Visualizzazione post con etichetta dispositivi di aerosol. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dispositivi di aerosol. Mostra tutti i post

giovedì 2 maggio 2019

Diffusione aerea volontaria tramite apparati specifici - Analisi di un delitto



Sebbene non pensiamo sia ancora necessario fornire ulteriori prove a sostegno della "tesi" dell'irrorazione deliberata tramite aerei commerciali, intendiamo fornirvi altri punti di riflessione.

E' grazie alle sempre più chiare e dettagliate immagini che ci forniscono le fotocamere di ultima generazione, se oggi siamo in grado di catturare particolari che, sino a pochi anni fa, non era possibile ottenere. Ora, invece, impiegando apparecchiature ad alta risoluzione, zoom ottici potenti ed inseguitori motorizzati, si riesce a definire le operazioni di geoingegneria clandestina. Si scopre che, in tutta evidenza, i flussi di aerosol provenienti -solo apparentemente- dai motori turbofan degli aerei di linea, sono più di uno. Un non senso! In pratica se da un singolo propulsore, a rigor di logica, si suppone dovrebbe scaturire un singolo flusso (spacciato, come ben noto, per "scia di condensazione"), al contrario le emissioni sono due o anche tre. Questa "anomalia" è ancor più rilevante, considerando che i pennacchi multipli si osservano sovente provenire solo da una gondola motore e non da tutte. Se, infatti, riprendiamo un bimotore, le scie sono tre (due da un motore, una dall'altro), mentre se stiamo filmando un quadrimotore, le scie possono essere sei, sette o più e non quattro! Come si spiega questo fenomeno?



Per quale motivo i gas di scarico, che dovrebbero formare una singola scia di condensazione per ogni motore sono, invece, originati da più parti in corrispondenza di un solo scarico? Inoltre, per quale motivo questa bizzarria non è bilaterale e simmetrica? Se si trattasse di qualcosa di normale, dovrebbe essere bilaterale e cioè tutti i turbofan dovrebbero originare più scie, ma questo non si verifica! Tra l'altro già in passato vi avevamo informati sulla presenza di specifici diffusori sub-alari, proprio installati sulla parte terminale delle gondole motore, per cui ora i conti ora tornano.

Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.



D'altronde è palese che quelle strisce non sono contrails, visto che i sorvoli sono a bassa quota (alla stessa altitudine dei cumuli) ove non sussistono assolutamente le condizioni di temperatura e umidità idonee per produrre alcun tipo di scia di condensazione, persistente o meno che sia. Ma, di fronte alle aberrazioni or ora descritte e ben evidenziate nel filmato, è praticamente impossibile non constatare che trattasi di operazioni di aerosol deliberate, indirizzate a modificare le condizioni chimico-fisiche della nostra bassa atmosfera, attraverso quelle attività note come "inseminazioni igroscopiche delle nubi basse". Guerra climatica, insomma.

Le stranezze non si fermano qui, ovviamente. Sono stati osservati, in diverse occasioni, aerei commerciali che rilasciano prodotti chimici in modo discontinuo, esattamente come quando, adoperando un aerografo per verniciare, ci si trova con l'aver esaurito il liquido da spruzzare: in pratica la pistola a spruzzo non pesca più regolarmente dal serbatoio e quindi tende a "sputare" e di conseguenza il flusso vaporizzato non è più omogeneo. Quanto accade ad alcuni velivoli è esattamente la medesima cosa, confermando, una volta di più, che la storiella delle scie di condensazione è solo una patetica copertura che non potrà reggere ancora per molto, al confronto con i fatti. Comunque è un argomento che tratteremo specificamente in un prossimo articolo.

La lotta per la verità, ne siamo consapevoli, non è conclusa, però siamo certi che quanti sino ad ora hanno mentito alla popolazione (magistrati, giornalisti, "scienziati", meteorologi etc.), saranno giocoforza indotti a pagare caro, per aver avallato e coperto, per anni, questo crimine contro l'umanità.

Loading the player...


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 20 marzo 2019

Geoingegneria bellica - Dispositivi di aerosol di serie sul Boeing 737 Max



L'"incidente" del Boeing 737 Max, occorso nei cieli di Etiopia il 10 marzo 2019, ha risvegliato il nostro interesse riguardo a questo velivolo. Come aveva già anticipato in varie occasioni l'amico Enrico Gianini, ex dipendente dell'aeroporto di Malpensa, la Boeing ha reso "dispositivi di serie" quegli apparati di dispersione aggiunti negli anni passati in "post-produzione" ed impiegati nelle missioni di geoingegneria clandestina ad opera dei velivoli commerciali. In molte occasioni vi abbiamo descritto nei dettagli quali sono le tecnlogie messe in campo per le "inseminazioni igroscopiche delle nubi basse". Vi abbiamo mostrato foto e filmati. Tra queste intendiamo attirare la vostra attenzione sui diffusori della foto seguente.



Come potete vedere i tre tubi, installati dalla compagnia Low Cost EasyJet (e quindi non presenti sull'aereo ad essa consegnato), sono adatti ad una dispersione di composti chimici "ad hoc", che si vanno ad aggiungere al particolato di alluminio, bario, manganese ed altri metalli presenti nella miscela carburante e semicombusti dai turbofan. Gli ugelli in questione, in tutta evidenza, non sono nati in catena di montaggio. Salta, infatti, subito all'occhio che non sono verniciati ed appaiono grossolanamente rivettati sulla parte terminale della gondola motore.

Qui entra in gioco l'attenzione per i dettagli e la curiosità dell'amico Koenig, il quale è andato a spulciarsi alcuni scatti fotografici della componente propulsiva del Boeing 737 Max e ci ha fatto notare come quei dispositivi artigianalmente installati sulla gran parte degli aeromobili per trasporto civile, sul 737 Max sono pure presenti ma, in questo caso, risultano implementati di serie, benché non vi siano riferimenti nel progetto originale. Si veda la foto qui sotto.



Ma c'è un altro dettaglio che è d'uopo segnalare. Quale? E' presto detto: il tubo di dispersione è installato esattamente al centro della gondola motore ed è posto sulla parte finale di quello che è un canale aerodinamico sagomato in modo specifico, tale da accelerare il flusso del liquido (finemente nebulizzato) che viene scaricato proprio attraverso quel tubo, durante il volo, a comando. Quel sofisticato profilo aerodinamico smentisce le spiegazioni addotte per giustificare gli ugelli, che sono descritti come "tubi di scarico di condensa" o "residui di fluidi idraulici".



Se, infatti, si trattasse di semplici ed innocui tubi di scarico per il percolato, il profilo aerodinamico non avrebbe senso. Si crea così un flusso d'aria atto a direzionare opportunamente il getto dell'aerosol emesso in pressione, ed aumentarne ulteriormente la velocità di uscita. E' palese che il canale aerodinamico è stato con attenzione studiato per far sì che il flusso di aerosol intenzionalmente aviodisperso, si avvicini il più possibile allo scarico del Jetfan (lo si nota anche osservando la leggera inclinazione verso il basso dell'orifizio), così da non generare la doppia scia che in tanti filmati è evidentissima, e tradisce l'origine artificiosa di quelle scie sfacciatamente spacciate per condensa.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 3 maggio 2016

Dispositivi installati appositamente sui velivoli commerciali per diffondere composti chimici addizionati ai gas incombusti dei motori



Aerei olografici? Scie di condensazione? Non diciamo corbellerie!

Oltre ai patetici “argomenti” dei negazionisti con la loro ossessiva “reductio ad condensationem” (si perdoni il latino maccheronico), a volte ci si trova a dover fronteggiare inconsistenti elucubrazioni a proposito di presunti aerei olografici, considerati tali perché offuscati dalla nebbia chimica (e velenosa) dai velivoli stessi prodotta ed anche per la scarsa qualità dell'ottica usata per le riprese. Sono filmati realizzati in bassa risoluzione, impiegando strumenti con zoom digitale. Ciò crea degli artefatti che possono trarre in inganno.

Nella fotografia vediamo i dispositivi di aerosol (posti sul piano di coda inferiore) installati su un velivolo passeggeri della Egyptair (777-800). Bisogna comunque osservare che questi apparati sono obsoleti. Infatti sono stati sostituiti (su altri velivoli) da una singola pinna, posta nella stessa area del velivolo, ma in zona centrale, così da far sembrare (a distanza di qualche migliaio di metri) che lo spruzzo provenga dall'A.P.U. (Auxiliary Power Unit). A tal proposito, si leggano gli articoli indicati qui e qui.



Dispositivi di aerosol “gondola motore” e false contrails

Nel paragrafo precedente abbiamo descritto i dispositivi di aerosol predisposti sui velivoli commerciali per disperdere (presumibilmente) elementi biologici sui centri abitati. Ora, invece, affrontiamo la questione dei sistemi di irrorazione atti a simulare le fantomatiche scie di condensazione. Li vedete in foto, mentre potrete verificare, sia in questi scatti sia in mille altri, che le scie emesse da ogni singolo motore sono spesso due o anche tre. Ciò, se si trattasse di vere "contrails", sarebbe impossibile! Il fatto che si vedano due o più fonti, che poi generano una singola traccia, dipende esclusivamente dalla presenza dei dispositivi che vedete in dettaglio. Si tratta di cannelli che il nostro insider ci ha confermato essere installati al solo scopo di aggiungere prodotti chimici che, miscelandosi con i gas incombusti dei carburanti speciali, producono poi il risultato che tutti vediamo: la distruzione della nuvolosità naturale e la sua sostituzione con uno strato tossico (le "innocue velature" dei servizi meteorologici...) atto a facilitare le comunicazioni radar-satellitari e ad impedire la formazione di nubi imbrifere. Come è palese, se vorrete controllare voi stessi, i valori di UR (umidità relativa) crollano in presenza di scie chimiche di tipo persistente, il che è in netta contraddizione, com'è ovvio, con la spiegazione ufficiale che vede l’equazione "maggiore umidità" = più scie persistenti. Insomma... Non fatevi beffare dai CRIMINALI e dai NEGAZIONISTI che tentano di arrabattare giustificazioni di ogni genere, pur di sminuire la questione e di negare l'esistenza di questo genocidio.



Articolo correlato: Sostituzione


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 31 dicembre 2011

Un testimone-chiave conferma: “Sono diffusori, non sensori”

Di seguito la dirompente testimonianza di un manutentore circa l’installazione di dispositivi erogatori sui turbofan (si legga l'articolo a suo tempo qui pubblicato). Per proteggere il teste, sono stati omessi i riferimenti che potrebbero condurre alla sua identificazione. Dalle dichiarazioni, assolutamente genuine e che sono a disposizione delle autorità, si arguisce il coinvolgimento di alcune compagnie civili, insieme con i militari, nelle attività chimico-biologiche.

Praticamente la questione [...] faccio il [...] e lavoro per [...] ed ho cominciato ad approfondire l'argomento e ti posso dire che ci sono state [...], a seguito della pubblicazione della foto del 737 della Ryanair con quel "piccolo sensore" (in realtà l'apparato misura circa 4 cm di diametro ed appare essere un tubo - n.d.r.), ho chiesto ai miei amici della manutenzione, che cosa fosse quell'apparecchio e mi hanno detto che era un sensore di pressione. Tanto è vero che mi sono fatto aprire il motore e poi sono capitati a [nome dell'aeroporto] altri aerei di altre compagnie anche charter che avevano un apparato leggermente diverso... non un tubo di Venturi, ma quasi con qualche modifica.

Così ho chiesto al solito mio contatto: "Ma di che cosa si tratta?" e l'ho visto un po' cambiato... un po' perplesso. Dopo qualche giorno, mi ha chiamato il responsabile della sicurezza dell'aeroscalo e mi ha invitato a non interferire, a non indagare su argomenti che esulano dalla mia mansione, perché quella è una cosa più tecnica, a livello di management, competenza di tecnici, ingegneri che lavorano sull'impiantistica di bordo. Questo personaggio mi ha invitato a desistere, a non eseguire ulteriori indagini ed a non scattare fotografie.



La cosa sembrava finita lì. Dopo qualche giorno, però, mi ha contattato un'altra persona che mi ha quasi minacciato, invitandomi ad evitare assolutamente ad interessarmi di alcune cose, pena sanzioni o addirittura allontanamento dal posto di lavoro e guai seri che avrei passato io etc. etc. Suppongo che questa persona sia stata mandata appositamente e che faccia parte dell'organizzazione, probabilmente internazionale etc. etc. Forse credo che ci siamo capiti. Da quel momento in poi purtroppo ho dovuto abbandonare la questione ed ho notato di essere controllato a vista.



Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 6 settembre 2009

Modificazione climatica, scie chimiche e geo-ingegneria: che cosa sta avvenendo nei nostri cieli?

L'articolo che proponiamo, intitolato Modificazione climatica, scie chimiche e geo-ingegneria: che cosa sta avvenendo nei nostri cieli?, è stato tradotto dall'amico Mike di Dirty Sky Sardinia. Nel testo di Christopher Croce, tratto da Examiner.com, sono dipanate le principali tappe dell'operazione "scie chimiche". In questo modo sono evidenziate le sfaccettature salienti dell'atroce problema.


Accade in tutto il mondo senza alcuna approvazione pubblica. In Germania, Italia, Regno Unito, Cina, Stati Uniti d'America, ovunque, aerei rilasciano scie minacciose nel cielo. Queste scie di aerosol contengono particelle che permangono per ore, venendo disperse dal vento per poi ricadere al suolo.

A partire dalla Seconda guerra mondiale, come modo per manipolare i sistemi radar, i militari avrebbero diffuso nubi di particelle in cielo contenenti alluminio, fibre di vetro metallizzato o polimeri.

Le particelle darebbero una falsa eco sui sistemi radar, rivelandosi una perfetta copertura per gli aerei su un campo di battaglia. Questo programma chiamato CHAFF è ancora utilizzato nei cieli statunitensi, senza alcuna vera spiegazione sul perché.

Ora, questo tipo di intervento nella nostra stratosfera è stato applicato alla geo-ingegneria, sotto forma di modificazioni climatiche. L'evento più pubblicizzato è stato quello delle Olimpiadi del 2008, quando i Cinesi usarono prodotti chimici per il controllo delle precipitazioni a Pechino. Questo sta accadendo in tutto il mondo, senza alcun riguardo per il rilascio di sostanze chimiche nell'ambiente.



In Germania, un meteorologo ha citato in giudizio i militari per le scie chimiche che egli ha ripetutamente registrato sul radar. "Le scie erano così grandi...", ha detto, "devono avere rovesciato tonnellate di particelle per creare nuvole così grandi, che apparivano istantaneamente sul radar". Tutte queste particelle cadono a terra e vengono assorbite nell'ambiente.

Negli Stati Uniti un testimone in Arkansas riportò il passaggio di aerei che rilasciavano scie nel cielo e raccolse in seguito un campione di particelle che fluttuavano in aria. Diede il campione ad un'agenzia di stampa che l'analizzò ed i risultati mostrarono livelli insolitamente elevati di bario.

Mark Ryan, direttore del Centro per il controllo delle malattie, ha spiegato che l'esposizione a breve termine al bario può portare a problemi allo stomaco, dolori al petto, mentre l'esposizione a lungo termine provoca problemi di pressione sanguigna e di indebolimento del sistema immunitario.

Il Council on Foreign Relation (C.F.R.) ha riferito, in una conferenza dal titolo Unilateral Geo-engineering, che, nonostante la grande incertezza ed i rischi significativi, come l'acidificazione degli oceani, la distruzione delle barriere coralline e le modifiche nella composizione di ecosistemi terrestri, la geo-ingegneria potrebbe essere necessaria per evitare o invertire alcuni drammatici cambiamenti nel sistema climatico.

L'aspetto di fondo è che la geo-ingegneria potrebbe non funzionare come previsto, comportando ingenti conseguenze impreviste sui sistemi climatici come pure per gli ecosistemi terrestri ed i cittadini cui non è stata data un'opportunità di scelta in merito alla questione.

Links utili:

http://www.youtube.com/watch?v=RWsQ2KnIvH0

http://www.cfr.org/content/thinktank/GeoEng_Jan2709.pdf

http://usasearch.gov/search?v%3Aproject=firstgov&query=chaff+%2B+2009&affiliate=noaa.gov


Fonte: examiner.com

Leggi qui lo studio su Dirtyskysardinia e qui l'originale in inglese.






Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in
questa pagina.


Attacco all'informazione CLICCA QUI

TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 3 agosto 2009

Il motore turbofan ed i possibili dispositivi di aerosol

Quando si discute di scie chimiche e di appositi irroratori adatti allo scopo di disperdere gli elementi chimici richiesti dal "progetto copertura", la risposta dei negazionisti è sempre stata: "IMPOSSIBILE! Gli elementi miscelati al carburante rovinerebbero i delicati meccanismi dei turbofan ed inoltre verrebbero alterati durante il processo di combustione". In parte questa obiezione è fondata e, in effetti, è più semplice dotare i velivoli (così come avviene) di alcuni ugelli di dispersione sui profili alari. In molti filmati e fotografie ciò risulta evidente. E', però, vero che, in molti casi, soprattutto da alcuni anni a questa parte, sono sempre più frequenti i sorvoli di apparecchi che rilasciano dense scie chimiche a bassa quota e che tuttavia sembrano provenire solo dai motori.

Abbiamo visto che i carburanti, sia per velivoli militari sia per velivoli civili, adottano speciali additivi, preparati ad hoc secondo particolari specifiche (si veda lo STADIS 450), ma, per quanto riguarda altri elementi da diffondere, gli avvelenatori del pianeta abbisognano di tecniche di aerosol che, da un lato, non degradino gli elementi dispersi e, dall'altro, non evidenzino anomalie in chi osserva e/o fotografa gli aerei adibiti alle operazioni clandestine di aerosol.

Esaminando il funzionamento di un moderno Turbofan, possiamo osservare che l'80% dell'aria convogliata nel motore viene da esso bypassata ed espulsa, senza che essa entri in contatto diretto con la camera di combustione. Infatti, al fine di garantire silenziosità ed efficienza, solo il 20% dell'aria che affluisce dalla ventola principale del turbofan entra nella camera di combustione, bruciando con il carburante.

Per comprendere bene quali possono essere i mezzi a disposizione di chiunque voglia modificare un velivolo in modo semplice, economico e senza che tali modifiche suscitino sospetti, bisogna comprendere il principio di funzionamento di un turbofan: il motore aereo più diffuso al mondo. Per questo abbiamo abbiamo preso a modello un CMF-56 di ultima generazione, il cui schema non si differenzia molto dai turbofan di altre case costruttrici.



Vediamo come funziona un motore turbofan

Affinché un velivolo si possa muovere e volare, è necessaria una forza di spinta che viene generata accelerando il flusso d'aria tra la parte anteriore e quella posteriore del motore. Ciò viene ottenuto tramite una ventola intubata di grandi dimensioni collocata nella parte anteriore del motore.

Questi sono i componenti del motore:

la prima ventola (fan) di grande diametro; i compressori a bassa ed alta pressione, con vari stadi che gradualmente aumentano la pressione dell'aria che scorre attraverso gli stadi; la camera di combustione, in cui il carburante del jet è mescolato all'aria combusta; le turbine ad alta e bassa pressione dove l'alta pressione dei gas è ridotta, non appena le turbine dirigono i gas nella ventola.

Dei cinque stadi della turbina, uno sviluppa alta pressione; gli altri quattro bassa pressione.

In conclusione questo è l'intero apparato

Il CMF56 è un "high by-pass ratio engine" ossia un motore ad alto rapporto di diluizione tra aria fredda ed aria calda.

Il primo flusso passa attraverso la camera di combustione, il secondo passa solo attraverso la ventola. L'80 per cento dell'aria accelerata dalla ventola è diretto al condotto di by-pass e garantisce l'80 per cento dell'aria fredda del motore. Il primo flusso passa attraverso tre sezioni: attraverso i compressori, la camera di combustione e le turbine. Prima che venga espulsa, l'aria passa attraverso questi meccanismi assemblati. L'aria viene compressa nei compressori di alta e bassa pressione e la temperatura arriva a 450 gradi Celsius.

data="http://www.tanker-enemy.com/Video/Scheme_Turbofan.swf">



Il carburante viene espulso ed iniettato. La miscela di aria e carburante porta la temperatura a 1700 gradi Celsius. Infine l'energia accumulata viene estratta nei cinque stadi delle turbine, immediatamente fuori dalla camera di combustione.

In definitiva, l'aria esterna viene aspirata dalla ventola nel compressore poi forzata nella camera di combustione e, mescolandosi con il combustibile, crea una miscela la cui accensione determina l'espansione dei gas caldi che azionano la turbina e generano la spinta per l'aereo.

L'aria rimanente passa al di fuori.

Il turbofan è un motore a doppio flusso: l'aria è compressa, è riscaldata dal carburante combusto, dopo che è passata attraverso le turbine che sono composte dai compressori e dalle ventole.


Nel mese di marzo un lettore (P.C.) che ringraziamo, ci segnalò uno strano "tubo" che spuntava nel tunnel di entrata del turbofan di un 737 della RyanAir. Questo "accessorio" risulta essere stato aggiunto, previa modifica del progetto iniziale del velivolo ed è associato ad evidenti rivettature e smerigliature del metallo. Nella "conchiglia" motore non fornita di tale "accessorio", normalmente la superficie appare liscia e scevra da particolari interventi. Esistono esemplari simili ed ufficialmente viene spiegato che si tratta solo di innocui sensori per la rilevazione della temperatura esterna, ma risulta per lo meno strano che un sensore dell'aria venga posto in una zona così delicata del motore, anziché, semmai, in un punto immediatamente vicino, ma, magari, all'esterno della gondola motore. Inoltre il loro aspetto non si avvicina molto ai veri sensori termici che, per altro, dovrebbero essere a filo della superficie interna della conchiglia motore, non essendo sensori ad immersione in un liquido.

Esperti di aeronautica con i quali ci siamo consultati in queste settimane ci hanno confermato che, effettivamente, questo tipo di modifica risulta non usuale e non trova giustificazioni plausibili. Inoltre, pur avendo esaminato innumerevoli schemi di motori del tipo turbofan, non abbiamo riscontrato, in nessun caso, la presenza di sensori in tale porzione del motore, a livello di progetto.

Sensori di temperaturaSe, invece, si volesse immaginare un dispositivo per irrorare veleni nella biosfera, quella sarebbe la posizione ideale, poiché la depressione creata dal fan principale porterebbe il prodotto da disperdere direttamente nel condotto ove viene by-passato l'80 per cento dell'aria che affluisce al turbofan. Ciò implicherebbe due "vantaggi":

a) Gli elementi da disperdere in atmosfera non entrerebbero nella camera di combustione. Ciò confuterebbe l'obiezione dei disinformatori, secondo i quali non si possono addizionare composti chimici in un motore, poiché essi brucerebbero con il carburante.

b) Il cono di uscita sarebbe vicinissimo a quello dei gas di scarico e ciò renderebbe difficile, ad un occhio non attento, il palesarsi dell'irrorazione. Osserviamo, però, che, in molti filmati e foto, i coni di uscita prodotti dalle scie sono spesso tre, rispetto a due motori oppure cinque, oppure sei rispetto ai quattro motori. A tal proposito è utile visionare questo filmato.

Considerando che il 20% dell'aria calda proveniente dalla camera di combustione, in uscita dal turbofan, si miscela ma solo parzialmente con l'80% dell'aria fredda by-passata dal motore, si può supporre che gli elementi diffusi dallo speciale ugello, collocato prima della ventola principale, non vengano sostanzialmente alterati nella loro composizione chimica.

Un tecnico militare addetto alla manutenzione e revisione delle componenti dei motori per aerei civili e militari ci ha riferito circa l'anomala ed anticipata usura della prima ventola di grande diametro che, guarda caso, sarebbe l'unico elemento rotante a diretto contatto con eventuali composti chimici abrasivi o corrosivi.


Fonti:

Bologna-airport.it
CFM56.com
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. turbofan





Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in
questa pagina.


Attacco all'informazione CLICCA QUI

TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...