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lunedì 27 novembre 2023

E' ufficiale: i forti terremoti sono provocati dalle armi ionosferiche

Un prestigioso studio, che indaga l'origine di taluni terremoti e reso pubblico nell'ormai lontano mese di maggio del 2011 sul portale della Cornell University (QUI), è passato del tutto inosservato. Ne possiamo benissimo intuire i motivi, visto che i ricercatori imputano ai riscaldatori ionosferici i sismi. La ricerca, firmata dagli scienziati Dimitar Ouzounov, Sergey Pulinets, Alexey Romanov, Alexander Romanov, Konstantin Tsybulya, Dimitri Davidenko, Menas Kafatos, Patrick Taylor, determina, sulla base di granitici elementi probanti, che una buona parte dei recenti sommovimenti tellurici di magnitudo elevata (sopra i 7 gradi della scala Richter) è da ascrivere alle sperimentazioni che interessano la ionosfera, per mezzo dell'emissione di basse frequenze. Ci vengono in mente le stazioni di H.A.A.R.P., in Alaska, e Tromsø, in Norvegia, che sono tra i più noti "riscaldatori ionosferici", anche se ne esistono molti altri (almeno venti), ubicati in varie parti del mondo.

Lo studio, censurato dai media ufficiali, è dirompente, in quanto mette a tacere, una volta per tutte, i negazionisti di regime che, di norma, tacciano di "complottismo" le voci fuori dal coro che accusano i Governi di provocare i terremoti. Ora ne abbiamo le prove certificate.
Di seguito il report della ricerca che, in formato PDF, potete visionare e scaricare (QUI) dai nostri server.


L'atmosfera sopra il Giappone si riscaldò rapidamente prima del terremoto di magnitudo 9.0 Richter. Secondo gli scienziati, le emissioni infrarosse sopra l’epicentro erano aumentate drammaticamente nei giorni precedenti il ​​devastante sisma che colpì le isole nipponiche.

I geologi si sono interrogati a lungo sui resoconti di strani fenomeni atmosferici avvenuti nei giorni precedenti i rovinosi terremoti, ma è stato difficile ottenere buoni dati a sostegno di questi rapporti.

Negli ultimi anni, tuttavia, diversi gruppi di ricerca hanno allestito stazioni di monitoraggio atmosferico nelle zone sismiche, usufruendo dei satelliti che inviano informazioni sullo stato dell'alta atmosfera e della ionosfera durante un evento tellurico. Nel 2010 furono esaminati alcuni dati, provenienti dalla sonda spaziale DEMETER: essi mostravano un aumento significativo dei segnali radio a frequenza ultrabassa, prima del terremoto di magnitudo 7.0, scossa che colpì Haiti il 12 gennaio 2010.

Dimitar Ouzounov del Goddard Space Flight Center della NASA nel Maryland e alcuni collaboratori analizzarono le caratteristiche del disastroso terremoto di Tohoku e Fukushima (Giappone) verificatosi il giorno 11 marzo 2011. I loro risultati, anche se preliminari, aprono gli occhi.

Fu accertato che prima del sommovimento di magnitudo 9.0, il contenuto totale di elettroni, presenti nella ionosfera, era aumentato notevolmente sopra l’epicentro, raggiungendo il culmine tre giorni prima del cataclisma. Allo stesso tempo, le osservazioni satellitari evidenziarono un forte incremento delle emissioni infrarosse sopra l’epicentro: esse toccarono il picco nelle ore immediatamente precedenti il ​​terremoto. In altre parole, l’atmosfera si era riscaldata. Queste osservazioni sono coerenti con un’idea definita "meccanismo di accoppiamento litosfera-atmosfera-ionosfera". L'idea è che nei giorni che precedono un sisma, le forti sollecitazioni di una faglia sul punto di cedere provocano il rilascio di grandi quantità di radon.

La radioattività di questo gas ionizza l'aria su larga scala e ciò provoca una serie di effetti a catena. Poiché le molecole d’acqua, caricate negativamente, sono attratte dagli ioni positivi presenti nell’aria, si innesca un fenomeno di condensazione su larga scala dell’acqua, ma tale processo sprigione anche energia termica (calore) ed è questo che provoca le emissioni infrarosse. "I nostri primi risultati mostrano che il giorno 8 marzo del 2011 è stato osservato un picco della radiazione infrarossa rilevata dai satelliti", affermano Ouzounov e colleghi. Queste emissioni influisconio sulla ionosfera e sul contenuto totale di elettroni. È evidente che la troposfera e la ionosfera sono strattamente collegate, tanto che, quando uno strato è perturbato, le alterazioni si riverberano sulle altre falde atmosferiche.

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mercoledì 3 ottobre 2018

Sconvolgimenti climatici e tellurici: le vere cause



Terremoti e fenomeni climatici estremi sono sempre più frequenti e diffusi. Quali sono le vere cause? Ribadiamo in primo luogo che il cosiddetto “riscaldamento globale” dovuto al biossido di carbonio è una solenne frottola, mentre l’inasprimento dell’effetto serra è da ricondurre ad interventi militari sulle dinamiche atmosferiche: leggi scie chimiche [1] e riscaldatori ionosferici alias impianti H.A.A.R.P.

Tuttavia non bisogna trascurare altri fattori: il letargo del Sole incide, anzi inciderebbe, sul clima globale, rendendolo, in assenza di operazioni di biogeoingegneria clandestina, più fresco. Non solo, la debole attività della nostra stella è collegata ad un’inferiore produzione di quella formidabile energia che equilibra e, per così dire, “compatta” la litosfera. Le zolle così, oltre che per altre ragioni legate alla tettonica del pianeta, in particolare i movimenti convettivi del mantello, tendono a separarsi ed a disgregarsi, provocando sommovimenti tellurici sempre più rovinosi. Sono sommovimenti favoriti anche dall’impiego di armi geofisiche, la cui firma coincide spesso con un ipocentro del terremoto intorno ai dieci chilometri.



A queste circostanze, sulle quali ci siamo in altre occasioni soffermati, bisogna aggiungere un nuovo parametro: lo spostamento dell’asse terrestre. I geologi attribuiscono a tale fenomeno lo scioglimento dei ghiacci che coprivano amplissime aree delle terre emerse sino al 10.000 a.C. circa: con la deglaciazione vaste regioni del pianeta furono sommerse ed alcune civiltà scomparvero. [2] Lo spostamento dell’asse terrestre, già osservato alcuni anni fa dagli Inuit che notarono che il Sole sorge e tramonta in punti diversi rispetto al passato, è ora riconosciuto dalla comunità scientifica. E’ indubbio che tale variazione è destinata a generare ulteriori sconquassi (eruzioni, sismi etc.), come se non bastassero quelli che già conosciamo…

[1] La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

[2] Il periodo che intercorre dal 10.000 all’8.500 a.C. è definito Mesolitico, età della pietra di mezzo, e fu contraddistinto da giganteschi allagamenti e dall’introduzione delle prime forme di agricoltura non a caso in aree collinari, non soggette ad alluvioni.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 29 giugno 2017

Attività vulcanica: riscaldamento o raffreddamento globale?



In questi ultimi anni è aumentata l’attività vulcanica: le eruzioni hanno diffuso e stanno diffondendo nell’atmosfera ceneri che dovrebbero portare, almeno in linea teorica, ad una diminuzione delle temperature globali, poiché il materiale che si disperde funge da schermo per i raggi solari. Nonostante ciò, assistiamo in molte regioni del pianeta ad un incremento dei valori termici. Come si spiega tale situazione, se ricordiamo anche che l’ingiustamente demonizzato biossido di carbonio non determina un significativo accrescimento dell’effetto serra?

Non è difficile trovare la quadratura del cerchio: la situazione si comprende considerando che la notevole attività eruttiva è associata a fenomeni che investono la litosfera da cui in questo periodo si stanno sprigionando ingenti energie termiche. Sono le stesse energie che stanno fondendo il permafrost in Siberia e, in alcune aree, la banchisa ed i ghiacciai.



Quanto sta accadendo a Yellowstone – anche altrove si assiste a manifestazioni telluriche simili – dimostra che la Terra è in “ebollizione”: a Yellowstone le camere magmatiche si stanno riempiendo, l’acqua dei fiumi che scorrono nel celebre sito, si è riscaldata a tal punto che evapora, mentre si susseguono le scosse.

Dunque pare che, nel complesso, i parametri termici siano in crescita: ciò si deve non solo alle circostanze sopra indicate, ma pure all’azione incisiva ed ininterrotta dei riscaldatori ionosferici (impianti H.A.A.R.P.) ed alle deleterie operazioni igroscopiche con cui sono distrutti o indeboliti i fronti perturbati ed è desertificata la biosfera.

Tra l’altro, si verifica una condizione paradossale, perché all’aumento delle temperature dovrebbe corrispondere un’intensificazione delle piogge, a seguito della più forte evaporazione e traspirazione, laddove l’assenza e la penuria di precipitazioni affliggono moltissime zone. E’ evidente dunque che la cricca militare-industriale ha il pressoché totale controllo del clima in cui i fattori artificiali prevalgono, oggigiorno, su quelli naturali.

Fonti:

- Attivitasolare.com
- Segnidalcielo.it


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venerdì 28 ottobre 2016

Terremoto nelle Marche: un evento di origine artificiale?



26 ottobre 2016, ore 19:11, terremoto nell’Appennino marchigiano di magnitudo 5.4 della Scala Richter, con ipocentro a circa 9.3 km. L’epicentro coincide con Castel Sant’Angelo sul Nera, sull’Appennino maceratese, in corrispondenza del confine con l’Umbria.

Il sisma è stato avvertito in tutto il centro Italia, in particolar modo nell’area fra Norcia, Castel Sant’Angelo sul Nera ed Arquata del Tronto, ma anche a Perugia, Terni, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Pescara, L’Aquila, Teramo, Rieti, Chieti, Viterbo, Roma, Arezzo, Firenze, Siena, Campobasso, Frosinone etc.

Molti si sono chiesti se il sommovimento tellurico sia naturale o no. Analizziamo i dati a nostra disposizione.

• Il sisma delle 19:11 è stato seguito alle ore 21.18 da un altro evento di magnitudo maggiore, ufficialmente 5,9: ciò è anomalo, perché l’energia di un sisma si sprigiona quasi tutta con la prima scossa; la restante è via via rilasciata con lo sciame successivo.
• L'ipocentro è estremamente superficiale (circa 10 Km di profondità). [1]
• La calamità è occorsa a coronamento di un periodo di intensa, parossistica attività chimica ed elettromagnetica (evidenziata nella foto satellitare di copertina).
• Sono state scorte le tipiche nubi sismiche (cfr infra) e segnalati inusuali fenomeni elettrici in atmosfera, come lampi senza tuoni, malfunzionamento delle comunicazioni UMTS e su digitale terrestre. Il caso vuole che nello stesso giorno la Terra era stata investita da un'imponente tempesta magnetica dovuta ad espulsioni di massa coronale di notevole intensità. Il sole, come è noto, agisce sulla formazione della ionosfera.



Seguiamo sempre questi accadimenti con apprensione. In realtà, fra trivellazioni (fracking), che destabilizzano le faglie, e manipolazioni ionosferiche, viviamo tutti su una polveriera: le alterazioni ionosferiche PROVOCANO terremoti, come riconobbe la stessa N.A.S.A., pochi giorni dopo - guarda caso - il sisma che colpì l’Abruzzo, nel 2009.

Le chemclouds e le smart clouds sono l’indizio evidente della presenza di metalli elettroconduttivi in bassa atmosfera. Giustamente qualcuno le definisce anche "nubi sismiche".

Circa la profondità degli epicentri, meglio affidarsi ai rapporti francesi, poiché il nostro I.N.G.V., costola del sistema, tende a modificare i dati inerenti all'ipocentro, che è cruciale per l'identificazione di un sisma di origine ionosferica. Comunque sia, anche portando la profondità a 19 km, non cambia molto, giacché i sommovimenti naturali hanno di solito ipocentri superiori ai 50 km di profondità.

Si chiama effetto rimbalzo o "bunching", letteralmente “raggruppamento”. La ionosfera è riscaldata (quindi gonfiata verso l'alto) con l'emissione di impulsi ad alta frequenza sfasati di tempo e frequenza (ad esempio, 10.000 hz e 10.006 hz) e che creano una risonanza ELF ed ULF verso terra. Quindi, una volta interrotto il segnale, la ionosfera ritorna velocemente alla sua forma naturale, creando un effetto domino verso gli strati di atmosfera sottostanti nonché sulle fenditure, già sollecitate dalle bassissime frequenze che risultano dallo sfasamento di fase creato da due impulsi inviati con piccola distanza di tempo l'uno rispetto all'altro.

La realtà purtroppo è questa: oggigiorno molte catastrofi sono di origine militare; due giorni dopo il sisma abruzzese, alcune testate riportarono la seguente notizia: “La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia spaziale statunitense, esisterebbe una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che sono rilevate nell’atmosfera più alta, la ionosfera”. [2]

E’ così: gli ecoterroristi governativi stimolano la ionosfera, provocano i terremoti e poi invertono i fattori, affermando che le aberrazioni nella ionosfera possono preannunciare sismi di magnitudo superiore a 5 gradi della Scala Richter. Comunque, invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia: è un ennesimo disastro… innaturale.

[1] CLASSIFICAZIONE dei TERREMOTI in base alla profondità dell’ipocentro: TERREMOTI SUPERFICIALI (ipocentro compreso fra 0 e 70 Km di profondità) TERREMOTI INTERMEDI (ipocentro compreso fra 70 e 300 Km di profondità) TERREMOTI PROFONDI (ipocentro supera i 300 Km di profondità – registrati al massimo terremoti con ipocentro non inferiore ai 700 Km).

[2] L'articolo in cui si riportava che la N.A.S.A. sarebbe in grado di prevedere sismi in base alle alterazioni ionosferiche è stato poi rimosso. Comunque ne fu fatta copia ed è visionabile [QUI] dai nostri server.


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domenica 29 novembre 2009

Fenomeni gravitazionali, onde a bassa frequenza, esperimenti militari e terremoti: dagli studi di Bendandi alla fisica iperdimensionale (ultima parte)

Dopo averlo studiato a fondo, nel 1931 Bendandi affidò all'Accademia Pontificia il metodo da lui scoperto per interpretare il ciclo undecennale del Sole. In seguito riuscì a pubblicare il saggio "Un principio fondamentale dell’Universo", in cui descrive la sua teoria. Nel 1972 l'astronomo statunitense Wood e nel 1976 l'astronomo britannico Smith ripresero il metodo elaborato dal Bendandi per la previsione dei movimenti tellurici, migliorando l'analisi ed i risultati. Anche il terremoto del Friuli del 1976 fu previsto dalla sua teoria; inutilmente Bendandi cercò di avvisare le autorità competenti, le quali lo trattarono come un ciarlatano. Bendandi preannunciò una scossa di terremoto devastante per la città di Roma ed aree limitrofe per il giorno 11 maggio 2011, ed un altro sisma di dimensioni ancora più apocalittiche per tra il 5-6 aprile 2012, quando parecchie scosse di terremoto colpiranno a macchia di leopardo tutta la Terra.

Tra i vari ricercatori che hanno aperto nuove strade nell’ambito della fisica iperdimensionale, costruendo modelli simili tra loro, è, per quanto mi consta solo Thomas Bearden ad aver correttamente sottolineato che queste conoscenze di frontiera sono appannaggio da tempo dei militari. I militari sono presto passati dalla padronanza teorica della fisica eterica alle applicazioni per la modificazione climatica e meteorologica, ma chi può scartare la congettura che sofisticate tecnologie non siano impiegate pure per influire su fenomeni solari e planetari? Bearden cita le cosiddette “armi scalari”, mentre la scienziata statunitense Rosalie Bertell chiama in causa energie elettromagnetiche, tra cui emissioni a bassa frequenza, in grado, minando gli equilibri tettonici, di provocare disastrosi terremoti. Anche Bendandi considera i disturbi a bassa frequenza come uno dei prodromi di un sisma. E’ risaputo che molti animali odono questi infrasuoni: dal loro comportamento si potrebbe quindi desumere l’imminenza di una scossa. Sappiamo anche che i sistemi H.A.A.R.P. irradiano onde a bassa frequenza; inoltre molti movimenti tellurici di questi ultimi anni sono stati preannunciati da archi chimici legati alla diffusione di metalli elettroconduttivi in atmosfera. Sono in gioco per lo meno energie elettromagnetiche che agiscono sulle ionosfera.

Recentemente la N.A.S.A. ha ammesso la connessione tra terremoti e ionosfera. “La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia statunitense, vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera.

'Perturbazioni nella ionosfera si possono verificare quando le faglie terrestri, ossia le fratture il cui movimento genera i sismi, raggiungono punti di elevata tensione e creano correnti interne nella crosta terrestre che possono interessare l’atmosfera. Queste correnti sono troppo deboli per essere captate vicino alla superficie della Terra, ma in quota dove anche le più piccole perturbazioni elettriche influenzano le molecole ionizzate dell’alta atmosfera, creano delle alterazioni rilevabili dai satelliti', ha spiegato Eves. Il ricercatore avrebbe dimostrato che in almeno undici casi di forti sismi tali manifestazioni si sarebbero evidenziate da due a quatro giorni prima del sisma. Alcuni geofisici tuttavia, non credono a quando sostiene Eves, in quanto ritengono che le alterazioni della ionosfera siano frequenti e che, al momento, sia difficile identificare quelle imputabili davvero ad un sisma, piuttosto che ad altre cause. Il geofisico ha raccolto in una ricerca tutte le possibili cause di terremoti che sono stati prodotte dall’uomo. Ebbene, ogni anno sono centinaia i sismi prodotti dalle attività umane. La maggior parte di essi, per fortuna, non è rilevata dalle persone, perché così deboli da essere percepibili solo dagli strumenti. In alcuni casi, però, i sismi raggiungono intensità anche molto elevate. In un'occasione, ad esempio, un sisma provocato dall’uomo ha raggiunto il 7.3 della Scala Richter. Christian Klose, della Columbia's Lamont-Doherty Earth Observatory (Stati Uniti), ha classificato le sei attività dell’uomo che più di altre provocano sismi.

La prima è la costruzione di dighe, i cui invasi agendo sulle pareti delle montagne producono spinte tali da provocare terremoti, la seconda è la costruzione di grandi edifici, quelli che superano i 5-600 metri d’altezza, la terza è l’immissione di liquidi in profondità, la quarta è l’estrazione dei gas dal sottosuolo ed è proprio in un caso del genere che si è prodotto il sisma più grave, in Uzbekistan. La quinta è l’immissione di gas in profondità, come quando si immette biossido di carbonio per sottrarlo dall’atmosfera. Infine la sesta causa è legata allo sfruttamento di giacimenti di carbone o di altri minerali, allorché si devono aprire grandi miniere a cielo aperto".

A queste cause se ne può aggiungere un'altra: H.A.A.R.P. H.A.A.R.P., infatti, spinge in alto la ionosfera: il successivo rimbalzo verso il basso provoca i sismi. Questo fenomeno è spiegato nel documentario di History Channel dedicato ad armi elettrodinamiche e chemtrails ed intitolato Weather warfare. E’ un fenomeno illustrato da esimi scienziati: dalle loro dissertazioni traspaiono i risvolti militari di vari interventi sul clima e sugli equilibri naturali.

Leggi qui la seconda parte.



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lunedì 6 luglio 2009

H.A.A.R.P.: una serie televisiva toglie il velo del progetto militare



La rete televisiva statunitense N.B.C. manderà in onda, tra il 26 luglio ed il 2 agosto, una serie dedicata a H.A.A.R.P. La serie è presentata come una "realtà nascosta dietro la finzione", quindi si inserisce nello stesso solco del film Toxic skies in cui la fiction è un pretesto per denunciare un problema concreto.

Ricordiamo che cos'è H.A.A.R.P.

Il termine H.A.A.R.P. è da leggersi per esteso come “High-frequency Active Auroral Research Project” (Progetto attivo aurorale di ricerca ad alta frequenza) ed è stato oggetto di numerose controversie già fin dai suoi inizi, ovvero dalla metà degli anni ’80.

La nascita di H.A.A.R.P. risale al 1987, quando il consulente dell'Atlantic Richfield Corporation (A.R.C.O.), il fisico Bernard J. Eastlund, applicò le sue intuizioni derivate da un brevetto dell'inventore serbo Nikola Tesla (1856-1943) denominato "Metodo ed apparecchiatura per l'alterazione di una regione dell'atmosfera, ionosfera e/o magnetosfera terrestre" numerato U.S. Patent #4.686.605.

L'installazione principale del progetto H.A.A.R.P. si trova in Alaska a Gakona, 150 miglia circa a nord-est di Anchorage. La scelta di questo sito è stata dettata da tre motivi principali:

- la sua vicinanza al Polo e quindi alla zona di concentrazione delle linee magnetiche del nostro pianeta;
- la presenza di notevolissime fonti energetiche naturali nel sottosuolo;
- la sua distanza da centri urbani.

Il programma H.A.A.R.P. ha portato o porterà alla costruzione di un sistema di 365 antenne, alte 22,5 metri capaci di trasmettere con l'obiettivo di migliorare le comunicazioni militari, con un raggio d'energia ad alta frequenza nella ionosfera.

La ionosfera è quella parte di regione atmosferica che inizia sui 50 Km d'altitudine e termina intorno agli 800 Km. Il brevetto militare è così registrato: "Creazioni di lenti ottiche dalla condensazione dell'atmosfera in grado di liquefare il sistema di guida dei missili balistici nemici; messa a punto di antenne virtuali nella stratosfera per agevolare le comunicazioni con i sommergibili nucleari sul fondo degli oceani".

In verità queste antenne possono scoprire laboratori nucleari sotterranei e per giunta far esplodere bombe nemiche nei silos di alloggio. Soprattutto possono modificare le condizioni climatiche in zone specifiche del globo. Al giorno d'oggi, esistono circa 400 brevetti collegati al progetto H.A.A.R.P. e la maggioranza di loro è costituita da progetti offensivi, cioè da armi di aggressione.

Il Professor Alessio Di Benedetto ricorda che con H.A.A.R.P. si possono ottenere i seguenti risultati:

- influire in maniera drastica sul tempo atmosferico;
- provocare terremoti e maremoti;
- interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali;
- generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva;
- eseguire la tomografia della Terra;
- irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità;
- eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.



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mercoledì 22 aprile 2009

Fenomeni luminosi e sismi: alcune note circa la previsione dei terremoti

Lo studioso livornese Piero Giovannini è autore di alcuni libri editi in proprio, in cui, analizzando la struttura della materia, le interazioni fondamentali ed alcuni problemi della fisica, cerca di spiegare fenomeni anomali di solito definiti U.F.O., ossia oggetti volanti non identificati. L'autore, nel saggio intitolato Un diesis per la materia, propugna, a proposito dei dischi volanti, l'ipotesi naturale, poiché nei vari avvistamenti di corpi luminosi (sfere, sigari, dischi...), individua delle cause riconducibili a movimenti tettonici, energie telluriche, campi elettromagnetici, in sinergia con altre manifestazioni che riguardano la gravità e l'antimateria. Purtroppo Giovannelli espone la sua teoria in maniera alquanto astrusa e frammentaria sicché non è possibile valutarne appieno la plausibilità, ma è interessante la sua ricognizione delle concomitanze tra luci nel cielo e terremoti, tra anomalie fisiche ed incidenti aerei.

Il ricercatore, esaminando un'ampia casistica relativa a scosse, a disastri in cui rimasero coinvolti dei velivoli, a globi e lampi nel cielo, intuì un nesso, già negli anni '90 del XX secolo, tra avvistamenti di luci e sommovimenti della litosfera. E' una connessione che è stata messa in evidenza poco prima di alcuni violenti cataclismi, ad esempio in Cina, nel Sichuan.

E' presumibile, come pensa Giovannelli, che sia talvolta la natura responsabile di tali correlazioni, ma, spesso – lo ha appurato, ad esempio, la scienziata statunitense, Rosalie Bertell - sono usate formidabili tecnologie per scatenare sismi e sprigionare energie distruttive, di cui i globi sono segni anticipatori. Si deve supporre che apparati ad hoc come il Pamir ed esplosioni nucleari sotterranee favoriscano il cedimento di faglie: probabilmente gli interventi di manipolazione tettonica si concentrano in aree critiche, in regioni sismiche.

Come ricorda il biologo Giorgio Pattera, molte zone in cui sono avvenuti avvistamenti di U.F.O. sono classificati a rischio sismico medio-alto. Lo scienziato congettura che gli U.F.O. siano interessati a tali distretti contraddistinti da situazione di instabilità del sottosuolo, originata da due fronti energetici che si contrappongono. Quando uno dei due fronti cede, l'energia viene liberata e dà origine al movimento tellurico. "Se vogliamo ipotizzare l'interesse degli U.F.O. per le fonti naturali di energia, in qualsiasi forma si presentino (elettricità, acqua, gravità, radioattività...), questo potrebbe spiegare l'insistenza degli oggetti volanti non identificati lungo queste "autostrade", a scopo di ricognizione e di acquisizione".

L'ipotesi di Pattera non è da scartare, mentre mi pare che sia discutibile la teoria di Giovannelli, laddove vede addirittura nei triangoli del Belgio ed in enormi astronavi delle manifestazioni fisiche, sebbene di una fisica in gran parte ancora da costruire. Anche i matematici tedeschi Franz Bludorf e Grazyna Fosar sono inclini ad ascrivere gli O.V.N.I. a situazioni naturali, ossia ai cosiddetti domini di "vuoto". I domini di "vuoto" sono zone del "vacuum" in cui la gravitazione diventa instabile, mediante la concentrazione di masse negative. In una zona di questo tipo possono accoppiarsi anche delle forze fisiche classiche. Come Giovannelli, Bludorf e Fosar reputano che alcuni incidenti aerei, le cui cause sono rimaste piuttosto oscure, possano essere stati determinati da particolari alterazioni fisiche.

Giovannelli pare aver anticipato la teoria esposta circa quindici anni dopo dai matematici tedeschi, sulla base di studi condotti da scienziati russi, finlandesi, statunitensi. A mio parere, però, ricondurre gli avvistamenti di luci "sismiche", globi, sonde.... a fulmini globulari, a domini di "vuoto", a concentrazioni di plasma, è una generalizzazione: in qualche caso (si pensi agli archi chimici, a certe sonde, ad aeromobili sperimentali), mi sembra evidente una matrice tecnologica, militare; in altri si potrebbe trattare di velivoli non terrestri.

L'osservazione del cielo e di eventuali anomalie luminose potrebbe risultare utile, insieme con altri metodi ed altre rilevazioni (emissioni di radon) per prevedere i terremoti, naturali o artificiali che siano.


N.A.S.A.: i terremoti sono prevedibili

WASHINGTON, U.S.A. -- La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia americana, vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera.



Fonti:

F. Bludorf, G. Fosar, L’Intelligenza in Rete nascosta nel D.N.A., Diegaro di Cesena, 2006
P. Giovannelli, Un diesis per la materia, Livorno, 1993
G. Pattera, U.F.O.: vent’anni di indagini e di ricerche, Parma, 2005-2007

Ringrazio sentitamente gli amici M. e Giorgio Pattera per il prezioso materiale fornito.



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