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giovedì 2 marzo 2017

Matteo Salvini: interrogazione sulla geoingegneria clandestina



Quasi nessuno sa che Matteo Salvini, attuale segretario della Lega Nord, in qualità di parlamentare europeo, presentò nel 2013 un’interrogazione sulla geoingegneria clandestina alias scie chimiche (in inglese chemtrails). Non esprimiamo giudizi di valore su Matteo Salvini, limitandoci ad una doverosa cronaca, in un’epoca in cui l’informazione oggettiva è del tutto scomparsa dai media ufficiali, sostituita o da notizie false (le cosiddette “fake news” la cui diffusione è propugnata dalla Signora Boldrini) o da una vergognosa propaganda a favore del regime.

Interrogazioni parlamentari
17 luglio 2013
E-008804-13

Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione

Articolo 117 del regolamento
Matteo Salvini (EFD)

Oggetto: Scie chimiche e geoingegneria

Una vasta parte della comunità scientifica internazionale ritiene che le scie rilasciate dagli aerei disperdano nell'aria sostanze tossiche, quali alluminio, bario e ferro, e siano pertanto estremamente pericolose. La presenza di queste sostanze nell'atmosfera e gli effetti che hanno sull'uomo — si veda la sindrome di Morgellons, già oggetto d'interrogazione parlamentare (E-002906/2012) –, su fauna, flora e quindi sull'intera catena alimentare sono stati illustrati durante un seminario che si è tenuto in seno al Parlamento europeo nel marzo 2013.

Può la Commissione spiegare su quali basi scientifiche l'inalazione continuata di metalli pesanti e il depositarsi di essi sul suolo (contaminando acqua e cibo) siano del tutto innocui per il mantenimento di elevati standard qualitativi di vita di 500 milioni di Europei?

Le informazioni pubbliche riguardo a scie chimiche e geoingegneria appaiono inadeguate. Solo sul sito del Parlamento tedesco è possibile trovare documenti che spiegano che cos’è la geoingegneria. Come mai queste informazioni sono taciute nella gran parte degli Stati europei e dalla Commissione europea? Qual è il livello di coinvolgimento dell'Agenzia europea dell'ambiente?

Nel settembre 2009 (risposta all'interrogazione E-3730/2009 dell'on. Jim Higgins), la Commissione dichiarò di aver intenzione di seguire gli sviluppi scientifici in questo campo e di intervenire, una volta che l'impatto fosse più chiaro. Può la Commissione riferire quale sia lo stato di avanzamento di questi sviluppi scientifici da essa seguiti?

Nel settembre 2011 (risposta all'interrogazione E-006621/2011 dell'on. Nessa Childers), la Commissione si impegnò ad “indagare sulle ripercussioni climatiche non correlate alle emissioni di CO2 del settore aereo” ed a “presentare una proposta in merito, nel quadro delle politiche globali dell'Unione europea in materia di cambiamenti climatici in futuro”. Può la Commissione fornire informazioni sullo stato di avanzamento di queste indagini e di tale proposta?

GU C 87 E del 26/03/2014
Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013


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mercoledì 4 marzo 2015

Deficit cerebrali da sostanze chimiche: è allarme

Alcuni lustri fa, quando ancora non sapevamo che cosa fosse la geoingegneria illegale, ipotizzammo che le carenze cognitive delle nuove generazioni, deficit che si conclamano nei cosiddetti disturbi dell’apprendimento, fossero da ascrivere in gran parte all’inquinamento ambientale. Avevamo ragione. Da tempo alle tradizionali fonti di contaminazione, si sono aggiunte le chemtrails che rischiano di dare il colpo di grazia a bambini ed adolescenti tra cui, non a caso, dislessia, disgrafia, autismo etc. stanno toccando livelli epidemici. L’articolo che pubblichiamo, con tutte le credenziali medico-scientifiche, lancia l’allarme sul nesso tra diffusione nell’ambiente di sostanze nocive e patologie degenerative del cervello. Tra i veleni è menzionato pure il manganese… Vengono in mente quei lubrificanti-additivi per carburanti avio che contengono appunto questo metallo. [1]



Aumenta l'elenco delle sostanze diffuse nell'ambiente che potrebbero causare alterazioni nel cervello in via di sviluppo, con esiti che vanno dal deficit di attenzione a difficoltà di apprendimento. I due esperti, che lanciano l'allarme dalle pagine di "Lancet Neurology", chiedono una strategia di prevenzione internazionale che attribuisca ai produttori l'onere di dimostrare che i loro prodotti sono a basso rischio con test simili a quelli adottati per i farmaci.

"Il numero di sostanze chimiche che potrebbero provocare alterazioni nello sviluppo cerebrale fetale ed infantile è raddoppiato nel corso degli ultimi sette anni e continua ad aumentare l'elenco di composti chimici potenzialmente in grado di danneggiare l'encefalo. Poiché molte di queste sostanze si trovano in oggetti di uso quotidiano come capi d'abbigliamento, mobili e giocattoli, è necessario provvedere urgentemente ad una revisione dei regolamenti nazionali ed internazionali per la valutazione del rischio". E' questo l'appello pubblicato su “Lancet Neurology” in cui Philippe Grandjean e Philip J. Landrigan – rispettivamente della Harvard School of Public Health e delle Icahn School of Medicine at Mount Sinai – fanno il punto sul problema.

Se nel 2006 le sostanze neurotossiche per lo sviluppo cerebrale erano sei (piombo, metilmercurio, arsenico, policlorobifenili e toluene) ora si hanno prove che la stessa azione è esercitata da altri sei prodotti chimici: manganese, fluoruri, pesticidi chlorpyrifos e DDT, tetracloroetilene, ritardanti di fiamma a base di polibromodifenileteri (PBDE) - con effetti che potrebbero andare dal disturbo da deficit di attenzione alla dislessia fino a patologie ancora più gravi. Infatti, anche se la placenta è in grado di filtrare attivamente molte sostanze - osservano gli autori - non riesce a bloccare il passaggio dalla circolazione materna a quella fetale di molti composti tossici ambientali.

Nei soli Stati Uniti, i costi annuali diretti e indiretti conseguenti all'avvelenamento da piombo nella popolazione infantile sono stimati in circa 50 miliardi di dollari e quelli da metilmercurio in circa 5 miliardi di dollari, ma questa potrebbe essere solo la punta di un iceberg, stando a Grandjean e Landrigan, secondo i quali potrebbe essere in atto una “pandemia silenziosa” di deficit neurocomportamentali che eroderebbero l'intelligenza ed altererebbero i comportamenti.

Per dare un'idea delle dimensioni del problema, gli autori riportano anche i risultati di studi che hanno posto in relazione la riduzione del potenziale intellettivo di una popolazione con la capacità produttiva ed il P.I.L. della nazione: ad ogni punto di QI perso, corrisponderebbe ad una perdita economica nell'arco della vita lavorativa stimabile in almeno 12.000 euro. Dato che in seguito all'esposizione al metilmercurio nell'Unione Europea vanno perduti circa 600.000 punti QI all'anno, tutto questo potrebbe tradursi in un danno economico annuo che si avvicina ai dieci miliardi di euro. Questo per quanto riguarda le sole sostanze nocive allo sviluppo cerebrale, ai cui effetti andrebbero aggiunti quelli delle oltre 200 capaci di danneggiare il cervello adulto.

Purtroppo, scrivono gli autori, la maggioranza delle oltre 80.000 sostanze industriali usate negli Stati Uniti non è mai stata analizzata rispetto agli effetti tossici che potrebbero pregiudicare lo sviluppo del cervello del feto o di un bambino. "La nostra grande preoccupazione - affermano i due esperti - è che i bambini di tutto il mondo siano esposti a sostanze chimiche tossiche non riconosciute”. Per questo gli scienziati propongono una nuova strategia di prevenzione internazionale che attribuisca ai produttori chimici l'onere di dimostrare che i loro prodotti sono a basso rischio attraverso una serie di esami simili a quelli adottati per i farmaci.

All'obiezione sui costi elevati di queste procedure, gli autori rispondono con un dato: negli Stati Uniti, si stima che ogni dollaro speso per ridurre i rischi legati al piombo produca un beneficio in media dai 17 dollari ai 220 dollari, a seconda che si considerino i risparmi diretti o anche indiretti, senza contare che “i costi collegati alle conseguenze della neurotossicità durante lo sviluppo cerebrale sono enormi, mentre i benefici circa la prevenzione delle patologie degenerative del cervello sono obiettivamente rilevanti”.

Fonte: Lescienze.it


[1] Un additivo avio è il Metilciclopentadienil tricarbonil-manganese (MMT), oggetto di numerose interrogazioni parlamentari presentate alla commissione europea, in merito alla sua accertata neurotossicità.

Articoli correlati:

- Filamenti aviodispersi: ulteriori conferme che le compagnie civili sono all'origine dell'inquinamento della biosfera
- La prova inconfutabile che siamo avvelenati con il piombo: 571 tonnellate di piombo sono diffuse negli Stati Uniti ogni anno attraverso l’aviazione civile
- Il coinvolgimento delle compagnie aeree civili nelle operazioni di geoingegneria clandestina


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giovedì 9 dicembre 2010

Scie chimiche a Cipro

Negli ultimi due anni sono aumentate e le informazioni sulle attività di Britannici e Statunitensi che, attraverso gli aerei delle loro basi a Cipro, potrebbero alterare i regimi pluviometrici della nostra isola.

Secondo varie relazioni, le basi britanniche a Cipro presumibilmente sono parte del sistema H.A.A.R.P. (High Frequency Active Auroral Research), che mira a controllare il clima a beneficio di Stati Uniti e dei suoi alleati. Le informazioni collegano velivoli statunitensi del tipo KC-10, KC-135 con H.A.A.R.P. e con le scie chimiche (chemtrails), cioè dispersione nell'atmosfera di composti contenenti alluminio e bario.

Bisogna rilevare che l'impatto sulla salute dell'esposizione ad alluminio e bario è estremamente grave. L'accumulo di questi metalli può causare morbo di Alzheimer, ipertensione, asma, allergie, polmonite etc. Il bario interferisce con il funzionamento del sistema immunitario. Il problema è stato discusso dalla Commissione parlamentare per l'ambiente a marzo ed a ottobre del 2010, su iniziativa di alcuni movimenti ambientalisti. Dopo la discussione del tema in Aula (marzo 2009), era stata creata una commissione per lo studio del fenomeno. Purtroppo, per motivi sconosciuti, la commissione ha sospeso i lavori, solo dopo due incontri tenutisi nel giugno del 2010.

La "British High Commission" ammette che Cipro è sorvolata da particolari aerei statunitensi, come risulta anche dalla risposta fornita dal Ministro degli esteri, Markos Kyprianou, interrogato dal deputato ambientalista, onorevole Perdikis. [...] George Perdikis presentò un'interrogazione in Parlamento il 21 giugno del 2010, con l''istanza rivolta all'esecutivo greco-cipriota di compiere indagini ad hoc.

Il Ministro responsabile (titolare del Dicastero dell'agricoltura, delle risorse naturali e dell’ingegneria ambientale) con una risposta scritta, pervenuta in data 27 agosto 2010, ha spiegato che le analisi chimiche delle chemtrails su Cipro richiedono attrezzature scientifiche e competenze tecniche di cui il Servizio meteorologico ed il Ministero dell'ambiente non dispongono. [...]

I parlamentari ecologisti chiedono l'immediata interruzione di questi sinistri esperimenti.

Fonte: sigmalive



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