, con la conseguenza che le nubi imbrifere non si formano, da qui la siccità cronica che ormai colpisce mezzo continente europeo, gli Stati Uniti, molti paesi sudamericani e dell'Africa nonché l'Australia.

Noi, con la realizzazione di uno strumento di ionizzazione negativa, riproducente in gran parte lo schema del progetto di Abu Dhabi e che si avvale di più ionizzatori che saranno disposti in modo opportuno, miriamo a contrastare gli effetti delle attività di guerra climatica volti a rendere siccitosi i nostri territori. Gli apparati atti alla creazione di ioni negativi lavoreranno all'unisono. Con questo stratagemma si supera l'ostacolo della difficile messa in opera di un unico ionizzatore di grandi dimensioni, giacché la circuiteria da assemblare sarebbe estremamente costosa e l'apparecchiatura che ne deriverebbe sarebbe comunque pericolosa. Ciò perché uno ionizzatore richiede doppio isolamento a causa delle pericolose scariche che esso può trasmettere all'esterno. L'assemblaggio di più ionizzatori elettricamente isolati, ma che lavorano in simbiosi, dovrebbe conseguire l'obiettivo che ci si prefigge: propiziare l'agognata pioggia e contrastare gli effetti prosciuganti delle cosiddette "scie chimiche".



PROGETTO PIOGGIA - MULTI-IONIZZATORE A FLUSSO INCROCIATO

L'apparato è composto da un numero minimo di sette ionizzatori, disposti in modo da generare un flusso incrociato di ioni negativi. Il dispositivo è costituito da una piattaforma di alluminio e da ionizzatori di media capacità, collocati in modo da formare un cerchio. Il tutto è sormontato da una struttura di metallo dertivata da un comunissimo ombrello, così da riprodurre la struttura degli ionizzatori della Meteo Systems. Quanto maggiori saranno le dimensioni del congegno e quanti più saranno gli ionizzatori operanti all'unisono, tanto più elevate saranno le probabilità di formare nuvole e di produrre precipitazioni piovose. Coloro che vorranno sperimentare direttamente, potranno seguire il progetto qui mostrato. Chi intendesse affidare la realizzazione del sistema al Comitato Tanker enemy, potrà contribuire con una donazione, cliccando al seguente link. Grazie infinite per la collaborazione.

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mercoledì 9 agosto 2017

Faine



Semplificando, suddivideremmo la società in tre gruppi: gli odiatori della vita, della verità e della bellezza, gli indifferenti ed i consapevoli. Purtroppo, come hanno confermato molti studi e il raggelante stato delle cose, i primi dominano il pianeta, con la complicità di una pletora di politicanti, usurai, pennivendoli, soldatini, pseudo-scienziati, negazionisti e compagnia cantante. Essi hanno deciso di asservire gli uomini, almeno quei pochi che resteranno, perché intendono sfoltirne il numero.

E’ inutile: non si può spiegare il male straripante nel nostro martoriato mondo, se non postuliamo la presenza di una cricca formata da adoratori di Satana. Esiste Satana? Non esiste? Quei mentecatti credono in lui e lo venerano. Sfortunatamente costoro hanno facile gioco nel plagiare la massa: bastano una partita di pallone ed una birra per controllarla; nel caso delle donne, una borsa firmata ed una serata in discoteca. Li abbiamo definiti indifferenti, ma dovremmo chiamarli ebeti. Si lasciano abbindolare agevolmente. Non solo, diventano i carcerieri di loro stessi e dei pochi svegli stretti da catene sempre più strette.

E’ diffuso un luogo comune: si favoleggia di una progressiva presa di coscienza, per cui il numero dei desti aumenterebbe sempre più. Crediamo, invece, che i consapevoli diventino ogni giorno più consapevoli, ma anche più impotenti a contrastare il potere ed i suoi collaborazionisti, quindi più frustrati. Forse ci sbagliamo, ma non vediamo molte prospettive per questa ex umanità…



Pensiamo che le sedicenti élites siano formate da persone più scaltre di faine, simulatrici e dissimulatrici, eppure le consideriamo totalmente imbecilli, quando paventano chissà quali conseguenze dalla pubblicazione di un libro o di un documentario contro il sistema. Ghettizzare, denigrare, perfino uccidere gli oppositori dell’establishment? Fatica e rischi sprecati! La divulgazione e l’operato dei rari uomini onesti e coraggiosi potranno mai intaccare le granitiche menzogne del sistema? Potranno mai destare dal letargo intere legioni di dormienti? Anche se ne svegli un paio ogni tanto, quanti – e ci riferiamo soprattutto alle nuove generazioni, prive di strumenti culturali per comprendere la realtà reale dietro la realtà finta – quanti finiscono nel tritacarne degli apparati! E sono pure contenti di essere condotti al macello, come se avessero vinto un viaggio premio in una località turistica fra le più ambite.



Guardiamo! Sopra di noi è tutto un indiavolato andirivieni (a bassa quota) di aerei civili che ammorbano la biosfera con i loro carburanti e che modificano i fenomeni meteorologici, causando, fra gli altri disastri, una siccità di proporzioni spaventose. Quanti sono consci di questo problema? Eppure avviene ogni giorno, in tutto il mondo o quasi e solo un drappello se ne accorge. E’ assurdo, ma è così! E’ come se entrasse un ladro in casa e cominciasse a mettere a soqquadro l’appartamento per svaligiarlo sotto i nostri occhi e noi non solo lo lasciassimo agire indisturbato, ma indicassimo al furfante di nostra spontanea volontà dov’è la cassaforte ed il codice per aprirla. Non solo, dopo aver subito il furto ed essere stati malmenati, è come se offrissimo al malfattore il tè con i pasticcini. E’ pazzesco, ma è così!


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domenica 6 agosto 2017

Test nucleari: quando i militari distruggono il pianeta senza remore



Il seguente articolo annienta una fra le obiezioni topiche di molte persone: la geoingegneria clandestina non può esistere, perché, se fosse attuata, i potenti danneggerebbero anche loro stessi. Ebbene, tra il 1945 ed il 1962, più di duecento test atomici furono condotti in atmosfera dagli Stati Uniti (altre potenze, in primis Unione Sovietica e Francia, non furono da meno), anche se i vertici militari e “politici” sapevano che le radiazioni nucleari erano nocive per gli ecosistemi e gli esseri viventi.

Dal 1945 al 1962 sono stati condotti dagli Stati Uniti ben 210 test nucleari in piena atmosfera: sono state generate imponenti esplosioni in zone remote della Terra ed all'insaputa della popolazione. Come molti sapranno, dal 1963 non è più consentito (ufficialmente) compiere simili sperimentazioni sub divo, ma di recente alcuni documenti filmati, che immortalano quei diabolici “funghi”, sono stati declassificati.

Il fisico Greg Spriggs, impiegato al Lawrence Livermore national laboratory (LLNL), è riuscito a preservare dal deterioramento una buona parte dei 7000 video realizzati. In questi ultimi cinque anni, grazie proprio ad un progetto del LLNL, ben 4200 filmati sono stati trasferiti su formato digitale e circa 750 resi disponibili al pubblico. Spriggs ritiene che serviranno almeno due anni per digitalizzare le altre pellicole; bisognerà poi attendere altro tempo, prima che la restante documentazione sia divulgata, in base alle garanzie sancite nel F.O.I.A. (Freedom of information act).

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Fonte: hdblog

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