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giovedì 23 aprile 2026

La guerra invisibile per il clima: il caso Iran

Il mistero della pioggia improvvisa: quando la Geopolitica incontra il cielo

Mentre i media ufficiali continuano a propinare la solita narrativa sulla variabilità climatica naturale, un paradosso geografico sta mandando in frantumi le spiegazioni convenzionali. Per anni, l’Iran è stato descritto come una terra condannata a una siccità “devastante”, con Teheran sull’orlo del collasso idrico. Poi, improvvisamente, le dighe hanno cominciato a traboccare. Questo miracolo meteorologico non è avvenuto per caso, ma è coinciso millimetricamente con la distruzione di sistemi radar strategici ad alta potenza in tutto il Medio Oriente. Il sospetto che emerge dalle pieghe dell’informazione non allineata è tanto inquietante quanto logico: e se la siccità non fosse stata un castigo divino o un capriccio della natura, ma un’arma di precisione? Benvenuti nella nuova era in cui il clima non è più un evento, ma una strategia.

Il ripristino del tempo naturale dell’Iran: come spegnere un radar e propiziare la pioggia

La correlazione temporale è troppo precisa per essere ignorata da chiunque non sia pagato per mentire. La fine della siccità pluriennale in Iran è seguita quasi istantaneamente agli attacchi che hanno neutralizzato le installazioni radar statunitensi in Qatar, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Non ci riferiamo solo al monitoraggio aereo: ricercatori come Mike Adams, noto come “Health Ranger”, indicano queste strutture come potenziali strumenti di guerra climatica. Con la distruzione di questi sistemi e la contestuale la diminuzione dei voli civili, il “tappo” atmosferico sembra essere saltato. Non è solo la Repubblica islamica a respirare: piogge torrenziali hanno colpito improvvisamente anche l’Afghanistan e l’Egitto, rigenerando terre aride subito dopo la rimozione dei radar. La diga di Paveh, rimasta a secco per sette anni, è tornata a tracimare in pochi giorni.

Gli U.S.A. sembrano aver condotto una ‘guerra di controllo climatico’ contro l'Iran, rendendo Teheran quasi inabitabile. Con la diga di Paveh che ha esondato per la prima volta in sette anni, molti si chiedono: la siccità era forse un’arma fin dall'inizio?

Questo scenario non appartiene più alla fantascienza. Brevetti declassificati e documenti sul riscaldamento ionosferico circolano tra gli analisti di testate come AgroWars, suggerendo che queste tecnologie possono manipolare i modelli meteorologici su scala regionale. Il sospetto è che le predette installazioni radar fossero strumenti offensivi capaci di dissolvere o deviare le nubi imbrifere e di condannare intere nazioni alla sete. [1]

Polvere e profitto: l’eutanasia del granaio americano

Mentre il Medio Oriente sembra essersi liberato da una morsa artificiale, la domanda sorge spontanea: l’arma è stata semplicemente puntata altrove? Nell’aprile 2026, lo scenario sul suolo americano è catastrofico. Quasi la metà della popolazione statunitense vive oggi con una siccità che va dall’estremo all’eccezionale. Il dato che dovrebbe togliere il sonno ad ogni cittadino riguarda il cuore agricolo della nazione: il 70% degli Stati Uniti centrali presenta livelli critici di aridità. Il granaio d'America si sta trasformando in una distesa di polvere. I campi sono troppo secchi per la germinazione e gli allevatori sono costretti ad usare le riserve di fieno tutto l’anno perché i pascoli sono strinati. È un'inversione di fortuna sospetta, che colpisce le riserve alimentari mondiali proprio nel momento di massima tensione geopolitica.
La “tempesta perfetta”: lo stretto di Hormuz e la carestia pianificata

La crisi dei campi statunitensi non è solo meteorologica; è un’operazione a tenaglia. La stessa amministrazione che osserva i terreni agricoli trasformarsi in polvere sta permettendo che i fattori produttivi essenziali diventino inaccessibili. Il legame è diretto: il conflitto nello Stretto di Hormuz non colpisce solo il petrolio, ma strozza la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti. Secondo la American Farm Bureau Federation, il 70% degli agricoltori statunitensi non potrà permettersi concimi per la stagione 2026. Non si tratta di una carenza naturale, ma di una “scarsità artificiale” coordinata. Senza fertilizzanti e senza acqua, le aziende agricole a conduzione familiare sono spinte verso il fallimento, lasciando spazio ad un sistema alimentare centralizzato e controllato dall’alto.

Skynet contro l’agricoltore: la nuova gerarchia dell’acqua

In questo scenario di scarsità, emerge una gerarchia spietata nella distruzione delle risorse idriche. Mentre i campi soffrono, miliardi di litri d’acqua sono dirottati per raffreddare i mastodontici impianti per la gestione dell’”intelligenza artificiale”. Entro la fine del decennio, il consumo idrico di queste strutture aumenterà di decine di miliardi di litri, concentrandosi proprio nelle regioni più colpite dalla siccità. E’ l’ironia amara della modernità: abbiamo algoritmi che generano video divertenti, mentre la produzione reale di cibo è sacrificata. Ma non è solo intrattenimento. Questi centri alimentano reti di sorveglianza e analisi predittiva che i critici paragonano ad una vera e propria infrastruttura “Skynet”. L'introduzione del sistema “Un agricoltore, un file” per opera di Palantir è il segnale definitivo: la produzione agricola è sostituita da un monitoraggio di massa centralizzato. Ogni goccia d’acqua sottratta al bestiame è un investimento nel controllo digitale.

E nella nostra Europa?

La situazione in Portogallo, Spagna, Francia ed Italia è perfettamente assimilabile a quella in cui si trovava il territorio iraniano prima dell’aggressione ad opera dell’amministrazione U.S.A. e di Isralele nonché della distruzione dei radar statunitensi. Le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico sono costantemente bersaglio di operazioni igroscopiche e, puntualmente, ogni volta in cui sono previste piogge, esse sono impedite. I mandanti sono i militari; gli esecutori le compagnie per il volo passeggeri e cargo. Non è “cloud seeding”. E’ l’esatto opposto. Il risultato è la siccità, con una diminuzione delle precipitazioni annue che arriva per alcune regioni addirittura al 70/80%.

Conclusione: verso un controllo centralizzato delle risorse?

I puntini iniziano ad unirsi in un disegno inquietante. La siccità artificiale, la crisi dei fertilizzanti ed il dirottamento delle risorse idriche verso i colossi tecnologici (anche le società che “minano” le criptovalute, idrovore spaventose) non sono incidenti di percorso. Sono i pilastri di una strategia volta a demolire la sovranità alimentare per creare una dipendenza assoluta dai padroni della tecnologia e del clima. Dalla pioggia “ritrovata” in Iran alla desertificazione programmata del Midwest statunitense e non solo, la gestione delle risorse vitali è diventata la leva di potere definitiva. Resta da chiedersi: siamo pronti ad affrontare una carestia micidiale che colpirà pure il prospero Occidente? Comprendiamo che siamo nell’ultima fase dell’agenda mondialista che dal dominio culminerà nella distruzione del mondo così come lo conosciamo?

[1] Brooks Agnew (fisico): "Avviciniamoci al radar: si nota uno strato di atmosfera limpido, al di sopra dell'antenna, che spinge le particelle d'acqua verso l'alto ed è così che funzionano i sistemi a microonde. Sospingono le nubi verso l'alto e contribuiscono alla loro dissoluzione. Questi radar ionizzano le particelle d'acqua e le disperdono nello spazio".

Il Dottor Brooks Agnew studia le radiofrequenze da oltre quarant'anni ed è convinto che gli effetti dei sistemi a microonde influiscano sui cambiamenti climatici che, a questo punto, risultano deliberatamente provocati e non sono affatto causati dai gas serra.

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Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 16 giugno 2019

La differenza



Nell’epoca della notte del mondo, l’abisso deve essere riconosciuto e subìto fino in fondo. (M. Heidegger, “Perché i poeti?”)

La geoingegneria clandestina (alias scie chimiche) ci ha permesso di affinare lo spirito di osservazione o, meglio, avrebbe dovuto affinarlo, se la maggior parte degli individui non fosse ipnotizzata dallo schermo del cellulare e del televisore. Abbiamo imparato a discernere le differenze tra un cielo naturale ed uno sintetico?

Consideriamo, a mo’ di esempio, quanto accaduto in Liguria nell’ultima decade di maggio 2019. La regione è stata coperta da un soffitto di nuvole che era una commistione tra residui di nubi naturali ed una densa coltre chimica. E’ stata creata una copertura compatta con cui i famigerati geoingegneri hanno preso i classici due piccioni con una fava: da un lato hanno impedito alla benefica luce del Sole di passare con grave danno per gli esseri viventi (si ricordi che la cosiddetta “vitamina D” è sintetizzata mercé i raggi della nostra stella), dall’altro sono state inibite le precipitazioni, grazie alla dispersione aerea di particolato ultrafine. Questo particolato, se ha tenuto “in vita” l nembi oscuranti, dall’altro è costituito da nuclei di condensazione troppo piccoli e leggeri affinché le gocce che vi si aggregano precipitino sotto forma di piogge. Questo è un altro mefistofelico stratagemma atto ad ostacolare il ciclo dell’acqua, oltre ai tradizionali metodi consistenti nella diffusione di composti igroscopici e nell’irradiazione di microonde.

No, questo cielo non ha alcunché di genuino! Si può considerare naturale una volta dall’aspetto granuloso, dall’azzurro che vira verso il celeste pallido, senza neanche un cumulo? Senza tregua i velivoli commerciali rilasciano scie evanescenti che abbattono i valori di umidità, trasformano il firmamento in un “triste sudario”, si manifestano all’imbrunire come micidiale nebbia di ricaduta… Pochi notano la differenza tra uno scenario autentico ed un cielo trattato, anzi maltrattato.

Frastornati dalle pantomime della “politica” – i sedicenti uomini politici dovrebbero essere mandati quasi tutti a lavorare nelle sicule latomie sotto il sole cocente, a prescindere dall’orientamento ideologico e dal partito di appartenenza - capaci solo di infervorarsi per l’arbitraggio di una partita, ignoranti in ogni campo, fuorché sui giocatori che scenderanno in campo domenica prossima, i sudditi teledipendenti sono inabili a pensare, ragionare, esprimersi, scrivere. A questi manichini non interessa comprendere la discrepanza tra nubi vere (vaporose, “paffute” e candide) e nubi finte (sfilacci grotteschi e cenci cadaverici), tra un orizzonte limpido ed uno offuscato dalla bruma chimica. Eppure è una diversità che si traduce, in ultima analisi, nella contrapposizione tra salute e malattia, tra vita e morte.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 23 marzo 2019

La strage degli alberi



Ho imparato più dagli alberi che dai libri. (San Bernardo di Chiaravalle)

Perché con un pretesto ogni volta differente gli alberi nei centri abitati sono sempre più spesso massacrati? Si adduce qualsiasi scusa per sradicare ulivi, platani, pini, pioppi, magnolie, cipressi ed altre specie arboree che abbelliscono i viali ed i parchi cittadini, donando ombra, frescura ed ossigeno? Gli alberi assorbono anche parecchi inquinanti, ma i criminali che amministrano molti comuni italiani hanno deciso di perpetrare la strage degli alberi: le loro radici si propagano troppo e spaccano l’asfalto; a causa dei nubifragi (artificiali) molte piante rischiano di cadere e di provocare danni e vittime; gli alberi ai lati delle carreggiate sono pericolosi in caso di incidenti automobilistici…

E’ vero che la gestione del verde pubblico è sovente poco oculata, per usare un eufemismo, ma quante volte giganti rigogliosi e sani sono sradicati senza motivazione alcuna? Nei prossimi mesi assisteremo al taglio indiscriminato delle essenze arboree, semmai sostituite da qualche misero cespuglio, se non da orribili cippi e transenne, perché la vegetazione scherma i campi elettromagnetici, in particolare le onde millimetriche del mortale 5G, il sistema di nuova generazione, decantato da Gigetto di Maio come il non plus ultra del progresso.

E’ un sistema ufficialmente promosso per facilitare ed accelerare le comunicazioni e per rendere i vari servizi più efficienti, quando in realtà, come le altre iniziative delle istituzioni, persegue obiettivi malevoli, in primo luogo irradiare le popolazioni con frequenze dannose alla salute. Si aggiungono così alle vaccinazioni coatte, alle radiazioni nucleari, al nanoparticolato degli inceneritori, ai composti tossici delle chemtrails etc.

Biechi interessi economici e scopi inconfessabili si congiungono in questo genocidio mascherato dietro la retorica delle “magnifiche sorti e progressive” (T. Mamiani): miliardari appalti a favore dei gestori di telefonia mobile, accordi con società cinesi, fiumi di denaro sulla pelle nostra. Sono state inutili le comunque timide iniziative parlamentari volte a chiedere una moratoria del 5G, sulla base specialmente di rigorosi studi condotti dall’Istituto Ramazzini; è stato inutile l’appello lanciato da scienziati di tutto il mondo per tentare di fermare questa carneficina. I vari politicanti, burattini della feccia mondialista, procedono imperterriti ed incuranti di proteste, studi scientifici, interrogazioni parlamentari…

Abbattere gli alberi significa, tra le altre cose, aggravare il problema della siccità già di proporzioni colossali in molte aree del pianeta: si riduce, infatti, la traspirazione dal fogliame, fenomeno alla base, insieme con l’evaporazione, del ciclo dell’acqua. Il caldo estivo così diventerà sempre più torrido e si porteranno all’estinzione specie dell’avifauna che trovano nel verde cittadino il loro habitat. L’aria sarà sempre più contaminata, i centri urbani sempre più squallidi, ma Gigetto potrà finalmente divertirsi ad usare un veicolo senza conducente!

Se veramente la Megera con le trecce, Bario Tozzi e tutti gli pseudo-ecologisti fossero davvero preoccupati dell’ambiente, si opporrebbero alla mattanza degli alberi che, tra l’altro consumano il tanto vituperato (da loro) biossido di carbonio; invece cianciano di cambiamenti climatici e/o di riscaldamento globale solo per abbindolare l’opinione pubblica e incolparla di ogni nefandezza. Intanto Gigetto è di una goffaggine proverbiale e la sua auto rigorosamente elettrica, rigorosamente radiocomandata si è andata a schiantare contro un pino, l’ultimo rimasto…


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venerdì 1 luglio 2016

Radiofrequenze e neoplasie

Ha proprio ragione William Thomas ad individuare una letale sinergia tra campi elettromagnetici e composti tossici nel suo fondamentale testo “Le scie chimiche, il wireless e tu”. Un recente studio, proveniente da una prestigiosa istituzione medica, conferma quanto sostengono, da lustri esperti e ricercatori indipendenti. Un’unica osservazione: dubitiamo che occorrano 300.000 euro per stabilire ciò che è assodato; semmai meriterebbero 300.000 schiaffoni quelli che ignorano o negano una correlazione tra radiofrequenze e patologie e chi permette questo genocidio elettromagnetico.



Radiofrequenze e cancerogenesi: esiste un nesso secondo l’Istituto Ramazzini di Bologna da decenni partner del National Toxicology Program. La direttrice, Fiorella Belpoggi ha asserito: “Le conclusioni del nostro studio sono fondamentali per confermare ed eventualmente rafforzare in tempi brevi i risultati ottenuti dal NTP”. Il presidente Simone Gamberini: 'Servono 300.000 euro per concludere lo studio entro il 2017'”.

Bologna, 3 giugno 2016 - Lo statunitense National Toxicology Program (NTP), il più grande laboratorio al mondo per lo studio di sostanze cancerogene attraverso modelli sperimentali, ha appena concluso un importante studio sulle radiofrequenze della telefonia mobile. La ricerca mette in discussione l’adeguatezza degli attuali limiti espositivi. I risultati confermano che l’esposizione a radiazioni emesse dai telefoni cellulari e dalle antenne causa tumori maligni del cervello e rari tumori maligni delle cellule neuriniche del cuore (Schwannomi maligni).

È importante sottolineare che già negli studi epidemiologici sugli utenti compulsivi di telefoni cellulari era stato osservato un aumento dei tumori encefalici e di quelli delle cellule neuriniche dei nervi della testa, in particolare del nervo acustico. Infatti, nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibili cancerogeni.

L’NTP intrattiene da decenni rapporti di collaborazione con l’Istituto Ramazzini e in questo ambito l’Istituto bolognese, situato nel Castello di Bentivoglio, ha cominciato nello stesso periodo dell’NTP uno studio sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche generate dalle stazioni radiobase della telefonia mobile, usando un sistema espositivo validato dagli stessi tecnici NTP, per riprodurre l’esposizione ambientale ad antenne della telefonia mobile a 50, 25, 5, 0 V/m. […]

Le conclusioni del nostro studio sono fondamentali per confermare ed eventualmente rafforzare in tempi brevi i risultati ottenuti dal NTP – sottolinea la dottoressa Fiorella Belpoggi che dirige il Centro di ricerca dell’Istituto –. Questo permetterà alle Agenzie preposte di procedere con la rivalutazione dei rischi (come no… n.d.r.) correlati all’impiego del cellulare, ai sistemi wireless ed alle stazioni radiobase della telefonia mobile, in particolare nelle categorie a rischio quali i bambini e le donne in gravidanza”.

Fonte: ramazzini.org


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mercoledì 13 gennaio 2016

La TETRA minaccia della tecnologia: campi elettromagnetici letali



Dal saggio intitolato “Incontri” (1998) del matematico ed informatico Jacques Vallée ricaviamo preziose informazioni a proposito dei dispositivi a microonde.

Scrive Vallée: “Negli ultimi anni, le grandi potenze hanno compiuto notevoli progressi nel campo delle armi basate sull’irradiazione di campi elettromagnetici e, in particolare sulla tecnologia a microonde, indicata con l’acronimo HPM (High power microwaves), tecnologia oggi usata per bloccare o bruciare gli hardware dei missili nemici, degli aeroplani e dei carri armati. I generatori di raggi (armi ad energia diretta, n.d.r.) adoperati nelle nuove armi includono i magnetotron, i klystron, i gyrotron ed i vicotron (oscillatori catodici virtuali). I vicotron funzionano attraverso pulsazioni con una potenza di venti gigawatts.

Un effetto biologico ovvio delle microonde è il riscaldamento dei tessuti. In esperimenti condotti sui ratti si è dimostrato che cambiamenti di pochi gradi di temperatura del cervello possono causare convulsioni, svenimenti ed amnesia. Anche microonde meno potenti, troppo deboli per riscaldare un tessuto, possono produrre conseguenze di una certa gravità, agendo sulle membrane cellulari (sull’equilibrio degli ioni calcio, ci ricorda Corrado Malanga, n.d.r.). Howard Wachtel ed i suoi colleghi dell’Università del Colorado hanno provato che l’attività delle cellule nervose può essere alterata da un unico impulso a microonde. Hanno inoltre osservato una ‘temporanea depressione dell’elettroencefalogramma dei roditori esposti a simili pulsazioni’.

Nel suo studio dedicato a questo tema, Keith Florig, esperta di questioni concernenti le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, osserva: ‘Le armi HPM che si limitano a stordire il sistema nervoso temporaneamente, come gli agenti chimici di breve durata, non sembrano costituire forze letali, ma le armi che accecano, ustionano o soffocano le persone fino a farle morire probabilmente saranno considerate un’integrazione aberrante degli arsenali’.

La Florig fa notare che ‘la differenza tra una forza disabilitante ed una mortale dipende in gran parte dalla lontananza della vittima. Perciò è arduo dimostrare che un’arma sviluppata per tramortire non possa essere fatale a breve distanza’’.

Il fisico britannico Barrie Trower, ex agente dei servizi segreti, conferma quanto asserito dalla Florig e da altri specialisti: le microonde sono un’arma micidiale contro la vita, la popolazione, il pianeta. Egli, in modo autorevole ed incontrovertibile, lancia l’allarme su un tipo di tecnologia non solo all’origine di varie patologie e problemi (inclusi i tumori e gli aborti spontanei), ma pure legata al controllo dei processi cerebrali: aggressività e letargia possono essere causate dall’irradiazione di particolari frequenze elettromagnetiche.

Soprattutto il TETRA è al centro delle preoccupazioni di Trower. TETRA (TErrestrial Trunked RAdio, originariamente Trans european trunked radio) è uno standard di comunicazione ad onde radio per uso professionale, con sistemi veicolari e portatili, adoperato principalmente dalle forze di pubblica sicurezza, dai militari e dai servizi di emergenza oltre che dai servizi privati civili. TETRA è uno standard ETSI, la cui prima versione fu diffusa nel 1995, raccomandata (sic!) dallo European Radio Communications Committee (ERC).

Oltre alle comunicazioni voce, sono possibili trasmissioni di dati a commutazione di circuito o a commutazione di pacchetto, ma comunque a bassa velocità di trasferimento (mai superiore a 28.8 Kbits/sec lordi, pur usando un’intera portante). La riservatezza o confidenzialità delle comunicazioni è ottenuta mediante cifratura delle trasmissioni, ricorrendo ad un’unica chiave comune a tutti gli utenti, oppure a chiavi individuali e di gruppo rigenerate su base sessione. In Italia il sistema TETRA usa le frequenze fra i 380 ed i 390 Mhz..

Benvenuti nella tetra realtà delle tecnologie distruttive!

Fonti:

K. Florig, The future battlefield: a blast of gigawatts, in Spectrum, IEEE, marzo, 1988
R. Jacobsen, H. Wachtel, in Atti del sesto incontro annuale della Bioelectromagnetics Society, Atlanta, 15-19 giugno 1984
J. Vallée, Incontri, Roma, 2015, pp. 232-234


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giovedì 10 settembre 2015

Black out e boati negli Stati Uniti: quali le cause?



Che cosa sta succedendo negli Stati Uniti? Nella prima decade di settembre 2015, si sono verificati numerosi black out soprattutto in California, Texas e nella regione dei Grandi laghi. Le interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica sono avvenute a volte in concomitanza con i soliti boati. Quali possono essere le cause di questi eventi? Sono naturali o artificiali?

E’ difficile rispondere, ma alcune coincidenze inducono a riflettere: il 2 settembre 2015 è stato lanciato il vettore spaziale Atlas per situare in orbita il satellite per comunicazioni militari M.U.O.S.-4 della famigerata rete M.U.O.S. dell’U.S. Navy. Ricordiamo che uno dei “nodi” di questa rete si trova a Niscemi in Sicilia.

L’esercitazione Jade Helm (Timone di giada) toccherà l’apice a metà del mese.

Nei primi giorni di settembre sono stati rilevati impulsi elettromagnetici dal Morphed Microwave Background Imagery (MIMIC TPW). L’energia, sotto forma di microonde e proveniente dallo spazio, sembra aver provocato un falso ritorno, seppur temporaneo, nella stessa forma d’onda in cui è entrata nell’atmosfera terrestre. L’impulso è apparso come un segnale a radiofrequenza che è stato registrato in tutta l’Asia (Oceano Indiano e lungo l’equatore) per poi manifestarsi verso il centro dell’Oceano Atlantico. L’impulso ha assunto quindi una nuova forma sulle Isole Canarie, propagandosi sull’Atlantico sotto forma di onda sinusoidale. Le increspature del segnale si sono manifestate come quelle delle onde lunghe che di solito sono registrate da un oscilloscopio (un dispositivo usato per osservare e decodificare le varie forme d’onda delle frequenze).

Gli scienziati stanno cercando di comprendere di che cosa si tratti. Potrebbe essere il risultato di un errore nel rilevamento o di campi irradiati dai riscaldatori ionosferici, i cosiddetti impianti H.A.A.R.P.? Sono ipotesi improbabili: alcuni ricercatori ipotizzano che sia stata registrata un’energia proveniente dallo spazio, ma “spazio” è termine generico, perché non indica la sorgente del fenomeno. Comunque essa potrebbe essere all’origine dei black out. Arduo per ora stabilire la matrice dell’energia e le sue conseguenze sulla magnetosfera.

Fonti: aurorasito; segnidalcielo

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martedì 1 settembre 2015

L’uso militare delle frequenze elettromagnetiche

Nel manuale intitolato “Difendersi dall’elettrosmog”, libro ricco di preziose informazioni, gli autori, Ulrich Kurt Dierssen e Stefan Brönnle, scrivono: “Esistono sufficienti prove che diversi enti militari, alla ricerca di nuovi sistemi strategici, stanno sperimentando applicazioni dell’elettromagnetismo [1] (interessante in tal senso è la lettura del romanzo ‘Il segreto delle tre pallottole’ di Maurizio Torrealta ed Emilio del Giudice, 2010, dove, con il pretesto della finzione, sono riportati alcuni documenti sull'uso dell'elettromagnetismo a scopi bellici). Si suppone che nei grandi impianti come H.A.A.R.P. a Gakona in Alaska, si compiano esperimenti anche per agire sulla sfera psichica, generando emozioni come la paura e l'euforia.

Il ronzio che si percepisce in vari luoghi del pianeta pare sia il prodotto di frequenze basse, intorno ai 60-80 Hz. Anche se è difficile capire quale sia la vera origine del fastidioso rumore, alcune ricerche e persino commenti di certi politici ne avallano la matrice militare. Per esempio, il deputato statunitense Bill Richardson del Comitato di controllo sui servizi segreti, riconosce che il brusio non è un'illusione acustica. Durante un convegno a Taos, nel New Mexico, località nota appunto per un suono a bassa frequenza, Richardson affermò: "Quel rumore ha attinenza con la Difesa". Il deputato invitò il Pentagono a "farla finita".

Successivamente Bob Saltzman, un ricercatore del Comitato per la scienza, la navigazione spaziale e la tecnologia, avrebbe perso il posto, perché sosteneva che responsabile del ronzio era il Ministero della Difesa.

La direzione verso la quale vanno i progetti delle forze armate statunitensi nel XXI secolo è stata descritta nel rapporto New world vistas, redatto dall'U.S.A.F. Vi leggiamo: "E' possibile accoppiare l'energia elettromagnetica con l'organismo umano, in una forma pulsata, focalizzata e configurata in maniera tale da permettere il controllo dei movimenti muscolari e delle emozioni, generare il sonno, trasmettere indicazioni (messaggi subliminali? n.d.r.) ed interagire con la memoria a breve ed a lungo termine..." Se esistono visioni avveniristiche e distopiche di questo genere, non siamo lontani da un mondo in cui, tramite la tecnologia di trasmissione mobile e ripetitori installati un po' dappertutto, potranno essere distribuite, insieme con i campi elettromagnetici e le informazioni, anche le emozioni desiderate dai governi".

Gli autori paventano per il futuro impieghi deleteri della tecnologia: sono ritrovati che, però, sappiamo essere collaudati e diffusi da alcuni decenni. Il dominio del pianeta e di gran parte dell'umanità (clima, processi fisici e biologici, trend demografici etc.), attraverso un'ampia gamma di sinistri apparati, è qui, è adesso!

[1] La fase sperimentale è, però, conclusa da tempo ed è subentrato un uso diuturno.

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mercoledì 3 dicembre 2014

Onde hertziane ed onde scalari nella guerra climatica


Quando si scrive che le perturbazioni abbattutesi sull’Italia nel corso di questo autunno sono artificiali, si suscita l’incredulità di molti cittadini: essi pensano che sia impossibile influire sui fenomeni meteorologici in modo da scatenare un nubifragio.

Le acquisizioni più recenti, però, hanno tradotto le ipotesi in certezze: se, tempo fa, si poteva congetturare un intervento dei soliti noti per gestire il clima, oggi si hanno le prove che le alluvioni come la siccità sono create ad arte.

Come abbiamo notato, nel programma “Unsealed: conspiracy files”, sono menzionate le cosiddette “onde scalari”. E’ necessaria qui qualche spiegazione: in fisica con “scalare” ci si riferisce ad una grandezza completamente individuata da un solo valore numerico. Ora, la dicitura "onde scalari" da Bearden ed altri è intesa in modo diverso: esse sarebbero onde longitudinali non coincidenti con le onde hertziane che sono, invece, trasversali.



Le onde scalari non sono contemplate dalle equazioni di Maxwell e la scienza accademica ne nega l'esistenza, anche se la teoria di Einstein-Cartan predisse nel 1913 i campi di torsione statici. Questi campi combaciano con quelli che lo scienziato russo Nikolai Kozirev (1908-1983) ritenne di aver scoperto più o meno negli stessi anni in cui il geniale Nikola Tesla compiva i suoi esperimenti su campi elettromagnetici opposti tra loro. [1]

L'ingegnere statunitense Thomas Bearden sostiene che l'onda fondamentale nell'onda elettromagnetica è scalare. L'onda scalare è l'onda che rimane quando due campi opposti elettromagnetici interferiscono, annullando, come negli esperimenti di Tesla, la componente elettrica e quella magnetica. Il risultato è un'onda longitudinale che vibra nella stessa direzione in cui viaggia.

Ammettiamo pure che Tesla e molti altri studiosi abbiano visto lucciole per lanterne, ammettiamo che le tecnologie militari siano ancora antiquate, nonostante le abnormi risorse profuse nel settore bellico, resta da spiegare che cosa sono le configurazioni radiali o a forma di spicchio rilevate dai radar Doppler. Questi fasci di energia sono stati registrati in Sicilia ed in Piemonte, là dove si trovano impianti radar: a Niscemi è ubicato il M.U.O.S. I fasci sono altresì concomitanti con la formazione di grosse celle temporalesche sul Mediterraneo.

Onde scalari o no, campi di torsione o microonde, qualcuno dispone della tecnologia per fare letteralmente il bello ed il cattivo tempo.

[1] Gli "esperti" che asseriscono con sicumera che le onde scalari sono una fantasia sono gli stessi che negano l'esistenza del monopolo magnetico... Peccato che recenti studi abbiano, invece, dimostrato il contrario, dando ragione, tra gli altri, a Dirac e ad Ighina.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 3 novembre 2014

Incendi a Canneto di Caronia: una possibile spiegazione

La situazione a Caronia si appesantisce. I roghi continuano a divampare, mentre un giovane della frazione, Giuseppe Pezzino, figlio del pugnace Nino, riceve un improbabile avviso di garanzia per ipotesi di reato quali "incendio" e "danneggiamento" (sic). Questa grottesca iniziativa delle autorità inquirenti si commenta da sola. [1]

Vorremmo proporre un’ipotesi per tentare di individuare la genesi degli incendi. Potrebbe essere un sistema radar all’origine delle fiamme?



Pablo Ayo, in un suo recente saggio di argomento ufologico, "Alien report" per serendipità ci viene in soccorso.

“Nel 1947 furono installati dei potenti radar ai quattro angoli del perimetro atomico che comprendeva i laboratori nazionali di Los Alamos, il poligono di Alamogordo, la base aerea di Roswell ed il Centro sperimentale missilistico di White sands. […] A White sands era installato l'SCR-584, un nuovissimo modello di radar usato per la prima volta durante lo sbarco degli Alleati ad Anzio. Alla White sands proving ground l’esercito disponeva di due radar, di cui uno era l’SCR-584, impiegato per test sul tracciamento dei missili. Il sistema innovativo sfruttava le microonde in luogo dei segnali radio per tracciare i bersagli. Alla base del suo funzionamento si trovava il famoso Magnetron, un tubo a vuoto ad alta potenza che genera microonde mediante l’interazione di un flusso di elettroni con un campo magnetico. La prima versione del Magnetron fu inventata nel 1920, ma la versione moderna fu concepita nel 1940 da John Randall e Harry Boot presso l’Università di Birmingham”.

Nell’articolo del settembre 2005, pubblicato sulla rivista “Aviation week & space technology”, intitolato “Radar become a weapon”, David A. Fulghum e Douglas Barrie scrivono:

“Da tempo si sa che i radar possono produrre violenti effetti sui sistemi elettronici. Oltre vent’anni fa, i radar montati sui bombardieri erano capaci di generare onde radio di tale potenza da bruciare le valvole di amplificazione nei caccia che stavano monitorando. […] Il radar sembra particolarmente efficace per distruggere i sistemi elettronici di missili balistici supersonici e missili acqua-aria”.

Prosegue Ayo: “Alcuni radar A.E.S.A. (active electronically scanned array, ossia matrice attiva a scansione elettronica, n.d.a.) sono stati rimodulati, sfruttando le microonde ad alto potenziale (high power microwawes, H.P.M.). […] I radar AESA producono un impulso di una precisa frequenza, sostenuto per alcuni microsecondi, creando un effetto con il quale le H.P.M. producono un’onda con un picco superiore ad un gigahertz. […] Naturalmente picchi di microonde sono pericolosi per la salute umana. ‘Potrebbe essere spiacevole per un essere umano trovarsi nella traiettoria di un raggio simile - affermano i tecnici – potrebbe causare gravi ustioni’. Ciò dipende dalla frequenze usate. Il sistema è così efficiente che le modifiche in questione sono già state apportate ai radar di molte navi militari ed intercettori statunitensi, come l’F/A-22 ed il B 2, mentre l’AESA sarà montato anche sul caccia F 35 Joint strike fighter”.

L’excursus di Ayo sui radar ben si innesta alle acquisizioni della commissione investigativa diretta e coordinata dal Dottor Francesco Mantegna Venerando.

Stando agli esperti, Canneto di Caronia è colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. Sono fasci di microonde in 'ultra high frequency' compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz. Per produrre una simile quantità di energia un dispositivo dovrebbe toccare una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt. Dove sia collocata la sorgente, però, non si sa. Una rete composta da decine di sensori, cercò di individuare l'impulso madre proveniente dal mare, un compito quasi impossibile dal momento che l'emissione dura solo qualche nanosecondo. “Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre – si legge nel rapporto redatto sotto l'egida del Dottor Mantegna Venerando – potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate”.

Oltre agli inquietanti incendi, a Canneto alcuni abitanti hanno segnalato ustioni che potrebbero essere ricondotte all’azione di fasci concentrati di microonde.

Il quadro tracciato da Ayo pare collimare con le sinistre risultanze di Venerando.

Insomma, abbiamo colto i militari con le mani nella marmellata, anzi sull’innesco?

Fonti:

P. Ayo, Alien report, 2014, pp. 91-94
Diavoli in astronave, 2014
Le microonde, arma contro la biosfera, 2008

[1] Visto che fenomeni come quelli di Caronia si manifestano anche in altre località in tutto il mondo, un vero protocollo d'indagine dovrà considerare i seguenti fattori.

1) Vicinanza di basi militari o di impianti radar (M.U.O.S.?)
2) Presenza di anomalie geomagnetiche
3) Coordinate geografiche
4) Azioni di discredito e di intimidazione nei confronti di testimoni e vittime dei roghi


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martedì 12 agosto 2014

Canneto di Caronia (Sicilia) e Bitlis (Turchia): quale collegamento?


Canneto è una frazione di Caronia, in provincia di Messina. E’ salita alla ribalta della cronaca dal 19 febbraio 2004, per via di strani fenomeni di combustione: contatori ed oggetti contenenti parti metalliche prendevano fuoco senza alcuna ragione apparente. I fenomeni, protrattisi nel tempo, hanno causato anche un parziale allontanamento di alcuni abitanti dalle proprie case ed hanno dato una sinistra rinomanza alla piccola località.

Il 10 maggio 2005 fu istituito Il Gruppo Interistituzionale per l'osservazione dei fenomeni con ordinanza emergenziale della Protezione civile n.3428. L’iniziativa prevedeva una collaborazione tra Stato italiano e Regione Sicilia, anche nello stanziamento di fondi. Secondo l’équipe, diretta dal professor Francesco Mantegna Venerando, Canneto di Caronia "era stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata che dovrebbe raggiungere una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt" (pari a quella prodotta da circa dieci centrali nucleari). A questo gruppo partecipò anche il professor Clarbruno Vedruccio, laureato in Fisica ed Ingegneria elettronica negli Stati Uniti, già collaboratore dell’Istituto di Fisica dell’atmosfera del C.N.R. a Bologna e docente di Metodologia della ricerca all’Università di Urbino.



Dei roghi si interessò pure il mitico C.I.C.A.P. che tentò di insabbiare, insinuando che erano stati gli abitanti della frazione ad aver appiccato le fiamme.
Il 24 giugno 2008 in seguito ad ulteriori indagini per opera dei periti nominati, il caso fu archiviato dalla Procura di Mistretta. La conclusione dei consulenti fu che si trattò di fiamme libere e di mano umana (sic!!!).

Tuttavia il 17 luglio 2014 il problema ha ricominciato a manifestarsi. Non solo! Curiosamente eventi come quelli ripresi a Canneto sono occorsi e stanno accadendo nella città di Bitlis in Turchia, nel quartiere di Mehmet Eli Bakir. Qui in alcune abitazioni scoppiano incendi per autocombustione. I residenti riferiscono di fuochi spontanei di divani, tappeti, armadi, letti e piumoni, ma anche di danni agli elettrodomestici. Il tutto è stato documentato da una rete televisiva turca.

Che cosa collega Caronia a Bitlis e qual è la causa degli accadimenrti? Entrambe le località sono situate a 38 gradi latitudine Nord. L’ipotesi più accreditata è riconducibile, come abbiamo scritto in altre occasioni, all’uso di armi elettromagnetiche: molti aspetti, però, rimangono ancora enigmatici e bisognerà ancora indagare. Tra l’altro malfunzionamenti di apparati elettronici ed incendi si registrano anche in altre località siciliane, ad esempio nella galleria di Tremonzelli.

Comunque l’archiviazione della Procura di cui sopra ci sembra un modus operandi molto significativo: quando non si riesce a disinformare, si occulta.

Fonte: ansu



Canneto di Caronia: ritorna l’incubo degli incendi che divampano senza causa apparente

Da alcune settimane sono ricominciati i roghi a Canneto di Caronia (Messina): anche se i media nazionali scrivono che l’origine degli incendi è, a tutt’oggi, ignota, non saremo molto lontani dalla verità, se vedremo nel fenomeno la conseguenza dell’uso di armi a microonde. L’imminente implementazione del M.U.O.S. a Niscemi forse gioca il suo ruolo nello… scottante problema.

E’ emergenza a Canneto di Caronia (Messina), dove gli incendi misteriosi proseguono senza sosta. Negli ultimi giorni gli episodi si sono moltiplicati e la gente è atterrita. Perciò il sindaco Calogero Beringheli, con un’ordinanza comunale, ha disposto di sgomberare gli appartamenti in cui si sono divampati i roghi, ma la psicosi (sic) sembra solo all’inizio, tanto che anche i vicini di casa che abitano poco distanti delle abitazioni sgomberate hanno preso armi e bagagli e si sono trasferiti altrove.

L’ultimo episodio è avvenuto lunedì 21 luglio, quando una mansarda ha preso fuoco e le fiamme in pochi istanti hanno avvolto tutto l’appartamento. Tre persone sono anche rimaste intossicate, mentre cercavano di spegnere il fuoco. Un altro rogo era divampato alcuni giorni prima, quando un materasso e alcuni mobili si erano incendiati senza una ragione. Non solo! Cavi e quadri elettrici, televisori, frigoriferi… tutti bruciati, senza che nessuno abbia mai scoperto la causa. Nei prossimi giorni in paese dovrebbe arrivare una squadra di tecnici per capire che cosa sta accadendo.

Fra il 2004 e il 2005 Canneto era stata già interessata da roghi “inspiegabili” che avevano portato la frazione in cui vivono poco più di duecento persone al centro della ribalta nazionale. Indagini, ispezioni, sopralluoghi, ma alla fine tutto era stato insabbiato e adesso le combustioni spontanee sono ricominciate.

Fonte: resapubblica


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giovedì 24 aprile 2014

Cisternino come Canneto di Caronia: divampano “misteriosi” incendi in Puglia

Incendi all’apparenza inspiegabili sono divampati nel mese di marzo a Cisternino in Puglia: i roghi, come quelli di Canneto, sono quasi sicuramente da addebitare a dispositivi che irradiano microonde. Gli esperimenti militari stanno conoscendo un salto di qualità? E’ interessante notare che il fenomeno si manifesta nel pomeriggio e ad intervalli regolari. Sono particolari che meritano di essere approfonditi e collocati in un idoneo contesto esplicativo.

Ricordiamo che la commissione incaricata di indagare sui roghi di Caronia fu smobilitata e che le apparecchiature installate in loco furono smantellate, non appena i tecnici accertarono il nesso tra i fatti ed operazioni di natura strategica.




Presenta delle fortissime analogie con quanto accadde qualche anno fa a Canneto di Caronia, nel Messinese, il fenomeno delle autocombustioni inspiegabili che hanno costretto negli ultimi giorni una famiglia di Cisternino, in provincia di Brindisi, a lasciare la propria abitazione, una villetta, di recente costruzione, in contrada Casalini nelle campagne della Valle d’Itria. Se ne dice convinto, il vicesindaco della cittadina pugliese, l’avvocato Vito Zizzi.

A prendere fuoco a partire dallo scorso 15 marzo, in vari punti della casa, sono stati un sacchetto di plastica contenente tappi di sughero, un contenitore di rifiuti, due tappeti, un sacchetto di cotone, quattro scatole di cartone contenenti bottiglie di vetro. Sei in tutto gli episodi. Ovviamente la famiglia di Biagio Bufano, 45 anni, è spaventata. Bufano ha dovuto trovare riparo in un’abitazione messa a disposizione da alcuni parenti.

Da quindici giorni, aiutato da amici e parenti, organizza delle ronde ed un monitoraggio continuo per individuare la causa dei roghi. L’uomo ha presentato un esposto alla Procura ed ai Carabinieri. Sono stati interessati anche la Prefettura, l’A.S.L., l’A.R.P.A., la Protezione civile regionale, l’amministrazione comunale, i Vigili del fuoco che in un caso sono anche dovuti intervenire sul posto.



Dopo qualche giorno di tregua, sabato pomeriggio si è verificato l’ultimo episodio, quando ormai la famiglia aveva lasciato l’abitazione. Tutti i mobili sono stati portati via e perfino le porte interne sono state scardinate per metterle al riparo da incendi più vasti che potrebbero danneggiarle. All’interno sono state lasciate solo alcune ‘esche’, punti in cui è stato sistemato materiale infiammabile, soprattutto plastica, in modo da verificare se le autocombustioni misteriose continueranno.

Il fenomeno di Cisternino “è praticamente uguale”, sottolinea Zizzi, a quello occorso a Canneto di Caronia, nel 2004. “Le analogie si riferiscono alle modalità con le quali si verificano i fatti; agli orari, sempre di pomeriggio dalle 16 alle 19; la periodicità, cioè ogni 48 ore. Come accadeva in Sicilia, molte volte non si sviluppa una fiamma, ma si avverte odore di plastica bruciata e questo sta avvenendo anche in abitazioni limitrofe”. […]

”Secondo me, delle cause c’erano – dice Zizzi – ma non sono state rese pubbliche. Visto che il fenomeno di Cisternino è praticamente uguale a quello di Caronia, crediamo che l’origine sia più o meno la stessa. Comunque siamo in una fase di accertamento”.

Nei giorni scorsi Bufano, insieme con il sindaco ed altri amministratori, è stato ricevuto dal Prefetto che ha suggerito un approfondimento di indagini ed ha garantito interessamento presso il corpo dei Vigili del fuoco per coadiuvare le azioni intraprese dall’amministrazione comunale e dalla stessa vittima per capire le cause. Nella casa sono state installate delle telecamere e dei rilevatori di fumo, ma finora non è stata individuata alcuna origine plausibile. “È stato interessato anche un ingegnere di un certo livello”, spiega Zizzi. Nei pressi della abitazione sorge, infatti, un’antenna della telefonia mobile.

Sul posto è intervenuto anche un tecnico dell’A.R.P.A. di Brindisi. ”Abbiamo avanzato un’ulteriore richiesta all’Agenzia per l’ambiente – conclude Zizzi – per monitorare la situazione almeno per 48 ore di seguito e di pomeriggio, visto che il fenomeno si verifica dalle 16 alle 20. Eseguire il monitoraggio solo di mattina non ha senso”.


Fonte: siciliainformazioni.com


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giovedì 20 febbraio 2014

Tecnologie abilitanti per sistemi di monitoraggio aeroportuale

Pubblichiamo l’abstract di uno studio inerente agli apparati di monitoraggio alll’interno degli scali aerei. Il linguaggio è tecnico, ma il disegno complessivo non è così difficile da comprendere. I sistemi illustrati nel testo riguardano l’implementazione di tecnologie radar di nuova generazione funzionanti in banda Ka, frequenze nel range delle microonde. Naturalmente questi sistemi sono connessi all’installazione di impianti ad hoc che, irradiando potenti campi elettromagnetici, provocano patologie più o meno gravi. Tali tecnologie esigono che l’atmosfera sia resa elettroconduttiva, donde la diffusione di nanoparticolato metallico, chiave di volta della geoingegneria clandestina. Si noti nel punto 2 la citazione dei MEMS, i microelectromechanical systems, ossia la cosiddetta “polvere intelligente” o ‘smart dust.



Scopo del progetto è la ricerca industriale necessaria allo sviluppo ed alla messa a punto di tecnologie abilitanti orientate alla realizzazione di componenti microelettronici e microelettromeccanici per trasmissione e ricezione rispondenti ai requisiti di larga banda, alta potenza, alta velocità ed alta integrazione nonché dei relativi packaging orientati alla specifica applicazione.

Il futuro dei sistemi di monitoraggio dello spazio aereo ed aeroportuale, secondo le indicazioni emergenti dal mercato di riferimento, passa attraverso la realizzazione di sistemi radar multifunzione di nuova concezione, basati su array di antenne elettronicamente attive gestite attraverso la fase del segnale di sorgente (MPAR = Multifunction Phased Array Radar), in quanto questa tipologia di nuovi sistemi radar consentirà di sostituire almeno cinque diverse tipologie di radar oggi usati: i radar rotanti (MRCR = Mechanically Rotating Conventional Radar), i radar di sorveglianza dello spazio aereo (ASR = Air Surveillance Radar), i radar di sorveglianza del traffico aereo (ARSR = Air Route Surveillance Radar), i radar ad effetto doppler per la sorveglianza delle condizioni atmosferiche locali (TDWR = Terminal Doppler Weather Radar), i radar di previsione meteorologica noti come NEXRAD.

Tale capacità è legata alla possibilità, insita in un radar MPAR di definire, attraverso la sua caratteristica di formatura digitale del fronte d'onda RF (radiofrequenza, n.d.r.), più fasci di microonde ciascuno con controllo dell'apertura e della declinazione del lobo principale di radiazione, in modo tale da inseguire contemporaneamente diversi bersagli con un fronte d'onda adattabile al bersaglio stesso.

Lo sviluppo di radar MPAR richiede la messa a punto di numerose tecnologie abilitanti sia a livello di componenti sia di integrazione del sistema. Il presente progetto si propone di intervenire sullo sviluppo delle seguenti tecnologie abilitanti.

1) Tecnologie di progettazione, simulazione, realizzazione del back-side di dispositivi attivi a larga banda per alta potenza trasmissiva che siano destinati a diventare lo stato dell'arte dei dispositivi di potenza a microonde per MMIC HPA, in particolare tecnologie di back-side per dispositivi HEMT in GaN/AlGaN epitassiale su substrati di Carburo di Silicio e Silicio a bassa resistività termica.

2) Tecnologie di progettazione, simulazione, realizzazione e test di componenti complessi necessari al controllo in fase degli array di antenne riconfigurabili che sono il cuore pulsante del radar MPAR, in particolare phase shifter a 5 o 6 bit basati su RF Switch in tecnologia MEMS operanti con bassa perdita di inserzione e con alto isolamento RF fino a frequenze della banda Ka, anche qui componenti destinati a svolgere il ruolo di nuovo stato dell'arte per ciò che concerne dispositivi di switching integrabili in MMIC.

3) Tecnologie per packaging innovativo dei dispositivi RF attivi e passivi sviluppati con i due passi precedenti, quindi packaging su substrati ceramici ad alta conducibilità termica per i dispositivi attivi di potenza a larga banda, ivi compresi i packaging in HTCC AlN multistrat packaging microelettronico 0-level per i dispositivi complessi di controllo della fase del segnale RF con tecnologia che consenta un facile assemblaggio del componente sulle board di integrazione e packaging a basso costo su substrati polimerici flessibili per i componenti che abbiano requisiti di dissipazione di potenza meno stringenti.


Fonte: ponrec.it

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martedì 5 novembre 2013

Canneto di Caronia: divampano di nuovo inspiegabili incendi



Tra le molteplici notizie censurate dai media ufficiali o collocate ai margini dell’informazione, menzioniamo la disastrose ed inarrestabile fuga radioattiva dal reattore di Fukushima, la cui centrale atomica fu danneggiata dal maremoto artificiale del giorno 11 marzo 2011.

I gazzettieri di regime, grazie alle loro armi di distrazione di massa, distolgono l’attenzione dai veri problemi, inebetendo l’opinione pubblica con un profluvio di disgustosi ed inutili servizi sulle beghe (finte) all’interno del P.D.L., già Forza Italia, a breve di nuovo Forza Italia e sulle beghe (finte) in seno al P.D.

Quasi sempre i fatti su cui cala lo spesso drappo del silenzio mediatico riguardano la militarizzazione, neanche tanto strisciante, del territorio e della società. Proponiamo, a tale proposito, una breve cronaca inerente alle anomalie elettromagnetiche ed agli incendi di Canneto di Caronia. Sono fenomeni riconducibili con ogni probabilità ad esperimenti e ad operazioni militari. La loro recrudescenza si può collegare alla costruzione del M.U.O.S., l’impianto atto alla gestione dei droni, gli aerei senza pilota, impiegati tra l’altro nella guerra climatica?




A distanza di nove anni si sono recentemente di nuovo manifestati strani fenomeni in Via Mare a Canneto di Caronia. Dopo gli ultimi due casi, è tornata a serpeggiare l’inquietudine fra la gente della frazione in provincia di Messina.

Nella Via Mare il tempo sembra essersi proiettato a quei giorni del 2004, giorni carichi di angoscia e di mistero. Gli inspiegabili roghi che portarono questo pugno di case alla ribalta della cronaca internazionale, sono ripresi improvvisamente. E’ una maledizione per gli abitanti di Canneto da anni costretti a convivere con questi enigmatici eventi che, dopo una tregua durata alcuni anni, sembrano aver ripreso vigore.

Il 4 ottobre scorso le fiamme si sono sprigionate dal quadro contatori di un’abitazione. Le conseguenze dell’incendio non sono state gravi, ma l’evento ha risvegliato una paura mai del tutto sopita.

La domenica successiva i sensori antincendio installati nel 2004 dalla Protezione Civile hanno rilevato un picco di energia sicché il lugubre suono delle sirene d’allarme è risuonato in Via Mare. Fra gli abitanti del piccolo abitato marinaro si è diffuso il panico.

Da qualche giorno, in loco sono tornati gli esperti dell’A.R.P.A. che stanno monitorando quanto accaduto nelle ultime settimane. I tecnici hanno montato nuove apparecchiature per rilevare campi elettromagnetici di alta e bassa frequenza con l’obiettivo di captare l’energia che, registrata dai sensori, ha fatto scattare le sirene.


Fonte: Incendi misteriosi: torna la paura, 2013

Articoli correlati:

- Fuoco dal cielo ed armi non convenzionali, 2007
- Voragini atipiche, 2013

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domenica 13 ottobre 2013

Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico


I disinformatori negano che con le attuali tecnologie si possa influire in modo sensibile sui fenomeni meteorologici. Inoltre affermano che il controllo del clima (tempo e clima non sono sinonimi) è una chimera. E’ ovvio che le asserzioni dei negazionisti sono false e destituite di ogni fondamento scientifico. Tuttavia il loro ruolo “istituzionale” consiste nel tentativo di nascondere la realtà, creandone una del tutto fittizia e mutila per mezzo di sofismi e di idonei ridimensionamenti.

Il cosiddetto "debunker" è, infatti, colui che indulge a parziali ammissioni per poi contraddire tutto. Così ci accorgeremo che il piccolo chimico, Simone Angioni, e tanti altri come lui, riconoscono che è possibile indebolire una grandinata o generare una pioggia, in questo caso usando lo ioduro d’argento o il ghiaccio secco (biossido di carbonio in forma solida). Secondo gli occultatori, però, sono azioni circoscritte e saltuarie, dall’impatto ambientale irrilevante e dagli esiti incerti. Omettono di ricordare che per le piogge artificiali si adoperano attualmente soprattutto batteri geneticamente modificati [1] che sono all’origine di gravi infezioni. E’ naturale che, dopo tanti decenni di interventi sui fenomeni atmosferici, i depistatori non possono del tutto contestare l’esistenza di strumenti ad hoc. Nondimeno essi non vanno oltre: si fermano alla preistoria della geoingegneria di cui minimizzano risultati e danni.

Sappiamo bene che non è cosi. Sappiamo che le pratiche per stimolare le precipitazioni sono la foglia di fico per nascondere la geoingegneria illegale, quella che devasta il pianeta. Le inseminazioni atte a favorire le piogge erano un fenomeno relativamente diffuso negli anni ‘70 del XX secolo soprattutto negli Stati Uniti d’America, Israele ed Italia (Puglia, “Progetto pioggia”). Spesso questo cloud seeding, che è ancora oggi praticato, ma è un'attività marginale, fu eseguito come preludio ad altri interventi dagli scopi ben diversi, anzi opposti.. E’ stato dunque un cavallo di Troia per introdurre in modo surrettizio operazioni igroscopiche.



Il termine “igroscopico” deriva dal greco e significa letteralmente “che cerca, che cattura l’umidità”. Le scie igroscopiche sono a base di composti prosciuganti (gel di silicio, trimetillalluminio, litio, carbonato di calcio, composti del bario etc.) che reagiscono con l’acqua presente in atmosfera. Attraverso le reazioni chimiche, si spezza il legame molecolare tra idrogeno ed ossigeno, abbassando spesso in modo notevole l’umidità dell’aria ed impedendo così la formazione di nubi. Risultato delle reazioni chimiche è anche il rilascio di altri composti dannosi, anzi mortali.

L’umidità e le nuvole, soprattutto i cumuli che sono i serbatoti della pioggia, sono nemiche dei sistemi radar e satellitari che operano in un particolare range di frequenze (banda KA). Le nubi naturali, infatti, disturbano e diradano i segnali elettromagnetici. Il fenomeno è denominato scattering. I militari hanno risolto il problema, distruggendo le formazioni nuvolose. Le squadriglie di velivoli inibiscono le perturbazioni, con la diffusione di composti tossici e nocivi. Di solito per queste operazioni gli aerei volano a bassa o bassissima quota, alla base delle nuvole: ciò avviene perché le correnti ascensionali portano poi i composti verso le formazioni imbrifere che sono dissolte e sostituite da una patina grigiastra.

Le scie disseccanti, durature e no, provocano un effetto serra perché creano uno schermo che imprigiona la radiazione infrarossa (associata ad energia termica) proveniente dal suolo. Queste scie velano la luce solare, interferendo con la fotosintesi e con i processi biologici di tutti gli esseri viventi. Si conclamano con cieli opachi o striati e causano siccità o, quando l’energia di un fronte perturbato si concentra in un’area limitata, disastrosi nubifragi. [2]

Non confondiamo le micidiali scie igroscopiche con il cloud seeding atto a propiziare le piogge. Non guardiamo il filo d’erba, ma la foresta.


[1] Pseudomonas syringae: il batterio dei nubifragi artificiali, 2010
Escherichia coli: il batterio killer che arriva dal cielo, 2011

[2] L’umidità atmosferica può essere pure ridotta mediante le microonde. Vedi "Le microonde, arma contro la biosfera", 2008

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